LIBRI /LO STRAORDINARIO “FENOMENO” DEL 7 AGOSTO A LINIERS, BUENOS AIRES…


 

C’è qualcosa di misteriosamente appassionante nei  “serpentoni” di folla che, ogni anno, nel quartiere periferico di Liniers, a Buenos Aires, si incanalano in paziente attesa che scocchi la mezzanotte del 7 agosto. A quell’ora si apriranno le porte del Santuario posto sulla via Cuzco e sono in migliaia coloro che vogliono avere il privilegio di essere tra i primi a toccare il vetro di una nicchia che  protegge un piccolo grande simulacro, raffigurazione iconografica di colui che è considerato “il Santo più amato dell’Argentina” e “il Santo più venerato dai lavoratori argentini”, ossia San Gaetano Thiene.

Da più di cento anni, il Santuario di San Gaetano Thiene, a Liniers, è il fulcro di una devozione popolare per certi aspetti unica nel panorama mondiale della religiosità. Le parole non bastano per definire “un luogo costruito con il lavoro pieno d’amore di tutti i lavoratori e i lavoratori del nostro Paese, quelli che si alzano ogni giorno e lavorano; quelli che non rubano, ma che lavorano; quelli che non vivono di ciò che è prodotto dal lavoro altrui, ma che lavorano”: così disse il 7 agosto 2008, in un’appassionata omelia, l’arcivescovo di Buenos Aires, l’allora cardinale Jorge Mario Bergoglio, ora Papa Francesco.

Infatti, nei quattordici anni trascorsi alla guida della grande arcidiocesi bonariense, Bergoglio mai mancò di partecipare a Liniers alle celebrazioni di agosto. Ogni anno era là, in mezzo alla gente, a rendere omaggio al “Santito” – la piccola statua del San Gaetano, venerato come “Patrono del pane e del lavoro” – e a pronunciare riflessioni e pensieri di grande forza spirituale e sociale. Un culto sorprendente quello fiorito in terra argentina per il Santo di origine italiana – il Thiene nacque a Vicenza nell’ottobre del 1480 –, ordinato sacerdote il 30 settembre 1516, Fondatore della congregazione religiosa dei Chierici Regolari, popolarmente conosciuti come Teatini, testimone di un’esistenza vissuta intensamente e consumata nella missione per una Chiesa rinnovata nello spirito della carità evangelica: sarà elevato alla gloria degli altari nel 1671, a 124 anni dalla sua morte, avvenuta a Napoli il 7 agosto 1547.

Perché il Santuario di San Gaetano di Liniers riveste un grande significato per Buenos Aires e l’Argentina? Perché il futuro Papa Francesco è così legato a San Gaetano? Quali i messaggi e la testimonianza espressi dall’arcivescovo Jorge Mario Bergoglio ogni 7 agosto nel quartiere di Liniers?

COME CHICCHI COPNelle pagine di “Come chicchi in una spiga di grano” – titolo che fa riferimento proprio ad una frase dell’arcivescovo Bergoglio, che sottolineava uno dei principali elementi iconografici della piccola statua di San Gaetano – Roberto Alborghetti ricostruisce la storia e le principali vicende del Santuario di San Gaetano, sottolineando l’influsso che l’esperienza di Liniers è destinata ad avere sul futuro Papa Francesco. Una presenza, quella dell’arcivescovo, sempre molto attesa dalle centinaia di migliaia di fedeli affluiti nel quartiere di Buenos Aires.  Bergoglio – dopo la celebrazione della Messa –  percorreva a piedi, in senso contrario,  le due chilometriche file (una “veloce”, l’altra “lenta”) che i pellegrini formano davanti al Santuario, in attesa di rendere grazie a San Gaetano. Si intratteneva per ore con i fedeli, ascoltandoli, benedicendoli, incoraggiandoli, accarezzando i volti dei bambini, sostenendo gli ammalati.

