FIRENZE / GALLERIA UFFIZI, PITTI E GIARDINO DI BOBOLI: IL CARTELLONE DELLE MOSTRE 2018-2019


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Leonardo Da Vinci, Il Codice Leicester, una delle mostre più attese agli Uffizi di Firenze.

Un vasto programma di esposizioni, dall’arte romana al contemporaneo. Pontormo a Palazzo Pitti, Leonardo agli Uffizi; 16 grandi mostre a Firenze più 5 in “trasferta”, dalla Toscana all’America. Dopo il grande successo di pubblico e di critica delle mostre dell’anno scorso, che ha visto l’introduzione del principio della destagionalizzazione e del decentramento – con grandi iniziative anche di inverno e a Palazzo Pitti e al Giardino di Boboli – le Gallerie degli Uffizi annunciano il ricchissimo e variegato programma espositivo per il 2018/2019. Afferma il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “Se l’anno è iniziato con l’inaugurazione dell’Auditorium Vasari e di tutta una serie di nuove sale espositive – da quelle dedicate alla storia degli Uffizi a quelle di Caravaggio e del Seicento, fino alla Donazione Contini Bonacossi – ci siamo comunque in parallelo messi al lavoro per preparare una programmazione ricca di mostre di alta caratura scientifica e grande impatto sociale. Per il secondo anno inaugureremo due mostre dedicate a donne artiste – una del passato e una contemporanea – in occasione della Giornata Internazionale della Donna: nel 2018 accendiamo i riflettori sulla pittrice bolognese del Seicento Elisabetta Sirani, e sulla scultrice sarda Maria Lai, le cui opere si riferiscono anche a elementi e processi tessili nel senso della ‘fiber art’. Si aggiunge un’ulteriore mostra sulle donne artiste e musiciste tra Cinque e Seicento all’Oratorio di Santa Caterina delle Ruote a Bagno a Ripoli. Con grande anticipazione si aspetta il ritorno dell’Alabardiere di Pontormo del J. Paul Getty Museum a Firenze: sarà esposto insieme ad altri cimeli del manierista fiorentino – e per la prima volta insieme al disegno preparatorio – a Palazzo Pitti a partire da maggio. Agli Uffizi, nell’autunno e nell’inverno, sarà altrettanto di richiamo l’esposizione del Codice Leicester di Leonardo insieme ad altre opere del genio di Vinci,  nell’ambito di un ambiziosa analisi scientifica supportata anche dalle tecnologie più avveniristiche.”

 

 ELENCO DELLE PROSSIME MOSTRE

Spagna e Italia in dialogo. Culture a confronto nell’Europa del Cinquecento, a cura di Marzia Faietti, Corinna T. Gallori, Tommaso Mozzati, Uffizi, Aula Magliabechiana, Fino al  27 maggio 2018

Si tratta della più vasta indagine finora dedicata alla ricca raccolta di disegni spagnoli custodita al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe delle Gallerie degli Uffizi, e mette a fuoco il dialogo fra le due tradizioni figurative (italiana e iberica), così da evidenziarne contatti e rapporti nel periodo di piena maturazione dell’Epoca moderna, favoriti fin dal Cinquecento anche dalla situazione politica e dai rapporti commerciali. La mostra presenta fogli di straordinaria qualità, e offre una nuova interpretazione per artisti quali Alonso Berruguete, Francisco Pacheco, Patricio e Eugenio Cajés, Vicente Carducho, Romolo Cincinnato e Pompeo Leoni, solo per citarne alcuni. Al fine di ricollocare compiutamente i disegni nel contesto di provenienza, il percorso include anche manufatti di natura differente, fra cui sculture, dipinti, esempi di oreficeria e arti applicate, con l’intento di instaurare confronti ispirati a un criterio multidisciplinare.

 

Dipingere e disegnare “da gran maestro”, Il talento di Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1665), a cura di Roberta Aliventi e Laura Da Rin Bettina, Uffizi,  Sala Edoardo Detti e Sala del Camino, Fino al  10 giugno 2018

Elisabetta Sirani, ricordata da Carlo Cesare Malvasia pochi anni dopo la prematura scomparsa per la “leggiadria senza stento, e la grazia senza affettazione” delle sue creazioni, era famosa tra i contemporanei anche per la sua particolare avvenenza che sembrava essere una metafora della bellezza della sua arte. La personalità artistica della pittrice bolognese viene approfondita attraverso una selezione ragionata di 35 opere provenienti da raccolte italiane pubbliche e private, più l’Autoritratto come Allegoria della Pittura del Museo Puškin di Mosca.

