LA LUNA (DI CARTA E COLLA) PER RICORDARE IL 20 LUGLIO DI 50 ANNI FA…


Celebrating the Moon - Postcard 2019 - r.alborghetti

Immagine e testo: Roberto Alborghetti

Nelle mie fotografie (a distanza ravvicinata) di decomposizioni e deturpazioni dell’ambiente urbano, capita spesso di riconoscere elementi figurativi. Come nel caso di questa immagine, colta su un tabellone della pubblicità. Non è un dipinto. Non è un acrilico. Non è un olio. E nemmeno un collage. E’ una semplice immagine fotografica. Suggerisce pensieri e ricordi per il Moon Day 2019, che celebra l’arrivo degli esseri umani sulla luna, avvenuto 50 anni fa, il 20 luglio.

L’immagine fa parte del mio progetto-ricerca “LaceR/Azioni”, che ora ha raggiunto 120.000 foto scattate in tutto il mondo. “LaceR/Azioni” è un progetto multidisciplinare che documenta gli elementi decomposti e deturpati dell’ambiente urbano, come manifesti pubblicitari strappati, crepe e graffi naturali, materiali industriali. Impressionati dalla fotocamera e trasferiti su tele, riprodotti su stampe litografiche o tessuti, ricostruiti su collage o scansionati in videoclip, i dettagli di manifesti pubblicitari e gli elementi strappati e decomposti danno nuova vita alla carta straccia e alle cose scomposte. Come l’immagine casuale riportata in questo post: la luna non è altro che un residuo di colla con frammenti di carta su sfondo nero e bianco. 

Per Info e acquisizioni in esclusiva:
funtasyeditrice@gmail.com

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La Galleria ACS Artsy :
https://www.artsy.net/artist/roberto-alborghetti

Celebrating the Moon 2019

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MUMMIE, MISTERI E SEGRETI NELLA MOSTRA AL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI FIRENZE


Mummie. Viaggio verso l’immortalità”, realizzata da Contemporanea Progetti s.r.l., sarà in esposizione negli spazi per mostre temporanee del Museo Archeologico Nazionale di Firenze fino al 2 febbraio 2020. L’evento è stato presentato ieri pomeriggio a Firenze da Stefano Casciu, Direttore del Polo museale della Toscana, Maria Cristina Guidotti, Curatrice della Sezione “Museo Egizio” del Museo Archeologico Nazionale di Firenze, e Eugenio Martera, CEO e Direttore Generale di Contemporanea progetti s.r.l.

Il progetto della mostra è nato nel 2000, da un’idea di Maria Cristina Guidotti, che ne è anche la curatrice scientifica, in occasione di uno studio sulle mummie della sezione “Museo Egizio” del Museo Archeologico Nazionale di Firenze eseguito dall’Università di Pisa. La mostra, il cui allestimento è stato curato da Contemporanea Progetti s.r.l., grazie all’apporto di Expona-museum exibition network ha viaggiato a lungo in Europa, toccando la Germania, l’Austria e la Finlandia, e poi, dal 2018, in Cina, nelle città di Guiyang, Hefei, Ningbo, Xian e Jinan.

Gli oltre cento oggetti esposti, appartenenti tutti alle collezioni della sezione “Museo Egizio” di Firenze, tornano oggi nella loro sede, dove il pubblico potrà ammirare i reperti che erano in gran parte conservati nei magazzini del museo. Le opere in mostra, selezionate e organizzate per illustrare sotto vari aspetti il rapporto degli antichi Egizi con l’aldilà, annoverano dei pezzi di grande importanza. Tra di essi il sarcofago di Padimut, caratterizzato da una ricchissima decorazione che contraddistingue i sarcofagi della XXI e XXII dinastia (1069 – 656 a.C.), mai esposto e mai studiato prima della mostra, la statua del sacerdote Henat, uno dei pochi esempi di statua di un dignitario che indossa una veste persiana, testimonianza del periodo in cui l’Egitto fu assoggettato al potente impero persiano (525 – 404 a.C.), e ancora la testa mummificata recentemente sottoposta a indagini radiografiche e TAC che hanno consentito la ricostruzione del volto del defunto /656 – 332 a.C.), e la cassetta per ushabti (piccole statue del corredo funebre) di Nekhtamontu (1550 – 1070 a.C.)

