UN MONDO DI FIORI CON MIA: FINO AL 30 SETTEMBRE L’INVIO DEGLI ELABORATI


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SCARICA IL PDF “I FIORI DI MIA”

I FIORI DI MIA – INFO E BANDO

I fiori sono il sorriso della primavera, il simbolo della natura che si risveglia. OKAY!, grazie alla consolidata collaborazione con Rainbow, casa di animazione italiana, propone una nuova iniziativa, che invita a scoprire il magico mondo dei fiori, nel rispetto della natura e della diversità.
Il progetto, rivolto ad alunni ed insegnanti delle scuole dell’infanzia e scuole primarie di tutta Italia, ha come tema portante la conoscenza dei fiori veicolata da Mia, una ragazzina di 12 anni protagonista della serie animata Mia and me, che grazie ad un magico braccialetto si trasforma in un’elfa ed entra nel fantastico mondo di Centopia, caratterizzato da animali, piante e fiori fantastici. www.mia-and-me.com

Osservate i fiori che crescono intorno a voi e tutte le loro caratteristiche!

CHE COSA FARE CON LE MANI IN “TERRA” !

Create un fiore magico, unendo a piacere forma, colore e profumo dei fiori che preferite.
• Realizzate disegni, collage, lavori tridimensionali, foto e video.
• Il lavoro potrà essere completato anche con una parte testuale che spiegherà i motivi della «creazione» realizzata.

Lasciate ampio spazio alla vostra “Centopica” fantasia e creatività!
Spedite gli elaborati a ESPRITHB – Via Cesare Ajraghi, 40 – 20156 Milano entro il 30 SETTEMBRE 2016.
Inviate una mail a okay@esprithb.it per preavvisare dell’invio del vostro materiale. 

Una giuria tecnica composta da un rappresentate Rainbow, una esperta green, il direttore di OKAY! e una rappresentante della comunicazione, sceglierà i tre lavori migliori a cui verranno assegnati dei fantastici premi per realizzare il proprio giardino magico in classe!

Rainbow ringrazia http://www.blumen.it per la collaborazione

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“NESSUNO RESTI INDIETRO” A PALADINA (BG): INCONTRO DI PRESENTAZIONE MARTEDI’ 23 AGOSTO, ORE 20,30


 

Prossimo incontro di presentazione per “Nessuno resti indietro”, di Roberto Alborghetti, Editrice Velar:  martedi 23 agosto 2016, Paladina (BG), ore 20,30, presso il Centro Giovanile D.Seghezzi. Incontro promosso dalla parrocchia nell’ambito delle annuali iniziative per la Festa di Sant’Alessandro. Interverrà l’autore; saluto di benvenuto di don Vittorio Rossi.

PALADINA 23 8 2016 - Copia

Già ristampato e accolto da grande attenzione da parte del pubblico e dagli opinion leaders,“Nessuno resti indietro” presenta Papa Francesco e la sua sensibilità per i temi della dignità del lavoro e dell’inclusione sociale, offrendo una documentazione inedita su fatti ed esperienze vissute dal futuro Papa nel difficile contesto storico e sociale dell’Argentina. “Un libro affascinante, che ci permette di capire perchè Papa Francesco fa e dice determinate cose“: queste le parole dell’ex premier sen. Giuliano Amato, giudice alla Corte Costituzionale. “Un testo che tutta la classe dirigente dovrebbe leggere”: così ha recentemente affermato l’avv. Vincenzo Massara, vice presidente nazionale e presidente regionale Calabria di MCL. E qualche giorno, in un post su Facebook e Twitter, il leader della Cisl Puglia, Giuseppe Boccuzzi, ha pubblicamente consigliato la lettura di “questo libro meraviglioso,per dedicarlo a chi non può partire in vacanza o a chi non ha mai avuto un lavoro o lo ha perso e non lo trova. Una lettura che ci sproni  a pensare ed agire affinchè Nessuno resti indietro, come dice il Santo Padre”. 

Anche l’incontro di Paladina (l’ingresso è aperto a tutti) si propone dunque come una significativa opportunità per conoscere – attraverso il terzo libro di Alborghetti dedicato a Papa Francesco – la storia e la testimonianza di una guida che, come rilevano tutte le ricerche demoscopiche, è ritenuta a livello mondiale “la più affidabile e la più autorevole”.  

Le pagine di “Nessuno resti indietro” ci portano dentro gli anni e le esperienze pastorali che Jorge Mario Bergoglio ha vissuto nella Buenos Aires del lavoro-schiavo, dei laboratori clandestini, della tratta delle persone, dello sfruttamento dei minori, della disoccupazione, del lavoro nero, nel “tritacarne” dell’economia speculativa.

Tra quelle vicende – scrive Alborghetti – “ho trovato la risposta all’interrogativo perché questo Papa insiste coerentemente sulla necessità di “un nuovo ‘umanesimo del
lavoro’, dove l’uomo, e non il profitto, sia al centro; dove l’economia serva l’uomo e non si serva dell’uomo”, dove i tanti giovani che non lavorano sono “i nuovi
esclusi del nostro tempo”, “vengono privati della loro dignità”, mentre “la giustizia umana chiede l’accesso al lavoro per tutti” (16 gennaio 2016, Incontro con MCL,
Movimento Cristiano Lavoratori).

Nella sofferenza condivisa per tanti episodi di ingiustizia e di esclusione sociali – il libro, ad esempio, ricostruisce le vicende della strage ferroviaria dell’Once e del massacro di quasi 200 giovani nella discoteca Cromañón , delle vittime del lavoro schiavo e della criminalità collegata al racket delle persone e allo sfruttamento minorile in circa 3.000 fabbriche tessili abusive – nasce, si muove e si eleva il grido
del “Nessuno resti indietro” dell’arcivescovo Bergoglio, e del modello di un nuovo ordine sociale ed economico, che – come si scrive nel libro – è definibile con il termine “Francisnomics”.

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Per info:

 www.velar.it

   http://www.sandini.it/

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IL LIBRO E’ DISPONIBILE NELLE PRINCIPALI LIBRERIE ON LINE.

ECCO ALCUNI LINKS:

 

Hoepli

http://www.hoepli.it/libro/nessuno-resti-indietro-papa-francesco-la-dignita-del-lavoro-e-l-inclusione-soc/9788866712404.html

 

La Feltrinelli

http://www.lafeltrinelli.it/libri/roberto-alborghetti/nessuno-resti-indietro-papa-francesco/9788866712404

 

IBS

http://www.ibs.it/code/9788866712404/alborghetti-roberto/nessuno-resti-indietro.html

 

Libreria Universitaria

http://www.libreriauniversitaria.it/nessuno-resti-indietro-papa-francesco/libro/9788866712404

 

Amazon

https://www.amazon.it/Nessuno-indietro-Francesco-dignit%C3%A0-linclusione/dp/886671240X/ref=sr_1_5?s=books&ie=UTF8&qid=1470295719&sr=1-5&keywords=Roberto+Alborghetti

 

Ebay Libri

http://www.ebay.it/itm/Nessuno-resti-indietro-Alborghetti-Roberto-/131742317705?hash=item1eac743c89

PESCOLANCIANO (IS), 27 AGOSTO: PRESENTAZIONE DEL LIBRO “SANT’ALESSANDRO”. STORIE E VICENDE NEL NOME DEL MARTIRE CHE AFFASCINÒ I TEMPLARI DELLA FAMIGLIA D’ALESSANDRO    


  

Immagini per gentile concessione di Ettore d’Alessandro e Centro Studi d’Alessandro

C’è un “filo rosso” che lega Bergamo a Pescolanciano, in provincia di Isernia. E’ un legame che parte dal culto di S.Alessandro, patrono di Bergamo, festeggiato il 26 agosto, e arriva alla nobile famiglia dei d’Alessandro e al loro storico castello che da secoli, da uno sperone, domina la località molisana. Un “collegamento” per certi aspetti straordinario, portato alla luce da Roberto Alborghetti nel suo libro-ricerca (alla seconda edizione) pubblicato per Editrice Velar e dedicato alla biografia del vessillifero della Legione Tebea, giustiziato a Bergamo tra il 287 e il 305.    

