POESIE PER LA FESTA DEI NONNI 2019: TUTTA UN’ESTATE PER SCRIVERLE


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POESIE PER I NONNI 

“UN FIORE PER VOI – UN ALBERO PER I NIPOTI”

XX Edizione

Iniziativa poetica nazionale per ragazzi e ragazze delle Scuole primarie e Secondarie (1° grado) promossa in occasione della “Festa dei Nonni” (2 ottobre). Premiazione il 27 ottobre 2019 a Piancastagnaio, sul Monte Amiata (Siena).

  • “Un Fiore per Voi”, l’iniziativa poetica dedicata alla Festa dei Nonni, torna per la XX edizione, promossa da OKAY!, in collaborazione con il Comune di Piancastagnaio (SI), la Pro Loco, l’Associazione Pianoscenico e l’Emeroteca di Piancastagnaio (SI) nell’ambito di Penne e Video Sconosciuti e del progetto “Dialogo tra generazioni – Memoria per il futuro”.  
  • “Un fiore per voi Nonni… Un albero per i Nipoti” è rivolta alle scuole primarie e secondarie (primo grado) di tutta Italia. L’iniziativa è promossa in occasione della FESTA DEI NONNI. La sua finalità è quella di aprire un dialogo, con la poesia e il disegno, tra le persone anziane e le nuove generazioni. Si invitano ragazzi e ragazze a parlare dei propri nonni, raccontando momenti ed esperienze che mettono in rilievo il dialogo tra le generazioni ed il valore della memoria condivisa.
  • Non è vincolante la condizione di citare o descrivere, nelle composizioni, un fiore od un albero, che sono solo suggeriti simbolicamente come elementi universali che rappresentano realtà come l’amore, l’amicizia, la simpatia, il rispetto e la stima.
  • Le poesie, composte secondo stili ed espressioni diverse, anche corredate da disegni, dovranno pervenire ad OKAY! entro il 20 settembre 2019. Ogni poesia dovrà riportare nome, cognome, indirizzo, numero telefonico dell’autore e/o della scuola di appartenenza e dell’insegnante referente. Va indicato anche l’indirizzo e-mail della scuola (o dell’insegnante).
  • Se in copia cartacea vanno inviate al seguente indirizzo in duplice copia: OKAY! presso  I NUOVI QUINDICI, VIA T.TASSO 10, 24020 GORLE (BG). 
  • Si suggerisce di inviare le poesie SOPRATTUTTO in formato elettronico, in copia unica su file word o pdf. L’indirizzo e-mail è: okayredazione@gmail.com  
  • Le poesie potranno anche essere inviate anche attraverso la pagina del Gruppo Facebook “Noi siamo Okay!”.
  • Una giuria selezionerà i premiati; le decisioni della giuria sono insindacabili. I vincitori saranno avvertiti a mezzo posta elettronica. Le poesie premiate avranno l’onore di essere pubblicate sul sito di OKAY! e declamate nel corso dell’evento finale di “Un fiore per i Nonni … Un albero per i Nipoti” .
  • La cerimonia di premiazione si terrà nell’ambito degli eventi promossi per “Penne e Video Sconosciuti”, in programma a Piancastagnaio (SI) presso il Teatro Comunale, domenica 27 ottobre 2019 (ore 10,30). Ai premiati di “Un fiore per i Nonni … Un albero per i Nipoti” sarà rilasciato attestato di partecipazione, calendario personalizzato, albero da mettere a dimora, gadgets degli sponsor e pubblicazioni.
  • Per ogni informazione: okayredazione@gmail.com

 

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Penne e Video 2019 - Copia

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IACOMUCCI, ARTISTA DALLA MANO RIBELLE: QUANDO LA DISTONIA DIVENTA ARTE  


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Guest writer: PATRIZIA MINNOZZI

Quest’anno, in occasione dei suoi 70 anni,  Carlo Iacomucci ha fatto un regalo a sé stesso ed ai suoi estimatori, con la pubblicazione di un libro molto particolare e insolito, dal titolo “ La Mano Ribelle”, edizioni Zefiro. Ancora una volta, il Maestro è stato in grado di stupirci, trasformando gli esercizi di scrittura e disegno per curare una fastidiosa patologia della mano, dal nome complicato (distonia di torsione idiopatica), in un’opera d’arte in formato libro, dal titolo” La mano ribelle”.

