FIRENZE / UFFIZI, UN’ESTATE AD ARTE : EVENTI ED ATTIVITA’ PER I BAMBINI


UffiziPalazzo Pitti visto da Boboli

Un’estate di divertimento e arte pensata per i bambini, tra i capolavori degli Uffizi e di Palazzo Pitti oppure nei prati del giardino storico di Boboli: ad offrirla a tutte le famiglie, con un ampio e vario ventaglio di iniziative, eventi e visite guidate, è il museo stesso, che, grazie al sostegno di Unicoop Firenze, ha dato vita al progetto “R-Estate con l’arte”. Tante saranno le attività di svago e apprendimento, suddivise essenzialmente in due tipologie: letture animate e racconti sul giardino di Boboli a cura dell’Associazione Allibratori (dal martedì al venerdì mattina), che si terranno alla Vasca dell’Isola; visite guidate a tema, ideate per i bambini, agli Uffizi, nei musei di Palazzo Pitti e, di nuovo, nel giardino di Boboli. Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “Agli Uffizi, l’estate in città diventa una vacanza formativa, intelligente, divertente. L’arte e la natura, la nostra Storia, i personaggi veri e quelli di fantasia costruiscono un unico racconto, affidato a specialisti che offriranno ai piccoli – ma anche ai grandi che li accompagnano – un’esperienza emozionante negli spazi più belli delle Gallerie e del Giardino di Boboli. Sarà anche un meraviglioso risarcimento dopo i lunghi mesi di isolamento forzato“.

Le attività sono offerte gratuitamente grazie al generoso contributo di Unicoop Firenze.

L’Innovation and Strategic Marketing Manager di Unicoop Firenze Marco Vannini: “L’impegno della cooperativa è volto a valorizzare una idea di cultura come bene comune alla portata di tutti e come risorsa accessibile con cui nutrire bene la mente. In questa fase difficile per il Paese, dopo il lockdown, siamo felici di poter offrire ai cittadini, piccoli e grandi, occasioni per conoscere il grande patrimonio artistico e culturale delle nostre città. La promozione delle visite guidate a Boboli e agli Uffizi, pensate appositamente per le famiglie che passeranno l’estate a Firenze, vanno in questa direzione.”

Tutte le informazioni e il calendario delle iniziative disponibili sul sito delle Gallerie degli Uffizi, http://www.uffizi.it

LETTURE ANIMATE A BOBOLI

Letture animate e racconti sul Giardino a cura dell’Associazione Allibratori, in un grande prato ombroso vicino alla Vasca dell’Isola, popolata di fiori, agrumi, pesci e tartarughe, con al centro la grande statua di Oceano. Da martedì al venerdì, dalle 10 alle 11.30, a partire da martedì 7 luglio fino venerdì 7 agosto (è previsto un secondo periodo di cui verrà data comunicazione in seguito). Non è richiesta la prenotazione. Ingresso gratuito per i residenti a Firenze. Attività gratuita. Si consiglia di entrare dall’ingresso di Annalena in via Romana, più vicino al prato dove si svolgerà l’attività.

VISITE GUIDATE SU PRENOTAZIONE

Uffizi

Uffizi: Pronti, attenti, via!

Il percorso è inteso come un “primo incontro” con gli Uffizi. Verrà raccontata la storia del museo e dei personaggi della famiglia de’ Medici; i bambini partecipanti impareranno a “leggere” un’opera d’arte, e verranno introdotti i concetti di conoscenza e tutela di un Patrimonio che è di tutti.

Uffizi Celebrities

È risaputo come gli Uffizi siano un museo ricchissimo di grandi opere d’arte, una più bella dell’altra. Nell’impossibilità di ammirarle per intero, questo percorso porterà i piccoli visitatori alla scoperta dei capolavori assoluti, realizzati dai più grandi maestri: Giotto, Botticelli, Leonardo, Michelangelo e Raffaello, per un itinerario che va dal Gotico al Rinascimento.

Mostri 

Nascoste (ma non troppo) nelle opere d’arte, in Galleria ci sono moltissime creature fantastiche. La visita, guidata da una nostra educatrice museale, diventerà una sorta di caccia al tesoro nel museo, pensata per i piccoli visitatori ma stimolante per tutti, con una chiave di lettura originale, “alla ricerca del mostro”.

