COSI’ LA MODA A FIRENZE NEL TRECENTO: UNA GRANDE MOSTRA ALLA GALLERIA DELL’ACCADEMIA (DAL 5/12)


Tessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento. Lana, seta, pittura – Galleria dell’Accademia di Firenze,  5 dicembre 2017 – 18 marzo 2018

Presso la Galleria dell’Accademia di Firenze, dal 5 dicembre al 18 marzo 2018, è in programma la mostra Tessuto e ricchezza a Firenze nel Trecento. Lana, seta, pittura. L’esposizione, ideata e curata dalla direttrice Cecilie Hollberg, mostrerà l’importanza dell’arte tessile a Firenze nel Trecento,  sia dal punto di vista economico che nel campo della produzione artistica e nei costumi della società del tempo.    La qualità della lana ed in seguito della seta dei prodotti fiorentini raggiunse, nonostante i costi molto alti delle materie prime e dei coloranti, un livello di eccellenza, tale da imporsi in Europa, a dispetto delle guerre, delle frequenti epidemie, nonché delle crisi finanziarie e dei conflitti sociali. Le lussuose stoffe fiorentine erano richieste in tutto il vecchio continente raggiungendo anche le mete più lontane, dal Medio Oriente all’Asia, dalla Spagna alla corte del sacro romano impero di Praga, dalla Sicilia fino al mar Baltico. Si trattava, insomma, di un fenomeno di straordinaria diffusione geografica e di prestigio senza eguali.

            La lavorazione dei tessuti diviene ben presto la base dell’enorme ricchezza della città, che consentiva investimenti d’importanza cruciale non solo nello stesso settore, ma anche nei beni di lusso e nel campo dell’architettura e della produzione artistica, basta ricordare i cantieri dei più importanti edifici pubblici  e religiosi del tempo come la grande cattedrale di Santa Maria del Fiore o del Palazzo della Signoria. Le grandi corporazioni del settore, della Lana e della Seta, l’Arte di Calimala e di Por Santa Maria, oltre ad essere strutture portanti dell’economia divengono autentici detentori del potere politico nonché straordinari committenti d’arte.

            Gli artigiani e i pittori, in particolare, trovarono ampia ispirazione dalle stoffe e dalla moda del tempo, tanto da “trasferire” le lussuose trame dei tessuti nelle tavole e negli affreschi custoditi in città così come  sarà possibile riscontrare nelle sfavillanti opere  tessute e dipinte che saranno visibili nell’esposizione.

            La mostra aprirà con un prestito eccezionale: un grazioso vestitino in lana prestato dal National Museum di Copenhagen, confezionato sulla metà del XIV secolo per una bimba, recuperato dagli archeologi in Groenlandia. Esso si pone idealmente alla fonte del gusto occidentale per l’abbigliamento e lo sviluppo del concetto di “moda”, ai giorni nostri uno dei motori fondamentali dell’economia del Paese.

            Al termine del percorso espositivo stupirà il sontuoso piviale del Museo Nazionale del Bargello, che testimonia la stupefacente sfarzosità raggiunta da Firenze nel corso del Quattrocento, nel campo della seta e dei velluti. Il complesso, affascinante intreccio fra tessuti e dipinti dell’epoca sarà documentato da una serie di importanti dipinti del Due-Trecento.

            Tra le opere in mostra, invece, il grande Crocifisso del tardo Duecento appartenente alla Galleria dell’Accademia – restaurato appositamente per la mostra-  testimonierà, con il raffinato motivo decorativo del tabellone centrale la ricchezza delle stoffe  islamiche più antiche, riscontrabili in alcuni tessuti presenti in Spagna alla metà del Trecento.

            La mostra a cura, come il catalogo edito da Giunti, di Cecilie Hollberg, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con la Galleria dell’Accademia di Firenze.

