GLI INCONTRI DEL #LIBROFONINO: L’INVIATA DEL “CORRIERE DELLA SERA” TRA GLI STUDENTI DI URGNANO (BG)


Ecco il bellissimo articolo apparso su “Il Corriere della Sera”, a firma dell’inviata Gisella Laterza, che ha seguito per un’ intera mattinata i recenti incontri di presentazione del libro “Pronto? Sono il librofonino” (Ed. I Quindici) presso l’IC “Colleoni” di Urgnano (BG).

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Per l’organizzazione degli incontri nelle scuole di “Pronto? Sono il librofonino”, contattare: dott. Paolo Sandini, sandinipaolo@gmail.com .

 

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“NESSUNO RESTI INDIETRO”: PRESENTAZIONE A PIANCOGNO (VALLE CAMONICA, BS) IL 6 GIUGNO


 

 

“NESSUNO RESTI INDIETRO”, IL LIBRO DI ROBERTO ALBORGHETTI, EDIZIONI VELAR, SARA’ PRESENTATO ANCHE A PIANCOGNO (VALLE CAMONICA) IL PROSSIMO 6 GIUGNO 2016, PRESSO LA BIBLIOTECA COMUNALE. INCONTRO PROMOSSO DAL COMUNE DI PIANCOGNO IN COLLABORAZIONE CON VELAR. COORDINAMENTO DI ANDREA RICHINI.

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LE LOTTE DI BERGOGLIO CONTRO LAVORO-SCHIAVO, TRATTA DELLE PERSONE, MAFIE… DOMANI L’ANTEPRIMA DI “NESSUNO RESTI INDIETRO”


Il nuovo libro di Roberto Alborghetti, NESSUNO RESTI INDIETRO / PAPA FRANCESCO, LA DIGNITA’ DEL LAVORO E L’INCLUSIONE SOCIALE, sarà presentato in anteprima alla Libreria S.Paolo, via Paglia 2H, a Bergamo, domani sabato 19 marzo 2016, alle ore 17,30.
Edito da Velar, con la copertina che riporta una intensa illustrazione dell’artista UMBERTO GAMBA, il testo porta un contributo originale ed inedito per comprendere i temi centrali della dottrina sociale di un Papato, certamente straordinario, che ha posto all’agenda mondiale l’urgenza di rivedere e riformare un sistema che produce ingiustizia.
Perché – si chiede l’autore nell’introduzione del libro – il termine “dignità del lavoro”
è uno tra i più pronunciati da Papa Francesco? Perché, fin dall’inizio del suo pontificato, Bergoglio insiste sulle questioni collegate ai temi della giustizia e dell’inclusione sociale?

Già nel lavorare sul testo di “Francesco” (la prima biografia storica illustrata su
Papa Bergoglio, edita sempre dall’Editrice Velar) Alborghetti si era imbattuto in
cronache e vicende che documentavano come il futuro Papa avesse testimoniato
e sviluppato, nella sua Buenos Aires, una particolarissima sensibilità pastorale sul
tema.
Le esperienze degli anni trascorsi nelle villas miseria e tra le periferie della metropoli
argentina, passando tra fasi storiche e sociali drammaticamente complesse – si
pensi solo alla crisi economica dei primi anni del Duemila -, ne avevano modellato
il carattere, la sensibilità spirituale, il coraggio di missionario e cura (prete) di
frontiera, che vive il Vangelo “sporcandosi” con i problemi del popolo.
Dunque, per rispondere compiutamente ai “perché?”, l’autore è ripartito da quegli
anni e da quelle esperienze, seguendo ed inseguendo i passaggi del tempo,
che videro il futuro Papa figlio di emigranti italiani, studente-lavoratore, addetto
alle pulizie, novizio gesuita, docente, rettore, vescovo ausiliare e poi arcivescovo
primate e cardinale.
Le pagine del libro ci portano dentro gli anni e le esperienze pastorali che Jorge
Mario Bergoglio ha vissuto nella Buenos Aires del lavoro-schiavo, dei laboratori
clandestini, della tratta delle persone, dello sfruttamento dei minori, della
disoccupazione, del lavoro nero, nel “tritacarne” dell’economia speculativa. Tra
quelle vicende – scrive Alborghetti – “ho trovato la risposta all’interrogativo perché
questo Papa insiste coerentemente sulla necessità di “un nuovo ‘umanesimo del
lavoro’, dove l’uomo, e non il profitto, sia al centro; dove l’economia serva l’uomo
e non si serva dell’uomo”, dove i tanti giovani che non lavorano sono “i nuovi
esclusi del nostro tempo”, “vengono privati della loro dignità”, mentre “la giustizia
umana chiede l’accesso al lavoro per tutti” (16 gennaio 2016, Incontro con MCL,
Movimento Cristiano Lavoratori).
Nella sofferenza condivisa per tanti episodi di ingiustizia e di esclusione sociali – il
libro, ad esempio, ricostruisce le vicende della strage ferroviaria dell’Once, del
massacro di quasi 200 giovani nella discoteca Cromañón , delle vittime del lavoro schiavo
e della criminalità collegata al racket delle persone e allo sfruttamento
minorile in circa 3.000 fabbriche tessili abusive – nasce, si muove e si eleva il grido
del “Nessuno resti indietro” dell’arcivescovo Bergoglio.

