“OGGI MI FACCIO UN GOAL!”: LA CARTELLA STAMPA SUL LIBRO CHE RACCONTA LA SQUADRA PIU’ “FORTE” DELL’ANNO


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“Oggi mi faccio un goal!”, firmato da Roberto Alborghetti, con le illustrazioni di Eleonora Moretti (edizioni I Quindici) sta già suscitando grande attenzione, negli istituti scolastici e nell’ambiente della formazione calcistica. A fine gennaio –  dopo il “lancio” inaugurale di Milano, alla presenza del campione Franco Baresi (NELLE FOTO DI QUESTO POST) – si terranno alcuni eventi in provincia di Cosenza, di cui informeremo prossimamente. Intanto, ecco un documento importante: è la cartella stampa relativa alla pubblicazione, con notizie, dati e contributi dedicati al libro che racconta l’avventura straordinaria di una piccola squadra di quartiere (i “Forti e Tenaci”), di  un allenatore di calcio e di un sogno trasformato in realtà.

“Oggi mi faccio un goal!” propone una bella storia sportiva raccontata da un pallone… in persona! Anzi, in prima persona.Dopo il grande successo di “Pronto? Sono il librofonino”, sui temi dell’uso e dell’abuso delle nuove tecnologie, Roberto Alborghetti nel nuovo testo, sempre illustrato da EleonoraMoretti, indaga il mondo dello sport più diffuso e popolare nel nostro Paese: il calcio. Lo fa, questa volta, afdando il racconto ad un pallone. Del resto, chi meglio di un pallone può narrare imprese e avventure calcistiche, come quelle di un gruppo di ragazzi che, presi dalla strada, si trovano al centro di un importante appuntamento agonistico che li coinvolgerà in una serie di fatti e vicende appassionanti?

Per informazioni e contatti per incontri con l’autore: sandinipaolo@gmail.com

CLICCA E SCARICA LA CARTELLA STAMPA SU ACADEMIA.EDU

https://www.academia.edu/34707234/OGGI_MI_FACCIO_UN_GOAL_Cartella_Stampa.pdf

 

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SIENA: VIAGGIO IN CINA CON IMMAGINI D’AUTORE. MOSTRA PROROGATA FINO AL 21 GENNAIO ’18


La mostra JE VOUDRAI SAVOIR, aperta al pubblico lo scorso 4 novembre e il cui termine di chiusura era previsto il 7 gennaio 2018, viene prorogata al 21 Gennaio 2018. Nel corso di questi mesi l’esposizione ha ottenuto grandi consensi di pubblico, oltre che ottimi riconoscimenti da parte della stampa e della critica di settore. E’ stato deciso quindi di prolungarne l’apertura affinché possa essere visitata da coloro che non hanno avuto ancora modo di ammirare i lavori di Franco Fortini in occasione del centenario della nascita.

JE VOUDRAI SAVOIR è una rassegna essenzialmente fotografica, anche se accompagnata da una parte documentaria, prodotta dal Santa Maria della Scala ed organizzata in collaborazione con il Centro Franco Fortini dell’Università di Siena. La mostra, il cui titolo prende spunto da una frase dello stesso Fortini: «Io non mi arrendo tanto volentieri e trovo buona ogni occasione per avviare una conversazione più seria; col resultato di tormentare gli interpreti. Gli amici mi hanno soprannominato je voudrais savoir, che è l’inizio di quasi tutte le mie frasi», rientra nei festeggiamenti per il centenario della nascita di Franco Fortini (1917-1994), raffinato intellettuale del Novecento italiano.

Nel settembre 1955 un gruppo di intellettuali italiani partecipano alla prima delegazione in visita ufficiale nella Repubblica Popolare Cinese (costituita nel 1949). La delegazione era  presieduta da Piero Calamandrei ed organizzata dal Centro Studi per le relazioni con la Cina di Ferruccio Parri. Oltre a Fortini, ne facevano parte  altri importanti personaggi della cultura novecentesca, tra i quali Franco Antonicelli, Norberto Bobbio,  Carlo Bernari, Carlo Cassola,, Ernesto Treccani e Antonello Trombadori, e lo stesso Piero Calamandrei.

Recarsi in Cina era un sogno, come sottolinea Treccani qualche tempo dopo, un momento al quale nessuno di loro poteva rinunciare. Punto di partenza della rassegna è stata una riflessione sullo scritto di Fortini intitolato Asia Maggiore. Viaggio nella Cina edito nel 1956 da Einaudi, il primo importante libro italiano sulla Cina Popolare, la ricerca si è poi allargata al reportage privato che lo scrittore e poeta, realizzò durante il suo soggiorno cinese. L’accostamento dei suoi scritti e delle sue fotografie a quelli dei suoi compagni di viaggio, moltiplicando i punti di vista, ha poi proposto un dialogo fatto di immagini e pensieri dal quale emerge un ricco panorama della Cina di allora, carico di suggestioni che innestano su radici millenarie, in presa diretta, i germogli del futuro.