FENOMENI / TELEVISIONI & CARTONI: E NEL 2006 ARRIVO’ RAI YOYO


RAI YO YO

Guest Writer: GIANNI SORU

Nel 2006 nasce RAI YO YO, un canale dedicato ai bambini più piccoli, e riscuote subito un grandissimo successo. Propone vecchie serie tv come: “Amici amici” (Rai), “Apprendista Babbo Natale” (Rai), “Barbapapà” (Rai, sigla Le Mele Verdi), “Caillou” (Rai, sigla Caillou), “Ciao Principessa” (Rai), “Claude” (Rai), “Cuccioli” (Rai, sigla Sergio Mangio), “Dottoressa Peluche” (Disney Channel, sigla La dottoressa Peluche), “Mofy” (Rai, sigla Mofy), “Claude” (Rai), “Curioso come George” (Rai), “Harry e i dinosauri nel magico secchiello blu” (Rai), “Heidi” (Cartoonito, serie in 3D), “I magici piedini di Franny” (Raisat), “Il piccolo Principe” (Rai), “Jacke e i pirati dell’isola che non c’è” (Disney Channel, sigla I 2 pirati), “L’ape Maia” (Rai, sigla Katia Svizzero), “L’arte di Mati e Dada” (Rai), “La famiglia Passiflora” (Rai), “Le nuove avventure di Peter Pan” (Dea Kids, sigla Pierdavide Carone),  “Leonardo” (Rai, sigla Dario Vergassola), “Lola e Virginia” (Disney Channel), “Mamma Mirabelle” (Rai, sigla Mamma Mirabelle), “Masha e Orso” (Rai), “Olivia” (Nick Junior), “Peppa Pig” (Raisat, sigla i Cartoonmatti 2013) , “Piccole talpe” (Rai), “Pimpa” (Rai, sigla Jasmine), “Pipì, Pupù e Rosmarina” (Rai, sigla Pipù Pupù e Rosmarina), “Pop Pixie” (Rai, sigla Cartoon Family), “Principessa Lillifee” (Rai), “Saurini” (Rai, sigla Cartoon Family), “Shuan vita da pecora” (Rai)… Nel 2010 arriva il programma contenitore dal titolo “La posta di Yo Yo” condotto da Carolina Benvenga, ed è spesso affiancata dai conduttori della Melevisione e dal pupazzo il cavallino Lallo.

Propone anche tanti nuovi cartoni animati come:

2006: “La stella di Laura” (sigla L’amica di Laura).

2007: “Pocoyo”, “Celestin”.

2008: “Pinky Dinky Doo”.

2010: “Piccole talpe”, “Musti”.

2011: “Tinga Pinga Tales”, “Il mio amico coniglio”, “I Fantaeroi”, “Dixieland” (sigla Bruno Karol Brunori).

2012: “Piccolo grande Timmy” (un buon successo, sigla Ermavilo), “Roary l’auto da corsa”, “Lulù Brum Brum”, “Il piccolo regno di Ben e Holly” (un buon successo), “Il piccolo Nicolas”, “Il meraviglioso mondo di Richard Scarry” (nuove puntate).

2013: “Hot Wheels battle force”, “Ondino”, “L’ape Maia” (serie in 3D, un discreto successo), “La casa delle api” (un discreto successo, sigla Il Coro dei Monelli).

2014: “Zou”, “Gaspard and Lisa”, “Peter il coniglio”, “Topo Tip” (un discreto successo, sigla Il Coro dei Monelli), “Cars Toons”.

2016: “I Mini Cuccioli” (sigla Sergio Mangio), “Regal Accademy” (un buon successo, sigla Lead).

GIANNI SORU

 

“OGGI MI FACCIO UN GOAL!”: DUE GIORNATE A FROSINONE. COME FAR RI-PARTIRE IL CALCIO ITALIANO?


