2 APRILE 2016: GIORNATA MONDIALE DELL’AUTISMO. UN CLIP DA VEDERE, UN’ESPERIENZA DA CONOSCERE #micolorodiblu


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L’altra faccia dell’autismo… I ragazzi della “scuola speciale” della docente Patrizia Sapri, di Aprilia (Latina) e la loro esperienza nel laboratorio creativo nel corso del quale hanno rielaborato alcuni lavori di Roberto Alborghetti (Progetto “Lacer/azioni” riguardante segni, crepe, colori e contaminazioni dell’ambiente urbano). Iniziativa in collaborazione con Rotary Club Anzio (Roma). Un documento da vedere in questa Giornata Mondiale dedicata alla Consapevolezza dell’Autismo.

Soundtrack: “Psalm 23” di Jennifer Goodenberger.

 

ARTE E AUTISMO: IL VIDEO SULL’ESPERIENZA DEL LABORATORIO DI PATRIZIA (APRILIA, LT) CON I COLORI DELL’AUTOBUS FANTASMA


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Videoclip di Roberto Alborghetti; Colonna sonora: “Day One” di Audiomachine. Scene da un’esperienza creativa che ha coinvolto i bambini autistici e disabili (Aprilia, Latina, Italia). Guidati da Patrizia Sapri, hanno lavorato a riprodurre le foto scattate da Roberto Alborghetti intorno ad un autobus vecchio e arrugginito in Bartons Plc (Beeston – Nottingham, Regno Unito) per il progetto The Ghost Bus, “Un’avventura visuale nella Terra di Robin Hood” di Roberto Alborghetti, Bartons Plc e ACT Group. Prossimo Progetto: “Prendendo la Luna Blu” basata sul disegno di Mitrani Yarden dal Progetto Hopes.

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OGGI E’ LA GIORNATA SULL’AUTISMO / ECCO UN DOCUMENTO DA LEGGERE: “AUTISMO E ARTE, ENERGIA DEL POSSIBILE”


Da una "lacer/azione" di Roberto Alborghetti ad una "cre/azione" dei bambini di Aprilia portatori dello spettro autistico

Da una “lacer/azione” di Roberto Alborghetti ad una “cre/azione” realizzata nel laboratorio dei bambini di Aprilia portatori dello spettro autistico.

 

Oggi,  2 aprile,  si celebra la VI Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo, sancita dalle Nazioni Unite con la risoluzione 62/139 del 18 dicembre 2007. Quest’anno lo slogan ‘Autismo Più comune di quanto si pensi’, richiama la preoccupazione che le Associazioni di genitori denunciano per l’impegno ancora insufficiente con cui le istituzioni si prendono carico delle persone con disabilità e quindi anche delle persone con condizione dello Spettro Autistico.

Nel clima della giornata odierna vogliamo presentare l’originale contributo che, sul tema dell’autismo e dell’espressione artistica, è stato pubblicato recentemente dal blog “Storie reali”. Il documento riguarda il racconto di Roberto Alborghetti sul laboratorio della docente Patrizia Sapri realizzato per due anni consecutivi ad Aprilia. Come si usa dire: più di tante parole (e ne sentiamo troppe e spesso a sproposito) valgono i fatti, anche in tema di autismo…

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AUTISMO E ARTE, ENERGIA DEL POSSIBILE Blog Storie Reali

COLORI, EMOZIONI E “LACER/AZIONI”: STA COMMUOVENDO IL MONDO IL VIDEO SUL LABORATORIO DELLA “CLASSE SPECIALE” DI ANZIO-APRILIA


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Incredibile, ma vero! Davvero un…caso mediatico. Un piccolo video, costruito solo da immagini e da una toccante brano al pianoforte, sta commuovendo il mondo. Diffuso attraverso i social networks – WordPress, Facebook, Google+, Twitter, YouTube – la scorsa settimana ha registrato un grandissimo numero di visualizzazioni. Ma la condivisione più importante è arrivata dai numerosi  gruppi artistici che fanno parte del circuito di LinkedIn. E’ infatti risultato “the most popular discussion” (il tema di discussione più dibattuto), visto e partecipato da circa 250.000 utenti da ogni parte del mondo.

