FIRENZE, UFFIZI: NEL “COSMO MAGICO” DI LEONARDO. ECCO LA SUA “ADORAZIONE DEI MAGI” RESTAURATA


  • Il cosmo magico di Leonardo, l’Adorazione dei Magi restaurata, Firenze, Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture, 28 marzo – 24 settembre 2017

L’Adorazione dei Magi di Leonardo degli Uffizi torna in Galleria dopo un restauro compiuto all’Opificio delle Pietre Dure, durato cinque anni. Infatti nel novembre del 2011 la grande tavola dell’Adorazione dei Magi di Leonardo fu trasferita al laboratorio di restauro della Fortezza da Basso, dove per molti mesi fu sottoposta a numerose indagini diagnostiche, prima che, nell’ottobre 2012, venisse finalmente presa la decisione congiunta di intraprenderne il restauro.

Perché restaurare l’Adorazione dei Magi? Questa domanda avrà certo percorso la mente di molti, davanti alla notizia che fu diramata nell’autunno del 2012 dalle Gallerie degli Uffizi e dall’Opificio delle Pietre Dure. Fra gli studiosi, dieci anni prima, quando era stato ventilato un possibile restauro, si erano accese discussioni e controversie: alcuni non erano certi che dalla superficie scura e brumosa potesse emergere qualcosa di più di quello che si poteva intravedere o, a volte, solo immaginare. Fra il grande pubblico poteva essersi diffusa un’abitudine inconscia, assimilata anche attraverso le riproduzioni nei libri scolastici e la mitologia cresciuta intorno al dipinto, che l’Adorazione fosse un’opera volutamente enigmatica, misterica e che esprimesse questo contenuto astratto attraverso la sua nebulosa composizione, dove si affollavano figure quasi indistinguibili, intente in azioni e gesti non decifrabili. In realtà, la complessità dell’Adorazione dei Magi sta in gran parte proprio nel suo essere un dipinto incompiuto, e incompiuto in modo difficilmente comprensibile.
Leonardo da Vinci, infatti, partendo nel 1482 da Firenze alla volta di Milano, lasciò la pittura a diversi livelli di avanzamento: alla stesura di azzurro del cielo, appena accennato, si affiancano aree quasi di solo disegno; figure più costruite e rilevate con colori scuri; immagini che si sovrappongono ad altre, cancellandole e cambiando l’intenzione precedente; zone di ricerca spaziale e volumetrica. Interpretare un’opera così non era certo facile, ma soprattutto per i restauratori non era una procedura comune confrontarsi con le idee continuamente in divenire di Leonardo, invece che con un lavoro finito.

Il progetto di conservazione
Secondo la metodologia propria dell’Opificio, si iniziò con una fase di studio, di ricerca e di indagini diagnostiche volta a comprendere sia la costruzione materiale dell’opera, sia la natura dei suoi problemi conservativi; da questi passi preliminari scaturirono e sono andati precisandosi meglio, nel corso del restauro, anche molti nuovi significati artistici, finora per lo più misconosciuti o addirittura ignoti. La conoscenza di tutti questi elementi è stato il punto di partenza necessario per elaborare un progetto di restauro che potesse consentire anche al grande pubblico una migliore comprensione e fruizione di questo straordinario capolavoro.

Due erano i motivi di preoccupazione: la marcata alterazione dei materiali superficiali non originali e gli evidenti problemi strutturali che si manifestavano nella separazione delle assi del tavolato di supporto e il cui progredire arrivava subito al di sotto della pellicola pittorica. Lo sporco e l’alterazione delle vernici impedivano la comprensione della profondità spaziale e anche la visione di molti dettagli. La manutenzione di Galleria nel corso dei secoli passati aveva accumulato sulla superficie pittorica numerosi strati di materiali diversi (colle, vernici, chiare d’uovo ecc.) che avevano prodotto anche un inizio di strappo del colore.

Il gruppo di lavoro formatosi intorno a quest’opera, diretto da Marco Ciatti e Cecilia Frosinini, ha legato insieme i risultati delle indagini diagnostiche, la riflessione sui significati storico-artistici del capolavoro e le indicazioni sulla sua storia conservativa, per mettere a punto le linee guida del restauro. La pulitura è stata condotta in modo ineccepibile e intelligente da Roberto Bellucci e Patrizia Riitano; il risanamento del supporto ligneo è stato compiuto da Ciro Castelli e Andrea Santacesaria, con la collaborazione di Alberto Dimuccio.