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Due giornate a Frosinone per parlare di “Oggi mi faccio un goal!”. Nell’ambito del progetto “Un libro per amico” gli alunni frequentanti le classi prime della Scuola Secondaria di Primo Grado “Campo Coni”,  gli alunni delle classi quarte e quinte della Scuola Primaria “A. Maiuri” e gli alunni delle classi quinte della Scuola Primaria “Cavoni” – appartenenti all’Istituto Comprensivo Frosinone Quarto – parteciperanno domani, lunedì 27 novembre, e dopodomani, martedì 28 novembre 2017, alla presentazione del libro “Oggi Mi faccio un goal!” di Roberto Alborghetti, con le illustrazioni di Eleonora Moretti (Edizioni I Quindici).

Un testo, questo, che è diventato prepotentemente attuale dopo la disfatta dell’Italia alla fase di accesso ai Mondiali di Calcio 2018. Infatti, nel racconto di Roberto Alborghetti, e nella divertente e appassionante vicenda della piccola squadra di calcio di quartiere allenata da Gio’, si rispecchiano temi e problematiche al centro in queste settimane della cronaca sportiva e non solo. E di questo si parlerà a Frosinone, negli incontri di “Oggi mi faccio un goal!” Anche un piccolo libro può essere l’occasione per riflettere su come far ripartire – e rifondare – il calcio italiano.

Questo il programma:

LUNEDÌ 27 NOVEMBRE 2017

Incontro presso la Scuola Secondaria di Primo Grado “Campo Coni”

  • Dalle ore 09.00 alle ore 10.30 – l’Autore incontrerà la classe prima sez. A della Scuola Secondaria di Primo Grado “Campo Coni” insieme alle classi quinte della Scuola Primaria “Cavoni”.
  • Dalle ore 11.00 alle ore 12.30 – l’Autore incontrerà la classe prima sez. B della Scuola Secondaria di Primo Grado “Campo Coni” insieme alle classi quinte della Scuola Primaria “A. Maiuri”.

MARTEDÌ 28 NOVEMBRE 2017

Incontro presso la Scuola Secondaria di Primo Grado “Campo Coni”

  • Dalle ore 09.00 alle ore 10.30 – l’Autore incontrerà le classi prime sez. C-D-E-F della Scuola Secondaria di Primo Grado “Campo Coni”.

Incontro presso la Scuola Primaria “A. Maiuri”

  • Dalle ore 11.00 alle ore 12.30 – Incontro presso la Scuola Primaria “A. Maiuri” con le classi quarte.

Per info e organizzazione incontri su “Oggi mi faccio un goal! contattare:

sandinipaolo@gmail.com

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COSTRUITE UN PRESEPE IN UNA SCATOLA DI SCARPE. SARA’ ESPOSTO NEL CUORE DI ROMA!


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Una grande iniziativa per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Costruite piccole scene della Natività. I migliori lavori avranno l’onore di essere in mostra nella Basilica di Sant’Andrea della Valle a Roma.

 

In occasione delle festività natalizie del 2017, OKAY!  e la Basilica di Sant’Andrea della Valle in Roma propongono una iniziativa denominata “Piccoli Presepi nel Cuore di Roma”. Scuole dell’Infanzia, Scuole Primarie e Scuole Secondarie di primo grado (medie), con la propria classe o singolarmente, sono invitate a realizzare piccoli presepi che avranno poi l’onore di essere esposti pubblicamente a Roma, nella stessa Basilica di Sant’Andrea, nel cuore della Capitale, officiata dai Padri Teatini, fondati da S. Gaetano Thiene, ritenuto l’inventore e promotore del presepe moderno.

ECCO COME PARTECIPARE

  • I piccoli presepi – che devono trovare posto nelle dimensione di una normale …scatola di scarpe – possono essere realizzati negli stili e nelle forme più diverse, secondo la creatività di ognuno.
  • Suggeriamo di rispettare, per i piccoli presepi, queste misure di massima, in modo che possano essere contenuti in una scatola per le scarpe: altezza 13/14 cm, lati larghezza/lunghezza cm 20/21 e cm 34/35.