Nel ricostruire la mappa della devozione, anche sul territorio nazionale, attribuita al patrono di Bergamo, Alborghetti si è imbattuto nella singolare tradizione dell’antico e celebre casato dei d’Alessandro, i cui avi appartennero all’Ordine dei Templari, i quali, da secoli attribuiscono una particolare venerazione al martire bergamasco. Nel bellissimo maniero, uno dei meglio conservati del Molise, una cappella è dedicata proprio a S.Alessandro di Bergamo, il quale è raffigurato anche in alcuni dipinti e in una statua lignea che è al centro di una vivace devozione locale, che si rinnova proprio nella festa liturgica del patrono di Bergamo.

Quest’anno, Pescolanciano e la famiglia d’Alessandro, rappresentata da Ettore, hanno promosso per S.Alessandro una serie di iniziative, per sottolineare la conclusione di alcuni interventi di restauro nella fortezza e, soprattutto, per promuovere il rinato culto per il protomartire bergamasco nel territorio molisano. Migliore occasione, per stabilire un legame tra Bergamo e Pescolanciano, non poteva che essere la presentazione del libro di Roberto Alborghetti, in cui appunto si narra del sorprendente vincolo tra i d’Alessandro e il cavaliere primipilo martirizzato all’epoca di Massimiano.

Tra l’altro, Alborghetti presenterà in anteprima il nuovo testo dedicato a Santa Grata, compatrona di Bergamo, legata a doppio filo alle vicende di Sant’Alessandro: è colei che, secondo le “passiones”, compone il cadavere del martire e lo porta alla sepoltura. La pubblicazione è  uscita in questi giorni con una bella e articolata prefazione del vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi. 

L’incontro si terrà sabato 27 agosto, alle ore 16, presso il salone del castello. L’iniziativa è promossa nel contesto di una serie di eventi religiosi che avranno luogo all’interno del maniero, che sarà eccezionalmente aperto al pubblico.             

Questo il programma completo delle celebrazioni alessandrine a Pescolanciano:

 

Venerdì 26 agosto, Ore 18: Santa Messa presso il castello d’Alessandro e processione della Statua lignea di S.Alessandro fino alla chiesa parrocchiale di S.Salvatore. Apertura del castello al pubblico.

 

Sabato 27 agosto, Ore 16 : Presentazione del libro “Sant’Alessandro, Martire e Patrono della terra di Bergamo”, di Roberto Alborghetti, Editrice Velar, che sarà presente con Paolo Sandini; possibilità di visita al castello. Ore 18: S,Messa presso la chiesa parrocchiale di S.Salvatore e benedizione della statua di S.Alessandro. Ore 19: Processione con la statua del santo martire dalla chiesa parrocchiale di S.Salvatore alla Cappella S,Alessandro nel castello, che sarà aperto per visite. Come da tradizione, la partecipazione dei fedeli alla processione avverrà in abiti di colore bianco; una modalità suggerita dal significato spirituale e simbolico del bianco, che è anche il colore del  vessillo e del giglio con cui S.Alessandro è presentato nell’iconografia più diffusa.

 

Domenica, 28 agosto: Apertura del castello e della cappella dove si venerano le reliquie di S. Alessandro, portate a Pescolanciano “dal primo duca Fabio Junior d’Alessandro a seguito di un indulto firmato da Papa Innocenzo X”, come è testimoniato nel libro di Alborghetti da Ettore d’ Alessandro, discendente di un casato appartenente ai Templari, e i cui avi diedero un proprio contributo di partecipazione alle Crociate, eleggendo S.Alessandro – di cui portano il nome – a proprio patrono. Storie e vicende che il testo di Roberto Alborghetti contribuisce a far conoscere, stabilendo così quel “filo rosso” che unisce Bergamo a Pescolanciano.

 

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IL LIBRO “SANT’ALESSANDRO”:

DEVOZIONE E STORIA DEL PATRONO DI BERGAMO

 

Scritto da Roberto Alborghetti per la popolare “collana blu” dell’Editrice Velar. Scrive il Vescovo Beschi nella prefazione: “L’agilità “completa” di questo lavoro ha saputo raccogliere, sintetizzare, far trasparire il molto materiale che nei secoli si è raccolto e quasi stratificato intorno alla vicenda del nostro Patrono”.

 

E’ una vera e propria indagine su Sant’Alessandro la  pubblicazione che Editrice Velar ha dedicato al martire patrono di Bergamo. Pubblicato nella cosiddetta “collana blu”, il testo – già alla seconda edizione – è stato curato da Roberto Alborghetti rispettando lo stile immediato ed il carattere divulgativo della popolarissima serie che presenta biografie di santi e beati di tutte le epoche. Alborghetti ha ricostruito il contesto storico in cui si colloca la vicenda di Alessandro, verificando fonti e documenti, districandosi tra ciò che è racconto leggendario e oggettiva realtà storica.

Evidenziando come la storia del patrono di Bergamo continui  ad affascinare e a suscitare domande, l’autore si è posto una serie di interrogativi di partenza: perché la devozione del protomartire bergamasco ha superato i secoli? Perché è passata indenne tra mutamenti e rivoluzioni che hanno interessato anche la stessa realtà ecclesiale? Perché è rimasta sempre “dentro” il cuore di una terra? Perché è perfino entrata nella considerazione di popoli e civiltà europee, dai Longobardi ai Carolingi? Perché ha motivato e coinvolto tanti autori, ricercatori ed artisti? Perché si è estesa anche fuori i confini di Bergamo, lambendo il Meridione d’Italia: a Pescolanciano (Molise) è punto di riferimento per un casato dalle ascendenze templari; a Melfi (Basilicata), suggestiva città normanna, anch’essa cinta di mura, Sant’Alessandro è venerato come patrono.

L’importanza e la particolarità della pubblicazione – stampata in una speciale edizione dalla Velar – sono state sottolineate nella prefazione del Vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi che, tra l’altro, così scrive: “L’agilità “completa” di questo lavoro ha saputo raccogliere, sintetizzare, far trasparire il molto materiale che nei secoli si è raccolto e quasi stratificato intorno alla vicenda del nostro Patrono. Chi non voglia sbrigativamente sbarazzarsi con l’aggettivo “leggendario” del “personaggio Alessandro”, così fortemente attestato nei documenti notarili, negli scritti, nell’ iconografia, nella devozione della gente di Bergamo, trova nel lavoro di Roberto Alborghetti una suasiva e coinvolgente pista per ulteriori indagini.”

“La seconda qualità dell’agile lavoro di Alborghetti – così continua il Vescovo Beschi – la trovo proprio in quel suo saperci proporre il “filo d’oro” della continuità storica: quante ipotesi su Alessandro e la sua vicenda lungo la storia! Alborghetti riesce con l’onestà e la chiarezza della sua esposizione a offrircene ancora i buoni frutti, rispettando il dovere della ricerca, la varietà delle ipotesi, i sinceri tentativi di analizzare ogni tessera del mosaico. La terza qualità del lavoro agile di Alberto Alborghetti sta, a mio avviso, nel restituire al lettore che giunge rapidamente alla conclusione dello scritto la sensazione di aver incontrato il martire Alessandro. Non si giunge alla fine del racconto carichi di informazioni erudite su qualcuno che sia ormai ridotto ad un’idea, ad uno sbiadito affresco sempre più slavato dal tempo. Alessandro si imprime invece nella mente come un giovane coraggioso e maturo, intelligente e concreto, con un progetto di vita fatto di fedeltà, di fortezza, di coraggio, di dedizione alla propria terra, di amicizia verso quanti condividono il suo ideale di giovane soldato”.

La pubblicazione, curata graficamente da Punto e Linea di Gorle –  presenta un ampio apparato di immagini – oltre 120 – che illustrano il tributo che artisti di varie epoche hanno offerto alla costruzione della singolare e sorprendente iconografia del santo martire patrono di Bergamo.

NOVITA’ / DISEGNI E PROGETTI SUI…DINOSAURI DEL FUTURO.IN ATTESA DI “DINOSAURUS LIVE”.


