QUALE SARA’ IL FUTURO DELLA LINGUA INGLESE? UN’INDAGINE RIVELA CHE…


IMMAGINI DI LONDRA (Foto R.Alborghetti)

L’inglese è la seconda lingua più diffusa: ad oggi sono 1,5 miliardi gli studenti di inglese in tutto il mondo ed in Europa l’inglese è la lingua straniera più parlata in 19 dei 25 Stati membri in cui non è una lingua ufficiale. Ma come muterà l’apprendimento dell’inglese da qui ai prossimi 10 anni? L’inglese continuerà ad essere la lingua dominante in Europa? Il British Council, l’ente ufficiale britannico per la promozione delle relazioni culturali e delle opportunità educative, in Italia e nel mondo, ha commissionato a Trajectory uno studio europeo, prendendo come campione sette Paesi (Francia, Grecia, Italia, Spagna, Polonia, Portogallo e Romania) al fine di comprendere lo stato di salute della lingua inglese di oggi e per cercare di descrivere meglio la natura di questo cambiamento.

Le maggiori evidenze dell’indagine, pubblicate nel Report ‘The Future Demand for English in Europe: 2025 and Beyond’ confermano che l’inglese continuerà ad essere la lingua dominante in Europa e rimarrà la seconda lingua preferita dalla maggior parte degli europei fino 2025. Assistiamo, tuttavia, a mutamenti dal punto di vista sociale e culturale.

ABILITÀ ‘PASSAPORTO’

Vi è un ampio consenso nei diversi settori sul fatto che l’inglese è e rimarrà la lingua del commercio internazionale, a prescindere dai recenti dibattiti sulla globalizzazione che vanno in senso inverso. Nei paesi in cui l’inglese non è una lingua ufficiale, il 69% dei datori di lavoro ha affermato che l’inglese è importante per la propria organizzazione

La padronanza della lingua inglese è considerata un’abilità “passaporto” per trovare un lavoro, per essere promossi o lavorare all’estero e ormai tutti i gruppi socio-economici hanno una buona padronanza dell’inglese in quanto un maggior numero di mestieri e vocazioni lo richiede ed è ora utilizzato a tutti i livelli, soprattutto nel settore alberghiero e dei servizi e il turismo

L’INGLESE AI TEMPI DELLO STREAMING ONLINE

I giovani stanno crescendo in un periodo in cui c’è una maggiore enfasi politica ed economica sull’importanza dell’apprendimento dell’inglese. Anche in un Paese come l’Italia, in cui il doppiaggio dei contenuti stranieri è storicamente legato a settori mediatici di alto livello culturale, l’aumento dello streaming online di contenuti video e televisivi rende più facilmente accessibili i contenuti originali in lingua inglese. Per gli adolescenti e i giovani, molte delle attività che hanno moneta sociale si svolgono in inglese. Culturalmente, il mondo sta diventando sempre più piccolo e l’inglese è la lingua dominante in molti ambiti, in particolare quelli che utilizzano le nuove tecnologie.

L’INGLESE È PIÙ FACILE

L’inglese svolge un ruolo importante come “lingua di collegamento” tra i parlanti di lingue meno diffuse (ad esempio, i danesi che parlano ai greci) e lingue che sono difficili per gli europei (ad esempio il mandarino). Anzi, con ogni probabilità l’inglese aumenterà la sua portata globale, poiché importanti economie emergenti come la Cina e l’India utilizzano già e continueranno ad utilizzare l’inglese come lingua di collegamento. Rispetto ad altre lingue, l’inglese è considerato relativamente facile da imparare e ha una maggiore esposizione, perché domina il cinema, la televisione e la musica nella cultura occidentale, così come la tecnologia e Internet. Inoltre, culturalmente è presente su scala globale, il che lo rende di facile accesso, familiare e (in particolare per i giovani) attraente da imparare.

