UN’ESTATE DA TRAUMI: 300 MILA GLI ITALIANI CHE SI FANNO MALE NELLE VACANZE


Trattamento laser 2La stagione estiva rappresenta l’occasione perfetta per uscire all’aria aperta e cercare di riacquistare una perfetta forma fisica, ma è al tempo stesso periodo di numerosi traumi e lesioni, soprattutto se durante il resto dell’anno ha prevalso la sedentarietà. Lo dimostra un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui ogni anno sono 300mila gli italiani che subiscono infortuni legati ai più comuni sport estivi come beach volley, beach soccer, surf, windsurf e beach tennis. E ancora, secondo quanto riportato da una ricerca del Department of Health and Human Services pubblicata da Boston.com, quasi 2 milioni di americani ogni anno si rivolgono a cure mediche per via di infortuni legati a sport estivi, a tal punto che l’estate viene soprannominata “trauma season”: inoltre, secondo quanto emerso da un’intervista agli esperti del UPMC Children’s Hospital pubblicato su Pittsburgh Post-Gazette, nei mesi caldi gli infortuni tra i giovanissimi raddoppiano, mentre tra gli adulti possono aumentare del 30%.

Un trend negativo che ha coinvolto sia vip sia atleti professionisti: da Jennifer Lawrence, che ha subìto un trauma cranico mentre praticava windsurf, a Owen Wilson, che ha riportato una lesione alla fronte sulla tavola da surf, fino ad arrivare al beacher azzurro Daniele Lupo, fermato da una frattura del quarto metacarpo, e al giocatore di beach soccer portoghese Bruno Torres, che ha subìto il distacco della rotula.

Ma quali sono le raccomandazioni per evitare tali infortuni e curarli al meglio? Secondo gli esperti la prevenzione deve iniziare a tavola con un regime alimentare bilanciato e proseguire in palestra con un’adeguata preparazione fisica durante l’anno. Una volta scesi in spiaggia è fondamentale dotarsi di attrezzature sportive sicure, eseguire esercizi di riscaldamento muscolare e rimanere costantemente idratati: “Praticare attività e sport estivi senza prima essersi sottoposti a un’adeguata preparazione fisica aumenta il rischio di infortuni, soprattutto quelli legati a un sovraccarico funzionale – spiega il dott. Antonio Castelluzzo, coordinatore medico di Mectronic – L’esperienza insegna che chi pratica i più comuni sport in spiaggia come beach volley, beach soccer e windsurf, tende a farlo in maniera amatoriale e a essere vittima di stress muscolari, distorsioni e lesioni. Per questo motivo l’ausilio di Theal Therapy diventa un valido alleato nella cura in tempi rapidi di patologie acute e croniche grazie alla sua tecnologia laser che massimizza gli effetti terapeutici e si adatta perfettamente al fototipo di ciascun individuo, garantendo un’azione termocontrollata e personalizzata. I miei consigli rimangono, in ogni caso, quelli di conoscere i propri limiti in riferimento a età e struttura muscolare, bilanciare l’attività fisica con fasi di riposo e avere una conoscenza adeguata della tecnica dello sport che si decide di praticare”.

Ma quali sono gli infortuni più frequenti legati agli sport estivi? Secondo la National Health Association il più popolare degli sport da spiaggia è il beach volley che, se praticato in maniera scorretta, può dar vita a lussazioni alle spalle (50%), microtraumi ai gomiti (32%), e fratture delle dita (18%). I surfisti tendono a essere maggiormente vittime di trauma cranici (67%), contusioni (20%) e lacerazione agli arti inferiori (13%). Ma non esistono soltanto i traumi da spiaggia perché sempre più appassionati decidono di praticare attività fisica ad alta quota, praticando trekking, jogging e mountain bike. In questo caso i traumi più frequenti riguardano le distorsioni alle caviglie (43%), dovuti all’instabilità del terreno, strappi muscolari alla schiena (36%), causati da un carico di lavoro eccessivo a danno della colonna vertebrale, e fratture delle falangi dei piedi (21%), dovute a un errato utilizzo dei bastoncini da trekking.

