ANTICIPAZIONI / PREMIO KIWANIS FAMIGLIA 2020: PREMIAZIONE IL 22 FEBBRAIO A BERGAMO


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Ecco la data della premiazione di Ti parlo della mia Famiglia 2020.  La cerimonia si svolgerà, SABATO 22 FEBBRAIO 2020, alle ore 15:00, presso la Sala Viterbi, Palazzo della Provincia di Bergamo, in via Torquato Tasso 8, nel centro di Bergamo,  luogo facilmente  raggiungibile a piedi anche dalla Stazione FS. La premiazione vedrà il Patrocinio del Comune di Bergamo, della Provincia di Bergamo e della Regione Lombardia.      

Le scuole premiate sono invitate a partecipare, con una delegazione che, per motivi logistici non deve superare le 10 persone. A tale riguardo, la presenza alla manifestazione va confermata il più presto possibile a Kiwanis (329/1745776) o alla email della redazione di OKAY!: okayredazione@gmail.com .

Ad ogni singolo allievo presente verrà donato un kit con prodotti didattici. Alle scuole sarà inoltre assegnato il premio previsto dall’iniziativa: un assegno circolare con una somma che potrà essere spesa liberamente. Attenzione: nella conferma di partecipazione dovrà essere indicata l’esatta intestazione del conto corrente bancario dell’Istituto scolastico.  

La comunicazione ufficiale è inviata a tutti gli Istituti Comprensivi interessati all’evento. 

Ecco l’elenco dei premiati:

https://okayscuola.wordpress.com/2020/01/18/ti-parlo-della-mia-famiglia-2020-ecco-le-scuole-premiate-da-kiwanis/

 

ITALIANI O IT-ALIENI? / INCONTRO A BITONTO CON IL SINDACO ABBATICCHIO


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Italiani o It-alieni?“, il libro di Roberto Alborghetti, con le illustrazioni di Eleonora Moretti, edito da Funtasy Editrice, è stato consegnato anche al dott. Michele Abbaticchio primo cittadino della città di Bitonto (Bari). L’autore e Paolo Sandini, coordinatore editoriale di Funtasy, hanno consegnare il testo al sindaco Abbaticchio, presso la sede del Comune, nello storico Palazzo Gentile. All’incontro hanno partecipato anche la prof.ssa Marina Salierno, Assessore all’Istruzione pubblica, il dott. Christian Farella, Capo di Gabinetto del sindaco, e la dott.ssa Anna Bellezza, Dirigente scolastica dell’IC Cassano-De Renzio.  E’ stata una bella opportunità per parlare di Bitonto e per mettere in cantiere iniziative ed attività inerenti la cittadinanza attiva.

“Italiani o It-alieni / Come giocare (in 12 mosse) la ‘Carta’ della cittadinanza attiva” porta la prefazione di Antonio Decaro, Presidente nazionale ANCI, l’associazione che a suo tempo promosse una petizione per il ritorno dell’Educazione Civica nelle materie scolastiche obbligatorie. Iniziativa andata a buon fine visto che dal prossimo settembre sarà di nuovo materia di studio. Il libro, lo ricordiamo non è reperibile nel circuito delle librerie, anche quelle on line, ma in una forma di distribuzione alternativa che favorisce il mondo e le realtà scolastiche ed educative.  Pertanto va richiesto direttamente a Funtasy Editrice, alla email qui indicata: funtasyeditrice@gmail.com

AGLI UFFIZI DI FIRENZE TORNA IN GRANDE LA ‘FESTA DEI DONI’ (31 GEN)


IL 31 GENNAIO COPPIE A META’ PREZZO IN MUSEO GALLERIA APERTA DI SERA CON EVENTI DI MUSICA, DANZA E CULTURA FINO ALLE 21.

Musica d’arpa dedicata simbolicamente a Cupido, uno show di danza urbana ispirata al legame tra coppie, visite guidate a tema (“comizi d’amore”) tra i più grandi capolavori della pittura e della scultura: torna in versione ‘extralarge’ il 31 gennaio, per la sua seconda edizione, la “Festa dei Doni” alla Galleria degli Uffizi. Il museo anticipa San Valentino in occasione dell’anniversario delle nozze celebrate nel 1503, proprio il 31 gennaio, tra Agnolo Doni e Maddalena Strozzi a Firenze (che ammiriamo nei due splendidi ritratti di Raffaello e che commissionarono a Michelangelo il Tondo Doni, oggi tra i più celebri capolavori custoditi nel museo).