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  • Ogni piccolo presepe, nella sua realizzazione, deve rispettare i criteri e le caratteristiche fondamentali della scena della Natività, con i suoi personaggi.
  • Classi e singoli possono partecipare con uno o più lavoro. Di ogni piccolo presepe va chiaramente indicato il nome o i nomi degli autori. Si può partecipare personalmente, anche senza la propria classe scolastica.
  • Ad ogni singolo piccolo presepe va allegata una scheda (foglio) su cui andranno chiaramente indicati: denominazione Classe/Istituto scolastico o nome e cognome del singolo autore, indirizzo completo, con CAP e provincia, numeri telefonici, indirizzo e-mail della scuola, dell’insegnante referente o dei genitori dei singoli partecipanti.

QUANDO E DOVE INVIARE I LAVORI

I piccoli presepi dovranno essere inviati, o portati direttamente, entro il 15 dicembre 2017 al seguente indirizzo: Padri Teatini, Piazza Vidoni 6, 00186 Roma

 

PICCOLI PRESEPI IN MOSTRA

  • Una commissione selezionerà i piccoli presepi pervenuti. Quelli ritenuti meritevoli avranno l’onore di essere esposti alla visione del pubblico all’interno della Basilica di Sant’Andrea della Valle a partire dal 20 dicembre 2017 e fino al 21 gennaio 2018
  • Fotografie dei piccoli presepi saranno pubblicate sul sito-blog di Okay! I dati richiesti ai partecipanti sono finalizzati esclusivamente alla gestione dell’ iniziativa.
  • L’organizzazione si riserva di promuovere momenti ed incontri di festa dedicati agli autori dei piccoli presepi esposti in basilica.

LIBROFONINO: VENERDI 24 NOVEMBRE A CREMA SERATA-DIBATTITO ALLA FONDAZIONE MANZIANA (ORE 21)


Venerdi 24 novembre la presentazione del libro “Pronto? Sono il librofonino”. Incontro promosso da AGeSC e Fondazione Manziana.

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 “Storie, testimonianze ed esperienze per prendere coscienza che la tecnologia non va usata per mentire, deridere o ingannare un altro essere umano o per farsi coinvolgere in conversazioni che possono fare del male a se stessi e al prossimo”. E’ questo il senso dell’incontro di presentazione dedicato al testo “Pronto? Sono il librofonino”, di Roberto Alborghetti, in calendario a Crema il prossimo 24 novembre 2017, promosso dall’AGeSC locale e dalla Fondazione “Carlo Manziana”. L’incontro si terrà presso la Sede della Fondazione (Sala video, al pianterreno) in via Dante Alighieri 24, a Crema (CR).

L’autore, impegnato in un lungo giro tra le realtà scolastiche ed educative di tutta Italia, parlerà di telefonini e nuove tecnologie vissute “tra comodità e dipendenza”. L’incontro è pubblico, aperto a tutti e – vista l’attualità della problematica – in modo particolare a genitori, educatori e docenti. Verranno proposti filmati, immagini, grafici che illustrano elementi e fenomeni collegati all’abuso della tecnologia, rispetto anche ai temi della legalità e della sicurezza in rete. Animato dalle illustrazioni di Eleonora Moretti ed edito da I Quindici, “Pronto? Sono il librofonino” è un fanta-racconto su un cellulare che “racconta storie di smombies, smartphones, bufale e cyber-bulli”.

Anche l’incontro di Crema darà  l’opportunità di riflettere su uno dei fenomeni che tocca tutti, spesso nella drammatica attualità della cronaca : quello della comunicazione digitale, realtà che sta cambiando (e condizionando) la nostra vita quotidiana. Realtà che il libro e gli incontri di Alborghetti rivelano e raccontano senza inutili giri di parole, offrendo uno spaccato di come siamo e di come ci comportiamo in quella che definiamo “era digitale”.