IL VADEMECUM PER LA PREVENZIONE

Ecco infine il vademecum degli esperti per prevenire e curare gli infortuni legati agli sport estivi:

  • SEGUIRE UN’ADEGUATA PREPARAZIONE FISICA

La preparazione fisica e atletica deve essere spalmata durante tutto il corso dell’anno, evitando di essere sedentari e allenarsi soltanto in prossimità della stagione estiva.

  • OSSERVARE UN REGIME ALIMENTARE EQUILIBRATO

La corretta soddisfazione del fabbisogno alimentare permette di evitare l’esposizione al rischio di infortuni e malesseri fisici.

  • RIMANERE COSTANTEMENTE IDRATATI

Una buona idratazione è fondamentale per mantenere un corretto stato di salute muscolare, evitando i più comuni crampi e stiramenti, soprattutto quando il sole picchia forte in spiaggia.

  • NON SOTTOVALUTARE IL RISCALDAMENTO

Il riscaldamento e lo stretching attivano il sistema cardio-circolatorio e incrementano l’attenzione durante l’attività sportiva.

  • BILANCIARE IL RAPPORTO TRA ATTIVITÀ FISICA E RIPOSO

Praticare intensa attività fisica durante l’estate, soprattutto per chi lo fa in maniera amatoriale senza adeguata preparazione, aumenta il rischio di infortuni. Per questo motivo è necessario non sottovalutare un periodo di riposo.

  • EQUIPAGGIARSI CON LE GIUSTE ATTREZZATURE SPORTIVE

Indossare un abbigliamento tecnico adeguato e dotarsi di calzature idonee al terreno sabbioso risulta fondamentale per evitare movimenti scorretti e lesioni agli arti inferiori.

  • CONOSCERE LA TECNICA DELLO SPORT PRATICATO

Avere la giusta padronanza delle tecnica dello sport estivo che si va a praticare consente di limitare il rischio di sovraccarico funzionale di legamenti, muscoli e ossa.

  • RICONOSCERE I PROPRI LIMITI

Ascoltare se stessi e i segnali del proprio corpo diventa fondamentale per comprendere quando fermarsi e ripartire con l’attività fisica.

  • RINFORZARE LA PROPRIA STRUTTURA MUSCOLARE

Rinforzare i distretti muscolari con esercizi mirati permette di migliorare la stabilità dell’articolazione e limitare il rischio di infortuni.

  • IN CASO DI INFORTUNIO UTILIZZARE LA LASERTERAPIA

L’ausilio del laser Theal Therapy si è rivelato estremamente utile nella cura e nel recupero in tempi più rapidi di patologie acuto-croniche.

UFFIZI: CARAVAGGIO E LA COPIA DI UNA SUA OPERA RITROVATA IN LORENA (FRANCIA)


Galleria degli Uffizi, Caravaggesco, Cattura di Gesù

La copia contemporanea del capolavoro Cattura di Cristo esposta in Palazzo Pitti. Un volume racconta la storia e i segreti della tela

Un dipinto, ora esposto a Palazzo Pitti, ed un libro. Al centro della doppia iniziativa, vi è la tela ‘La cattura di Cristo’, copia del capolavoro che il Merisi aveva eseguito nel 1602 per il nobile romano Ciriaco Mattei: un’opera a lungo considerata perduta ma, in anni recenti, riconosciuta da molti nel dipinto oggi esposto alla National Gallery of Ireland di Dublino. Quanto alla copia, realizzata con tecnica sopraffina da un ignoto contemporaneo del maestro, è stata per molto tempo ignorata e ‘snobbata’ dagli studiosi, per essere addirittura allontanata all’inizio del Novecento dalle raccolte di Palazzo Pitti e consegnata in deposito esterno, prima alla Prefettura di Pistoia, poi a Firenze alla Caserma Baldissera dell’Arma dei Carabinieri, per arredarne le sedi istituzionali.

