“FRANCESCO” / LE PRESENTAZIONI DELLA PRIMA BIOGRAFIA STORICA ILLUSTRATA SU PAPA BERGOGLIO. IL 6/1 ALL’ANNUNCIATA DI PIANCOGNO (BRESCIA) E IL 10/1 ALLE “GRAZIE” DI BERGAMO


La copertina del volume unico di "FRANCESCO", di Roberto Alborghetti, Edizioni Velar-Elledici. La presentazione dell'immagine fotografica qui riprodotta è stata curata da Augusto Maraffa

La copertina del volume unico di “FRANCESCO”, di Roberto Alborghetti, Edizioni Velar-Elledici. La presentazione dell’immagine fotografica qui riprodotta è stata curata da Augusto Maraffa

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Sono in programma a Brescia (precisamente a Piancogno) e a Bergamo le prime presentazioni ufficiali del volume “Francesco”, la prima biografia storica illustrata su Papa Jorge Mario Bergoglio, scritta da Roberto Alborghetti ed edita da Velar-Elledici. L’incontro bresciano è fissato per il giorno dell’Epifania, il 6 gennaio 2014, alle ore 16, presso l’antico complesso conventuale dell’Annunciata, nel Comune di Piancogno (BS), sede di una comunità di Padri Cappuccini e del Santuario che accoglie le spoglie del Beato Innocenzo da Berzo e lo straordinario ciclo di affreschi quattrocenteschi di Pietro da Cemmo. Saranno presenti all’incontro –  fortemente voluto dalla comunità cappuccina francescana come omaggio a Papa Francesco e al Santo del quale egli porta il nome –  l’autore e l’editore. 

Venerdi 10 gennaio, alle ore 17, è invece in programma la presentazione del volume presso la chiesa “Alle Grazie”, in viale Papa Giovanni 13, nel pieno centro di Bergamo. Oltre a Roberto Alborghetti, sarà presente il cardinale Giovanni Battista Re, che firma la prefazione dell’opera ediotoriale, Prefetto emerito della Congregazione dei Vescovi e già Presidente della Pontificia Commissione per l’America Latina. L’evento è stato reso possibile grazie alla collaborazione della comunità parrocchiale delle Grazie e al suo parroco, mons. Valentino Ottolini.       

I due incontri seguono di pochi giorni la pubblicazione di un’opera che sta già raccogliendo grande attenzione ed interesse da parte del pubblico dei lettori e dei media. “Francesco” – questo il titolo della pubblicazione, edita in una doppia versione tipografica – è in effetti “il primo grande libro illustrato” sul Papa argentino, del quale viene ricostruita la biografia proponendo particolari e testimonianze inediti che aiutano a conoscere un “figlio di emigranti” diventato pastore della Chiesa universale. La pubblicazione, come è stata già ampiamente riconosciuto da chi ha già potuto leggere il volume, scava nella documentazione storica, a partire dalle notizie sulla famiglia di origine, della quale vengono ricostruiti momenti riguardanti anche l’emigrazione dall’Italia all’Argentina, precisando date, tempi e modalità. L’opera definisce i passaggi fondamentali dell’infanzia del futuro Papa Francesco, le circostanze legate al suo battesimo (momento fondamentale, ignorato dai testi finora usciti) fino ai progressivi stadi del percorso scolastico. Sempre sulla base di testimonianze e documenti, racconta anche l’episodio legato alla malattia polmonare del giovane Jorge Mario, alla sua vocazione religiosa, sullo sfondo degli scenari storici e sociali dell’Argentina degli anni Quaranta e Cinquanta. “Francesco” si addentra anche negli elementi distintivi della formazione culturale del futuro Papa Francesco, i suoi rapporti con il mondo dei pensatori e dei saggisti latinoamericani (Methol Ferrè, Gera, Scannone) che vanno disegnando nuove prospettive del Continente sudamericano, anche in relazione alla stessa azione della Chiesa.

Sempre contestualizzate da dati e notizie relative ai vari periodi storici, testimonianze inedite contribuiscono a raccontare gli anni di padre Jorge Mario Bergoglio alla guida dei Gesuiti in Argentina, le sue intuizioni pastorali, il ruolo avuto nel salvare vite umane durante il periodo buio della dittatura militare (1976-1983), le sue esperienze come rettore presso il Collegio Massimo a San Miguel, l’opera di evangelizzazione e di promozione umana nei barrios, tra i poveri e le emergenze di Buenos Aires, la guida dell’episcopato Latinoamericano, la condivisione delle difficoltà della popolazione negli anni della grave crisi economica che colpì l’Argentina all’inizio degli anni Duemila.