U come Uffizi

Il percorso è dedicato alla nascita e allo sviluppo dell’edificio costruito da Vasari nel cuore civile della città di Firenze, tra il Palazzo della Signoria e l’Arno. Protagoniste, le statue della Loggia dei Lanzi e quelle del porticato degli Uffizi.

Palazzo Pitti

La reggia delle meraviglie

Un percorso che accompagna i bambini alla scoperta della storia del Palazzo, delle collezioni e delle tre famiglie (Medici, Lorena, Savoia) che vi hanno vissuto dal Cinquecento al Novecento.

Bambini a corte

La vita dei bambini di tre dinastie regnanti (Medici, Lorena e Savoia) viene ricostruita attraverso dipinti che consentono di parlare di aspetti della loro vita quotidiana quali l’abbigliamento, lo studio, i giochi, ma anche gli obblighi di Corte. I piccoli potranno così scoprire analogie e differenze tra la loro quotidianità e modelli di vita ormai lontani, dei quali le opere dipinte mantengono una puntuale memoria. Il percorso si estenderà agli ambienti di tutto il Palazzo.

Volti e storie di donne (Galleria d’Arte Moderna)

Mentre si attraversano le sale della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze sono tanti gli occhi che guardano. C’è Napoleone, Gioacchino Rossini, ma anche tantissime dame, tutte da conoscere. Osservare questi volti femminili può dire tanto su come tra Ottocento e Novecento il ruolo della donna nella famiglia e nella società stava cambiando.

“Va’ pensiero…”: musica, colori e sguardi di chi ha fatto l’Italia (Galleria d’Arte Moderna)

Pensieri, idee, grandi personaggi, rivoluzioni, battaglie. Il tutto accompagnato dalle musiche del Risorgimento italiano. Dal compositore Rossini che ha scritto il primo inno patriottico, a Mazzini passando per Garibaldi e Giuseppe Verdi, fino ad arrivare al Caffè Giubbe Rosse, questo speciale itinerario è pensato per far scoprire con le Arti la passione civile per l’Unità d’Italia.

La meraviglia della natura (Tesoro dei granduchi)

Una perla può diventare una scimmietta. Una preziosissima pietra rossa può diventare la piuma su un’ala di un uccellino e una zanna di un elefante si trasforma in un cavallino. Da ogni materiale, grazie alla sapienza, ma anche a un po’ di magia, si possono creare oggetti straordinari. Una passeggiata tra gli oggetti del Tesoro dei Granduchi per un percorso affascinante alla scoperta dei segreti della natura.

La reggia delle curiosità e delle bizzarrie (Tesoro dei Granduchi)

Alla corte del Granduca Ferdinando II dei Medici la vita scorreva nel fasto e nella ricchezza. Gli appartamenti estivi, in particolare, erano ornati di affreschi ed arredi concepiti per stupire e meravigliare gli ospiti abituali e gli invitati occasionali. Un fuoco d’artificio di colori, di sorprese e di invenzioni. Ancora oggi, come un tempo, le figure grottesche e i buffi personaggi, gli animali reali o immaginari e le tante altre curiosità, animano quelle sale e fanno divertire i piccoli e i grandi visitatori che entrano nella splendida reggia dei Medici.

Ai piedi degli dei (mostra temporanea presso Galleria della moda e del costume)

Nell’ambito dell’esposizione temporanea alla Galleria del Costume, si porteranno i bambini a scoprire le storie che ci narrano le scarpe: calzature antiche che raccontano la grande abilità e maestria dei primi calzolai della storia, e calzature moderne utilizzate nei film ambientati nell’antichità.

Giardino di Boboli

Il giardino dei piccoli Granduchi

Dal desiderio di una mamma di dare un giardino ai suoi figli, alla realizzazione di un palazzo che fu la corte di tre dinastie regnanti: al centro dell’itinerario l’affascinante relazione fra gli interni e il verde della collina.

Giro giro tondo

Intorno alla magnifica Vasca dell’Isola, con i suoi fiori e profumi, un girotondo di storie e personaggi che popolavano la vita a corte nel Seicento.