La pulitura è stata effettuata sui materiali non originali che col tempo si erano sovrapposti alla superficie, il cui spessore è stato solo assottigliato in maniera graduale e differenziata, a seconda delle condizioni di ogni singola area e di ogni figura. Altrettanto importante per la futura conservazione è stato il risanamento del supporto e del sistema di traverse con la predisposizione di un più adeguato funzionamento di controllo dei movimenti del legno, pur nel rispetto della struttura originale. Il progetto di conservazione messo a punto dall’Opificio delle Pietre Dure, in collaborazione con le gallerie degli Uffizi, comprende anche un piano di conservazione preventiva che segua e controlli l’opera nel tempo.
I risultati dell’intervento sono dunque molti, riassumibili in tre principali filoni:

1. una migliore conservazione di tutti i materiali originali;

2. una più approfondita conoscenza del processo creativo di Leonardo e della sua tecnica;

3. una più chiara lettura degli straordinari valori espressivi dell’opera.

Ora sono più leggibili tutte le figure ed i dettagli ed è anche percepibile l’eccezionale costruzione spaziale interna alla figurazione, soprattutto nello sfondo che si apre su una visione prospettica ed atmosferica tipica di Leonardo, sinora addirittura mascherata da una vera e propria patinatura (cioè uno strato di vernice pigmentata che voleva conferire all’insieme l’aspetto di un monocromo). Appare anche evidente come, in modo inconsueto per il suo tempo e unico persino nella sua produzione artistica, Leonardo abbia elaborato il disegno direttamente sulla tavola anziché su carta, come è evidente dai numerosissimi cambiamenti in corso d’opera che oggi sono di nuovo visibili. «Questo aspetto» precisa Marco Ciatti, Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure consente adesso di penetrare più a fondo nel processo creativo del pittore e, grazie al livello di conoscenza reso oggi possibile dalle indagini diagnostiche, di cercare di comprendere la genesi artistica di questo straordinario capolavoro. Impiego volutamente questo termine, “capolavoro”, verso il quale nutro normalmente una certa diffidenza, poiché troppe volte abusato a puro scopo pubblicitario, in quanto alla data della sua realizzazione l’Adorazione dei Magi costituiva una novità sconvolgente per il mondo artistico fiorentino e, a ben guardare, racchiudeva in sé alcune idee pittoriche che l’artista avrebbe sviluppato nelle sue opere successive, dagli studi per la Battaglia di Anghiari, al San Girolamo della Pinacoteca Vaticana, sino alla Vergine delle Rocce, nelle sue due versioni».

Si può dunque a buona ragione affermare che il risultato finale del restauro fa riscoprire un capolavoro straordinario per innovazione e invenzione, che da secoli nessuno aveva potuto vedere.

«Si tratta di un’operazione che, per la sua delicatezza e per il livello della sfida imposta, non è da meno del restauro del Tondo Doni di Michelangelo o del Cenacolo milanese in Santa Maria delle Grazie, dello stesso Leonardo» dichiara Eike D. Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, «ma anzi presentava una sfida e un livello di difficoltà maggiori perché esso non ha passaggi di riposo, o aree neutre e perché il restauratore avrebbe dovuto confrontarsi con un’immagine che non era compiuta nemmeno nella mente dell’artista che la generò. Se ci si riferisce alla superficie dipinta, e cioè a quelle raffigurazioni che la critica più attenta ha via via notato nel coacervo di immagini che si affastellano davanti agli occhi dell’osservatore, durante la pulitura si sono rivelati moltissimi altri testi e sottotesti, in un gioco di segni che sono sempre stati tracciati volontariamente sulla tavola e che esprimono l’incessante lavorio mentale dell’autore proprio nel momento stesso del suo operare».

L’intervento di restauro è stato reso possibile dal generoso sostegno degli Amici degli Uffizi «orgogliosi per aver partecipato» commenta la Presidente Vittoria Colonna Rimbotti «a un’avventura irripetibile, costellata da tante tappe emozionanti intorno a un’opera che riunisce bellezza assoluta e fragilità materica, il cui deterioramento andava fermato e scongiurato».

La Getty Foundation di Los Angeles ha finanziato le collaborazioni professionali necessarie all’intervento sul supporto.
In occasione della presentazione di questo prestigioso restauro al pubblico, all’Adorazione dei Magi di Leonardo sarà affiancata l’omonima pala, sempre degli Uffizi, di Filippino Lippi, commissionata nel 1496 al pittore per l’altare maggiore della chiesa di San Donato a Scopeto dai medesimi Canonici Regolari del convento di Sant’Agostino che nel 1481 avevano dato lo stesso incarico al da Vinci. Leonardo, come abbiamo accennato, non portò a compimento l’opera e non rispettò la consegna pattuita nell’arco dell’anno per la sua andata a Milano al servizio di Ludovico il Moro, per cui i Canonici si rivolsero poi al pittore Filippino Lippi. In mostra anche tre tavole raffiguranti San Donato, Sant’Agostino (prestiti del North Caroline Art Museum) e la coppia dei Santi Ubaldo e Frediano (collezione privata), che si presume siano quanto rimane di una predella dell’Adorazione del Lippi, che abbiamo voluto affiancargli per l’occasione.