L’esposizione illustra il concetto egizio della vita dell’anima nell’aldilà e il significato di tutti quegli oggetti che nell’antico Egitto venivano abitualmente deposti nelle tombe insieme al defunto. Per gli antichi egiziani, infatti, la morte non determinava la fine della vita, ma costituiva un momento di passaggio a un’altra forma di esistenza, che continuava nell’aldilà. L’anima però per continuare a vivere aveva bisogno di tutta una serie di accorgimenti e di oggetti che dovevano magicamente consentirle la sopravvivenza oltre la morte e, soprattutto, doveva reincarnarsi nel proprio corpo che, per questo motivo, era conservato al meglio tramite pratiche di imbalsamazione del cadavere che diventava così una mummia. L’argomento, di indubbio fascino, è spesso trattato facendo leva sull’idea di mistero e sugli aspetti più macabri, diffondendo delle idee inesatte sulle mummie egizie: nella mostra invece si presenta il procedimento dell’imbalsamazione dei corpi dal punto di vista scientifico, in maniera chiara e comprensibile ma non per questo meno interessante.

L’esposizione è organizzata in due parti: la prima dedicata al concetto di sopravvivenza dell’anima e alla “mummificazione” del corpo del defunto, la seconda parte dedicata agli oggetti che accompagnavano il morto nella tomba. Quest’ultima è articolata in due sezioni, nelle quali si presentano gli oggetti del corredo che avevano esclusivamente una funzione funeraria (stele, ushabti, tavole d’offerta), e gli oggetti di vita quotidiana che dovevano ricreare nella tomba la perduta esistenza del defunto (abbigliamento, gioielli, mobilio di vario tipo). La collezione del “Museo Egizio” di Firenze è la seconda in Italia dopo quella del Museo Egizio di Torino. Si è formata soprattutto nel corso del XIX secolo, in seguito alla famosa spedizione franco-toscana di Ippolito Rosellini e di Jean François Champollion.

Nel 1828 partì, infatti, per l’Egitto la prima spedizione scientifica, il cui scopo principale era la documentazione dei monumenti egizi, e che riportò un notevole quantitativo di reperti molto importante distribuiti tra il Louvre e il Museo di Firenze, cui spettò in particolare il famoso carro rinvenuto in una tomba tebana della XVIII dinastia (1550-1291 a.C.), un esemplare unico al mondo appartenuto a un ricco privato, e i bassorilievi della tomba di Sety I, una delle più belle e riccamente decorate della Valle dei Re.

Il Museo Egizio di Firenze nacque circa trent’anni dopo, nel 1856, presso il convento delle Monache di Foligno, in via Faenza. Nel 1880 il Museo fu trasferito nella sede attuale, insieme al Museo Etrusco: l’incarico del nuovo allestimento fu dato al giovane egittologo Ernesto Schiaparelli, che lo decorò in stile egizio. Nel 1894 Schiaparelli fu trasferito al Museo Egizio di Torino e il Museo di Firenze non ebbe più un direttore per molti anni. Nel 1939 il Museo ricevette in dono dall’Istituto Papirologico di Firenze numerosi reperti provenienti dagli scavi nelle città di El Hibeh (soprattutto sarcofagi) e di Antinoe (fra cui la importante collezione di tessuti copti). Attualmente le sue collezioni annoverano oltre 15.700 oggetti, che vanno dall’epoca preistorica all’epoca copta, e da 11 sale che sono state rinnovate quattro anni fa, quando a Firenze è stato ospitato l’XI Congresso Internazionale degli Egittologi.

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FENOMENI / QUALI SONO I 120 ALBUM CON LE PIU’ BELLE SIGLE TV?