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Ecco una nuova iniziativa proposta da OKAY! legata alla fantastica mostra DINOSAURS LIVE, esposta dal 3 dicembre 2016 al 27 febbraio 2017 al Promotrice delle Belle Arti di Torino.

  • Gli alunni, aiutati dagli insegnanti dovranno svolgere  ricerche in classe supportati da OKAY! che pubblicherà contenuti e informazioni utili potranno sviluppare un elaborato che riguarda l’argomento dei dinosauri.
  • I lavori potranno essere espressi in disegni, realizzazioni in 3D, collage, quindi la possibilità di utilizzare diversi materiali, il DINO 3.0, un dinosauro tecnologico. Con questa attività, i bambini avranno modo di conoscere ulteriormente il mondo della preistoria e con la loro creatività attualizzarlo al nostro tempo.
  • Una volta terminato l’elaborato, eseguire un video o scatti fotografici ed inviare il materiale con le informazioni della scuola  via e-mail a: okay@esprithb.it.
  • Tutti gli elaborati pervenuti, verranno pubblicati sul blog e saranno gli utenti a votare il lavoro che più piace.

I tempi

  • Tutti gli elaborati dovranno pervenire entro e non oltre il 15 novembre 2016.
  • Le votazioni da parte degli utenti si svolgeranno dal 16 al 30 novembre 2016.
  • I nomi dei tre vincitori saranno decretati entro il 10 dicembre 2016 tramite comunicazione privata alla scuola e pubblicazione sul blog.

I premi

  • I primi tre lavori, realizzati dalle classi, che riceveranno più voti sarà assegnato un premio: 1° classe vincitrice: ingresso omaggio per la classe + 2 accompagnatori
  • 2° classe vincitrice: n. 4 biglietti omaggio da utilizzare come ulteriore sconto per l’ingresso
  • 3° classe vincitrice: n. 2 biglietti omaggio da utilizzare come ulteriore sconto per l’ingresso

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PER RICHIESTA DI INFORMAZIONI:

okay@esprithb.it

 

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Siete tutti invitati a visitare la Mostra e con OKAY! avrai uno sconto ingresso per un bambino e un accompagnatore. Scarica / stampa il voucher sconto Okay! e presentalo all’ingresso.

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FENOMENI / GEORGIA LEPORE: DA “CI VUOLE UN FIORE” AGLI SPOT DELLE GRANDI MARCHE


 

GEORGIA LEPORE

Guest Writer: GIANNI SORU

Georgia Lepore, nata a Roma il 20 settembre del 1965, è un’artista completa, è doppiatrice, cantante, ed attrice. All’età di 7 anni comincia a doppiare, a 9 anni diventa cantante, entra a far parte del Coro dei Nostri Figli diretto da Nora Orlandi, e a 13 anni debutta a teatro (il primo ad intervistare Georgia Lepore fu proprio Gianni Soru all’inizio degli anni ‘90 pubblicando alcuni articoli su varie riviste: Di Tutti i Colori, Japan Magazine, Cudowny, Il Giornale di Noi Ragazzi, Manga Club, Colori… e il sito di Koji and Cutei ndr).

1970:  doppia Chris nel film “La famiglia Partridge”.

1974: con Sergio Endrigo cantano l’ormai intramontabile “Ci vuole un fiore”, una hit da oltre 1 milione di copie.

1975: sono sul palco dell’Ariston al Festival di Sanremo, per cantare assieme ai Ricchi e Poveri  “Io, bau, coccodè, miao”.

1976: con Lino Toffolo cantano “Johnny il bassotto” (Rai, sigla di Anteprima di chi?), una hit tormentone, un classico da 2 milioni di copie; nel 1983 questa diverrà la sigla per il cartone animato di Il piccolo Detective (Telereporter), con Gianni Morandi “Sei forte papà” (sigla di Rete Tre) una hit da 1 milione di copie.

1977: doppia Alfa Alfa nel celebre telefilm di “Simpatiche canaglie”; è poi la protagonista dello spot dei “Gelati Algida”. Con il Coro dei Nostri figli cantano “Isotta” con l’attore Pippo Franco (sigla di Anteprima di secondo voi), una hit cantatissima da oltre 1 milione di copie; con Memo Remigi cantano “Basta prendo parto volo via” (Rai, sigla di A modo mio) e vanno in classifica con 200.000 copie; solo come coro canteranno “Guappati Guappatu” (Rai, sigla di Arrivano i mostri, mostri, mostri).

1978: a teatro Georgia  recita in “Carteggio Aspern”; è poi la protagonista dello spot degli “Ovetti Kinder”.

Con Il Coro dei Nostri Figli canta “Sbirulino” (Rai, sigla di Io e la Befana) assieme a Sbirulino,  una hit amatissima da 700.000 copie; con Renato Rascel la sempre attuale “Sì buonasera” (Rai, sigla del programma omonimo), una hit cantatissima da 600.000 copie; con Corrado la buffa “Il leone” (Rai, sigla di Domenica in…), una hit da 400.000 copie; con l’attore Christian De Sica la trascinante “Il Trenino” (Rai, sigla dell’omonimo programma per ragazzi), e corre in classifica con 300.000 copie, e “Guardando Lassie in TV” (Rai, sigla del telefilm Lassie); con Sergio Endrigo cantano “C’era una volta anzi domani” (Rai, sigla di Uffa domani è lunedì), in classifica con 150.000 copie; con Francesca Guadagno “Heidi diventa principessa”, sigla del lungometraggio per il cinema; solo come coro assieme a quello di Torre Spaccata, invece cantano “Sesamo apriti” (Rai, sigla dell’omonimo programma condotto dai pupazzi).

1979: la voce di Georgia Lepore piace molto, viene notata dai discografici e decidono di farle cantare da solista qualche sigla incide “Ciao Lassie” (Rai, sigla del telefilm Lassie), la romanticissima “Un milione di anni fa” (Antenna Nord, sigla di coda di Ryù il ragazzo delle caverne), che va in classifica con 200.000 copie. Georgia all’età di 14 anni condurrà il programma tv “Le favole incatenate” (Rai), e ne canta anche la sigla dal titolo “La giostra dei campanelli”.

Doppia TJ nel film “Il campione”, e Grace nel film animazione per il cinema di “Remì in senza famiglia” e assieme a Jimmy Fontana e il Coro dei Nostri Figli ne cantano pure la sigla dal titolo “Piccolo Remì”. Sempre assieme al Coro dei Nostri Figli canta a Sanremo, assieme a Pippo Franco, il simpaticissimo tormentone di “Mi scappa la pipì”, una hit divenuta un classico, da oltre 1 milione di copie e poi “Dai Lupone dai” (Rai, sigla di Buonasera con Alberto Lupo), in classifica con 200.000 copie; con la show-girl Elisabetta Viviani vanno in hit parade con la bellissima “La banda dei 5” (Rai, sigla del telefilm omonimo), con 500.000 copie; con Nico Fidenco cantano l’amatissima e cantatissima “Don Chuck il castoro” (Telemontecarlo), una hit da 400.000 copie e la birichina di “Pierino a quadretti”; con la show-girl Loretta Goggi la buffa “Cicciotella” (Rai, sigla di Bis), un hit da 400.000 copie; con Corrado la simpatica “Charlie è una lenza” (Rai, sigla di Domenica in…), una hit da 400.000 copie; con Enrico Montesano cantano diverse canzoncine come “Il pulcino” e “La marcia della frutta”, entrate in classifica con 80.000 copie, seguono poi “Ufo ufetto”, “Il millepiedi”, “Il Re della Polonia”… (Rai, tutte sigle legate al programma Le favole di Luna Park), invece con Tony Binarelli e Fiammetta Flamini cantano “Tiki Tiki” (Rai, sigla di Con un colpo di bacchetta);

Solo come Coro invece incideranno un classico, un tormentone ancora ricordato “L’ape Magà” (Milano TV, sigla di Le avventure dell’ape Magà), che va in classifica con 350.000 copie.

