SIENA: RECORD DI VISITATORI PER IL COMPLESSO DEL DUOMO


Numeri record per il Complesso del Duomo di Siena. La scopertura straordinaria del magnifico pavimento a commesso marmoreo della Cattedrale si è rivelata un grande successo e ha richiamato migliaia di persone da tutto il mondo. I visitatori hanno avuto l’opportunità di compiere un viaggio simbolico alla ricerca dei più alti valori dello spirito umano, nell’ambito dell’iniziativa “Come in cielo, così in Terra”: un percorso dalla sommità della Cattedrale e dal Museo dell’Opera fino alle tarsie marmoree del Duomo. La scopertura del pavimento, infatti, è stata preceduta da “La Città del Cielo”, con visite mattutine straordinarie in programma fino all’8 settembre.

La capillare strategia di comunicazione del concessionario Opera Civita, attraverso i principali telegiornali e i più importanti quotidiani, oltre a riviste di settore nazionali ed estere e alla rete dei social network, ha garantito – dal 18 agosto al 28 ottobre – un afflusso di 678.949 visitatori, con un incremento del 10,2% rispetto allo stesso periodo del 2018. Tra questi 23.620 hanno visitato anche il Santa Maria della Scala, scegliendo i percorsi Acropoli Pass che sono aumentati del 96,2% se confrontati con gli stessi giorni dello scorso anno. I picchi maggiori si sono registrati nei mesi di settembre (+13%) e ottobre (+13,6%).

I risultati conseguiti sono stati possibili grazie al lavoro di oltre 100 operatori qualificati del concessionario che, nei vari servizi di prenotazioni, accoglienza, biglietteria, controllo accessi, assistenza nelle sale e coordinamento generale, hanno risposto in modo proattivo agli obiettivi della direzione dell’Opera della Metropolitana.

A conferma di una proposta culturale particolarmente ricca e apprezzata, ottimo successo di pubblico ha riscosso anche l’iniziativa “Leggere il pavimento”, un ciclo di visite tematiche curate da vari studiosi che hanno guidato alla comprensione degli elementi iconografici che caratterizzano le tarsie marmoree del Duomo di Siena.

Il Complesso del Duomo sta lavorando per presentare un calendario di appuntamenti invernali (tra questi anche Il Saloncino, Risvegli d’Arte e percorsi didattici per bambini) che saranno parte integrante de “L’altRa stagione. Arte e Paesaggio nella Toscana del sud” (1 novembre 2019 – 25 marzo 2020), un progetto di sviluppo del territorio alternativo al periodo dei grandi flussi, attraverso un più intimo e raccolto senso di bellezza.

CHE MERAVIGLIA! IL DUOMO DI SIENA “RISCOPRE” IL PAVIMENTO DI MARMO (DAL 18 AGOSTO)


COME IN CIELO COSÌ IN TERRA
Dalla PORTA alla CITTÀ DEL CIELO al PAVIMENTO
Scopertura del Pavimento del Duomo di Siena
18 agosto – 27 ottobre 2019

Dal 18 agosto al 27 ottobre, la Cattedrale di Siena scopre il suo magnifico pavimento a commesso marmoreo, frutto di cinquecento anni di espressione artistica, un viaggio simbolico alla ricerca dei più alti valori dello spirito umano. come in cielo, così in terra. Dalla porta alla città del cielo al pavimento. Un percorso dalla sommità della Cattedrale e dal Facciatone del Duomo Nuovo fino alle tarsie marmoree. Dal Museo dell’Opera, con la salita alla città del cielo, dall’alto muro sarà possibile non solo leggere i monumenti senesi più significativi, ma anche “vedere un nuovo cielo e una nuova terra” (Apocalisse 21,1).

Attraverso l’ascesa alla porta del cielo i visitatori sembrano muoversi lungo la scala apparsa in sogno a Giacobbe, la cui cima raggiungeva il cielo e gli angeli di Dio salivano e scendevano (Genesi 28,10-22). Nel sogno Dio promette a Giacobbe la terra sulla quale egli stava dormendo e un’immensa discendenza. Al suo risveglio Giacobbe esclama «Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo», verso utilizzato dalla liturgia nella messa della dedicazione delle cattedrali. Ma ‘porta del cielo’, secondo le litanie lauretane, è anche la Vergine, definizione che meglio esprime la potenza e la bontà di Maria, la quale come Madre di Cristo e dell’umanità, concorre alla nostra salvezza eterna in Cielo ove lei è ‘Regina assunta’.