LIBRO I 120 LP con le sigle

Il 26 giugno, per la giornata mondiale del libro, è uscito “Telesigla – i 120 LP più belli delle sigle”. Un libro dedicato agli album in vinile più belli che raccoglievano sigle di programmi tv, sceneggiati televisivi, Caroselli, film, telefilm, cartoni animati e telenovelas. Ad occuparsene è Gianni Soru, un grandissimo esperto del settore.

Gli album vengono proposti in ordine alfabetico. Accanto al titolo ci sta l’anno di pubblicazione, la casa discografica che l’ha prodotto e la descrizione della copertina. E poi la lista dei titoli contenuti nell’album con i nomi degli interpreti.

Album famosi, famosissimi, ricercati e ricercatissimi. Della più grande casa discografica, la R.C.A. troveremo gli LP di: “Sandokan, Zorro, La tartaruga & c.”, “Sei forte papà, Johnny bassotto, ecc.”, “Orzowei, Supergulp e altri successi TV”, “Patate, cani e tanti successi TV”, “Heidi, Il Trenino, etc.”, “L’allegra banda del grande Mazinger”, “Le canzoni del pomeriggio in TV”, “Il fantastico mondo dei cartoni animati”, “Tivulandia”, “Sabato al supermercato”, “La storia di Lady Oscar”, “I Cavalieri del Re”, “Corriere dei Piccoli in musica”…

L’importantissima Fonit Cetra sforna “Supersigle TV”, “Atlas ufo robot”, “Le più belle sigle TV”, “Sceneggiati TV”, “W la Tivù”, “Quando canta la TV”…

La Five Record pubblica invece “Five più Five”, “Do Re Mi Five cantiamo con Five”, “Fivelandia”, “Five Parade”, “Kiss me Licia e i Bee Hive”, “CantaSnorky”, “I tuoi amici in TV”, “Supercampioni”, “Bim Bum Bam”, “Topazio e le altre”, “Buon compleanno Canale 5”, “Sigle TV”, “Amore è…”, “Buona giornata”

La potente Disneyland si occupa di “Cenerentola”, “Il libro della giungla”, “La bella addormentata nel bosco”, “Biancaneve”, “Pinocchio”, “Mary Poppins”, “Il magico mondo di Walt Disney”, “La famiglia di Topolino”, “Siamo forti”, “La Sirenetta”, “T come teenagers, come io come te”, “Aladdin”, “Estatissima”, “Bella non lo sa”…

La grande Cinevox Record crea “Ciao ciao bambini”, “La Balena e altre favolose sigle televisive”, “Gomma Gomma e altri successi per bambini”, “Fantastico Rockfeller”, “La pappa non mi va”, “Le sigle originali di Fantastico”, “Festival – Fantastico e altre sigle originali TV”…

La CLS realizza invece “Da Jeeg robot a Capitan Harlock”, “Speciale Ragazzi – Le più belle sigle TV”,  “Mazinga Z”, “Vietato ai genitori”… La Ricordi lancia: “Super Ragazzi”, “Speciale Ragazzi”, “Uomo Squalo e altre storie”… La K-TEL pubblica “Disco Baby”, “Astrodisco”, “Telemusic”… La CGD pubblica “20 disco bimbo”. “Sbirulino, Sandra Mondaini e… altre storie”… La Baby Records invece sforna “Bimbo Mix”…

La famosa EMI invece “Video Stars”… L’importante CBS lancia “Fantasuperdisco”… La Durium “Le canzoni dei Puffi”… L’Ariston produce “TivuTrenta”… La Lupus produce “Super Pippo Franco”… La Record Bazar fa “Musiche dal piccolo schermo”, “Ritratto di Raffaella Carrà”… La Fabbri Editori invece realizza “Le più belle canzoni di Candy”… La Polydor sforna “Viva la Tivù”… La Feeling Record Italiana fa “Caro Carosello”.

