ANGELA ANIELLO CI PARLA DEL SUO LIBRO “FRA LE CREPE DELL’ANIMA”


FRA LE CREPE DELL'ANIMA

Di Angela Aniello

Autrice di “Fra le crepe dell’anima”, Edizioni Les Flaneurs

Una madre troppo assente e un rifiuto d’amore subito in gioventù condizionano tutta l’esistenza di Federico. Comincia per lui una vita di perdizione, tra fantasmi di antiche memorie e la ricerca spasmodica di una resa dei conti. Un percorso costellato d’incontri fatali, fino a quello definitivo e ineluttabile con l’affascinante Marlene.
“Fra le crepe dell’anima” prende le mosse da una vicenda di amore e morte per arrivare a scandagliare tutti i sentimenti più neri dell’animo umano: l’ossessione, la solitudine, il rimpianto, l’assenza. È una storia corale che si svolge tra Sanremo e Parigi, con al centro un’umanità dannata e perdente. Così, nel tradizionale gioco tra vittima e carnefice, le carte in tavola sono puntualmente scombinate e alla fine nessun personaggio ne esce purificato.

“Fra le crepe dell’anima” è il tentativo di sezionare il dolore perché se il desiderio è mancanza, è soprattutto un vuoto da riempire. A volte si è valigie scomode in cui si armeggia con la serratura delle parole e nello stridore delle corde d’aria i respiri si appiccicano addosso e pungono.

Come è successo a Federico, a Marlene, a Sarah che lottano per entrare nella vita senza corazza per somigliarsi, per aumentare le possibilità di essere felici, per non essere scarti di cuore laddove il delirio, se c’è, è una zona di passaggio fra la fantasia e la realtà.

Cosa, poi, è normale? Solo ciò che decidiamo che sia, mentre il filo della ragione è un limbo sottile che taglia in due. Le parole, invece, si tuffano, si piantano, si rispettano, si capovolgono, aspettano che qualcosa accada.

Le anime fragili si compensano da sé. Ma davvero basta un battito d’ali per essere liberi e felici? L’amore strappa, spiegazza come un foglio e poi stupisce, travolge, è una scelta da compiere con convinzione.

Forse le anime imperfette non sono fatte per amarsi. Forse quando le onde si infrangono sugli scogli si ode il riso del vivere. Forse la vita è fatta di corridoi in cui smarrirsi, quando l’amore assomiglia a un inganno e gli occhi divengono lucidi nel viso tirato.

Davvero ognuno ha il diritto di essere ciò che vuole? E cosa sono le parole quando non aiutano a comprendere? Vento in faccia simile a uno spartito irregolare mentre il violino suona gli amori mancati e rischiara con la sua luminosa solarità.

Sfumano i ricordi e il cuore è un paese d’ombre. Ma un pazzo non si redime. Esce dal suo sguardo e non sa più dove andare facendo a brandelli il buio.

Angela Aniello

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