Il percorso “dall’alto” permette infatti di comprendere meglio la dedicazione del Duomo di Siena all’Assunzione della Madonna e il forte legame che i cittadini senesi hanno da secoli con la loro ‘patrona’: Sena vetus civitas Virginis. La Madonna si definisce anche come Sedes Sapientiae, sede di Sapienza e invita i cittadini a “visitare castamente il suo castissimo tempio”, come si legge nell’iscrizione d’ingresso al Pavimento. “Nella solarità abbagliante dei suoi marmi e cotti” (Mario Luzi), Porta e Città del Cielo si riflettono nel Pavimento del Duomo di Siena per saldarsi in unico sguardo.

Info: +39 0577 286300 – operasiena@operlaboratori.com
operaduomo.siena.it

SORPRESE NELLA CATTEDRALE DI SIENA: E L’ANTICO AFFRESCO RIVIDE LA LUCE


Affresco

Gli interventi di regolare controllo e di pronto intervento sulle strutture e sugli antichi manufatti artistici ripagano sempre, perché consentono di prevenire catastrofi, permettono di attuare restauri migliorativi e persino di fare nuove scoperte di particolare rilievo per la storia del duomo.

Ciò è accaduto anche in questi giorni nel lavoro quotidiano, silenzioso e competente delle maestranze chiamate in causa, per montare un ponteggio con professionale celerità, che ha permesso di smontare da due altari marmorei della navata destra le importanti pale d’altare con l’Estasi di San Francesco di Sales, dipinta dal senese Raffaello Vanni (Siena, 1595-1673), e con lo Sposalizio mistico di Santa Caterina da Siena, dovuta al fiorentino Pietro Dandini (Firenze, 1646-1712).

L’operazione consentirà di restaurare le monumentali strutture architettoniche, che mostrano una gran sofferenza strutturale per le infiltrazioni di acqua dalle coperture durate troppo a lungo nei secoli, ma di recente arrestate dai debiti interventi di bonifica.  Contemporaneamente al lavoro di carattere edile e di pulitura dei variegati marmi policromi degli altari, potrà essere fatto anche il necessario intervento sulle tele, che appaiono sostanzialmente bene conservate, ma coperte da molta sporcizia e velate da una vernice ormai troppo ingiallita, che può risalire all’intervento generale di restauro attuato all’aprirsi dell’Ottocento, per porre rimedio ai guasti apportati dal terremoto del 1798.

Si potrà così tornare a vedere la chiara tavolozza che il Vanni predilesse per il suo dipinto. Con una vorticosa composizione il pittore immaginò una mistica apparizione della Vergine a San Francesco di Sales (Thorens in Savoia, 1522 – Lione, 1567), il famoso predicatore e vescovo di Ginevra, che era riuscito a riportare nel seno della chiesa cattolica tanti calvinisti di quella città. Fu papa Alessandro VII Chigi (Siena, 1599 – Roma, 1667) a volere questa raffigurazione, per dimostrare la venerazione verso Francesco di Sales, da lui fatto beato nel 1661 e poi canonizzato nel 1665. L’altare porta infatti lo stemma del papa e quello del cardinal nipote Flavio Chigi, che fece terminare l’impresa di questa cappella.

Nell’adiacente altare del cardinale e arcivescovo di Siena Celio Piccolomini (Siena, 1609-1681) è un’importante testimonianza della pittura fiorentina, collocata nel 1679. Pier Dandini vi dimostra tutto il suo estro barocco, nell’illustrare il matrimonio mistico di Santa Caterina da Siena. Con tale figurazione si volle cambiare la titolazione dell’altare, che in precedenza era dedicato a Sant’Antonio abate.

Rimuovendo questa grande pala d’altare è riaffiorato un grande frammento di un antico affresco. Nonostante la consunzione della malta sono ancora visibili alcuni busti di sante, tutte provviste di aureola dorata e tempestata di decori a stampo. Si tratta di un’antica figurazione dipinta sul fondale della cappella tardomedievale, a fare da ornamento a un trittico su tavola posto sull’altare.