Nell’arco dei due anni successivi, quasi tutti i partecipanti, pubblicarono scritti o racconti di quell’esperienza secondo le proprie peculiari capacità intellettuali esattamente come sottolinea Fortini in Asia Maggiore “tutta l’agitazione di questi viaggi non pagherà mai il contributo vero che potremo dare al nostro paese – e a tutti i paesi – facendo del nostro meglio per eseguire bene il nostro mestiere, di filosofi se siamo filosofi, di politici se politici, di poeti se poeti. È vero, mi dico, che una delegazione come la nostra, pur con la sua apparente insufficienza e con la sua inevitabile sfumatura turistica, adempie egualmente al suo compito, sì che, ritornati in Italia, diremo e scriveremo tutto quello che avremo veduto e di cui veramente la maggior parte dei nostri connazionali delle classi dirigenti non ha neppure la più vaga idea”

Il percorso espositivo curato da Lucia Simona Pacchierotti e dall’Architetto Alessandro Bagnoli, il quale si è occupato anche del progetto allestitivo, si dipana tra immagini, scritti e ambientazioni sonore e vuole evidenziare proprio il viaggio emozionale, la scoperta, la sorpresa genitrice di un intrecco di sentimenti suscitati dalla “Cina” in Fortini e compagni. A corredo della parte fotografica due acquarelli, il primo del 1910 ca. di Anonimo tratto dall’album Insetti, erbe, fiori e piante proveniente dalla collezione della famiglia Calamandrei e  Ragazza dello Yunnan di Ernesto Treccani in prestito dalla Fondazione Corrente.

 

ROMA: GRANDE INTERESSE PER I “PICCOLI PRESEPI”. AVETE PORTATO IL VOSTRO?


Davvero grande l’interesse per i “Piccoli presepi nel cuore di Roma” esposti presso la storica e monumentale Basilica di Sant’Andrea della Valle, nel centralissimo Corso Vittorio Emanuele II, a pochi passi da Piazza Navona, Campo de’ Fiori e Palazzo Madama. Per ammirarli, è sufficiente entrare in Basilica nelle ore consentite all’accesso del pubblico. Si trovano, dopo l’ingresso, sulla destra, nello spazio dell’altare dove campeggia il bellissimo pannello marmoreo che raffigura la Natività.

Rispondendo alle numerose richieste, informiamo che è possibile portare altri piccoli presepi realizzati dalle scuole in questi ultimi giorni o durante anche le stesse festività natalizie. Si accettano sempre. Dunque, chi lo desidera, può portare altre opere realizzate da ragazzi e ragazze, compresi disegni sul Natale. L’iniziativa è promossa insieme alla Basilica di Sant’Andrea, officiata dai Padri Teatini, fondati da S. Gaetano Thiene, ritenuto l’inventore e promotore del presepe moderno e dello stesso presepe napoletano.
PORTATE ANCHE IL VOSTRO PICCOLO PRESEPE 

I piccoli presepi – che devono trovare posto nelle dimensione di una normale …scatola di scarpe – possono essere realizzati negli stili e nelle forme più diverse, secondo la creatività di ognuno. Suggeriamo di rispettare, per i piccoli presepi, queste misure di massima, in modo che possano essere contenuti in una scatola per le scarpe: altezza 13/14 cm, lati larghezza/lunghezza cm 20/21 e cm 34/35.  Ad ogni singolo piccolo presepe va allegata una scheda (foglio) su cui andranno chiaramente indicati: denominazione Classe/Istituto scolastico o nome e cognome del singolo autore, indirizzo completo, con CAP e provincia, numeri telefonici, indirizzo e-mail della scuola, dell’insegnante referente o dei genitori dei singoli partecipanti.

  • I piccoli presepi dovranno essere inviati, o portati direttamente, al seguente indirizzo: Padri Teatini, Basilica S.Andrea della Valle, Piazza Vidoni 6, 00186 Roma. La mostra è aperta fino al 2 febbraio 2018. Fotografie dei piccoli presepi saranno pubblicate sul sito-blog di Okay!

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CAPOLAVORI: TORNATA IN ITALIA LA “LUNETTA ANTINORI”. IN MOSTRA AL BARGELLO DI FIRENZE FINO ALL’8 APRILE ’18


Dopo l’esposizione alle grandi mostre presso il Museum of Fine Arts di Boston e la National Gallery di Washington tra 2016 e 2017, è approdato a Firenze un capolavoro che ha lasciato l’Italia nel lontano 1898: la lunetta con la Resurrezione di Giovanni della Robbia. E’ presentata al pubblico, fino all’8 aprile 2018,  nella cornice del Museo Nazionale del Bargello, dove si conserva la maggiore raccolta al mondo di sculture realizzate in terracotta invetriata, dai Della Robbia. Commissionata intorno al 1520 da Niccolò di Tommaso Antinori (1454-1520), che dette inizio alla fortuna imprenditoriale di questo antichissimo casato fiorentino, la lunetta è di dimensioni monumentali (cm 174,6 x 364,5 x 33) e resta oggi uno dei più notevoli esempi della produzione di Giovanni della Robbia (Firenze 1469-1529). Figlio di Andrea e insieme a lui continuatore della bottega del nonno Luca, Giovanni si indirizzò verso una produzione contraddistinta da una maggiore esuberanza decorativa e cromatica, come appare proprio da questo straordinario esemplare, rimasto per quasi quattro secoli nella sua ubicazione originaria, la prestigiosa Villa Le Rose costruita fuori le mura di Firenze quale residenza di campagna e sede, già in antico, di produzione vinicola.