Sempre molto coinvolgenti, e di grande impatto, le omelie pronunciate di anno in anno: già disegnano gli stessi orizzonti che dal 2013 Papa Francesco sta proponendo alla Chiesa universale, al mondo, alla società. Già si percepisce, in quei pensieri, quella che è l’ansia apostolica di un Pastore che pone ai fedeli, agli uomini e alle donne di buona volontà, la sfida della “Chiesa delle periferie”, della “Chiesa dell’ascolto”, della “Chiesa come ospedale da campo”, della Chiesa che cammina con i poveri, che non chiude le porte a nessuno, che include e non esclude.

“Nel ricostruire le tappe biografiche e apostoliche del futuro Papa Francesco – scrive Roberto Alborghetti – non si può prescindere dal 7 agosto e da San Gaetano. La serie di omelie pronunciate durante la “Messa grande” delle 11 si innerva in quella “pastorale dell’incontro” e in quella “mistica popolare” care all’arcivescovo di Buenos Aires… È un’immagine viva e sincera di un’Argentina che non smette mai di camminare e sperare’”.

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DATI TECNICI

Titolo: COME CHICCHI IN UNA SPIGA DI GRANO

Sottotitolo: San Gaetano Thiene, Papa Francesco e lo straordinario “fenomeno” del 7 agosto a Liniers, Buenos Aires

Autore: Roberto Alborghetti

Copertina: Illustrazione di Umberto Gamba

Prezzo al pubblico: 6 Euro

Editore: Velar, Gorle, BG

Pagine: 102

ESCLUSIVO: DAL LIBRO “FRANCESCO” / QUANDO IL FUTURO PAPA SALVAVA VITE DURANTE LA TERRIBILE DITTATURA ARGENTINA


 Pap Francesco (613x800)

Sta incontrando interesse e grande attenzione la prima grande biografia illustrata su Papa Francesco, autore Roberto Alborghetti ed edita da Velar ed Elledici, con la prefazione del Cardinale Giovanni Battista Re. La pubblicazione – caratterizzata da un eccezionale apparato fotografico, con ben 340 immagini – porta il lettore “dentro” la vita straordinaria di Jorge Mario Bergoglio, a partire dalla storia della sua famiglia di origine italiana. Numerose le testimonianze inedite, con la ricostruzione di fatti e vicende che hanno segnato la vita del futuro Papa. Uno tra i capitoli più importanti – intitolato “Salvando vite negli anni della dittatura” – è dedicato al significativo ruolo avuto dall’allora padre Jorge Mario durante gli anni del terrore.

Per gentile concessione dell’Editrice Velar e dell’autore Roberto Alborghetti, siamo lieti di proporre in anteprima alcuni passi di questo capitolo, che per la prima volta fa luce sul ruolo avuto dal prete Bergoglio nel salvare vite umane durante gli anni terribili del regime dittatoriale di Videla. La documentazione completa è contenuta nel Capitolo 7 di “Francesco”, già in vendita on line e nelle migliori librerie.

Dal Capitolo 7 di “FRANCESCO”

di Roberto Alborghetti

Edizioni Velar-Elledici

2013

…Era un clima terrificante, da guerra civile, che imponeva cautela e prudenza, anche allo stesso padre Jorge Mario, cosciente che – in qualità di superiore provinciale – era responsabile della comunità religiosa e dei suoi singoli appartenenti. Bastavano un sospetto ed un’ombra di dubbio per essere considerati “sovversivi” e dunque subire il sequestro, la prigionia e le torture nella orrorifica Esma, la Escuela de Mecanica de la Armada, la scuola della Marina. Sono diverse le testimonianze che raccontano i gesti di coraggio compiuti dal Padre provinciale Bergoglio, per proteggere preti, seminaristi e gente qualsiasi.

Rivela padre Juan Carlos Scannone, già suo docente e poi confratello al Collegio Massimo di San Miguel: “Bergoglio fece molto per proteggere chiunque fosse minacciato dal regime. E non solo quando fu rettore a San Miguel. Per esempio, c’era un curato, un certo padre Di Paola che lavorava in un barrio malfamato di Buenos Aires, dove aveva salvato molti ragazzi dalla droga. Per questa ragione venne minacciato dai narcotrafficanti. Bergoglio lo mandò in una provincia lontana, per proteggerlo”.