Di questo allestimento esiste una preziosa testimonianza raffigurata da Pietro di Francesco Orioli sulla copertina della Gabella del 1483 (oggi all’archivio di Stato di Siena), sulla quale si volle far dipingere l’omaggio delle chiavi della città alla venerata immagine della Madonna delle Grazie. Se l’esistenza di questo insolito documento visivo fa tornare indietro nel tempo ad assistere a quella importante celebrazione votiva, la conservazione di tanti documenti cartacei nel grande archivio dell’Opera del Duomo consente addirittura di recuperare il nome dell’artista che affrescò il fondale della cappella al tempo dedicata a Sant’Antonio abate. Il 6 aprile 1400 Paolo di Giovanni Fei fu pagato ben 15 fiorini d’oro “per chagione di cierto lavorio che fecie a la cappella di sant’Antonio in duomo, cioè, di dipintura, per oro e azurro, e ogni altra sua spesa”. Quanto resta delle gentili facce delle sante riscoperte permette ancora di riconoscere la maniera gentile e vera di Paolo di Giovanni Fei (Siena, noto dal 1369 – morto nel 1411), uno dei maggiori pittori del tempo, che seppe recuperare la lezione dei grandi maestri del primo Trecento, traghettando la scuola senese verso la vitale stagione del tardogotico.

Si ringrazia il Prof. Alessandro Bagnoli per le notizie che hanno consentito la redazione del presente comunicato.

SIENA:”LA CITTA’ DEL CIELO” VISTA DAL FACCIATONE DEL DUOMO


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Dal prossimo 8 maggio fino all’8 settembre 2019 il Complesso Monumentale del Duomo di Siena, dedicato a Santa Maria Assunta, invita a contemplare nuovi orizzonti con la salita al Facciatone, Panorama sulla Città. Aperto tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 19:00, da quest’anno e solo su prenotazione, sarà possibile accedere straordinariamente al Facciatone anche dalle ore 8:00. Per tutto il giorno, fino all’8 settembre, durante la permanenza sulla terrazza panoramica, i visitatori saranno invitati a contemplare il panorama attraverso una introduzione alla Città effettuata da accompagnatori multilingua.

Questo grande e alto muro che, nell’intento dei Senesi, doveva divenire la facciata di un Nuovo Duomo, sogno architettonico, guarda la Città per intero.

I numerosi visitatori che salgono all’Acropoli e attraversano il Duomo di Siena, la cosiddetta Cripta, il Battistero e il Museo dell’Opera si trovano immersi in un tripudio di forme e colori che, nell’intenzione dei committenti e degli artisti, segnano l’accesso alla “Gerusalemme celeste”. L’ingresso nella realtà eterna, suggerito dalla ricchezza e ricercatezza dei materiali come il marmo bianco, era un tempo ancora più esplicito per la presenza, sull’Altar Maggiore della Cattedrale, della Maestà di Duccio di Buoninsegna, ora conservata nel Museo dell’Opera. La Regina di Siena e del Cielo, assisa sul rifulgente trono cosmatesco, si circonda della corte di angeli e santi che vigilano sulla città personificata nei quattro patroni. Spesso, nell’iconografia senese sia religiosa che politica, santi e uomini di governo, sostengono con le mani e offrono il modello della Città a Maria, civitas Virginis. Dal Museo, con la salita fino al Facciatone, il “modello” diventa reale: torri, palazzi, campanili si delineano all’interno della cinta muraria ancora ben conservata che delimita e si confonde con gli infiniti spazi del paesaggio, dalle dolci colline senesi fino alle asperità dell’Amiata. Ma dall’alto muro, sarà possibile non solo leggere i monumenti, ma anche “vedere un nuovo cielo e una nuova terra” (Apocalisse 21, 1). Alcuni operatori aiutano i visitatori a riconoscere dall’alto i “luoghi” più significativi della Città terrena, quella originata dal “Buon Governo”, con l’invito, una volta discesi, a vivere con intensità e a fermarsi negli stessi luoghi in cui la comunità senese si riconosce.

Il Facciatone, con le sue possenti fondamenta e le sue leggere altitudini, crinale “nella solarità abbagliante dei suoi marmi e cotti” (Mario Luzi), è lo spazio in cui Siena salda in unico sguardo la Città della Terra e la Città del Cielo.

SCHEDA TECNICA

La Città del Cielo – Dal Facciatone del Duomo Nuovo il Panorama di Siena

Nuovi Orizzonti sulla Città

8 maggio – 8 settembre 2019

Tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 19:00

Aperture straordinarie solo su prenotazione dalle ore 8:00 alle ore 10:00

Info e booking  www.operaduomo.siena.itopasiena@operalaboratori.com – +39 0577 286300

SIENA: IL DUOMO RISPLENDE DI NUOVA LUCE CON LA MERAVIGLIA DEL PAVIMENTO “ILLUMINATO”


“In lucem veniet”, verrà alla luce, proferisce la Sibilla Cumea, rappresentata in una delle tarsie del Pavimento del Duomo di Siena che è rivelato, con scopertura straordinaria, a partire dal 27 giugno e fino al 31 luglio e poi dal 18 agosto al 28 ottobre. La raffigurazione della Cumea, assegnata a Giovanni di Stefano, utilizza il testo della profezia sibillina in cui il Figlio di Dio appare come il Redentore, che dopo aver sconfitto la morte, porta la salvezza al genere umano tornando alla luce della Resurrezione.