La lunetta raffigura il Cristo risorto, con il committente Antinori in ginocchio alla sua destra e i soldati attorno al sepolcro, secondo l’iconografia tradizionale: il tutto su un articolato sfondo di paesaggio e all’interno di una fastosa cornice di frutti e fiori popolata da piccoli animali. L’opera venne acquistata nel 1898 da Aaron Augustus Healy (1850-1921), personaggio chiave della Brooklyn di fine Ottocento, importante uomo d’affari, presidente del Brooklyn Institute of Arts and Sciences per venticinque anni, ma anche esperto collezionista e generoso mecenate. Healy, che portò a New York la lunetta per donarla al Brooklyn Museum, la riaccompagna idealmente oggi a Firenze, con una spettacolare presenza ‘in effigie’: altro capolavoro concesso in prestito dallo stesso museo americano è infatti il Ritratto di Aaron Augustus Healy dipinto da John Singer Sargent nel 1907. Sargent (Firenze 1856 – Londra 1925) artista cosmopolita e di eccezionale successo, fu uno dei ritrattisti più in voga presso l’alta società delle capitali europee e americane: quello di Healy è uno degli ultimi ritratti eseguiti da

Sargent, che in seguito riservò quel privilegio solo a pochi fortunati come Henry James, Vaslav Nijinsky, John D. Rockefeller o il presidente degli Stati Uniti Thomas Woodrow Wilson. Nel 2015 Marchesi Antinori Spa ha generosamente finanziato il complesso restauro della lunetta, realizzato nei laboratori del Brooklyn Museum in previsione della mostra al Museum of Fine Arts di Boston. Si è in tal modo venuta a creare una singolare convergenza storica, una suggestiva continuità di committenza e tutela esercitata dalla famiglia Antinori attraverso i secoli, che si rinnova ulteriormente in questo eccezionale e temporaneo ritorno in Italia. Marchesi Antinori Spa è infatti sponsor anche di questa iniziativa fiorentina, a seguito del bando pubblico indetto dal museo ai sensi dell’art. 19 D.Lgs. n. 50/2016.

L’evento accenderà dunque i riflettori, dopo quasi 120 anni dal suo trasferimento oltreoceano, su uno straordinario capolavoro poco conosciuto dal pubblico italiano ed europeo, cui verrà dedicata un’intera sala degli spazi museali del Bargello. In parallelo, la seconda sala ospiterà un’opera di Stefano Arienti, artista italiano tra i più apprezzati in ambito internazionale, dal titolo Scena fissa, con cui la scultura robbiana viene riletta e reinterpretata, dando vita ad un inaspettato dialogo tra arte rinascimentale e contemporanea. Tale creazione, ideata per la sala mostra del museo Nazionale del Bargello, quindi con un progetto site-specific, rientra nelle iniziative di Antinori Art Project, progetto che muove dall’idea di creare una naturale prosecuzione dell’attività di collezionismo, proseguendo una tradizione della famiglia che viene oggi rivolta verso le arti e gli artisti del nostro tempo.

La mostra e il catalogo, edito da Sagep Editori,  sono a cura di  Ilaria Ciseri.

L’esposizione è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con il Museo Nazionale del Bargello e la Marchesi Antinori.

RACCONTA E DISEGNA LA TUA FAMIGLIA: LA 3a EDIZIONE DELLA GRANDE INIZIATIVA PER LE SCUOLE


 

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TI PARLO DELLA MIA FAMIGLIA 2018: IL BANDO

Raccontare la propria famiglia, parlare dei propri genitori, dei propri fratelli e sorelle, narrare “come” si vive all’interno delle mura della propria casa, le proprie giornate, ricordando episodi e momenti lieti o tristi che si sono vissuti insieme, i piccoli e grandi gesti che si compiono quando si vive insieme e si sogna insieme…

E’ questo il senso della terza edizione dell’iniziativa “Ti parlo della mia famiglia”che Kiwanis International, Kiwanis Club Bergamo Orobico Onlus ed OKAY!dopo il grande successo delle precedenti edizioni, promuovono a livello nazionale tra le scuole materne, scuole primarie e secondarie di primo grado, statali e paritarie.

FINALITA’

La finalità è quella di dare spazio, visibilità e attenzione alle voci di ragazze e ragazzi, offrendo loro l’opportunità di pensare alla realtà della propria famiglia e raccontarla con semplicità e spontaneità, nelle sue scene e nei suoi momenti quotidiani, nelle giornate felici e anche in quelle più tristi. Ma anche di fissare – in  un semplice commento, in un semplice pensiero, in un semplice disegno – il bello di vivere con i propri genitori, i propri fratelli e sorelle, con i nonni, e perché no?, zie e zii, cugini e cugine…

Dunque, l’iniziativa vuole proporsi come una opportunità per esprimere i propri sentimenti, le proprie sensazioni, le proprie emozioni, i propri ricordi per esperienze, fatti e realtà che costituiscono il mondo della famiglia e la bellezza di vivere insieme con mammà e papà e con quanti condividono con noi i giorni della nostra vita.

COME ADERIRE

Attraverso messaggi, scritti, disegni ed immagini (come fotografie e piccoli video) la scuola italiana è invitata a raccontare storie, fatti, emozioni e situazioni che costituiscono l’esperienza di vivere in famiglia, da cogliere e raccontare nei suoi vari componenti, nelle sue diverse situazioni, nelle difficoltà e nelle gioie di ogni giorno.

Attraverso le varie forme della creatività e della piena libertà  espressiva, i partecipanti potranno eseguire lavori che illustrano le tematiche collegate alla famiglia, magari partendo da semplici “punti di osservazione”.

Ad esempio: da chi è composta la famiglia;  descrivere mamma e papà, nel loro aspetto fisico e in quello che fanno (ad esempio: il lavoro e gli hobbies); parlare o disegna i fratellini e le sorelline, scrivere dei giochi che si fanno insieme, in casa e fuori, con gli amici.

E ancora: raccontare come si vivono le giornate (mattino, pomeriggio, sera)  i giochi, le gite, le vacanze, i momenti che si vivono insieme (ad esempio, a tavola, una passeggiata, sul campetti di calcio, davanti alla tivù, all’oratorio, a scuola, in parrocchia, in un gruppo sportivo e ricreativo); parlare e disegnare i momenti allegri e felici e anche quelli in cui ci si sente magari un po’ giu’….