Nel libro troviamo anche tutte quelle raccolte con sigle originali uscite solo in musicassetta come “Hit Parade dei bambini”, “Discoteca dei Piccoli”, “Canzoni per bambini”, “Hit Baby”. Poi i dischi e le musicassette che raccoglievano cover delle sigle, interpretate da altri cantanti: “Bambini Parade”, “La TV dei bambini”, “Discoteca dei Bambini”, “Gulp”, “Sigle TV Hit”, “Bimbo Parade”, “Piacciono ai bambini”, “TV presenta”, “Mini Mix”, “Bimbolandia”, “Pomeriggio in TV”…

Per altre info potete contattare: sorugianni@libero.it; redazionecolori@libero.it, mangaclub@virgilio.it

FIRENZE: VISITE AGLI “UFFIZI” IL MARTEDÌ SERA FINO AL 24 SETTEMBRE


Terzo Corridoio Uffizi

Gli Uffizi visitabili di sera, per una passeggiata tra i grandi capolavori della storia dell’arte, mentre la luce del tramonto entra dalle grandi finestre dei corridoi della galleria vasariana; oppure per un aperitivo, seduti nella suggestiva terrazza del museo collocata sopra la loggia dei Lanzi, affacciata su piazza Signoria.

Per il quarto anno consecutivo sono tornate le aperture serali estive della più celebre galleria fiorentina: fino al 24 settembre, ogni martedi sarà possibile entrare nella speciale fascia oraria delle 19-22 (unica eccezione il 13 agosto, data in cui non sarà attiva l’apertura). Il prezzo del biglietto sarà 20 euro, lo stesso per l’ordinario accesso al museo previsto nel periodo annuale di alta stagione.

IL CALDO TI METTE KO CON IL “NATSUBATE”? ECCO COME BATTERLO CON IL CIBO


 

foto scheda 17Con l’aumento repentino delle temperature spossatezza, problemi di digestione e letargia hanno preso il sopravvento, condizioni che alimentano litigi in ufficio e lamentele sui social. La diagnosi arriva dal Giappone e prende il nome di “Natsubate”, termine che letteralmente significa “esaurimento estivo” e che nasce dall’unione delle parole giapponesi “natsu”, ovvero estate, e “bate”, ossia essere esausti: un concetto utilizzato dagli scienziati nipponici per indicare una condizione fisica di costante spossatezza causata dalla torrida estate che può portare inoltre a disidratazione, crampi e colpi di calore.

Niente paura, un rimedio esiste e secondo quanto dichiarato a The Japan Times da Keiko Kamachi, dietologo e professore di nutrizione presso la Kagawa Nutrition University di Tokyo, la chiave del benessere è racchiusa in una dieta corretta e in piccoli pasti che possano fornire la giusta dose di energie e nutrienti durante la giornata. Come riportato da Forbes e confermato da uno studio pubblicato dalla CNN, l’aggiunta di uno spuntino a metà mattina e a metà pomeriggio aiuta a soddisfare i fabbisogni energetici giornalieri. Inoltre, come emerge da una ricerca condotta dalla School of Psychology dell’Università di Cardiff, i benefici di questa dieta, che in Italia prende il nome di “regola dei cinque pasti”, produce effetti positivi non solo sul corpo ma anche sullo stato mentale, riducendo il rischio di ansia, depressione e stress emotivo.

Quali sono quindi le caratteristiche dello spuntino estivo perfetto? Secondo il Washington Post fondamentale è pianificare i pasti a intervalli di almeno 3 ore, assumere alimenti ricchi di nutrienti come frutta e prodotti integrali e scegliere snack con un apporto calorico non superiore al 10% del fabbisogno giornaliero. Largo quindi a pane e grissini integrali ricchi di fibre, frutta idratante come anguria e melone, fonti di energia di rapido utilizzo, e yogurt freschi ricchi di proteine, vitamine e minerali. Banditi invece alcol, caffè, insaccati, cibi ricchi di sale o in salamoia.