Il 27 giugno, in occasione della settima edizione di “Lux in nocte”,  si è tenuta la serata inaugurale per la scopertura del Pavimento introdotta da “un’opera luminosa” curata da Marco Nereo Rotelli che, con la sua cifra stilistica, capace di rendere visibile la parola come figura, ha ideato un percorso visivo dove arte, musica scrittura interagiscono dando voce alla facciata. Rotelli creerà una interrelazione tra l’arte e le diverse discipline del sapere, anche grazie a una lavagna luminosa interattiva.

D’altra parte nel Duomo di Siena le parole si compongono come un mosaico sia nella facciata che nel prospetto. Nella facciata, che in questa notte sarà protagonista, le statue, raffiguranti Sibille, Profeti, simboli degli Evangelisti, concepite in origine da Giovanni Pisano dialogheranno fra loro per annunciare la venuta del Cristo grazie a una vergine ebrea. L’installazione luminosa proposta vuole rendere la facciata e l’interno della cattedrale con un percorso luminoso a suo modo inedito. Con la luce è possibile offrire una motivazione nuova al visitatore. Si va a guardare il pavimento del Duomo da tutto il mondo avendo cognizione di essere di fronte a qualcosa di unico. Le parole della Sibilla hanno sensi estesi e mettono in reale relazione l’interno con l’esterno. La meraviglia del Duomo di Siena si animerà così per una notte come una metafora viva, una pagina magica di poesia che induce alla bellezza.

Viste con occhi nuovi e con mente aperta, le porte del Duomo si spalancano in uno spettacolo suggestivo. Dall’emozione della luce della facciata si passa alla luce dell’emozione donata all’interno del Duomo: lo splendore del pavimento musivo ‘acceso’ seguendo quasi una drammaturgia. Le sibille appaiono una alla volta, quasi un’entrata in scena o più precisamente un’entrata nel cuore di Siena.

Dunque, fino al 31 luglio e dal 18 agosto al 28 ottobre, il pavimento resterà scoperto per la visita al pubblico, ma con una nuova modalità di lettura che illumina le tarsie del tappeto marmoreo con inediti effetti cromatici. Il pavimento splenderà così di nuova luce grazie a un progetto di Opera Civita che, insieme all’Opera della Metropolitana, nel tempo, ha contribuito alla valorizzazione del Pavimento, a renderlo noto a tutto il mondo: la “meraviglia” della città di Siena, come avevano intuito gli artisti e i viaggiatori anglosassoni.  Nella stampa della fine del XIX secolo il noto tappeto marmoreo è definito infatti The Wonder of Siena, ciò che ne attesta la fama e l’apprezzamento da parte degli “stranieri” nella visione della “fermentata policromia” (Henry James). Opera Civita, per il nuovo progetto di illuminazione si è avvalsa di nuove tecnologie elaborate da HERCO con il supporto di Unità C1.

La sapienza degli antichi sarà così ora resa ancora più luminosa e, procedendo tarsia dopo tarsia, saremo accompagnati dalle parole del profeta Isaia a proposito dello “splendore di Gerusalemme”: “cammineranno i popoli alla tua luce”.

SIENA: TECNICHE ALL’AVANGUARDIA PER IL RESTAURO DI UN CAPOLAVORO DEL DUECENTO


A Siena, il rettore dell’Opera della Metropolitana, Gian Franco Indrizzi, ha presentato il restauro del Pulpito di Nicola Pisano. Un complesso e articolato contratto, ancor oggi conservato, attesta che il 29 settembre 1265 l’Opera del Duomo di Siena commissionò a Nicola pisano l’esecuzione di un Pulpito marmoreo, che il grande architetto e scultore portò a termine nel giro di tre anni con l’aiuto del figlio Giovanni e degli allievi Arnolfo di Cambio e Lapo.

La monumentale struttura architettonica, interamente coperta di altorilievi scolpiti, fu sistemata nella zona destra dello spazio sottostante la cupola e qui rimase fino al 1506, quando fu totalmente smontata e rimase in attesa della collocazione attuale, che fu terminata nel 1543. Nel momento più alto della sua attività, Nicola seppe concepire un formidabile capolavoro, che resta fra le maggiori creazioni artistiche del Duecento; un’opera che fu condizionante per generazioni di maestri dediti tanto alla scultura quanto alla pittura.

