“BABBO TRISTE, BABBO ALLEGRO…”: RACCONTA LA TUA FAMIGLIA, KIWANIS VI PREMIA (SCADENZA: 15 APRILE)


Vittoria Serofilli Rimini

Questo è il foglio iniziale del racconto che Vittoria, di Rimini, ha inviato ad Okay! per l’iniziativa “Ti parlo della mia famiglia” promossa da KIWANIS INTERNATIONAL e KIWANIS CLUB BERGAMO ONLUS che hanno messo a disposizione bellissimi premi. Come noto, la scadenza dell’invio dei lavori è il prossimo 15 aprile. Ecco il regolamento:

https://okayscuola.wordpress.com/racconta-e-disegna-la-tua-famiglia/

 

 

 

 

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ANTEPRIMA OGGI DI “NESSUNO RESTI INDIETRO”: NE SCRIVE ANCHE IL “CORRIERE DELLA SERA”


CORRIERE DELLA SERA 19 3 2016

Il Corriere della Sera sull’anteprima oggi a Bergamo di “Nessuno resti indietro”, il nuovo libro di Roberto Alborghetti, il terzo su Papa Francesco, Edizioni Velar. Il testo ricostruisce con documenti inediti anche le lotte sostenute da Bergoglio a Buenos Aires contro lavoro-schiavo, tratta delle persone, sfruttamento minorile, racket e mafie… Un libro indispensabile per capire l’uomo che da tre anni è il leader più stimato ed influente del mondo…     

LE LOTTE DI BERGOGLIO CONTRO LAVORO-SCHIAVO, TRATTA DELLE PERSONE, MAFIE… DOMANI L’ANTEPRIMA DI “NESSUNO RESTI INDIETRO”


Il nuovo libro di Roberto Alborghetti, NESSUNO RESTI INDIETRO / PAPA FRANCESCO, LA DIGNITA’ DEL LAVORO E L’INCLUSIONE SOCIALE, sarà presentato in anteprima alla Libreria S.Paolo, via Paglia 2H, a Bergamo, domani sabato 19 marzo 2016, alle ore 17,30.
Edito da Velar, con la copertina che riporta una intensa illustrazione dell’artista UMBERTO GAMBA, il testo porta un contributo originale ed inedito per comprendere i temi centrali della dottrina sociale di un Papato, certamente straordinario, che ha posto all’agenda mondiale l’urgenza di rivedere e riformare un sistema che produce ingiustizia.
Perché – si chiede l’autore nell’introduzione del libro – il termine “dignità del lavoro”
è uno tra i più pronunciati da Papa Francesco? Perché, fin dall’inizio del suo pontificato, Bergoglio insiste sulle questioni collegate ai temi della giustizia e dell’inclusione sociale?

Già nel lavorare sul testo di “Francesco” (la prima biografia storica illustrata su
Papa Bergoglio, edita sempre dall’Editrice Velar) Alborghetti si era imbattuto in
cronache e vicende che documentavano come il futuro Papa avesse testimoniato
e sviluppato, nella sua Buenos Aires, una particolarissima sensibilità pastorale sul
tema.
Le esperienze degli anni trascorsi nelle villas miseria e tra le periferie della metropoli
argentina, passando tra fasi storiche e sociali drammaticamente complesse – si
pensi solo alla crisi economica dei primi anni del Duemila -, ne avevano modellato
il carattere, la sensibilità spirituale, il coraggio di missionario e cura (prete) di
frontiera, che vive il Vangelo “sporcandosi” con i problemi del popolo.
Dunque, per rispondere compiutamente ai “perché?”, l’autore è ripartito da quegli
anni e da quelle esperienze, seguendo ed inseguendo i passaggi del tempo,
che videro il futuro Papa figlio di emigranti italiani, studente-lavoratore, addetto
alle pulizie, novizio gesuita, docente, rettore, vescovo ausiliare e poi arcivescovo
primate e cardinale.
Le pagine del libro ci portano dentro gli anni e le esperienze pastorali che Jorge
Mario Bergoglio ha vissuto nella Buenos Aires del lavoro-schiavo, dei laboratori
clandestini, della tratta delle persone, dello sfruttamento dei minori, della
disoccupazione, del lavoro nero, nel “tritacarne” dell’economia speculativa. Tra
quelle vicende – scrive Alborghetti – “ho trovato la risposta all’interrogativo perché
questo Papa insiste coerentemente sulla necessità di “un nuovo ‘umanesimo del
lavoro’, dove l’uomo, e non il profitto, sia al centro; dove l’economia serva l’uomo
e non si serva dell’uomo”, dove i tanti giovani che non lavorano sono “i nuovi
esclusi del nostro tempo”, “vengono privati della loro dignità”, mentre “la giustizia
umana chiede l’accesso al lavoro per tutti” (16 gennaio 2016, Incontro con MCL,
Movimento Cristiano Lavoratori).
Nella sofferenza condivisa per tanti episodi di ingiustizia e di esclusione sociali – il
libro, ad esempio, ricostruisce le vicende della strage ferroviaria dell’Once, del
massacro di quasi 200 giovani nella discoteca Cromañón , delle vittime del lavoro schiavo
e della criminalità collegata al racket delle persone e allo sfruttamento
minorile in circa 3.000 fabbriche tessili abusive – nasce, si muove e si eleva il grido
del “Nessuno resti indietro” dell’arcivescovo Bergoglio.