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Buenos Aires, Messaggio contro lo sfruttamento dei lavoratori nei laboratori tessili della capitale argentina. Un fenomeno contro il quale si è battuto il futuro Papa Francesco. Nel libro “Nessuno resti indietro” sono ricostruite vicende e momenti drammatici di questo impegno a tutto campo.

 

Un grido ribadito e reiterato anche oggi, per per dire “no”: a “un’economia dello
scarto, che chiede di rassegnarsi all’esclusione di coloro che vivono in povertà
assoluta”, “all’idolatria del denaro, che spinge ad entrare a tutti i costi nel numero
dei pochi che, malgrado la crisi, si arricchiscono, senza curarsi dei tanti che si
impoveriscono, a volte fino alla fame”, “alla corruzione, tanto diffusa che sembra
essere un atteggiamento, un comportamento normale”, “alle collusioni mafiose,
alle truffe, alle tangenti” e “all’iniquità che genera violenza”: così dirà a Torino, il
21 settembre 2015.

E’ sempre tra le strade, le piazze e i quartieri della grande metropoli argentina che Bergoglio delinea già le linee portanti di quella che, con un neologismo
anglosassone, è definita “Francisnomics”, ossia un modello di sviluppo economico,
sociale e culturale che, attraverso “il lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale”
– come disse ancora alle Acli – possa portare l’essere umano ad esprimere e ad
accrescere la dignità della propria vita.
“Nessuno resti indietro” è un testo per certi aspetti indispensabile, non solo come
strumento per condividere il progetto e la visione di Papa Francesco per un nuovo
ordine sociale. Come scrive Alborghetti, è impossibile capire questo Papa se non
si parte proprio da dove egli è vissuto e da dove egli è partito, “preso quasi alla
fine del mondo”: la prima frase pronunciata appena si è presentato al mondo
come Francesco, la sera del 13 marzo 2013. E non era un modo di dire.

http://www.velar.it

 

 

POESIE PER LA FESTA DEI NONNI 2016: LEGGI IL BANDO. E QUEST’ANNO C’E ANCHE FEDERFIORI


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LEGGI IL BANDO DI PARTECIPAZIONE:

https://okayscuola.wordpress.com/un-fiore-per-voi-nonni-2012/

 

“NESSUNO RESTI INDIETRO”: LIBRO-NOVITA’ SU DIGNITA’ DEL LAVORO E INCLUSIONE SOCIALE SECONDO FRANCESCO


nessuno 19 marzo 2016

Sabato 19 marzo 2016, ore 17,30, presso la LIBRERIA S.PAOLO, in via Paglia 2h, a BERGAMO, incontro con Roberto Alborghetti in occasione dell’uscita di “NESSUNO RESTI INDIETRO” 

