CORONAVIRUS: SOSPENSIONE ATTIVITA’ FORMATIVE NEGLI ATENEI LOMBARDI FINO A SABATO 7 MARZO


DSCN0082

Milano – Foto: Roberto Alborghetti

Le Università della Lombardia ritengono che siano ancora attuali le ragioni cautelative che hanno condotto a sospendere le attività didattiche nella settimana iniziata con lunedì 24 febbraio 2020. Pertanto – è detto in un comunicato – per sereno funzionamento delle attività istituzionali di tutti gli atenei lombardi, le attività formative in presenza sono sospese fino a sabato 7 marzo p.v.

Al fine di contenere gli effetti negativi di questa emergenza, tutte le Università della Lombardia si sono nel frattempo attivate per offrire agli studenti forme di didattica a distanza, secondo modalità proprie di ogni singolo Ateneo. Le informazioni di dettaglio sono disponibili sui siti dei singoli Atenei e vengono comunicate e aggiornate in modo dettagliato a tutte le comunità accademiche.

Ogni Ateneo lombardo sta lavorando all’analisi dei diversi scenari possibili e all’individuazione delle opportune soluzioni da adottare sia nel breve sia nel medio/lungo periodo, in particolare sul fronte dell’organizzazione delle attività didattiche.

La prospettiva è che tutte le attività possano riprendere lunedì 9 marzo p.v. L’azione di monitoraggio della  Conferenza dei Rettori è continua e proseguirà in stretto contatto con le Autorità civili e sanitarie nazionali e locali, aggiornando con tempestività studenti, personale e cittadinanza.

LA ROCCA DI ANGERA: ATTIVITA’ DIDATTICHE SUL LAGO MAGGIORE (VARESE)


 

Banner

https://okayscuola.wordpress.com/in-gara-con-la-rocca-di-angera-il-bando/

La suggestiva Rocca di Angera è al centro della grande iniziativa rivolta al mondo scolastico, “UNA ROCCA DI COLORI”. Ma vediamo da vicino cosa ci riserva questa importante e storica realtà architettonica e culturale. 

Il castello medievale che domina la sponda lombarda del Lago Maggiore è lo spazio ideale dove poter svolgere attività didattiche e ludiche dedicate a bambini e ragazzi della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria.
Attraverso il gioco e le varie proposte, scoprire la storia e l’arte della Rocca di Angera diventerà un divertente viaggio nel tempo.
Il giardino medievale si trasforma nel luogo perfetto per scoprire nuove e inusuali varietà botaniche, apprezzare la semplicità delle piante anticamente coltivate e lasciarsi sorprendere dal ciclo vitale della natura che si trasforma ad ogni stagione.
La collezione del Museo della Bambola e del Giocattolo – il più grande d’Europa, vi stupirà con gli automi provenienti da ogni parte del mondo, raccontando il mondo del gioco nei secoli passati.

Le proposte della Rocca di Angera sono varie e adatte a ogni tipo di esigenza.
Laboratori didattici
 per scoprire i segreti del castello e della sua storia attraverso quesiti ed enigmi, visite gioco e percorsi animatiavventure in costume per vivere in prima persona le gesta di impavidi eroi e personaggi leggendari conosciuti solo nei libri.

Scarica il tariffario

LA STORIA

In posizione strategica per il controllo dei traffici, la tradizione storiografica lega le vicende di Angera alla casata dei Visconti e alla sua affermazione dopo la vittoria della battaglia di Desio del 1277, celebrata negli affreschi della Sala di Giustizia.
Con i Visconti, la Rocca è al centro di importanti lavori di ricostruzione e ampliamento che si protrarranno per più di un secolo.
All’epoca della Repubblica Ambrosiana, il Consiglio dei Novecento della città di Milano ratifica l’acquisto di Angera, della rocca e della sua pieve da parte di Vitaliano I Borromeo per la cifra di 12.800 lire imperiali il 18 gennaio 1449.
La Rocca di Angera diventa così dimora e simbolo dell’ordinamento politico della famiglia a cui ancora oggi appartiene.