La mostra a cura, come il catalogo edito da Giunti, di Eike D. Schmidt, Marco Ciatti e Daniela Parenti, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, con le Gallerie degli Uffizi, l’Opificio delle Pietre Dure, gli Amici degli Uffizi e Firenze Musei.

BARLETTA: ALL’IC D’AZEGLIO-DE NITTIS PRESENTAZIONE DI “PRONTO? SONO IL LIBROFONINO” (LUNEDI 3 APRILE 2017)


 

Conto alla rovescia a Barletta, all’Istituto Comprensivo D’Azeglio-De Nittis, in via Libertà 20, per gli incontri su “Pronto? Sono il librofonino”. Su iniziativa del Dirigente scolastico prof. Alfredo Basile, della referente del Progetto Lettura prof.ssa Campese e del gruppo docenti, è stata organizzata una mattinata nel corso della quale, allievi e insegnanti, saranno attivamente coinvolti nelle tematiche sollevate dal libro di Roberto Alborghetti. L’incontro è in programma lunedi 3 aprile 2017, presso la sede di Viale Mancini 3 e ruoterà attorno al tema “Smombies, smartphones e cyber-bulli”. Questo il programma:
ORE 10,05 – Incontro con le Classi Prime A, H, G, Scuola Secondaria 1°
ORE 11,30 – Incontro Classi Prime C,E, I
Scuola Secondaria 1°. Gli incontri saranno introdotti dal saluto del Dirigente Scolastico Prof. Alfredo Basile
Dunque, anche a Barletta, verrà proposto un vero e proprio “spettacolo didattico” che sta già appassionando migliaia di studenti. Con l’autore sarà presente Paolo Sandini, de I Quindici. L’incontro sulle realtà proposte da “Pronto? Sono il librofonino” rientra nelle attività e nei progetti che l’IC “D’Azeglio-De Nittis dedica ai temi della legalità, della sicurezza e della lettura.

“Pronto? Sono il librofonino” suggerisce una storia, per prendere coscienza che la tecnologia non va usata “per mentire, deridere o ingannare un altro essere umano” o per farsi coinvolgere in conversazioni che possono fare del male agli altri. Animato dalle bellissime illustrazioni di Eleonora Moretti, caratterizzato dalla grafica colorata e innovativa di Emilia Penati, il #librofonino – come ormai è popolarmente chiamato – è un fanta-racconto su un cellulare che “racconta storie di smombies, smartphones e cyber-bulli.

Uscito da poche settimane, sta già suscitando grande interesse tra gli studenti, le famiglie e le istituzioni, come dimostrato dai recenti (e partecipatissimi) incontri svoltisi a Milano, nelle Marche, in Puglia, a Bianchi e Colosimi (Calabria). Anche l’evento di Barletta darà l’opportunità a ragazzi e ragazze di riflettere su uno dei fenomeni che ci tocca tutti: quello della comunicazione tramite i telefonini, realtà che ci sta cambiando (e condizionando) la vita quotidiana. Come noto, tra i temi centrali del libro, anche quelli del bullismo e del cyber-bullismo.

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VOLETE ANCHE VOI ORGANIZZARE UN INCONTRO SUL “LIBROFONINO” CON LA PARTECIPAZIONE DEL SUO AUTORE? ECCO I RIFERIMENTI DA CONTATTARE

sandinipaolo@gmail.com, 329 4128260

IL 7 APRILE APPUNTAMENTO ALL’IC “PRUDENZANO” DI MANDURIA (TA) PER UNA MATTINATA SUL #LIBROFONINO


 

 Manduria

Gli incontri di presentazione dedicati al testo “Pronto? Sono il librofonino” hanno in calendario un’altra tappa molto attesa, a Manduria, in provincia di Taranto. Qui, l’Istituto Comprensivo “Prudenzano”, su iniziativa della Dirigente scolastica prof.ssa Anna Laguardia e del gruppo docenti, ha organizzato una mattinata nel corso della quale, allievi e insegnanti, saranno attivamente coinvolti nelle tematiche sollevate dal libro di Roberto Alborghetti.

L’incontro – reso possibile anche grazie agli sponsor – si terrà venerdi 7 aprile 2017, presso la sede di Viale Mancini 3 e ruoterà attorno al tema “Smombies, smartphones e cyber-bulli”. Questo il programma: Ore 9,15 Incontro con le Classi Quinte della Scuola Primaria e Classi Prime della Scuola Secondaria 1°; Ore 11,00 Incontro Classi Seconde e Terze della Scuola Secondaria 1°. La Dirigente Scolastica Prof.ssa Laguardia porterà il saluto a nome dell’Istituto Comprensivo.