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Buenos Aires, Messaggio contro lo sfruttamento dei lavoratori nei laboratori tessili della capitale argentina. Un fenomeno contro il quale si è battuto il futuro Papa Francesco. Nel libro “Nessuno resti indietro” sono ricostruite vicende e momenti drammatici di questo impegno a tutto campo.

 

Un grido ribadito e reiterato anche oggi, per per dire “no”: a “un’economia dello
scarto, che chiede di rassegnarsi all’esclusione di coloro che vivono in povertà
assoluta”, “all’idolatria del denaro, che spinge ad entrare a tutti i costi nel numero
dei pochi che, malgrado la crisi, si arricchiscono, senza curarsi dei tanti che si
impoveriscono, a volte fino alla fame”, “alla corruzione, tanto diffusa che sembra
essere un atteggiamento, un comportamento normale”, “alle collusioni mafiose,
alle truffe, alle tangenti” e “all’iniquità che genera violenza”: così dirà a Torino, il
21 settembre 2015.

E’ sempre tra le strade, le piazze e i quartieri della grande metropoli argentina che Bergoglio delinea già le linee portanti di quella che, con un neologismo
anglosassone, è definita “Francisnomics”, ossia un modello di sviluppo economico,
sociale e culturale che, attraverso “il lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale”
– come disse ancora alle Acli – possa portare l’essere umano ad esprimere e ad
accrescere la dignità della propria vita.
“Nessuno resti indietro” è un testo per certi aspetti indispensabile, non solo come
strumento per condividere il progetto e la visione di Papa Francesco per un nuovo
ordine sociale. Come scrive Alborghetti, è impossibile capire questo Papa se non
si parte proprio da dove egli è vissuto e da dove egli è partito, “preso quasi alla
fine del mondo”: la prima frase pronunciata appena si è presentato al mondo
come Francesco, la sera del 13 marzo 2013. E non era un modo di dire.

http://www.velar.it

 

 

NOVITA’/ ELISA MAZZOLI “CI FA UNA STORIA” PER VIVERE AVVENTURE QUOTIDIANE IN FAMIGLIA


 

Da Elisa Mazzoli – che conosciamo per la sua collaborazione agli eventi annuali della Festa dei Nonni di Cesenatico – ecco un manuale divertente e serio, provocante e pratico, ricco di ricette, aneddoti e rimandi per conoscere e applicare strategie narrative nella vita in famiglia e nelle faccende in cui tutti i giorni siamo coinvolti insieme, noi e i piccoli. Si tratta di “Mi fai una storia?”, ossia “inventare, raccontare, vivere avventure fantasticge nel quotidiano con i nostri bambini” (Ed. Il leone verde).

