DUE GRANDI PAPI “SANTI INSIEME”: IN UN DOPPIO LIBRO BILINGUE (ITALIANO E POLACCO) WOJTYLA “RACCONTA” RONCALLI


LE COPERTINE DELLE DUE PUBBLICAZIONI

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Santi insieme, Giovanni XXIII raccontato da Giovanni Paolo II” è una pubblicazione, firmata da Roberto Alborghetti (già autore di “Francesco”, la biografia storica completa su Papa Bergoglio), edita da Velar-Elledici, uscita in vista della canonizzazione dei due Papi in programma per domani, 27 aprile, a Roma, dove sono attesi centinaia di migliaia di pellegrini da tutto il mondo (si parla di oltre un milione di fedeli). Da un singolare “punto di osservazione” quali sono i discorsi di Papa Wojtyla su Papa Giovanni, l’autore ricostruisce un coinvolgente percorso utile a capire l’attualità del messaggio di due grandi Papi dei nostri tempi. La pubblicazione è stata accolta molto positivamente dal pubblico: è un vero e proprio best seller (anche per via del costo speciale: solo 3 euro!). Si segnala per una particolare doppia edizione, in italiano ed in polacco.

La presentazione di “Santi Insieme” è di mons. Claudio Dolcini, parroco di Sotto il Monte Giovanni XXIII, il quale scrive:Non sono affatto stupito della scelta di Papa Francesco di canonizzare insieme i Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Vi leggo l’intenzione di mettere in evidenza i molti tratti comuni di questi due grandi santi. Essi non condivisero unicamente l’eredità della cattedra di Pietro, ma – pur in contesti diversi – vissero il pontificato lavorando per il rinnovamento della Chiesa: il primo avviando la grande esperienza del Concilio Vaticano II, il secondo per attuarlo. Entrambi dotati di forte carica empatica, stavano a loro agio sia con i semplici che con i capi di stato, trattando i primi con predilezione e i secondi con amabile fraternità.La povertà che li ha contraddistinti nella rispettiva umile origine li ha accompagnati per tutta la vita; e proprio perché corredati di questa povertà di spirito, sono stati capaci di grande fiducia nella Provvidenza e di grandi passi nel cammino di conversione della Chiesa”.

Ringrazio l’autore per questo lavoro capace di mettere in evidenza, come uno luminoso florilegio, i passaggi più interessanti ed appassionanti di Karol Wojtyla riguardanti il suo predecessore. Rileggendoli, vi ho trovato tutta la freschezza e l’attualità del pensiero e della santità del Papa della bontà. E sapendo che sono considerazioni di un santo verso un altro santo mi sono soffermato con molta più attenzione, per meditare con maggiore cura e altrettanto gusto, sicuro di poggiare su giudizi e considerazioni ispirati dallo Spirito santo. Il 3 settembre 2000, nell’omelia pronunciata in occasione della Beatificazione di Papa Giovanni, Karol Wojtyla si espresse in questo modo: di Papa Giovanni rimangono l’immagine di “un volto sorridente e di due braccia spalancate in un abbraccio al mondo intero”. Ecco, l’abbraccio di Papa Giovanni, ormai santo, continua nella Chiesa che egli ha amato e servito, la Chiesa del Concilio, la Chiesa della misericordia e del perdono, la Chiesa aperta al mondo per annunciare la gioia del Vangelo. E dal cielo, sono convinto, assieme all’abbraccio della Chiesa, Papa Giovanni continua, come quella sera di ottobre, a donare a tutti la sua tenera carezza: per consolare, per sorreggere, per incoraggiare”.

MOSTRA DI CESARE RAVASIO A SOTTO IL MONTE: “LE COMETE DEGLI OCCHI E DEL CUORE” IN RICORDO DI PAPA GIOVANNI


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Da sabato 12 aprile è aperta a Sotto il Monte Giovanni XXIII  la mostra personale di Cesare Ravasio dal tema “Le comete degli occhi e del cuore”, promossa in occasione della santificazione di Papa Angelo Giuseppe Roncalli. La mostra si tiene nella Sala Civica e rimarrà aperta fino al 4 maggio prossimo. In occasione dell’esposizione Cesare Ravasio ha pubblicato il catalogo, nel quale sono presentate le varie opere. La pubblicazione ospita anche un testo di Roberto Alborghetti; lo proponiamo qui di seguito.

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COLORI E MEMORIE DI UNA TERRA

di Roberto Alborghetti

E’ un po’ un “ritorno a casa” la mostra che l’artista Cesare Ravasio presenta a Sotto il Monte nella circostanza di un evento straordinario: la canonizzazione di Papa Angelo Giuseppe Roncalli, eletto Papa con il nome di Giovanni XXIII, universalmente conosciuto come il Papa Buono. Ravasio torna infatti non solo tra i luoghi natìì – è originario di Ambivere, territorio che è proprio al di là di quel “monte” che separa da Sotto il Monte, paese natale di Papa Roncalli – ma anche tra anche tra quelle “terre” che, come luoghi del cuore, lo hanno sempre affascinato ed ispirato, fin da quando era un giovanissimo studente all’Accademia Carrara di Bergamo.

Ecco dunque questo singolare, trepidante ed onirico omaggio ai colori, agli umori ed agli ambienti che videro Angelo Giuseppe nascere, crescere, studiare, inseguire il richiamo della vocazione, percorrere uno straordinario cammino che porterà l’umile figlio di contadini bergamaschi ad essere la guida illuminata della Chiesa universale.