Questa particolare patologia rientra tra le malattie rare ed è conosciuta ai più come “crampo dello scrivano”. Si tratta, nello specifico, di una non corretta funzionalità e comunicazione tra il cervello e la mano, che di conseguenza, agisce da sola e non esegue a dovere gli ordini, come ci si aspetterebbe in condizioni normali.   Recentemente  è stato ospite e relatore, al convegno nazionale dell’Associazione Italiana per la Ricerca sulla Distonia (ARD) che si è tenuto a Firenze, e al convegno sulle malattie rare a Loreto.

La Mano Ribelle di Carlo IacomucciSiamo a conoscenza di vari libri sulla distonia, ma finora, nessuno dei tanti era stato ideato con disegni eseguiti da un artista con distonia della mano e, con questa opera , Iacomucci vuol lasciare una verità o traccia (per rimanere nel suo stile), nella storia delle distonie che, nello specifico, si riscontrano in categorie di artisti quali gli scrittori, i musicisti e gli incisori.

In tutto il libro, si nota la presenza molto attiva e preponderante della “mano ribelle” dell’artista  e possiamo considerarlo una sorta di gestazione, che si è maturata ed evoluta nel tempo, durante il quale Iacomucci ha esercitato la sua “mano ribelle”. La mano umana ha caratteristiche anatomiche uniche: è un mezzo di espressione e attraverso di essa l’artista svolge il suo personale processo creativo. L’incisore francese Henri Focillon, sintetizzò in una frase del suo raffinato “Elogio della mano” «l’arte si fa con le mani e la mano dell’artista è “mano operaia”.

Il libro di Iacomucci si compone di una quarantina di disegni, realizzati con penne grafiche, punzone e alcune sfumature di grafite e intervallati da parti scritte, dettate dalla necessità di fare esercizio manuale. Ogni foglio ha la pagina numerata, ma soprattutto ha la data ben scritta, in basso, ad indicare il momento esatto della sua realizzazione, che si è protratta nell’arco di un decennio (dal 2008 al 2018). Le pagine sono state più volte rimaneggiate, con l’aggiunta di nuovi elementi, ma in questi “disegni-scarabocchi” o gestualità del segno, troviamo i motivi ricorrenti della poetica di Iacomucci, come ad esempio le gocce o tracce, i personaggi, le linee e l’immancabile aquilone.

Da sottolineare che il libro è  impreziosito da testimonianze e appunti di importanti studiosi ed esperti di questa particolare patologia. In primis la stessa Sig.ra Flavia Cogliati, Presidente dell’ Associazione Italiana per la Ricerca sulla Distonia – A.R.D. Non mancano, altresì, le testimonianze e, soprattutto, le spiegazioni medico- scientifiche sulla diagnosi e la cura di questo disturbo neurologico, sapientemente esposte dal  Dott. Giovanni Flamma,  Dirigente Medico Neurologia-Ospedale di Pesaro e dal Dr. Francesco Logullo, Direttore Neurologia-Ospedale di Macerata.

La generosa collaborazione di questi medici, rende il libro ancora più ricco e denso di significato, soprattutto a livello umano e personale. E’, senza dubbio, un’opera insolita e unica nella sua composizione e di rilevante valore artistico, poiché rappresenta la sintesi di tutta la tematica più intima e personale del Maestro Iacomucci. Per info: 320.0361833 – Carlo Iacomucci nasce e studia ad Urbino, vive e opera a Macerata.