Come accade in questi incontri, l’autore condurrà delle vere e proprie animazioni, ricorrendo anche a filmati, foto, musiche. Un vero “spettacolo didattico” che sta già appassionando gli studenti. Con l’autore sarà presente Paolo Sandini, de I Quindici. L’incontro sulle realtà proposte da “Pronto? Sono il librofonino” rientra nelle attività e nei progetti che l’IC “Prudenzano” sta promuovendo sui temi della legalità e della sicurezza. Tra l’altro, come spesso abbiamo riferito anche sul sito di Okay!, l’IC di Manduria si è reso protagonista di importanti affermazioni in concorsi ed iniziative. Da segnalare, ad esempio, l’impegno nella realizzazione del giornale scolastico, premiato in rassegne e gare giornalistiche.   

“Pronto? Sono il librofonino” suggerisce una storia, per prendere coscienza che la tecnologia non va usata “per mentire, deridere o ingannare un altro essere umano” o per farsi coinvolgere in conversazioni che possono fare del male agli altri.

Animato dalle bellissime illustrazioni di Eleonora Moretti, è un fanta-racconto su un cellulare che “racconta storie di smombies, smartphones e cyber-bulli. Uscito da poche settimane, sta già suscitando grande interesse tra gli studenti, le famiglie e le istituzioni, come dimostrato dai recenti (e partecipatissimi) incontri svoltisi a Milano, nelle Marche, in Puglia, a Bianchi e Colosimi (Calabria). Anche l’evento di Manduria darà l’opportunità di riflettere su uno dei fenomeni che ci tocca tutti: quello della comunicazione tramite i telefonini, realtà che ci sta cambiando (e condizionando) la vita quotidiana.

 

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MILO E IL SUO CASTELLO: UN LIBRO ILLUSTRATO SULLA CURA DELLA FIBROSI CISTICA


 

“Milo e il suo castello” è un libro illustrato che aiuta grandi e bambini a parlare di fibrosi cistica e dell’importanza delle cure quotidiane.

“A Milo piaceva mascherarsi, spaventare mamma e papà, lasciarli senza fiato per lo stupore e la meraviglia. Era bello ridere e poi riprendere fiato per ricominciare a respirare tutti insieme.”

 

MILO E IL SUO CASTELLO nasce dall’incontro tra LIFC–Lega Italiana Fibrosi Cistica, associazione di genitori e pazienti con oltre 30 anni di storia, e Carthusia Edizioni, casa editrice dall’elevata progettualità specializzata in editoria per bambini, con l’obiettivo di sensibilizzare i bambini con fibrosi cistica sull’importanza di volersi bene e di prendersi cura di sé, anche in adolescenza. Esigenza fondamentale perché, come   spiega il medico di LIFC Federico Cresta, per loro “la regolare aderenza ai trattamenti riveste un’enorme importanza in termini prognostici, ma spesso questa necessità clinica si scontra con la giusta voglia di una vita normale”.

“L’avventura è iniziata in casa editrice intorno a un grande tavolo, in un confronto di esperienze e competenze diverse seguendo una modalità di lavoro in equipe ormai consolidata per noi” racconta Patrizia Zerbi, editore di Carthusia. Grazie a un focus group, il gruppo della LIFC composto da Gianna Puppo Fornaro, Presidente dell’associazione e madre di Marco, da Fabio Truddaio, padre di Davide e Carthusia, dal medico Federico Cresta e dalla psicoterapeuta Rita Pescini ha incontrato Carthusia e dei suoi autori. Un bellissimo lavoro di squadra che ha dato vita al castoro Milo, un eroe piccolo, ma forte e coraggioso, che col tempo e l’aiuto dei genitori impara a volersi bene e a occuparsi autonomamente di sé.

“La collaborazione ci è sembrata un’occasione importante per trasmettere non solo ai piccoli pazienti ma a tutti i bambini, l’importanza di credere nelle proprie capacità e di non lasciarsi abbattere di fronte alle difficoltà che incontriamo, senza sentirci inadeguati e perdere la fiducia in sé stessi” ricorda Gianna Puppo Fornaro, Presidente di LIFC.

La storia delicata e commuovente di Milo, scritta dalla brava Emanuela Nava e vivacemente illustrata da Annalisa Beghelli, è infatti un esempio universale di crescita basato sul principio che “le storie ci avvicinano alla vita con tocco delicato, curando l’anima nel silenzio che segue la parola letta”, come spiega la stessa autrice.

Alla fine della storia, alcune pagine di attività stimolano il lettore a calare il racconto nel proprio vissuto, grazie a spunti di riflessione pensati, come sottolineato dalla psicoterapeuta di LIFC Rita Pescini, per aiutare il bambino a tirare fuori le proprie emozioni e ad articolare la propria esperienza, dandogli il tempo per rielaborare e lo spazio per raccontarsi”.

