CUCINE CHE PASSIONE! ALLA SCOPERTA DI QUELLE DI VILLA MEDICEA A POGGIO A CAIANO (FIRENZE)


Di Carmelina Rotundo

Arriviamo alla VILLA di Poggio a Caiano. Il parco ci accoglie  per poi rivelare in tutta la sua bellezza e sontuosità  le scalinate la facciata nella sala un tempo teatro c’è la  il teatro nella sua raffigurazione di un paesaggio in  cui due figure: un uomo ed una donna suonano: lei l’ arpa, lui il flauto il dialogo con il giardiniere si va piacevolmente allungando….. 7 ettari compresa la parte costruita  l’ ampiezza del parco  dove  ci sono  tra l’ altro abeti , il cedro del Libano, l’ albizia.La villa medicea di POGGIO a CAIANO, la villa popolata durante le battute di caccia, venne in seguito usata per accogliere  gli sfollati della Grande guerra ….conservando intatta la  scenografica bellezza delle scale a volute  il fregio opera di Andrea del Sarto.

La mostra al museo della natura morta  nato nel 2007  si colloca nell’ ambito delle iniziative EXPO 2015,  divisa in tre sezioni: INTERNI DI CUCINE,  I CUOCHI, LE DISPENSE.  Vari gli oggetti  di uso domestico e curiosità che si posso scoprire da alcuni famosi  manuali  di CUCINA del XVI E XVII SECOLO  come quello redatto  da Bartolomeo Scappi e se questo non bastasse ecco la prima assoluta dell’ apertura delle cucine segrete della villa medicea di POGGIO A CAIANO  cucine  progettate durante il  REGNO  di COSIMO II.

Ma perchè SEGRETE? Cosimo, salito al trono a 19 anni nel 1609, amava circondarsi  di una corte sontuosa e, nel desiderio  di una socialità mondana, decise di costruire un nuovo funzionale edificio per le cucine nella villa del Poggio in modo da renderla più accogliente.  Il 20 settembre 1614 Cosimo II  dà l’ avvio alla nuova costruzione incaricando  l’ ingegnere granducale  GHERARDO  MECHINI  della progettazione e del coordinamento dei lavori che furono ultimati  nel 1619  per un costo di 9344,4 scudi.

Una planimetria  delle cucine del secolo XVII, conservata presso l’ ARCHIVIO di Stato  di Firenze,  illustra la suddivisione  degli spazi:  dal passo della vivanda un lungo corridoio di collegamento con la villa si accedeva  al complesso delle cucine  articolato in 2 edifici separati:
la cucina comune  utilizzata per la preparazione delle vivande destinate alla corte e la cucina segreta  che curava la mensa del Granduca; fra le due cucine si apriva un lungo cortile con loggiato utile per tutte le attività che si svolgevano all’ aperto : macellazione, manutenzione di strumenti, preparazioni per la conservazione dei cibi.

La singolare mostra è a cura di MARIA MATILDE SIMARI. Aperta fino al 25 ottobre. Catalogo edito da SILLABE

www.polomuseale.firenze.it

CARMELINA ROTUNDO

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