Patrizia Minnozzi

LA MANO RIBELLE “ di Carlo Iacomucci 
Zefiro Libri -Fermo: t. 333.6519709 – eolo@ventodizefiro.it 

Formato: cm.17×24, Pag. 116, disegni: 45 
Euro- 18,00

 

SERATA-EVENTO AL CASTELLO DI PONTEBOSIO (MS) PER “A TAVOLA CON PAPA FRANCESCO” (29 GIUGNO 2019)


 

 

“A tavola con Papa Francesco” di Roberto Alborghetti (Mondadori) è presentato in una sede suggestiva nel cuore della Lunigiana: il Castello di Pontebosio, Luxury Resort, (MS) il 29 Giugno 2019, alle ore 19,30; seguirà cena. Una location storica, di grande interesse architettonico, per un libro pubblicato già in 15 Paesi. Una sorprendente biografia su tematiche di grande attualità. Un volume di 208 pagine, con oltre 250 fotografie e 36 ricette inedite.
* Castello di Pontebosio, Luxury Resort, 54016 Pontebosio MS, 0187 472050

FIRENZE: IL “GLADIATORE” RUSSELL CROWE TRA LE ANTICHITA’ ROMANE DEGLI UFFIZI


Il ‘Gladiatore’ Russell Crowe in visita agli Uffizi. L’attore neozelandese, premio Oscar nel 2001 come attore protagonista del celeberrimo film di Ridley Scott, oggi ha deciso di trascorrere in compagnia di alcuni amici una mattinata in Galleria. L’interprete di Massimo Decimo Meridio, accompagnato dal direttore del museo Eike Schmidt, ha così potuto ammirare gli antichi tesori romani della speciale esposizione archeologica ‘Tutti gli uomini dell’imperatore’: in particolare, ha apprezzato la scultura dell’Arianna dormiente, l’urna cineraria del liberto Elio Proculo (recentemente acquistata dagli Uffizi) e il marmo Niobide in fuga, sotto il quale si è scattato un selfie insieme a Schmidt.

Quindi la visita è proseguita nelle nuove sale del Cinquecento, dove Crowe si è lasciato incantare dalla Venere di Urbino di Tiziano, dall’Eleonora di Toledo di Bronzino, dalla Caduta degli Angeli ribelli di Andrea Commodi e da molti altri dipinti, scattando foto alle opere e postandone alcune sui propri social. L’attore non si è negato ai molti visitatori che, riconoscendolo, gli hanno chiesto foto e autografi, ed alla fine del tour, durato circa tre ore, si è concesso anche un caffè sulla terrazza del museo affacciata su Piazza Signoria.

 

 

IL FUTURO DELLE AZIENDE? SEMPRE PIU’ GREEN. LO VOGLIONO I MILLENNIALS


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In un mondo in cui le tematiche ambientali ricoprono un ruolo sempre più centrale, sono soprattutto i millennial e i collaboratori più giovani a pretendere che la propria azienda agisca in maniera responsabile. Si tratta di un fenomeno che sta coinvolgendo numerose imprese e organizzazioni a livello internazionale: da una recente indagine statunitense pubblicata dalla CNBC è infatti emerso che l’86% dei millennial accetterebbe una riduzione del proprio stipendio pur di lavorare per un’azienda rispettosa dell’ambiente e che applichi concrete politiche di CSR. E ancora, secondo una ricerca di GreenBiz, 2 giovani su 3 non lavorerebbero per un’azienda che non abbia un forte impegno in campo ambientale e l’85% vorrebbe avere l’opportunità di farsi promotori del raggiungimento di obbiettivi legati alla CSR.

Ma non è tutto, perché il modo in cui un’azienda gestisce le sue relazioni sociali, economiche e ambientali presenta un forte impatto sul suo successo: da una ricerca americana pubblicata su Forbes è infatti emerso che le politiche di responsabilità sociale porterebbero a un aumento del 30% del capitale annuo. Ma quali sono i consigli degli esperti per agire in maniera più responsabile, attrarre i migliori talenti e trasformare i propri collaboratori in vettori di cambiamento? Le aziende dovrebbero integrare più a fondo la responsabilità sociale d’impresa in tutte le funzioni organizzative coinvolgendo in prima linea i dipendenti nelle politiche di sostenibilità ambientale e recuperando in questo modo la loro fiducia.

È quanto emerge da uno studio condotto dal Gruppo Sodexo sui Work Place Trend e diffuso di recente in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, proclamata nel 1972 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite e celebrata ogni anno il 5 giugno. Lo studio, consultabile gratuitamente al link https://soluzionisodexo.it/responsabilita-sociale-impresa, evidenzia come i collaboratori possano rappresentare i nuovi vettori di cambiamento per l’azienda.