Le coppie che prenderanno parte alla giornata-evento (cui lo scorso anno parteciparono centinaia di innamorati arrivati a Firenze da ogni parte d’Italia e da paesi esteri) pagheranno un solo biglietto, avendo così a disposizione un ingresso gratuito. E per l’occasione il museo rimarrà aperto anche la sera fino alle 21, permettendo a chi vuole di sostare in terrazza per un drink con vista sul panorama di Firenze.

Il grande successo della prima edizione della Festa dei Doni spiega il direttore degli Uffizi Eike Schmidt – ci ha spinto anche quest’anno a celebrare la ricorrenza della storica unione tra Agnolo e Maddalena. Quest’anno tutti gli innamorati che verranno a visitarci il 31 gennaio potranno trattenersi fino alle 21 ad ammirare i nostri celebri capolavori, sostare in terrazza davanti a un panorama mozzafiato, ma non solo. Abbiamo organizzato anche eventi di musica e danza. Gli Uffizi, il luogo simbolico dell’Arte in Italia e nel mondo, in questa giornata così speciale diventano anche un’occasione per riflettere sull’Amore: invito tutte le coppie a prendere parte a questo evento così particolare e straordinario”.

Per la Festa dei Doni, gli Uffizi lanceranno anche una campagna su twitter: tutte le coppie che saranno in galleria il 31 gennaio sono invitate a postare selfie davanti alle loro opere preferite sul social, utilizzando i tag @UffiziGalleries e hashtag #DoniDay e condividendo gli scatti sul profilo del museo, che ritwitterà le foto più belle durante la giornata.

I Doni, famiglia di ricchissimi collezionisti e mecenati fiorentini, furono tra i protagonisti indiscussi del mercato dell’arte a cavallo tra ‘400 e ‘500: solo loro, oltre al Papa, ebbero la possibilità di commissionare opere sia a Raffaello che a Michelangelo. Nell’ambito della Festa dei Doni, saranno a disposizione dei visitatori per tutta la giornata esperti che racconteranno la storia del matrimonio tra Agnolo e Maddalena e focus di approfondimento dedicati ai loro Ritratti realizzati da Raffaello.

LILIANA SEGRE: LA SUA MEMORIA SULLE ALI DI RONDINE,CITTADELLA DELLA PACE (AREZZO)


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La testimonianza di Liliana Segre è un «bene comune» non solo per Rondine, ma per Arezzo e la Toscana, per il Paese e per la tutta la comunità internazionale. Per questo il presidente della Cittadella della Pace Franco Vaccari chiama all’appello le istituzioni, gli attori del mondo della cultura e la società civile a collaborare per questo grande passaggio di testimone

Rondine Cittadella della Pace, organizzazione internazionale impegnata da oltre vent’anni nella riduzione dei conflitti armati nel mondo attraverso la formazione di giovani leader “nemici”, che provengono dai luoghi di guerra per diventare leader globali di pace, sarà l’erede privilegiato del patrimonio morale, del messaggio di pace e speranza di Liliana Segre. La senatrice a vita, dopo oltre 30 anni di ininterrotta testimonianza, soprattutto ai giovani italiani, degli orrori vissuti nel campo di sterminio di Auschwitz, consegnerà per l’ultima volta agli studenti della Cittadella della Pace il suo testimone, durante un evento che raccoglierà giovani dall’Italia e dal mondo.

Sostenitrice fin dal suo nascere di Rondine e del suo metodo innovativo di trasformazione creativa dei conflitti, Liliana Segre è una testimonial speciale della Cittadella della Pace che ha affiancato in numerosi progetti e incontri. Il fondatore e presidente di Rondine, Franco Vaccari, suo amico da oltre venticinque anni, l’ha sentita e voluta al cuore dell’esperienza educativo-formativa perché nel piccolo borgo aretino i giovani italiani e internazionali imparano quotidianamente la convivenza pacifica riscoprendo la persona nel proprio “nemico”, trasformando i sentimenti ostili e di odio, esattamente come Liliana Segre scelse di fare, il giorno della sua liberazione, al termine della cosiddetta «marcia della morte», rinunciando a farsi giustizia e a uccidere il proprio aguzzino.