Ora, restaurata e sottoposta a studi di esperti e storici dell’arte, la replica della Cattura riemerge dall’oblio: non solo è da oggi esposta nella sala di Berenice di Palazzo Pitti (la stessa dove risplende da qualche giorno, dopo dieci anni di oblio, la Madonna della Gatta di Federico Barocci), ma è diventata anche protagonista di un libro ad essa dedicato (‘La Cattura di Cristo da Caravaggio. Un recupero per le Gallerie degli Uffizi’), curato da Gianni Papi e Maria Sframeli ed edito da Sillabe, che ne ricostruisce la storia e racconta i dettagli del suo recupero.

Grazie alle accurate ricerche che costituiscono il cuore del volume, è stato possibile accertare la provenienza della tela dal castello lorenese di Commercy: dallo stesso luogo, ha svelato la lettura degli inventari, arrivarono molti altri quadri ad arricchire le collezioni granducali fiorentine, primo fra tutti uno dei capolavori di Rubens, I quattro filosofi (esposto nella Galleria Palatina) la cui origine era rimasta finora nell’ombra.

“Una nuova prova della grande generosità e del grande amore per Firenze degli Asburgo-Lorena – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt – i quali, sia con il trasferimento a Firenze di loro opere di assoluto rilievo dalle loro residenze e anche dalla capitale, Vienna, sia attraverso successive campagne di acquisti d’arte, talvolta di intere raccolte nobiliari, incrementarono il valore degli Uffizi e di Palazzo Pitti in maniera rilevante”.

MODENA: RAGAZZI IN CUCINA. NE FARANNO…DI COTTI E DI CRUDI!


Modena

Bambini in cucina con gli chef stellati, a Modena il Festival nazionale “Cuochi per un giorno”, 5 e 6 ottobre.

Cucinare coinvolge i cinque sensi, migliora concentrazione, manualità e precisione, arricchisce il vocabolario e allena al rispetto delle regole e alla pazienza, ecco perché vale la pena iniziare da bambini. Torna a ottobre “Cuochi per un giorno” (www.cuochiperungiorno.it), il Festival nazionale di cucina per bambini, un’occasione per tutti gli under 12. Sette edizioni, un grande successo: per il 2019 l’appuntamento è sabato 5 e domenica 6 ottobre a Modena, presso il club la Meridiana (Via Sant’Ambrogio 66, a Casinalbo): una villa settecentesca e un parco secolare faranno da sfondo alle creazioni culinarie dei piccoli cuochi. Lo scorso anno oltre 6.000 partecipanti con grembiulino e cappello d’ordinanza hanno messo le mani in pasta per realizzare altrettante ricette, pensate apposta per loro. L’evento è ideato da Laura Scapinelli e dallo staff de “La Bottega di Merlino”, libreria per ragazzi e laboratori creativi di Modena.

 

Due giornate, decine di appuntamenti e laboratori in cui gli chef in erba potranno annusare, toccare, dosare, impastare, miscelare, modellare, cuocere e mettersi alla prova, imparando tante cose nuove. Non mancheranno vere e proprie lezioni di cucina con cuochi stellati da tutta Italia, per incuriosire anche mamma e papà: hanno  già confermato la loro presenza Luca Marchini, chef stellato del ristorante L’Erba del Re e Trattoria Pomposa di Modena; Filippo Saporito, una stella Michelin, del ristorante La Leggenda dei Frati di Firenze; Marta Pulini, chef di Bibendum Food Experience di Modena; lo chef Stefano Pinciaroli del ristorante PS di Cerreto Guidi, Firenze; il maestro dei panini Daniele Reponi, un po’ oste, un po’ salumiere e tantissimi altri ospiti in via di definizione.