 

Roche, azienda fortemente impegnata in ricerca ed innovazione, ha sostenuto con forza il progetto, simbolo della volontà di schierarsi a fianco del coraggio delle persone con fibrosi cistica e non solo, che tutti i giorni trovano la forza per superare la malattia, e di chi, come la famiglia e gli amici, dà loro sostegno e fiducia. Questa collaborazione ha reso possibile la realizzazione del volume in un’edizione speciale in 2.500 copie che sono state distribuite gratuitamente ai principali centri pediatrici che si occupano di fibrosi cistica. All’interno di ogni copia è inserito un pieghevole rivolto agli adulti che racconta il progetto e offre indicazioni sull’uso del libro con i bambini, per aiutarli ad affrontare al meglio una quotidianità che Fabio Truddaiu, papà di Davide e Giulia, ha descritto come “quella di un atleta che si allena ogni giorno per migliorare la sua performance, scandita in modo molto preciso da una serie di ripetitive attività giornaliere.”

Carthusia Edizioni ha realizzato anche un’edizione per la libreria del volume distribuita su tutto il territorio nazionale, nelle biblioteche e negli store online, con prezzo di copertina di € 16,90; una parte delle royalties sul venduto andranno a sostenere la Lega Italiana Fibrosi Cistica.

Milo e il suo castello” è il nono titolo della collana “Storie al quadrato” pubblicata da Carthusia Edizioni, una serie di volumi illustrati, con brevi e delicate storie pensate per i più piccoli, e con pagine finali di attività, per parlare di argomenti importanti e difficili con parole leggere.

 

Per informazioni:

Ilaria Maurri
i.maurri@carthusiaedizioni.it
Cel. 335.1234242

 

O.Ma.R. – Osservatorio Malattie Rare
www.osservatoriomalattierare.it
info@osservatoriomalattierare.it

“TI PARLO DELLA MIA FAMIGLIA”: ECCO L’ALBUM-STRISCIA DI VITTORIA DI RIMINI


Nelle foto: alcune immagini del singolare lavoro realizzato da Vittoria Serofilli di Rimini, che ha raccontato la sua famiglia componendo un simpaticissimo album-striscia. 

 

Raccontare la propria famiglia, parlare dei propri genitori, dei propri fratelli e sorelle, narrare “come” si vive all’interno delle mura della propria casa, le proprie giornate, ricordando episodi e momenti lieti o tristi che si sono vissuti insieme, i piccoli e grandi gesti che si compiono quando si vive insieme e si sogna insieme…
E’ questo il senso della seconda edizione dell’iniziativa “Ti parlo della mia famiglia” che Kiwanis International, Kiwanis Club Bergamo Orobico Onlus ed OKAY!, dopo il grande successo della prima edizione, promuovono a livello nazionale tra le scuole materne, scuole primarie e secondarie di primo grado, statali e paritarie.
FINALITA’
La finalità è quella di dare spazio, visibilità e attenzione alle voci di ragazze e ragazzi, offrendo loro l’opportunità di pensare alla realtà della propria famiglia e raccontarla con semplicità e spontaneità, nelle sue scene e nei suoi momenti quotidiani, nelle giornate felici e anche in quelle più tristi. Ma anche di fissare – in un semplice commento, in un semplice pensiero, in un semplice disegno – il bello di vivere con i propri genitori, i propri fratelli e sorelle, con i nonni, e perché no?, zie e zii, cugini e cugine…
Dunque, l’iniziativa vuole proporsi come una opportunità per esprimere i propri sentimenti, le proprie sensazioni, le proprie emozioni, i propri ricordi per esperienze, fatti e realtà che costituiscono il mondo della famiglia e la bellezza di vivere insieme con mammà e papà e con quanti condividono con noi i giorni della nostra vita.
COME ADERIRE
Attraverso messaggi, scritti, disegni ed immagini (come fotografie e piccoli video) la scuola italiana è invitata a raccontare storie, fatti, emozioni e situazioni che costituiscono l’esperienza di vivere in famiglia, da cogliere e raccontare nei suoi vari componenti, nelle sue diverse situazioni, nelle difficoltà e nelle gioie di ogni giorno.