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CARTELLA STAMPA A CURA DELL’EDITRICE VELAR

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“PERCHÈ” DI UN LIBRO
“Una società che esclude è, in realtà, una società potenzialmente nemica di tutti”.
E’ Jorge Mario Bergoglio, il futuro Papa Francesco, a pronunciare queste parole,
in un messaggio diffuso all’inizio della Quaresima del 2003. Dieci anni prima di diventare Pontefice, l’arcivescovo di Buenos Aires aveva già prodotto ed elaborato un progetto per quel “nuovo umanesimo del lavoro” al centro oggi di tanti suoi pronunciamenti e interventi.
Nella riflessione del 2003, scriveva che ci sono almeno tre motivi importanti che ci
spingono ad aprire gli occhi per “vedere e guardare” se qualcuno è rimasto escluso
o è stato dimenticato. Ed aveva indicato le ragioni per le quali oggi ogni società
“civile” è chiamata a confrontarsi e a risolvere le questioni legate all’esclusione
sociale. Ossia: a mettere tutti in una condizione di dignità e di giustizia, a partire
dalle fasce di popolazione più debole.
“Nessuno resti indietro”, il nuovo libro di Roberto Alborghetti edito da Velar, con illustrazione dell’artista Umberto Gamba, porta un contributo originale ed inedito per comprendere i temi centrali della dottrina sociale di un Papato, certamente straordinario, che ha posto all’agenda mondiale l’urgenza di rivedere e riformare un sistema che produce ingiustizia.
Perché – si chiede l’autore nell’introduzione del libro – il termine “dignità del lavoro”
è uno tra i più pronunciati da Papa Francesco? Perché, fin dall’inizio del suo pontificato, Bergoglio insiste sulle questioni collegate ai temi della giustizia e dell’inclusione sociale?

CRONACHE DALLA GRANDE BUENOS AIRES
Già nel lavorare sul testo di “Francesco” (la prima biografia storica illustrata su
Papa Bergoglio, edita sempre dall’Editrice Velar) Alborghetti si era imbattuto in
cronache e vicende che documentavano come il futuro Papa avesse testimoniato
e sviluppato, nella sua Buenos Aires, una particolarissima sensibilità pastorale sul
tema.
Le esperienze degli anni trascorsi nelle villas miseria e tra le periferie della metropoli
argentina, passando tra fasi storiche e sociali drammaticamente complesse – si
pensi solo alla crisi economica dei primi anni del Duemila -, ne avevano modellato
il carattere, la sensibilità spirituale, il coraggio di missionario e cura (prete) di
frontiera, che vive il Vangelo “sporcandosi” con i problemi del popolo.
Dunque, per rispondere compiutamente ai “perché?”, l’autore è ripartito da quegli
anni e da quelle esperienze, seguendo ed inseguendo i passaggi del tempo,
che videro il futuro Papa figlio di emigranti italiani, studente-lavoratore, addetto
alle pulizie, novizio gesuita, docente, rettore, vescovo ausiliare e poi arcivescovo
primate e cardinale.
Decenni intensi e problematici, vissuti nel dolore e nei drammi del popolo, sempre
dalla parte del popolo, condividendo le amare e tristi storie di chi aveva perso il
lavoro o era stato stritolato dal lavoro, da un sistema economico che non guarda
in faccia a nessuno, perché “il lavoro è succube di oppressioni a diversi livelli,
dell’uomo sull’altro uomo; di nuove organizzazioni schiavistiche che opprimono
i più poveri; in particolare, molti bambini e molte donne subiscono un’economia
che obbliga a un lavoro indegno che contraddice la creazione nella sua bellezza e
nella sua armonia” (23 maggio 2015, Incontro con le Acli, Associazione Cristiana
Lavoratori Italiani).

LE BUONE PRASSI DELLA “FRANCISNOMICS”
E’ sempre tra le strade, le piazze e i quartieri della grande metropoli argentina
che Bergoglio delinea già le linee portanti di quella che, con un neologismo
anglosassone, è definita “Francisnomics”, ossia un modello di sviluppo economico,
sociale e culturale che, attraverso “il lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale”
– come disse ancora alle Acli – possa portare l’essere umano ad esprimere e ad
accrescere la dignità della propria vita.
“Nessuno resti indietro” è un testo per certi aspetti indispensabile, non solo come
strumento per condividere il progetto e la visione di Papa Francesco per un nuovo
ordine sociale. Come scrive Alborghetti, è impossibile capire questo Papa se non
si parte proprio da dove egli è vissuto e da dove egli è partito, “preso quasi alla
fine del mondo”: la prima frase pronunciata appena si è presentato al mondo
come Francesco, la sera del 13 marzo 2013. E non era un modo di dire.