Discorsi, omelie ed interventi pronunciati dall’arcivescovo Bergoglio durante il suo ministero episcopale occupano un singolare spazio tra le pagine di “Francesco” accompagnando il lettore alla scoperta della personalità del futuro Papa, le sue giornate all’insegna della sobrietà e della semplicità, la sua “pastorale della strada” vissuta sempre ed instancabilmente dalla parte della gente.

Gli ultimi tre capitoli sono dedicati ai mesi iniziali del pontificato, alle prime scelte del magistero e ai viaggi apostolici (Lampedusa, Rio de Janeiro, Cagliari, Assisi) dai quali emerge la grande passione di Francesco: “Annunciare Cristo a questo nostro mondo” e rimettere il cammino della Chiesa nel solco del Vangelo, dalla parte dei poveri, come presenza viva e sale dell’umanità, nella scia della testimonianza di San Francesco d’Assisi, del quale il Papa porta il nome. Il volume – aperto, come detto, dalla riflessione del cardinale Giovanni Battista Re – presenta un eccezionale apparato fotografico (ben 340 le immagini, molte delle quali inedite), è di grande formato (23×29,5), disponibile anche in una speciale edizione (cofanetto + due volumi).

L’autore, Roberto Alborghetti, giornalista professionista, ha lavorato nel gruppo Sesaab-L’Eco di Bergamo, dove è stato uno degli ultimi cronisti a formarsi alla scuola di mons. Andrea Spada, e dove si è occupato di attività editoriali per la scuola ed i giovani, ricoprendo anche il ruolo di inviato. E’ autore di una quarantina tra saggi e  biografie, tra cui “Nessuno è cretino”, l’ultima conversazione-intervista del grande pedagogista Aldo Agazzi. Ha curato i due volumi dell’epistolario di Santa Paola Elisabetta Cerioli (“Lettere di una Madre”) ed ha coordinato l’opera “Lombardia / Introduzione ad una didattica dei territori”). Per la popolare “Collana blu” di Velar-Elledici ha pubblicato testi dedicati soprattutto a protagonisti del cattolicesimo sociale tra Ottocento e Novecento. Blogger e autore di documentari, si occupa di editoria “educational” (è direttore di Atempopieno – periodico dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche – e di Okay!). Ha ricevuto diversi riconoscimenti giornalistici, tra cui l’European Award for Environmental Reporting (il cosiddetto “Pulitzer europeo” per l’informazione sull’ambiente, 1992-1993). Ha creato “LaceR/Azioni”, un innovativo progetto-ricerca basato sull’osservazione della realtà urbana percepita nei cromatismi dei “segni di  strada”, con mostre in Italia ed all’estero.

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ESCLUSIVO/ UNA STORIA INCREDIBILE: JUAN MARTIN, PAPA FRANCESCO ED IL “MIRACOLO” DI CHI NON VUOLE ARRENDERSI ALLA MALATTIA…


 tapa-cronica

E’ una storia incredibile, da fiction televisiva. Ma è accaduta realmente, stando a quanto ha raccontato ieri la testata argentina “Cronica” (Cronaca). Un ragazzo, Juan Martin, colpito da grave malattia, si sta riprendendo dopo aver conversato telefonicamente con Papa Francesco. Questo il link all’articolo originale scritto da Alicia Barrios:

http://www.cronica.com.ar/diario/2013/12/15/61460-francisco-y-un-milagro-de-la-fe.html

Juan Martin ha 13 anni ed è sempre stato un ragazzo sano. Nel mese di agosto di quest’anno si è svegliato con dolori molto forti e mal di testa. Dopo gli accertamenti, è stato ammesso a una terapia per malattie oncologiche che richiede trattamenti invasivi.