INFORMAZIONI IN DETTAGLIO

Gli incontri sono di due tipi:

1) Nei fine settimana, a partire dal 4 luglio, esclusivamente su prenotazione, visite guidate tematiche rivolte a bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni. Nel rispetto delle norme nazionali e regionali per contrastare la diffusione del coronavirus, i gruppi non potranno eccedere il numero di 10 persone (guida compresa): a tal fine vi invitiamo a favorire la partecipazione di un maggior numero possibile di bambini limitando il numero di accompagnatori.

2) Da martedì a venerdì, dalle ore 10 alle 11.30, a partire dal 7 luglio, al Giardino di Boboli (prato vicino alla Vasca dell’Isola) attività di lettura animata rivolta a bambini di ogni età. Non è necessaria la prenotazione.

COME PRENOTARE

Sono aperte le prenotazioni per i percorsi previsti nei fine settimana.

1) Le prenotazioni dovranno pervenire a partire dalla data indicata esclusivamente via email all’indirizzo: ga-uff.scuolagiovani@beniculturali.it indicando nell’oggetto: “R-Estate con l’arte”.

2) Vi preghiamo di indicare nella mail il numero di partecipanti (adulti e bambini), data e titolo dell’incontro di vostro interesse.

COSTI

1) L’ingresso ai musei fino ai 18 anni è gratuito; dai 18 ai 25 anni è ridotto; gli adulti pagano il biglietto d’ingresso al museo dove previsto.

2) L’ingresso al Giardino di Boboli è gratuito per i residenti a Firenze.

3) La visita “U come Uffizi” presso la Loggia dei Lanzi e loggiato degli Uffizi non prevede biglietto.

4) La prenotazione è gratuita.

5) L’accompagnamento didattico e l’attività di lettura animata sono gratuite, offerte da Unicoop.

6) Per ogni visita è previsto un numero massimo di circa 9 partecipanti (chiediamo di favorire la partecipazione dei bambini limitando il numero di adulti accompagnatori).

7) Le modalità di pagamento per gli adulti e i dettagli organizzativi quali il punto di incontro e alcune buone regole di visita saranno comunicate al momento della conferma della prenotazione.

FIRENZE: ANTICHI MANOSCRITTI RECUPERATI DAI CARABINIERI IN MOSTRA A PALAZZO PITTI


Un tesoro di sapere, arte e devozione, prima rubato e poi ritrovato: sono libri antichi e preziosi come il minuscolo Ufficio dei Morti appartenuto a Papa Leone X de’ Medici, i grandissimi corali, le pergamene finemente illustrate e decorate dai alcuni dei più grandi maestri del Medioevo e del Rinascimento. La mostra “Storie di pagine dipinte. Miniature recuperate dai Carabinieri” organizzata dalle Gallerie degli Uffizi comprende circa quaranta opere, recuperate dopo il furto da questo speciale comando dell’Arma. I manoscritti e le singole pagine miniate in mostra attraversano la grande stagione di produzione libraria dell’Italia centrale dal Duecento al Cinquecento: provengono da Castelfiorentino, Colle di Val d’Elsa, Firenze, Perugia e Pistoia, e le miniature sono opera di artisti importantissimi come il Maestro di Sant’Alessio in Bigiano, che malgrado sia ancora anonimo era a capo della bottega più attiva in Toscana nell’ultimo quarto del XIII secolo; Pacino di Buonaguida (uno dei primi e più dotati tra i seguaci di Giotto); fino ad Attavante degli Attavanti e Gherardo e Monte di Giovanni, illustratori di libri di fama internazionale ai tempi di Lorenzo il Magnifico.

La bellezza e il pregio delle opere esposte non è la sola attrazione di questa mostra: la sua spettacolarità sta nella storia dei furti e dei recuperi di cui è protagonista ogni volume, ogni singola pagina, ogni miniatura ritagliata. Tra queste i corali provenienti dal convento dei Minori Osservanti di San Lucchese a Poggibonsi, oggetto di ben due furti, negli anni Trenta del ‘900 e poi di nuovo nel 1982; gli oltre venti volumi dell’abbazia benedettina di Montemorcino in Umbria che, trasferiti nell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore ad Asciano, vennero rubati nel 1975; l’Ufficio dei Morti di Leone X de’ Medici, prezioso ed elegante come si conveniva a quel papa, raffinato intellettuale. La rassegna non esclude le opere sfregiate, le pagine da cui sono state ritagliate le miniature, i fogli strappati dai codici, ed è quindi un’occasione per pensare al furto di questi manufatti non solo come a una sottrazione di un bene comune, ma come una violenza che va dritta al cuore della nostra cultura e che attacca i testi, la nostra lingua, le pitture che la decoravano e la spiegavano.