È quanto emerge da uno studio condotto da Espresso Communication per Vitavigor, storico marchio dei Grissini di Milano, su oltre 50 testate internazionali coinvolgendo inoltre un panel di esperti nutrizionisti per scoprire le migliori abitudini alimentari da adottare in estate. “Uno snack sano, leggero è fondamentale durante la stagione estiva quando adulti e bambini necessitano di maggiori energie per battere la stanchezza – afferma Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor – Per questo motivo abbiamo voluto creare i Vitastick, una linea specifica di grissini e snack per i più piccoli, composta da Vitastick Mini, leggeri mini snack privi di grassi idrogenati, OGM e conservanti chimici, e i Vitastick Integrali, grissini croccanti, gustosi e ricchi di fibre che restituiscono energia e garantiscono maggiore leggerezza”.

Gli snack da intervallare ai pasti devono quindi essere scelti con cura per garantire l’assunzione di tutti i micro e macronutrienti necessari. “La soluzione ideale è scegliere frutta, prodotti integrali e infusi, cibi freschi e leggeri che non richiedono lunghi tempi di digestione e preparazione – afferma la dott.ssa Schirò – Consiglio di evitare cibi e alimenti zuccherati, grassi e alimenti ad alto contenuti di sale come patatine e cibi in salamoia”. Dello stesso parere è anche il dott. Piretta: “In tavola così come a merenda non possono mai mancare grissini e fette biscottate, latte, melone, frutti di bosco, pesche, albicocche, banane, pomodori, zucchine, noci, mandorle e un po’ di cioccolato e biscotti se non si soffre di obesità o diabete. Di fondamentale importanza è evitare diete drastiche in vista della prova costume e non cadere nella monotonia della dieta”. Ma non è tutto, per la dott.ssa Chiari “Andrebbero evitati gli alimenti che svolgono un effetto-spugna sull’organismo, ovvero quelli che disidratano assorbendo acqua, come caffè, cibi raffinati e alcolici”.

Ecco infine i 10 consigli degli esperti per battere la stanchezza estiva a tavola e a merenda:

  1. MAI SALTARE I PASTI: il corpo ha bisogno di energie, soprattutto d’estate quando caldo e afa portano adulti e bambini a spenderne di più.
  2. DUE SPUNTINI AL GIORNO TOLGONO LA STANCHEZZA DI TORNO: colazione, pranzo e cena devono essere integrati da due snack per soddisfare il fabbisogno energetico e assimilare più nutrienti.
  3. RICARICATI OGNI TRE ORE: i pasti, snack inclusi, devono essere intervallati da pause di almeno tre ore per mantenere stabili i livelli di zuccheri nel sangue ed evitare attacchi di fame.
  4. OCCHIO ALLE CALORIE: snack con un apporto calorico superiore al 10% del fabbisogno giornaliero possono peggiorare la salute in particolare dei bambini esponendoli al rischio di obesità.
  5. GIUSTI NUTRIENTI, GIUSTA ENERGIA: nutrienti fondamentali per non esaurire le energie durante l’estate sono in particolare glucosio, potassio, calcio, magnesio, carboidrati complessi e antiossidanti.
  6. TANTA ACQUA È L’ABC: restare idratati è essenziale per assicurarsi che le reazioni chimiche cellulari avvengano correttamente e che la pressione arteriosa non scenda troppo.
  7. LEGGEREZZA È LA PAROLA D’ORDINE: in tavola e a merenda non devono mai mancare prodotti freschi e di facile digeribilità come frutta, infusi, latte, verdura, noci e mandorle.
  8. LARGO AI PRODOTTI INTEGRALI: comprare alimenti integrali come grissini e fette biscottate ricchi di fibre e di carboidrati complessi.
  9. RESISTI ALLE TENTAZIONI: alimenti grassi, zuccherati o eccessivamente salati e bevande alcoliche favoriscono la disidratazione e rallentano la digestione.
  10. SPAZIO ALLA FANTASIA: diversificare la dieta includendo una vasta gamma degli alimenti ed evitando così di ricadere nella monotonia.