Ma di che cosa tratta il clip? Mostra semplicemente le immagini del laboratorio che la docente Patrizia Sapri ha curato ad Anzio ed Aprilia coinvolgendo bambini e ragazzi diversamente abili e portatori della sindrome autistica. Il laboratorio, come abbiamo a suo tempo informato, si è basato sulle immagini (Lacer/azioni) di Roberto Alborghetti. Gli “allievi speciali”, con la guida di Patrizia, lavorando sui lavori artistici di Alborghetti – immagini della pubblicità strappata e decomposta, crepe naturali(cracks),  graffi casuali, segni urbani – hanno riprodotto delle straordinarie composizioni, di cui rimane appunto documentazione nel video qui proposto. Sono immagini bellissime, che stanno emozionando il mondo. E nel vederle, se ne capisce il perchè.

Colors and Emotions Atelier - Lacer-Actions by r.a (13)

GRAFFI, LACER/AZIONI E CRACKS: SUCCESSO AD ANZIO (ROMA) PER LA MOSTRA-ESPERIENZA CHE RIVELA I “COLORI” DELL’AUTISMO


GUEST WRITER: STEFANO ALBERTI

Grandi e calorosi consensi ed adesioni ad Anzio(Roma) per la mostra “Graffi / Tra sogno e realtà: da Lacer/azioni e Cracks”, ispirata ai lavori di Roberto Alborghetti, progetto coordinato e realizzato dalla docente Patrizia Sapri. L’esposizione si è svolta presso l’Istituto Professionale “Marco Gavio Apicio” dove una serie di immagini hanno raccontato un viaggio tra “cromatismi speciali pittorici e materici” insieme alla singolare esperienza che ha coinvolto bambini e ragazzi diversamente abili del territorio, alcuni dei quali portatori di sindrome dello spettro autistico. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al sostegno del Rotary Club Roma Golfo d’Anzio, Nettuno, che ha inserito l’attività nel progetto “Anzio per l’autismo”.

Patrizia Sapri ha guidato con passione ed entusiasmo il gruppo dei “magnifici sette mini artisti” – Albanese Massimo, Balestra Alessia, Calemme Sara Maria, Frasca Giada, Gori Flavia, Ranieri Damiano, Tallarico Stefano – che hanno ri-composto e ri-costruito delle composizione di grande effetto, ispirandosi alle “Lacer/azioni” di Roberto Alborghetti, ossia le immagini dei manifesti pubblicitari decomposti e lacerati, dei “segni urbani” e delle strane forme di “cracks”, le crepe naturali su materiali di vario tipo.

Su questa esperienza riportiamo un commento che ci è pervenuto dalla curatrice e docente Patrizia Sapri, che così scrive: “Avevo già scritto sulla completezza della visione d’insieme e di come questi allievi speciali leggono le immagini nella globalità mettendo a fuoco ogni minimo particolare, proprio come una macchina fotografica. Amo la lettura e per aggiornamento ho letto da poco svariati libri che raccontano vissuti di genitori con figli con autismo,alcuni libri sono stati scritti da scrittori e studiosi sempre con figli con autismo. Alcuni sono leggeri e raccontano viaggi ed esperienze personali, altri riportano nuovi programmi didattici, tanti inducono alla riflessione. Una cosa trovo in tutti i libri: questi ragazzi sono come diamanti dalle mille sfaccettature, grandi abilità grosso e fine motorie, ampia capacità di memorizzare procedure e rituali ecc… A noi tutti la capacita di cogliere e valorizzare i colori emergenti, le mille sfumature; in loro come in tutti gli allievi. Gli studi di H.Gardner hanno rilevato l’importanza e l’esistenza di tipi di intelligenza diverse di pari valore culturale nella società. Laddove sono presenti capacità residue legate ad un deficit si vengono a sviluppare capacità che diventano canali elettivi di lettura del reale.
Il mio lavoro, come tanti laboratori. promuove iniziative a carattere educativo, riabilitativo, indirizzate al disabile per costruire la formazione e integrazione dello stesso, partendo dalla parte sana della persona e sviluppando le sue capacità residue. Considerare le sue capacità per ampliarle, ricercare un rapporto significativo attraverso il colore che permette di avvalorare la crescita emotiva e relazionale . I limiti che si trasformano in capacità espressive, comunicazione, arte.
L’ arte di
Roberto Alborghetti, le sue “LaceR/Azioni” si prestano a tutto ciò. Non mi chiedete il perché. Forse per i colori, i graffi, le crepe, perché piacciono a Patrizia e agli allievi speciali. Oppure per tutti i motivi elencati qui sopra…”.