Juan Martin ha attraversato un periodo di grandi sofferenze, ma mai si è arreso ed insieme ad altre compagni di scuola ha tra l’altro realizzato un piccolo video sul tema “Acqua per sempre”. Grazie all’aiuto di Gustavo Vera, dell’Associazione no profit El Alameda, a fianco dell’allora cardinale Bergoglio nel combattere corruzione politica e sfruttamento minorile, un suo disegno è stato fatto pervenire a Papa Francesco. Il Papa, come ormai fa spesso, ha chiamato il ragazzo argentino, che in quel momento era sottoposto alle terapie. Hanno conversato e dialogato: entrambi sono tifosi della squadra di calcio del San Lorenzo…

Dopo quella telefonata, raccontano le testimonianze, la ripresa fisica di Juan Martin è stata spettacolare. C’è già chi parla di un miracolo della speranza e della forza di volontà… Lo dicono anche gli stessi medici dell’Ospedale che hanno in cura il ragazzo. Juan Martin ha già ripreso gli studi e martedi (domani) riceverà il diploma per avere terminato il suo ciclo di studi scolastici (in Argentina in questi giorni iniziano quelle che per l’Italia sono le “vacanze estive”).  

La vicenda di Juan Martin sta suscitando in Argentina una grande attenzione ed una vasta eco. Ve l’ho proposta in anteprima. Sarebbe stata una bella storia da citare tra le pagine nel libro “Francesco”, che ho avuto l’onore di curare, appena uscito per Velar-Elledici.

https://okayscuola.wordpress.com/2013/12/07/francesco-ecco-la-prima-grande-biografia-illustrata-su-papa-jorge-mario-bergoglio-unopera-imperdibile/

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ESCLUSIVO: DAL LIBRO “FRANCESCO” / QUANDO IL FUTURO PAPA SALVAVA VITE DURANTE LA TERRIBILE DITTATURA ARGENTINA


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Sta incontrando interesse e grande attenzione la prima grande biografia illustrata su Papa Francesco, autore Roberto Alborghetti ed edita da Velar ed Elledici, con la prefazione del Cardinale Giovanni Battista Re. La pubblicazione – caratterizzata da un eccezionale apparato fotografico, con ben 340 immagini – porta il lettore “dentro” la vita straordinaria di Jorge Mario Bergoglio, a partire dalla storia della sua famiglia di origine italiana. Numerose le testimonianze inedite, con la ricostruzione di fatti e vicende che hanno segnato la vita del futuro Papa. Uno tra i capitoli più importanti – intitolato “Salvando vite negli anni della dittatura” – è dedicato al significativo ruolo avuto dall’allora padre Jorge Mario durante gli anni del terrore.

Per gentile concessione dell’Editrice Velar e dell’autore Roberto Alborghetti, siamo lieti di proporre in anteprima alcuni passi di questo capitolo, che per la prima volta fa luce sul ruolo avuto dal prete Bergoglio nel salvare vite umane durante gli anni terribili del regime dittatoriale di Videla. La documentazione completa è contenuta nel Capitolo 7 di “Francesco”, già in vendita on line e nelle migliori librerie.

Dal Capitolo 7 di “FRANCESCO”

di Roberto Alborghetti

Edizioni Velar-Elledici

2013

…Era un clima terrificante, da guerra civile, che imponeva cautela e prudenza, anche allo stesso padre Jorge Mario, cosciente che – in qualità di superiore provinciale – era responsabile della comunità religiosa e dei suoi singoli appartenenti. Bastavano un sospetto ed un’ombra di dubbio per essere considerati “sovversivi” e dunque subire il sequestro, la prigionia e le torture nella orrorifica Esma, la Escuela de Mecanica de la Armada, la scuola della Marina. Sono diverse le testimonianze che raccontano i gesti di coraggio compiuti dal Padre provinciale Bergoglio, per proteggere preti, seminaristi e gente qualsiasi.

Rivela padre Juan Carlos Scannone, già suo docente e poi confratello al Collegio Massimo di San Miguel: “Bergoglio fece molto per proteggere chiunque fosse minacciato dal regime. E non solo quando fu rettore a San Miguel. Per esempio, c’era un curato, un certo padre Di Paola che lavorava in un barrio malfamato di Buenos Aires, dove aveva salvato molti ragazzi dalla droga. Per questa ragione venne minacciato dai narcotrafficanti. Bergoglio lo mandò in una provincia lontana, per proteggerlo”.