CONTRO IL LAVORO-SCHIAVO E LA TRATTA DELLE PERSONE
Le pagine del libro ci portano dentro gli anni e le esperienze pastorali che Jorge
Mario Bergoglio ha vissuto nella Buenos Aires del lavoro-schiavo, dei laboratori
clandestini, della tratta delle persone, dello sfruttamento dei minori, della
disoccupazione, del lavoro nero, nel “tritacarne” dell’economia speculativa. Tra
quelle vicende – scrive Alborghetti – “ho trovato la risposta all’interrogativo perché
questo Papa insiste coerentemente sulla necessità di “un nuovo ‘umanesimo del
lavoro’, dove l’uomo, e non il profitto, sia al centro; dove l’economia serva l’uomo
e non si serva dell’uomo”, dove i tanti giovani che non lavorano sono “i nuovi
esclusi del nostro tempo”, “vengono privati della loro dignità”, mentre “la giustizia
umana chiede l’accesso al lavoro per tutti” (16 gennaio 2016, Incontro con MCL,
Movimento Cristiano Lavoratori).
Nella sofferenza condivisa per tanti episodi di ingiustizia e di esclusione sociali – il
libro, ad esempio, ricostruisce le vicende della strage ferroviaria dell’Once, del
massacro di quasi 200 giovani nella discoteca Cromañón , delle vittime del lavoroschiavo
e della criminalità collegata al racket delle persone e allo sfruttamento
minorile in circa 3.000 fabbriche tessili abusive – nasce, si muove e si eleva il grido
del “Nessuno resti indietro” dell’arcivescovo Bergoglio.
Un grido ribadito e reiterato anche oggi, per per dire “no”: a “un’economia dello
scarto, che chiede di rassegnarsi all’esclusione di coloro che vivono in povertà
assoluta”, “all’idolatria del denaro, che spinge ad entrare a tutti i costi nel numero
dei pochi che, malgrado la crisi, si arricchiscono, senza curarsi dei tanti che si
impoveriscono, a volte fino alla fame”, “alla corruzione, tanto diffusa che sembra
essere un atteggiamento, un comportamento normale”, “alle collusioni mafiose,
alle truffe, alle tangenti” e “all’iniquità che genera violenza”: così dirà a Torino, il
21 settembre 2015, davanti ad imprenditori noti e meno noti, ai lavoratori e ai
sindacati, Cisl, Cgil e Uil in prima fila. Una sensibilità totale, quella di Bergoglio,
per le problematiche del lavoro. E della sicurezza sul lavoro: “La vostra presenza
mi offre l’occasione di ribadire quanto sia importante salvaguardare la salute dei
lavoratori; e difendere sempre la vita umana, dono di Dio, soprattutto quando è
più debole e fragile”( alle delegazioni ANMIL, Associazione Nazionale Mutilati e
Invalidi del Lavoro, 30 gennaio 2016, prima udienza giubilare).

L’AUTORE
Roberto Alborghetti, giornalista professionista ed autore di saggi e biografie,
ha lavorato nel gruppo Sesaab-L’Eco di Bergamo, dove è stato uno degli ultimi
cronisti a formarsi alla scuola di mons. Andrea Spada, ritenuto tra i grandi del
giornalismo italiano. E’ autore di una quarantina tra saggi e biografie, tra cui
“Nessuno è cretino”, l’ultima conversazione-intervista del grande pedagogista
Aldo Agazzi. Ha curato i due volumi dell’epistolario di S.Paola Elisabetta Cerioli
(“Lettere di una Madre”) ed ha coordinato l’opera “Lombardia / Introduzione ad
una didattica dei territori”). Per la “Collana blu” di Velar-Elledici ha pubblicato
testi dedicati soprattutto a protagonisti del cattolicesimo sociale tra Ottocento e
Novecento (Leonardo Murialdo, Leone Dehon, Antonio Maria Gianelli, Annibale
Maria di Francia, Francesco Spinelli, Maria Elisabetta Mazza).
Tra le sue recenti pubblicazioni: “Francesco” (biografia storica illustrata su Papa
Bergoglio, edita da Velar, alla terza edizione aggiornata) e “Quando il giorno
era una freccia” (Papa Francesco e le tematiche educative, edita da AGeSC).
Blogger, autore di documentari, si occupa di editoria “educational”; è direttore di
Atempopieno (periodico dell’AGeSC) e di Okay!. Ha ricevuto diversi riconoscimenti
giornalistici, tra cui l’European Award for Environmental Reporting (il cosiddetto
“Pulitzer europeo” per l’informazione sull’ambiente, 1992-1993). Ha creato
“LaceR/Azioni”, progetto-ricerca basato sull’osservazione della realtà urbana
percepita nei cromatismi dei “segni di strada”, con mostre in Italia ed all’estero.