1980: Georgia ormai ‘cresciuta’ esce dal Coro dei Nostri Figli, incide come solista “Valentina”, il disco esce, ma la canzone non era ancora definitiva, più tardi verrà cambiata nella bellissima “Peline story” (Antenna Nord), e il disco va in classifica con 300.000 copie.

1981: doppia Lindsay nel film “Freeze Frame”, e  “Toriton” dell’omonimo cartone animato.

Come solita Georgia canta la splendida “Conan” (Telereporter) e incide anche la canzone “Fior di Ligi”.

Georgia entra di nuovo nel coro dei Nostri Figli di Nora Orlandi per incidere assieme al cantautore Nico Fidenco il tormentone amatissimo di “Arnold” (Canale 58, sigla del telefilm Harem contro Manhattam), una hit da 500.000 copie; e la cantatissima “Don Chuck li castoro” (Telelombardia), e torna in classifica con 200.000 copie.

1982: Georgia incide una canzone cantatissima, un vero tormentone si tratta di “Mimì e le ragazze della pallavolo” (Italia 1), che va subito in classifica con 150.000 copie. Doppia Pénelope nel film “Il tempo delle mele” (Pénélope), “Annie” protagonista dell’omonimo film per il cinema; Juana nel cartone animato di “Marco” e Chobin, protagonista di “Chobin il principe stellare”.

1983: Georgia incide “La fantastica Mimì” (Italia 1, sigla di Mimì e la nazionale di pallavolo), che diventa un tormentone amatissimo, e ritorna in classifica con 100.000 copie; incide poi la dolcissima “Tyltyl Mytyl e l’uccellino azzurro” (Italia 1, sigla di L’uccellino azzurro).

Doppia ancora Pénélope ne “Il tempo delle mele 2”.

Finito il periodo sigle, ancora oggi Georgia Lepore, continua a doppiare con successo, è stata la voce per telefilm come: Angelica nel celebre “Capitol” (1986), Brenda nel famosissimo “Beverly Hills 90210” (1990), Vally in “College” (1990), Ada nello sceneggiato “I misteri della giungla nera” (1991), Vicki nella serie di successo “Bayside School: la nuova classe” (1993), Bonnie nel celebre “Friends” (1994), Neri in “Ocean girl” (1994), Tara in “Buffy” (1997), Lucy nella miniserie “Il bacio di Dracula” (2001), Cornelia nella mini serie tv “Giulio Cesare” (2002), Amelie in “Il commissario Cordier” (2005), Lois nel celebre “Smalville” (2007)…

Ha doppiato anche telenovelas, è stata Katie Logan e Sofia Alonso nella più celebre soap-opera del mondo “Beautiful” (1990), Veronica in “Primo amore” (1993), Eva in “Perla nera” (1994), Ally nella celebre  “Quando si ama” (1998)…

Ha prestato la voce a oltre 100 film per la TV e il cinema come: Doppia Deborah nel celebre “C’era una volta in America” (1984), La Principessa Bambina nel colosso “La storia infinita” (1984), Suor Agnese in “Agnese di Dio” (1985), Andy nel celeberrimo “I Goonies” (1985), Ozma in “Nel fantastico mondo di OZ” (1985), Al in “Non aprite quel cancello” (1985), Sophie nel film horror “Phenomena” (1985), Milly in “Il ragazzo che sapeva volare” (1986), Cinzia in “Sposerò Simon Le Bon” (1986), Blair in “Al di là di tutti i limiti” (1987), Taitt in “Star Trek – the next generation” (1987), Sandra in “Paura e amore” (1988), Anna Maria in “Zorro” (1988), Ursula in “La vita è un arcobaleno” (1989), Cheryl in “Lost angels” (1989),  Lorie in  “Ossessione d’amore” (1989), Kit in “Ragazze vincenti” (1992), Kimberly in “La famiglia Brock” (1992), Maria in “Sister act 2 – più svitata che mai” (1993), Ellen in “Buon compleanno Mr. Grape” (1993), Birdine in “La signora ammazzatutti” (1994), Faith in “Only you – amore a prima vista” (1994), Mahala nel film “Il libro della giungla” (1994), Madeleine in “Sesso bendato” (1994), Anna in “Models inc.” (1994), Jodie in “Un’amicizia preziosa” (1995), Emily in “A scuola con filosofia” (1995), Gina in “Un giorno per caso” (1996), Miss Honey in “Matilda sei mitica” (1996), Diane in “Trainspotting” (1996), Karin e Ari in “Sabine” (1996), Kimberly in “Il matrimonio del mio migliore amico” (1997), Wendy in “Overdrive – Tre vite in gioco” (1997), Liliana in “Biancaneve nella foresta nera” (1997), Lynne in “Un passo verso il domani” (1997), Lili in “Saranno famosi a Los Angeles” (1997),  Laura in “Cose molto cattive” (1998), Mercedes in “Licenza di guida” (1998), Natalie in “Urban Legend” (1998), Kelly in “Sex Crimes – giochi pericolosi“ (1998), Rehee in “Amiche nemiche” (1998), Monica in “Mystery man” (1999), Suor Maria Rosa in “Tutto su mia madre” (1999), Daisy in “Bowfinger” (1999),  Isabella in “Per incanto o per delizia” (2000), Cheryl in “Miss detective” (2000), Babysitter in “Unbreakable – Il predestinato” (2000), Juline in “Vanilla Sky” (2001), Jude in “Il diario di Bridget Jones” (2001), Marianne in “Il patto dei lupi” (2001), Elvira in “A mia madre piacciono le donne” (2001), Alice e Rebecca in “S.Y.N.A.P.S.E – Pericolo in rete” (2001), Karen nel film “Le avventure di Rocky Bullwinkle” (2001), Melody nel film “Johsie and the Pussicats” (2001), Barbara in “We were soldiers” (2002), Andrea in “Roger Dodger” (2002), Jilli in “People I know” (2002), Clear in “Final destination” (2003), Cheryl in “Miss FBI: infiltrata speciale” (2003), Jude in “Che pasticcio Bridget Jones” (2003), Kate in “Palle al balzo – Doigeball” (2004), Mardell in “Million dollar baby” (2004), Shelby in “Cinderella story” (2004), Veronica in “Primo amore” (2004), Pippa in “Cake – ti amo, ti mollo, ti sposo” (2005), Elisabeth in “Se solo fosse vero” (2005), Heather in “Elizabethtown” (2005), Rebecca in “L’uomo sbagliato” (2005), Amanda in “L’amore non va in vacanza” (2006), Missy in “Quello che gli uomini non dicono” (2006), Isabella in “Quando arriva l’amore” (2006), Paige in “Valentine – appuntamento con la morte” (2008), Sharonna in “Il guru” (2009), Julia in “Omicidio in diretta” (2009), Tracy in “Il fascino dell’inganno” (2009)…

Ed ha doppiato diversi cartoni animati: Alfa Alfa in “Simpatiche canaglie” (1985), Kim in “Mister T” (1985), Tanya nel lungometraggio animato di “Fievel conquista il West” (1987), Georgia ne canta anche la canzone dal titolo “Luna bella”, Yuri in “Balatak” (1988), Herman nel lungometraggio Disney “Chi ha incastrato Roger Rabbit?”, Clara nel lungometraggio “La favola del principe Schiaccianoci” (1990), Robin nel lungometraggio di “Tom and Jerry il film” (1993), Sveltina nel cartone animato di “Volpe Tasso e compagnia” (1995), Nabiki nel cartone animato di “Ranma 1/2” (1996), Airin in “Dov’è finita Carmen San Diego?” (1996), Tiffany in “Kangoo” (1996), Rei Hino nel lungometraggio di “Sailor Moon R – the movie” (1997), Selene per il lungometraggio Disney “Hercules” (1997), Millerna in “I cieli di Escaflowne” (2000), Asenath nel lungometraggio Disney “Giuseppe il re dei sogni” (2000), Grey in “Full Metal Panic” (2003), Yasmin nel film 3D “Bratz le star della moda” (2003), Yasmin nel lungometraggio 3D di “Bratz – rock angelz” (2008), Rei nel lungometraggio di “Tekken the animation“ (2008), Hari nel lungometraggio di “Inuyasha – the movie: un sentimento che trascende” (2008), Datola in “A tutto reality, la vendetta dell’isola” (2012), Lyra in “Fairy Tail” (2016)…