Oppure, semplicemente, lanciare un messaggio a mamma e papà, raccontando loro quello che magari, per timidezza, non si è mai riusciti a dire… O narrare, con uno scritto od un disegno, un fatto particolare, che ha coinvolto tutta la famiglia.

Insomma, divertitevi a raccontare “tutti i colori” della famiglia, le sue persone, gli ambienti dove si vive, le esperienze e le storie vissute insieme.

PRESENTAZIONE DEGLI ELABORATI

Gli elaborati potranno essere presentati nelle forme e con i supporti più vari: album, opuscoli, fascicoli, giornali scolastici, dvd, cd-rom, pen-drive, siti web e così via.

Tutti i lavori dovranno pervenire entro e non oltre il 15 aprile  2018 (fa fede il timbro postale) al seguente indirizzo: Okay!, presso Casa M.E.Mazza, via Nullo 48, 24128 Bergamo.

CERIMONIA DI PREMIAZIONE

Una commissione giudicatrice selezionerà i migliori lavori pervenuti. Le scuole saranno premiate con prodotti di utilità didattica nel corso di un evento pubblico a Bergamo in occasione della Giornata per la Famiglia 2018 (15 maggio). Nella medesima manifestazione verrà organizzata una mostra dei migliori lavori pervenuti.

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IL CALENDARIO DI KIWANIS PER GLI SCOLARI DI AMATRICE

E’ a disposizione il CALENDARIO 2018, realizzato da KIWANIS – Divisione 16, Lombardia 2, con alcuni dei disegni che sono pervenuti all’edizione 2017 di “Ti parlo della mia famiglia”. E’ disponibile anche per le stesse Scuole che vogliono partecipare ad una azione di solidarietà in aiuto delle scuole di Amatrice (Umbria) colpite un anno fa dalla devastazione del terremoto. I fondi raccolti serviranno per finanziare un progetto di sostegno psicologico per gli scolari. Il Calendario – dove sono pubblicati 12 disegni di “Ti parlo della mia famiglia” – va richiesto a KIWANIS, contattando la presidente Anna Scarpellini, al numero 329 174 5776, o via email: anna.scar@live.it – Il costo del Calendario è di 5 euro.

CHINI SUGLI SMARTPHONES, CI LASCIAMO SFUGGIRE LO “SPETTACOLO” SOPRA DI NOI…


VIDEO di ROBERTO ALBORGHETTI

Sì, troppo presi dai nostri telefonini e tablets, e a fare gli smombies, quando siamo in giro ci dimentichiamo di far girare lo sguardo. O meglio: di alzare gli occhi al cielo… Capisco che sia un gesto sempre più difficile da compiere, visto il livello di atrofizzazione del nostro sistema articolare, sempre più sottoposto allo stress del “text neck” (ne parliamo sempre negli incontri sul “Librofonino”, nelle scuole di tutta Italia, registrando i dati allarmanti degli osteopati).

Ma se ci sforziamo di alzare lo sguardo sopra di noi, potremmo vedere scene come quelle che ho “girato” a Firenze. Scene nelle quali non si vede ovviamente un… retroscena: la gente che mi passava accanto, regolarmente china sui propri smartphones, alzava momentaneamente gli occhi dagli schermi, e sembrava infastidita da quell’ostacolo posto sul percorso. Ossia io, che con la fotocamera, riprendevo il cielo, dove in quel momento “andava in scena” lo spettacolo documentato in questo piccolo video. Segnali e movimenti nel cielo, come espressioni di buon augurio per il nuovo anno… (r.a.)

Istantanea 2 (16-12-2017 22.00)

 

“METTIAMOCI AL SICURO”:LA NUOVA EDIZIONE DI PRIMI IN SICUREZZA


PRIMI IN SICUREZZA, La prevenzione si impara a scuola: idee, ricerche, proposte e messaggi. Campagna educativa nelle scuole italiane promossa da: OKAY! e ANMIL – Associazione Nazionale tra Lavoratori Mutilati ed Invalidi del Lavoro. 

Tema anno scolastico 2017/2018: METTIAMOCI AL SICURO! Tutti insieme per dire “stop” agli incidenti sul lavoro

Anche la XVI edizione di PRIMI IN SICUREZZA si rivolge alle scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado, invitando a riflettere sul fenomeno degli infortuni sul lavoro e negli ambienti di studio, di svago e di vita in generale.

Il tema-slogan di quest’anno è “Mettiamoci al sicuro! Tutti insieme per dire stop agli incidenti sul lavoro”. Classi scolastiche e singoli ragazzi, di ogni ordine e grado scolastico (scuole d’infanzia, primarie e secondarie di primo grado e di secondo grado), potranno prendere parte alla “campagna” producendo e realizzando, entro Giovedì 8 marzo 2018, lavori, ricerche ed elaborati sul tema della sicurezza e della prevenzione degli incidenti e degli infortuni sul lavoro.

Visto il consenso delle scorse edizioni, anche quest’anno il percorso didattico di PRIMI IN SICUREZZA e la stessa assegnazione dei premi finali non fanno più riferimento agli ordini e ai gradi scolastici, ma alle categorie di partecipazione.

Dunque, alle scuole è lasciata la possibilità di esprimersi nella più totale creatività, elaborando e progettando elaborati nella sezione preferita o, addirittura, in più sezioni, adottando il criterio della interdisciplinarietà delle materie.

Inoltre, il tema-slogan suggerito (“Mettiamoci al sicuro! Tutti insieme per dire stop agli incidenti sul lavoro”) si presta ad essere interpretato con grande fantasia e creatività, a partire proprio dal concetto che lo sforzo comune – “mettersi insieme” come fa l’ANMIL che associa migliaia di persone vittime del lavoro – è la via che porta all’obiettivo di costruire una società dove la gente non muore nell’esercizio di un diritto, quale è appunto il lavoro.