Ed è proprio sul valore della relazione e dell’amicizia che Liliana Segre ha deciso di voler affidare la propria memoria a Rondine. La Senatrice, in diretta nazionale a Che tempo che fa, la trasmissione di RAI 2, ha mostrato il suo pubblico sostegno e riconoscimento per il lavoro dell’organizzazione. “Ho degli amici speciali da una ventina d’anni che stanno in un posto che si chiama Rondine, un gruppo di persone che nel piccolo paesino ha realizzato uno studentato per amici-nemici. Qui convivono serbi e croati, israeliani e palestinesi, tutsi e hutu, ragazzi provenienti da territori in conflitto ha affermato, annunciando di voler concludere la sua esperienza di testimonianza alle scuole proprio “in questo luogo meraviglioso in cui si parla di pace, espressione di quello che spero nella mia vita di poter vedere”.

Il passaggio del testimone avverrà durante un evento cui parteciperanno giovani dall’Italia e da molte parti del mondo, Istituzioni e personalità della massima autorevolezza e, per la forza culturale che possiede, avrà una portata storica. “Liliana è un «bene comune» troppo grande per essere accolto unicamente da Rondine. Come i beni comuni più preziosi, questa eredità la accoglieremo insieme ad altri – afferma Franco Vaccariformeremo un comitato a livello nazionale dove soggetti pubblici e privati concorreranno al successo dell’operazione. Abbiamo già le prime entusiastiche disponibilità”.

L’evento avrà una forte apertura internazionale sia perché il «bene comune» Liliana Segre è riconosciuto come tale a livello internazionale – mercoledì 29 parlerà al Parlamento Europeo – sia perché incrocia la campagna globale “Leaders for Peace” lanciata da Rondine alle Nazioni Unite a New York un anno fa, e in cui molti paesi sono coinvolti per aderire all’appello già sostenuto da Papa Francesco, dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e firmato a Rondine dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

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Liliana SegreCome noto, a Liliana Segre è dedicata una delle 12 grandi storie raccontate nel libro “Italiani o It-alieni? / Come giocare (in 12 mosse) la ‘Carta’ della cittadinanza attiva”, di Roberto Alborghetti, edito da Funtasy Editrice, con grafica e tavole di Eleonora Moretti. Il libro, accolto da grande interesse anche da parte delle istituzioni, è una coinvolgente guida, ideale per accompagnare le ore di Educazione Civica a  scuola. La prefazione è a cura di Antonio Decaro, Presidente nazionale ANCI. A Liliana Segre è dedicato il capitolo 3 (Terzo Principio Fondamentale della Costituzione Italiana). Per info: funtasyeditrice@gmail.com

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“PENSA SE..”: GLI ALUNNI DI BARI-PALESE (27°CIRCOLO DIDATTICO) NEL GIORNO DELLA MEMORIA


Bari Pal 27 1 2020

di Mariella Maiorano

Condivido con i lettori di OKAY! l’attività svolta in classe per celebrare il GIORNO DELLA MEMORIA. Nel pieno rispetto della sensibilità e dell’età degli alunni, dopo la lettura di una semplice biografia di Anna Frank, dopo una conversazione e un brainstorming sulla triste pagina della SHOAH,  i bambini e le bambine della CLASSE 2^ A del Plesso DUCA D’AOSTA del 27^ CIRCOLO DIDATTICO di BARI-PALESE, scrivono le loro riflessioni…

PENSA SE… (Clicca il link e leggi)
RIFLESSIONI SUL GIORNO DELLA Riflessioni sul GIORNO DELLA MEMORIA

I pensieri sono stati scritti a scuola in assoluta autonomia. La guida dell’insegnante si è limitata all’uso corretto del congiuntivo e del condizionale, modi verbali non ancora noti alla classe.
Ins. Mariella Maiorano
27^ CIRCOLO DIDATTICO BARI-PALESE
DIRIGENTE SCOLASTICO: ANGELO PANEBIANCO

CONTO ALLA ROVESCIA PER LE OLIMPIADI CREATIVE NINTENDO LABO: ECCO AL LAVORO LE CLASSI 2E E 3E DI UNA SCUOLA SECONDARIA


 Incomincia il conto alla rovescia per le classi che hanno aderito al grande progetto delle OLIMPIADI CREATIVE NONTENDO LABO! Fervono i lavori e gli insegnanti ci inviano in anteprima un “indizio” di quello che i ragazzi stanno preparando.