Nel 1623, quando il cardinale Federico Borromeo fu insignito da Filippo IV di Spagna del titolo del marchesato di Angera, la rocca si trovava in uno stato di grande abbandono. Il perito che il cardinale aveva inviato sul posto suggerì di procedere alle riparazioni essenziali, ma poco più tardi, per iniziativa prima di Giulio Cesare III (1593-1672) e poi di Antonio Renato Borromeo (1632-1686), la rocca fu ampiamente restaurata. Per la decorazione furono impegnati, nella seconda metà del Seicento, pittori milanesi di primo piano (tra gli altri, i fratelli Santagostino, Antonio Busca, Filippo Abbiati). Nel clima di sorda opposizione al Governatorato spagnolo, i Borromeo, con la realizzazione del ciclo di tele dedicato ai Fasti

Borromeo e dei ritratti di personaggi storici della dinastia (1673-1685), fecero della rocca uno dei monumenti emblematici della storia famigliare, destinato ad illustrare l’antichità e la potenza del casato. Negli ultimi anni la Rocca di Angera è stata oggetto di un attento restauro voluto dalla Principessa Bona Borromeo che ha voluto restituire al Castello il suo antico splendore e regalare ai visitatori le sue raffinate collezioni, dando vita al Museo della Bambola e del Giocattolo più grande d’Europa. Ultima campagna di restauro l’Ala Scaligera nel 2017 dove oggi prendono forma progetti di arte contemporanea.

ECCO IL BANDO DI PARTECIPAZIONE:

https://okayscuola.wordpress.com/in-gara-con-la-rocca-di-angera-il-bando/

PIEMONTE: STUDENTI DI MEDICINA VOLONTARI PER IL NUMERO VERDE SANITARIO SUL CORONAVIRUS


DSCN7335

Da ieri 27 febbraio e fino all’11 marzo con possibilità di proroga, 78 studenti della Scuola di Medicina dell’Università di Torino, coordinati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte sul Coronavirus “Covid19”, sono impegnati nel garantire volontariamente la copertura 24 ore su 24 di due postazioni telefoniche del numero verde sanitario 800 19 20 20 per dare informazioni ai cittadini sulle misure da adottare per fronteggiare in maniera corretta la situazione.

L’iniziativa coinvolge neolaureati e studenti del V e VI anno dei due corsi di laurea di medicina e chirurgia iscritti a Torino e Orbassano. Il numero verde 800 19 20 20, istituito dall’Unità di crisi della Regione Piemonte sul Coronavirus “Covid19”, è attivo 24 ore su 24 ed è a disposizione di tutti i cittadini che abbiano il dubbio di aver contratto il virus. Gli studenti di medicina dell’Università di Torino che risponderanno al telefono eseguiranno un pre-triage, una sorta di prima valutazione, e, sulla base di una serie di domande e risposte, indicheranno al paziente cosa fare o dove recarsi per ottenere la risposta assistenziale più appropriata. Il servizio infatti, è stato organizzato per alleggerire i numeri dedicati normalmente all’emergenza dal grande flusso di chiamate che in queste ore sta intasando i centralini del 112 e 118.

“L’Università di Torino sta seguendo con grande impegno l’evoluzione dei fatti relativi alla diffusione del Coronavirus in diretto contatto con le autorità” dichiara il Rettore dell’Università di Torino Stefano Geuna“Questa lodevole iniziativa, che denota un alto senso civico dei nostri studenti e l’acquisizione di una sensibilità medica che tutto il corpo docente ha loro trasmesso, permette di contribuire attivamente alla risposta eccezionale a garanzia della salute pubblica e offrire un primo contributo alle istituzioni impegnate in un servizio straordinario”.

LANCIANO (CH): LE PAROLE DELLA “GENERAZIONE SOCIAL” ALL’IC D’ANNUNZIO


20200217_165251_resized_1

20200217_165157_resized

Un libro come “Social o dis-social?” diventa non solo una opportunità di lettura, ma anche e soprattutto uno strumento di lavoro didattico in classe. E’ quanto è accaduto a Lanciano, la “Città del Miracolo, della Musica e delle Fiere”, in provincia di Chieti, presso l’Istituto Comprensivo “D’Annunzio”, guidato dalla DS prof.ssa Anna Di Nizio, dove nelle scorse giornate è stato promosso un evento che ha visto gli allievi riflettere, insieme a Roberto Alborghetti, autore del libro edito da  Funtasy Editrice, su come “stare (bene) nella Rete”.

