BOVINO (FOGGIA): BENVENUTI NELLA DAUNIA, NEL BORGO DAGLI OTTOCENTO PORTALI DI PIETRA


© Foto Roberto Alborghetti 

http://www.prolocobovino.it/

 

Bovino è uno dei “Borghi più Belli d’Italia”. Definizione certificata ufficialmente (2002). Come quella di “Borgo dagli 800 portali di pietra”. Nel 2013 ha ricevuto dal Touring Club Italiano la “Bandiera Arancione”, marchio di qualità turistico-ambientale. Sì, Bovino, merita una visita ed un soggiorno. L’antica Vibinum, colonia e municipio romano, ha molte cose da offrire al visitatore di tutte le età.
Inoltrarsi nel reticolo delle sue vie strette, o sostare ad ammirare la bella Cattedrale, espressione del romanico-pugliese, o l’antico Castello Ducale, con la sua torre normanna, è un’esperienza per la mente ed il cuore. Per non parlare delle tante e numerose sorprese che il Borgo svela mano a mano. Come il Museo Civico e il Museo Diocesano. Come il Museo della Civiltà Contadina e la Biblioteca Diocesana. Come le chiese, di diverse epoche: San Pietro, la più antica. O quelle del Carmine, di Sant’Antonio e di Santa Maria delle Grazie. O del Santuario di Valleverde, dalle ardite e moderne linee architettoniche, che conserva una pregevole icona.
Tutto, a Bovino, racconta di un passato importante e significativo.

Ad esempio, sono stati localizzati i luoghi originariamente occupati dal forum, dall’anfiteatro e dalle terme. Si conoscono le mura di cinta, con le sue porte d’accesso e qualche torre; l’acquedotto e due ampie cisterne di decantazione dell’acqua. C’erano due templi, uno dedicato ad Apollo e, l’altro, ad Ercole, oltre a numerose attestazioni scultoree, numismatiche ed epigrafiche. Insomma, tutti elementi che danno un’idea della sua importanza politica e sociale.
Bovino subì la dominazione longobarda, ma fu ben presto contesa dai Bizantini per la sua posizione strategica tra l’Adriatico, porta dell’Oriente, e il Ducato di Benevento. Nel 1043 fu distrutta dalle truppe normanne di Drogone, che la rifondò sulle sue rovine e ne innalzò il castello. Da allora, la città conobbe “il potentato feudale” con la famiglia di Loretello, che la resse fino al 1182. Alla presenza di Federico II e delle sue truppe, fecero seguito i D’Angiò, che la cedettero agli Estendardo, dai primi decenni del 1400 per poco più di 100 anni. Ma la storia le è stata favorevole con la famiglia De Guevara, Signori della Navarra, discendenti degli Aragonesi, illustre famiglia del Regno di Napoli. Bovino è stata diocesi e sede della cattedra vescovile fino al secolo scorso.
Qui, tutto il borgo trasuda di storia. Come, ad esempio, la Cisterna romana, oggi preziosa “cantina” per gustosi assaggi. Luogo dove il caciocavallo vive un suo processo di evoluzione naturale. Abbondano le testimonianze artistiche, ben accolte e allestite presso il Museo Diocesano, da visitare (bellissima la tela della Crocifissione di Pietro, di scuola caravaggesca). Come quello Civico, nell’elegante Palazzo Pisani, dove sono esposti reperti di varie epoche. Poi, c’è lo spettacolo dei portali di pietra. Belli e solenni. Fantasiosi e Creativi. Racconti di un passato e di vestigia importanti, quando Bovino era punto di riferimento e di snodo della Daunia, fascia montuosa che si distende quasi fino alla vista del mare (lo si intravvede, dalle alture del Castello Ducale).
E poi, c’è lo scenario dell’ambiente, con la dolcezza dei declivi, il suo verde rigoglioso, il giallo delle ginestre, i prati ed i boschi, che si incontrano lungo gli itinerari del gusto e dei sapori. Da non perdere la tappa alla “Piana delle Mandrie”, sede di un agriturismo che porta in tavola il meglio delle tradizioni gastronomiche locali, con lo chef Nicola Consiglio che ti prepara una gustosa mozzarella di caciocavallo, sotto gli occhi e a chilometro zero.
Impossibile poi non visitare il “Moleno d’acqua”, dove una pietra circolare macina grano “Senatore Cappelli”, senza distruggerne gli elementi nutritivi (e senza essere contaminato di chimiche pericolose, per noi e per l’ambiente). Per le scuole, consigliabile la visita didattica alla Masseria Salecchia, azienda agri-culturale, con percorsi naturalistici, parco avventura, equitazione e preparazione di ricottine gustose con il latte di capra appena munto…
A Bovino c’è pure grande scelta per il pernottamento o per il soggiorno. La Residenza Ducale è un must: sì, un soggiorno da duca, proprio nell’antico castello. Ma anche “Pietre del Borgo”, con il centro benessere, non è da meno. Per non parlare dei numerosi e confortevoli bed&breakfast, presenti anche nel centro storico, che è uno spettacolo visitare, al tramonto, quando i raggi solari si riflettono sulle pareti bianche delle case.

La ProLoco, con la sua presidente prof.ssa Maria Rosaria Lombardi, è attiva nel promuovere il Borgo, le sue attrattive e le pecualiarità storiche, artistiche e paesaggistiche. Grande successo, di recente, ha ottenuto l’edizione 2017 dell’Estemporanea di pittura, che ha richiamato drappelli di artisti, invitati a rappresentare scorci, elementi, panorami dell’antica colonia romana.

Bovino, per il visitatore, è una esperienza di vista, di tatto, di gusto, di olfatto e di ascolto. Ascolto della natura, della gente, delle storie recitate dagli antichi muri.

Roberto Alborghetti

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