L’EDITORE
L’Editrice Velar, con sede a Gorle, Bergamo, opera nel campo dell’Editoria da oltre
40 anni e vanta un catalogo di oltre 1000 titoli, tradotti anche in diverse lingue; dai
volumetti della famosa collana “Messaggeri d’amore”, con oltre 400 biografie di
santi, beati e testimoni di carità, di giustizia e di pace, all’originale e unica raccolta
“Il Volto dei volti Cristo”; dalle opere di spiritualità e di pastorale alle utili guide ai
più interessanti luoghi cristiani d’Italia e del mondo; dagli approfondimenti biblici
ai vivaci libri per bambini e ragazzi; dai volumi di poesia, letteratura e arte alle
eleganti edizioni di pregio.
L’Editrice Velar offre servizi editoriali con possibilità di personalizzazioni; fa parte
dell’UELCI (l’Unione Editori e Librai Cattolici Italiani) e collabora attivamente con
Rebeccalibri, il primo portale online dell’editoria religiosa. Sin dall’inizio dell’attività,
l’Editrice Velar ha adottato una politica editoriale concretamente sensibile alle
problematiche sociali, impegnandosi a sostenere specifiche iniziative umanitarie.
Tra le recenti pubblicazioni di maggior successo: “Francesco”, la prima biografia
storica illustrata (grande formato) su Papa Bergoglio, alla terza edizione aggiornata,
disponibile in volume unico o nella speciale confezione-cofanetto (3 volumi).
Editrice Velar
Via Torquato Tasso 10
24020 Gorle BG
Telefono 035 6592811
Fax 035 6592888
velar@velar.it
http://www.velar.it

DATI TECNICI
Titolo: NESSUNO RESTI INDIETRO
Sottotitolo: Papa Francesco, la dignità del lavoro e l’inclusione sociale.
Autore: Roberto Alborghetti
Illustrazione in copertina: Umberto Gamba
Consulenza editoriale: Roberto Losa
Grafica: Daniela Brambilla
Editore: Editrice Velar, Gorle BG
Formato: cm.12×20,5
Pagine: 96
Rilegatura: brossura cucita, con alette

ISBN: 978-88-6671-240-4
Prezzo di copertina: euro 10

Link al video-annuncio (YouTube): https://youtu.be/8dWNWMv9tyk

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Per INFO E CONTATTI:

Editrice Velar
Via Torquato Tasso 10, 24020 Gorle BG
Telefono 035 6592811, Fax 035 6592888
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L’ABITO “VULCANO” CONTINUA A FAR PARLARE (E SCRIVERE): ECCO L’ARTICOLO PUBBLICATO DAL QUOTIDIANO L’ECO DI BERGAMO


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NELL’INCANTEVOLE ISOLA DELLE FEMMINE (PALERMO) IL 23 LUGLIO LA PRESENTAZIONE DI “QUANDO IL GIORNO ERA UNA FRECCIA”… “LA RINASCITA PARTE DAI LIBRI”    


 

 

Nell’incantevole scenario di ISOLA DELLE FEMMINE, Palermo, GIOVEDI 23 LUGLIO, alle ore 19.30, presso la ROTONDA di Piazzale Pittsburgh, avrà luogo la presentazione del libro “QUANDO IL GIORNO ERA UNA FRECCIA”, di ROBERTO ALBORGHETTI, Edizioni AGeSC, già alla terza edizione in pochi mesi. Evento promosso dal Comune di Isole delle Femmine nell’ambito della manifestazione “UN MARE DI LIBRI”. Con l’autore, anche Maurizio Nobile, AGeSC Parlermo. Una rassegna che – come spiega l’Assessore alla Cultura Anna Maria Lucido – presenta temi di forte impatto sociale e culturale, come appunto il libro edito da AGeSC.

 

Suggestivo lo scorcio nel quale, all’ora del tramonto, avrà luogo l’incontro di presentazione di “Quando il giorno era una freccia”, terzo libro ad essere proposto al pubblico in questa prima edizione della rassegna letteraria “Un mare di libri…”. Dal 17 al 28 luglio sono sei gli appuntamenti con la presentazione delle opere di altrettanti scrittori che toccano temi di grande attualità, dall’immigrazione alla lotta alla mafia.  “Isola delle Femmine parla di cultura con una rassegna di libri sui più interessanti temi del momento – commenta l’Assessore alla Cultura di Isola delle Femmine, Anna Maria Lucido -. Spiritualità, fede, immigrazione, mafia e antimafia, disagio sociale saranno al centro del dibattito che animerà i vari appuntamenti, trattati dagli autori che leggeranno anche alcuni brani. La lettura come rinascita culturale e la conquista degli spazi di umanità sono da sempre due punti cardini della rinata amministrazione di Isola delle Femmine, che sta già dimostrando di volersi rialzare dopo gli anni bui del commissariamento. Ormai un lontano ricordo”.