Per info e organizzazione incontri con l’autore contattare:

sandinipaolo@gmail.com

 

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LUCCA: CONSEGNATI A DOCENTI E STUDENTI GLI ATTESTATI DI MERITO DEL “FESTIVAL DELLA SCUOLA”


La Scuola Secondaria di I Grado “Custer De Nobili” – Istituto Comprensivo
Lucca 7 ha ospitato la cerimonia pubblica di consegna degli attestati di merito ai docenti e agli alunni che hanno partecipato ai laboratori didattici
“Divertistudio” e “Robotica” del Festival della Scuola – Edizione 2017.
Dopo i saluti della Dirigente Scolastica dott.ssa Anna Rugani sono intervenuti
la prof.ssa Ilaria Vietina, Assessore all’Istruzione, la prof.ssa Michela del Carlo, Presidente del Festival della Scuola e Vice-Presidente Provinciale Agesc, il Comandante Provinciale della Polizia Stradale, dott. Calogero La Porta.

Erano presenti la dott.ssa Silvia Barbara Gori, Coordinatore del Festival della Scuola, la prof.ssa Annalisa Gatti e la dott.ssa Alessia Biagi dello Zainetto Verde, sponsor dell’evento. Sono stati consegnati gli Attestati di Merito alla Dirigente Scolastica, ai Docenti prof.ssa Angela Giannoni, prof.ssa Antonietta Cuoco, prof. Carlo Antonio Leoni, agli alunni ed alunne delle classi prime e seconde della Scuola Secondaria di I Grado.

Tanta gioia ed un clima di grande festa hanno caratterizzato la cerimonia
durante la quale la Presidente prof.ssa Michela del Carlo ha ringraziato il
Comitato Tecnico Scientifico del Festival della Scuola, le Istituzioni, la Dirigente Scolastica dott.ssa Anna Rugani per la calorosa accoglienza e per la grande collaborazione, i docenti, gli alunni, le Associazioni, affermando che l’ottimo lavoro svolto è stato possibile grazie alla sinergia tra tutti i partecipanti al Festival della Scuola.
Grandi numeri hanno caratterizzato anche la Seconda Edizione del Festival
della Scuola tra Istituti Scolastici, Enti, Associazioni, (38),Istituzioni ed un
folto pubblico presente alle due giornate dell’evento, ed in particolare al
Convegno sulla Lingua Italiana con l’Accademia della Crusca, ai due Concerti
delle Eccellenze Musicali, alle Gare di robotica, ai Laboratori Didattici sulla
sicurezza stradale, la legalità, i diritti umani e turismo ed i linguaggi.

“PRONTO? SONO IL LIBROFONINO”: IL POST DI UNA MAMMA (DA “COCCHETTI NEWS”)


La specie umana ha faticato per ere intere, nel suo processo evolutivo, per conquistare la capacità di camminare in posizione eretta. Capacità che non è solo un modo di stare, ma rappresenta massimamente un modo di essere, di sentire, di approcciare gli altri e il mondo. É qualcosa direttamente collegato all’autostima.

Ora, in poco più di un decennio, siamo a un tempo testimoni, protagonisti e vittime di un processo involutivo innescato dalle ultime e più innovative invenzioni tecnologiche “di massa”: gli smartphone, veri e propri computer tascabili, che ci ostiniamo a chiamare “telefonini”.

Su tale processo involutivo il giornalista professionista Roberto Alborghetti ha voluto richiamare l’attenzione durante un momento di riflessione per i convenuti all’incontro “Pronto? Sono il Librofonino” che si è tenuta lunedì 6 novembre presso l’auditorium del Centro Asteria.

Diversamente da precedenti incontri dedicati alle nuove tecnologie, sempre proposti dal nostro Istituto, in questo si è voluto sottolineare tutti gli elementi negativi collegati a un utilizzo scorretto dello strumento tecnologico. Forse stanco di modi di dire dietro i quali sempre più spesso ci nascondiamo, e stufo delle giustificazioni sulle quali ci accoccoliamo per continuare a fare quello che ci viene più facile, Alborghetti ha voluto passare in rassegna gli effetti più negativi di uno scorretto utilizzo del cellulare: dalla miopia giovanile (provocata dalla luce blu dei video) alla gobba dei ragazzi (che non si staccano dallo smartphone e stanno perennemente curvi su di esso), dall’epilessia fotosensibile alle diverse forme di disfunzionalità che coinvolgono il 25% degli studenti nelle scuole statali (da un’indagine ISTAT). Tutti questi fenomeni, in aumento tra le nuove generazioni, nascono prima di tutto dal comportamento permissivo e dal pessimo esempio che diamo come genitori.