Come far diventare “amica” la fatica usando le storie? Come gestire in maniera fantastica i rituali e le avventure della giornata? Mamma e papà vengono invitati a scoprire e ricordare, con esempi concreti e incoraggianti suggerimenti, quanto possa essere utile condividere narrazioni con i figli, e in quali condizioni il racconto sia una modalità di sostegno per vivere appieno la realtà e la lealtà del rapporto affettivo più importante.

Elisa Mazzoli vive a Cesenatico, dove è scrittrice, narratrice, giornalista. Come autrice e cantastorie svolge un lavoro quotidiano, in giro per l’Italia, di incontro con bambini di tutte le età all’insegna del piacere di leggere, ascoltare e raccontare. Come mediatrice culturale si occupa di consulenza agli operatori del settore infanzia e di progetti di narrazione e lettura in scuole, biblioteche, musei, librerie. Ha all’attivo tanti libri per bambini e ragazzi. Ha pubblicato per molti editori, tra i quali Panini Editore, Bacchilega Editore, Coccole Books, Artebambini…
Ha vinto recentemente con il libro NOI, illustrato da Sonia MLuce Possentini (Bacchilega editore) il premio nazionale di letteratura per l’infanzia Giacomo Giulitto, Città di Bitritto. Noi è inoltre nello scaffale internazionale disabilità IBBY.

ECCO IL “RAPPORTO MONDIALE DELLA FELICITA’ 2016”: L’ITALIA AL 50° POSTO (SU 156 NAZIONI)


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Il Rapporto Mondiale della Felicità 2016, che classifica 156 paesi in base al loro livello di felicità, è stato presentato questa mattina a Roma, 16 marzo, prima della giornata mondiale della Felicità delle Nazioni Unite che ricorre il 20 marzo. La diffusa attenzione verso il Rapporto, giunto alla sua quarta edizione, testimonia il crescente interesse a livello globale ad utilizzare la felicità ed il benessere soggettivo come indicatori primari della qualità dello sviluppo umano.

Per tale ragione molti governi, comunità ed organizzazioni stanno usando i dati sulla felicità ed i risultati delle ricerche sul benessere soggettivo, al fine di promuovere  politiche che supportino il miglioramento della qualità della vita.

Il Rapporto Mondiale della Felicità 2016 è stato presentato oggi nell’ambito della Conferenza della Felicità 2016, una tre giorni di incontri e dibattiti su felicità e benessere soggettivo.

“La misurazione della felicità percepita e il raggiungimento del benessere dovrebbero essere attività all’ordine del giorno di ogni nazione che si propone di perseguire obiettivi di sviluppo sostenibile” – ha affermato Jeffrey Sachs, direttore dell’Earth Institute presso la Columbia University. “Infatti gli obiettivi stessi comprendono l’idea che il benessere umano dovrebbe essere promosso attraverso un approccio olistico che combina obiettivi economici, sociali e ambientali. Al posto di adottare un approccio incentrato esclusivamente sulla crescita economica, dovremmo promuovere società prospere, giuste e sostenibili dal punto di vista ambientale”.

Quest’anno, per la prima volta, il Rapporto sulla Felicità affida un ruolo speciale alla misurazione e le conseguenze della disuguaglianza nella distribuzione del benessere tra i paesi. Nelle precedenti edizioni gli autori avevano sostenuto che la felicità fornisse un migliore indicatore del benessere umano rispetto a reddito, povertà, educazione, salute e buon governo, misurati separatamente. Ora emerge che la disuguaglianza nella felicità fornisce una misura più ampia della disuguaglianza in senso stretto. Risulta che le persone sono più felici vivendo in società in cui c’è meno disuguaglianza di felicità. Si evidenzia anche che la disuguaglianza di felicità è aumentata in modo significativo (confrontando il periodo 2012-2015 rispetto al 2005-2011) nella maggior parte dei paesi, in quasi tutte le regioni del mondo, e per la popolazione del mondo nel suo complesso.

Il Rapporto, prodotto dal Sustainable Development Solutions Network (SDSN), è stato curato da John F. Helliwell della University of British Columbia e il Canadian Institute for Advanced Research, Richard Layard, direttore del Well-Being Programme presso LSE’s Centre for Economic Performance; Jeffrey Sachs, direttore del Earth Institute e SDSN.