In vista della giornata, le pagine del libro sono state oggetto di studio e ricerca, con la realizzazione di prodotti didattici, compreso anche un sondaggio (di cui parleremo prossimamente) coordinato dalla prof.ssa Caravaggio. Ecco nella fotogalleria alcuni dei lavori che, sulla base dei contenuti del libro, sono stati realizzati dagli allievi dell’IC D’Annunzio di Lanciano (Chieti). Interessante il lavoro di ricerca sulle “parole” introdotte dai social e nel linguaggio dell’era digitale.

Per info su incontri con autore, corsi di formazione docenti e prenotazione testi: funtasyeditrice@gmail.com

CORONAVIRUS E SCUOLE CHIUSE: LE PROPOSTE DI “SAVE THE CHILDREN”


DSCN0129

Circa 3,7 milioni di bambini, bambine e adolescenti hanno sospeso l’attività scolastica in seguito alle misure di prevenzione contro il Coronavirus assunte in diverse regioni italiane. Si tratta di più del 40% del totale degli alunni iscritti alle scuole dell’infanzia, primaria, secondaria di 1° e 2° grado, sia pubbliche che paritarie, pari a quasi 8,5 milioni di studenti, spiega Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.

“Con l’auspicio che la sospensione delle attività educative non debba protrarsi a lungo, riteniamo in ogni caso importante che ci si attrezzi per mettere in campo modalità educative, anche a distanza, tali da non interrompere il percorso scolastico e di apprendimento. Vanno in questa direzione anche le ultime dichiarazioni della Ministra dell’Istruzione – ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children – Allo stesso tempo, è indispensabile che ai bambini e alle bambine, sia a quelli che vivono nelle zone direttamente interessante dai provvedimenti che sull’intero territorio nazionale, sia assicurata una corretta informazione su ciò che sta accadendo, adatta alle diverse fasce di età. In particolare è importante, in questa fase, rispondere alle ansie e alle paure che tanti bambini stanno oggi vivendo di fronte alle continue notizie e allo sconvolgimento della vita quotidiana, promuovere comportamenti di prevenzione sempre opportuni e impedire il sorgere di ogni forma di discriminazione e di xenofobia”.

“Il fatto che – fortunatamente – il virus ad oggi sembra non colpire in particolare i bambini, non significa che questi non siano coinvolti nella situazione generale che li circonda. Consideriamo dunque necessario che ad ogni livello – a partire dal Ministero dell’Istruzione sino alle istituzioni regionali e locali – vengano attuate misure di protezione che considerino sempre con la massima attenzione i minori”, ha concluso Raffaela Milano.

AIUTO! C’E’ UN VIRUS PIU’ PERICOLOSO: LA COMUNICAZIONE OSSESSIVA E A VANVERA


Sì, c’è davvero un virus che di gran lunga è più pericoloso del coronavirus o del covid-19 o che dir si voglia. Rimarranno nella storia della comunicazione (?) queste giornate confuse, isteriche e psicotiche che stiamo vivendo in seguito alla manifestazione in Italia dei primi casi dell’ influenza virale esplosa in Cina nel dicembre scorso.

Il parossismo delle parole a vanvera ed in libertà, trasmesse in ogni istante, a piè sospinto su ogni canale, web o televisivo e satellitare, non ha precedenti. Una modalità ossessiva e compulsiva senza freni e fuori controllo. Con tutte le conseguenze che si sono innescate tra gli italiani, in un cortocircuito della confusione, della follia, della mancanza di qualsiasi tatto psicologico e di sensibilità comunicativa che sono i primi elementi da impiegare in una situazione come quella che stiamo vivendo.

Tutti si stanno improvvisando giornalisti ed esperti. Tutti tuttologi del virus e delle sue conseguenze. Dai TG ai salotti delle varie signore o signorine del pomeriggio, una valanga, anzi, uno tsunami di parole e chiacchiere alla rinfusa si è riversato per l’etere, causando non pochi problemi alla salute mentale del popolo italiano, tenuto sotto pressione da una violenza psicologica inaudita.Sì, panico panico… E poco rispetto per la sensibilità dei cittadini. Altro che social. Qui siamo davvero al livello dei dis-social più sfrenati.