ANZIO (ROMA): GRAFFI, LACER/AZIONI E “CRACKS” PER RACCONTARE UN ALTRO VOLTO DELL’AUTISMO / UNA MOSTRA CHE FARA’ DISCUTERE…


Guest writer: Stefano Alberti

C’è grande attesa ad Anzio (Roma) dove mercoledi 9 aprile, alle ore 16,30, presso l’ Istituto Professionale “Marco Gavio Apicio” di via Nerone, si apre la mostra “Graffi / Tra sogno e realtà: da Lacer/azioni e Cracks”, ispirata ai lavori di Roberto Alborghetti, progetto coordinato e realizzato dalla docente Patrizia Sapri. Ma più che una mostra, si tratta di immagini che raccontano un viaggio tra “cromatismi speciali pittorici e materici” ed una singolare esperienza, già al suo secondo anno, che ha coinvolto bambini e ragazzi diversamente abili del territorio, portatori di sindrome dello spettro autistico. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al sostegno del Rotary Club Roma Golfo d’Anzio, Nettuno, che ha inserito l’attività nel progetto “Anzio per l’autismo”.

Patrizia Sapri ha guidato con passione ed entusiasmo il gruppo dei “magnifici sette mini artisti” – Albanese Massimo, Balestra Alessia, Calemme Sara Maria, Frasca Giada, Gori Flavia, Ranieri Damiano, Tallarico Stefano – che hanno ri-composto e ri-costruito delle composizione di grande effetto, ispirandosi alle “Lacer/azioni” di Roberto Alborghetti, ossia le immagini dei manifesti pubblicitari decomposti e lacerati, dei “segni urbani” e delle strane forme di “cracks”, le crepe naturali su materiali di vario tipo.

Una iniziativa non nuova, perchè anche lo scorso anno, sempre grazie all’impegno di Patrizia Sapri e della Onlus “Il senso della vita”, altri scolari avevano partecipato ad un altro riuscitissimo laboratorio, da cui erano poi nate due mostre, tenutesi ad Aprilia e a Piancastagnaio. Sulla esperienza di quest’anno, cosi Patrizia Sapri scrive: “Eccoci al traguardo. Mercoledì gli allievi espongono i loro lavori presso l’Istituto Alberghiero di Anzio, che ha ospitato il nostro percorso tra i colori, grazie alla collaborazione del Rotary Club Golfo d’Anzio. Guardando le immagini mi sono resa conto che si è fatto molto, con momenti veramente irripetibili, di colore e cromatismi pittorici e materici. Ma ci sono frasi dette e momenti di tenerezza che veramente toccano il cuore di noi operatori.I genitori sono la mia forza poiché hanno capito l’importanza di quanto programmato e proposto ai loro cari ragazzi”.
“Il titolo parla di “Graffi”, effettuati con vari strumenti: ruote di automobiline, pettini, piccole tavole montessoriane, arnesi da muratore, ma soprattutto dita ed unghie… Sono graffi:quelli dell’anima che tutti noi vogliamo combattere con i nostri colori facendoci accompagnare dalla musica. Trovo sempre molto difficile mettere per iscritto quando vissuto con gli allievi. Va detto che molte sono le ore dedicate al progetto da casa, alla ricerca di contenuti mai banali, alla formazione che deve essere sempre aggiornata, ma ci sono dei momenti così veri, di vero accrescimento professionale ed umano, che ripagano di tutto. A Roberto Alborghetti il mio grazie per aver concesso che elaborassi le sue opere,ormai apprezzate nell’Agro Pontino”.

Ammiriamo dunque le immagini in fotogalleria. E benvenuti a questa mostra che dirà, sull’autismo, molto più di quello che solitamente si sente nei dibattiti o in tivù. Una mostra che, tra cracks e lacer/azioni, è destinata a graffiare e ad incantare, ognuno di noi.