Ogni piccolo partecipante potrà cimentarsi in fantasiose ricette con la supervisione di uno chef e il supporto di un’atelierista, vivendo un’esperienza ludica ma allo stesso tempo formativa e con la possibilità di imparare le regole del mangiar sano. La novità di questa edizione è…musicale: i bambini verranno accompagnati nella realizzazione delle ricette dalle note dei giovani musicisti del conservatorio di Modena, l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Vecchi-Tonelli” che suoneranno dal vivo. Non mancheranno attività interattive collaterali: al Festival saranno presenti numerosi stand per avvicinarsi e conoscere la cucina attraverso diversi linguaggi espressivi.

Ci sarà una libreria golosa spettacoli e storie in cucina, angoli sensoriali, giochi e persino un piatto “intelligente” per creare porzioni a misura di bambino: si chiama Nutripiatto e risponde una volta per tutte all’annosa domanda “Ma quanto deve mangiare un bambino?”. Nutripiatto è il progetto di Nestlé per promuovere i principi di un’alimentazione sana e bilanciata.

Inoltre, attraverso la loro partecipazione, i bambini aiuteranno altri bambini: i fondi raccolti nell’ambito dell’iniziativa andranno a Mission Bambini, charity partner di questa edizione; serviranno infatti a sostenere i progetti di assistenza sanitaria, educazione ed emergenza promossi dalla Fondazione in Italia e nel mondo. In 19 anni di attività Mission Bambini ha sostenuto più di 1.400.000 bambini finanziando 1.600 progetti di aiuto in 75 Paesi (www.missionbambini.org).

Dove e quando: sabato 5 e domenica 6 ottobre dalle 10.00 alle 20.00 alle porte di Modena, presso il club la Meridiana, Via Sant’Ambrogio 66, a Casinalbo.

Quanto: Il prezzo del biglietto varia a seconda delle attività a cui si sceglie di partecipare. Tutte le informazioni e il regolamento si trovano sul sito www.cuochiperungiorno.it.

Infoline e prenotazioni: La Bottega di Merlino, tel. 059.212221 www.cuochiperungiorno.it

COVER (667x800)Questa di Modena è una iniziativa che piace a “LamiAgenda 2019/2020” (I Quindici) dedicata proprio al tema del cibo e della sana alimentazione: https://okayscuola.wordpress.com/lamiagenda-20172018/

http://www.lamiagenda.com

 

  

“TI PARLO DELLA MIA FAMIGLIA”: I LAVORI FINO AL 10 NOVEMBRE 2019


Come già comunicato, l’iniziativa “Ti parlo della mia famiglia”, promossa da Kiwanis, a grande richiesta delle scuole, è stata prorogata. La scadenza per l’invio degli elaborati, anche in forma elettronica, è stata portata al 10 novembre 2019, offrendo così la possibilità di partecipare anche durante il periodo estivo e delle vacanze. I lavori già consegnati ed inviati sono ovviamente già tenuti in considerazione e partecipano già a pieno titolo all’iniziativa.

Intanto, nelle foto qui sopra, alcuni dei lavori già pervenuti ad Okay! per “Ti parlo della mia famiglia”, l’iniziativa di Kiwanis per le scuole. Gli elaborati – giunti via email a okayredazione@gmail.com – sono stati realizzati dalle classi della scuola secondaria di 1° dell’ICS di Viale Liguria, Rozzano, Milano, con il coordinamento della docente prof.ssa Saccaggi.

MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE

Raccontare la propria famiglia, parlare dei propri genitori, dei propri fratelli e sorelle, narrare “come” si vive all’interno delle mura della propria casa, le proprie giornate, ricordando episodi e momenti lieti o tristi che si sono vissuti insieme, i piccoli e grandi gesti che si compiono quando si vive insieme e si sogna insieme…

E’ questo il senso della quarta edizione dell’iniziativa “Ti parlo della mia famiglia” che Kiwanis ed OKAY! dopo il grande successo delle precedenti tre edizioni, promuovono a livello nazionale tra le scuole materne, scuole primarie e secondarie di primo grado, statali e paritarie.