Il Rapporto 2016 individua i primi 10 paesi nelle stesse posizioni dello scorso anno anche se l’ordine in classifica è cambiato nuovamente: la Danimarca riconquista il primo posto, seguita da Svizzera, Islanda e Norvegia. Seguono nella top 10 Finlandia, Canada, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Australia e Svezia. Gli Stati Uniti si classificano al tredicesimo posto, due posizioni più in alto rispetto allo scorso anno.

“Le classifiche mostrano sia la coerenza sia il cambiamento”, ha affermato Helliwell. “La coerenza riflette principalmente che le valutazioni di vita si basano su circostanze della vita che di solito si evolvono lentamente, tutte ad alti livelli nei paesi migliori. Le variazioni di anno in anno sono moderate dalla media dei dati provenienti da tre anni di indagini, al fine di fornire campioni di grandi dimensioni. Tuttavia, i cambiamenti duraturi nella qualità della vita hanno portato a grandi cambiamenti nei livelli di valutazione della vita e nelle classifiche, come dimostrano i molti paesi con grandi guadagni o perdite nei periodi dal 2005-2007 al 2013-2015 “.

Come nei rapporti precedenti, Il Rapporto Mondiale sulla Felicità 2016 esamina i trend dei dati registrando come le persone valutano la loro vita su una scala che va da 0 a 10. Le classifiche, basate su indagini in 156 Paesi nell’intervallo 2013-2015, rivelano un punteggio medio di 5,1 (su 10). Sette variabili fondamentali spiegano i tre quarti delle variazioni nei punteggi annuali medi nazionali: il PIL reale pro capite, l’aspettativa di vita in buona salute, l’avere qualcuno su cui contare, la libertà percepita nel fare scelte di vita, la libertà dalla corruzione e la generosità ( Tabella 2.1).

“Chi punta solo sul PIL rischia di avere brutte sorprese”. – afferma Leonardo Becchetti, del CEIS Tor Vergata, tra gli organizzatori – “Il Pil non basta a misurare il benessere e le recenti elezioni irlandesi, in cui il governo è stato sonoramente sconfitto nonostante una crescita sulla carta del 7%, lo dimostrano chiaramente. La felicità (soddisfazione di vita) è una misura sintetica molto importante a cui la politica e i media dovrebbero fare particolare attenzione perché in grado di catturare tutti i fattori che incidono sulla soddisfazione dei cittadini.”

 

“E’ molto importante che quest’anno il Rapporto mondiale della felicità venga presentato in Italia – dichiara Luigino Bruni, docente LUMSA. L’Italia è stata la patria della felicità, perché mentre in Inghilterra l’economia nel ‘700 nasceva come “scienza della ricchezza”, in Italia a Napoli e in tutta la penisola la nuova scienza economica prendeva il nome di “scienza della pubblica felicità”. Oggi l’Italia e l’Europa hanno un enorme bisogno di bene comune perché l’aumento delle diseguaglianze ci sta dicendo ormai da tempo che il bene dei singoli cittadini più ricchi può crescere a scapito dei più poveri. “Non si può essere felici da soli”, perché la felicità è una forma alta di bene comune.”

 

E’ possibile scaricare il rapporto a questo link: http://worldhappiness.report/

 

ENTRA NEL MONDO DEI FIORI CON MIA…UNA GRANDE INIZIATIVA CON RAINBOW PER LE SCUOLE


SCARICA IL PDF “I FIORI DI MIA”

I FIORI DI MIA – INFO E BANDO

I fiori sono il sorriso della primavera, il simbolo della natura che si risveglia. OKAY!, grazie alla consolidata collaborazione con Rainbow, casa di animazione italiana, propone una nuova iniziativa, che invita a scoprire il magico mondo dei fiori, nel rispetto della natura e della diversità.
Il progetto, rivolto ad alunni ed insegnanti delle scuole dell’infanzia e scuole primarie di tutta Italia, ha come tema portante la conoscenza dei fiori veicolata da Mia, una ragazzina di 12 anni protagonista della serie animata Mia and me, che grazie ad un magico braccialetto si trasforma in un’elfa ed entra nel fantastico mondo di Centopia, caratterizzato da animali, piante e fiori fantastici. www.mia-and-me.com

Osservate i fiori che crescono intorno a voi e tutte le loro caratteristiche!