Il giornalista argentino Jorge Joury, sul suo blog De Tapas, ha rilanciato la testimonianza dell’avvocato signora Alicia Oliveira, che sotto la dittatura denunciò gli arresti illeciti e venne radiata dalla sua carica di giudice. Attivista per i diritti umani, già componente del Centro Studi Sociali e Legali (un’organizzazione non governativa), l’avvocato Oliveira conobbe padre Bergoglio proprio in quegli anni, condividendo il comune sforzo di portare in salvo il maggior numero possibile di persone. Ha raccontato: “Jorge Mario ha prestato i suoi documenti personali e perfino la veste talare per permettere ad alcuni perseguitati per questioni politiche di oltrepassare la frontiera argentina. È stato un uomo che si è sempre messo in gioco per le cause più nobili e non ebbe timori nell’andare da Videla o da Massera per chiedere conto di alcuni desaparecidos. Bergoglio non esitò a mettersi in gioco con la sua stessa vita, che a quell’epoca occorreva invece tenersela ben stretta, per fare quello che egli fece”.

Un alunno di Bergoglio, fray Gonzalo Zervino, già in servizio pastorale nel sud della Bolivia tra gli aborigeni, poi ad Azul (provincia di Buenos Aires), successivamente nella Capitale federale presso la parrocchia dei Santi Sabino e Bonifacio, ora residente presso il Convento San Francesco, ad una cuadra dalla Plaza de Mayo, nel centro della Capitale, ha raccontato al sito El Norte en Movimiento, gli anni trascorsi al Colegio Máximo dove studiavano filosofia e teologia i futuri sacerdoti, tanto della Compagnia di Gesù come quelli degli altri ordini religiosi e del clero secolare. Zervino, entrato al Collegio Massimo nel marzo 1977, oltre a ricordare come il padre Provinciale Bergoglio, docente di teologia biblica, fosse sempre compartecipe delle varie esperienze formative e condividesse momenti de sana alegría y confraternidad, ha testualmente affermato: “Quelli erano anni molto duri e tragici, per l’Argentina e gli argentini. Eravamo tutti coscienti di ciò che stava accadendo. Per i corridoi e per i chiostri eravamo soliti vedere gente a noi sconosciuta. Erano persone perseguitate dal governo ed alle quali il padre Jorge, in qualità di Rettore del Collegio, aveva dato rifugio. Rischiando la sua stessa vita, aiutò anche tante altre persone a lasciare il Paese”.

Padre Bergoglio, come abbiamo già riferito, nascose nel Collegio Massimo anche due seminaristi che gli erano stati affidati personalmente dal vescovo di La Rioja, monsignor Enrique Angelelli. I particolari di quel fatto sono stati raccontati – ad un paio di siti argentini e anche a L’Osservatore Romano – dal già citato padre José Luis Vendramin, parroco a José Clemente Paz, una cittadina a quaranta chilometri da Buenos Aires, diocesi di San Miguel. Queste le dichiarazioni di padre Vendramin: “Bergoglio era allora provinciale dei Gesuiti di Argentina. Un ruolo importante. I due sacerdoti, padre Enrique Martínez e padre Miguel La Civita, erano lì, nel Colegio Máximo. E lui fece in modo di proteggerli, insomma di nasconderli. Il vescovo di La Rioja, monsignor Enrique Angelelli Carletti, inviso alla dittatura, era perseguitato per il suo impegno sociale a favore degli oppressi. Scelse di mandare i due, allora seminaristi, a studiare a Buenos Aires, immagino soprattutto per proteggerli, visto che pochi mesi dopo l’inizio della dittatura fu ammazzato. Angelelli sapeva di essere stato preso di mira dai militari. Il 4 agosto 1976, mentre si trovava alla guida di un’auto insieme a padre Arturo Pinto, di ritorno da una Messa appena celebrata, venne bloccato da un veicolo che aveva a bordo tre militari. La Fiat 125 sulla quale viaggiava venne fatta ribaltare. Le versioni ufficiali ovviamente dissero che si trattò di un incidente. Ma tutti sanno come andarono realmente le cose. Se i due seminaristi fossero restati a La Rioja, avrebbero sicuramente rischiato la vita anche loro. Furono in qualche modo protetti dalle mura gesuite del collegio Máximo, a San Miguel. Ma Bergoglio diede ospitalità anche a numerose altre persone, compresi alcuni laici. Diceva loro: venite pure qui, venite a fare un ritiro spirituale a San Miguel. E li ospitava nel collegio, che è molto grande e rappresentava, dunque, un ottimo rifugio”.