Una scuola secondaria ci aggiorna con qualche immagine e ci racconta che le classi seconde stanno sviluppando il tema degli animali in via di estinzione, studiano le differenze tra le specie a rischio e quelle vulnerabili. Le macchinine verranno decorate seguendo gli spunti offerti dai ragazzi e relativi ai soggetti animali in collaborazione con le docenti di arte. A partire da questo mese, affronteranno poi il tema dell’ecosostenibilità.

Le terze, invece, hanno concluso la decorazione delle macchinine relativamente al tema luna e spazio e gli spunti sono stati tratti da alcuni quadri di Van Gogh, come si vede dalle foto.  Tecnologia, manualità, arte si uniscono per arricchire il programma didattico di esperienze coinvolgenti, dove lo studio viene affrontato in maniera costruttiva, lavorando insieme, divertendosi.

LIVORNO: CONVEGNO E MOSTRA PER CELEBRARE L’ARTE DI MODIGLIANI


Modigliani ebreo livornese: storia familiare e formazione di un genio” è’ il tema del convegno internazionale di studi che ha riunito a Livorno, città natale del grande pittore, studiosi e ricercatori di prestigiose università e istituti di ricerca d’Italia, Francia, Israele ed USA. L’evento ha avuto luogo il 22 e 23 gennaio al Museo provinciale di Storia Naturale (via Roma, 234) ed è rientrato tra le iniziative organizzate dal Comune di Livorno in occasione del centenario della morte di Amedeo Modigliani (avvenuta il 24 gennaio del 1920 a Parigi), a partire dall’importante mostra in corso fino al 16 febbraio 2020 al Museo della Città di Livorno “Modigliani e l’avventura di Montparnasse. Capolavori dalle collezioni Netter e Alexandre”.

Ideato dall’Istituto Restellini di Parigi con la collaborazione scientifica del prof. Paolo Edoardo Fornaciari, il convegno ha avuto l’obiettivo centrale di voler aprire un focus sulla formazione di Amedeo Modigliani nei primi 15 anni della sua esistenza, come livornese ebreo educato e cresciuto nella comunità di Livorno. Si è trattato insomma di indagare e approfondire, più che il Modigliani pittore, il giovane Amedeo detto “Dedo” (così da ragazzo veniva chiamato in famiglia) prima di Modì (il pittore parigino), puntando l’attenzione sull’ambiente che lo plasmò, con particolare riguardo al peso ed all’influsso del teologo cabbalista livornese Elia Benamozegh. Contestualmente, una sessione ha avuto come finalità una riflessione generale sul rapporto arte\ebraismo.

L’esposizione “Modigliani e l’avventura di Montparnasse”, fortemente voluta dal Comune di Livorno, ha l’obiettivo di far ritornare nella sua città natale “Dedo” in occasione del centesimo anniversario della sua scomparsa. Era il 22 gennaio 1920 quando Amedeo Modigliani è ricoverato, incosciente, all’ospedale della Carità di Parigi dove muore, due giorni dopo, all’età di 36 anni, di meningite tubercolare, malattia incurabile al tempo, che era riuscito, miracolosamente, a sconfiggere vent’anni prima.  Il giorno della sua morte Parigi e il mondo intero perdono uno dei più grandi artisti di tutti i tempi. Con il suo stile inconfondibile era riuscito a rendere immortali i suoi amici, le sue compagne e amanti, i collezionisti e i volti ‘eroici’ dei figli della notte parigina.

Nei quartieri di Montparnasse e di Montmartre, Modigliani aveva stretto amicizia con Guillaume Apollinaire, Chaïm Soutine, Paul Guillaume, Blaise Cendrars, Andrè Derain e Maurice Utrillo ed era da tutti ammirato per la sua cultura, il suo fascino e il suo carisma. Egli incantava per il suo talento geniale e l’approccio intransigente all’arte, per la sua bellezza e per la sua passionalità mediterranea. La sua vita era però anche prigioniera dell’alcol e delle droghe, Modigliani non si risparmiava e sfidava ogni giorno la morte cercando nell’arte una via di fuga al suo tragico destino.

