“AMICA ACQUA”/ SUL SENTIERONE DI BERGAMO LA MOSTRA DEI LAVORI: INTERVISTA A FRANCO GATTI, PRESIDENTE DEL CONSORZIO DI BONIFICA


NELLE FOTO: IL PRESIDENTE FRANCO GATTI, IL VICE PRESIDENTE MARIO SCAINI ED IL DIRETTORE GENERALE MARIO REDUZZI, ALLA PREMIAZIONE DI “AMICA ACQUA 2013”

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Al Quadriportico del Sentierone di Bergamo in questo fine settimana approdano in mostra i lavori che le scuole hanno realizzato per la V edizione di “Amica Acqua”, la “campagna educational” che il Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca propone al mondo scolastico sul tema dell’acqua come bene e risorsa. L’iniziativa ci dà l’opportunità di scambiare un’intervista con il dott. Franco Gatti, che dal gennaio scorso è il Presidente del Consorzio di Bonifica. 

 

Presidente, è passato giusto un mese dalla premiazione del 16 maggio per la manifestazione finale di “Amica Acqua 2013”. Quale è stata la sua personale impressione per quell’evento

E’ stata una mattinata molto interessante, che mi ha davvero stupito, anche se non sono a digiuno di questo tipo di esperienze ed attività. Mi hanno colpito indubbiamente la forte partecipazione ed il caloroso entusiasmo, che sono poi tipici delle nuove generazioni quando prendono parte ai concorsi, una formula intelliegnte per affrontare le materie  scolastiche in modo meno pesante e più creativo. Il che mi ha fatto pensare: se siamo riusciti a stimolare tutto questo – ossia, se siamo riusciti a far crescere un po’ la cultura dell’ambiente ed il valore della conoscenza di un elemento   primario quale è l’acqua – vuol dire che abbiamo raggiunto il nostro scopo ed i nostri obiettivi. Ciò riguarda anche  l’altra nostra iniziativa, destinata ad un pubblico più adulto ed al mondo dell’arte. Sono attività interessanti e coinvolgenti, per le quali dobbiamo evitare il rischio di farle rimanere in un contesto isolato, un po’ a se stante. Sono convinto che debbano essere valorizzate, eventualmente inserite e amplificate in un ambito più ampio, come ad esempio può essere un “festival della bonifica” o “una festa dell’acqua”. Mi piacerebbe recuperarle all’interno di un discorso e di un messaggio più grandi, proprio perchè sono attività importanti.

Ho apprezzato in modo particolare il concorso rivolto alle scuole, anche perchè abbiamo raggiunto dei risultati. Non è stata un’attività estemporanea, di facciata – che magari fa piacere solo ad una ristretta cerchia di persone e di numeri – ma ha coinvolto attivamente tanti giovanissimi, interpretando le esigenze della scuola, dei ragazzi e dei docenti che, sulla nostra idea, hanno lavorato e realizzato lavori molto interessanti.

Anche il concorso “Amica Acqua” da 5 anni contribuisce di fatto a considerare la funzione del Consorzio di Bonifica. Perchè è importante questo ente?

L’iniziativa rientra nei nostri obiettivi di far crescere la cultura dell’acqua e della bonifica, partendo dal mondo della scuola. Se viviamo in un territorio – che ci siamo  ritrovati dopo che i millenni e l’uomo l’hanno lavorato e  mantenuto – non possiamo far finta di niente e dire che “tanto qualcuno ci penserà”. Il territorio è nostro e lo dobbiamo mantenere e gestire come noi lo vogliamo. Ciò che noi compiamo sul territorio è uno specchio del nostro comportamento, delle nostre azioni e delle nostre scelte. Dipende essenzialmente da noi se vogliamo che sia bello, di qualità e con determinate caratteristiche. Non possiamo dire che “tanto qualcuno ci penserà”, perchè poi non potremo lamentarci se accadono fatti disastrosi, se l’acqua ci arriva in casa o allaga intere aree.

Alle polemiche di pochi verso il Consorzio di Bonifica, che  richiede un piccolo contributo annuale, rispondo che tale somma garantisce un servizio che consente di gestire e mantenere una rete di canali che necessita continui ineterventi ed investimenti. Credo che nel territorio si debba continuare ad investire. Coloro che in passato hanno realizzato le grandi opere, hanno investito nel futuro e nello sviluppo della nostra pianura e della provincia. E’ questo il concetto stesso della nostra azione: se non investiamo sul territorio, non investiamo sul futuro. E la mancanza di futuro colpisce tutti indistintamente, non solo qualcuno.  E’ un messaggio chiaro.

Presidente Gatti, pensando ad un ipotetico tema da lanciare alle scuole nella prossima edizione di “Amica Acqua”. A che cosa si potrebbe pensare?

Penso sia interessante continuare ad invitare le nuove generazioni a guardare, e prendere coscienza, del nostro territorio, verificando come tutti possiamo lavorare per trasformarlo in meglio. Se ben pensiamo, l’acqua è proprio quell’elemento che storicamente ha sempre modellato la nostra terra, ha sempre dato sviluppo e benessere al territorio. Ma ha pure provocato devastazioni. Ecco, non dobbiamo dimenticarci anche questo aspetto: l’acqua esprime, non solo simbolicamente, tutto il concetto di  forza, di energia. Potrebbe essere interessante ragionare attorno a queste realtà In fondo, come è stato fatto in questi anni, occorre spingere i giovani a ragionare su ciò  che noi siamo, su ciò che vediamo e come lo vorremmo vedere, domani e dopodomani, in modo da lasciare un ambiente ideale a chi verrà dopo di noi.

In questo fine settimana, al Quadriportico del Sentierone, in Bergamo, avrà luogo la mostra dei lavori realizzati dalle scuole per “Amica Acqua”. Una opportunità da non mancare?

Certamente. La mostra è un’occasione significativa per tutti. C’è stata la premiazione delle scuole, ma ora è importante anche ammirare dal vivo le varie opere, vedere il lavoro e l’impegno profusi da tanti ragazzi insieme agli insegnanti. E’ qui mi piace rilanciare un altro messaggio, che riguarda il rapporto di collaborazione tra il ragazzo ed il docente che  guida, coordina, stimola e valorizza la creatività degli allievi. Credo che la mostra sia una opportunità da cogliere.

Lei è alla guida del Consorzio di Bonifica da pochi mesi. Come ha affrontato questo periodo di “rodaggio”?

Ho preso soprattutto coscienza dei problemi di un territorio, che – pur se delimitato – è molto diversificato, coinvolgendo 107 comuni, 3 province, circa 300 mila consorziati ed una realtà di ben 5.000 chilometri di canali idrici da seguire. Come si può capire, è un insieme di numeri molto importanti. Solo nella pianura, si stende un reticolo di canali che, ad esempio, è stato messo a dura prova nelle passate settimane, causa le piogge abbondanti. Tanto per esemplificare, se in un anno si registra un metro di pioggia, questi mesi primaverili ne hanno coperto da soli i  ¾  del totale. Nonostante l’evenienza, la rete ha comunque funzionato, anche se alcuni “segnali” ci dicono che  dovremo prepararci ad interventi sul sistema territoriale. Come si vede, è un lavoro continuo. Chi mi ha preceduto ha lavorato bene e noi continueremo a fare altrettanto nell’interesse del terriotorio e dell’ambiente. Se creiamo un ambiente attrattivo e di qualità, creiamo anche vita migliore, fonte di  sviluppo per le attuali generazioni e per quelle che verranno.  

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