Oggi abbiamo la fortuna di avere ancora sostanzialmente conservato il Pulpito, nonostante alcune diminuzioni avvenute col rimontaggio cinquecentesco e a causa dell’invecchiamento secolare. Questa situazione rende unico il monumento senese rispetto a complessi analoghi come il Pulpito del Battistero di Pisa, compiuto dallo stesso Nicola nel 1259, e i Pulpiti di Giovanni pisano della chiesa di Sant’Andrea a Pistoia e del Duomo di Pisa, che invece sono stati completamente dilavati e si presentano con le nude e bianche superfici marmoree, come se fossero appena uscite dalle mani degli scultori.

L’intervento di restauro ha tenuto conto del fatto che il Pulpito duecentesco è stato in parte manomesso nel Cinquecento e col rimontaggio è stato dotato di un’elaborata scala in marmi, che s’avvolge a spirale sul pilastro prossimo al monumento di Nicola.

Questa situazione ha consigliato un attento studio di carattere archeologico della struttura architettonica così formata, che ha permesso di prendere cognizione del complesso intervento attuato con il progetto dell’architetto Baldassarre Peruzzi. Infatti, il complesso ha subito una riduzione dei rilievi istoriati, che sono stati amputati delle originarie incorniciature, e pure una manomissione delle sculture angolari, in origine immaginate con la tipica struttura delle Säulen Figuren, vale a dire le statue legate alle colonne, che sono tipiche della cattedrali gotiche d’oltralpe.

Il restauro di questa complessa opera è stata un’impresa di estrema delicatezza e una sfida a stare al passo con i tempi, se non a superarli, con l’obiettivo di formare una documentazione che dà conto di quanto si è trovato, vale a dire che ha preso atto dello stato conservativo attuale, e ha creato un archivio informativo sul risultato dell’intervento. Per questi motivi si è ricorso a ogni tecnica tradizionale e all’avanguardia: dalle relazioni scritte, alle analisi chimiche delle materie, dalla lettura storica dell’architettura con le tecniche dell’archeologia stratigrafica alle elaborazioni grafiche, dalle riprese fotografiche professionali del visibile a quelle con i raggi ultravioletti, dalle riprese in fotogrammetria alla restituzione del complesso in 3D.

Hanno dato e continueranno a fornire una fattiva collaborazione al restauro il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Siena e l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze. La Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Siena, Grosseto e Arezzo ha svolto l’alta sorveglianza sull’intervento. L’Opera della Metropolitana di Siena, ente proprietario del Duomo, ha assicurato il sostanziale impegno economico per il restauro, con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, e ha garantito la massima apertura a tutte le collaborazioni utili alla migliore riuscita dell’intervento.Il restauro è stato eseguito dalla Ditta Nike di Gabriella Tonini e Louis D. Pierelli. Le integrazioni dei vetri dipinti e dorati sono state eseguite da “La Diana” di Nenci e Pavolini.

SIENA: INSIEME PER CONOSCERE L’ANTICA CATTEDRALE. TORNANO LE DOMENICHE DEL “SALONCINO”


sala statue

Il Complesso monumentale del Duomo di Siena ripropone, dopo il successo delle passate edizioni,  Il Saloncino: un tè all’Opera, quattro appuntamenti domenicali che approfondiscono nuove tematiche relative alla Cattedrale. Come nelle precedenti edizione, alla fine degli incontri, seguirà  la degustazione di pregiati tè provenienti da tutto il mondo in un’atmosfera che richiama  i circoli culturali inaugurati da Vittorio Alfieri proprio all’interno del Museo dell’Opera.

Gli appuntamenti si terranno tutte le domeniche di novembre, dalle 15,30 alle 17,30,all’interno della Sala delle Statue del Museo dell’Opera. Il primo appuntamento, domenica 5 novembre 2017, vedrà come protagonista Maura Martellucci con “1348: l’anno che cambiò il destino di Siena”. Una lezione sui terribili mesi della peste che arrivò,  come un fulmine inaspettato, in tutta Europa. A Siena colpì come una scure: due terzi della popolazione, fra l’aprile e l’autunno del 1348, furono falciati dalla Peste Nera. Anche Pietro e Ambrogio Lorenzetti, si dice, morirono così. Il duomo si fermò, un borgo scomparve. Poi, finita questa, altre ne arrivarono. E nulla fu più come prima. Né in Europa, né a Siena.