Certo, tutto è lo specchio di una mancanza a monte: quella di coloro che gestiscono i destini della Nazione, incapaci di prendere in mano le redini di una comunicazione corretta e precisa, con l’aggravante poi delle inevitabili polemiche partitiche, in cui invece siamo molto navigati ed esperti. Poi ci stracciamo le vesti per il caos, per l’assalto ai supermercati – ci ricorda qualcosa: il manzoniano “forno delle Grucce“… – per l’impennata stellare dei prezzi, per lo stravolgimento di ogni regola della convivenza civile. Un virus, questo, più pericoloso del corona. E poi, in tutto questo schizofrenico bombardamento mediatico, nessuno ancora che spieghi perchè si chiama così, e poi perchè di colpo l’abbiamo visto trasformarsi in una sigla: COVID-19, che vuol dire Corona Virus Disease 2019, malattia causata dal virus SARS-CoV-2. 

Si è perso il buon senso. Si è smarrito il senso delle proporzioni. E la gerarchia degli avvenimenti in sè. Altrimenti dovremmo chiederci perchè non si parla del fatto che nel 2019 a Taranto sono stati accertati circa 1.500 decessi per via dell’alto tasso di inquinamento. O perchè in un anno sono stati contati circa 1.300 morti sul lavoro.  Oppure che dal 1° gennaio al 30 giugno scorso in Italia si sono verificati 82.048 incidenti stradali (in media, 453 al giorno: 19 ogni ora), che hanno causato 1.505 morti (8 al giorno: 1 ogni 3 ore) e 113.765 feriti (628 al giorno: 26 ogni ora). C’è qualcosa che non va nel sistema con cui si fa informazione e nel modo con cui si usano i social network.

E’ dunque doveroso chiederci: “Che cosa può fare il giornalismo per aiutare i cittadini in una situazione di emergenza o di potenziale emergenza?” Alberto Puliafito, di SlowNews, ha ricordato alcuni punti importanti, basati sulle stesse quattro finalità della Protezione Civile nei casi di emergenza. Ossia: previsione, prevenzione, soccorso e gestione dell’emergenza, ripristino. Il giornalismo di fatto dovrebbe operare secondo le medesime funzioni per aiutare i cittadini. In un contesto emergenziale o pre-emergenziale, quando si comunica ad un pubblico potenzialmente interessato dall’emergenza, bisognerebbe ricordarsi, prima di tutto, che i primi destinatari dell’informazione sono i cittadini che sono anche coinvolti nell’emergenza stessa. 

Per questo bisognerebbe:

  • fare molta attenzione ai titoli e alle immagini e ai video: il loro effetto è dirompente
  • evitare il ritmo eccessivo
  • evitare gli aggettivi
  • evitare ogni tipo di enfasi emotiva
  • enfatizzare, invece, tutto ciò che riguarda le informazioni di servizio e di necessità (ad esempio: aree a rischio, buone pratiche di prevenzione, contenuti delle ordinanze)
  • evitare il dichiarazionismo, cioè riportare virgolettati che hanno il solo scopo di amplificare concetti non utili al cittadino
  • evitare di dare  enfasi negativa alle eventuali misure precauzionali che le autorità competenti hanno reso necessarie, aumentando allo stesso tempo la vigilanza sulle modalità con cui vengono decise, progettate, applicate queste misure precauzionali. Spesso nelle situazioni di prevenzione o di emergenza vengono prese decisioni che sembrano strane o spaventose (per esempio: i treni che non fermano nelle stazioni di un focolaio di una malattia, le università chiuse, l’invito a ridurre la socialità).
  • evitare di far pensare al peggio (nel caso del coronavirus, per dire, è inutile enfatizzare il conteggio di contagiati e morti. Le misure precauzionali vengono prese non tanto per la letalità della malattia quanto per evitare che si diffonda troppo, visto che per ora non esiste alcun vaccino)
  • evitare di diffondere il panico e di generare ansia (a titolo esemplificativo: usare immagini “shock”, la parola “paura” nei titoli, farcire di pallini rossi lampeggianti le homepage dei siti di informazione, aumentare a dismisura le dimensioni del font, replicare all’infinito condivisioni sui social con il conto di contagiati / feriti / morti.
  • fare una moratoria sullo shock, suggerendo la sospensione dai nostri articoli di tutte le parole enfatiche tipo «shock (o choc), emergenza, urgenza, incredibile, straordinario, impossibile, eccezionale, geniale, capolavoro» e simili)
  • spiegare per filo e per segno tutti i concetti legati allo stato d’emergenza, in maniera semplice e lineare, in modo che sia chiaro per tutti che cosa comporta: il cittadino non è tenuto a sapere cosa voglia dire “zona rossa”, è un termine che fa già paura da solo;
  • vigilare su eventuali abusi di potere nello stato d’emergenza, vigilare sulle ordinanze, sulle dichiarazioni che vanno verificate, sulla competenza di chi prende decisioni, sugli interessi economici prima, durante e dopo l’emergenza, senza insinuare e senza lasciare spazi di manovra al complottismo