FANO (PU): OMAGGIO AL GENIO DI LEONARDO DA VINCI E VITRUVIO


Fano (Pesaro Urbino) tiene fede al suo titolo di Città di Vitruvio nel presentare e celebrare il profondo legame tra Leonardo da Vinci e Vitruvio con la mostra “Leonardo e Vitruvio: oltre il cerchio e il quadrato. Alla ricerca dell’armonia. I leggendari disegni del Codice Atlantico” a cura di Guido Beltramini, Francesca Borgo e Paolo Clini. L’esposizione, inaugurata l’11 luglio, resterà aperta fino al 13 ottobre 2019 presso la Sala Morganti del Museo del Palazzo Malatestiano. Con questa grande e importante mostra, Fano si collega alle grandi capitali mondiali che stanno celebrando il genio vinciano in occasione del cinquecentenario della sua scomparsa.

La rassegna  indaga il rapporto tra il genio vinciano e l’illustre testo di Vitruvio, proprio nella città natale dell’architetto e teorico, con l’esposizione di cinque eccezionali disegni di Leonardo provenienti dal leggendario Codice Atlantico. A questi rari e pregiati disegni, si uniscono installazioni multimediali che esaltano e commemorano lo straordinario talento creativo e scientifico dei due grandi geni. La selezione delle opere in mostra copre l’intero periodo d’attività dell’artista vinciano, dagli ultimi decenni del Quattrocento ai primi del Cinquecento, spaziando da progetti ingegneristici, architettonici, idraulici e militari che Leonardo ha avuto modo di studiare proprio grazie al celebre trattato latino De architectura di Vitruvio.

Lo studio del maestro va oltre il famoso Uomo vitruviano e le teorie delle proporzioni perfette descritte dall’architetto, affrontando i più vasti temi scientifici, come l’idraulica, la geometria e l’ottica, studia poi i materiali e le tecniche pittoriche, infine analizza strumenti di misurazione e macchine prodigiose; tutti pensieri  espressi e giunti fino a noi attraverso la sua incredibile arte. Questa  mostra è un’occasione unica poiché permette a studiosi e visitatori di avvicinarsi ai preziosi fogli autografi di Leonardo, per la prima volta nella storia recente esposti sulla sponda centro-adriatica d’Italia.

Per maggiori informazioni

Leonardo e Vitruvio: oltre il cerchio e il quadrato. Alla ricerca dell’armonia. I leggendari disegni del Codice Atlantico: https://www.mostreleonardoraffaello.it/leonardo

Per conoscere la vasta offerta turistica di Fano una guida imprescindibile, in italiano e inglese, completa di tutto è il sito ufficiale del Turismo della città https://www.turismofano.com/.

Fano è presente sui social media e il suo hashtag è #visitfano

è presente su Facebook: https://www.facebook.com/visitfano/

e Instagram:  https://www.instagram.com/visit_fano/?hl=it

Come arrivare a Fano:

In auto: Autostrada A14, uscita Fano, uscita Marotta

In treno: da Milano – Bologna – Taranto –> stazioni Fano e Marotta

In aereo: aeroporti Ancona – Falconara (km 46); Rimini – Miramare (km 48)

Via mare: Stazione Marittima di Ancona, Porto Turistico di Fano

 

 

FRANCO BETTONI E’ “PRIMO IN SICUREZZA”: DALL’ANMIL ALLA PRESIDENZA INAIL


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FRANCO BETTONI (AL CENTRO) CON IL PROF.MARIO MORCELLINI E ROBERTO ALBORGHETTI DURANTE LA RECENTE PREMIAZIONE DI PRIMI IN SICUREZZA 2019. 

E’ una bella notizia che condividiamo con le tante scuole che lo conoscono da anni, dalle 17 edizioni di Primi in sicurezza. Su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Luigi Di Maio, il Consiglio dei Ministri ha deliberato l’avvio della procedura per la nomina del dott. Franco BETTONI a Presidente dell’Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro (INAIL). Così recita il comunicato del Consiglio dei Ministri di ieri. «Per la prima volta nella storia dell’INAIL la carica di Presidente viene conferita ad un invalido del lavoro», commenta il Presidente nazionale di ANMIL Zoello Forni, succeduto da pochissimo allo stesso Bettoni. «La scelta di Bettoni è il segno di una forte attenzione alle politiche di contrasto al fenomeno degli incidenti sul lavoro e delle malattie professionali, nonché alla tutela delle vittime.