La domenica successiva, 12 novembre, Raffaele Argenziano presenterà: “Caccia al ladro: un possibile precedente alla maestà di Duccio? La ricostruzione di una tavola di Guido da Siena”. L’intervento riguarderà la ricostruzione della tavola con i pannelli che mostrano scene della Vita di Cristo, provenienti dalla Chiesa di Sant’Andrea alla Badia Ardenga presso Montalcino e realizzati da Guido da Siena e Dietisalvi di Speme. La recente pubblicazione dei documenti, principalmente inediti, trovati da Fabio Bisogni sul processo per l’illecito acquisto effettuato da Johann Anton Ramboux di tre delle quindici tavole in cui la pittura originale fu ridotta, contribuirà a cercare di ricostruire l’ancona guidesca nello stato in cui doveva essere fino al 1841. Fino a quando don Gabriello Balestrieri, parroco della Chiesa di Sant’Andrea alla Badia Ardenga, vendette il dipinto a Giuseppe Pianigiani e Giovanni Petrilli. La ricostruzione della tavola cercherà di verificare pure la proposta di Fabio Bisogni, che suggeriva di considerare le quindici scene come la parte posteriore di una tavola con la Madonna con il Bambino. Se si potesse  provare questo suggerimento, l’ancona guidesca  costituirebbe un precedente alla Maestà di Duccio.

Il terzo appuntamento, domenica 19 novembre, sarà con Enrico Grassini: “Gaudeamus omnes in Domino. Il culto delle reliquie dei Santi in Cattedrale e al S. Maria della Scala”. Nella storia del cristianesimo il culto dei Santi e delle loro reliquie si è articolato in una tensione creativa tra memoria e devozione. La peculiarità del rapporto, in epoca medievale, tra il credente e la memoria del Santo ci dà la possibilità di  rileggere una ricchezza del passato e del presente della Città e della Chiesa di Siena: le sue reliquie e il culto dei suoi Santi.

L’ultimo appuntamento è fissato per domenica 26 novembre quando Alessandra Caffio affronterà una lezione dal titolo: “Simone Martini, Pietro e Ambrogio Lorenzetti: i perduti affreschi della facciata dell’ospedale di Santa Maria della Scala”. Il ciclo mariano della facciata dell’Ospedale di Santa Maria della Scala a Siena, realizzato da Simone Martini e dai fratelli Lorenzetti negli anni Trenta del XIV secolo, svanì irrimediabilmente nel 1720. Tuttavia, grazie alle fonti scritte e all’ampia fortuna visiva di cui godettero gli affreschi, si riesce ad avere oggi un’idea abbastanza nitida sia del programma iconografico quanto dei pittori coinvolti nell’impresa.  

L’iniziativa, promossa da Gian Franco Indrizzi, Rettore dell’Opera della Metropolitana, è organizzata da Opera – Civita.

Il Saloncino, Un tè all’Opera

5, 12, 19, 26 novembre 2017

Dalle ore 15,30 alle ore 17,30

Museo dell’Opera – Sala delle Statue

€ 5,00 a persona (fino ad esaurimento posti)

Ritiro biglietti dalle ore 10:00 presso la biglietteria al Santa Maria della Scala

Info e prenotazioni 0577 286300

opasiena@operalaboratori.com

www.operaduomo.siena.it

CATTEDRALE DI SIENA: “SCOPERTO” IL PAVIMENTO PIU’ BELLO DEL MONDO. IN VISIONE FINO AL 25 OTTOBRE


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La magnifica Cattedrale di Siena, dal 18 agosto e fino al 25 ottobre “scopre” il suo Pavimento a commesso marmoreo straordinario, unico, non solo per la tecnica utilizzata, ma anche per il messaggio delle figurazioni, un invito costante alla Sapienza. Abitualmente, il prezioso tappeto di marmo è protetto dal calpestio dei visitatori e dei numerosi fedeli.

Si tratta del pavimento “più bello…, grande e magnifico”, che mai fosse stato fatto, secondo la nota definizione del Vasari, fra i più noti scrittori d’arte. È il risultato di un complesso programma iconografico realizzato attraverso i secoli, a partire dal Trecento fino all’Ottocento. La tecnica adoperata durante i secoli passati è quella del graffito e del commesso con marmi di provenienza locale come il broccatello giallo, il grigio della Montagnola, il verde di Crevole, ecc.

I cartoni preparatori per le cinquantasei tarsie furono disegnati da importanti artisti, quasi tutti “senesi”, fra cui il Sassetta, Domenico di Bartolo, Matteo di Giovanni, Domenico Beccafumi, oltre che da un pittore “forestiero” come l’umbro Pinturicchio, autore, nel 1505, del celebre riquadro con il Monte della Sapienza, raffigurazione simbolica della via verso la Virtù come raggiungimento della serenità interiore.