Il giornalista argentino Jorge Joury, sul suo blog De Tapas, ha rilanciato la testimonianza dell’avvocato signora Alicia Oliveira, che sotto la dittatura denunciò gli arresti illeciti e venne radiata dalla sua carica di giudice. Attivista per i diritti umani, già componente del Centro Studi Sociali e Legali (un’organizzazione non governativa), l’avvocato Oliveira conobbe padre Bergoglio proprio in quegli anni, condividendo il comune sforzo di portare in salvo il maggior numero possibile di persone. Ha raccontato: “Jorge Mario ha prestato i suoi documenti personali e perfino la veste talare per permettere ad alcuni perseguitati per questioni politiche di oltrepassare la frontiera argentina. È stato un uomo che si è sempre messo in gioco per le cause più nobili e non ebbe timori nell’andare da Videla o da Massera per chiedere conto di alcuni desaparecidos. Bergoglio non esitò a mettersi in gioco con la sua stessa vita, che a quell’epoca occorreva invece tenersela ben stretta, per fare quello che egli fece”.

Un alunno di Bergoglio, fray Gonzalo Zervino, già in servizio pastorale nel sud della Bolivia tra gli aborigeni, poi ad Azul (provincia di Buenos Aires), successivamente nella Capitale federale presso la parrocchia dei Santi Sabino e Bonifacio, ora residente presso il Convento San Francesco, ad una cuadra dalla Plaza de Mayo, nel centro della Capitale, ha raccontato al sito El Norte en Movimiento, gli anni trascorsi al Colegio Máximo dove studiavano filosofia e teologia i futuri sacerdoti, tanto della Compagnia di Gesù come quelli degli altri ordini religiosi e del clero secolare. Zervino, entrato al Collegio Massimo nel marzo 1977, oltre a ricordare come il padre Provinciale Bergoglio, docente di teologia biblica, fosse sempre compartecipe delle varie esperienze formative e condividesse momenti de sana alegría y confraternidad, ha testualmente affermato: “Quelli erano anni molto duri e tragici, per l’Argentina e gli argentini. Eravamo tutti coscienti di ciò che stava accadendo. Per i corridoi e per i chiostri eravamo soliti vedere gente a noi sconosciuta. Erano persone perseguitate dal governo ed alle quali il padre Jorge, in qualità di Rettore del Collegio, aveva dato rifugio. Rischiando la sua stessa vita, aiutò anche tante altre persone a lasciare il Paese”.

Padre Bergoglio, come abbiamo già riferito, nascose nel Collegio Massimo anche due seminaristi che gli erano stati affidati personalmente dal vescovo di La Rioja, monsignor Enrique Angelelli. I particolari di quel fatto sono stati raccontati – ad un paio di siti argentini e anche a L’Osservatore Romano – dal già citato padre José Luis Vendramin, parroco a José Clemente Paz, una cittadina a quaranta chilometri da Buenos Aires, diocesi di San Miguel. Queste le dichiarazioni di padre Vendramin: “Bergoglio era allora provinciale dei Gesuiti di Argentina. Un ruolo importante. I due sacerdoti, padre Enrique Martínez e padre Miguel La Civita, erano lì, nel Colegio Máximo. E lui fece in modo di proteggerli, insomma di nasconderli. Il vescovo di La Rioja, monsignor Enrique Angelelli Carletti, inviso alla dittatura, era perseguitato per il suo impegno sociale a favore degli oppressi. Scelse di mandare i due, allora seminaristi, a studiare a Buenos Aires, immagino soprattutto per proteggerli, visto che pochi mesi dopo l’inizio della dittatura fu ammazzato. Angelelli sapeva di essere stato preso di mira dai militari. Il 4 agosto 1976, mentre si trovava alla guida di un’auto insieme a padre Arturo Pinto, di ritorno da una Messa appena celebrata, venne bloccato da un veicolo che aveva a bordo tre militari. La Fiat 125 sulla quale viaggiava venne fatta ribaltare. Le versioni ufficiali ovviamente dissero che si trattò di un incidente. Ma tutti sanno come andarono realmente le cose. Se i due seminaristi fossero restati a La Rioja, avrebbero sicuramente rischiato la vita anche loro. Furono in qualche modo protetti dalle mura gesuite del collegio Máximo, a San Miguel. Ma Bergoglio diede ospitalità anche a numerose altre persone, compresi alcuni laici. Diceva loro: venite pure qui, venite a fare un ritiro spirituale a San Miguel. E li ospitava nel collegio, che è molto grande e rappresentava, dunque, un ottimo rifugio”.