Attraverso le varie forme della creatività e della piena libertà espressiva, i partecipanti potranno eseguire lavori che illustrano le tematiche collegate alla famiglia, magari partendo da semplici “punti di osservazione”.
Ad esempio: da chi è composta la famiglia; descrivere mamma e papà, nel loro aspetto fisico e in quello che fanno (ad esempio: il lavoro e gli hobbies); parlare o disegna i fratellini e le sorelline, scrivere dei giochi che si fanno insieme, in casa e fuori, con gli amici.
E ancora: raccontare come si vivono le giornate (mattino, pomeriggio, sera) i giochi, le gite, le vacanze, i momenti che si vivono insieme (ad esempio, a tavola, una passeggiata, sul campetti di calcio, davanti alla tivù, all’oratorio, a scuola, in parrocchia, in un gruppo sportivo e ricreativo); parlare e disegnare i momenti allegri e felici e anche quelli in cui ci si sente magari un po’ giu’….
Oppure, semplicemente, lanciare un messaggio a mamma e papà, raccontando loro quello che magari, per timidezza, non si è mai riusciti a dire… O narrare, con uno scritto od un disegno, un fatto particolare, che ha coinvolto tutta la famiglia.
Insomma, divertitevi a raccontare “tutti i colori” della famiglia, le sue persone, gli ambienti dove si vive, le esperienze e le storie vissute insieme.
PRESENTAZIONE DEGLI ELABORATI
Gli elaborati potranno essere presentati nelle forme e con i supporti più vari: album, opuscoli, fascicoli, giornali scolastici, dvd, cd-rom, pen-drive, siti web e così via.
Tutti i lavori dovranno pervenire entro e non oltre il 15 aprile 2017 (fa fede il timbro postale) al seguente indirizzo: Okay!, presso Casa M.E.Mazza, via Nullo 48, 24128 Bergamo.

CERIMONIA DI PREMIAZIONE
Una commissione giudicatrice selezionerà i migliori lavori pervenuti. Le scuole saranno premiate con prodotti di utilità didattica nel corso di un evento pubblico a Bergamo in occasione della Giornata per la Famiglia, fissata per il 15 maggio 2017. Nella medesima manifestazione verrà organizzata una mostra dei migliori lavori pervenuti.

INFORMAZIONI
Informazioni e regolamento sono reperibili sul mensile e sul sito di Okay! – https://okayscuola.wordpress.com/ – che dedicherà pagine speciali e notizie.

#LIBROFONINO: IL 31 MARZO ALLA “SETTIMANA DELLA LETTURA” A S.GIOVANNI VALDARNO (FIRENZE)


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Il prossimo incontro di presentazione di “Pronto? Sono il librofonino” si terrà VENERDI 31 MARZO 2017, nella SETTIMANA DELLA LETTURA, 19a MOSTRA MERCATO DEL LIBRO,a SAN GIOVANNI VALDARNO (FIRENZE), Ore 9. Con Roberto Alborghetti interverrà l’illustratrice Eleonora Moretti, che ha creato i bellissimi disegni del libro. L’incontro con le classi scolastiche si terrà presso l’Aula Magna IPSIA “Marconi”; evento promosso da LiberArte, Amici della Biblioteca e dei Musei,Biblioteca Comunale, con il patrocinio del Comune di San Giovanni Valdarno. Successivamente, il “librofonino” sarà presentato in Puglia, secondo un fitto calendario che comunicheremo prossimamente. 

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GUARDATE CHE MONDO SBALORDITIVO SI “NASCONDE” SU UN CASSONETTO DEI RIFIUTI…


Immagini di un’esperienza “visuale” che ha coinvolto gli studenti dell’IC “Sylos” di Bitonto, Istituto Comprensivo diretto dalla prof.ssa Angela Maria Mangini. Roberto Alborghetti, nel contesto del suo progetto “Lacer/azioni”, ha guidato gli allievi per le vie della città, a scoprire che anche un cassonetto nasconde un mondo…”sbalorditivo”, come mostrato nel video.

Immagine realizzata dagli studenti dell’IC Sylos, Bitonto, Bari.

 

FIRENZE: PLAUTILLA NELLI, LA PRIMA PITTRICE FIORENTINA, IN MOSTRA AGLI UFFIZI


  • Plautilla Nelli, Arte e devozione in convento sulle orme di Savonarola, Firenze, Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture, 9 marzo – 4 giugno 2017

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Alle donne artiste, e in particolare alle donne che coltivarono il loro talento creativo tra le mura conventuali, gli studi hanno dedicato crescente attenzione, specie negli ultimi vent’anni.

Anche la figura di Plautilla Nelli (Firenze 1524-1588), la “prima pittrice fiorentina” le cui opere ai tempi di Giorgio Vasari erano disseminate nei conventi e nelle dimore dei gentiluomini fiorentini, è stata investita dall’impulso dei nuovi studi. Per tale motivo le Gallerie degli Uffizi hanno voluto inaugurare la serie di mostre dedicate alle donne artista con una monografica sulla suora pittrice.

Entrata a quattordici anni nel convento domenicano di Santa Caterina in Cafaggio – a Firenze, in piazza San Marco -, Plautilla, imbevuta della mistica savonaroliana, fu interprete appassionata della poetica figurativa ispirata al magistero di Girolamo Savonarola nel campo delle arti e al nuovo modello disciplinato di santità femminile della riforma tridentina.