Uno di quei due preti ospitati in segreto da Bergoglio presso il Colegio Máximo, padre Miguel La Civita, verrà anche convocato dal Tribunale federale de La Rioja per testimoniare nel processo per l’assassinio dei sacerdoti Carlos Murias e Gabriel Longueville, omicidi sui quali il vescovo Enrique Angelleli aveva raccolto prove schiaccianti contro i sicari della giunta militare di Videla. Come diffuso dalla Telam, l’agenzia informativa statale, padre La Civita ha ricordato di essere stato minacciato e perseguitato in forma permanente, con telefonate minatorie e con il pedinamento continuo di un Ford Falcon verde “che era fermo fuori dalla parrocchia per tutto il giorno” e che lo seguiva in tutti gli spostamenti. Una situazione dalla quale ne uscì grazie al riparo offerto da padre Jorge Mario Bergoglio a San Miguel. Sull’esperienza vissuta al Collegio Massimo, don La Civita dichiarerà al Tribunale “di aver visto padre Bergoglio aiutare tanta gente ad uscire dal Paese in un momento in cui tanta gente era disperata. Ho visto personalmente che nel Collegio Massimo egli aveva nascosto gente alla quale egli preparava la documentazione necessaria per farla fuggire all’estero. Questo l’ho visto con i miei occhi”.

Insomma, anche padre Bergoglio rischiava grosso, come altri preti, “perché – come ammette padre Vendramin – erano tra i pochi a parlare di libertà in un momento in cui la libertà non esisteva”. E allora, massima allerta ed attenzione, soprattutto quando venivano “avvistati militari nei pressi del collegio”, su cui ovviamente gravavano dei forti sospetti da parte dei guardiani del regime. Proprio per non esporre le persone al rischio di essere arrestate ed imprigionate, Bergoglio si mosse con i piedi di piombo. “Ho conosciuto alcuni gesuiti che si erano rifiutati di mettersi in salvo sotto la dittatura, anche se Bergoglio aveva suggerito loro il contrario – ricorda ancora padre Vendramin –. Ma era un suggerimento di buon senso. Alcuni di coloro che non seguirono il suo consiglio furono presi e torturati per diversi mesi. Ora per questo c’è chi critica Bergoglio, asserendo che avesse legami con i militari. Ma anch’io allora conoscevo molti militari: a San Miguel ce n’erano tanti, era impossibile non avere qualche conoscente o amico tra di loro. Ma questo non significava nulla, anche perché noi preti dobbiamo avere rapporti con tutti”…

ROBERTO ALBORGHETTI

© VELAR

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ACQUISTO DELL’OPERA ON LINE – VELAR.IT

SCHEDA BIBLIOGRAFICA DELL’OPERA – ELLEDICI.ORG

FRANCESCO, IL VIDEOCLIP

“FRANCESCO”: ECCO LA PRIMA GRANDE BIOGRAFIA ILLUSTRATA SU PAPA JORGE MARIO BERGOGLIO, “PERSONAGGIO DELL’ANNO” (TIME)


SCHEDA A CURA DELL’UFFICIO COMUNICAZIONE VELAR-ELLEDICI

  FRANCESCO di Roberto Alborghetti, Ed. Velar-Elledici - Copia (2)

FRANCESCO

Autore:

ROBERTO ALBORGHETTI

Prefazione:

Card. GIOVANNI BATTISTA RE

EDIZIONI VELAR-ELLEDICI

EDIZIONE SPECIALE 2 VOLUMI + COFANETTO

EDIZIONE VOLUME UNICO

GRANDE FORMATO (23 x 29,5)

264 PAGINE, 14 CAPITOLI,

TESTIMONIANZE INEDITE

UN ECCEZIONALE APPARATO FOTOGRAFICO

IL GRANDE EVENTO EDITORIALE DELL’ANNO

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FRANCESCO: IL CONTENUTO DELL’OPERA

Oltre 550.000 battute di testo, quattordici capitoli, 340 fotografie: questi i numeri che definiscono la “prima grande biografia illustrata” dedicata a Papa Jorge Mario Bergoglio, il 266° Pontefice della storia, il primo ad assumere il nome di Francesco, il primo Papa sudamericano, il primo Papa appartenente alla Compagnia di Gesù.

Francesco” ci aiuta a conoscere un “figlio di emigranti” diventato pastore della Chiesa universale. E lo fa andando “oltre gli istant books” e scavando in profondità nella documentazione storica a partire dalle notizie sulla famiglia di origine, della quale vengono ricostruiti momenti riguardanti anche l’emigrazione dall’Italia all’Argentina, precisando date, tempi e modalità. L’opera definisce i passaggi fondamentali dell’infanzia del futuro Papa Francesco, a partire dalle circostanze legate al suo battesimo (momento fondamentale, ignorato dai testi finora usciti) fino ai progressivi stadi del percorso scolastico.

Sempre sulla base di testimonianze e documenti, racconta anche l’episodio legato alla malattia polmonare del giovane Jorge Mario, alla sua vocazione religiosa, sullo sfondo degli scenari storici e sociali dell’Argentina degli anni Quaranta e Cinquanta. “Francesco” si addentra anche negli elementi distintivi della formazione culturale del futuro Papa Francesco, i suoi rapporti con il mondo dei pensatori e dei saggisti latinoamericani (Methol Ferrè, Gera, Scannone) che vanno disegnando nuove prospettive del Continente sudamericano, anche in relazione alla stessa azione della Chiesa.

Sempre contestualizzate da dati e notizie relative all’evoluzione storico-sociale dei vari periodi, testimonianze inedite contribuiscono a raccontare gli anni di padre Jorge Mario Bergoglio alla guida dei Gesuiti in Argentina, le sue intuizioni pastorali, il ruolo avuto nel salvare vite umane durante il periodo buio della dittatura militare (1976-1983), le sue esperienze come rettore presso il Collegio Massimo a San Miguel, l’opera di evangelizzazione e di promozione umana nei barrios, tra i poveri e le emergenze di Buenos Aires, la guida dell’episcopato Latinoamericano, la condivisione delle difficoltà della popolazione negli anni della grave crisi economica che colpì l’Argentina all’inizio degli anni Duemila.

Discorsi, omelie ed interventi pronunciati dall’arcivescovo Bergoglio durante il suo ministero episcopale occupano un singolare spazio tra le pagine di “Francesco” accompagnando il lettore alla scoperta della personalità del futuro Papa, le sue giornate all’insegna della sobrietà e della semplicità, la sua “pastorale della strada” vissuta sempre ed instancabilmente dalla parte della gente.

Gli ultimi tre capitoli sono dedicati ai mesi iniziali del pontificato, alle prime scelte del magistero e ai viaggi apostolici (Lampedusa, Rio de Janeiro, Cagliari, Assisi) dai quali emerge la grande passione di Francesco: “Annunciare Cristo a questo nostro mondo” e rimettere il cammino della Chiesa nel solco del Vangelo, dalla parte dei poveri, come presenza viva e sale dell’umanità, nella scia della testimonianza di San Francesco d’Assisi, del quale il Papa porta il nome.