ARTE E AUTISMO / UN’ONDATA DI COLORI SULL’AMIATA: IN MOSTRA LE “CRE/AZIONI” ISPIRATE DALLE “LACER/AZIONI”


Guest Writer: Stefano Alberti

Una ventata di colori e di emozioni sul Monte Amiata. Lo ha portata la mostra “Lacer/azioni e Cre/azioni” allestita presso la sala del Comune di Piancastagnaio (Siena) nell’ambito della XV edizione di “Penne e Video Sconosciute”. La docente coordinatrice, Patrizia Sapri, che opera  presso la Scuola primaria “Marconi” dell’Istituto Comprensivo “Gramsci” di Aprilia (Latina) ha curato l’allestimento dei lavori realizzati nel corso di esperienze di laboratorio per gli alunni diversamente abili del territorio, alcuni dei quali portatori di sindrome dello spettro autistico. 

Come si ricorderà, grazie all’impegno ed all’entusiasmo dell’insegnante Patrizia Sapri – coadiuvata dai familiari, colleghi e amici della Onlus “Il senso della vita” – i ragazzi avevano prodotto delle singolarissime opere ispirandosi alle “Lacer/azioni” di Roberto Alborghetti, le provocatorie immagini sui manifesti pubblicitari decomposti e lacerati e sui “segni” dei muri metropolitani. La mostra di Piancastagnaio ha suscitato molto interesse, anche perchè ha messo a confronto da una parte una copia fotografica delle opere di Alborghetti e dall’altra il lavoro eseguito dagli alunni con tempere e materiali vari.  Nel corso dell’esposizione Patrizia ha avuto modo di raccontare ai visitatori la sua singolare esperienza e come i ragazzi abbiano trovato nei colori e nelle forme astratte di Roberto Alborghetti un modo per esprimere le proprie emozioni e la propria creatività.

Ha detto Patrizia Sapri : “Quando siamo in laboratorio a volte solchiamo l’ interno dell’ immagine ed ecco allora che la comunicazione anche non verbale è dentro ed intorno a chi dipinge, a noi. Ne rimane un foglio che non ha solo colori esterni e croste, ma racchiude un mondo interiore da esplorare e conoscere… I miei piccoli allievi sono Erik, Massimo, Flavia, Gaia e Nicole… Erik – che chiama Roberto (Alborghetti) Berttto… – ha elaborato una “lacer/azione” al cavalletto. E dice: Bertto molto bello! fatto io… fatto il pittore… porto a mamma!un successo, pitturo da su a giù.” Massimo con i suoi cromatismi crea da “Lacer/azioni” solo con supervisione verbale. Comunica con il suo corpo e la sua arte tutte le sue emozioni…” Un’esperienza davvero interessante, destinata a continuare e a sollevare ulteriore attenzione, confermando come nell’espressione artistica tutti si possono ritrovare, al di là di ogni diversità.   

APRILIA (LATINA): IN MOSTRA I LAVORI DEGLI ALUNNI SPECIALI… E LE “LACER/AZIONI” DIVENTANO STUPENDE “CRE/AZIONI”


ECCO COME LE IMMAGINI ORIGINALI DI ROBERTO ALBORGHETTI (LACER/AZIONI) SONO STATE INTERPRETATE E RI-CREATE NEL CORSO DELLA BELLISSIMA ESPERIENZA VISSUTA DAI RAGAZZI DEL “LABORATORIO” PRESSO LA  SCUOLA PRIMARIA STATALE “MARCONI” DI APRILIA (LATINA)

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C’è viva attesa ad Aprilia (Latina) , presso la Scuola primaria “Marconi” dell’Istituto Comprensivo “Gramsci”, dove il prossimo 3 giugno, si apre l’iniziativa “Libriamoci sull’arcobaleno”, nel contesto della quale faranno bella mostra anche i lavori realizzati dal laboratorio promosso per gli alunni diversamente abili del territorio, alcuni dei quali portatori di sindrome dello spettro autistico.

Ne abbiamo già parlato in precedenza. Come si ricorderà, grazie all’impegno ed all’entusiasmo dell’insegnante Patrizia Sapri – coadiuvata dai familiari, colleghi e amici della Onlus “Il senso della vita” – i ragazzi avevano prodotto delle singolarissime opere ispirandosi alle “lacer/azioni” di Roberto Alborghetti, le provocatorie immagini di ciò che rimane dei manifesti pubblicitari una volta decomposti e lacerati (Alborghetti ha tenuto anche una visitatissima mostra nel castello Aldobrandesco sul Monte Amiata, in provincia di Siena). 