“Al giorno d’oggi, per eccellere, le organizzazioni devono prestare attenzione non solo agli aspetti economici della propria attività ma devono farsi promotrici del cambiamento nei confronti di problemi sociali e ambientali, posizionando i collaboratori in prima linea – afferma Stefano Biaggi, Amministratore Delegato di Sodexo Italia, leader mondiale nei Servizi di Qualità della Vita – Per questo motivo continueremo a monitorare i nostri progressi in termini di responsabilità sociale con il nostro programma Better Tomorrow 2025, contribuendo alla creazione di un domani migliore per le persone, le comunità e l’ambiente. In termini di riduzione degli sprechi, ad esempio, Sodexo è partner fondatore dell’International Food Waste Coalition, associazione non profit che riunisce imprese di tutto il mondo impegnate nella riduzione dello spreco alimentare. Ma non solo, ci impegniamo concretamente anche per la fornitura di servizi che consentano di ridurre le emissioni di carbonio: a sostegno di questo impegno abbiamo recentemente rinnovato la partnership con SeDiciAlberi, per sostenere un importante piano di riforestazione in Nicaragua”.

Nonostante la volontà di fare del bene, molte aziende devono affrontare un’ondata di sfiducia da parte dei lavoratori e del mercato globale sui temi di responsabilità sociale. Da un’indagine pubblicata su The Guardian è infatti emerso che il 63% dei lavoratori ritiene gli amministratori delegati poco credibili e poco attenti a questa tematica. Pensiero condiviso da Fabian Dattner, nota attivista australiana e socio fondatore di Dattner Grant: “Compiere scelte responsabili per il bene comune non è più sufficiente perché fiducia e leadership sono in crisi. Le aziende devono lavorare sulla ricostruzione della fiducia, sedendo al tavolo con i diversi team e accettandone le critiche anche se dure”. Dello stesso avviso è Marion Darrieutort, CEO di Edelman: “La fiducia è il cuore di ogni attività e sta collassando ovunque. Per questo motivo è necessario creare una cultura aziendale dove business e responsabilità sociale siano allineate, dando ai collaboratori i giusti mezzi per far sì che il cambiamento avvenga”.

SUCCESSO CONTINUO PER “ALBUMONE”: NE PARLA ANCHE “L’AQUILONE”


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Ad AlbumOne – l’innovativo album con le storie giallorossoblu – è dedicato un articolo  sulle pagine de L’Aquilone, il pluripremiato giornale scolastico dell’Istituto Comprensivo Pontecorvo 2 di Pontecorvo (FR), uscito in questi giorni, fresco di stampa! Infatti, il secondo fascicolo della popolare collana di Funtasy dedicata alla scuole dell’infanzia e primaria (prime due classi) è stato al centro dell’incontro di Roberto Alborghetti, autore di AlbumOne, con i piccoli allievi ed allieve della Scuola dell’infanzia e della Scuola Primaria di Pico, che fa parte dell’IC Pontecorvo 2 diretto dalla dott.ssa Rita Cavallo.

In quell’occasione, con il coordinamento della docente Anna Abatecola, responsabile del Progetto Lettura, era stato presentato “Dino Contadino e la mucca Dosolina“, la spassosissima storia che tanto ha divertito i piccoli allievi. Ecco dunque il ritaglio dell’articolo che L’Aquilone – docente referente del progetto è Vittoria Cerro – ha dedicato ad AlbumOne. La testata scolastica dell’IC Pontecorvo 2 è stata premiata al concorso Alboscuole a Pescara. E nell’ottobre scorso aveva ottenuto un altro riconoscimento alla XX edizione di Penne e Video Sconosciuti sul Monte Amiata, storico evento dedicato al giornalismo scolastico organizzato da OSA Onlus presieduta da Nicola Cirocco.

UN CAPOLAVORO RESTAURATO RIVELA IL TORMENTO CREATIVO DI SANDRO BOTTICELLI


Un grande dipinto rimaneggiato profondamente fino alle fasi più avanzate di realizzazione, con interventi in alcuni casi visibili ancora oggi ad occhio nudo. Personaggi che cambiano posizione; una intera porzione del pavimento sostituita dalla pedana su cui poggia il trono della Vergine, la protagonista dell’opera; dita che scompaiono e persino occhi che, al contrario, appaiono in punti dove non dovrebbero essere, segnalando, evidentemente, modifiche delle posizioni e della postura dei personaggi.