 

Maria Lai, Il filo e l’infinito, a cura di Elena Pontiggia, Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini, Fino al  3 giugno 2018

Attraverso il tema del filo, Maria Lai coniuga la tradizione della civiltà sarda con i linguaggi dell’arte contemporanea. Nel 1967 l’artista realizza Oggetto-paesaggio, una scultura-installazione che riprende la struttura di un telaio, ma ricorda anche Pascali e l’arte concettuale, dal Nouveau Réalisme all’Arte Povera. All’inizio degli anni Settanta compone le Tele cucite, dove non dipinge ma cuce. Richiama ancora l’artigianato sardo, ma anche Burri, Scarpitta, Fontana, Manzoni che invece di dipingere sulla tela, vi intervengono direttamente e la sagomano. Sempre negli anni Settanta cuce sul tessuto una scrittura composta di segni indecifrabili e grovigli, che poi raccoglierà in Libri, tra i quali Il mare ha bisogno di fichi, ispirato all’alluvione di Firenze. Le sue Pagine racchiudono ancora l’eco delle lenzuola rammendate in casa, ma si ricollegano anche alla poesia visiva e ai Libri d’artista.  L’arte di Maria Lai, insomma, è un viaggio di andata e ritorno tra la Sardegna e l’Europa, e la mostra ne documenta gli esiti, muovendo da Oggetto-paesaggio del 1967 ed esplorando Tele cucite, Scritture, Geografie (visioni dell’infinito del cosmo, cucite sulla tela: “L’arte mi ha dato l’ansia dell’infinito” diceva Lai) e Libri.

 

 L’Alabardiere di ritorno a Firenze, Incontri miracolosi: Pontormo dal disegno alla pittura, a cura di Bruce Edelstein e David Gasparotto, Palazzo Pitti, Sala delle Nicchie, 8 maggio – 29 luglio 2018

La mostra, nata in collaborazione con il J. Paul Getty Museum di Los Angeles e la Pierpont Morgan Library di New York, è una selezione preziosa di opere della maturità di Pontormo, eseguite alla fine degli anni Venti del Cinquecento. Per l’occasione rientra a Firenze – dopo oltre vent’anni – l’Alabardiere ora al Getty Museum, che verrà messo a confronto sia con il disegno preparatorio agli Uffizi, che con il magnifico Ritratto di Carlo Neroni di collezione privata, recentemente scoperto. Il versante religioso della produzione di Pontormo è rappresentato dalla splendida Visitazione di Carmignano, anch’essa esposta per la prima volta insieme al relativo, bellissimo studio a matita nera degli Uffizi, quadrettato per il riporto sulla tavola.

 

 In viaggio con stile: Guidare le automobili, lasciarsi guidare dalle mode, a cura di Caterina Chiarelli, Simonella Condemi e Alessandra Griffo, Palazzo Pitti, Museo della Moda e del Costume, 5 giugno – 2 dicembre 2018

L’eleganza e la “firma” distinguono le automobili, “opere d’ arte in movimento”, e compagne di viaggio anche per tutti coloro che si fanno guidare dai dettami  della moda anche nel vestire. L’automobile in fondo è uno status symbol come l’abito, e bene o male, entrambi sono la creazione di un designer/stilista. Una mostra originale e multidisciplinare, in cui le fotografie storiche dell’Archivio Locchi, che documentano il fascino dell’automobile nel corso del Novecento, saranno commentate da abiti da indossare in viaggio, presenti nella collezione Museo della Moda e del Costume: un abbigliamento alternativo, ovvero più pratico e dai colori e tessuti più adatti, per un mondo lanciato in velocità, con stile ed eleganza.

 

 Islam e/a Firenze, Collezionismo dai Medici all’Ottocento, a cura di Giovanni Curatola, Uffizi, Aula Magliabechiana, e Museo Nazionale del Bargello, 19 giugno –  23 settembre 2018

Fra il Quattrocento e il primo Seicento sono numerose le testimonianze di arte islamica raccolte a Firenze: lo scopo principale di questa esposizione è quello di esplorare il cospicuo scambio di opere intercorso fra la capitale del Rinascimento e il mondo orientale islamico, con particolare riferimento al bacino del Mediterraneo. Punto di forza della rassegna espositiva saranno la varietà e la qualità delle tipologie e delle opere esposte: tappeti, tessuti, materiali lignei, ceramici e vitrei, metalli, avori, pietre dure e manoscritti. I manufatti islamici delle collezioni granducali saranno affiancati da opere di altissimo livello provenienti da raccolte italiane e straniere, nonché da una sezione dedicata alle influenze delle importazioni orientali sulle botteghe e officine italiane. Il percorso della mostra sarà diviso in due sedi: quella degli Uffizi, a prevalente valenza storica e incentrata sui secoli XV-XVII, e quella del Bargello attenta al “revival” del collezionismo d’arte islamica a cavallo fra Ottocento e Novecento, esemplificato da figure di antiquari e collezionisti importanti ed emblematiche: Bardini, Carrand, Franchetti e Stibbert