BETTONILa lunga esperienza di Bettoni come componente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’INAIL e come Presidente dell’ANMIL, nonché la sua storia personale di lavoratore coinvolto in un grave incidente – prosegue Forni – rappresentano un bagaglio importante che, siamo certi, caratterizzerà il futuro impegno di Bettoni ai vertici dell’Istituto».

Bergamasco, Bettoni ha subito in grave incidente sul lavoro nel 1976 ed è iscritto all’Anmil dal 1980, che – dopo vari incarichi – ha guidato come Presidente nazionale per due mandati, dal dicembre 2008 a poche settimane fa. È stato anche presidente della FAND. A Franco Bettoni le felicitazioni da parte di Okay! e delle scuole che hanno partecipato alle edizioni di Primi in Sicurezza!

 

SAVE THE CHILDREN SU DATI INVALSI: POVERTA’ EDUCATIVA, “EMERGENZA SILENZIOSA”


 

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Scuola: Save the Children, povertà educativa vera emergenza silenziosa che mina alla radice il futuro di tanti bambini e bambine

“I nuovi dati diffusi dall’Invalsi confermano che nel nostro Paese la povertà educativa è una vera emergenza silenziosa che mina alle radici il futuro di moltissimi bambini e bambine e che quindi non può e non deve più essere ignorata”, ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – commentando quanto emerso dal Rapporto sulle prove Invalsi 2019 presentate oggi alla Camera.

“I divari territoriali che colpiscono i minori sono intollerabili ed è gravissimo che già dalle scuole primarie si consolidino le diseguaglianze che bloccano sul nascere la possibilità, per i più piccoli, di far fiorire i propri talenti e le proprie capacità. Purtroppo la rete dei servizi socio-educativi, ad oggi, fa ancora troppo poco per colmare queste distanze, anzi le accentua, visto che nelle zone del Paese dove la povertà educativa è più forte mancano i servizi per la prima infanzia, il tempo pieno a scuola ed altre opportunità di crescita indispensabili per il futuro dei bambini e degli adolescenti. È dunque fondamentale che il contrasto alla povertà educativa sia posto in cima alla lista delle priorità del governo se non vogliamo che nel nostro Paese il futuro delle nuove generazioni venga cancellato”, ha concluso Raffaela Milano.

S.O.S. MARE / AIUTO! PRESTO NUOTEREMO (E AFFOGHEREMO) NELLA PLASTICA!


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Se questo mare (siamo in Sardegna) continuerà ad essere così dipenderà solo ed esclusivamente da noi (e dalle scelte che faremo, a tutti i livelli).

Gli oceani e i mari ricoprono oltre i tre quarti del nostro pianeta e sono un patrimonio essenziale per la vita dell’uomo: ospitano numerose forme di vita, influiscono in maniera determinante sul clima, sono un’importante fonte di cibo, prosperità economica, benessere sociale e culturale. Purtroppo tutto questo è in pericolo: ogni anno tra i 5 e i 13 milioni di tonnellate di plastica finiscono nei mari, causando l’80% dell’inquinamento marino[1]. Continuando così, entro il 2050 ci sarà, in peso, più plastica che pesce negli oceani[2]. Questi rifiuti per i 4/5 entrano in mare sospinti dal vento o trascinati dagli scarichi urbani e dai fiumi; non importa se si vive in città o in montagna: la plastica, in ogni caso, raggiunge le coste.

L’Italia è prima in Europa e tra le prime al mondo per consumo di bottiglie di plastica: ogni giorno gli italiani usano 32 milioni di bottiglie di acqua minerale[3]. Un motivo in più per passare subito all’azione. Per questo Istituto Oikos ha messo in rete associazioni, aziende, enti pubblici e privati di 6 regioni italiane con lo scopo di fronteggiare insieme questa emergenza globale.