I visitatori potranno inoltre “deambulare” intorno al coro e all’abside dove si conservano le tarsie lignee di Fra Giovanni da Verona, eseguite con una tecnica simile a quella del commesso, con legni di diversi colori, raffiguranti vedute urbane, paesaggi e nature morte.

Il percorso completo OpaSiPass permette, oltre alla visita del Pavimento in cattedrale, quella al Museo dell’Opera ove si potranno ammirare, nella Sala delle Statue, i mosaici con i simboli delle città alleate di Siena e le tarsie originali di Antonio Federighi con le Sette età dell’Uomo. Nella Sala dei Cartoni, il cui ingresso fiancheggia la magnifica Maestà di Duccio, è visibile la celebre pianta del Pavimento del Duomo delineata da Giovanni Paciarelli nel 1884, che permette di avere un quadro d’insieme delle figurazioni e dell’itinerario che, dall’ingresso, conduce fino all’altar maggiore. Il percorso integrato prevede anche l’accesso alla cosiddetta “Cripta”, sotto il Pavimento del Duomo e al Battistero.

Contemporaneamente, per chi volesse vedere il Pavimento anche dall’alto, è possibile prenotare l’itinerario Opa Si pass Plus che, oltre all’accesso a tutti i siti museali del Complesso, permette la salita verso la Porta del Cielo. Continua infatti l’apertura straordinaria del magnifico percorso dei sottotetti: l’itinerario verso il ‘cielo’ della Cattedrale comincia da una scala a chiocciola inserita dentro una delle torri terminanti con guglie che fiancheggiano la magnifica facciata del Duomo.

Il “catalogo” relativo alla scopertura del Pavimento della Cattedrale, alla Porta del Cielo, dal titolo Virginis Templum (Siena, Cattedrale, Cripta, Battistero), pubblicato in cinque lingue, guiderà il visitatore all’interno del Complesso monumentale del Duomo. Il libro di Marilena Caciorgna contiene al suo interno un agile “percorso pavimento” graficamente segnato dai motivi ornamentali marmorei bianchi e verde scuro, una “guida” nella “guida”. Anche la pianta del Paciarelli, in maniera stilizzata, è rappresentata insieme alle altre che corredano il libro, quale utile strumento per il visitatore.

SIENA / LA SUGGESTIVA CATTEDRALE RIAPRE LE PORTE ALLA MUSICA DI “LAUDETUR” (E I CONCERTI SONO GRATUITI)


laudetur-2 laudeturDopo il grande successo delle passate edizioni torna anche quest’anno LAUDETUR, il prestigioso appuntamento musicale organizzato nella Cattedrale di Siena, uno dei luoghi di culto tra più importanti al mondo, promosso dall’Opera Metropolitana di Siena con la collaborazione dell’Accademia Musicale Chigiana e di Opera-Civita.
Il primo appuntamento del festival avrà luogo sabato 21 gennaio alle ore 21.00 con il concerto del Coro della Cattedrale Guido Chigi Saracini. Composto da circa 60 cantori italiani e stranieri, il Coro della Cattedrale è nato dalla collaborazione tra l’Opera della Metropolitana di Siena e l’Accademia Musicale Chigiana con lo scopo di creare una formazione corale stabile, al servizio delle principali celebrazioni liturgiche nella Cattedrale, nonché allo svolgimento di concerti ed eventi musicali di alto livello culturale. I cantori, tutti di grande esperienza, vengono convocati in base al repertorio in programma, questa caratteristica offre grande duttilità e rende possibile esecuzioni di qualità di repertori vocali che spaziano dal Rinascimento al contemporaneo.

A dirigere il Coro è il maestro Lorenzo Donati, compositore, direttore e violinista di fama internazionale. Dopo gli studi ad Arezzo, Firenze, Fiesole e presso l’Accademia Chigiana di Siena ha intrapreso l’attività come direttore di coro partecipando a festival e concorsi internazionali. Vincitore di primi premi nei più importanti concorsi di musica corale, di direzione di coro e di composizione corale, con l’ensemble UT ha vinto nel 2016 il più importante premio mondiale riguardante la musica corale European Grand Prix for Choral Singing. Oltre al Coro della Cattedrale di Siena è direttore stabile dell’Insieme Vocale Vox Cordis e dei gruppi vocali UT insieme vocale- consonante e Hesperimenta Vocal Ensemble. Nel quadriennio 2010-2014 ha diretto il Coro Giovanile Italiano. Collabora con varie istituzioni culturali nazionali e internazionali e viene invitato a tenere seminari come esperto di musica vocale e come membro di giurie in concorsi di composizione e musica corale. Attualmente è docente di Direzione di coro, Composizione corale e Musica Liturgica presso il Conservatorio “F.A. Bonporti” di Trento.