PRIMI IN SICUREZZA è strutturato in quattro percorsi espressivi e precisamente:

A – CATEGORIA “GRAFICA E DISEGNI”

B – CATEGORIA “TESTI E RICERCHE”

C – CATEGORIA “VIDEO E WEB”

D – CATEGORIA “RAP”    

Di seguito le specifiche delle singole categorie:

A – CATEGORIA “GRAFICA E DISEGNI”

“Scatenate la fantasia e create un messaggio grafico per prevenire gli incidenti sul lavoro”: questo l’invito rivolto alle classi ed ai singoli che vogliono lavorare a suon di pastelli, tempere e Photoshop.

Il tema si presta ottimamente per questa sezione, invitando tutte le scuole a creare, ideare e realizzare – in mille modi – il “percorso” della sicurezza, visto e letto nei modi più diversi, ma con l’elemento comune che il “percorso” va attuato nella tutela e nella protezione di sé e degli altri.

Come si sa, la sensibilizzazione è importante sul tema degli incidenti sul lavoro. Prevenire è meglio che curare, si dice. Come scuotere l’opinione pubblica su questo problema? Come richiamare l’attenzione sulla necessità di creare migliori condizioni di sicurezza sul lavoro?

Si propongono, quindi, queste attività didattiche: creazione di poster, disegni, fumetti, cartoline, t-shirt e oggetti vari con un messaggio che aiuti a prendere coscienza del problema degli incidenti sul lavoro o della necessità di prevenirli.

Altre proposte di attività: realizzazione di tabelloni con i principali segnali di sicurezza sul lavoro; ideazione di un gioco da tavolo con i vari cartelli (di divieto, di avvertimento, di prescrizione, di salvataggio e così via); ideazione di un nuovo segnale di sicurezza che, secondo la vostra fantasia, può essere utile per chi lavora gioco-quiz su cosa prevedono le normative in caso di lotta antincendio, uso di dispositivi di protezione individuale, uso di strumenti video, lotta ai rumori; creazione di un gioco quiz, relativo ai dispositivi di sicurezza e alle norme previste dalla legge.

B – CATEGORIA TESTI E RICERCHE

È la sezione che consente di approfondire, dibattere e raccogliere dati e notizie sul fenomeno delle morti bianche. Anche in rete la documentazione è ormai vasta sull’argomento. Lo stesso sito dell’ANMIL offre dati e notizie in gran quantità.

Come suggerimento di attività didattiche potrete, ad esempio, raccogliere e commentare o produrre articoli e servizi giornalistici sul tema degli incidenti. Ma anche realizzare interviste o scrivere resoconti redigere testi relativi, ad esempio, all’incontro con un imprenditore della vostra città sulla prevenzione e sulla sicurezza, oppure raccontare la visita ad una fabbrica o ad un ufficio per descriverne gli impianti, le attrezzature, le condizioni di sicurezza.

Altre proposte di attività: intervistare una persona che ha vissuto l’esperienza di un infortunio sul lavoro e chiedere: “Che cosa è accaduto e come si poteva evitare l’incidente? Che tipo di conseguenze può comportare sul fisico e nella vita quotidiana? Che sentimenti e che stati d’animo provoca?”.

Ancora: incontrare un medico che illustra le conseguenze fisiche (menomazioni, difficoltà di movimento ecc.) connesse ad un infortunio sul lavoro; proporre testimonianze di fatti drammatici che hanno fortemente impressionato l’opinione pubblica; commentare alcune principali disposizioni di Legge in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro; fare ricerche su cosa prevedono, in materia di sicurezza le leggi italiane e perché è importante la tutela dei lavoratori.

C – CATEGORIA VIDEO E WEB

Perché non creare un sito o un blog su PRIMI IN SICUREZZA, facendovi confluire i vostri elaborati? E perché non realizzare, con i vostri smartphone, anche piccoli video con racconti, interviste, testimonianze di chi ha vissuto l’esperienza di un incidente sul lavoro? Ecco le due “sfide” lanciate dalla Categoria C. Alcuni suggerimenti possono partire da alcune domande: si parla in famiglia dei rischi negli ambienti di lavoro? I genitori confidano ai propri figli di lavorare in condizioni di disagio e di pericolo? Qualche genitore è stato vittima di incidenti sul lavoro oppure qualche loro collega?

Proposta di attività: raccogliere con videocamere e smartphone testimonianze tra le famiglie degli alunni per verificare se incidenti sul lavoro hanno coinvolto mamma, papà o un parente; sondaggio tra le famiglie degli alunni sui principali rischi degli ambienti di lavoro; raccogliere tra le famiglie degli alunni commenti e pensieri sulle paure e sui timori che i genitori provano in un ambiente di lavoro; chiedere ai genitori se le condizioni di sicurezza sono effettivamente rispettate negli ambienti di lavoro.

D- CATEGORIA RAP

Considerato il grande successo delle due precedenti edizioni, torna la gara riservata alla ideazione e produzione di brani di musica Rap. Viene dunque rilanciato lo slogan: “Mettiamoci al Sicuro! Tutti in RAP (Ridurre Anzi Prevenire) per dire basta agli infortuni sul lavoro”.

I partecipanti a questa sezione potranno inviare composizioni vocali, musicali e testuali che, in stile rap, affrontino le tematiche della prevenzione degli incidenti sul lavoro. Sarà un modo efficace per raccontare, con il linguaggio di un genere musicale caro ai giovanissimi, le urgenze e le emergenze del fenomeno della “insicurezza” degli ambienti lavorativi. E ovviamente occhio al tema-slogan che può suggerire brani di grande effetto, anche sul piano dei testi.