Sono solo alcuni degli elementi che mostrano l’intenso tormento creativo del giovane Sandro Botticelli, durante la realizzazione di uno dei suoi primi grandi capolavori (nonché sua prima commissione di rilievo), la Pala di Sant’Ambrogio, raffigurante la Madonna con Bambino e santi, dipinto intorno al 1470, all’età di circa 25 anni. La scoperta è stata effettuata all’Opificio delle Pietre Dure, dove la tavola si trovava dal 2018 in restauro. Sottoposta ad un’ampia campagna diagnostica, l’opera ha rivelato un numero sorprendente di ripensamenti sostanziali, sia nella fase della pianificazione del disegno, sia nella stesura pittorica, fatto questo, assai insolito per il periodo. La maggior parte di questi cambiamenti sono emersi grazie al confronto fra radiografia e indagini riflettografiche: è stato così possibile visualizzare come Botticelli avesse, ad esempio, cancellato letteralmente un pavimento già strutturato tramite incisioni e dipinto nei dettagli, per sostituirne la parte centrale con una pedana per innalzare la figura della Vergine Maria.

Ma non solo: il Bambino, in braccio alla Madonna, durante il processo pittorico, cambia drasticamente posizione, come risulta visibile grazie all’individuazione in riflettografia, della prima impostazione degli occhi, collocati in posizione diversa e ruotata rispetto a quella definitiva, e ad una gamba che muta postura. San Cosma, uno dei santi raffigurati, in origine guardava verso l’alto, come è evidente anche in questo caso dallo spostamento dell’occhio, differentemente orientato in origine, che riemerge ‘dalle viscere’ del quadro setacciate ancora una volta dalla riflettografia. Con un ulteriore ripensamento, Botticelli decise successivamente di dare a questo personaggio un altro tipo di atteggiamento e dunque, nella versione ultimata, San Cosma, invece di essere rivolto verso la Vergine, tiene la testa più in basso e guarda verso lo spettatore.

Ci sono infine cambiamenti talmente tardivi, da essere stati eseguiti durante la fase di completamento del dipinto, e quindi impossibili da mascherare del tutto: sono quelli che risultano oggi visibili anche ad occhio nudo. È di nuovo San Cosma a non convincere il dubbioso Botticelli. La sua veste, nella versione precedente, lo collocava spostato all’indietro, verso sinistra, e l’alone del suo diverso collocamento, non del tutto cancellato, è visibile ancora oggi all’osservatore attento.

Ancora più macroscopici sono gli interventi sulla Santa Caterina d’Alessandria, raffigurata in piedi all’estrema destra della pala: in questo caso Botticelli le ‘cancella’ letteralmente un pollice (facendolo scomparire sotto un lembo del manto), ma, come per la veste di San Cosma, il ‘fantasma’ del dito si può vedere ancora oggi. Lo stesso, sia pure in modo lievemente meno riconoscibile, avviene per la punta del mignolo della stessa mano, che il pittore fiorentino decise di ‘accorciare’ a dipinto pressoché finito.

Infine, l’elemento senz’altro più curioso: un paio di occhi misteriosi, incisi sulla tavola, individuati a metà altezza della figura della Santa Caterina, nell’area centrale della sua veste. Perché si trovano lì? Risposte certe al momento non ci sono, ma una delle ipotesi è che Botticelli potesse avere inizialmente immaginato la Santa in posizione inginocchiata, ripensandoci però quasi subito e stabilendo invece di rappresentarla in piedi.

La pala, che a partire dai prossimi giorni tornerà esposta permanentemente nella sala della Primavera agli Uffizi, si trovava nella sede dell’ente di restauro da alcuni mesi. Aveva problemi al supporto ligneo e tre zone in cui il colore era sollevato e parzialmente danneggiato. L’intervento, sostenuto economicamente anche dagli Amici degli Uffizi, ha risolto i problemi di tensione del supporto e posto rimedio alle alterazioni cromatiche.