In definitiva, come dice PuliaFito, sforzarsi di verificare, verificare, verificare. Il virus trasformato in un terribile show è quanto di più criminale ci possa essere.

Ecco l’articolo pubblicato su SlowNews:

Giornalisti e cittadini ai tempi dell’emergenza

PREMIO KIWANIS FAMIGLIA 2020: LE SCUOLE PREMIATE SUL PODIO


 

Ecco una fotogalleria dedicata alla premiazione dell’iniziativa “Ti parlo della mia famiglia”, promossa da Kiwanis International, Kiwanis Club Bergamo S. Alessandro e dal mensile Okay! Rappresentanze scolastiche giunte da varie parti d’Italia si sono ritrovate, sabato 22 febbraio, a Bergamo, presso la Sala Viterbi del Palazzo della Provincia, per ricevere il riconoscimento assegnato per avere svolto i migliori lavori sul tema della realtà famigliare.

Quasi mille, tra testi e disegni, gli elaborati complessivamente prodotti. Un grande impegno che è stato sottolineato, nei saluti di benvenuto, da Carlo Bruno e Anna Scarpellini di Kiwanis, da Romina Russo, assessore della Provincia di Bergamo e di Marcella Maina assessore alle Politiche Sociali del Comune di Bergamo. E’ intervenuto anche Roberto Alborghetti, direttore di Okay! . Presenti numerosi associati di Kiwanis Club Bergamo S.Alessandro, con la vicepresidente Gabriella Bassoli.

Numerose le delegazioni scolastiche presenti, come quella dell’IC 2 di Pontecorvo (Fr), della Scuola media Boiardo di Ferrara, della Primaria delle Suore Domenicane di Testona di Moncalieri (To) e dell’IC di Viale Liguria di Rozzano (Mi). Nella Sala Viterbi erano esposti alcuni dei lavori pervenuti, molto apprezzati ed applauditi da tutti.

Molto apprezzati i premi distribuiti alle scuole ed ai singoli (assegni per acquisto di materiale didattico)  oltre a kit distribuiti ai presenti e  contenenti libri de I Quindici. Un vivo ringraziamento a quanti a vario titolo hanno collaborato nella realizzazione di un evento attraverso cui i giovanissimi hanno sottolineato l’importanza della famiglia.

PIU’ DI 600 STUDENTI AGLI INCONTRI IN ABRUZZO SU “COME STARE (BENE) NELLA RETE”


 

“E’ vero che c’è il rischio di epilessia fotosensibile se si sta ore ed ore incollati allo schermo e ai videogiochi della playstation? I telefonini sono sicuri per la salute? A quale età si può avere il profilo sui social? Non si può fare nulla contro i bulli e i cyberbulli? Come ci si può proteggere dalla luce blu dei dispositivi elettronici? Quali sono i videogiochi che creano dipendenza? Come non cadere nel rischio di diventare hikikomori? Ma perchè su TikTok ci sono video molto violenti?”.