Le modalità di composizione ed espressione sono libere, come appunto deve essere un RAP. I pezzi potranno essere presentati sottoforma di videoclip, brani mp3 e testi, da caricare sui comuni supporti elettronici (pendrive, cd o siti web). Ci potrà essere un accompagnamento musicale o anche la sola esecuzione vocale. E per chi non ce la fa proprio a cantare, è sufficiente produrre un testo, una semplice “filastrocca rap” dove sia evidente il messaggio antinfortunistico. Per questa sezione i migliori RAP scelti dalla Giuria tecnica verranno pubblicati sul sito di ANMIL.

MODALITÀ DI ADESIONE E SCADENZE

I lavori di PRIMI IN SICUREZZA potranno essere eseguiti in piena libertà espressiva e creativa. Accanto alle piste suggerite, potranno esserne sviluppate altre, secondo gli interessi e le attenzioni di ogni singola classe i temi.

Tutti i lavori di PRIMI IN SICUREZZA dovranno pervenire entro Giovedì 8 marzo 2018 alla redazione di OKAY! al seguente indirizzo: OKAY! PRIMI IN SICUREZZA, presso Casa M. E. Mazza, Via Nullo n. 48 – 24128 Bergamo.

I lavori non verranno restituiti. Si invitano le classi a conservarne una copia (o fotocopia). Ogni lavoro dovrà riportare in modo chiaro i riferimenti della Scuola e degli autori compilando la scheda scaricabile dal sito di OKAY! (www.okayscuola.wordpress.com) o dell’ANMIL (www.anmil.it) dove potrete trovare tutte le informazioni. In ogni caso è indispensabile indicare: nome della scuola, indirizzo completo, località e provincia di residenza, nominativo del docente referente, numero telefonico o e-mail.

PREMI E RICONOSCIMENTI

La comunicazione dei vincitori avverrà con pubblicazione degli esiti della Commissione giudicatrice entro Giovedì 3 maggio 2018 sui siti di ANMIL e OKAY!, oltre che direttamente alle scuole vincitrici a mezzo posta elettronica.

Una commissione di esperti valuterà insindacabilmente i lavori pervenuti ed assegnerà premi e riconoscimenti suddivisi per LE CATEGORIE DI PARTECIPAZIONE, che sono rivolte indistintamente a tutti gli ordini scolastici: Scuole dell’infanzia, Scuole primarie, Scuole secondarie di primo grado, Scuole secondarie di secondo grado.

È prevista l’assegnazione di premi di utilità didattica ai primi 3 vincitori di ciascuna categoria. Okay! ed ANMIL si riservano il diritto di promuovere iniziative ed attività (mostre, convegni, ecc.) con il materiale pervenuto.

L’iniziativa si chiuderà con una cerimonia di premiazione nazionale che si svolgerà a Roma entro la fine dell’anno scolastico e non è previsto alcun contributo per le spese di viaggio.

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 SCARICA LA SCHEDA DI PARTECIPAZIONE (WORD)

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FENOMENI / TELEVISIONI E CARTONI: SESSANT’ANNI FA NASCEVA “CAROSELLO”


CAROSELLI

Guest Writer: GIANNI SORU

Nel 1957, con la nascita della tv in bianco e nero, nasce il Carosello. Un siparietto della durata di 30 minuti, che mandava in onda diversi spot di 3-4 minuti animati da cartoni animati che reclamizzavano un determinato prodotto. Il tutto durerà fino al 1977. Con la nascita della tv a colori, avventura nel 1978, il Carosello chiude. Ma le pubblicità continuano ancora, questa volta a colori. Tanti di questi personaggi hanno fatto storia, diventando delle vere icone. Oggi alcuni di questi eroi della tv sono ricercatissimi, e a molti di loro fu dedicato anche tanta lineacollezione (ovvero merchand). Ricordiamo i personaggi più belli, divertenti, famosi amati e simpatici:

“PIPPO” (1960): l’ippopotamo blu reclamizzava i pannolini della Lines. Oggi il suo pupazzo è ricercatissimo.

“L’OMINO COI BAFFI” (1961): aveva i baffi ed un cappello a punta, sulla sua bocca comparivano le lettere di ciò che diceva, reclamizzava i prodotti per la cucina della Bialetti.

“CALIMERO” (1963): il pulcino nero con mezzo guscio d’uovo in testa reclamizzava il detersivo per bucato a mano Ava. Le sue frasi tormentone furono: “Ava come lava”; oppure “Che ingiustizia”,  oppure “Tutti se la prendono con me perché sono piccolo e nero”. Nel 1988 e nel 1996 avrà una serie a cartoni animati, nel 2014 avrà una serie in 3D. Tantissima poi la lineacollezione a lui dedicata come: pupazzi, astucci, diari, quaderni, disco, ben 3 album di figurine, giornalino con fumetto, giornalino da colorare, borse, portafogli, abito di carnevale, magliette, biglietti d’auguri, adesivi, patatine, cicche, ovetti di cioccolato, uovo di Pasqua, calamite, fazzoletti, vhs…

“CARMENCITA” (1965): il cono di gesso rovesciato, lei ha gli occhi, il naso, la bocca e le treccine, poi c’è il Caballeros cappello, occhi, naso, bocca e pistola, reclamizzavano il caffè della Lavazza. La frase fu “Bambina sei già mia, chiudi il gas e vieni via”.

“SUSANNA” (1966): la bimba bionda paffutella reclamizzava i formaggini della Invernizzi (tutti la soprannominarono Susanna tuttapanna). Ha avuto diversa lineacollezione come il pupazzo (ricercatissimo), i palloncini, gli adesivi, il gioco da tavolo, la poltroncina, le magliette… La sua frase tormentone fu “Pitu Pitu pà!”.