FINALITA’

La finalità è quella di dare spazio, visibilità e attenzione alle voci di ragazze e ragazzi, offrendo loro l’opportunità di pensare alla realtà della propria famiglia e raccontarla con semplicità e spontaneità, nelle sue scene e nei suoi momenti quotidiani, nelle giornate felici e anche in quelle più tristi. Ma anche di fissare – in un semplice commento, in un semplice pensiero, in un semplice disegno – il bello di vivere con i propri genitori, i propri fratelli e sorelle, con i nonni, e perché no?, zie e zii, cugini e cugine…

Dunque, l’iniziativa vuole proporsi come una opportunità per esprimere i propri sentimenti, le proprie sensazioni, le proprie emozioni, i propri ricordi per esperienze, fatti e realtà che costituiscono il mondo della famiglia e la bellezza di vivere insieme con mamma e papà e con quanti condividono con noi i giorni della nostra vita.

COME ADERIRE

Attraverso messaggi, scritti, disegni ed immagini (come fotografie e piccoli video) la scuola italiana è invitata a raccontare storie, fatti, emozioni e situazioni che costituiscono l’esperienza di vivere in famiglia, da cogliere e raccontare nei suoi vari componenti, nelle sue diverse situazioni, nelle difficoltà e nelle gioie di ogni giorno.

Attraverso le varie forme della creatività e della piena libertà espressiva, i partecipanti potranno eseguire lavori che illustrano le tematiche collegate alla famiglia, magari partendo da semplici “punti di osservazione”.

Ad esempio: da chi è composta la famiglia; descrivere mamma e papà, nel loro aspetto fisico e in quello che fanno (ad esempio: il lavoro e gli hobbies); parlare o disegna i fratellini e le sorelline, scrivere dei giochi che si fanno insieme, in casa e fuori, con gli amici.

E ancora: raccontare come si vivono le giornate (mattino, pomeriggio, sera) i giochi, le gite, le vacanze, i momenti che si vivono insieme (ad esempio, a tavola, una passeggiata, sul campetti di calcio, davanti alla tivù, all’oratorio, a scuola, in parrocchia, in un gruppo sportivo e ricreativo); parlare e disegnare i momenti allegri e felici e anche quelli in cui ci si sente magari un po’ giù….

Oppure, semplicemente, lanciare un messaggio a mamma e papà, raccontando loro quello che magari, per timidezza, non si è mai riusciti a dire… O narrare, con uno scritto od un disegno, un fatto particolare, che ha coinvolto tutta la famiglia.

Insomma, divertitevi a raccontare “tutti i colori” della famiglia, le sue persone, gli ambienti dove si vive, le esperienze e le storie vissute insieme.

PRESENTAZIONE DEGLI ELABORATI

Gli elaborati potranno essere presentati nelle forme e con i supporti più vari: album, opuscoli, fascicoli, giornali scolastici, dvd, cd-rom, pen-drive, siti web e così via.

Tutti i lavori dovranno pervenire entro e non oltre il 10 novembre 2019 al seguente indirizzo: OKAY!, presso I NUOVI QUINDICI, VIA T.TASSO 10, 24020 GORLE (BG). Si suggerisce di inviare i lavori anche in formato elettronico (foto, video, link a siti web) al seguente indirizzo email: okayredazione@gmail.com Si eviteranno così spese postali e dispendio di imballaggi e carta.

CERIMONIA DI PREMIAZIONE

Una commissione giudicatrice selezionerà i migliori lavori pervenuti. Le scuole saranno premiate con prodotti di utilità didattica nel corso di un evento pubblico, che verrà annunciato a suo tempo. Nella medesima manifestazione verrà organizzata una mostra dei migliori lavori pervenuti.