Queste domande, e tante altre ancora, sono state rivolte a Roberto Alborghetti negli incontri sul libro “Social o dis-social?” (Funtasy Editrice) tenuti in Abruzzo, in provincia di Chieti, con appuntamenti indirizzati agli allievi, ai loro genitori e ai cittadini. Il libro-guida che aiuta a gestire e a misurare “il modo di stare (bene) nella Rete” ha appassionato centinaia di ragazze e ragazzi – oltre 600 – che l’autore ha incontrato nell’arco di distinte giornate. Gli eventi sono stati coordinati da Edit Inform, rappresentata da Luca Flacco e Giovanni Felice, che con Paolo Sandini di Funtasy Editrice hanno seguito l’organizzazione dell’intenso programma, che ha coinvolto tre città: Lanciano, San Salvo e Paglieta.      

IC D’ANNUNZIO, LANCIANO (CH)

La giornata “Social o dis-social?” si è tenuta a Lanciano, la “Città del Miracolo, della Musica e delle Fiere”, in provincia di Chieti, presso l’Istituto Comprensivo “D’Annunzio”, guidato dalla DS prof.ssa Anna Di Nizio. Un evento riuscito e molto partecipato che ha visto gli allievi riflettere, insieme a Roberto Alborghetti, autore del libro, su come “stare (bene) nella Rete”. Roberto ha incontrato gli studenti in due distinti momenti affrontando temi ed aspetti che riguardano l’uso consapevole della tecnologia, con particolare riferimento alla prevenzione dei fenomeni del cyberbullismo, del linguaggio di odio in Rete e delle fake news. In serata, alle ore 18, presso il Polo Museale di via Santo Spirito 77, si è svolto un incontro che ha visto una bella partecipazione dei genitori degli allievi dell’Istituto.

Hanno portato il saluto la DS prof.ssa Anna Di Nizio, la docente Caravaggio (che ha illustrato i contenuti del questionario suggerito nelle pagine di “Social o dis-social?”), il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo, presente con il vicesindaco Giacinto Verna. Prossimamente dedicheremo spazio ai lavori che, sulla base dei contenuti del libro, sono stati realizzati dagli allievi dell’IC D’Annunzio di Lanciano.

IC SALVO D’ACQUISTO, SAN SALVO (CH)

Molto riuscita anche a San Salvo (Chieti), presso l’IC1 “Salvo D’Acquisto” diretto dalla prof.ssa Annarosa Costantini, la giornata degli incontri sui contenuti del libro “Social o dis-social? / Misura il tuo modo di stare (bene) nella Rete” (Funtasy Editrice). L’autore, Roberto Alborghetti ha incontrato allievi e genitori nel corso di un evento molto partecipato, realizzato con la  collaborazione e il sostegno di Metamer / L’energia accanto a te, realtà produttiva espressione del territorio.

Nella mattinata, Alborghetti ha dialogato con le classi 5A e 5B della scuola Primaria e successivamente con le classi della Scuola Secondaria 1°: la 1D, la 1E e la 1G. Quattro ore che gli allievi hanno seguito nella massima attenzione, avviando con l’autore un coinvolgente dibattito sulle problematiche che gli stessi giovanissimi vivono quotidianamente nella loro frequentazione della Rete.

Nel pomeriggio, ha avuto luogo un pubblico incontro con i genitori degli alunni, le istituzioni del territorio e lo sponsor, sempre sui temi dell’uso consapevole della tecnologia, nell’ottica della prevenzione dei fenomeno del bullismo e cyberbullismo. Gli incontri – aperti dalla Dirigente Annarosa Costantini – hanno visto una bella e numerosa partecipazione da parte dei genitori e dei cittadini. E’ intervenuta anche la vice sindaco, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, assessore Maria Travaglini. Prossimamente, sempre su questo sito, presenteremo alcuni dei lavori didattici che i ragazzi hanno realizzato in classe sui temi del libro “Social o dis-social?”.

IC BENEDETTO CROCE, PAGLIETA (CH)

Grande interesse e partecipazione anche a Paglieta, nella Valle del Sangro, in provincia di Chieti, presso lIstituto comprensivo “Benedetto Croce”, guidato dalla DS prof.ssa Lara Di Luigi. L’iniziativa, ha coinvolto gli allievi delle classi quinte della Primaria e della classi prime e seconde della Secondaria di 1°.