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LAUREARSI ALL’UNIVERSITÀ DI BERGAMO: L’80% TROVA LAVORO ENTRO L’ANNO


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Remo Morzenti Pellegrini, rettore Università di Bergamo

È stato presentato presso l’Università La Sapienza di Roma, il XXI Rapporto AlmaLaurea 2019 sul profilo e la condizione occupazionale dei laureati nel 2018 presso le 75 Università aderenti al Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea.

Le indagini, che hanno coinvolto oltre 280 mila laureati nel 2018 sono state presentate durante il Convegno “Università e mercato del lavoro”, organizzato in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma e il sostegno del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

Soddisfatto del dato bergamasco, il Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini, sottolinea: «Anche quest’anno il nostro ateneo si distingue nel panorama nazionale posizionandosi, sul piano occupazionale, sopra la media. Si rivela quindi funzionale e al passo con i tempi la scelta di attivare piani di studio con una buona componente pratica, sviluppata in forte sinergia con il territorio, e finalizzati alla creazione di nuove figure professionali, come i più recenti corsi Smart technology engineering, Analisi e pianificazione territoriale, urbana, ambientale e valorizzazione del paesaggio, Psicologia della salute nei contesti sociali, Informazione e giornalismo e Geometra Laureato. Strada confermata anche dai dati emersi dal rapporto AlmaLaurea 2019»

Dal punto di vista occupazionale emerge, infatti, che il tasso di occupazione degli studenti supera di qualche punto percentuale la media italiana, dato che potrebbe essere collegato anche al voto medio di laurea, particolarmente elevato nell’ateneo bergamasco: 99,5 su 110 (97,1 per i laureati di primo livello e 105,2 per i magistrali biennali).

L’Indagine sulla condizione occupazionale ha riguardato complessivamente 4.969 laureati dell’Università di Bergamo. I dati si concentrano sull’analisi delle performance dei laureati di primo e di secondo livello usciti nel 2017 intervistati a un anno dal titolo e su quelle dei laureati di secondo livello usciti nel 2013 e intervistati dopo cinque anni. Per i laureati nel 2017 il livello d’occupazione è dell’82,6% (72,1% in Italia) per titoli di laurea triennale e del 79,8% (69,4% in Italia) per titoli di secondo livello. A 5 anni dal conseguimento della laurea di secondo livello, il tasso sale al 91,3% (85,5% in Italia).

LA GIORNATA CONTRO IL LAVORO MINORILE: NEL MONDO SONO 152 MILIONI LE VITTIME


12 GIUGNO: GIORNATA MONDIALE CONTRO IL LAVORO DEI MINORI

Se vivessero tutti in unico Paese, costituirebbero il nono Stato più popoloso al mondo, più del doppio dell’Italia, più grande anche della Russia: sono i 152 milioni di minori tra i 5 e i 17 anni, 1 su 10 al mondo, vittime di sfruttamento lavorativo, di cui quasi la metà – 73 milioni – costretti a svolgere lavori duri e pericolosi, che ne mettono a grave rischio la salute e la sicurezza, con gravi ripercussioni anche dal punto di vista psicologico.

Sessantaquattro milioni di bambine e 88 milioni di bambini, sottolinea Save the Children alla vigilia della Giornata mondiale contro il lavoro minorile, che si vedono sottrarre l’infanzia alla quale hanno diritto, allontanati dalla scuola e dallo studio, privati della protezione di cui hanno bisogno e dell’opportunità di costruirsi il futuro che sognano. In più di 7 su 10 vengono impiegati in agricoltura, mentre il restante 29% lavora nel settore dei servizi (17%) o nell’industria, miniere comprese (12%) (1).

Una piaga che secondo Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da 100 lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro –  non risparmia neppure il nostro Paese dove, solo negli ultimi due anni, sono stati accertati più di 480 casi di illeciti riguardanti l’occupazione irregolare di bambini e adolescenti, sia italiani che stranieri, di cui più di 210 nei servizi di alloggio e ristorazione, 70 nel commercio all’ingrosso o al dettaglio, più di 60 in attività manifatturiere e oltre 40 in agricoltura (2). Un numero, tuttavia, senza dubbio sottostimato a causa della mancanza, nel nostro Paese, di una rilevazione sistematica in grado di definire i contorni del fenomeno. Basti pensare che secondo l’ultima indagine sul lavoro minorile in Italia, diffusa da Save the Children e Associazione Bruno Trentin nel 2013, i minori tra i 7 e i 15 anni coinvolti nel fenomeno erano stimati in 260.000, più di 1 su 20 tra i bambini e gli adolescenti della loro età. (3)