In TV a recitato nella serie a puntate di “Casa Cecilia” (1984), in quella di “Affari di famiglia” (1989), “Il maresciallo Rocca 5” (2005), “Centovetrine” (2008)…

Ha continuato a recitare in teatro in diversi spettacoli come: “Tirolo Tandem” (1992), “Coccodrilli” (1994), “Penetrazioni” (1995), “Radioestetica” (1996), “Madri” (1998), “Reunion e Dark Pony” (1999), “Addio” (2006, scritto e diretto), “Il canto della notte” (2007, scritto e diretto), “E io parlo ai sogni” (2007, scritto e diretto), “Crack” (2008, da lei diretto), “Oltre i verdi campi” (2014), “Romeo e Giulietta Post Scriptum” (2014, autrice)…

Ha continuato a prestare la sua voce e anche la sua immagine in diversi spot tv come: “Fette biscottate del Mulino Bianco”, “Mon Chery”, “Rai, di tutto di più”, “Shampo Clear”, “Big babol”, “Woody il wuster”, “Uova Kinder”, “Televideo”, “Pizza Buitoni”, “Volvo”… E’ stata anche la voce per diversi sceneggiati radiofonici come: “Il naso in salita” (2001), “102 minuti a Ground Zero” (2002), “Elvis” (2004),  “Bonny e Clyde” (2005)…

GIANNI SORU

 

 

 

ALBINIA DI ORBETELLO / PRESENTATO “NESSUNO RESTI INDIETRO”: “UN LIBRO CHE CI AIUTA A CAPIRE PAPA FRANCESCO” (GIULIANO AMATO)


 

 

Guest Writer: Stefano Alberti

Foto di Paolo Sandini

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Un libro… irrompe nella tranquillità balneare della “Costa d’Argento”, nella suggestiva area geografica di Orbetello e dell’Argentario, in provincia di Grosseto. Giovedi 11 agosto, presso le strutture dei camping Voltoncino e Marina Chiara (Albinia di Orbetello, Strada Statale Aurelia 199) si è svolta la presentazione del libro “Nessuno resti indietro / Papa Francesco, la dignità del lavoro e l’inclusione sociale”, di Roberto Alborghetti, Editrice Velar, con l’applaudito ed atteso intervento dell’ex presidente del Consiglio sen. Giuliano Amato, giudice costituzionale.

Un evento davvero riuscito, non solo per la grande partecipazione di pubblico – non facile, quando il sole è ancora alto, sottrarsi in spiaggia ai bagni di sole e di mare … – ma soprattutto per il contenuto di un incontro che non ha mancato di toccare temi e problematiche di stretta attualità, oltre che al centro del dibattito politico. La tappa sulla costa maremmana – una delle tante organizzate attorno a “Nessuno resti indietro” – si è imposta per il significativo intervento del sen. Giuliano Amato, il quale traendo spunto dalle pagine del libro di Roberto Alborghetti ha costruito una appassionata riflessione che, partendo dal pensiero di Papa Francesco, pone oggi alla comunità internazionale una serie di questioni che, se non risolte, rischiano di compromettere la stabilità mondiale.      

Coordinato dal giornalista Paolo Mastracca, l’incontro ha visto anche gli interventi del prof. Nicola Cirocco (presidente Osa Onlus) e di don Antonio Scolesi (parroco di Maria SS. Delle Grazie, ad Albinia): insieme alla direzione del Campeggio Voltoncino hanno promosso l’evento, che ha avuto luogo nell’accogliente spazio-incontri, attirando la partecipazione di tanta gente.   

Nell’illustrare il volume di Alborghetti, il presidente Amato ha rilevato che “il bello del libro – piccino nella forma, ma molto robusto nel contenuto – è che, capitolo dopo capitolo, connette un tema alle varie fasi della vita di Francesco, e alle situazioni ed ai fatti nei quali Bergoglio si trovò coinvolto.”   “Un libro affascinante, ha continuato Giuliano Amato,  per certi aspetti utile e indispensabile perché ci consente di capire perché Papa Francesco fa, dice ed agisce in un determinato modo, perché prende determinate decisioni”.

Giuliano Amato, basandosi sulle ricostruzioni, spesso inedite, di episodi narrati da Alborghetti, ha come preso per mano il numeroso pubblico e lo ha condotto attraverso alcuni momenti ed esperienze vissuti dal futuro Papa Francesco. Ha tratteggiato la storia della famiglia, “una storia di emigrazione,di fatiche e di lavoro”, i fatti storici che sconvolgono l’Argentina, come la crisi economica del 1929-30, la vita in famiglia, lo studio e la formazione, le sue giornate da studente-lavoratore, l’incontro con Esther Ballestrino de Careaga, vittima del regime dittatoriale, la docenza, la direzione dei collegi gesuiti e via via i compiti assunti in campo pastorale.  

“Come il libro illustra in modo efficace – ha commentato Giuliano Amato – Bergoglio si trova immerso nelle problematiche della grande Buenos Aires, che di fatto  condiziona e orienta il carattere del futuro Papa. Si trova coinvolto negli effetti del fenomeno del capitalismo primitivo, con migliaia di lavoratori schiavizzati, le condizioni orribili, il traffico di droga, la povertà scatenata dalla crisi economica degli anni Duemila. Francesco è il Papa che ha vissuto sulla sua pelle i drammi delle persone prigioniere del racket della prostituzione, i fenomeni sociali del degrado metropolitano, i bambini sfruttati nel lavoro… Ecco, allora, comprendiamo perché Papa Francesco fa e dice certe cose. E libro ci aiuta a comprendere proprio questo e che il suo agire deriva dalla sua esperienza di vita”.

E poi, sollecitato dai temi che l’agenda di Papa Francesco sta ponendo alle Nazioni, non sono mancati i collegamenti all’attualità, al fenomeno migratorio, alle “politiche” di accoglienza e all’urgenza che la comunità mondiale – e soprattutto quella europea – si diano da fare per affrontare un fenomeno che, come quello dei flussi migratori, è destinato a creare sempre più emergenze sociali.  

Roberto Alborghetti, riprendendo le stimolanti riflessioni di Giuliano Amato, ha rilevato che le pagine di “Nessuno resti indietro” vogliono effettivamente “portarci dentro, un po’ tutti, negli anni e nelle esperienze pastorali che Jorge Mario Bergoglio ha vissuto nella Buenos Aires del lavoro-schiavo, dei laboratori clandestini, della tratta delle persone, dello sfruttamento dei minori, della disoccupazione, del lavoro nero, nel “tritacarne” dell’economia speculativa”. “Tra quelle vicende, come rilevato dal senatore Amato – ha detto l’autore – “ho trovato la risposta all’interrogativo perché questo Papa insiste coerentemente sulla necessità di un nuovo ‘umanesimo del lavoro’, dove l’uomo, e non il profitto, sia al centro; dove l’economia serva l’uomo e non si serva dell’uomo”.

Nella sofferenza condivisa per tanti episodi di ingiustizia e di esclusione sociali – il libro, ad esempio, ricostruisce le vicende della strage ferroviaria dell’Once e del massacro di quasi 200 giovani nella discoteca Cromañón , delle vittime del lavoro schiavo e della criminalità collegata al racket delle persone e allo sfruttamento minorile in circa 3.000 fabbriche tessili abusive – nasce, si muove e si eleva il grido del “Nessuno resti indietro” dell’arcivescovo Bergoglio, e del modello di un nuovo ordine sociale ed economico, che – come si scrive nel libro – è definibile con il termine “Francisnomics”.

