LE PAROLE VALGONO: PROGETTI ED ESPERIENZE AL FESTIVAL DELLA CRESCITA


Guest writer: Stefano Alberti

Un “grazie” per le foto a Cecilia Stajano, Fondazione Mondo Digitale 

Pomeriggio di grandi idee, contenuti ed esperienze quello di sabato 19 ottobre 2019, a Milano, al convegno “Le parole valgono” nel contesto del Festival della Crescita – Treccani, evento a cura delle giornaliste Isabella Ceccarini e Fabrizia Flavia Sernia. Presso il Palazzo delle Stelline, in Corso Magenta 61, si è parlato di futuro in rapporto al Pianeta e alle emergenze del cambiamento climatico, alla salute, all’educazione e alla tecnologia. Esperienze e racconti di persone che sentono ed avvertono “la cura del futuro”. E’ stato un dibattito a più voci, che le due curatrici dell’incontro hanno coordinato con professionalità e competenza, presentandolo così su La Repubblica:

“Di fronte alla povertà, ai disastri ambientali, alle isole di plastica che galleggiano nei mari, ai ghiacciai che si sciolgono, ai deserti che si allargano, come dobbiamo agire per un cambiamento socialmente realizzabile? Bisogna correggere tecniche di produzione, consumi e stili di vita. Serve creare consapevolezza, come non si stanca di fare l’associazione Marevivo, perché non possiamo risolvere i problemi di oggi creandone altri domani. Diventare plastic free è una scelta obbligata -ha detto Rosalba Giugni – ; richiederà tempo, ma irrinunciabile per salvare il mare e la nostra stessa sopravvivenza.

La Fondazione Mondo Digitale allena tanti ragazzi delle periferie urbane di tutta Italia al problem solving, a progettare robot, a lavorare con le stampanti 3D. Come un incantatore, Alfonso Molina li attrae liberandone la creatività, suscitando in loro una passione per il sapere che li allontana dalla strada e li mantiene entro il perimetro della formazione.

Essere ricoverati in ospedale, ma riuscire a evadere con la mente. Il progetto MediCinema – ne ha parlato Fulvia Salvi – ha realizzato questo sogno portando il cinema in ospedale, attrezzando alcune sale per ospitare perfino chi è costretto a letto. I risultati in termine di benessere dei pazienti non si sono fatti attendere; del resto, già secondo Ippocrate il buonumore era paragonabile a un elisir di lunga vita.

Le persone hanno bisogno di essere riparate, viziate, risvegliate, volute e salvate. Per lo psichiatra Marco Trabucchi la cura intesa come accudimento e affettività può portare enormi benefici ai pazienti affetti da demenze. L’ascolto, a cui siamo disabituati, e il contatto fisico sono segni di attenzione e di rispetto: un abbraccio e una carezza possono valere più di una pillola.

La generosità è scoprire di avere due mani: una per sé e una per aiutare gli altri. Maria Elena Polidoro racconta la storia della Società Umanitaria. La cura va oltre la beneficenza: è un’assistenza operativa che, attraverso istruzione e lavoro, cerca di offrire ai diseredati un’occasione per rialzarsi.

Roberto Alborghetti, attraverso i suoi libri – come “Social o dis-social?” e l’ultimissimo “Italiani o It-alieni?” e gli incontri nelle scuole –  esorta i ragazzi a sviluppare il pensiero critico. Pensare significa anche ragionare su un futuro scandito da nuovi saperi che richiedono l’uso responsabile dei mezzi tecnologici. Se è vero che il futuro appartiene a chi crede ai propri sogni, allora insegniamo ai ragazzi a volare alto”.

Nel corso dell’incontro è stata presentata anche la bella esperienza del “Pane in piazza“, ideata a Milano dalla famiglia Marinoni: Cesare ha parlato di una iniziativa che contribuisce a sfamare tanti villaggi in Africa, in appoggio alle missioni dei Padri Cappuccini.

www.festivalcrescita.it

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