‘PAGINE DIPINTE’: UN LABORATORIO DI TUTELA PER GIOVANI DIFENSORI DELL’ARTE

La realizzazione della mostra è dovuta a storici dell’arte, specializzandi e dottorandi di Storia della Miniatura all’Università degli Studi di Firenze, sotto la guida della professoressa Sonia Chiodo, una dei massimi esperti della materia. Particolarmente in un campo complesso come lo studio dei volumi (codicologia) e delle loro decorazioni, è indispensabile che il lavoro anti crimine dei Carabinieri si avvalga di precise competenze specialistiche, come in questo caso: ogni miniatura o libro antico recuperato deve poter essere ricondotto al contesto di appartenenza, ed è in questo ambito che un drappello di giovani studiosi ha costruito l’esposizione di Palazzo Pitti. E la concretezza, l’importanza dei risultati da loro raggiunti non saranno legate soltanto all’occasione temporanea della mostra: il loro lavoro include infatti il censimento di tutte le mancanze in modo da mettere a disposizione della Banca Dati dei Carabinieri una messe di informazioni aggiornate, essenziali alle investigazioni in corso e a quelle future.

VIGNETTE INTERATTIVE PER SCOPRIRE I CODICI MINIATI

Storie di pagine dipinte ha anche un particolare corredo infografico: sette disegni della nota illustratrice Vanna Vinci, resi interattivi mediante una tecnologia touch, che presentano ai visitatori, in modo chiaro e accattivante, i luoghi e i protagonisti delle storie che la mostra ricostruisce: copisti, miniatori, religiosi e, da ultimo, i ladri e le forze dell’ordine. Le Gallerie degli Uffizi – commenta il direttore Eike Schmidt hanno all’attivo molte collaborazioni e progetti con istituti di ricerca, in Italia e in Europa. Il gruppo dell’Università di Firenze diretto da Sonia Chiodo è un esempio di applicazione pratica dello studio, in questo caso con un altissimo valore civico. Possiamo dire che si è trattato di un vero e proprio “laboratorio di tutela”, in cui i giovani studiosi e la loro valorosa professoressa hanno affiancato l’Arma dei Carabinieri, insieme ai funzionari e agli assistenti degli Uffizi, raggiungendo un risultato che non solo si traduce oggi in una mostra bella e sofisticata, ma che durerà nel tempo. A questi ragazzi abbiamo affidato un compito delicatissimo, e loro l’hanno svolto in maniera egregia”

Il Generale di Brigata Roberto Riccardi, Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela Patrimonio Culturale: “L’avvio di questa mostra è carico di significati importanti. È una luce che si accende alla fine del tunnel, la bellezza che sopravvive all’orrore e torna a rincuorarci. È la traccia di un impegno per la difesa dell’arte che niente e nessuno potrà fermare. È il segno di un’attenzione, quella della direzione degli Uffizi, verso la quale sento di esprimere, a nome di tutti i Carabinieri per la Tutela del patrimonio culturale, la più profonda e affettuosa riconoscenza”.

Mostra a cura di Sonia Chiodo, Firenze, Palazzo Pitti, Sala delle Nicchie, dal 24 giugno al 4 ottobre 2020, Catalogo Sillabe, 392 pagine prezzo 40 euro

FIRENZE, UFFIZI: IN RETE LE STORIE DI S.GIOVANNI BATTISTA CON OPERE DAL TRECENTO AL NOVECENTO


Mostra virtuale sul sito delle Gallerie in occasione del 24 giugno, festa del santo patrono di Firenze. Il direttore Schmidt: “non solo un omaggio a san Giovanni, ma un modo per festeggiare con tutti i fiorentini e forestieri la vita della città e dei suoi tesori artistici dopo la riapertura dei musei”