Paolo Sandini, dell’Editrice Velar, ha infine sottolineato che anche “Nessuno resti indietro”, come altri titoli dell’Editrice, sostengono il progetto di solidarietà “Salva una Vita / Operazione cuore” che da due anni assicura interventi cardiochirurgici ai bambini delle missioni cappuccine del Nord Africa. La presentazione del libro è stata seguita da un insolito “apericena” – curato da Nicola e Luciana Cirocco, in collaborazione con il Campeggio Voltoncino – dedicato a  “Nessuno resti indietro”: un altro modo per sottolineare anche la sobrietà e la essenzialità di Francesco nell’uso e nell’approccio delle risorse del cibo e dei prodotti alimentari

L’evento ha riscosso ampia attenzione, con articoli sui giornali e su web. Il canale televisivo TV 9 (Canale 16) ha prodotto un servizio speciale con testimonianze e interviste raccolte da Paolo Mastracca, in onda nel programma “Kerygma” sabato 27 agosto (ore 19), mercoledi 31 agosto (ore 19,10), sabato 3 settembre (ore 19,10) e su http://www.tv9italia.it negli stessi giorni e orari.

 Ora, la prossima tappa delle presentazioni sarà a Paladina (Bergamo), il giorno 23 agosto, alle ore 20,30, presso il Centro Giovanile Parrocchiale, in occasione delle iniziative per la Festa di S.Alessandro.

Per info:

 www.velar.it

 http://www.sandini.it/

IL LIBRO E’ DISPONIBILE ANCHE NELLE PRINCIPALI LIBRERIE ON LINE

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http://www.voltoncino.it/it/

 

“NESSUNO RESTI INDIETRO”: L’11 AGOSTO (ORE 18) PRESENTAZIONE SULLA COSTA MAREMMANA. TRA GLI OSPITI: GIULIANO AMATO


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IL CORRIERE DI SIENA SULLA PRESENTAZIONE DI “NESSUNO RESTI INDIETRO” AD ALBINIA (GROSSETO), NELLO SCENARIO DI ORBETELLO E DELL’ARGENTARIO.

Giuseppe Boccuzzi Tweet

Ci sarà anche l’ex presidente del Consiglio sen. Giuliano Amato, ora giudice costituzionale, all’evento di presentazione di “Nessuno resti indietro”, in programma domani, giovedi 11 agosto 2016 (ore 18) presso il Campeggio Voltoncino, nel suggestivo scenario di Orbetello e dell’Argentario, precisamente ad Albinia, località balneare sulla “costa d’argento” maremmana, in provincia di Grosseto.

Non si ferma infatti il “giro” delle presentazioni del libro di Roberto Alborghetti, edito da Velar, dedicato alla testimonianza di Papa Bergoglio sui temi della dignità del lavoro e dell’inclusione sociale.Insolito, anche questa volta, il luogo: il Campeggio Voltoncino,  http://www.voltoncino.it/it/(Strada Statale Aurelia n. 199) dove, alle ore 18, insieme all’autore interverranno appunto l’ex premier Giuliano Amato, il prof. Nicola Cirocco (presidente Osa Onlus) e don Antonio Scolesi (parroco di Maria SS. Delle Grazie, ad Albinia). Coordina l’incontro il giornalista Paolo Mastracca. 

L’iniziativa è stata promossa da Osa Onlus, dalla parrocchia Maria SS. Delle Grazie e dal Campeggio Voltoncino, che ha accolto con grande disponibilità l’idea di ospitare, presso lo Spazio Incontri, l’incontro su “Nessuno resti indietro”. La presentazione del libro sarà seguita da un insolito “apericena” intitolato “Nessuno resti indietro”: un altro modo per sottolineare anche la sobrietà e la essenzialità di Francesco nell’uso e nell’approccio delle risorse del cibo e dei prodotti alimentari (vedere menu nelle foto della galleria, in questa pagina).     

Già ristampato e accolto da grande attenzione da parte del pubblico e dagli opinion leaders, “Nessuno resti indietro” presenta Papa Francesco e la sua sensibilità per i temi della dignità del lavoro e dell’inclusione sociale, offrendo una documentazione inedita su fatti ed esperienze vissute dal futuro Papa nel difficile contesto storico e sociale dell’Argentina. “Un testo che tutta la classe dirigente dovrebbe leggere”: così ha recentemente affermato l’avv. Vincenzo Massara, vice presidente nazionale e presidente regionale Calabria di MCL. E qualche giorno, in un post su Facebook e Twitter, il leader della Cisl Puglia, Giuseppe Boccuzzi, ha pubblicamente consigliato la lettura di “questo libro meraviglioso,per dedicarlo a chi non può partire in vacanza o a chi non ha mai avuto un lavoro o lo ha perso e non lo trova. Una lettura che ci sproni  a pensare ed agire affinchè Nessuno resti indietro, come dice il Santo Padre”. 

L’incontro al Campeggio Voltoncino di Albinia (l’ingresso è aperto a tutti) si propone dunque come una significativa opportunità per conoscere – attraverso il terzo libro di Alborghetti dedicato a Papa Francesco – la storia e la testimonianza di una guida che, come rilevano tutte le ricerche demoscopiche, è ritenuta a livello mondiale “la più affidabile e la più autorevole”.  

Le pagine di “Nessuno resti indietro” ci portano dentro gli anni e le esperienze pastorali che Jorge Mario Bergoglio ha vissuto nella Buenos Aires del lavoro-schiavo, dei laboratori clandestini, della tratta delle persone, dello sfruttamento dei minori, della disoccupazione, del lavoro nero, nel “tritacarne” dell’economia speculativa.

Tra quelle vicende – scrive Alborghetti – “ho trovato la risposta all’interrogativo perché questo Papa insiste coerentemente sulla necessità di “un nuovo ‘umanesimo del
lavoro’, dove l’uomo, e non il profitto, sia al centro; dove l’economia serva l’uomo e non si serva dell’uomo”, dove i tanti giovani che non lavorano sono “i nuovi
esclusi del nostro tempo”, “vengono privati della loro dignità”, mentre “la giustizia umana chiede l’accesso al lavoro per tutti” (16 gennaio 2016, Incontro con MCL,
Movimento Cristiano Lavoratori).

Nella sofferenza condivisa per tanti episodi di ingiustizia e di esclusione sociali – il libro, ad esempio, ricostruisce le vicende della strage ferroviaria dell’Once e del massacro di quasi 200 giovani nella discoteca Cromañón , delle vittime del lavoro schiavo e della criminalità collegata al racket delle persone e allo sfruttamento minorile in circa 3.000 fabbriche tessili abusive – nasce, si muove e si eleva il grido
del “Nessuno resti indietro” dell’arcivescovo Bergoglio, e del modello di un nuovo ordine sociale ed economico, che – come si scrive nel libro – è definibile con il termine “Francisnomics”.

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Per info:

 www.velar.it

   http://www.sandini.it/

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IL LIBRO E’ DISPONIBILE NELLE PRINCIPALI LIBRERIE ON LINE.

ECCO ALCUNI LINKS:

 

Hoepli

http://www.hoepli.it/libro/nessuno-resti-indietro-papa-francesco-la-dignita-del-lavoro-e-l-inclusione-soc/9788866712404.html

 

La Feltrinelli

http://www.lafeltrinelli.it/libri/roberto-alborghetti/nessuno-resti-indietro-papa-francesco/9788866712404

 

IBS

http://www.ibs.it/code/9788866712404/alborghetti-roberto/nessuno-resti-indietro.html

 

Libreria Universitaria

http://www.libreriauniversitaria.it/nessuno-resti-indietro-papa-francesco/libro/9788866712404

 

Amazon

https://www.amazon.it/Nessuno-indietro-Francesco-dignit%C3%A0-linclusione/dp/886671240X/ref=sr_1_5?s=books&ie=UTF8&qid=1470295719&sr=1-5&keywords=Roberto+Alborghetti

 

Ebay Libri

http://www.ebay.it/itm/Nessuno-resti-indietro-Alborghetti-Roberto-/131742317705?hash=item1eac743c89

LIBRO NOVITA’ / GRATA, UN GESTO DI PIETA’ DIVENUTO “LEGENDARIO”…UNA STORIA AFFASCINANTE DI ARTE E LETTERATURA


 

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Il 500° titolo della Collana Blu di Editrice Velar e Elledici è dedicato alla “compatrona” di Bergamo. Una vita sconosciuta, di cui rimane documentazione in uno straordinario “scritto” duecentesco di Pinamonte da Brembate. Prefazione del Vescovo di Bergamo, Francesco Beschi.