CHE COSA FARE CON LE MANI IN “TERRA” !

Create un fiore magico, unendo a piacere forma, colore e profumo dei fiori che preferite.
• Realizzate disegni, collage, lavori tridimensionali, foto e video.
• Il lavoro potrà essere completato anche con una parte testuale che spiegherà i motivi della «creazione» realizzata.

Lasciate ampio spazio alla vostra “Centopica” fantasia e creatività!
Spedite gli elaborati a ESPRITHB – Via Cesare Ajraghi, 40 – 20156 Milano entro il 30 SETTEMBRE 2016.
Inviate una mail a okay@esprithb.it per preavvisare dell’invio del vostro materiale. 

Una giuria tecnica composta da un rappresentate Rainbow, una esperta green, il direttore di OKAY! e una rappresentante della comunicazione, sceglierà i tre lavori migliori a cui verranno assegnati dei fantastici premi per realizzare il proprio giardino magico in classe!

A T T E N Z I O N E !!!

IN  R E G A L O  100  KIT CON LE BUSTINE DI BLUMEN:

ECCO COME RICHIEDERLI

Rainbow  mette a disposizione 100 kit, uno per classe, composto da 10 bustine di semi di girasole gigante, fiori che attirano le farfalle, melange fiori blu e nasturzio nano.

Inviate una richiesta all’indirizzo mail okay@esprithb.it con tutte le informazioni necessarie per la spedizione e riceverete il kit in classe!
Una volta in possesso dei semini, procuratevi dei vasi. Sul fondo create uno strato di 2 centimetri di ghiaia o sassolini e sopra uno strato di terriccio da semina, soffice e leggero. Appiattite delicatamente la superficie con le mani, bagnatela con un po’ d’acqua e distribuite i semi, cercando di distanziarli di 2-3 centimetri. Ricopriteli con uno strato sottile di terriccio e mettete i vasi in un angolo caldo e luminoso. Non dimenticate di continuare a spruzzare acqua ogni giorno. In 15-20 giorni vedrete nascere tanti magici germogli!

Rainbow ringrazia http://www.blumen.it per la collaborazione

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PRIMI IN SICUREZZA 2016: ECCO LA SCHEDA DI PARTECIPAZIONE


ECCO QUI IL FILE (WORD) DA SCARICARE CON LA SCHEDA DI PARTECIPAZIONE PER L’EDIZIONE 2016 DI PRIMI IN SICUREZZA PROMOSSA DA ANMIL ED OKAY!

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IL BANDO DELL’INIZIATIVA E’ PUBBLICATO A QUESTO LINK:

https://okayscuola.wordpress.com/primi-in-sicurezza-2015-il-bando/

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CARAVAGGIO TORNA ALLA REGGIA DI MONZA, CON INGRESSO GRATUITO


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Torna Caravaggio alla Reggia di Monza. Dal 16 marzo al 17 aprile è esposta al pubblico la Flagellazione di Cristo, uno degli esiti più importanti della produzione napoletana del Caravaggio, proveniente dal Museo di Capodimonte dove dimora dal 1972. Appartenente al patrimonio del Fondo degli Edifici di Culto, l’olio su tela, che misura 286 × 213 cm, è inscritto nel progetto inaugurato lo scorso anno con il San Francesco in meditazione, volto a mostrare gratuitamente al pubblico della Reggia un’opera di elevato pregio ogni anno nel periodo pasquale.
Il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza e “il Cittadino di Monza e Brianza” offrono al pubblico, anche per il 2016, la visione di un capolavoro del patrimonio storico-artistico italiano. La Flagellazione di Cristo del Caravaggio, commissionata per la cappella della famiglia De Franchis nella Chiesa di San Domenico Maggiore a Napoli, è oggi conservata nel Museo Nazionale di Capodimonte di Napoli. La tela, di formato 286 x 213 cm, è tra i tesori principali delle collezioni napoletane di Stato, e parte del Patrimonio del Fondo Edifici di Culto, la cui origine risale alla soppressione delle corporazioni religiose avvenute con le leggi eversive nella seconda metà dell’Ottocento, a seguito delle quali i beni mobili ed immobili di proprietà dell’asse ecclesiastico sono stati in gran parte acquisiti dallo Stato Italiano. Le opere sono amministrate dal Ministero dell’Interno attraverso la Direzione centrale per l’amministrazione del Fondo Edifici Culto, il cui fine istituzionale è la conservazione e dalla valorizzazione dei beni di proprietà. Il dipinto sarà esposto nella splendida cornice del Salone delle Feste, all’interno della Villa Reale.
L’iniziativa si avvale della collaborazione del Museo di Capodimonte e FEC – Fondo Edifici di Culto, con il patrocinio di MiBACT, Regione Lombardia, Provincia di Monza e Brianza, Comune di Milano, Comune di Monza. È realizzata con il contributo di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, Camera di Commercio di Monza e Brianza, Fondazione Cariplo, e con il sostegno dei main sponsor FIDIM, DESA, Navarragestioni, Nuova Villa Reale, Chanteclair, Urban Vision, oltre che degli sponsor Gi Group, Reale Mutua, a2a S.p.a., Unicredit, Cultura Domani, Up and Go. Con la partecipazione tecnica di Agenzia Yes, Frigerio Viaggi, Reggiani, Montenovi, CREDA, Emmesse, Le cucine di Villa Reale, Makno.

INFORMAZIONI
http://www.reggiadimonza.it
Consorzio della Reggia di Monza
T: 039 3946 4213
il Cittadino di Monza
T: 039 2169 511

Mostra a cura di Andrea Dusio e Sylvain Bellenger
Coordinamento generale: Lorenzo Lamperti e Samuele Sanvito
Reggia di Monza
Primo Piano Nobile, Salone delle Feste
Orari:
da martedì a domenica ore 10 – 19;
venerdì ore 10 – 22;
lunedì chiuso (aperto Lunedì 28 marzo)

INGRESSO LIBERO CON BIGLIETTO OMAGGIO
DA RITIRARE IN BIGLIETTERIA
(chiusura biglietteria 1 ora prima)
Per prenotazioni gruppi scolastici: http://www.creda.it

“SICUREZZA: QUI CI CASCO!”:SCUOLE IN CAMPO PER LA PREVENZIONE DEGLI INCIDENTI SUL LAVORO


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Testi, video, grafica e musica: il mondo della multimedialità per invitare gli studenti italiani a riflettere sui temi della sicurezza, avvicinandoli – con la collaborazione di docenti e genitori – alla realtà della prevenzione come strumento per risolvere il fenomeno degli incidenti e degli infortuni sul lavoro e negli ambienti della vita sociale. È questa la finalità della XIV edizione di PRIMI IN SICUREZZA, campagna-ricerca che si rivolge alle scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado,promossa da ANMIL e Okay!

Classi scolastiche e singoli ragazzi, di ogni ordine scolastico e grado (Scuole infanzia, primarie e secondarie di 1° e 2°) potranno prendere parte alla “campagna” producendo e realizzando, entro la data del 31 MARZO 2016, lavori, ricerche ed elaborati sul tema della sicurezza e della prevenzione degli incidenti e degli infortuni sul lavoro.

 

Quest’anno PRIMI IN SICUREZZA presenta una grande novità. Il percorso didattico e la stessa assegnazione dei premi finali non faranno più riferimento agli ordini e ai gradi scolastici, ma alle categorie di partecipazione. Dunque, un cambiamento che lascerà alle scuole la possibilità di esprimersi nella più totale creatività, elaborando e progettando lavori didattici nella sezione preferita o, addirittura, in più sezioni, adottando il criterio della interdisciplinarietà delle materie. Inoltre, il tema-slogan suggerito (“Sicurezza: qui ci casco”) si presta ad essere interpretato con grande fantasia e creatività, a partire proprio dal gioco di parole rappresentato dalla parola-verbo “casco”.

