FIRENZE: UNO STRAORDINARIO LUOGO DI ARTE E DI STORIA PER LA PRESENTAZIONE DI “QUANDO IL GIORNO ERA UNA FRECCIA” (22 MAGGIO)  


Firenze cornice di eccezionale bellezza per la presentazioni del  libro “Quando il giorno era una freccia”. Dopo i riuscitissimi incontri di Palermo (12 maggio) e Salerno (15 maggio), venerdi 22 maggio (ore 21) sarà l’antica Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella, in via della Scala, ad ospitare una serata-evento dedicata al libro dell’AGeSC. L’incontro avrà una caratterizzazione particolare: una sorta di botta e risposta tra Roberto Alborghetti, autore del libro, e giornalisti, educatori, esperti di comunicazione ed esponenti dell’associazionismo fiorentino. Il tutto in una “location” davvero suggestiva, messa gentilmente a disposizione da Eugenio e Benedetta Alphandery. La “Officina” – fondata nel 1612 – è una meta irrinunciabile anche per coloro che approdano in visita turistica a Firenze. Come annota l’autrice Carmelina Rotundo, vi si incontra la “magia di profumi” che  Messer tempo le ha conferito; la laboriosità di frati  che alla preghiera hanno unito la coltivazione di  campi,  per trarne  erbe a beneficio della salute ed ad abbellimento del corpo: una magia dei profumi irresistibile ancor oggi che qui  rimane nel solco di una secolare tradizione e di un grande rinnovamento sempre in atto grazie alla sapiente attenta opera della proprietà

Ogni prodotto dell’Officina potrebbe raccontare la propria storia, come ad esempio “l’Acqua della Regina”, essenza studiata e realizzata appositamente per Caterina de’Medici che, incoronata Regina di Francia, fece   conoscere ed apprezzare anche in quel paese il suo prezioso profumo. Non si possono tralasciare altre antiche ricette, quali il Liquore Mediceo, l’Alkermes, l’Elisir di China, l’Aceto dei Sette Ladri e l’Acqua di Santa Maria Novella. Tra le tante erbe medicinali coltivate ed utilizzate dai frati domenicani, la più importate è la balsamite o erba di Santa Maria, tuttora utilizzata per la preparazione delle pasticche e dell’Acqua di Santa Maria Novella.

Scrive sempre Rotundo, che la pianta di balsamite era coltivata nell’orto monastico e veniva raccolta nel periodo di San Giovanni, patrono della città di Firenze che si celebra il 24 giugno. L’Erba veniva poi distillata in alambicchi, per poi ottenere l’Acqua Aromatica e l’olio essenziale, ingredienti fondamentali dei 2 antichi medicamenti. L’Acqua di Santa Maria Novella, conosciuta all’epoca come Acqua Antisterica, ha proprietà antispasmodiche, digestive, dissetanti. Ancora oggi il procedimento di coltivazione, raccolta e distillazione segue l’antica tradizione. L’Aceto dei Sette Ladri è in realtà un aceto aromatico e la leggenda racconta che durante il periodo della pestilenza  fosse impiegato da sette predoni, ognuno dei quali conosceva un componente ed ignorava gli altri sei. Questo rimedio permetteva loro di saccheggiare i malati senza essere contaminati. Veniva passato sulle mani e sul viso oppure fatto bruciare nelle case per preservarsi dalle malattie contagiose in genere. Fa ancora parte delle farmacopea tradizionale ed è usato, come stimolante e per purificare l’aria.

UN VERO E PROPRIO MUSEO

Meta irrinunziabile per il “fascino dell’ eleganza” dei suoi ambienti, testimonianza storiche mozzafiato, i locali di via della Scala, tutt’oggi adibiti alla vendita e fino a pochi anni fa anche cuore della produzione della Santa Maria Novella, sono vere e proprie sale museali: l’Antica Spezieria, oggi erboristeria, riservata alla vendita ed all’esposizione dei prodotti dal 1612 al 1848; la storica Sala di Vendita, ristrutturata nel 1848, quando la sempre crescente notorietà della Farmacia rese necessario un idoneo salone per accogliere i clienti; la Sala Verde, fin dal 1700 sala di ricevimento, nella quale venivano servite le specialità della Farmacia, come l’Alkermes o la China, ma soprattutto la cioccolata, bevanda allora di gran moda. Il percorso museale si sviluppa in quelli che un tempo erano gli antichi laboratori e magazzini dell’Officina.