 

 Fritz Koenig a Firenze, Retrospettiva (1924 – 2017), a cura di Eike D. Schmidt, Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture, e Giardino di Boboli, 21 giugno – 7 ottobre 2018

Fritz König, uno dei maggiori scultori tedeschi del ‘900, è noto soprattutto per la sua grande “Sfera Cariatide”, situata tra le torri gemelle a New York e miracolosamente sopravvissuta al loro crollo nell’attentato dell’11 settembre 2001. Scomparso nel febbraio 2017 all’età di 93 anni, l’artista ha sempre evitato le mostre, le fiere e il mercato dell’arte: pertanto quella fiorentina è  la prima grande retrospettiva che gli viene dedicata, e ripercorre dagli anni ’50 in poi i temi principali della sua opera, spesso ispirata all’arte italiana e all’antichità. La solitudine, l’estasi della coppia, il cavallo, i movimenti delle masse, l’Olocausto sono al centro della poetica di König. La mostra include disegni, modelli e sculture di piccolo e medio formato (agli Uffizi), tra cui i modelli per i monumenti sugli stermini di  Mauthausen e altri non realizzati, e sculture monumentali in bronzo nel Giardino di Boboli.

 

 A cavallo del tempo. L’arte di cavalcare dall’Antichità al Medioevo, a cura di Lorenza Camin e Fabrizio Paolucci, Limonaia Grande, Giardino di Boboli, 26 giugno – 14 ottobre 2018

La mostra vuole proporre all’interesse del pubblico il forte legame che fin dalla Preistoria esiste fra uomo e cavallo in diversi aspetti: mitologia, vita quotidiana, sport, attività militare, ambito funerario e rituale. A partire dalle prime rappresentazioni sulle pareti delle grotte preistoriche fino all’impiego della staffa nel corso del Medioevo, il cavallo rappresenta per l’uomo un amico, un segno di prestigio sociale, un simbolo di potere politico. Al tempo stesso il cavallo viene utilizzato in guerra, come mezzo di trasporto e impiegato in manifestazioni religiose e spettacoli agonistico – sportivi. I miti legati al cavallo sono numerosi in tutte le culture e testimoniano il rapporto preferenziale e l’attrazione che l’uomo ha sempre provato per questo animale, simbolo di forza, eleganza, potenza.  La mostra illustrerà questo millenario rapporto fra uomo e animale grazie ad una articolata varietà di oggetti, provenienti dai principali Musei archeologici italiani ed esteri e cronologicamente compresi tra il X secolo a.C. e il XV secolo d.C. Si tratta di statue, urne, rilievi, vasi, terrecotte, finimenti che permetteranno al visitatore di ripercorrere l’evoluzione della “tecnologia” legata all’impiego del cavallo che, con i secoli dell’Alto Medioevo, conobbe una vera e propria rivoluzione.

 

 Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci. L’Acqua Microscopio della Natura, a cura di Paolo Galluzzi, Uffizi, Aula Magliabechiana, 29 ottobre 2018 – 20 gennaio 2019

Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci giunge a Firenze come anteprima di assoluta grandezza nell’ambito delle celebrazioni leonardiane che si svolgeranno in tutto il mondo nel 2019 in occasione dei 500 anni della morte di una delle figure-icona della storia dell’umanità. Le pagine del Codice vengono esposte in originale, e rese integralmente visibili grazie a una tecnologia del tutto innovativa. I disegni e le teorie del genio di Vinci sono esplorati in una serie di studi scientifici che ne dimostrano l’attualità sconvolgente. La mostra è realizzata dalle Gallerie degli Uffizi e dal Museo Galileo, col contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.

Intorno al Ratto di Polissena. Pio Fedi scultore classico negli anni di Firenze Capitale, a cura di Simonella Condemi e Elena Marconi, Uffizi, Sala del Camino, 25 novembre 2018 – 24 febbraio 2019

La nuova acquisizione di un bozzetto per la  monumentale statua della Loggia dei Lanzi  rappresenta un’occasione per documentare le vaste ricerche condotte dagli artisti sui testi classici anche nel periodo di Firenze Capitale e permette inoltre  di fare conoscere anche altre opere di Pio Fedi già conservate nelle raccolte delle Gallerie degli Uffizi.