‘Profeta’, ‘luce ardente’, ‘amico dello sposo’, ‘araldo del giudizio’, ‘Precursore’: questi i nomi con i quali il racconto evangelico presenta, di volta in volta, la figura di Giovanni detto il Battista. Il santo al quale, più di ogni altro, l’arte occidentale ha dedicato attenzione e spazio, sviluppando nel tempo la narrazione figurativa dei momenti più significativi della sua vita. La ricorrenza della sua nascita, il 24 giugno, celebrata come una grande festa a Firenze, città della quale è patrono: per l’occasione, quest’anno le Gallerie degli Uffizi propongono sul loro sito una mostra virtuale a lui dedicata. “Il Santo che battezzò Cristo. Scene dalla vita di San Giovanni Battista”, questo il titolo dell’ipervisione curata da Anna Bisceglia (www.uffizi.it/mostre-virtuali/san-giovanni-battista): una storia attraverso quindici opere della collezione del Museo, realizzate tra Trecento e Novecento, tra le quali capolavori di Leonardo, Raffaello, Bronzino, Veronese, e persino un’icona russa. Immensa, infatti, è la fortuna figurativa che San Giovanni ha raccolto dal Medio Evo fino al Novecento. Il Battista è infatti una figura chiave nella narrativa cristiana e costituisce l’anello di congiunzione tra il Vecchio e il Nuovo Testamento, fra l’antica tradizione ebraica e il messaggio rivoluzionario di Gesù, agendo in un momento storico in cui le terre medio orientali erano pervase da sommovimenti, inquietudini sociali, e dall’attesa fervente di quel rinnovamento dei costumi e delle coscienze cui alludevano gli antichi profeti.

L’itinerario virtuale inizia con la pala d’altare del pittore giottesco Giovanni del Biondo; lungo il percorso troviamo il San Giovannino nel Deserto che Raffaello eseguì a Roma intorno al 1518, e quello di Andrea del Sarto, di bellezza struggente; le commoventi raffigurazioni della prima infanzia del Battista dipinte da Pontormo e Bronzino, e il Battesimo di Cristo, momento culmine (da cui la qualifica, appunto, di “Battista” data al santo) rappresentato da dipinti di Verrocchio e Leonardo e di Veronese. L’istante finale e tragico del martirio – la decollazione, ovvero la decapitazione del santo – è descritto senza risparmio di crudezza da Cranach il Vecchio e Alonso Berruguete.

Significativo, come ricorda il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt, è il momento scelto per il lancio dell’esposizione, il 24 giugno: “Nel Settecento gli Uffizi erano affollati un solo giorno all’anno: quello della festa di San Giovanni, quando i fiorentini erano invitati a visitare le collezioni, aperte al pubblico nel 1769 dal granduca Pietro Leopoldo di Lorena. Per Firenze è una festa religiosa ma anche civica e politica. Per gli Uffizi è un anniversario importante, e quest’anno ancora di più perché il museo ha appena riaperto le porte, dopo l’emergenza, ai visitatori e soprattutto ai fiorentini che stanno riappropriandosi della città e dei suoi tesori artistici. La mostra virtuale sulla figura di San Giovanni non è intesa solo come un omaggio al patrono cittadino, ma come un modo per festeggiare con tutti, a Firenze e nel mondo, una giornata di così grande significato per la città e per il nostro museo”. 

www.uffizi.it/mostre-virtuali/san-giovanni-battista

GLI UFFIZI PORTANO IN RETE IL “MIRACOLO” DELL’ARTE CHE CURA, GUARISCE E SALVA


Botticelli, Beato Angelico, Rembrandt in un viaggio in 15 capolavori sul sito delle Gallerie per raccontare il prodigio della guarigione. Il direttore Schmidt: “L’esperienza della malattia fa parte della condizione umana e la guarigione ci ricorda i molti motivi per cui vale la pena vivere”

Il potere curativo e salvifico della grande arte: questo il tema centrale della nuova mostra virtuale proposta dalle Gallerie degli Uffizi sul loro sito (https://www.uffizi.it/mostre-virtuali/guarigioni-miracolose), nella delicata fase della ripresa dopo il lockdown. “Guarigioni miracolose. Malattia e intervento divino. L’arte interpreta il miracolo in opere dal Tre al Novecento” è il titolo dell’ipervisione, realizzata dalle Gallerie degli Uffizi con il coordinamento di Patrizia Naldini: quindici le opere, scelte tra quelle delle collezioni del Museo e non solo, realizzate da grandi maestri come Beato Angelico, Sandro Botticelli, Rembrandt, solo per citare alcuni nomi.