 

PRIMI IN SICUREZZA 2015-2016 è strutturato in quattro percorsi espressivi e precisamente:

A – CATEGORIA GRAFICA E DISEGNI

B – CATEGORIA TESTI E RICERCHE

C – CATEGORIA VIDEO E WEB

D – CATEGORIA RAP

 

A – CATEGORIA GRAFICA E DISEGNI

“Scatenate la fantasia e create un messaggio grafico per prevenire gli incidenti sul lavoro”: questo l’invito rivolto alle classi ed ai singoli che vogliono lavorare a suon di pastelli, tempere e Photoshop.

Il tema del “casco” si presta ottimamente per questa sezione, invitando tutte le scuole a creare, ideare e realizzare – in mille modi – il “casco” della sicurezza, visto e letto nei modi più diversi, ma con l’elemento comune che il casco è simbolo di tutela e protezione.

Come si sa, la sensibilizzazione è importante sul tema degli incidenti sul lavoro. Prevenire è meglio che curare, si dice. Come scuotere l’opinione pubblica su questo problema? Come richiamare l’attenzione sulla necessità di creare migliori condizioni di sicurezza sul lavoro? Si propongono queste attività didattiche: creazione di poster, disegni, fumetti, cartoline, t-shirt e oggetti vari con un messaggio che aiuti a prendere coscienza del problema degli incidenti sul lavoro o della necessità di prevenirli.

Altre proposte di attività: realizzazione di tabelloni con i principali segnali di sicurezza sul lavoro; ideazione di un gioco da tavola con i vari cartelli (di divieto, di avvertimento, di prescrizione, di salvataggio e così via); ideazione di un nuovo segnale di sicurezza che, secondo la vostra fantasia, può essere utile per chi lavora gioco-quiz su cosa prevedono le normative in caso di antincendio, uso di dispositivi di protezione individuale, uso di strumenti video, lotta ai rumori; creazione di un gioco quiz, relativo ai dispositivi di sicurezza e alle norme previste dalla legge.

 

B – CATEGORIA TESTI E RICERCHE

È la sezione che consente di approfondire, dibattere e raccogliere dati e notizie sul fenomeno delle morti bianche. Anche in rete la documentazione è ormai vasta sull’argomento. Lo stesso sito dell’ANMIL offre dati e notizie in gran quantità.

Come attività didattiche suggeriamo di:

  • Raccogliere e commentare articoli e servizi giornalistici sul tema degli incidenti per poi redigerne testi relativi, ad esempio, all’incontro con un imprenditore della vostra città o del vostro paese per intervistarlo sulla prevenzione e sulla sicurezza. Interessante anche raccontare la visita ad una fabbrica o ad un ufficio per descriverne gli impianti, le attrezzature, le condizioni di sicurezza;
  • Intervistare una persona che ha vissuto l’esperienza di un infortunio sul lavoro e chiedere: “Che cosa accade durante un incidente? Che tipo di conseguenze può comportare sul fisico e nella vita quotidiana? Che sentimenti e che stati d’animo provoca?”;
  • Incontrare un medico che illustra le conseguenze fisiche (menomazioni, difficoltà di movimento ecc.) connesse con un infortunio sul lavoro; proporre testimonianze di fatti dolorosi che hanno fortemente impressionato l’opinione pubblica; commento su alcune delle principali disposizioni di Legge in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro; ricerche su cosa prevedono, in materia di sicurezza, le leggi italiane e perché è importante la tutela dei lavoratori.

 

C – CATEGORIA VIDEO E WEB

Perché non creare un sito o un blog su PRIMI IN SICUREZZA, facendovi confluire i vostri elaborati? E perché non realizzare, con i vostri smartphones, anche piccoli video con racconti, interviste, testimonianze di chi ha vissuto l’esperienza di un incidente sul lavoro? Ecco le due “sfide” lanciate dalla Categoria C. Ecco alcuni suggerimenti, che partono dalle domande: si parla in famiglia dei rischi negli ambienti di lavoro? I genitori confidano ai propri figli di lavorare in condizioni di disagio e di pericolo? Qualche genitore è stato vittima di incidenti sul lavoro?