Ridurre il consumo di plastica mono-uso, aumentare la quota di riciclaggio dei rifiuti e promuovere una rapida transizione verso un sistemi di economia circolare sono questioni più che mai urgenti. Il progetto Life beyond plastic punta sui giovani, protagonisti di un crescente movimento globale, come attori chiave per sollecitare governi e imprese nell’adozione di modelli di produzione e consumo sostenibile.

L’iniziativa, che coinvolge Trentino, Lombardia, Liguria, Marche, Campania, Calabria e Sicilia, prevede laboratori interattivi per 2000 studenti, corsi di formazione per 120 insegnanti, la creazione di una rete di 70 scuole “plastic free” e di un network di 180 giovani attivisti impegnati per la sostenibilità del proprio territorio, 12 eventi pubblici e 3 grandi eventi con installazioni artistiche interattive organizzati in collaborazione con la rivista Focus, l’acquario di Genova e il MUSE di Trento. Non solo: il progetto chiama gli enti pubblici e le imprese private a rispondere alla sfida e ad avviare percorsi di riduzione e riuso della plastica all’interno delle proprie strutture e attività.

Tra un anno, per la prossima Giornata mondiale degli Oceani, si terrà un convegno organizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano-Bicocca durante il quale si farà il punto sui risultati ottenuti grazie al progetto e, soprattutto, sulla strada che ci aspetta come cittadini, ricercatori, politici e attivisti per garantire al mare, con il suo patrimonio di biodiversità e bellezza, un futuro rigoglioso e capace di continuare a sostenere la vita dell’uomo.

Il progetto di Istituto Oikos Life Beyond Plastic è finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo ed è possibile grazie alla partecipazione di: Caretta Calabria Conservation, Comune di Milano, Cooperativa Demetra Onlus, Ingegneria Senza Frontiere Milano, HelpCode Italia, Mani Tese Campania, Mani Tese Sicilia, Mondadori Scienza Spa ‐ Rivista Focus, MUSE – Museo delle Scienze, Università degli Studi di Milano Bicocca.

Per informazioni: www.istituto-oikos.orgmargherita.porzio@istituto-oikos.org

 Istituto Oikos è un’organizzazione non-profit impegnata in Europa e nei paesi del Sud del mondo per proteggere la biodiversità e promuovere forme di sviluppo sostenibile. È stata fondata a Milano nel 1996. Da allora, abbiamo ideato e promosso quasi 300 progetti in Italia, Europa e in undici paesi distribuiti tra Asia, Africa e Sud America.

[1] Plastic waste inputs from land into the ocean, 2016, Science

[2] The new plastics economy, 2017, Ellen MacArthur Foundation

[3] Mediterraneo in trappola, 2018, WWF

SCHELETRO RINASCIMENTALE RIEMERGE DALLE “VISCERE” DEGLI UFFIZI


Foto scheletro

I resti perfettamente conservati di una donna trovati nell’area di scavo adiacente all’aula di San Pier Scheraggio

Dalle viscere degli Uffizi riemerge uno scheletro rinascimentale: si tratta dei resti, perfettamente conservati, di una donna, risalenti presumibilmente alla fine del ‘400. Le spoglie si trovano nell’area degli scavi adiacente all’aula di San Pier Scheraggio, che un tempo era una chiesa: prima ancora che gli Uffizi fossero edificati e ne ‘inglobassero’ gli spazi, era un luogo di culto molto frequentato, tra l’altro anche da Dante Alighieri. Gli scavi archeologici, effettuati in questo punto all’interno delle gallerie (dalla cooperativa Archeologia, sotto la guida della Soprintendenza) da circa 20 anni, hanno riportato alla luce una porzione dei sotterranei dell’antico edificio religioso, che, come era uso secoli addietro, venivano anche usati per le sepolture. Lo scheletro, indicato con il codice identificativo 101, verrà ora portato ai laboratori di archeoantropologia della Soprintendenza per essere sottoposto ad esami ed analisi.