Ad aprire il percorso è una scena di miracolo della Beata Umiltà nel polittico degli Uffizi dipinto da Pietro Lorenzetti intorno al 1335, dove si mostra il risanamento della gamba di un monaco che ne aveva rifiutata l’amputazione. Il gesto sembra prefigurare quello analogo dei due santi medici Cosma e Damiano nello scomparto di predella della pala di San Marco ora nell’omonimo museo fiorentino, una delle prove più alte della pittura dal Beato Angelico, anch’essa inclusa nell’ipervisione. Chini su una sorta di tavolo operatorio, Cosma e Damiano sostituiscono la gamba in cancrena del diacono Giustiniano con quella tolta ad un etiope seppellito nel cimitero di San Pietro in Vincoli.

I santi medici, scelti come simbolici protettori spirituali dei signori di Firenze, compaiono di nuovo in una delle opere più belle del giovane Botticelli, la pala di Sant’Ambrogio, esposta nella galleria delle Statue e delle Pitture nella stessa sala dove si trova la celebre Primavera. Un disegno storicamente attribuito alla scuola di Raffaello raffigura uno dei miracoli più belli di Gesù, la guarigione del cieco nato, uno dei sette segni narrati nel Vangelo di Giovanni, mentre la miracolosa potenza del gesto taumaturgico è espressa da un’incisione di Rembrandt e dal San Pietro guarisce gli infermi con la sua ombra, dipinto attribuito al francese Laurent de La Hyre: soggetto di cui Firenze vanta un illustre precedente quattrocentesco, l’affresco da Masaccio sulle pareti della Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine.

La conclusione del viaggio nel prodigio della cura è affidata a un grande autore del Novecento, Giovanni Colacicchi, che nel 1943, nel pieno infuriare della seconda guerra mondiale, rappresenta con grande originalità un San Sebastiano non trafitto dalla consueta pioggia di frecce: a caratterizzare il martire, nel lavoro del pittore di origini anagnine, è invece un corpo seducente e perfetto, quasi un inno metafisico all’intangibilità dello spirito e della bellezza da parte del male.

“Ciò che vogliamo raccontare con ‘Guarigioni miracolose’ è la vittoria della speranza sulla sofferenza, sul male, sulla malattia – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt – lanciando un messaggio forte di sostegno alle tante persone che ancora sono in pericolo e a quelle che hanno passato momenti terribili durante la pandemia. L’esperienza della malattia fa parte della condizione umana e la guarigione ci ricorda i molti motivi per cui vale la pena vivere: è il miracolo inspiegabile che ci riempie di speranza e ci ricorda che dobbiamo essere grati per tutto quello che l’esistenza ci riserva”.

https://www.uffizi.it/mostre-virtuali/guarigioni-miracolose

 

GALLERIA DEGLI UFFIZI, RIAPRE OGGI IN VERSIONE “SLOW”. ECCO COME SARANNO LE VISITE


Durante la settimana saranno visitabili solo di pomeriggio per permettere sanificazioni quotidiane, con “segnalatori di distanza” davanti ai capolavori e un tetto massimo di 450 persone presenti contemporaneamente nel museo. E da ieri è di nuovo accessibile la Loggia dei Lanzi (ingresso consentito a 10 persone per volta). Il direttore Schmidt: “La Galleria simbolo di Firenze che risorge”

Dopo 85 giorni di chiusura imposta dal lockdown, oggi 3 giugno la Galleria degli Uffizi riaprirà i battenti, tornando ad emozionare i visitatori con la sua collezione di capolavori. Per il celeberrimo edificio, che accoglie tra le altre opere la Venere e la Primavera di Botticelli, il Tondo Doni di Michelangelo e la Medusa di Caravaggio, si tratterà di una riapertura graduale, “slow”, con nuove modalità di visita volte ad assicurare il rispetto delle norme contro la diffusione del coronavirus e allo stesso tempo una permanenza in museo più tranquilla e prolungata rispetto al passato.