“LINEA” (1969): una linea bianca animata con storie svolte su sfondi blu o neri, reclamizzava le pentole della Lagostina. La sua lineacollezione è stata la vhs, i libri, i calendari, i biglietti augurali, la carta da regalo, ed il pupazzetto.

“JO CONDOR” (1969): un avvoltoio briccone per lo spot della Ferrero. La sua frase era “Mica ciò scritto Jo Condor!”.

“CIMABUE” (1972): è il frate pasticcione, ne combina una al giorno, fu il testimonial dell’amaro Don Bairo. La sua frase tormentone era “Cimabue Cimabue, fai una cosa ne sbagli due!”.

“JO CARIOCA” (1972): il cow-boy che reclamizzava i pennarelli della Carioca, poi le matite, i pastelli e le tempere.

“LEPROTTO” (1974), una lepre bianca, mascotte dello zafferano.

“EL MERENDERO” (1974), lo sfigatissimo Miguel (con tanto di cappello sombrero), aspettava sempre il merendero perdigiorno, impenitente che, invece di portare le merendine ai bambini, se ne andava in giro per il mondo. Celebre il suo jingle “Ela din don dero. E lì e là e li che l’aspettava, e lì e là e li che l’aspettava, e lì e là e li che l’aspettava, aspettava Miguel. Miguel son mi…”. La sua lineacollezione è stato il disco con il suo jingle ed il pupazzo.

“MARIAROSA” (1976): la bimba bionda con le treccine che ogni giorno preparava una torta nuova reclamizzava il lievito della Bertolini. Il suo jingle fu un vero tormentone: “Brava brava Mariarosa ogni cosa sai far tu, qui la vita è sempre rosa solo quando ci sei tu”. La sua lineacollzione è stata il disco con la sigla, il libro di ricette, il cestino e la bambolina.

“BIMBO HARIBO” (1977): il bimbo dai capelli neri reclamizzava le liquirizie a rotella della Haribo. Il suo jingle fu “Eccola e poi si srotola, è la rotella Haribo (ribo ribo). Che liquirizia fantastica, è la rotella Haribo (ribo ribo)”. Era uscito il suo pupazzetto.

“ZUM IL DEFLINO” (1977): il delfino di colore bianco, che correva sempre in aiuto dei due bambini Marina e Ian, reclamizzava il cioccolato bianco della Galak. Il suo slogan era “Galak, così buono, così bianco. Smuack”. Più avanti uscirono anche i budini della Galak. Nel 1978 gli verrà dedicato un cartone animato per la TV dal titolo “Zum il delfino bianco”.

“TORO FARCITO” (1978): un piccolo capo indiano che difendeva le brioche Girella al pan di spagna e cacao, dal cattivo Golosastro che voleva rubarsele, erano della Motta. Celeberrimo fu il jingle: “La morale è sempre quella fai merenda con Girella”. Come lineacollezione ha avuto i fumetti, i pupazzetti, gli album di figurine.

“CIOCORI’ E BIANCORI’” (1978): i due castorini, lui marroncino e lei bianca (nata nel 1979), fidanzati, reclamizzavano le barrette al riso soffiato ricoperto di cioccolato al latte e cioccolato bianco della Motta. Hanno avuto tanta lineacollezione come i pupazzi, il battipalla, il frisbee, il pattino, l’astuccio (erano tutti ricercatissimi), l’orologio, l’uovo di Pasqua, la calza della Befana…

“MIRA L’OLANDESINA” (1979): la ragazza bionda olandese che vola in mongolfiera reclamizzava il detersivo della Miralanza. La sua sigletta fu famosissima: “Mira mira l’Olandesina è una piccola bambolina che nel cielo ti sembra blu, il vento culla tra le nuvole lassù. Mira mira l’Olandesina dolcemente si avvicina e in ogni strada della città, mille finestra si spalancano qua e la…”. Uscì il disco con la sua sigla.

“ETO E ATO” (1979): i due angeli reclamizzavano il lievito Paneangeli.

“IL PICCOLO MUGNAIO “ (1982): l’omino piccolo piccolo che vive in un piccolo mulino nel prato, è innamorato della sua Clementina, ragazza bionda con lentiggini a grandezza naturale, le faceva recapitare sempre una merendina, ma Clementina non riusciva mai a vedere il suo spasimante misterioso. Reclamizzava le brioche del Tegolino, Crostatina al cacao o albicocca e Saccottino del Mulino Bianco. Tantissima la lineacollezione a lui dedicata le gommine andarono a ruba, le scatolette con i giochi sono ricercatissime; poi uscì anche il veliero, il vassoio, la cartella, astucci, diari, quaderni, orologi, penne, il pupazzetto… di grande valore i suoi mulini ben 5 modelli con la radio, con la sveglia, versione Archimede (con gli gli occhiali, lo specchio…), la versione colori (con tempere, pennarelli, matite), e la più ricercata, la versione cartoleria (con righello, metro, penna, temperino, pinzatrice, scotch…). Negli anni 2000 il suo posto verrà preso da Gli Amici del Mulino, ovvero 4 piccole brioche.

“MR. NESQUIK” (1984): la bevanda al gusto di cioccolato che si mette nel latte nasce nel 1978 per la Nestlè, ma la sua mascotte il piccolo omino a forma di scatola della confezione, nasce nel 1984. A lui han dedicato tanta lineacollezione come i suoi pupazzetti (molto ricercati), la slot-machine, la pila, la trottola, i puzzle… Il suo jingle tormentone fu “Col sapor di cioccolato c’è il gioco assicurato. Nesquik Nestlè!”.