PALAZZO PITTI: CAPOLAVORO DEL ‘500 RIEMERGE DAI DEPOSITI E DALL’OSCURITÀ


La Madonna della Gatta di FEDERICO BAROCCI è ora protagonista della Galleria Palatina

La Madonna della Gatta, capolavoro dell’artista urbinate del ‘500 Federico Barocci (2,33m x 1,79m, 1598 circa) torna finalmente esposta dopo aver trascorso oltre un decennio in deposito. Il grande olio su tela del maestro della pittura della Controriforma, tanti anni fa accolto agli Uffizi, diventa adesso una delle star di Palazzo Pitti: la Madonna da oggi è la protagonista della sala di Berenice, nella Galleria Palatina, insieme ad altre opere di Barocci riallestite in questo spazio per l’occasione (il Ritratto di fanciullo; e la copia coeva dall’Annunciazione).  

“Quella che il pittore ha immaginato per questo dipinto, eseguito intorno al 1598, è una delle più delicate e teatrali interpretazioni della maternità – spiega Anna Bisceglia, curatrice della pittura del Cinquecento delle Gallerie degli UffiziGiuseppe solleva la tenda e introduce subito lo spettatore tra le mura domestiche, dove la Vergine sta cullando il suo bambino. La particolarità da cui il dipinto prende la sua denominazione è proprio la gatta che allatta i suoi cuccioli, sistemata dal pittore giusto al centro della scena, morbidamente accoccolata tra le vesti di Maria. Un dettaglio che ha la capacità di proiettare in un sol colpo l’immagine sacra in una dimensione quotidiana, vera, di affetti semplici  e moti dell’anima che lo spettatore sente vicini a sé e che lo inducono a sentirsi parte di quel dialogo gentile di sguardi e di gesti. Ed è proprio in questa straordinaria capacità di far convivere una sentimentalità accessibile, espressa con una rappresentazione chiara e immediata, con l’eleganza di una materia pittorica raffinatissima che Barocci si rivela lo straordinario protagonista di una stagione di passaggio, che raccoglie l’eredità della grande pittura manierista e la lancia decisamente nell’universo Barocco”.
La tela giunse a Firenze nel 1631, insieme ai beni dell’eredità di Vittoria della Rovere, per effetto del matrimonio con Ferdinando II de’ Medici, e fu originariamente collocata nel suo appartamento d’inverno, al primo piano di Palazzo Pitti, dove oggi viene nuovamente esposta. E’ stata oggetto di numerose copie, tra le quali spicca il sontuoso arazzo eseguito nel 1663-1664 da Pietro Fevère su commissione della stessa granduchessa, e conservato negli Appartamenti Reali di Palazzo Pitti.

Altre due importanti opere di Barocci sono da poco tornate in esposizione dopo un lungo periodo nei depositi, in questo caso agli Uffizi: si tratta della monumentale pala La Madonna del Popolo e del Noli me tangere, entrambe ora accolte nella Sala del Pilastro, uno degli spazi principali tra quelli recentemente inaugurati e dedicati alla pittura del ‘500.
“Il grande ritorno della Madonna della Gatta fa parte della strategia di valorizzare di più Palazzo Pitti, facendoci tornare dei capolavori che in passato vi erano esposto, ma successivamente furono trasportati in altri musei e talvolta finirono nei depositi – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt – il nuovo allestimento nella sala di Berenice rende evidente l’importanza dello stile di Federico Barocci per la pittura seicentesca, elemento che si nota particolarmente grazie alla esposizione accanto alla Adorazione dei Magi di Luca Giordano ed anche alla presenza di dipinti seicenteschi della scuola fiorentina. Una composizione di opere che esalta le scelte cromatiche di Barocci, l’articolazione astratta dei suoi panneggi, il senso delle sfumature atmosferiche, fondamentali per la pittura del secolo successivo”. 