Uno di quei due preti ospitati in segreto da Bergoglio presso il Colegio Máximo, padre Miguel La Civita, verrà anche convocato dal Tribunale federale de La Rioja per testimoniare nel processo per l’assassinio dei sacerdoti Carlos Murias e Gabriel Longueville, omicidi sui quali il vescovo Enrique Angelleli aveva raccolto prove schiaccianti contro i sicari della giunta militare di Videla. Come diffuso dalla Telam, l’agenzia informativa statale, padre La Civita ha ricordato di essere stato minacciato e perseguitato in forma permanente, con telefonate minatorie e con il pedinamento continuo di un Ford Falcon verde “che era fermo fuori dalla parrocchia per tutto il giorno” e che lo seguiva in tutti gli spostamenti. Una situazione dalla quale ne uscì grazie al riparo offerto da padre Jorge Mario Bergoglio a San Miguel. Sull’esperienza vissuta al Collegio Massimo, don La Civita dichiarerà al Tribunale “di aver visto padre Bergoglio aiutare tanta gente ad uscire dal Paese in un momento in cui tanta gente era disperata. Ho visto personalmente che nel Collegio Massimo egli aveva nascosto gente alla quale egli preparava la documentazione necessaria per farla fuggire all’estero. Questo l’ho visto con i miei occhi”.

Insomma, anche padre Bergoglio rischiava grosso, come altri preti, “perché – come ammette padre Vendramin – erano tra i pochi a parlare di libertà in un momento in cui la libertà non esisteva”. E allora, massima allerta ed attenzione, soprattutto quando venivano “avvistati militari nei pressi del collegio”, su cui ovviamente gravavano dei forti sospetti da parte dei guardiani del regime. Proprio per non esporre le persone al rischio di essere arrestate ed imprigionate, Bergoglio si mosse con i piedi di piombo. “Ho conosciuto alcuni gesuiti che si erano rifiutati di mettersi in salvo sotto la dittatura, anche se Bergoglio aveva suggerito loro il contrario – ricorda ancora padre Vendramin –. Ma era un suggerimento di buon senso. Alcuni di coloro che non seguirono il suo consiglio furono presi e torturati per diversi mesi. Ora per questo c’è chi critica Bergoglio, asserendo che avesse legami con i militari. Ma anch’io allora conoscevo molti militari: a San Miguel ce n’erano tanti, era impossibile non avere qualche conoscente o amico tra di loro. Ma questo non significava nulla, anche perché noi preti dobbiamo avere rapporti con tutti”…

ROBERTO ALBORGHETTI

© VELAR

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“FRANCESCO”: ECCO LA PRIMA GRANDE BIOGRAFIA ILLUSTRATA SU PAPA JORGE MARIO BERGOGLIO, “PERSONAGGIO DELL’ANNO” (TIME)


SCHEDA A CURA DELL’UFFICIO COMUNICAZIONE VELAR-ELLEDICI

  FRANCESCO di Roberto Alborghetti, Ed. Velar-Elledici - Copia (2)

FRANCESCO

Autore:

ROBERTO ALBORGHETTI

Prefazione:

Card. GIOVANNI BATTISTA RE

EDIZIONI VELAR-ELLEDICI

EDIZIONE SPECIALE 2 VOLUMI + COFANETTO

EDIZIONE VOLUME UNICO

GRANDE FORMATO (23 x 29,5)

264 PAGINE, 14 CAPITOLI,

TESTIMONIANZE INEDITE

UN ECCEZIONALE APPARATO FOTOGRAFICO

IL GRANDE EVENTO EDITORIALE DELL’ANNO

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FRANCESCO: IL CONTENUTO DELL’OPERA

Oltre 550.000 battute di testo, quattordici capitoli, 340 fotografie: questi i numeri che definiscono la “prima grande biografia illustrata” dedicata a Papa Jorge Mario Bergoglio, il 266° Pontefice della storia, il primo ad assumere il nome di Francesco, il primo Papa sudamericano, il primo Papa appartenente alla Compagnia di Gesù.

Francesco” ci aiuta a conoscere un “figlio di emigranti” diventato pastore della Chiesa universale. E lo fa andando “oltre gli istant books” e scavando in profondità nella documentazione storica a partire dalle notizie sulla famiglia di origine, della quale vengono ricostruiti momenti riguardanti anche l’emigrazione dall’Italia all’Argentina, precisando date, tempi e modalità. L’opera definisce i passaggi fondamentali dell’infanzia del futuro Papa Francesco, a partire dalle circostanze legate al suo battesimo (momento fondamentale, ignorato dai testi finora usciti) fino ai progressivi stadi del percorso scolastico.