 

Questo il programma dei prossimi appuntamenti (Rotonda – Piazza Pittsburgh – ore 19,30)

  • Giovedì 23 luglio: Roberto Alborghetti – “Quando il giorno era una freccia”
  • Venerdì 24 luglio: Dina Lauricella e Rosalba Di Gregorio – “Dalla parte sbagliata”
  • Lunedì 27 luglio: Pico Di Trapani – “Sicilia. Una guida non convenzionale”
  • Martedì 28 luglio: Carolina Lo Nero – “Lisca bianca e il giro dei mari in barca a vela”

 

Anche questo nuovo incontro in terra siciliana testimonia la calda accoglienza che la pubblicazione – un vero e proprio “caso editoriale”, avvenuto al di fuori dalle logiche commerciali della “grande editoria” –  sta avendo tra il pubblico, i soci e gli amici dell’AGeSC, per i quali la pubblicazione costituisce anche la base per una serie di corsi di formazione (sono state approntate “tracce” attorno alle quali organizzare momenti di studio e di approfondimento). Introdotto dalla prefazione del cardinale Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per l’Educazione Cattolica, e da un pensiero di Roberto Gontero, il libro è stato stampato da Ikonos, che ha curato anche il progetto grafico. Pubblicato anche in versione e-book, è disponibile anche presso le principali librerie on-line (Google Play Books, iBooks, Kobo e Amazon). E’ in vendita nelle migliori librerie e può essere richiesto direttamente a Ikonos, Via Carlo Alberto Dalla Chiesa, 10 – 24028 Treviolo (BG), Tel. 035 200515.

OPERA EDITORIALE “FRANCESCO”: L’ARTICOLO PUBBLICATO DAL QUOTIDIANO “LA VOCE” DELL’UMBRIA


articolo sulla presentazione della trilogia di Roberto Alborghetti (640x427)

Le prof.sse Natalia ed Elisa Faraoni hanno segnalato questo articolo che “La Voce”, quotidiano dell’Umbria, ha dedicato all’evento di presentazione ad Assisi del nuovo terzo volume dell’opera “Francesco”, la prima grande enciclopedia storica illustrata su Papa Bergoglio, scritta da Roberto Alborghetti e pubblicata da Velar.

L’APOCALISSE NEI COLORI: FINO A DOMENICA LA MOSTRA DI ROBERTO ALBORGHETTI NEL BATTISTERO ROMANICO DI LENNO (LAGO DI COMO)


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Foto: Roberto Alborghetti – Lenno, Lago di Como, 2015

Guest Writer: STEFANO ALBERTI

“Colori di un’Apocalisse 2015”: è la mostra di Roberto Alborghetti, incentrata sulle sue particolarissime  “laceR/Azioni”, in programma da domani 3 luglio, e fino al 5 Luglio 2015, presso l’antico Battistero romanico di San Giovanni Battista a Lenno, ora Comune della Tremezzina, sul Lago di Como.  C’è viva attesa per l’iniziativa. Basta del resto navigare sul  Blog Roberto Alborghetti (oltre 200.000 visite) dove le pagine dedicate all’evento sono cliccatissime in tutto il mondo. In questa esposizione   Alborghetti presenta 25 opere che rappresentano il senso della sua ricerca artistica, basata sull’osservazione e sulla riproduzione di quella che è una delle tante “apocalissi” (comunicative, e non solo) dei nostri tempi, ossia la decomposizione dei manifesti pubblicitari e dei “segni” (crepe naturali, graffi e screpolature) sui muri e lungo le strade di metropoli ed ambienti urbani. La mostra è accompagnata dada un suggestivo cortometraggio di circa 13 minuti e da un catalogo, consultabile gratis anche su ISSUU:

Roberto Alborghetti, con l’esposizione al Battistero di San Giovanni Battista in Lenno, entra con il suo sguardo nella grande babele di colori e parole decomposti, lacerati e degradati (dal tempo, dall’ambiente e dall’uomo) per coglierne l’energia cromatica, ridando vita e ragione a ciò che è considerato, a tutti gli effetti, un rifiuto od un elemento disturbante (per l’occhio e per il panorama urbano). Lo storico e affascinante tempietto romanico, con il suo impagabile scenario che evoca i passaggi del tempo, si offre come spazio ideale per esaltare il contrastante linguaggio dei colori e delle forme delle composizioni di Roberto Alborghetti, accompagnate e guidate da una serie di “passi” tratti dall’Apocalisse di San Giovanni, che il giornalista-artista rilegge nella tumultuosità delle narrazioni cromatiche.  SEGNALATO DA OKAY! Infatti, dai ventidue capitoli del Libro scritto dall’apostolo ed evangelista mentre era sull’isola greca di Patmos, Alborghetti ha tratto frasi e descrizioni che offrono delle suggestioni visive sugli scenari narrati nell’Apocalisse. E così la realtà del mondo che ci circonda – i “quadri” di Alborghetti non sono dipinti, ma realistiche riproduzioni fotografiche su tela pittorica – è proposta e offerta in immagini astratte, che i vigorosi e apocalittici passi di Giovanni rafforzano nel loro valore espressivo. Immagini che, trasferite nel cortometraggio, hanno anche una interpretazione sonora che rende questo progetto particolarmente innovativo, anche sul piano tecnologico.

Oltre alle tele, Roberto Alborghetti presenta un “collage” –  creato con centinaia di pezzi di carta decomposta dei manifesti pubblicitari lacerati – e tre  singolari sciarpe di pura seta realizzate in edizione limitata in collaborazione con il noto textile designer di Como, Bruno Boggia, che ha lavorato con i più celebri stilisti di moda internazionali.

Aperture mostra: venerdi 5 Luglio 2015, ore 16-22. Nelle giornate di sabato 4 e domenica 5 luglio: 10-12, 14,30 – 22,00. Il Battistero di San Giovanni si trova sulla piazza della chiesa parrocchiale di Lenno, a pochi metri dal lungolago.

IMMAGINI DI CIO’ CHE CI CIRCONDA… 

 “LaceR/Azioni” è un progetto di Roberto Alborghetti, giornalista professionista, autore di saggi e biografie, fotografo. Da anni ha l’hobby di “catturare”, in giro per il mondo, particolari e dettagli dell’apparente caos della carta lacerata delle affissioni. Ha finora raccolto oltre 70.000 immagini che giocano a contaminarsi con stili, forme ed espressioni diversi. Impressionati dall’obiettivo digitale, poi trasferite su tela o su tessuti, riprodotte su litografia o scansionate in un videoclip, i particolari della decomposizione dei manifesti pubblicitari, dei materiali urbani e industriali, degli ambienti e degli arredi metropolitani, sembrano riprendere nuova vita e ragione di essere, in una sovrapposizione di messaggi e di colori.

Così afferma l’autore Roberto Alborghetti : “Ci riesce difficile pensare che dietro poster, crepe e graffi sbiaditi, decomposti e degradati, ci possa essere ancora “qualcosa” da vedere o scoprire. Eppure, queste immagini continuano ad essere uno specchio della città che comunica, della città che parla. Sono le tracce ed i reperti post-comunicanti di un prodotto, di un evento, di uno spettacolo, di una idea, di una realtà temporale in cui è riconoscibile il volto dell’altra città, quella strappata e lacerata, la città “scartata”, che si auto-modifica nei passaggi del tempo (anche meteorologico), che si auto-rigenera e si auto-riproduce in elementi visivi nuovi, spesso contrastanti, dissonanti, disarmonici, ma sempre sorprendentemente vitali”.

COLORI DI UN'APOCALISSE - COLORS OF AN APOCALYPSE SHOW, 2015

L’ “APOCALISSE” NEI MANIFESTI PUBBLICITARI: LA MOSTRA DI ROBERTO ALBORGHETTI NEL BATTISTERO ROMANICO DI LENNO (LAGO DI COMO, 3-5 LUGLIO 2015)


Guest Writer: STEFANO ALBERTI

“Colori di un’Apocalisse 2015”: è la mostra di Roberto Alborghetti, incentrata sulle sue particolarissime  “laceR/Azioni”, in programma il 3, 4 e 5 Luglio 2015 presso l’antico Battistero romanico di San Giovanni Battista a Lenno, ora Comune della Tremezzina, sul Lago di Como.  C’è viva attesa per l’iniziativa. Basta del resto navigare sul  Blog Roberto Alborghetti (oltre 200.000 visite) dove le pagine dedicate all’evento sono cliccatissime in tutto il mondo. E titolo non poteva essere più appropriato per questa esposizione nella quale  Alborghetti presenterà 25 opere che rappresentano il senso della sua ricerca artistica, basata sull’osservazione e sulla riproduzione di quella che è una delle tante “apocalissi” (comunicative, e non solo) dei nostri tempi, ossia la decomposizione dei manifesti pubblicitari e dei “segni” (crepe naturali, graffi e screpolature) sui muri e lungo le strade di metropoli ed ambienti urbani. La mostra è accompagnata da un catalogo – che sarà consultabile su web dal 3 al 5 luglio – e da un suggestivo cortometraggio di circa 13 minuti.

