CESENATICO: SUCCESSO PER LA MOSTRA SU DARWIN RACCONTATO E DISEGNATO DA DARIO FO


 

Una mostra davvero unica, caratterizzata da una narrazione che si è avvalsa dei più disparati espedienti plastici e cromatici: dipinti, sculture, pupazzi, sagome, bassorilievi e figure intagliate. Il tutto per suscitare, attraverso il fantastico, l’attenzione e lo stupore di ognuno e riuscire a trasportarlo nell’immaginario nei luoghi più inaspettati del nostro mondo. La mostra era allestita al Palazzo del Turismo “Primo Grassi” di Cesenatico ed era stata inaugurata il  5 agosto. Lo stesso Dario Fo, che di Cesenatico è un ospite abituale, per più volte ha voluto essere presente personalmente a incontrare il pubblico dei visitatori.  

Con la sua mostra su Darwin, Dario Fo continua a stupirci per la curiosità e la sete di sapere che lo porta a misurarsi con storie e personaggi sempre nuovi ma fondamentali per capire il progresso e la storia dell’uomo e ricostruisce attraverso i carteggi che Darwin intrattenne con i suoi contemporanei e le testimonianze dell’epoca, oltreché attraverso i libri che uscirono in risposta e anche in polemica con le sue teorie, tutto il percorso accidentato dei suoi studi, facendo emergere la ricchezza e il fascino di un personaggio unico.Dal fantastico viaggio intorno al mondo a bordo della Beagle alla consacrazione della comunità scientifica, fino alle polemiche con esponenti ecclesiastici.

Come detto, Dario Fo da molti anni trascorre le estati nella sua casa di Sala di Cesenatico dove, insieme alla sua compagna di una vita Franca Rame, ha scritto alcune fra le sue più importanti opere teatrali. Questa casa si è trasformata in un laboratorio creativo all’interno del quale l’artista realizza i suoi dipinti insieme ai giovani della sua bottega. Cesenatico è stata ed è per Dario Fo un luogo di riposo e di ispirazione.

La storia di Charles Darwin è ora diventata anche un libro, DARWIN. MA SIAMO SCIMMIE DA PARTE DI MADRE O DI PADRE? edito dalla casa editrice Chiarelettere. L’allestimento della mostra è stato realizzato attraverso la cosiddetta “bottega”, una forma organizzata di collaborazione artistica, che risale al Rinascimento, che ha visto l’impegno di Enrico Bartolini, Sara Bellodi, Jessica Borroni, Michela Casiere, Margherita Pigliapochi, Luca Vittorio Toffolon, Jacopo Zerbo.

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