Quanti di noi, dovendo comprare uno smartphone, si informano sul TAS o SAR (acronimo inglese di Tasso di Assorbimento) per scegliere lo strumento che sia meno invasivo? E quanti genitori sono consapevoli del fatto che il maggior numero di adescamenti in rete avvengono attraverso gruppi WhatsApp? Mentre Instagram è passato in testa alle classifiche quale veicolo di cyberbullismo?

Di elementi su cui riflettere ne sono stati offerti parecchi, non ultimo il giornalista ci ha consigliato di andare a dare un’occhiata (magari nemmeno troppo rapida!) alle regole che i nostri ragazzi delle medie hanno suggerito a noi genitori per un buon utilizzo dei telefonini: forse abbiamo qualche cosa da imparare.

Barbara Malliani,                                                                                                          mamma del Liceo

FAENZA: VISITA A SORPRESA ALLA SCUOLA “MARTIRI DI CEFALONIA”. I COLORI E IL CALORE DELLA MEMORIA


Una scuola dove è bello stare. Pensiamo succeda da parecchie parti, forse più di quanto si possa pensare. Lo posso dire perchè, girando per le scuole d’Italia a presentare “Pronto? Sono il librofonino” e “Oggi mi faccio un goal!”, accade spesso di visitare plessi e realtà scolastici dove davvero si percepisce, da parte di docenti e dirigenti, l’amore, la passione e l’entusiasmo per questa importante realtà che si chiama scuola.

Pochi giorni fa ero a Faenza per il “Librofonino”. E con il collega Paolo Sandini, de I Quindici, ho voluto fare tappa, senza preannunci, alla Scuola Primaria Martiri di Cefalonia, appartenente all’Istituto Comprensivo San Rocco, diretto dalla prof.ssa Marisa Tronconi. La scuola faentina, negli ultimi anni, si era guadagnata prestigiosi riconoscimenti in iniziative lanciate da Okay! come “Scarpe, valigie e sogni” e “Ricordare Cefalonia”. E’, in Italia, uno dei rari o unici plessi scolastici dedicati all’immane tragedia del massacro di migliaia di italiani che, sull’isola di Cefalonia, in Grecia, nel 1943 dissero no al nazismo e al fascismo, andando incontro al martirio e allo sterminio. Un drammatico fatto storico che la scuola ricorda con una parete dedicata ai Caduti e con un cippo commemorativo collocato nel grande e verde giardino: un sasso dove è incisa una frase dell’ex presidente della Repubblica Azeglio Ciampi. L’eccidio di Cefalonia è sempre al centro di attività ed iniziative. Ad esempio, la stessa Divisione Acqui di Bergamo, con la presidente Ghilardini, guidò un commovente incontro-testimonianza.

E’ stata una piacevole sorpresa capitare alla “Martiri di Cefalonia”. L’affabilità e la cortesia della prof.ssa Marisa Tronconi sono…leggendarie. E la stessa scuola ci ha comunicato davvero il senso di un ambiente dove è bello stare, dove il bambino e il ragazzo sono accolti nella loro unicità, dove tutto è un invito all’accoglienza, a stare accanto al proprio compagno, a creare e a progettare la propria crescita, il proprio futuro. La scuola, tra l’altro, fa parte anche del progetto “Senza zaino” e alcune classi sono in linea con questa concezione già adottata da altre scuole italiane.