Sempre sulla base di testimonianze e documenti, racconta anche l’episodio legato alla malattia polmonare del giovane Jorge Mario, alla sua vocazione religiosa, sullo sfondo degli scenari storici e sociali dell’Argentina degli anni Quaranta e Cinquanta. “Francesco” si addentra anche negli elementi distintivi della formazione culturale del futuro Papa Francesco, i suoi rapporti con il mondo dei pensatori e dei saggisti latinoamericani (Methol Ferrè, Gera, Scannone) che vanno disegnando nuove prospettive del Continente sudamericano, anche in relazione alla stessa azione della Chiesa.

Sempre contestualizzate da dati e notizie relative all’evoluzione storico-sociale dei vari periodi, testimonianze inedite contribuiscono a raccontare gli anni di padre Jorge Mario Bergoglio alla guida dei Gesuiti in Argentina, le sue intuizioni pastorali, il ruolo avuto nel salvare vite umane durante il periodo buio della dittatura militare (1976-1983), le sue esperienze come rettore presso il Collegio Massimo a San Miguel, l’opera di evangelizzazione e di promozione umana nei barrios, tra i poveri e le emergenze di Buenos Aires, la guida dell’episcopato Latinoamericano, la condivisione delle difficoltà della popolazione negli anni della grave crisi economica che colpì l’Argentina all’inizio degli anni Duemila.

Discorsi, omelie ed interventi pronunciati dall’arcivescovo Bergoglio durante il suo ministero episcopale occupano un singolare spazio tra le pagine di “Francesco” accompagnando il lettore alla scoperta della personalità del futuro Papa, le sue giornate all’insegna della sobrietà e della semplicità, la sua “pastorale della strada” vissuta sempre ed instancabilmente dalla parte della gente.

Gli ultimi tre capitoli sono dedicati ai mesi iniziali del pontificato, alle prime scelte del magistero e ai viaggi apostolici (Lampedusa, Rio de Janeiro, Cagliari, Assisi) dai quali emerge la grande passione di Francesco: “Annunciare Cristo a questo nostro mondo” e rimettere il cammino della Chiesa nel solco del Vangelo, dalla parte dei poveri, come presenza viva e sale dell’umanità, nella scia della testimonianza di San Francesco d’Assisi, del quale il Papa porta il nome.

FRANCESCO

DALLA PREFAZIONE DEL CARDINALE

GIOVANNI BATTISTA RE

In questo momento di crisi economica e di rabbia contro i privilegi di alcuni pochi che hanno stipendi e pensioni da capogiro, mentre molti lottano contro la disoccupazione o hanno stipendi e pensioni da fame, un Papa che rifiuta privilegi e sceglie uno stile vita umile e sobrio è in sintonia con ciò che il mondo odierno chiede; è in linea col “mainstream” dominante. I primi passi da lui compiuti come Papa hanno suscitato simpatia nel mondo intero, fra credenti e non credenti”.

Semplici nel linguaggio, ma incisivi e ricchi di contenuto, sono stati i primi discorsi, nei quali ha ben illustrato che il volto di Dio è quello di un Padre misericordioso, che ha grande pazienza con noi e che è sempre disposto a perdonarci, purché ci pentiamo. Ci ha detto inoltre che “esercitare il potere” significa “servire” ed ha additato a tutti l’orizzonte della fraternità e della solidarietà, come impegno di vita di ogni uomo e di ogni donna, perché tutti apparteniamo alla medesima famiglia umana. In questa prospettiva, più volte ha messo l’accento sul tema della fraternità. Ha invitato a non cedere mai al pessimismo e allo scoraggiamento, ma a guardare avanti con fiducia e coraggio. Ha avuto parole forti contro la corruzione, come pure contro l’autonomia assoluta dei mercati e la sfrenata speculazione finanziaria. Riferendosi in concreto alla presente crisi mondiale, ha auspicato un ordine sociale ed economico più umano e che non lasci fuori dalla porta l’etica”.

Col suo stile francescano il nuovo Papa porterà non poche novità, e col suo insegnamento, accompagnato dal suo esempio, guiderà non soltanto i cattolici, ma anche tante persone aperte ai valori dello spirito, ad incamminarsi sulle vie della fraternità, della solidarietà, della fiducia e dell’impegno per il bene comune. Una riforma silenziosa Papa Francesco l’ha già avviata col suo stile e con la testimonianza eloquente della sua vita quotidiana”.