Nel tardo pomeriggio, presso la bella Sala Polifunzionale del Comune, si è tenuto un incontro con i genitori e la cittadinanza, ai quali sono state restituite le impressioni, le domande e quanto uscito nella mattinata negli incontri con gli allievi. Sono intervenuti la Dirigente prof.ssa Lara Di Luigi e il sindaco di Paglieta, avv. Ernesto Graziani, e numerosi docenti in servizio presso l’IC Croce. I temi dell’incontro hanno riguardato la stretta attualità e la necessità di un uso responsabile dei dispositivi digitali, della Rete, dei social e delle chat. Roberto Alborghetti, come del resto scrive nel libro, suggerisce non solo riflessioni, ma proposte concrete, che i ragazzi e le ragazze dell’IC Croce hanno dimostrato di condividere.

Davvero grande l’attenzione con cui studenti e genitori hanno partecipato agli eventi in Abruzzo, ponendo domande ed interrogativi, soprattutto sulle questioni legate alla sicurezza e al benessere personale. Molto avvertite le preoccupazioni sul tempo, sempre più esteso, che i ragazzi passano nelle chat, su alcuni social – è il caso di TikTok – che stanno occupando tempo e spazio nella vita dei preadolescenti, anche con modalità sempre più preoccupanti (si veda l’ultimo fenomeno bullistico, quello dei “rompicranio”, che sta già causando serie conseguenze sul piano della salute fisica). I docenti hanno sottolineato l’aspetto didattico del libro, che ora continuerà ad essere  approfondito durante le ore di lezione.

Nelle foto di Paolo Sandini: alcuni momenti degli incontri in Abruzzo.

Per info su incontri con autore, corsi di formazione docenti e prenotazione testi: funtasyeditrice@gmail.com

PREMIO KIWANIS FAMIGLIA 2020 / E’ L’ORA DELLA PREMIAZIONE: SCUOLE DA TUTTA ITALIA A BERGAMO


 

Delegazioni di scuole di tutta Italia a Bergamo, domani 22 febbraio, per  la cerimonia di premiazione di “Ti parlo della mia Famiglia 2020″, Quarta Edizione, promossa da Kiwanis Club S.Alessandro Bergamo ed Okay!  La cerimonia avrà luogo alle ore 15:30, presso la Sala Viterbi, nel Palazzo della Provincia di Bergamo, in via Torquato Tasso 8, nel centro di Bergamo.  La premiazione vede il Patrocinio del Comune di Bergamo, della Provincia di Bergamo e della Regione Lombardia.

Le scuole premiate sono state invitate a partecipare con una delegazione che, per motivi logistici, non deve superare le 10 persone. Ad ogni singolo allievo presente verrà donato un kit con prodotti didattici e pubblicazioni gentilmente offerte da I Quindici. Alle scuole sarà inoltre assegnato il premio previsto dall’iniziativa: un assegno circolare con una somma che potrà essere spesa liberamente (ogni Istituto dovrà indicare  l’esatta intestazione del proprio conto corrente bancario). 

L’iniziativa – che ha invitato le scuole a produrre elaborati sul tema della famiglia – ha raccolto anche quest’anno un’ampia adesione, affiancata da lavori di grande impatto, che offrono una lettura sulla realtà familiare oggi nel nostro Paese.

Per info e contatti:  Kiwanis Club S.Alessandro (329/1745776) o la  redazione di OKAY!: okayredazione@gmail.com .

 

TI PARLO DELLA MIA FAMIGLIA – PREMIO KIWANIS 2020

ECCO I PREMIATI EX-AEQUO DA KIWANIS CLUB S. ALESSANDRO

 

Scuole dell’Infanzia

SCUOLA INFANZIA

ISTITUTO COMPRENSIVO

DOCENTE REFERENTE: NON INDICATO

SAN GIOVANNI BIANCO, BG

*

SCUOLA INFANZIA “S. CARLO”

DOCENTE REFERENTE: MARA LEGRENZI

SPINONE AL LAGO, BG

*
Scuole Primarie

CLASSE QUINTA, SCUOLA PRIMARIA “MAGREGLIO”