 

 Fragili tesori dei principi, Le vie della porcellana tra Vienna e Firenze, a cura di Rita Balleri, Andreina d’Agliano, Claudia Lehner-Jobst, Palazzo Pitti, Sala del Fiorino, 13 novembre 2018 – 10 marzo 2019

Per celebrare la magnificenza della porcellana durante il Granducato lorenese, le sale della Reggia di Palazzo Pitti torneranno a splendere in un costante dialogo tra le arti. Il tramonto della dinastia medicea portò ad un nuovo orientamento del gusto, a cui aderì il marchese Carlo Ginori inviato a Vienna per omaggiare Francesco Stefano di Lorena, futuro imperatore d’Austria e successore al Granducato di Toscana. Affascinato dalla preziosa e candida porcellana lavorata nella fabbrica viennese avviata nel 1718 da Claudius Innocentius Du Paquier, nel 1737 il marchese fondò la sua manifattura alle porte di Firenze. Grazie a importanti prestiti internazionali e alla collaborazione con le Collezioni del Principe del Liechtenstein (Liechtenstein Princely Collections) di Vaduz-Vienna, partner della mostra, le opere selezionate per l’esposizione – porcellane, ma anche dipinti, sculture, commessi in pietra dura, cere, avori, cristalli, arazzi e incisioni – sveleranno l’attenzione per l’esotico, la passione antiquaria e l’interesse naturalistico caratteristici del gusto internazionale settecentesco, espresso dalle manifatture Ginori e di Vienna.

Giorgio Vasari e gli artisti emiliani e romagnoli. Un rapporto controverso, a cura di Michele Grasso, Uffizi, Sala Edoardo Detti, 20 novembre 2018 – gennaio 2019

La mostra apre a 450 anni dalla pubblicazione delle Vite di Giorgio Vasari edite da Giunti appunto nel 1568. Muovendo dalla lettura del testo vasariano, sarà affrontato il rapporto complesso e controverso che l’aretino intrecciò con i linguaggi artistici dei maestri emiliani e romagnoli. Accanto a un’ampia selezione di opere grafiche del Vasari stesso, verranno esposti alcuni preziosi disegni del Parmigianino, artista che lo suggestionò profondamente soprattutto durante il suo soggiorno bolognese del 1539, e che fu protagonista di una delle sue Vite più significative. Le relazioni di Vasari con gli artisti emiliani e romagnoli, soprattutto quelli incontrati a Bologna, furono tuttavia piuttosto tese. Li dividevano profonde divergenze negli ideali e nelle pratiche artistiche. Tra gli autori rappresentati in mostra, Prospero Fontana, è l’artista simbolo di un rinnovato rapporto: amico ed estimatore dell’aretino, ne divenne anche un collaboratore e non esitò a tradurne in pittura alcune invenzioni grafiche in luoghi politicamente e culturalmente strategici della città felsinea.

 Il carro d’oro, a cura di Alessandra Griffo e Maria Matilde Simari, Palazzo Pitti, Sala delle Nicchie, 11 dicembre 2018 – 17 marzo 2019

Il carnevale barocco, le sue feste, i carri mascherati e simbolici: la mostra si concentra su un preciso evento storico, la sfarzosa scenografia organizzata dal principe Giovan Battista Borghese per il carnevale romano del 1664, documentata dal  dipinto di Giovanni Paolo Schor, collaboratore di Pietro da Cortona e Gian Lorenzo Bernini. La monumentale composizione opera è stata acquistata nel 2018 dalle Gallerie degli Uffizi, ed è destinata al Museo delle Carrozze, di prossima apertura nel Rondò di Bacco di Palazzo Pitti. Nel frattempo, l’esposizione indaga il significato e la spettacolarità del sontuoso carro d’oro, protagonista esuberante di questa festa barocca descritta con cura infinitesimale e virtuosistica del dettaglio, e spazia sul tema carnevalesco del periodo e sulle sue varie declinazioni.

 Trame fiorentine, Arazzi medicei per la storia della città, a cura di Alessandra Griffo e Lucia Meoni, Palazzo Pitti, Sala Bianca, 18 dicembre 2018 – 17 febbraio 2019

I tre arazzi intitolati alle Storie fiorentine verranno esposti al termine di una prima delicata fase di restauro che consentirà di ammirare integralmente, dopo secoli, la prestigiosa serie destinata in origine alla Sala di Gualdrada Berti in Palazzo Vecchio. Tessuti dalla manifattura medicea entro il 1564 su cartoni di Federico Lamberto Sustris, i panni raffigurano La consacrazione del Battistero, I Goti assediano Fiesole e la Lega tra Firenze e Fiesole, in una rara scelta tematica che metteva a fuoco episodi del periodo antico della città. La mostra sarà l’occasione per confrontare i panni con i disegni preparatori, opportunamente ingranditi su supporto digitale, ed esaminarne in dettaglio la prassi esecutiva, essenziale per definire la conclusione dell’intervento conservativo.