I NONNI CON NIPOTI MADRELINGUA INGLESI

L’aumento della mobilità giovanile, con un grande movimento di giovani che vivono al di fuori del proprio paese d’origine, ha comportato l’internazionalizzazione dei rapporti familiari. I giovani europei possono migrare in coppia e avere figli che diventano madrelingua inglese. Avere una famiglia al di fuori del paese di nascita dei genitori, e soprattutto nipoti che parlano inglese meglio della lingua madre dei genitori, aumenta la domanda di apprendimento dell’inglese da parte dei nonni. Per questo c’è una crescente richiesta da parte di questa fascia di età avanzata, che spesso non han mai imparato l’inglese o che ha bassi livelli di competenza.

IL NUOVO INGLESE

L’uso dell’inglese è maturato tra le comunità di tutta Europa e si è trasformato e adattato alle esigenze locali. Sono, dunque, emerse forme più sfumate di inglese come “euro-inglese” e “International English” (ad esempio, usando parole come “handy” per il termine britannico “mobile phone”, o adottando termini come “la newsletter”). Poiché il numero di persone non madrelingua è superiore a quello dei parlanti nativi, le nuove norme e gli standard linguistici potrebbero diventare una caratteristica regolare della futura versione dell’euro-inglese, ad esempio, adottando ortografie in inglese americano o inventando nuove parole con una radice inglese.

IL LIVELLO D’INGLESE EUROPEO: AL DI SOTTO DELLE ASPETTATIVE

Nonostante tutti i governi europei coinvolti nell’indagine abbiano introdotto politiche per migliorare la qualità e la quantità dell’insegnamento dell’inglese nelle scuole, è improbabile che entro il 2025 vi sia un aumento significativo del numero di studenti che lascerà la scuola con i livelli di competenza richiesti dai datori di lavoro. Secondo i datori di lavoro e gli esperti linguisti intervistati, gli studenti delle scuole tradizionali non escono dalla scuola con le competenze linguistiche idonee per il posto di lavoro. La competenza dei diplomati europei sta migliorando, ma non è ancora sufficientemente qualificata, secondo quanto riportato dalle imprese, e non migliorerà a sufficienza entro il 2025 a causa del tempo necessario affinché i cambiamenti educativi abbiano effetto.

L’INGLESE NEI SETTORI ECONOMICI

L’inglese varia a seconda dei diversi settori economici. Nel 2013, l’industria aerospaziale, la difesa, i servizi e la tecnologia professionale hanno ottenuto il punteggio più alto quando si è trattato di utilizzare l’inglese, mentre il governo e il settore immobiliare hanno ottenuto il punteggio più basso. Anche nei settori commerciali più piccoli e a conduzione familiare (comuni in Portogallo, Grecia e Italia), è necessaria una migliore competenza e padronanza dell’inglese, soprattutto nei settori del turismo e dell’ospitalità, poiché più turisti vengono da paesi più lontani (Cina, Corea e Giappone) e sono più propensi a parlare l’inglese rispetto ad altre lingue europee. In generale, in paesi in cui la disoccupazione rimane elevata, come l’Italia, la Spagna o la Grecia, i giovani professionisti continuano ad investire in competenze che miglioreranno le loro prospettive di occupazione. Un certificato di lingua può fungere da requisito professionale permanente o può essere utile per potersi trasferire all’estero per avere opportunità di lavoro in tutta Europa.

L’INGLESE PER I PIÙ PICCOLI È ONLINE CON IL BRITISH COUNCIL


Insegnare l’inglese ai bambini sin da quando sono piccoli, può aiutare a familiarizzare con la lingua e facilitare l’apprendimento e la memorizzazione delle loro prime parole inglesi. Per coinvolgere anche i più piccoli, è importante mettere in atto attività varie e divertenti per non perdere l’attenzione e l’interesse del bambino verso una nuova lingua. Anche la tecnologia può essere un utile strumento di supporto: app e siti Internet, ad esempio, costituiscono uno metodo coinvolgente e interattivo per studenti di qualsiasi età, e possono essere utili come strumento aggiuntivo nell’apprendimento delle lingue.