Innanzitutto il numero massimo di visitatori che potranno stare contemporaneamente in Galleria sarà ridotto della metà, passando da 900 a 450, in modo da garantire a ciascuno, durante il tour nel museo, in media 44 metri quadrati di spazio. Di fronte alle opere principali (come appunto Venere e Primavera del Botticelli, il doppio ritratto dei duchi di Urbino di Piero della Francesca, il Tondo Doni di Michelangelo, la Madonna del Cardellino di Raffaello e la Medusa di Caravaggio) sono stati incollati, sul pavimento, indicatori di distanza, che segnalano in quali punti e quante persone possono sostare di fronte ai dipinti in modo da non creare assembramenti. Nella stessa ottica, il percorso di visita è stato dotato di un’apposita segnaletica, i gruppi non potranno essere composti da più di 10 persone, e le guide turistiche dovranno sempre utilizzare il sistema whisper (microfono e auricolari).

L’orario di accesso in Galleria sarà ridotto, per consentire lo svolgimento quotidiano delle operazioni di sanificazione in tutti gli ambienti: nei giorni infrasettimanali in questa prima fase di riapertura il museo sarà infatti aperto di pomeriggio, da mercoledi a venerdi dalle 14 alle 18,30 e il sabato e la domenica tutto il giorno dalle 9 alle 18,30.  Sarà vietato l’ingresso a persone con temperatura corporea oltre 37,5 gradi (viene misurata con telecamere termoscanner all’ingresso); l’uso della mascherina sarà obbligatorio durante tutta la visita; sarà necessario mantenere una distanza interpersonale di almeno 1,80 metri. Gel disinfettante sarà a disposizione dei visitatori all’entrata, all’uscita, in tutti i bagni ed in punti strategici della Galleria.

La cerimonia ufficiale di riapertura degli Uffizi si svolge OGGI, alle 11,30 in Galleria, tra le meravigliose sculture antiche che popolano la sala della Niobe: trasmessa in diretta dal profilo facebook delle Gallerie, verrà aperta dal direttore Eike Schmidt, e vi prenderanno parte il prefetto Laura Lega,il sindaco Dario Nardella, il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, il cardinale arcivescovo Giuseppe Betori, il rabbino capo  Gad Fernando Piperno, l’imam Izzedin Elzir.

Alle 14 sarà sempre Schmidt ad aprire i portoni del museo per accogliere i primi visitatori. Il prezzo del biglietto resta immutato.

 “Una giornata storica – commenta il Direttore Schmidt – Solo quattro volte, nell’ultimo secolo, la Galleria ha dovuto chiudere i propri battenti. È successo durante la seconda guerra mondiale; quindi nel ‘66, quando ci fu l’alluvione di Firenze, poi nel 1993, dopo l’infame strage mafiosa di via dei Georgofili. Tutte le volte gli Uffizi hanno riaperto, più belli e magici di prima. Sarà così anche questa volta. Gli Uffizi sono il simbolo di Firenze che risorge più forte dal buio e dalla crisi”.

Intanto ieri, per la Festa della Repubblica, riaperta anche la Loggia dei Lanzi, che ospita statue dall’antichità in poi tra le quali il Perseo con la testa di Medusa realizzato nel Cinquecento da Benvenuto Cellini: come sempre ad ingresso gratuito, è accessibile ad un massimo di dieci persone per volta. Tra l’altro, le superfici in pietra della Loggia godono di buona salute strutturale: a dimostrarlo, sono state le ultime operazioni di controllo, pulitura e messa in sicurezza, condotte manualmente proprio in questi giorni da un team di restauratori su una gru con un braccio meccanico estendibile fino a 25 metri in altezza.

 CENNI STORICI SUGLI UFFIZI

La Galleria occupa interamente il primo e secondo piano del grande edificio costruito tra il 1560 e il 1580 su progetto di Giorgio Vasari: è uno dei musei più famosi al mondo per le sue straordinarie collezioni di sculture antiche e di pitture (dal Medioevo al Seicento). Le raccolte di dipinti contengono alcuni capolavori dell’arte di tutti i tempi: basti ricordare i nomi di Giotto, Simone Martini, Piero della Francesca, Beato Angelico, Filippo Lippi, Botticelli, Mantegna, Correggio, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio, oltre a capisaldi della pittura europea, soprattutto tedesca, olandese e fiamminga. Non meno importante la raccolta di statue e busti dell’antichità classica, collezionati dalla famiglia Medici che abbellisce i corridoi della Galleria.