Nel monastero fiorentino ricoprì la carica di priora e fu a capo di una fiorente bottega artistica grazie alla quale numerose consorelle sue discepole contribuirono alla diffusione di immagini sacre, avvalendosi di una tecnica pittorica da vere professioniste. Intesa come parte integrante del lavoro quotidiano delle suore e approvato come regola di tutte le terziarie domenicane, la creazione di immagini sacre era valutata essenzialmente per la loro efficacia devozionale e non certo dal punto di vista dell’originalità dello stile o della composizione. Il gusto “conservatore” nel campo artistico delle suore – e di Plautilla Nelli in particolare – rifletteva la scala dei valori maggiormente stimati, tra cui al sommo grado quelli che rappresentavano la continuità della illustre tradizione artistica domenicana.

L’attività artistica del convento di Santa Caterina in Cafaggio fu destinata a soddisfare principalmente la richiesta del mercato dei “parenti e clienti”, ovvero di coloro i quali erano legati alla vasta rete dei conventi toscani dell’Ordine dei Predicatori. La richiesta era diffusa a tal segno da implicare la serialità, come nel caso dei quattro dipinti raffiguranti l’immagine di una santa domenicana ritratta di profilo che costituiscono il fulcro di tutta la mostra.

La vendita di tali opere divenne poi fondamentale per la vita del convento di Santa Caterina all’indomani della riforma dei monasteri femminili emanata dai decreti tridentini (1566), riforma che sanciva la proibizione di ricercare beneficenze fuori delle mura conventuali.

Le modifiche apportate alle iscrizioni che riportano il nome di santa Caterina da Siena distinguibili nella serie dei quattro dipinti tramandano il nome di “un’altra Caterina”: suor Caterina de’ Ricci, coetanea di Plautilla e anch’ella fervente savonaroliana, suggerendo la possibilità che in tali ritratti la Nelli volesse rappresentare la “monaca santa” di Prato, uguagliandola alla santa senese.

Finalmente è giunto il tempo che a Plautilla si dedichi una mostra, il tempo di riscattare la sua memoria storica e le sue opere d’arte spesso, ingiustamente, assegnate a uomini artisti: una mostra questa di Plautilla che apre la serie delle iniziative che le Gallerie degli Uffizi hanno in programma di realizzare ogni anno dedicate all’altra metà del cielo, alle donne che seppero distinguersi anche nel campo delle arti.

La mostra a cura, come il catalogo edito da Sillabe, di Fausta Navarro, è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con le Gallerie degli Uffizi e Firenze Musei, ed è stata realizzata con il generoso contributo di Advancing Women Artists Foundation e con la collaborazione del Museo del Tessuto di Prato.

Il catalogo Plautilla Nelli. Arte e devozione in convento sulle orme di Savonarola e l’omonimo breve video documentario in mostra sono stati infatti realizzati con il contributo della Advancing Women Artists Foundation, che ha anche finanziato il restauro di 5 opere e 2 manoscritti esposti, alcuni dei quali sono di nuova attribuzione.

La fondazione statunitense (www.advancingwomenartists.org), operativa a Firenze dal 2006, si dedica al restauro e all’esibizione dell’arte al femminile conservata nei musei e nelle chiese della città. Nell’ultima decade ha restaurato 21 opere di Plautilla Nelli, contribuendo notevolmente alla riscoperta dell’artista e diffondendo la sua storia a Firenze e in tutto il mondo.

“Pochi sanno che da ben più di cinque secoli Firenze è un vero e proprio centro per l’arte al femminile” spiega Jane Fortune, fondatore e presidente di AWA. “Le opere di artiste donne che abbiamo ritracciato e censito nei musei e chiese di Firenze sono più di 2.000. Sono una parte ‘invisibile’ della storia dell’arte, che necessita di essere restituita al pubblico. Plautilla Nelli ha aperto la strada ad altre donne della sua epoca e ha goduto di un successo senza precedenti. È l’ispirazione il vero stimolo della nostra missione: dare voce alle donne artiste del passato. Grazie a questa mostra, Nelli non sarà più tra le artiste ‘invisibili’”.

«Con la mostra dedicata a Plautilla Nelli non vengono soltanto posti i riflettori su una protagonista della pittura fiorentina del Cinquecento e della riforma e spiritualità savonaroliana» afferma Eike D. Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi, «ma, insieme alla monografica dedicata a Maria Lassnig, che aprirà il 25 marzo, instituiremo per gli anni a venire una serie di esposizioni dedicate alle donne artiste.»

