AREZZO: UNA GIOVANE “RONDINE” PER COSTRUIRE UN MONDO SENZA GUERRE


Rondine Cittadella della Pace, è un’organizzazione internazionale – con sede in Italia – che dal 1998 si impegna per la riduzione dei conflitti armati nel mondo e la diffusione della propria metodologia che possa divenire esempio per una trasformazione creativa del conflitto, in ogni contesto da quello interpersonale a quello politico, armato e internazionale.

Rondine nasce in un borgo medievale toscano a pochi chilometri da Arezzo: qui si strutturano i principali progetti per l’educazione e la formazione. Un lavoro che si rivolge soprattutto ai giovani proponendo percorsi che promuovono il confronto, lo scambio, il dialogo e la formazione a diversi livelli per costruire relazioni di pace e azioni concrete sui territori per promuovere il cambiamento sociale. L’obiettivo è contribuire a un pianeta privo di scontri armati, in cui ogni persona abbia gli strumenti per gestire creativamente i conflitti, in modo positivo.

Studentato Internazionale – World House

Il progetto centrale di Rondine è la World House (già Studentato Internazionale), un percorso di due anni rivolto a giovani provenienti da Paesi interessati da conflitti attuali o recenti o appartenenti a culture diverse che accettano di convivere con il proprio “nemico” per imparare ad affrontare il proprio conflitto e a trasformarlo in un’opportunità creativa attraverso il confronto quotidiano e la formazione. La World House attualmente accoglie trenta giovani di venticinque nazionalità diverse provenienti da Medio Oriente, Balcani, Africa, Caucaso e America Latina, e ha già formato oltre duecento giovani in tutto il mondo, che stanno lavorando per la pace nelle proprie comunità.

Quarto anno Liceale d’Eccellenza a Rondine

Da quattro anni lo Studentato Internazionale è affiancato al progetto Quarto Anno Liceale d’Eccellenza a Rondine, un’opportunità educativa, formativa e di studio, riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e rivolta a 30 diciassettenni selezionati da tutte le regioni italiane, per frequentare la classe quarta nel borgo di Rondine a fianco dei giovani di tutto il mondo, per una vera esperienza di intercultura e un percorso formativo che fornisce loro gli strumenti necessari per sviluppare un progetto di ricaduta sociale una volta tornati nel loro territorio.

Il Metodo Rondine

Disinnescare il conflitto è possibile, anzi è possibile trasformarlo in occasione di crescita e sviluppo per tutta la società. Una risposta concreta non solo ai conflitti interpersonali ma anche ai conflitti armati del mondo. Questo è il principio alla base del Metodo Rondine, modello di integrazione e dialogo sviluppato dall’Associazione Rondine Cittadella della Pace impegnata a promuovere il dialogo tra giovani di diverse comunità, etnie e religioni, provenienti da situazioni di conflitto. Il Metodo Rondine si fonda, infatti, sulla definizione di un nuovo modello relazionale dei soggetti coinvolti che trovano nel dialogo e nella condivisione delle ferite la strada per abbattere i muri e le barriere che ci separano dall’altro ed esplorare insieme nuove possibilità per costruire il futuro in maniera nuova.

Il 13 dicembre 2018 il Metodo Rondine è stato al centro di una discussione internazionale a Washington, alla presenza dei massimi esperti internazionali in conflict resolution, peace building, peace studies, scienze umane, psicologia e studi sociali che ha portato ad un’analisi oggettiva del Metodo formativo di Rondine e dei suoi possibili orizzonti di applicazione in vari contesti sociali e geopolitici affinché possa diventare strumento concreto a disposizione della società globale.

In occasione del 70° anniversario della Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo, il Ministero degli Affari Esteri italiano ha proposto a Rondine Cittadella della Pace di rappresentare il Paese per portare alle Nazioni Unite la propria esperienza, “esempio concreto da cui ripartire sul grande tema dei diritti umani, ormai divenuti prioritari per il nostro pianeta”. Rondine risponde alla chiamata lanciando la campagna globale triennale Leaders for Peace. Al suo centro, l’appello scritto dagli studenti e dagli alunni di Rondine, per chiedere agli Stati membri delle Nazioni Unite un impegno concreto nella formazione di giovani leader di pace, in grado di intervenire nei principali contesti di conflitto nel mondo.

L’appello agli Stati membri è di sottrarre una cifra simbolica dal proprio bilancio della difesa per investirla in borse di studio per futuri leader di pace e l’introduzione dell’educazione ai diritti umani nei sistemi di istruzione nazionali, integrandoli con la sperimentazione della metodologia formativa di Rondine. Con la campagna globale Leaders for Peace, Rondine Cittadella della Pace si assume l’impegno concreto di contribuire nei prossimi anni all’affermazione di una nuova cultura dei diritti umani attraverso la formazione di leader di pace e la diffusione tra i cittadini degli strumenti per trasformare positivamente i conflitti, integrando l’educazione del Metodo Rondine con l’insegnamento dei diritti umani. Il 19 febbraio 2019 il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato l’appello. L’Italia è il primo Paese a impegnarsi nel sostegno della campagna Leaders for Peace.

Il progetto di Rondine: verso una Global Leaders School

L’impegno per la formazione sul campo di coloro che guideranno il cambiamento del prossimo futuro è la nuova idea progettuale di Rondine presentata alle Nazioni Unite.  Lavorare per realizzare una Global Leaders School costituisce il risultato naturale e atteso della campagna Leaders For Peace oltre che la concretizzazione dell’ideale di leadership di Rondine: una proposta di formazione e specializzazione di alto livello per professionisti da 25 a 35 anni provenienti da tutto il mondo che avranno l’occasione di migliorare le loro competenze in uno dei seguenti ambiti: politica, imprenditorialità, formazione, attraverso un percorso da sviluppare su un periodo di 10 mesi. Il metodo Rondine insegna ad affrontare il conflitto e a gestirlo per realizzare un “altro” modello di leadership: una leadership umana che sia in grado di governare le grandi sfide della globalizzazione e la complessità dei nostri tempi mettendo al centro l’integrazione e l’unicità dell’individuo.

 

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