Roberto Alborghetti, con l’esposizione al Battistero di San Giovanni Battista in Lenno, entra con il suo sguardo nella grande babele di colori e parole decomposti, lacerati e degradati (dal tempo, dall’ambiente e dall’uomo) per coglierne l’energia cromatica, ridando vita e ragione a ciò che è considerato, a tutti gli effetti, un rifiuto od un elemento disturbante (per l’occhio e per il panorama urbano). Lo storico e affascinante tempietto romanico, con il suo impagabile scenario che evoca i passaggi del tempo, si offre come spazio ideale per esaltare il contrastante linguaggio dei colori e delle forme delle composizioni di Roberto Alborghetti, accompagnate e guidate da una serie di “passi” tratti dall’Apocalisse di San Giovanni, che il giornalista-artista rilegge nella tumultuosità delle narrazioni cromatiche.   

SEGNALATO DA OKAY!

SEGNALATO DA OKAY!

Infatti, dai ventidue capitoli del Libro scritto dall’apostolo ed evangelista mentre era sull’isola greca di Patmos, Alborghetti ha tratto frasi e descrizioni che offrono delle suggestioni visive sugli scenari narrati nell’Apocalisse. E così la realtà del mondo che ci circonda – i “quadri” di Alborghetti non sono dipinti, ma realistiche riproduzioni fotografiche su tela pittorica – è proposta e offerta in immagini astratte, che i vigorosi e apocalittici passi di Giovanni rafforzano nel loro valore espressivo. Immagini che, trasferite nel cortometraggio, hanno anche una interpretazione sonora che rende questo progetto particolarmente innovativo, anche sul piano tecnologico.

Oltre alle tele, Roberto Alborghetti presenta un “collage” –  creato con centinaia di pezzi di carta decomposta dei manifesti pubblicitari lacerati – e tre  singolari sciarpe di pura seta realizzate in edizione limitata in collaborazione con il noto textile designer di Como, Bruno Boggia, che ha lavorato con i più celebri stilisti di moda internazionali.

Aperture mostra: venerdi 5 Luglio 2015, ore 16-21. Nelle giornate di sabato 4 e domenica 5 luglio: 10-12, 14,30 – 21,00. Il Battistero di San Giovanni si trova sulla piazza della chiesa parrocchiale di Lenno, a pochi metri dal lungolago.

IMMAGINI DI CIO’ CHE CI CIRCONDA (SENZA SAPERLO)

 “LaceR/Azioni” è un progetto di Roberto Alborghetti, giornalista professionista, autore di saggi e biografie, fotografo. Da anni ha l’hobby di “catturare”, in giro per il mondo, particolari e dettagli dell’apparente caos della carta lacerata delle affissioni. Ha finora raccolto oltre 70.000 immagini che giocano a contaminarsi con stili, forme ed espressioni diversi. Impressionati dall’obiettivo digitale, poi trasferite su tela o su tessuti, riprodotte su litografia o scansionate in un videoclip, i particolari della decomposizione dei manifesti pubblicitari, dei materiali urbani e industriali, degli ambienti e degli arredi metropolitani, sembrano riprendere nuova vita e ragione di essere, in una sovrapposizione di messaggi e di colori.

Così afferma l’autore Roberto Alborghetti : “Ci riesce difficile pensare che dietro poster, crepe e graffi sbiaditi, decomposti e degradati, ci possa essere ancora “qualcosa” da vedere o scoprire. Eppure, queste immagini continuano ad essere uno specchio della città che comunica, della città che parla. Sono le tracce ed i reperti post-comunicanti di un prodotto, di un evento, di uno spettacolo, di una idea, di una realtà temporale in cui è riconoscibile il volto dell’altra città, quella strappata e lacerata, la città “scartata”, che si auto-modifica nei passaggi del tempo (anche meteorologico), che si auto-rigenera e si auto-riproduce in elementi visivi nuovi, spesso contrastanti, dissonanti, disarmonici, ma sempre sorprendentemente vitali”.

COLORI DI UN'APOCALISSE - COLORS OF AN APOCALYPSE SHOW, 2015