“Ancora troppi bambini, nel mondo, anziché andare a scuola e vivere a pieno la loro infanzia, oggi sono costretti a lavorare in condizioni difficilissime, sottoposti a sforzi fisici inappropriati per la loro età, a orari massacranti anche di 12-14 ore al giorno e a gravissimi rischi per la loro salute, sia fisica che mentale. In tanti Paesi al mondo Save the Children lavora ogni giorno per proteggere i minori da tutto questo, collaborando con le istituzioni, gli attori locali e le comunità perché ad ogni bambino venga garantita l’opportunità di studiare e crescere in modo sano e per offrire il supporto necessario anche alle famiglie”, ha dichiarato Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children.

Nonostante i progressi significativi compiuti negli ultimi 20 anni, il mondo è ancora lontano dal raggiungere l’obiettivo di sradicare ogni forma di lavoro minorile entro il 2025, come previsto negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, e in base al trend attuale, in quella data, vi saranno ancora 121 milioni di minori vittime di sfruttamento lavorativo.

IN VISITA ALLE GALLERIE DEGLI UFFIZI: CHE COSA C’E’ DI PIU’…ROCK?


Video messaggio del direttore della Galleria sui social

in vista del Firenze Rocks con Tool, Ed Sheeran, Eddie Vedder, The Cure

 

“Cari Tool, caro Ed Sheeran, caro Eddie Vedder, cari The Cure: sono Eike Schmidt, il direttore delle Gallerie degli Uffizi. Voglio salutare tutti voi ragazzi, eroi del Firenze Rocks che sta per iniziare. Il rock è una grande arte, e l’arte è da sempre grande amica del rock: per questo voglio invitarvi, insieme ai vostri fan, in uno dei posti più rock di Firenze, la Galleria degli Uffizi. Voglio dire, conoscete qualcuno di veramente più rock del nostro Caravaggio? Vi faccio un in bocca al lupo per i vostri fantastici concerti e vi aspetto tutti, qua in Galleria, per presentarvi i nostri capolavori! Uffizi Rocks!”

Questo il testo del breve videomessaggio lanciato sul sito (https://www.uffizi.it/magazine/%23UffiziRocks-2019)e sui profili social (https://www.instagram.com/p/Byh7npnnE7c/ ; https://twitter.com/UffiziGalleries/status/1138065003943251968) delle Gallerie degli Uffizi dal direttore Eike Schmidt, in vista della terza edizione del festival Firenze Rocks, accolto al parco delle Cascine dal 13 al 16 di giugno. L’omaggio della celebre galleria ai protagonisti ed ai fan della manifestazione vuole testimoniare il forte legame tra il museo e questo genere musicale: proprio pochi giorni fa sono venuti agli Uffizi i re del pop rock americano, gli Imagine Dragons, ed alcune settimane fa era stata la volta di Elton John: pur infortunato e in carrozzina, in vacanza a Firenze, ‘Rocket Man’ aveva voluto in tutti i modi concedersi una visita in Galleria. “Uno dei musei più belli del mondo”, aveva scritto su Instagram.

Lo scorso anno, tra le sale ricolme di capolavori rinascimentali, aveva passeggiato anche Robert Trujillo, il bassista dei Metallica. Ma il rock è componente integrante degli Uffizi anche a partire dalle collezioni: la poetessa del punk in persona, Patti Smith, alcuni anni fa ha donato i suoi autoritratti fotografici alla Galleria, e l’immagine di Andy Warhol, il fondatore della Factory newyorchese e ispiratore dei Velvet Underground, compare in primissimo piano in un altro celeberrimo autoritratto di proprietà degli Uffizi, quello del leggendario fotografo Aurelio Amendola.

In occasione del lancio del video su Twitter, infine, gli Uffizi propongono anche il loro hashtag tematico, invitando tutti i fan del rock e dell’arte ad utilizzarlo per i loro post e immagini: #uffiziRocks