RECORD PER “GRAND TOURISMO”: AGLI “UFFIZI” OLTRE 2 MILIONI E MEZZO DI VISITATORI


L’esposizione da record chiusa il 15 settembre è la più visitata della storia degli Uffizi. Il direttore Schmidt: «Risposta importante del pubblico…I  beni culturali come leva per una riflessione approfondita sul turismo nell’era digitale».

Oltre due milioni e mezzo di visitatori (2.624.343) hanno osservato la mostra Grand Tourismo agli Uffizi. Il progetto di Giacomo Zaganelli, ideato in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, ha accolto turisti e fiorentini per oltre un anno nella sala 56 collegamento e passaggio obbligato tra il secondo e il primo piano della Galleria.

Un progetto che è stato premiato dai visitatori rendendo la mostra, numeri alla mano, tra le più visitate al mondo negli ultimi anni. La mostra Grand Tourismo ha ottenuto circa 200mila visitatori in meno della cascata miraggio del danese Olafur Eliasson a Versailles la mostra più visitata del mondo nel 2016 (2.857.601 visitatori).

Grand Tourismo, però, supera nettamente Christo (The floating Piers) con le sue passerelle che in tre mesi sul Lago d’Iseo, sempre nel 2016, sono state calcate da 1.200.000 di persone. La mostra degli Uffizi ha anche superato le esposizioni Heavenly Bodies (1.659.647 visitatori per la più visitata del Met) al Metropolitan Museum di New York e Do Ho Suh: Almost Home (1.123.000) dello Smithsonian di Washington, tra le più visitate al mondo lo scorso anno. Superato anche il traguardo dell’esposizione dedicata a Tutankhamon (Toutânkhamon, le Trésor du Pharaon) allestita presso la Grande Halle de La Villette che ha registrato 1,3 milioni d’ingressi, battendo il record del 1967, quando protagonista della fortunata rassegna era ancora Tutankhamon. Quest’ultima, presso il Petit Palais, aveva raggiunto infatti 1,24 milioni di visitatori.

Ben oltre 7mila visitatori al giorno (7.413), dal 31 luglio dello scorso anno al 15 settembre, che le permettono di gareggiare per il primato delle mostre più visitate al mondo anche sulla base dei visitatori giornalieri.

Grand Tourismo ha offerto una sosta al visitatore permettendogli d meditare sull’esperienza vissuta all’interno della Galleria. Attraverso tre video Illusion, Everywhere but nowhere e Uffizi Oggi, Zaganelli, fiorentino con all’attivo esperienze di carattere internazionale, ha sollecitato una riflessione sull’identità del turismo attuale e in particolare sulla consuetudine a filtrare l’osservazione dell’opera d’arte (e non solo) attraverso l’obiettivo di smartphone, telecamere, macchine fotografiche. Se in Illusion le strade del centro di Firenze assumono il ruolo di testimoni di un’acquisizione di immagini divenuta meccanica e ridondante e se in Everywhere but nowhere Palazzo Strozzi si fa testimone di un utilizzo parossistico dei devices elettronici, è tuttavia soprattutto il video Uffizi Oggi, realizzato in esclusiva per le Gallerie degli Uffizi, a definire l’identità del progetto Grand Tourismo.

«Indubbiamente – commenta il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, che insieme a Chiara Toti ha curato la mostra – la tecnologia ha modificato e sta ancora cambiando la fruizione dei nostri Musei. La mole di riproduzioni delle opere che conserviamo cresce in maniera esponenziale modificandone la percezione, e anche il comportamento stesso del viaggiatore. Abbiamo voluto portare sulle pareti degli Uffizi una riflessione interna al Museo offrendo ai visitatori la possibilità di riconoscersi nei video come davanti ad uno specchio che racconta come le esperienze sensoriali dirette e reali siano sempre più filtrate da altri strumenti che ci connettono con il virtuale. L’interpretazione di Giacomo Zaganelli incentrata sulla sala dei capolavori di Botticelli implica un ripensamento delle funzioni del museo stesso. Siamo felici che i visitatori abbiano apprezzato questo progetto che prende la massificazione dei beni culturali come leva per una riflessione approfondita sul turismo nell’era digitale».

Si è detto estremamente soddisfatto l’artista sia per come è nato il progetto che per i primati raggiunti. «L’aspetto più sorprendente – precisa Giacomo Zaganelliè stato quello di aver avuto la possibilità di far riflettere il pubblico del museo più visitato d’Italia, in merito alla propria esperienza di turista e di osservatore. Durante questi tredici mesi e mezzo ho avuto l’occasione di far visitare la mostra a numerosi conoscenti e colleghi e devo riconoscere che la cosa che mi ha colpito, maggiormente e fin da subito, è stata la sua efficacia nei confronti di un pubblico senza confini e senza età. Il messaggio era chiaro e il fatto che fosse trasmesso proprio in quel luogo ne rafforzava esponenzialmente il suo contenuto».

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