PER LE SCUOLE DI BERGAMO E PROVINCIA: “OPERAZIONE SORRI-DENTE”, GARA CONCORSO SUL TEMA DELLA SALUTE DENTALE


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LA SALUTE INIZIA DAI DENTI
Come conoscere tutti i segreti per avere un sorriso perfetto e una dentatura sana? Semplice: partecipando al concorso “Operazione Sorri-dente con CAREDENT”.
Grazie a questo progetto la famosa catena di cliniche dentali entra direttamente nelle scuole, per insegnare quanto sia importante mantenere i propri denti forti e in salute fin dai primi anni di vita.

CAREDENT ha pensato ad un progetto divertente, che coinvolge i bambini in prima persona, permettendo loro innanzitutto di imparare la fisiologia dei denti, la loro importante funzione e le corrette pratiche per mantenere sano il proprio cavo orale.

La campagna CAREDENT si propone, in modo simpatico e giocoso, di fornire spunti e strumenti operativi e creativi per stimolare lo studente ad apprendere stili di vita sani. Si parte innanzitutto da una corretta alimentazione e da un’accurata igiene orale, importante quanto gli strumenti che si utilizzano per raggiungere questo obiettivo.
Il concorso ideato da CAREDENT si presta ad assere sviluppato attraverso momenti interdisciplinari che interessano diverse materie come quelle scientifiche, linguistiche, storiche e di educazione all’immagine.

QUESTIONE DI DENTI
Le scuole che parteciperanno a questo interessante progetto potranno avvalersi della presenza dei dentisti CAREDENT, che saranno disponibili ad incontrare i bambini per spiegare loro com’è fatto un dente, a cosa serve, quali sono le patologie a cui si può andare incontro se si trascura l’igiene del cavo orale e quali sono le giuste mosse per assicurarsi una pulizia adeguata.

Una volta affrontato il percorso insieme agli esperti, toccherà ai ragazzi mettere in campo tutta la loro fantasia per concretizzare le informazioni apprese. Le classi saranno infatti chiamate a realizzare un prodotto didattico che riguardi i denti e la loro salute, stimolando di conseguenza la ricerca e l’approfondimento su questa importantissima tematica.

ECCO LE SCADENZE
Tutte le informazioni reperite andranno poi a condensarsi in un progetto proprio, che potrà essere presentato attraverso disegni, cartelloni, fumetti, interviste, registrazioni audio o video, album, fotografie, opuscoli, giornali scolastici, supporti cartacei, multimediali, plastici e tutto ciò che la fantasia e la creatività suggeriscono. Gli elaborati dovranno pervenire, entro il 30 aprile, all’agenzia di comunicazione L’Azzurro Events in via Carnovali 31 – 24126 Bergamo.

I lavori saranno valutati da una giuria e i migliori saranno successivamente esposti in una mostra organizzata nel corso dell’evento conclusivo CAREDENT, dove le scuole che hanno aderito al progetto saranno premiate.

Per le scuole che parteciperanno al concorso ci saranno dei simpatici gadgets offerti da CAREDENT!

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Per infornazioni:
Manuela Bergamonti – L’Azzurro
cell.347.4449600
email: press@lazzurro.it

 

RACCONTATE LA VITA DEI VOSTRI NONNI: REGAL ACADEMY VI PREMIA (SCADENZA: 31 MARZO 2017)


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Fino al 31 marzo si può partecipare alla  grande iniziativa lanciata da Rainbow attraverso Regal Academy! Leggete bene il bando qui sotto e…coinvolgete i vostri nonni.

CHE COSA FARE

  • Coinvolgiamo i nonni! Decidete insieme con gli insegnanti i nonni da poter coinvolgere in questo progetto.

Proponete ai nonni di intervenire in classe e raccontare la loro esperienza o un momento di vita importante, basandovi su una delle tematiche proposte nella pagina qui di seguito, ispirate ai nonni di Regal Academy.

 

  • Fatevi ispirare dai racconti dei nonni, per realizzare il vostro elaborato:

– Realizzate delle registrazioni, oppure un reportage con foto e video, e scrivete il racconto.

– Il lavoro potrà essere accompagnato da una parte testuale che spiegherà i motivi della “creazione” realizzata.

Lasciatevi emozionare dai racconti dei nonni e lasciate ampio spazio alla fantasia e alla creatività!

 LE SCADENZE

  • Spedite gli elaborati ENTRO IL 31 MARZO 2017 con le seguenti modalità:

Via email a: okay@esprithb.it se si tratta di lavoro multimediale (video).

Per posta ordinaria a: Esprithb – via Cesare Ajraghi, 40 – 20156 Milano se si tratta di lavoro cartaceo (foto/disegni/manoscritti).

Una giuria tecnica composta da un rappresentante Rainbow ed Okay valuterà gli elaborati pervenuti e decreterà la classe vincitrice, che si aggiudicherà un’esperienza esclusiva “regale” con i propri nonni e le altre due classificate vinceranno un magico premio Regal Academy.