Grande rivale di Modì, così era conosciuto Amedeo a Parigi, era Pablo Picasso, che il pittore di Livorno ammirava e odiava. Picasso era però affascinato dal giovane artista italiano, e dalle sue opere in cui si rispecchiava tutta la bellezza dell’arte rinascimentale espressa con un linguaggio assolutamente moderno.

L’esposizione (Museo della Città di Livorno, aperta fino al 16 febbraio 2020), è organizzata dal Comune di Livorno insieme all’Istituto Restellini di Parigi con la partecipazione della Fondazione Livorno. E’ curata da Marc Restellini con il coordinamento di Sergio Risaliti ed offre al pubblico l’occasione di ammirare ben 14 dipinti e 12 disegni di Modigliani raramente esposti al pubblico. Sono eccezionalmente riuniti i dipinti e disegni appartenuti ai due collezionisti più importanti che lo hanno accompagnato e sostenuto nella sua vita: Paul Alexandre e  Jonas Netter.  Insieme alle opere di Modigliani sono esposti, inoltre, un centinaio di altri capolavori, anch’essi collezionati da Jonas Netter a partire dal 1915, opere rappresentative della grande École de Paris.

 

 

COLAZIONI DOMENICALI CON LA SCIENZA AL MUSEO GALILEO DI FIRENZE


Gli appuntamenti delle “Botteghe della scienza”, giunti quest’anno alla terza edizione, sono stati ideati con l’obiettivo di dar voce alle attività artigiane del territorio, in modo da recuperarne la memoria ed evidenziarne la preziosa manualità. L’intento del ciclo di appuntamenti è quello di diffondere alle nuove generazioni antichi saperi, mettendo una sorta di lente di ingrandimento sulla parte scientifica, sui processi fisici e chimici che conducono alla produzione di pregiati manufatti.

Il nuovo calendario 2020 è stato presentato il 21 gennaio, presso la Sala Borsa della Camera di Commercio di Firenze, che rinnova così la collaborazione con il Museo Galileo dopo le suggestive proiezioni che hanno animato le facciate dei due edifici di Piazza dei Giudici durante il Firenze Light Festival: nel corso della presentazione, una stampante 3D – messa a disposizione da Kentstrapper Srl – ha riprodotto un cannocchiale galileiano che, nelle mani di abili artigiani, è stato integrato con opere di alto artigianato fiorentino, quali le lenti speciali ed il rivestimento in pregiata carta fiorentina. Scienza, artigianato e tecnologie digitali uniti, quindi, per realizzare eleganti oggetti che saranno protagonisti di eventi didattici per la divulgazione scientifica al Museo Galileo.

COLAZIONE AL MUSEO 2020

Dal 26 gennaio al 3 maggio 2020 – la domenica alle 11 – il Museo Galileo diventa un luogo di aggregazione e di incontro. Dopo una gustosa colazione fornita dall’Antica Pasticceria Caffè S. Firenze, i partecipanti assisteranno a dimostrazioni pratiche e al termine riceveranno un’utile guida per poter replicare autonomamente le attività svolte. L’edizione di quest’anno presenta due importanti novità: la tecnica di lavorazione della creta e l’uso del tornio per mezzo della forza centrifuga, oltre a un appuntamento sullo sviluppo delle lenti, da Galileo alla moderna ottica per la correzione dei difetti visivi.

COLAZIONE AL MUSEO 2020 – Domenica, ore 11
26 gennaio 2020 Lenti, occhiali e cannocchiali
2 febbraio 2020 Arte e scienza della doratura
9 febbraio 2020 La preziosa veste dei cannocchiali. Laboratorio di carta fiorentina
16 febbraio 2020 Un mondo blu. La tecnica della cianotipia
23 febbraio 2020 Il tornio del vasaio e la forza centrifuga
1 marzo 2020 Il ritratto del bisnonno. La fotografia al collodio umido
8 marzo 2020 Alchimie di colori. L’arte della scagliola
15 marzo 2020 Il motore a scoppio: la nuova forza motrice del XIX secolo
22 marzo 2020 Parrucche e trucco: lo specchio di un’epoca
29 marzo 2020 Listratura e lucidatura. I segreti dell’ebanista
5 aprile 2020 La pittura di pietra. L’antica arte del commesso fiorentino
19 aprile 2020 Disegnare con la camera oscura
26 aprile 2020 Trama e ordito. La matematica del telaio
3 maggio 2020 Meridiane e orologi solari. Alla ricerca del Tempo Vero