Nel 1986 la scatola diventa un pupazzo per il programma del Baby Show in onda su Junior TV. Nel 1991 il posto di Mr. Nesquik viene preso da un leprotto.

“ELDOLEO” (1987): il leone che reclamizzava i gelati della Eldorado come il biscotto del Cuccioline, Tondo Gum, Twister, Bananao, Ciok Ciok, Bla Bla, Strabik, il Calippo… Come lineacollezione ha avuto i pupazzi, lo zaino, il videogioco portatile ed il libro con i giochi.

“I LOACKERINI” (1987): 5 piccoli nanetti che reclamizzano i wafer al gusto nocciola, vaniglia o cioccolato della Saiwa. La lineacollezione a loro dedicata è stata i pupazzetti, le tazze, i calendari, gli adesivi… il loro jingle tormentone è “Veniamo giù dai monti dai monti del Tirolo, cantiamo tutti in coro Loacker che bontà. Loacker che bontà. Loacker che bontà”.

“COCCOLINO” (1987): l’orsetto bianco e tenero per i detersivi della Coccolino. Molto venduti sono stati i suoi pupazzi.

“CARLETTO” (1998): Negli 1990 per i sofficini della Findus ci sono i Lupi di Mare e Capitan Findus. Nel 1996 nasce la Famiglia Sorriso, tanti animaletti come i canguri, i serpenti i ricci… il jingle tormentone fu “Sofficini Findus il sorriso che c’è in te!”. Nel 1998 la mascotte dei sofficini sarà il camaleonte Carletto. Vendutissimi i suoi pupazzi.

“KELLOG’S” (1988): i fiocchi di cereali, anche al gusto cacao, da mettere  nel latte per la colazione, nascono negli anni ’70; ma l’animazione dei 3 bambini, della tigre, della scimmietta, dell’ape e dell’orso. Arriverà negli anni ’80. Hanno avuto una lineacollezione come la scodella, la tovaglia, la radio, il pallone, il frisbee, i battipalla, l’aquilone…

“SUPER” (1989): è la tartaruga con berretto e il monitor sul pancino, che reclamizza le videocassette della Videomatto. Alcuni titoli: Bugs Bunny, Gatto Silvestro, Daffy Duck, Tom and Jerry, Gli antenati, Top-cat, Braccio di Ferro, La pantera rosa, Casper, Betty Boop, Kimba il leone bianco, Scooby Doo, Muppet Babies, I rangers delle galassie…

“CHEERIOS” (1991): la tartaruga con occhiali che reclamizza gli anellini di miele e mandorle da mangiare a colazione con il latte per la Nestlè.

“OVETTO KINDER” (1991): lo squisito ovetto al cioccolato al latte della Kinder, nasce negli anni ’70, ma la sua mascotte un’ovetto con tanto di faccia, braccia, gambe ed un berretto nasce nel 1991. Tra le numerose e bellissime sorprese che si potevano trovare negli ovetti ci sono stati: gli Happy Potami, le Tartallegre, i Pingui Beach, Eefantino, gli Squali Squaletti, Dapsy Dinos, Leo Venturas, le Amicozze… oggi molto ricercati. Tanti i bellissimi personaggi dei cartoni animati come sorprese: Topolino, Paperino, Pippo, Bugs Bunny, Gatto Silvestro, Daffy Duck, Titti, Speedy Gonzales, Willy coyote, Tom and Jerry, L’orso Yoghi, La pantera rosa, Gli antenati, Braccio di Ferro, Charlie Brown, Il leone Svicolone, Asterix, Superman, Bat-man, L’ape Maia, I Puffi, Doraemon, Calimero, I Simspon, Winny the Pooh, Winx Club, Angel’s friends…

“MILKA” (1991), il coccolato al latte della Milka reclamizzato da una mucca vera di colore bianco a macchie blu. La mucca ha avuto una sua lineacollezione come i pupazzi, la sveglia, la capanna, il portachiavi, e il portafoto.

“GINO E GINA” (1993), mascotte a forma di formaggino, per reclamizzare i triangolini spalmabili della Galbani.

“POLARETTI” (1993): i pinguini che reclamizzano i ghiaccioli alla frutta, poi le granite e le caramelle della Dolfin. Hanno avuto diverso merchand come i pupazzi, i palloni, gli aquiloni, le matite, i portachiavi, le uova di Pasqua, il gioco da tavolo, gli adesivi, i tatuaggi….

“ZIGULINO E ZIGULINA” (1994): le caramelle a palline al gusto di frutta con vitamina e minerali della Zigulì nascono negli anni ’70, ma i bimbi mascotte, Zigulino il bimbo vestito di azzurro e Zigulina la bimba vestita di rosa arrivano negli anni ’90.

“JUNIOR” (1997): il canguro con le scarpe da ginnastica, il cappellino, il foulard al collo, la salopette con su stampata la lettera “J” che reclamizza i budini e gli yogurt al gusto formaggio e frutta della Danone.

“M&M” (2000): le golosissime noccioline arachidi ricoperte di cioccolato e poi con sopra vari colori: giallo, blu, verde, arancione, rosso nascono negli anni ’70, ma le loro mascotte nascono negli anni 2000 con tanto di occhi, bocca, braccia e gambe, con sul petto stampata la lettera “M”.

GIANNI SORU

“LA SIGLA DEL CAROSELLO”

(Cantano i Cartoonmatti)

Si alza il sipario

inizia il Carosello.

Un’unica serata,

niente di più bello.

Tanti personaggi,

belli bravi e buoni.

Tante melodie,

per prodotti nuovi.