FRANCESCO

DALLA PREFAZIONE DEL CARDINALE

GIOVANNI BATTISTA RE

In questo momento di crisi economica e di rabbia contro i privilegi di alcuni pochi che hanno stipendi e pensioni da capogiro, mentre molti lottano contro la disoccupazione o hanno stipendi e pensioni da fame, un Papa che rifiuta privilegi e sceglie uno stile vita umile e sobrio è in sintonia con ciò che il mondo odierno chiede; è in linea col “mainstream” dominante. I primi passi da lui compiuti come Papa hanno suscitato simpatia nel mondo intero, fra credenti e non credenti”.

Semplici nel linguaggio, ma incisivi e ricchi di contenuto, sono stati i primi discorsi, nei quali ha ben illustrato che il volto di Dio è quello di un Padre misericordioso, che ha grande pazienza con noi e che è sempre disposto a perdonarci, purché ci pentiamo. Ci ha detto inoltre che “esercitare il potere” significa “servire” ed ha additato a tutti l’orizzonte della fraternità e della solidarietà, come impegno di vita di ogni uomo e di ogni donna, perché tutti apparteniamo alla medesima famiglia umana. In questa prospettiva, più volte ha messo l’accento sul tema della fraternità. Ha invitato a non cedere mai al pessimismo e allo scoraggiamento, ma a guardare avanti con fiducia e coraggio. Ha avuto parole forti contro la corruzione, come pure contro l’autonomia assoluta dei mercati e la sfrenata speculazione finanziaria. Riferendosi in concreto alla presente crisi mondiale, ha auspicato un ordine sociale ed economico più umano e che non lasci fuori dalla porta l’etica”.

Col suo stile francescano il nuovo Papa porterà non poche novità, e col suo insegnamento, accompagnato dal suo esempio, guiderà non soltanto i cattolici, ma anche tante persone aperte ai valori dello spirito, ad incamminarsi sulle vie della fraternità, della solidarietà, della fiducia e dell’impegno per il bene comune. Una riforma silenziosa Papa Francesco l’ha già avviata col suo stile e con la testimonianza eloquente della sua vita quotidiana”.

Auguro ampia diffusione a questa pubblicazione che riporta accurate informazioni circa la famiglia di provenienza, la formazione e la giovinezza del futuro Papa e che ne illustra la personalità ed i primi mesi di pontificato. Di Papa Francesco si può dire che ha la testa di gesuita e il corpo e il comportamento di francescano”.

FRANCESCO

NOTE SULL’AUTORE ROBERTO ALBORGHETTI

Roberto Alborghetti, giornalista professionista ed autore di saggi e biografie, ha lavorato nel gruppo Sesaab-L’Eco di Bergamo, dove è stato uno degli ultimi cronisti a formarsi alla scuola di mons. Andrea Spada, ritenuto tra i grandi del giornalismo italiano e per ben 51 anni direttore del quotidiano bergamasco. A L’Eco di Bergamo si è occupato di attività editoriali per la scuola ed i giovani, ricoprendo anche il ruolo di inviato. E’ autore di una quarantina tra saggi e  biografie, tra cui “Nessuno è cretino”, l’ultima conversazione-intervista del grande pedagogista Aldo Agazzi. Ha curato i due volumi dell’epistolario di Santa Paola Elisabetta Cerioli (“Lettere di una Madre”) ed ha coordinato l’opera “Lombardia / Introduzione ad una didattica dei territori”).

Per la popolare “Collana blu” di Velar-Elledici ha pubblicato testi dedicati soprattutto a protagonisti del cattolicesimo sociale tra Ottocento e Novecento, tra i quali Leonardo Murialdo, Leone Dehon, Antonio Maria Gianelli, Annibale Maria di Francia, Francesco Spinelli, Maria Elisabetta Mazza. Blogger convinto, autore di documentari, si occupa di editoria “educational” (è direttore di Atempopieno – periodico dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche – e di Okay!). Ha ricevuto diversi riconoscimenti giornalistici, tra cui l’European Award for Environmental Reporting (il cosiddetto “Pulitzer europeo” per l’informazione sull’ambiente, 1992-1993). Ha creato “LaceR/Azioni”, un innovativo progetto-ricerca basato sull’osservazione della realtà urbana percepita nei cromatismi dei “segni di  strada”, con mostre in Italia ed all’estero.