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Tel. 055 265311; weekend@museogalileo.it

Lunedì-venerdì 9.00-18.00; sabato 9.00-13.00

Costo € 3,00 + il biglietto d’ingresso

Riduzioni per i soci UniCoop Firenze

GIORNO DELLA MEMORIA 2020: MESSAGGI DALLA SCUOLA DI MONTEFALCONE V.F (BN)


Testi, plastici, disegni e messaggio per il Giorno della Memoria 2020 dagli alunni della Scuola Primaria di Montefalcone Val Fortore, Benevento. Come commenta la docente Rosaria Pappone, è stata una  esperienza di riflessione “per non dimenticare un brutto periodo storico e educare le nuove generazioni affinché non succeda più”.

GIORNO DELLA MEMORIA 2020: AGLI UFFIZI DI FIRENZE MATTINATA SULLA SHOAH


Uffizi

Oggi la giornata di studio nell’Auditorium Vasari sul tema: “Dalle persone alle cose: le collezioni ebraiche deportate e il ruolo dello stato”

Centinaia di migliaia di opere d’arte trafugate dai nazisti durante gli anni della seconda Guerra Mondiale: è questo il triste bilancio di intere collezioni ebraiche, letteralmente deportate, strappate a famiglie e sinagoghe mentre si destinavano i legittimi proprietari a morire nei campi di concentramento. Dopo l’appello dello scorso anno del direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, affinché nel mondo i governi facciano di più, istituendo “commissioni che si impegnino attivamente” nel recupero dei beni sottratti, seguendo l’esempio virtuoso dell’Italia con il Nucleo di Tutela dei Carabinieri, il museo fiorentino approfondirà il tema con la mattinata di studio che si terrà venerdì 24 gennaio nell’Auditorium Vasari degli Uffizi sul tema: “Dalle persone alle cose: le collezioni ebraiche deportate e il ruolo dello Stato”.

Sono trascorsi 75 anni dal 27 gennaio 1945, quando i cancelli del lager di Auschwitz si aprirono mostrando al mondo intero non solo i sopravvissuti e testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati dai nazisti contro i dissidenti, le minoranze etniche, i vinti, e soprattutto il popolo ebraico.

A distanza di venti anni da quando è stata istituita la Giornata della Memoria in Italia, agli Uffizi, qualche giorno in anticipo, se ne celebra il quinto anniversario e iniziative come la giornata di studio del 24 gennaio rappresentano un momento di confronto rivolto non solo alla cittadinanza, ma anche e principalmente alle scuole di Firenze.

Si tratta di un percorso coerente – spiega Claudio Di Benedetto, curatore dell’iniziativa insieme al direttore Schmidt – L’incontro di venerdì rappresenterà la quinta tessera di un mosaico che stiamo formando. L’intento è quello di comporre un quadro di vicende legate all’arte attraverso protagonisti dentro e fuori della comunità ebraica”.

Si parlerà non soltanto di opere come il dipinto di Silvestro Lega trafugato dai nazisti e mai recuperato, ma anche di storie di successi, come la raccolta artistica di Moisé Supino frammentata in differenti collezioni ma per fortuna mai dispersa del tutto.

Questi incontri – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidtsono momenti importanti di approfondimento e confronto, ma fin da quando sono stati concepiti l’intento non è stato quello di rivolgersi ad un pubblico di settore. Vogliamo parlare a tutti, soprattutto ai giovani, perché è importante che loro sappiano e possano riflettere. È importante commemorare le vittime della Shoah e soprattutto è fondamentale ricordare queste pagine nere di Storia, ancora così vicine a noi, per capirne i meccanismi e impedire che aberrazioni simili possano accadere in futuro. Quando guardo qualche opera recuperata dai carabinieri e ingiustamente razziata dai nazisti, vedo sempre gli sguardi di tantissime famiglie, di intere comunità ingiustamente derubate, che si sono posati nei secoli su queste collezioni. Recuperando le opere, la memoria delle persone sterminate esce dal buio”.