Scrive Carmelina Rotundo : “Anche le stanze “recuperate”  spingono il visitatore a  godere di scoperte sensazionali come  la Sacrestia dell’ex cappella di San Niccolò, affrescata con scene raffiguranti le “Storie della Passione di Cristo” dal pittore Mariotto di Nardo di Cione intorno al 400, che ha visto negli anni numerosi interventi di restauro. Senza dubbio l’intervento ottocentesco è stato il piu` impattante, infatti, la volta fu interamente ridipinta e su uno sfondo di cielo stellato furono rappresentati i quattro evangelisti. In occasione dei festeggiamenti dei 400 anni di ininterrotta attività dell’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella, sono state intraprese importanti opere di restauro. La volta è stata completamente liberata dalla pittura ottocentesca e riportata all’originale dipinto di Mariotto di Nardo. I quattro evangelisti ottocenteschi hanno dato posto a tre santi ed un vescovo: un francescano (San Bernardo di Quintavalle), un benedettino (San Benedetto), un domenicano (San Tommaso) ed un vescovo (San Niccolò o San Zanobi). Meta irrinunciabile per regalarci eventi: concerti,  presentazioni di libri, mostre, che arricchiranno la mente e condurranno il cuore sui sentieri dell’ emozione”.

Oggi proiettata nel futuro, l’Officina Profumo – Farmaceutica di Santa Maria Novella, commercializza i suoi prodotti non solo a Firenze, ma nelle principali città italiane. Esistono negozi monomarca anche in Francia, Spagna, Inghilterra. Varcando l’oceano negli Stati Uniti, Brasile e Panama e in Estremo Oriente in Giappone, Taiwan, Corea, Thailandia, Hong Kong e Sudafrica. La rinnovata sala, dove anticamente si trovavano i laboratori dell’Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella oggi siti in via Reginaldo Giuliani, accoglierà l’evento della presentazione di “Quando il giorno era una freccia”.

GLI OSPITI DELLA SERATA-EVENTO

FIRENZE 22 MAG 15 (454x640)La serata del 22 maggio (ore 21) nell’antica cornice dell’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella, in via della Scala, messa a disposizione da Eugenio e Benedetta Alphandery, avrà una caratterizzazione particolare: una sorta di botta e risposta tra l’autore e giornalisti, educatori, esperti di comunicazione ed esponenti dell’associazionismo fiorentino.

Partecipano all’incontro: Roberto Alborghetti, Autore del volume, Giornalista; Benedetta Alphandery, Officina Profumo Farmaceutica S.Maria Novella; Carmelina Rotundo, Giornalista. Con gli interventi di: Elisa Amerena, Donata Arnaboldi Pagani, Nikla Balestra, Fernanda Banchi, Silvano Bellini, Carla Brizzi, Claudio Casolaro, Maria Teresa Casio Severino, Elisabetta Colzi , Renato Dal Bello, Filippo D’Aloia, Maria Antonietta Farina, Bruno Galante, Michelle Greene, Carolina Jofrè,  Marco Lazzeri, M. Antonietta Lemmi, Franco Mariani, Lucia Mazzetti, Daniel Meyer, Giuseppe Magro, Marina Nunzi, Paolo  Pagnoncelli, Anna Pascarella, Maria Pia Pieri, Andreadavid Pini, Massimo Rinaldi, Cesare Rotundo, Maria Teresa Salamero, Paolo Tona, Fabrizio Vanni, Roberta Vicentini. Interludio musicale di Jakline Nakash de Blanck e Pino Martino.  Con l’adesione di: Associazione EcoRinascimento, Associazione Finanzieri d’Italia Sezione di Firenze, Centro Culturale Maria Cristina Ogier, Associazione Centro Storico di Firenze, Accademia Int. Gent. Il Marzocco, Associazione “Vivere l’ etica”, Associazione “Millefiori amici della Misericordia di Badia”, Associazione Internazionale d’impatto ambientale (IAIA), Fondazione il Fiore, Istituto Maria Cristina Ogier, Istituto Psicologia Funzionale Impresa Onlus di Firenze, Museo etnografico della Bambola.

L’OPERA DI GIUSEPPE TOCCHETTI

2 avanti 2L’artista Giuseppe Tocchetti presenterà una opera ispirata alle pagine del volume ed un “segnalibro” appositamente realizzato. Così Tocchetti illustra la sua opera, che potrà essere ammirata nel corso della serata: “Ho letto il libro e ne sono rimasto colpito. Alle volte tra persone sensibili corre un filo di empatia che travalica le conoscenze che oggi la scienza offre. Le dimensioni del cerchio ligneo sono di 70cm di diametro. La la rappresentazione è stata realizzata con incisione e pirografia. Vuole rafforzare il messaggio di Papa Francesco ben tratteggiato nel  libro” Quando Il Giorno Era Una Freccia”, autore Alborghetti, invero:  le mani di un vecchio offrono alla mano tesa  di un fanciullo  la chiave della cultura unica che possa aprire l’accesso ad una vita degna di nota e che la frase riportata sulle pagine del libro che sovrasta la scena ben rappresentano”.

La dedica di Tocchetti – “A tutti coloro che vivono in una stanza buia perché trovino  la forza di aprire, loro, una finestra su un cielo azzurro” – si ispira ad una poesia di Carmelina Rotundo (edita in un libro del 1978, Cultura Editrice) che ha pure collaborato nella realizzazione del segnalibro che verrà dato in dono a quanti interverranno alla serata del 22 maggio presso la “Officina” di Eugenio e Benedetta Alphandery.

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