Per questo il British Council, l’ente culturale britannico, leader internazionale nel campo dell’insegnamento della lingua inglese, mette a disposizione una piattaforma gratuita interamente dedicata ai più piccoli, in grado di coinvolgere i bambini e insegnare loro nuovi elementi linguistici in modo spontaneo e naturale.

Il sito, che adopera il metodo British Council per l’insegnamento della lingua, è diviso in 6 sezioni; Listen and Watch, Read and Write, Speak and Spell, Grammar and Vocabolary, Fun and Games e Print and Make. Disponibile, inoltre, un’intera area dedicata ai genitori perché siano da supporto ai più piccoli nell’apprendimento, con un coinvolgimento diretto ed entusiasmo.

https://learnenglishkids.britishcouncil.org/

5 BUONI MOTIVI PER SCEGLIERE IL BRITISH COUNCIL

  1. È l’ente ufficiale britannico per la promozione delle relazioni culturali e delle opportunità educative in Italia e nel mondo, nonché leader internazionale nel campo dell’insegnamento della lingua inglese
  2. Gestisce molte certificazioni di enti certificatori britannici. È possibile sostenere presso le sue strutture moltissimi esami e test: dagli esami per bambini agli esami Preliminary, First, Advanced e Proficiency, dal test IELTS ad alcuni esami professionali britannici come ACCA o CIMA
  3. S’impegna nella tutela dell’infanzia e si adopera affinché tutti i suoi studenti abbiano il diritto di essere ugualmente protetti da danni o abusi, riconoscendo che proteggere i bambini e assicurare loro il benessere siano principi fondamentali
  4. Adopera un metodo di apprendimento concreto, stimolante e pratico, che prevede che, oltre alla lingua inglese, gli studenti lavorino su diverse skills trasversali che aiutano ad ottenere migliori risultati sia in ambito linguistico, che nella vita scolastica più ampia, con focus sulla fiducia in se stessi, sulle proprie capacità di apprendere ed usare la lingua inglese, nonché sullo sviluppo delle capacità del pensiero critico e della creatività
  5. Grazie ad una rete globale, vanta insegnanti altamente qualificati, appassionati e di grande professionalità, un’ampia gamma di risorse per l’apprendimento e l’insegnamento della lingua inglese, e i più recenti aggiornamenti in ambito metodologico

Le iscrizioni ai corsi annuali 2019-2020 sono aperte. Per maggiori informazioni o prenotare una consulenza, gratuita e non vincolante: www.britishcouncil.it

British Council_logo

BRITISH COUNCIL

Il British Council è l’ente ufficiale britannico per la promozione delle relazioni culturali e delle opportunità educative, in Italia e nel mondo. Fondato nel 1934 e presente in oltre 100 Paesi in tutto il mondo, l’ente si occupa di sostenere le relazioni culturali tra il Regno Unito e i Paesi in cui opera, in Europa e negli altri continenti, contribuendo positivamente allo sviluppo del Regno Unito, creando opportunità, connessioni e relazioni di fiducia reciproca e promuovendo rapporti di collaborazione nei settori delle arti, della cultura, dell’istruzione, della società civile e della lingua inglese.

Ogni anno interagisce personalmente con circa 20 milioni di persone, e con oltre 500 milioni online, grazie ai nostri molteplici contenuti editoriali.

Il British Council è registrato come “UK charity”, organizzazione nonprofit del Regno Unito, ed è regolato dalla Royal Charter. Un finanziamento pubblico fornisce il 18% dei fondi a livello internazionale. Il resto del reddito deriva dai servizi di cui usufruiscono i clienti di tutto il mondo, attraverso contratti di formazione e sviluppo e da partnership con organizzazioni pubbliche e private.

http://www.britishcouncil.it