FRANCESCO

LE FRASI INIZIALI E FINALI DEL LIBRO

L’incipit

Il primo sbuffo di fumo è grigiastro, accompagnato dal brusio incerto di migliaia di persone. Poi, il grigio si fa tendente al chiaro, sorretto dal graduale aumento delle voci, che si fanno sempre più forti, come a dare ulteriore fiato e potenza a quel flusso tanto atteso. E finalmente è un bianco deciso ed inequivocabile quello che fuoriesce dal comignolo, e sale sale – scomposto dalla brezza – per annunciare al mondo che c’è un nuovo Papa”.

Il finale

…È bello pensare a queste parole come ad un prodigioso sussulto di profezia. Come ad un percettibile segno di speranza inviato ad un mondo smarrito ed impaurito. Come ad un misterioso “messaggio di accompagnamento” da parte di un Padre che, ancora una volta, chinandosi sull’umanità, le annunciava l’imminente arrivo di un dono e di una guida: Francesco”.

FRANCESCO

NOTE SULL’EDITRICE VELAR

Velar è una Casa Editrice Cattolica che opera nel campo dell’Editoria da 40 anni e vanta un catalogo di oltre 1000 titoli, tradotti anche in diverse lingue. Velar offre servizi editoriali con possibilità di personalizzazioni; fa parte dell’UELCI (l’Unione Editori e Librai Cattolici Italiani) e collabora attivamente con Rebeccalibri, il primo portale online dell’editoria religiosa. Da oltre 30 anni, grazie alla vendita delle sue pubblicazioni, sostiene importanti progetti umanitari dell’Istituto Serafico di Assisi.

NOTE SULL’EDITRICE ELLEDICI

L’Editrice Elledici opera da oltre settant’anni nel campo della catechesi e dell’insegnamento della religione, dell’educazione e dell’evangelizzazione, rivolgendosi con particolare riguardo ai giovani e ai loro educatori. Gli oltre 3000 titoli che compongono il suo ampio catalogo comprendono testi scientifici e culturali per le persone impegnate nel campo della crescita umana, ecclesiale e sociale in tutte le sue dimensioni. Il tema dell’educazione rivolta al mondo giovanile, oggi fra i più attuali e richiesti, occupa buona parte del suo catalogo.

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FRANCESCO, IL VIDEOCLIP

ANTEPRIMA / DIETRO LE QUINTE DELLA PREPARAZIONE DEL PRIMO GRANDE LIBRO ILLUSTRATO SU PAPA FRANCESCO… COME NASCE UNA BIOGRAFIA


GUEST WRITER: EDIZIONI VELAR

Ci siamo quasi… Sono mesi e mesi che stiamo lavorando per ricostruire la vita di Jorge Mario Bergoglio, per fornirvi le più accurate informazioni possibili, i dettagli… per ricomporre il suo passato così lontano dall’Italia, ma così vicino al cuore del mondo.

Il seguente breve racconto del backstage vi spiegherà il perché di tanto lavoro…

La ricerca e selezione della foto di copertina è durata a lungo: è stato davvero difficile trovare una foto in cui il volto di Francesco guardasse l’obiettivo; Francesco ha sempre lo sguardo rivolto verso il popolo… in ogni immagine è in movimento… perché lui è sempre pronto ad abbracciare chiunque… Alla fine, dopo diversi confronti anche con altri editori, abbiamo confermato le due copertine che vedete ora: quella in cui Francesco trattiene a sé la colomba, capace di stringerci il cuore e allo stesso tempo di farci sorridere, con il risultato di essere una fotografia di forte impatto; l’altra, invece, mentre cammina tra la folla alternando abbracci e saluti, esprimendo tutta la tenerezza che lo caratterizza.