Ora c’è molta curiosità per la mostra, per la quale sono stati preparati altri lavori, durante le attività di laboratorio realizzate in collaborazione con la docente Barbara Pedrazzi. E su quest’esperienza, Patrizia Sapri scrive:  “Quando siamo in laboratorio a volte solchiamo l’ interno dell’ immagine ed ecco allora che la comunicazione anche non verbale è dentro ed intorno a chi dipinge, a noi. Ne rimane un foglio che non ha solo colori esterni e croste, ma racchiude un mondo interiore da esplorare e conoscere…”

Continua Patrizia: “I miei piccoli allievi sono: Erik, Massimo, Flavia, Gaia e Nicole. Il nostro percorso nei colori continua. Oggi il nostro Erik – che chiama Roberto (Alborghetti) Berttto…  – ha elaborato una “lacer/azione” al cavalletto. E dice: Bertto molto bello! fatto io… fatto il pittore… porto a mamma! un successo, pitturo da su a giù.”

Massimo con i suoi cromatismi crea da “lacer/azioni” solo con supervisione verbale. Comunica con il suo corpo e la sua arte tutte le sue emozioni… La nostra assistente specialistica Katia è molto presa nel portare avanti gli obiettivi del laboratorio. Siamo in direzione d’ arrivo ed è alle prese con il libro d’ arte da ultimare. Con le immagini di Roberto Alborghetti riprodotte dai piccoli non ce la fa più… Si chiede in continuazione: “sarà apprezzato?” La nostra Marisa assistente specialistica collabora attivamente e con le sue arie da incantatrice cerca sempre di coinvolgere le alunne più piccole con giochi e canzoncine varie che si integrano con la pittura. Marisa dice:”Il percorso mi è molto piaciuto. Ho imparato tanto ed ho collaborato all’ espressività. Da parte mia il piacere di aver creato e condotto un progetto che non è mai uguale. Cambiano i bambini, le collaboratrici, le emozioni comuni ed allora anche i risultati visivi artistici  sono diversi, unici. Baci da Patrizia, Katia e Marisa e tutti gli alunni… Un saluto a Bertto da Erik!”

E allora, Aprilia vi aspetta, per ammirare questa singolare, unica mostra! 

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LA BELLISSIMA ESPERIENZA DI APRILIA:

“VEDERE CIO’ CHE LA GENTE NON VEDE”

Di Patrizia Sapri

Molte delle “cre/azioni” sono eseguite da un alunno autistico. Ho studiato in passato, e riscoperto proprio in questi giorni, che l’americana Temple Grandin, autistica, attraverso uno studio sugli animali e su se stessa, afferma che gli autistici sono in grado di vedere ciò che gli essere umani non vedono: tutto ciò che c’è in questo mondo meraviglioso, ma che la gente coglie a malapena. Essi vedono e percepiscono una serie di stimoli visivi che le persone normali non possono scorgere e comunque non scorgono.

Essi pensano per immagini.

Quando dò la consegna a Massimo, egli attraverso una tabella sceglie i colori che sono presenti nell’ opera proposta.

In autonomia (con super visione) egli porta tutto sul tavolinetto. Metto alla sua destra la foto dell’ opera da realizzare. Verbalmente gli spiego come realizzarla, se attraverso pennellate libere oppure con la tecnica del tamponamento.

In base al suo stato d’ animo egli pittura con rabbia oppure con dolcezza coprendo tutti gli spazi. Nel suo ordine mentale tutto deve essere perfetto. I cromatismi ottenuti sono volontari in quando solo lui batte i colori a tempera nella tazza che tiene sulla mano, Il lavoro artistico è già nel suo pensiero e nella sua testa.

Il risultato è quello che si vede. Quando Massimo finisce con il linguaggio degli occhi e para-verbale, cerca la mia approvazione. Spesso si siede davanti all’ opera e la osserva. A volte firma con un punto per dire:“Ho finito”. Se nel disegno ci sono delle sovrapposizioni si ottengono con delle vecchie tavole Montessoriane a volte con strategie semplici pettine e non solo.

Il mio è un lavoro speciale. Bisogna trovare il senso a quel qualche cosa che appartiene a noi, al gruppo, ed usarlo per la crescita professionale. Dopo 25 anni di lavoro ancora mi aggiorno, frequento corsi e mi pongo sempre degli interrogativi trovando un punto d’ incontro con l’ altro.