 

Un antico e straordinario documento redatto a Bergamo nel Duecento da un impareggiabile “cronista” dell’epoca, è al centro di una vera e propria “inchiesta” su colei che è ritenuta la prima santa della Chiesa di Bergamo. “Santa Grata e il suo Monastero in Bergamo Alta” è il titolo n. 500 della popolarissima “collana blu”, autentico fenomeno editoriale di Velar e Elledici, incentrato su pubblicazioni che presentano biografie di santi, beati di tutte le epoche.

Scritto da Roberto Alborghetti – che aveva firmato anche la biografia  “Sant’Alessandro Martire e Patrono della terra di Bergamo”, già ristampata – il testo ricostruisce, come in una sorta di indagine giornalistica, la vicenda di Santa Grata, considerata la “compatrona” della Diocesi di Bergamo. Grata è colei che, giunta sul luogo della decapitazione del vessillifero della Legione Tebana, ne raccoglie le spoglie e le porta alla sepoltura.

Con questo semplice e devoto gesto, la nobildonna Grata entra a pieno titolo nella storia della cristianità bergamasca. La sua vicenda e la sua testimonianza sono giunte fino a noi trasmesse da antichi luoghi di culto (la chiesa di Santa Maria Vecchia, il monastero benedettino di Santa Grata in Columnellis, la chiesa parrocchiale di Santa Grata Inter Vites), da immagini (si pensi agli affreschi duecenteschi custoditi nello stesso cenobio benedettino), da documenti storici (le diverse versioni delle Passiones) e da due opere fondamentali della storiografia: il Liber Pergaminus di Mosè del Brolo e il  Legendario del Beato Pinamonte da Brembate.

La copertina. Il testo sarà presentato al pubblico il 27 agosto a Pescolanciano (Castello d'Alessandro, ore 16) e il 17 settembre a Bergamo (Monastero S. Grata, ore 18).

La copertina. Il testo sarà presentato al pubblico il 27 agosto a Pescolanciano (Castello d’Alessandro, ore 16) e il 17 settembre a Bergamo (Monastero S. Grata, ore 18).

 

GRATA: UNA PRESENZA DOCUMENTATA

NELLE ANTICHE “PASSIONES”

 

Alborghetti si mette sulle tracce delle primissime notizie su Grata registrate nelle antiche Passiones che illustrano il martirio di Sant’Alessandro (la decapitazione sarebbe avvenuta il 26 agosto del 298, anche se altre ipotesi suggeriscono l’anno 287 o nel biennio 303-305, nella fase conclusiva della dominazione di Diocleziano e Massimiano). La Passio Sancti Alexandri di Bonino Mombrizio documenta in poche, ma importanti righe la presenza di Grata sul luogo del martirio di Alessandro: “Il servo gli tagliò la testa. Poi, una certa matrona castissima di nome Grata, sopraggiunta alcuni giorni dopo, raccolse il suo corpo con animo lieto, e lo pose in un piccolo podere di sua proprietà, non lontano dalle mura della città di Bergamo”. Attorno alla figura di Grata, nel corso dei secoli, è fiorita materia sufficiente per imbastire biografie e aneddoti di singolare bellezza e contenuto spirituale.

 

Figlia del duca Lupo e di Adleida, Grata fin da fanciulla si distingue per nobiltà d’animo, umiltà, purezza di spirito, bellezza, onestà, grande attenzione ed amore per il prossimo. E’ attratta dagli ideali e dai principi diffusi da una nuova religione, il cristianesimo, che si richiama al Vangelo, alla vita ed al messaggio di Gesù.  Grata è la prima persona ad  accorrere sul luogo del martirio di colui che la terra di Bergamo venererà poi come patrono. Insieme alla fidata Esteria e ad altre persone amiche procede a dare degna sepoltura ai resti mortali di Alessandro, tumulato in gran segreto in un terreno fuori della cinta muraria cittadina, sui colli della città.

 

Ma le vicende legate a Grata non si esauriscono con la sepoltura del martire Alessandro e con la fondazione della basilica sul luogo del sepolcro. Nel suo Legendario, Pinamonte narra una singolare serie di fatti legati alla sfera miracolosa e prodigiosa ed afferma che Dio operò molti miracoli per i meriti di Grata, la quale visse con grande umiltà tutta questa abbondanza di grazie, in  un cammino scandito dalla carità evangelica, dall’ amore per i poveri e gli ultimi, ai quali lei dedicherà ogni attimo della propria vita e “cossì ogniuno amando era da tuti amata”. Una testimonianza che, dopo la morte della nobildonna –  seppellita tra le mura  di quell’ospedale che lei stessa aveva costruito – vedrà sbocciare una catena di prodigi.

 

Secondo la storiografia, i resti mortali di Grata – spirata nell’anno 307, stando a quanto riportato nella “Enciclopedia dei santi” – rimarranno sepolti fuori le mura della Bergamo antica, in Borgo Canale, fino al secolo XI, presso la chiesa edificata all’interno dell’ospedale fondato dalla nobile matrona. Il primo documento che attesta l’esistenza di una chiesa e di una devozione a Grata risale al secolo VIII, e fa riferimento al contenuto del testamento steso dal  nobile gasindio Taidone prima di partire per la guerra contro Carlo Magno.

In Borgo Canale, le reliquie della compatrona di Bergamo rimasero fino all’anno 1027 quando vennero solennemente traslate all’interno delle mura della città, nella chiesa di Santa Maria Vecchia (o Santa Maria Vetere, la cui fondazione è attribuita alla madre di Grata, Adleida) attorno alla quale poi si svilupperà il complesso architettonico dell’attuale monastero in Columnellis, considerato uno dei più antichi cenobi benedettini d’Italia, sicuramente della Lombardia.

 

LO STRAORDINARIO “LEGENDARIO”

DI PINAMONTE DA BREMBATE

 

 

Grande attenzione è rivolta, nel testo di Alborghetti, allo  straordinaria “Legendario” redatto da Pinamonte da Brembate (1200 ca – 1271 ca). Uno dei personaggi di maggior rilievo della Bergamo del XIII secolo, biblista, giurisperito, grande predicatore, proclamato Beato dalla Chiesa, Pinamonte da Brembate si era formato alla scuola dei domenicani (probabilmente a Bologna) entrando in relazione diretta con San Domenico di Guzman (1170-1221), fondatore dei Frati Predicatori, e con San Tommaso d’Aquino (1225-1274), illuminato esponente della Scolastica e Dottore della Chiesa.

Il Legendario – giunto sorprendentemente intatto ai giorni nostri – rivela e racconta anche e soprattutto un’epoca storica di grandi trasformazioni a tutti i livelli. Nel contesto di un profondo rinnovamento spirituale, il cronista e biblista domenicano ricostruisce i passaggi della vita di Santa Grata, indicandola quale modello di religiosità femminile, luminosa e rigorosa testimone della fede cristiana in terra orobica, esempio per lo stesso ruolo del laicato che, in seno alla Chiesa, stava affermando una propria autonomia rispetto al clero secolare.

Il periodo della redazione è con ogni probabilità da collocare dopo il 1254. Di sicuro il lavoro di composizione e di trascrizione dei testi dal manoscritto originale alla straordinaria copia miniata – che ammiriamo oggi come un capolavoro d’arte presso lo stesso monastero – doveva essere terminato già nel 1272. Tale data è indicata nell’affresco che – un tempo custodito nell’antica chiesa di Santa Maria Vecchia (o Vetere o Vetus) monumento poi inglobato nello stesso monastero di Santa Grata – è ora ospitato nell’ambulacro superiore del chiostro del medesimo cenobio benedettino.

La scena affrescata, essa stessa un altro singolare reperto di grande valore documentaristico, raffigura la badessa Grazia nell’atto di presentare a Santa Grata e a Santa Esteria il Legendario che l’affrescatore illustra nella versione definitiva, come prodotto unitario di singoli fascicoli.  L’opera ha trapassato le epoche ed è arrivata ai nostri tempi in un discreto stato di conservazione.