IC VIA PARETO

DOCENTE REFERENTE: LUCIA CARICILLI

MILANO

*

CLASSI PRIMA E SECONDA

SCUOLA PRIMARIA PARITARIA

SUORE DOMENICANE

DOCENTI REFERENTI: DONATELLA BORCALLI BELTRAMO, MARIELLA SANTI, GABRIELLA GIORDANO

TESTONA DI MONCALIERI, TO

*

CLASSE SECONDA D,

SCUOLA PRIMARIA “F.MORETTI”

DOCENTE REFERENTE: LETTERINA OTTAVIO

ZANICA, BG

*

CLASSE PRIMA

CLASSI 1A E 2A, SCUOLA PRIMARIA

DOCENTE REFERENTE: ROSARIA PAPPONE

MONTEFALCONE VALFORTORE, BN

*

CLASSE 1 A

SCUOLA PRIMARIA “DUCA D’AOSTA” – PALESE

XXVII CIRCOLO DIDATTICO

DOCENTE REFERENTE: MARIELLA MAIORANO

BARI

*

SCUOLA PRIMARIA

CLASSI 3 A E B

DOCENTE REFERENTE: ANNA CORRIZZATO

FONTANIVA – PD

*

SCUOLA PRIMARIA “P. SARRO”

ISTITUTO COMPRENSIVO PONTECORVO 2

DOCENTI REFERENTI: VITTORIA CERRO, ANNA ABATECOLA

PONTECORVO, FR

*

SOFIA ANNA IORIO

SCUOLA PRIMARIA

DOCENTE REFERENTE: ANNITA SPIRITI

PICO, FR

*

SCUOLA PRIMARIA

CLASSI 3A e 5A

DOCENTI REFERENTI: ANNA MARIA CEDRONE e CARLA TANZI

S.GIOVANNI INCARICO, FR

*
Scuole secondarie 1°

SCUOLA SECONDARIA 1°

PLESSO VIA CAMPANIA, IC VIALE LIGURIA

DOCENTE REFERENTE: DANIELA SACCAGGI

ROZZANO, MI

*

SCUOLA SECONDARIA 1° “D. ALIGHIERI “

CLASSI 1B e 2C

DOCENTE REFERENTE: MONICA RAPONI

ISOLA DEL LIRI, FR

*
SCUOLA SECONDARIA 1°

ISTITUTO COMPRENSIVO “G.PASCOLI

DOCENTE REFERENTE: GLEDIS BARAVELLI

APRILIA, LT

*

SCUOLA SECONDARIA 1° “BOIARDO“

CLASSI 2 C e 3B

ISTITUTO COMPRENSIVO “A. COSTA”

DOCENTE REFERENTE: ISABELLA DALLAPICCOLA

FERRARA

*
Premio Speciale x Opera Speciale

SCUOLA INFANZIA “ARCOBALENO

LABORATORIO DEL COLORE – SERVIZIO SAPIS

DOCENTE REFERENTE: PATRIZIA SAPRI

APRILIA, LT

UN CASTELLO DI COLORI: ECCO IN ANTEPRIMA I LAVORI DEGLI STUDENTI DI APRILIA (LT)


 

Scuole al lavoro sui colori del Medioevo e per conoscere una singolare ed affascinante realtà storica, architettonica ed artistica: la Rocca di Angera. E’ infatti questo l’obiettivo di “UN CASTELLO DI COLORI”, iniziativa promozionale e didattica che proponiamo con la ROCCA DI ANGERA (Lago Maggiore, Varese) e i luoghi del circuito delle Terre Borromeo. Tra le scuole che si stanno impegnando sul progetto, ecco l’IC “Pascoli” di Aprilia, Latina. La docente Gledis Baravelli sta seguendo la partecipazione della classe Seconda C della Scuola secondaria di Primo Grado e ci ha anticipato alcuni dei lavori già terminati. Li proponiamo con piacere, sottolineando come i temi suggeriti dall’iniziativa si prestino ad attività e ricerche didattiche di grande presa ed interesse. Ecco dunque una fotogalleria con gli elaborati realizzati dagli studenti di Aprilia. Senza dimenticare il link al bando dell’iniziativa:

https://okayscuola.wordpress.com/in-gara-con-la-rocca-di-angera-il-bando/