Cesare Ravasio gioca a restituirci, con toni suggestivi e sognanti, il clima e gli scenari di quella realtà culturale, sociale e rurale – ossia, quel “nido di Sotto il Monte”, come lo stesso Roncalli scriveva al vescovo Adriano Bernareggi – che ebbe una significativa parte nella formazione religiosa e spirituale del Papa del Concilio.Infatti, è tesi unanime quella per cui non si può comprendere pienamente il papato di Giovanni XXIII se lo si sgancia dalla vita e dalle esperienze vissute nella prima parte della sua esistenza nella “così bella, così fervorosa” terra di Bergamo.

Ravasio ci porta dunque in questo singolare e commovente viaggio tra i luoghi cari al cuore ed all’anima di Papa Giovanni. E lo fa “rileggendo” quegli elementi ambientali e quelle “piccole cose” appartenute anche al mondo di Papa Roncalli. E’ il tributo alla dimensione, anche etica, di quella “terra” dalla quale venne un uomo che da Papa si chiamerà Giovanni. Quella “terra” che il Papa Buono vede e concepisce come una “casa” per tutti e per tutta l’umanità, dove vige un “ordine fondato sulla verità, costruito secondo giustizia, vivificato e integrato dalla carità e posto in atto nella libertà” (Enciclica “Pacem in Terris”). Una “casa” dove tutti devono avere protezione e riparo e dove tutti devono sentirsi abitanti e cittadini.

Ammirando le opere di Cesare Ravasio, è bello pensare che Papa Giovanni, anche nello scrivere la sua straordinaria “Pacem in Terris” – che raccolse la “voce della coscienza del mondo” (“Washington Post”) – qualche suggestione l’abbia recuperata proprio dalle memorie di vita della sua amata terra orobica. Quella terra che egli porterà sempre nel cuore e che ora Cesare Ravasio – con la mostra di Sotto il Monte – ci restituisce nelle tonalità rurali, semplici ed essenziali, ma di grande vigore interiore e di solenne umanità e dignità.

http://www.cesareravasio.it

NOVITA’ EDITORIALE: “SANTI INSIEME”. GIOVANNI XXIII “RACCONTATO” DA GIOVANNI PAOLO II


Santi-insieme_COP-240x342“Santi insieme, Giovanni XXIII raccontato da Giovanni Paolo II” è una pubblicazione, firmata da Roberto Alborghetti (già autore di “Francesco”, la biografia completa su Papa Bergoglio), edita da Velar-Elledici, uscita in vista della canonizzazione dei due Papi (27 aprile). Da un singolare “punto di osservazione” quali sono i discorsi di Papa Wojtyla su Papa Giovanni, l’autore ricostruisce un coinvolgente percorso utile a capire l’attualità del messaggio di due grandi Papi dei nostri tempi. La presentazione della pubblicazione è di mons. Claudio Dolcini, parroco di Sotto il Monte. La riproduciamo integralmente.   

Non sono affatto stupito della scelta di Papa Francesco di canonizzare insieme i Papi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Vi leggo l’intenzione di mettere in evidenza i molti tratti comuni di questi due grandi santi. Essi non condivisero unicamente l’eredità della cattedra di Pietro, ma – pur in contesti diversi – vissero il pontificato lavorando per il rinnovamento della Chiesa: il primo avviando la grande esperienza del Concilio Vaticano II, il secondo per attuarlo. Entrambi dotati di forte carica empatica, stavano a loro agio sia con i semplici che con i capi di stato, trattando i primi con predilezione e i secondi con amabile fraternità.

La povertà che li ha contraddistinti nella rispettiva umile origine li ha accompagnati per tutta la vita; e proprio perché corredati di questa povertà di spirito, sono stati capaci di grande fiducia nella Provvidenza e di grandi passi nel cammino di conversione della Chiesa.

Ringrazio l’autore per questo lavoro capace di mettere in evidenza, come uno luminoso florilegio, i passaggi più interessanti ed appassionanti di Karol Wojtyla riguardanti il suo predecessore. Rileggendoli, vi ho trovato tutta la freschezza e l’attualità del pensiero e della santità del Papa della bontà. E sapendo che sono considerazioni di un santo verso un altro santo mi sono soffermato con molta più attenzione, per meditare con maggiore cura e altrettanto gusto, sicuro di poggiare su giudizi e considerazioni ispirati dallo Spirito santo.

Il 3 settembre 2000, nell’omelia pronunciata in occasione della Beatificazione di Papa Giovanni, Karol Wojtyla si espresse in questo modo: di Papa Giovanni rimangono l’immagine di “un volto sorridente e di due braccia spalancate in un abbraccio al mondo intero”. Ecco, l’abbraccio di Papa Giovanni, ormai santo, continua nella Chiesa che egli ha amato e servito, la Chiesa del Concilio, la Chiesa della misericordia e del perdono, la Chiesa aperta al mondo per annunciare la gioia del Vangelo. E dal cielo, sono convinto, assieme all’abbraccio della Chiesa, Papa Giovanni continua, come quella sera di ottobre, a donare a tutti la sua tenera carezza: per consolare, per sorreggere, per incoraggiare.

Mons. Claudio Dolcini

Parroco di Sotto il Monte Giovanni XXIII