Il programma della serata prevede un repertorio ricchissimo con canti rinascimentali e barocchi composti da Andrea e Giovanni Gabrielli, Johann Michael Bach, Johann Ludwig Bach e Johann Sebastian Bach.

L’ingresso al concerto è gratuito, fino ad esaurimento dei posti.

“DIVINA BELLEZZA”: SIENA “SI PROIETTA” IN 3D OGNI SERA SUL GRANDE SCHERMO DEL DUOMO NUOVO


siena divina bellezza

Dal 4 luglio al 30 settembre, ogni sera, il triplice imponente schermo architettonico del Duomo Nuovo si animerà attraverso un nuovo spettacolo culturale ed immersivo, di videomapping in 3D: un viaggio nella storia, un percorso attraverso l’alto senso civico che ha reso la città una delle più rappresentative d’Europa.

 

Il pubblico, seduto in platea e dotato di un dispositivo audio 3D in cuffia multilingua, sarà testimone della Divina Bellezza grazie ai 400.000 ansi lumen di potenza e una risoluzione di 7.000 pixel di alta tecnologia.

Protagonisti dello spettacolo sono i senesi che hanno contribuito alla realizzazione di un paradigma che si fonda sul buon governo e i valori dell’etica.

Una corda-strumento e una corda-ideale uniscono i cittadini invitandoli alla Con-cordia, all’unione dei cuori. Dalla Concordia politica scaturiscono gli effetti benefici sul governo della città che si riflettono sulle grandi opere.

La corda lega metaforicamente la Cattedrale, simbolo del sentimento devozionale, al fulcro del Palazzo Pubblico, la sala dei Nove dipinta da Ambrogio Lorenzetti con le sue allegorie, “political ideas”.

Il Buono e il Cattivo Governo, la Pace e la Guerra, la Concordia con la pialla che livella i cittadini e la Discordia con l’attributo della sega che li divide.

Il sogno parte dal Medioevo, ma si estende ai nostri giorni: la speranza è quella di una rinascita attraverso Sapienza che ispira Giustizia e conduce alla Concordia, fil rouge dello spettacolo. L’operosità dei cittadini in questo “welfare state” si manifesta nelle botteghe artigiane di ieri e di oggi. Un mosaico di mestieri, dal fornaio al pizzicagnolo, dal calzolaio all’orafo, dal ceramista al maestro vetraio, dal pittore allo scultore, dallo speziale al fabbro fino all’intagliatore, dalla tradizione all’innovazione. Mani, gesti, i manufatti prendono forma.

Le danzatrici degli Effetti del Buon Governo di Ambrogio Lorenzetti si trasformano in moderne ballerine. I personaggi del passato continuano a parlare nel presente. La musica e la voce “senese” accompagnano le immagini del tempo che scorre scandito da orologi e campane in un abbraccio al pubblico seduto in platea all’interno Duomo Nuovo.

La Divina Bellezza è uno spettacolo promosso dall’Opera della Metropolitana di Siena e dal Comune di Siena, prodotto da Civita-Opera e realizzato da Unità C1 in collaborazione con Moviement HD.

Informazioni

Tutti i giorni dal 4 luglio al 30 settembre 2016 ad eccezione della domenica e del periodo dal 13 al 16 agosto.

Una rappresentazione al giorno alle ore 21:30, con degustazione di prodotti tipici a partire dalle ore 21:00

 Biglietti

€ 15,00 intero

€ 12,00 ridotto: residenti nel comune di Siena

Gratuito: bambini fino a 6 anni, portatori di handicap e un accompagnatore

€ 27,00 combinato con Opa si Pass all inclusive ticket

I biglietti potranno essere acquistati presso la biglietteria del Complesso monumentale del Duomo di Siena, i punti vendita Ticketone, oppure contattando il servizio prenotazioni 0577 286300; opasiena@operalaboratori.com; www.divinabellezza.it

 

Servizio per ipo-udenti

Il servizio fa parte del progetto dedicato all’accessibilità “Arte per tutti” e in occasione di Divina Bellezza, grazie alla collaborazione di Orpheo, sarà possibile l’utilizzo di un cavo a Induzione che, limitando i rumori esterni, permette ai visitatori ipo-udenti di beneficiare di una migliore qualità del suono, evitando la sovrapposizione delle cuffie all’apparecchio acustico.