 

Articolata in ventotto capitoli, introdotta da un prologo, vergata in una pulita e precisa scrittura gotica libraria italiana, strutturata in  pagine a due colonne di venticinque righe, scritta con inchiostro nero e rosso (numeri dei capitoli, titoli e rubriche)  e “commentata” da bellissime immagini, la biografia è annoverata tra le più preziose opere della miniatura duecentesca in Lombardia.

Si segnala come un reperto di grandissimo valore artistico, culturale, storico e anche letterario, consentendo di apprezzare l’abilità descrittiva di Pinamonte da Brembate, che si rivela autore di grande cultura (biblica e non solo), in grado di padroneggiare la materia, modellando un efficace “plot” narrativo, come si direbbe oggi, che avvince e affascina, anche per l’inedita modernità delle modalità del racconto.

 

DALLA PREFAZIONE DEL VESCOVO DI BERGAMO

MONS. FRANCESCO BESCHI

 

Ho letto con molto interesse – oserei dire con avidità – la pubblicazione preparata da Roberto Alborghetti su Santa Grata. Che cosa si potrà dire – mi ero chiesto – sulla santa che conosciamo nelle “passiones” di Alessandro come garbata e schiva presenza accanto al martire, attenta alla sua sepoltura ma desiderosa poi di scomparire? Non appartiene anche Grata alla schiera infinita di chi rimane nell’ombra per poter credere e sperare dal profondo del cuore, affidando semmai solo alla carità intensa il proprio operare,ma sempre con lo stile che Gesù ci ha insegnato “Non sappia la sinistra ciòche fa la tua destra”?

 

Ho scorso pagina dopo pagina l’opera di Alborghetti. Ne ho certo ammirato quella che con termine forse desueto ma certo appropriato e significativo si chiama “erudizione”. Il nome di Mosè del Brolo e il titolo della sua opera “Liber pergaminus”, il nome del domenicano padre Pinamonte da Brembate con la sua “Legenda Sanctae Gratae” aiutano il lettore a conoscere e ad immettersi nello spessore ricco e sconosciuto ai più dei primi due secoli dopo il mille, anche per quanto riguarda la vita culturale e cristiana di Bergamo. Cultura di pochi, classica e raffinata quella di Mosè del Brolo, subito attenta anche alla radice cristiana nella storia della città; cultura teologica solida e profonda, ma subito preoccupata di risvolti pastorali per edificare chi sa leggere e attraverso di loro formare chi può solo ascoltare e vedere è la preoccupazione di padre Pinamonte. Non sfugge il binomio “santità fattiva – carità operosa” che anima l’azione del grande domenicano: mentre narra la storia di Grata e la arricchisce di testimonianza di carità verso i poveri, Pinamonte traduce l’esempio di Grata all’origine della fede in Bergamo, nella fondazione della “Misericordia” che si prende cura degli ultimi nella città duecentesca…

Roberto Alborghetti propone attraverso la sua opera una possibilità di “conoscenza erudita” che subito diventa concretezza e storia. Come cristiano, come vescovo di questa Chiesa che oggi parla con riserbo e pudore di una delle prime cristiane della sua storia, hotratto quasi con commozione dalla lettura di queste pagine una convinzione precisa. Nella figura e nell’opera di Grata c’è qualcosa della Chiesa di Bergamo, della mia chiesa, della nostra Chiesa. Nella sua bellezza, nella sua dolcezza, nella custodia dei suoi sentimenti, nella fedeltà ai suoi ideali, nel suo nascondimento, c’è un po’ della Chiesa nostra di sempre…

Dentro la bella ricerca storica di queste pagine, efficace e simpatica nell’esposizione, si comunica la vita della Chiesa, della nostra Chiesa, che è la vita di Cristo in noi.

 

500° TITOLO DELLA “COLLANA BLU”

 

La biografia di Santa Grata è il 500° titolo della “Collana blu”, dedicata ai “Messaggeri d’amore e Protagonisti della fede”. Vuole essere un omaggio speciale, da parte di Elledici ed Editrice Velar – che ha sede in terra bergamasca –  a colei che tradizionalmente è considerata la “compatrona”, con Sant’Alessandro martire, della Diocesi e della terra di Bergamo.

Il primo titolo venne pubblicato in lingua polacca nel 2002 ed era dedicato a Madre Teresa di Calcutta. Diffusi nei cinque continenti, a tutt’oggi sono stati tradotti in una ventina di lingue.

La pubblicazione su Santa Grata, intende sottolineare come il biennio 2016 -2017 sia di particolare importanza per l’antico monastero benedettino di via Arena. Cadono infatti gli anniversari dell’adozione della Regola benedettina (1026), della traslazione del corpo di Santa Grata da Borgo Canale (1027) e della riapertura del Monastero (1817) dopo la soppressione a seguito delle leggi della Repubblica Cisalpina. Infine, stando alla più diffusa tradizione, cadrebbe anche il 1710° anniversario della morte di Grata (307), la “matrona castissima” che, dopo il martirio del cristiano Alessandro, ne “raccolse il suo corpo con animo lieto, e lo pose in un piccolo podere di sua proprietà, non lontano dalle mura della città di Bergamo”.

 

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DATI TECNICI

Roberto Alborghetti, Santa Grata e il suo Monastero in Bergamo Alta, Prefazione di Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, Editrice Velar – Elledici, 2016, pagine 48, Euro 4, Collana Blu, Coordinamento editoriale di Oscar Serra, Grafica: Anna Mauri,  www.velar.it ; www.elledici.it

 

 

 

NOTE SULL’AUTORE ROBERTO ALBORGHETTI

Roberto Alborghetti, giornalista professionista ed autore di saggi e biografie, ha lavorato nel gruppo Sesaab-L’Eco di Bergamo, dove è stato uno degli ultimi cronisti a formarsi alla scuola di mons. Andrea Spada, ritenuto tra i grandi del giornalismo italiano e per ben 51 anni direttore del quotidiano bergamasco. A L’Eco di Bergamo ha ricoperto anche il ruolo di inviato e si è occupato di attività editoriali per la scuola ed i giovani, coordinando e ideando attività innovative come “Cartolandia” e “Festagiovani”.

 

Le sue più recenti opere editoriali riguardano Papa Bergoglio: “Francesco”, la prima biografia storica illustrata, Velar, Novembre 2013, Giugno 2015, disponibile in tre versioni (cofanetto con 3 volumi, monovolume, E-Book); “Quando il giorno era una freccia”, pubblicata da AGeSC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche), Giugno 2014 (alla terza ristampa); “Nessuno resti indietro / Papa Francesco, la dignità del lavoro e l’inclusione sociale” (Velar, 2016, già ristampata).

E’ autore di una quarantina tra saggi e  biografie. Ha curato i due volumi dell’epistolario di Paola Elisabetta Cerioli (“Lettere di una Madre”) ed ha coordinato l’opera “Lombardia / Introduzione ad una didattica dei territori”. Per la popolare “Collana blu” di Velar-Elledici ha pubblicato testi dedicati soprattutto a protagonisti del cattolicesimo sociale tra Ottocento e Novecento.

Blogger e autore di documentari, si occupa di editoria “educational” (è direttore di Atempopieno – periodico dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche – e di Okay!). Ha ricevuto diversi riconoscimenti giornalistici, tra cui l’European Award for Environmental Reporting (il cosiddetto “Pulitzer europeo” per l’informazione sull’ambiente, 1992-1993). Ha creato “LaceR/Azioni”, un innovativo progetto-ricerca basato sull’osservazione della realtà urbana percepita nei cromatismi dei “segni di  strada”, con mostre in Italia ed all’estero.

 

 

NOTE SULL’EDITRICE VELAR

Velar è una Casa Editrice Cattolica che opera nel campo dell’Editoria da oltre 40 anni e vanta un catalogo di oltre 1000 titoli, tradotti in diverse lingue. Velar offre servizi editoriali con possibilità di personalizzazioni; fa parte dell’UELCI (l’Unione Editori e Librai Cattolici Italiani) e collabora attivamente con Rebeccalibri, il primo portale online dell’editoria religiosa. Grazie alla vendita delle sue pubblicazioni, sostiene importanti progetti umanitari. www.velar.it

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