Qui alla “Martiri di Cefalonia” tutto è calore e colore. L’insegnante Gloria Raffoni, a nome dei colleghi, ci ha portato in visita tra le aule, belle, spaziose e luminose, dove appunto è bello stare e creare. Curiosi e simpatici alcuni “luoghi”, come quelli dell’emozionometro, dell’angolo dei chiarimenti, delle parole-chiave da usare nei rapporti quotidiani con gli altri. E bellissimi i poster e i tabelloni, dove il temperamento artistico degli allievi raggiunge punte di grande qualità e capacità espressive.

Sì, è stato davvero bello e appagante, per il cuore e per la mente, camminare tra aule e corridoio della Scuola “Martiri di Cefalonia” a Faenza. Una scuola che porta un titolo alto, nobile e patriottico, dove la memoria per le profonde ferite della storia è accolta e compresa nel segno della bellezza dello stare insieme, per crescere insieme.

R.A.

“LA BELLEZZA FERITA”:BILANCIO DELLA MOSTRA PER LE OPERE TERREMOTATE DI NORCIA


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È passato quasi un anno da quando l’Opera del Duomo di Siena, il Santa Maria della Scala e Opera – Civita accolsero e ricoverarono le opere terremotate di Norcia e del suo territorio. Undici mesi di esposizione che hanno consentito a circa 360.000 visitatori di ammirare, non solo il valore artistico di una parte del patrimonio umbro, ma anche di tornare con il pensiero ad una zona d’Italia a tutt’oggi piegata dalla terribile forza di un terremoto che, tra il 26 ed il 30 ottobre 2016, ha cancellato interi paesi, modificato città e alterato la normale quotidianità di un popolo forte e desideroso di tornare alla normalità. Durante i giorni dell’esposizione, le opere d’arte, con ancora indosso i segni delle ferite, si sono fatte testimoni di quei giorni ed hanno concretamente creato un collegamento con i video che mostravano con quanta dedizione e amore il corpo dei Vigili del Fuoco avesse operato affinché una parte di loro potesse essere recuperata e salvata.

L’immagine degli uomini al lavoro unite all’audio originale, al tempo stesso, faceva abbassare lo sguardo sui capolavori umbri che, come in un gioco di specchi, dai suoni e dai video, si concretizzavano nello spazio espositivo. La Bellezza Ferita non è stata una semplice mostra, ma un progetto nato grazie alla collaborazione tra Archidiocesi di Spoleto-Norcia, Arcidiocesi di Siena-Colle val d’Elsa e Montalcino, Comune di Siena, Santa Maria della Scala e Opera della Metropolitana che durante tutto l’anno hanno organizzato eventi correlati al fine di garantire alle pitture, alle sculture, agli arredi danneggiati di poter accedere ai massimi laboratori di restauro presenti in Italia. Oltre alle offerte lasciate dalle centinaia di migliaia di visitatori direttamente nelle sedi della mostra, il 19 luglio la Lectio Magistralis di Vittorio Sgarbi, il 23 agosto il concerto delle Voci di Siena per Norcia, formate da Unione Corale Senese, Coro di Vico Alto, Madrigalisti Senesi, Polifonici Senesi e Coro Agostino Agazzari ed il 30 agosto la grande cena di beneficenza in Piazza Jacopo della Quercia hanno consentito, insieme alla donazione degli Enti organizzatori, all’intervento di privati e sponsorizzazioni tecniche, di raggiungere la cifra di € 110.000 che è stata destinata al recupero dei capolavori umbri. Le opere hanno infatti lasciato il Santa Maria della Scala e la Cripta del Duomo lo scorso 6 novembre e da qualche giorno sono all’interno dei laboratori del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale di Torino, dell’Istituto Centrale dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e della Soprintendenza dell’Umbria. La Bellezza Ferita, primo esempio nazionale di accoglienza e cura del patrimonio artistico rovinato dal terremoto, è stata modello e riferimento per altre città italiane che, dopo l’esempio senese, hanno inaugurato esposizioni con altrettante opere d’arte del centro Italia bisognose di restauro e recupero.