Auguro ampia diffusione a questa pubblicazione che riporta accurate informazioni circa la famiglia di provenienza, la formazione e la giovinezza del futuro Papa e che ne illustra la personalità ed i primi mesi di pontificato. Di Papa Francesco si può dire che ha la testa di gesuita e il corpo e il comportamento di francescano”.

FRANCESCO

NOTE SULL’AUTORE ROBERTO ALBORGHETTI

Roberto Alborghetti, giornalista professionista ed autore di saggi e biografie, ha lavorato nel gruppo Sesaab-L’Eco di Bergamo, dove è stato uno degli ultimi cronisti a formarsi alla scuola di mons. Andrea Spada, ritenuto tra i grandi del giornalismo italiano e per ben 51 anni direttore del quotidiano bergamasco. A L’Eco di Bergamo si è occupato di attività editoriali per la scuola ed i giovani, ricoprendo anche il ruolo di inviato. E’ autore di una quarantina tra saggi e  biografie, tra cui “Nessuno è cretino”, l’ultima conversazione-intervista del grande pedagogista Aldo Agazzi. Ha curato i due volumi dell’epistolario di Santa Paola Elisabetta Cerioli (“Lettere di una Madre”) ed ha coordinato l’opera “Lombardia / Introduzione ad una didattica dei territori”).

Per la popolare “Collana blu” di Velar-Elledici ha pubblicato testi dedicati soprattutto a protagonisti del cattolicesimo sociale tra Ottocento e Novecento, tra i quali Leonardo Murialdo, Leone Dehon, Antonio Maria Gianelli, Annibale Maria di Francia, Francesco Spinelli, Maria Elisabetta Mazza. Blogger convinto, autore di documentari, si occupa di editoria “educational” (è direttore di Atempopieno – periodico dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche – e di Okay!). Ha ricevuto diversi riconoscimenti giornalistici, tra cui l’European Award for Environmental Reporting (il cosiddetto “Pulitzer europeo” per l’informazione sull’ambiente, 1992-1993). Ha creato “LaceR/Azioni”, un innovativo progetto-ricerca basato sull’osservazione della realtà urbana percepita nei cromatismi dei “segni di  strada”, con mostre in Italia ed all’estero.

FRANCESCO

LE FRASI INIZIALI E FINALI DEL LIBRO

L’incipit

Il primo sbuffo di fumo è grigiastro, accompagnato dal brusio incerto di migliaia di persone. Poi, il grigio si fa tendente al chiaro, sorretto dal graduale aumento delle voci, che si fanno sempre più forti, come a dare ulteriore fiato e potenza a quel flusso tanto atteso. E finalmente è un bianco deciso ed inequivocabile quello che fuoriesce dal comignolo, e sale sale – scomposto dalla brezza – per annunciare al mondo che c’è un nuovo Papa”.

Il finale

…È bello pensare a queste parole come ad un prodigioso sussulto di profezia. Come ad un percettibile segno di speranza inviato ad un mondo smarrito ed impaurito. Come ad un misterioso “messaggio di accompagnamento” da parte di un Padre che, ancora una volta, chinandosi sull’umanità, le annunciava l’imminente arrivo di un dono e di una guida: Francesco”.

FRANCESCO

NOTE SULL’EDITRICE VELAR

Velar è una Casa Editrice Cattolica che opera nel campo dell’Editoria da 40 anni e vanta un catalogo di oltre 1000 titoli, tradotti anche in diverse lingue. Velar offre servizi editoriali con possibilità di personalizzazioni; fa parte dell’UELCI (l’Unione Editori e Librai Cattolici Italiani) e collabora attivamente con Rebeccalibri, il primo portale online dell’editoria religiosa. Da oltre 30 anni, grazie alla vendita delle sue pubblicazioni, sostiene importanti progetti umanitari dell’Istituto Serafico di Assisi.

NOTE SULL’EDITRICE ELLEDICI

L’Editrice Elledici opera da oltre settant’anni nel campo della catechesi e dell’insegnamento della religione, dell’educazione e dell’evangelizzazione, rivolgendosi con particolare riguardo ai giovani e ai loro educatori. Gli oltre 3000 titoli che compongono il suo ampio catalogo comprendono testi scientifici e culturali per le persone impegnate nel campo della crescita umana, ecclesiale e sociale in tutte le sue dimensioni. Il tema dell’educazione rivolta al mondo giovanile, oggi fra i più attuali e richiesti, occupa buona parte del suo catalogo.

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