QUALE SARA’ IL FUTURO DEL CIBO?APPUNTAMENTO A “CHEESE 2019” A BRA (CN)


 

 

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Cheese è la manifestazione di Slow Food – in programma a BRA (CN) dal 20 al 23 settembre 2019 –  più naturalmente legata ai prodotti: nella quattro giorni di Bra i formaggi protagonisti si conoscono e apprezzano con tatto, gusto e olfatto mentre intorno a loro esperti e produttori sviluppano alcuni dei grandi temi che agitano il mondo della produzione alimentare al giorno d’oggi.

A partire dall’ultima edizione, Slow Food ha preso possesso di un nuovo territorio culturale, compiendo un ulteriore passo in avanti, che è quello verso il naturale. Per noi di Slow Food i prodotti non sono oggetti da mettere in vetrina negli spettacoli dei grandi chef. La nostra visione della gastronomia risponde a quanto espresso da Massimo Montanari, il più grande storico del cibo italiano, già vent’anni fa. E cioè che l’evoluzione verso i prodotti tipici tradizionali rappresenta il futuro e non il passato, quello che ci auspichiamo avvenga e non nostalgia. Questa concezione strategica per il nostro futuro si concretizza riconsegnando ogni prodotto alla propria storia e al proprio territorio: questa è l’essenza di ciò che vuol dire naturale per noi e che sta già accadendo oggi nel mondo. Prova ne sono le tendenze produttive a cui Cheese dedica parole e spazi espositivi, momenti di approfondimento e degustazioni. Sono i vini senza lieviti selezionati e i pani a lievitazione naturale, movimenti ormai ben affermati che la manifestazione accoglie e amplifica. Ma sono anche i formaggi senza fermenti selezionati e i salumi senza nitriti e nitrati, per i quali Slow Food è stato precursore.

Infatti, da un lato l’industria più meramente legata al profitto spinge verso produzioni iper-lavorate, dannose per salute e ambiente, che distruggono una biodiversità invisibile fatta di batteri, enzimi e lieviti, silenziosamente sotto attacco dall’utilizzo sempre più diffuso di colture selezionate dall’industria; mentre dall’altro le grandi aziende più accorte e i produttori di piccola scala mostrano sempre più interesse verso le alternative già oggi praticabili, aprendo la strada a consumi più razionali, sani, equilibrati e sostenibili.

Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità

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“LACER/AZIONI”, SGUARDO NUOVO AL “MURO DEL TEMPO”: LA RECENSIONE DI FRANCESCO CORSI


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© Roberto Alborghetti 

© Roberto Alborghetti

Guest Writer: FRANCESCO CORSI, ArtInGenio

Roberto Alborghetti osserva e contempla quegli oggetti che vengono colti in uno stato di abbandono come estrema conseguenza del loro essere oggetti significanti. Oggetti che hanno esaurito il loro ciclo di vita. Rottami in cui l’artista coglie l’estremo significare delle cose. Perché le cose si amano anche quando hanno cessato la loro mera funzione di utilizzabili. Vi è una tenerezza per le cose del mondo che solo può sussistere in chi vuole leggere il senso dell’essere. Una vita che è consapevolezza delle macerie del tempo, che ha assunto in se ogni carattere edipico della temporalità, dove la luce irrompe nella finitudine di un mondo già vissuto.
Alborghetti interpreta bene il “muro del tempo”, per riferirsi all’opera Jungeriana, lo spazio occupato dalle cose che decadono, ma in questa decadenza si innesta una sorta di mistica.
Residui accumulati di lavori cessati, manifesti laceri che hanno esaurito la loro funzione, come un essere umano giunto logoro al termine dei suoi giorni. E questi relitti traggono vita da un nuovo sguardo, da una luce che li sottrae al loro inesorabile decadere.
In questa sottrazione alla decadenza, ogni elemento vive un provvidenziale riscatto dal caos, dall’inutile, e aiuta a meglio comprendere che la Vita medesima è inutile, come l’Arte, perché la Vita è eterna Presenza.

Francesco Corsi