Come attività didattiche suggeriamo di:

  • Raccogliere con videocamere e smartphones testimonianze tra le famiglie degli alunni per verificare se incidenti sul lavoro hanno coinvolto mamma, papà o un parente;
  • Fare un sondaggio tra le famiglie degli alunni sui principali rischi degli ambienti di lavoro;
  • Raccogliere tra le famiglie degli alunni commenti e pensieri sulle paure e sui timori che i genitori provano in un ambiente di lavoro;
  • Chiedere ai genitori se le condizioni di sicurezza sono effettivamente rispettate negli ambienti di lavoro.

 

D – CATEGORIA RAP

Considerato il grande successo della scorsa edizione, torna la gara riservata all’ideazione e produzione di brani di musica Rap. Viene dunque rilanciato lo slogan: “Tutti in RAP per dire basta agli infortuni sul lavoro e per dire che occorre Ridurli Anzi Prevenirli”. I partecipanti a questa sezione potranno inviare composizioni vocali, musicali e testuali che, in stile rap, affrontano le tematiche della prevenzione degli incidenti sul lavoro. È un modo efficace per raccontare, con il linguaggio di un genere musicale e dei giovanissimi, le urgenze e le emergenze del fenomeno della “insicurezza” degli ambienti lavorativi. E ovviamente occhio al tema-slogan del “casco” che può suggerire brani di grande effetto, anche sul piano dei testi.

 

Le modalità di composizione ed espressione sono libere, come appunto deve essere un RAP. I pezzi potranno essere presentati sottoforma di videoclip, brani mp3 e testi, da caricare sui comuni supporti elettronici (pendrive, cd o siti web). Ci potrà essere un accompagnamento musicale o anche la sola esecuzione vocale. E per chi non ce la fa proprio a cantare, è sufficiente produrre un testo, una semplice “filastrocca Rap” dove sia evidente il messaggio antinfortunistico. Per questa sezione i migliori RAP scelti dalla Giuria tecnica verranno pubblicati sul sito di ANMIL.

 

MODALITÀ DI ADESIONE E SCADENZE

I lavori di PRIMI IN SICUREZZA potranno essere eseguiti in piena libertà espressiva e creativa. Accanto alle piste suggerite, potranno esserne sviluppate altre, secondo gli interessi e le attenzioni di ogni singola classe i temi.

 

Tutti i lavori di PRIMI IN SICUREZZA dovranno pervenire entro il 31 MARZO 2016 alla redazione di OKAY! al seguente indirizzo: OKAY! PRIMI IN SICUREZZA, presso Casa M. E. Mazza, Via Nullo n. 48 – 24128 Bergamo.

 

I lavori non si restituiscono. Si invitano le classi a conservarne una copia (o fotocopia).

Ogni lavoro dovrà riportare in modo chiaro i riferimenti della Scuola e degli autori compilando la scheda scaricabile dal sito di OKAY! (www.okayscuola.wordpress.com) o dell’ANMIL (www.anmil.it) dove potrete trovare tutte le informazioni.

In ogni caso è indispensabile indicare: nome della scuola, indirizzo completo, località e provincia di residenza, nominativo del docente referente, numero telefonico e e-mail.

 

PREMI E RICONOSCIMENTI

La comunicazione dei vincitori avverrà con pubblicazione degli esiti della Commissione giudicatriceentro il 10 MAGGIO 2016 sui siti di ANMIL e OKAY! oltre che direttamente alle scuole vincitrici a mezzo posta elettronica.

Una commissione di esperti valuterà insindacabilmente i lavori pervenuti ed assegnerà premi e riconoscimenti suddivisi per LE CATEGORIE DI PARTECIPAZIONE, che sono rivolte indistintamente a tutti gli ordini scolastici: Scuole dell’infanzia, Scuole primarie, Scuole secondarie 1°, Scuole secondarie 2°.

È prevista l’assegnazione di premi di utilità didattica ai primi 3 vincitori di ciascuna categoria.

Okay! ed ANMIL si riservano il diritto di promuovere iniziative ed attività (mostre, convegni, ecc.) con il materiale pervenuto.

L’iniziativa si chiuderà con una Cerimonia di premiazione nazionale che si svolgerà a Roma entro la fine dell’anno scolastico 2015/2016.