Abbiamo poi dovuto pensare al titolo e, dopo tante riflessioni, abbiamo deciso di abbreviarlo: eliminare “Papa” davanti al nome “Francesco” ci avrebbe permesso di trasmettere meglio la sua essenza, la sua vera persona. Francesco è semplice, trasparente e non ama fronzoli e ricami… proprio come il Poverello di Assisi da cui ha ereditato il nome. Per lo stesso motivo, abbiamo incluso il sottotitolo “Vescovo di Roma e del Mondo” solo all’interno del libro. In questo modo il suo nome in copertina: “Francesco” ha accumulato più forza e si è caricato di significato… Fino all’ultimo, siamo stati indecisi se abbellire

il titolo “Francesco” stampandolo in oro a caldo… ma poi ci siamo accorti che, decorando l’edizione, la sua volontà e la sua persona sarebbero state in qualche modo intaccate… Abbiamo, dunque, optato per una colorazione più sobria, semplice… come è lui.

Per quanto riguarda le fotografie interne al libro, a completamento dei capitoli, abbiamo contattato dei cari amici argentini di Buenos Aires che, muniti di macchina fotografica e tanta buona volontà, hanno speso l’intero mese di Agosto a ripercorrere i luoghi d’infanzia dove è stato il Papa. Anche a loro, che subito hanno accettato entusiasti questo incarico, diciamo un grazie di cuore. Ci hanno consegnato significative immagini di strade, chiese, edifici e piazze dove, l’ancora giovane Francesco, ha vissuto ed è cresciuto.

Abbiamo poi dovuto pensare alla veste del volume: grande, di pregio, come non è mai stato pubblicato prima… Qualcosa che spicchi nella nostra libreria e da leggere e sfogliare tra le mura di casa, in un momento diverso da quello dedicato alla televisione… quando hai voglia anche di farti guidare dalle immagini: abbiamo realizzato un volume maxi formato (con maxi illustrazioni!) e davvero resistente nel tempo…

Ed ora confessiamo l’ultimo dilemma che ancora ci rallenta nella pubblicazione di questo libro: è davvero ma davvero difficile mettere il punto all’ultimo capitolo: la vita di Papa Francesco è così piena e intensa che ogni giorno siamo spinti dal desiderio di aggiornare l’edizione (convinti di migliorarla) includendo quello che di straordinario compie in continuazione, nella quotidianità… L’impresa impossibile è dunque riuscire a fermare la sua vita, fotografarla e raccontarla senza correre il rischio di esserci persi qualcosa… qualcosa di caritatevole che egli sta compiendo proprio mentre parliamo di lui…

Noi abbiamo provato a mettere il “faticoso punto” a questa avvincente e coinvolgente narrazione, proprio nel giorno in cui il Papa ha fatto visita ai ragazzi disabili dell’Istituto Serafico di Assisi.

E poi un grazie di cuore e davvero i migliori complimenti (che gli sono già arrivati dal nostro correttore di bozze che mai e poi mai si sbilancia!) al nostro meraviglioso autore Roberto Alborghetti che ha passato tutta l’estate (giorno e notte) a leggere blog in lingua, a consultare fonti online, a scovare archivi introvabili, a scambiare mail per verificare l’accuratezza delle informazioni… dandoci la possibilità di pubblicare un’edizione unica, non solo nella sua veste grafica, ma anche e soprattutto contenutistica nel suo valore storico. E sono parecchie le notizie nuove, che arrivano anche a smentire quelle finora circolate, come ad esempio quella che il padre del Papa facesse il ferroviere!

Ora non ci rimane che aspettare l’uscita, con la piena consapevolezza che nessun libro, nessuna edizione potrà mai essere all’altezza di tanto amore, di tanta grandezza d’animo… Con la speranza, soprattutto, di farvi cosa gradita e di regalarvi un pizzico di emozioni e, sicuramente, la narrazione incalzante del reale percorso di vita compiuto da Francesco… che ci permette una sua più profonda conoscenza e da cui possiamo prendere spunti importanti per la nostra vita.

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LEGGI QUESTO ARTICOLO ANCHE SUL SITO DELLA VELAR:

http://www.velar.it/il-primo-grande-libro-illustrato-papa-francesco/