 

PALAZZO PITTI: RIAPERTI I BATTENTI CON OBBLIGO DI TERMOSCANNER, MASCHERINA E DISTANZA


L’ex reggia medicea, che accoglie, tra i vari musei, la galleria Palatina con i dipinti rinascimentali e barocchi, e la Galleria d’arte moderna con opere dell’Ottocento e Novecento, torna accessibile dopo oltre due mesi e mezzo di lockdown. A salutare i primi gruppi di visitatori è stato lo stesso direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt.

“Palazzo Pitti oggi si riapre con i suoi meravigliosi musei e con due mostre bellissime – ha detto – la prima grande monografica dedicata alla pittrice del Seicento Giovanna Garzoni e Ai Piedi degli dei, l’esposizione dedicata alle antiche calzature ed all’influenza del loro stile sul cinema e la moda contemporanea. Consideriamo inoltre adesso che sta per riaprire anche la grande mostra nazionale su Raffaello alle Scuderie del Quirinale, alla quale gli Uffizi hanno prestato una cinquantina di opere, che Palazzo Pitti resta comunque lo scrigno con la massima concentrazione di opere dell’Urbinate al mondo. Vorrei infine ricordare il nostro sconto orario sul biglietto: chi arriva prima delle nove del mattino paga il biglietto la metà”.

In Palazzo Pitti vigono tutte le norme nazionali e regionali contro la diffusione del coronavirus
. È dunque vietato l’ingresso a persone con temperatura corporea oltre 37,5 gradi (viene misurata con termoscanner agli ingressi); è obbligatorio indossare la mascherina durante tutta la permanenza; è necessario mantenere una distanza interpersonale di almeno 1,80 m; sono proibiti gli assembramenti; i gruppi non possono essere formati da più di 10 persone; le guide turistiche devono sempre utilizzare il sistema whisper (microfono e auricolari). Immutato il prezzo del biglietto.

Cambiano però, in questa prima fase di riapertura, gli orari: per consentire le quotidiane operazioni di sanificazione, Palazzo Pitti resterà infatti aperto dalle 8,30 alle 13,30. Inoltre gli spazi del Tesoro dei Granduchi e del Museo delle Porcellane, dove per ragioni architettoniche e logistiche non è possibile garantire il rispetto delle regole sul distanziamento sociale, per il momento rimarranno chiusi.

FIRENZE, GALLERIA DELL’ACCADEMIA: VISITE IN DIGITALE E IN ALTA DEFINIZIONE


Nel periodo di chiusura forzata legato al COVID, la Galleria dell’Accademia di Firenze ha scelto di valorizzare le sue collezioni avviando un importante processo di digitalizzazione di una selezione di oltre 50 opere custodite al museo tra cui il Ratto delle Sabine di Giambologna, i dipinti di Lorenzo Monaco, Pietro Perugino, Filippino Lippi, Sandro Botticelli, Pontormo, Bronzino, Allori e molti altri.

Questa straordinaria operazione di digital imaging ha una duplice finalità: da un lato monitorare lo stato di conservazione delle opere e dall’altro permettere alla collettività di accedere ai capolavori in modo inedito, attraverso il sito web della Galleria, con immagini in altissima definizione e strumenti innovativi per le attività di didattica a distanza e di visita virtuale.

“Il progetto ha preso avvio in fase sperimentale nell’agosto 2019 con l’acquisizione della pala di Andrea Orcagna, all’epoca in restauro” afferma Cecilie Hollberg, direttrice della Galleria dell’Accademia di Firenze “e procede ora nelle sale del museo con le riprese di oltre 50 dei maggiori capolavori in collezione, spaziando dalle grandi pale, da Perugino a Bronzino all’Allori, ai preziosi fondi oro, a una selezione di strumenti musicali, senza dimenticare, naturalmente, le sculture in gesso, e non ultimo il modello in terra cruda del Ratto delle Sabine del Giambologna. Sui canali digitali del museo, nelle prossime settimane, sarà possibile seguire l’avanzamento dei lavori di acquisizione e, alla fine del progetto, nel futuro prossimo, si potrà accedere dal sito internet della Galleria a una sezione speciale dedicata alla visione “ravvicinata” dei grandi capolavori fisicamente pre­senti nel nostro museo”.

La campagna offrirà a studiosi e restauratori un importante strumento per valutare e mappare lo stato di conservazione delle opere – spiega Eleonora Pucci, funzionario restauratore del museoE’ davvero sorprendente la possibilità offerta dalla tecnologia di esplorare, in digitale, intere superfici individuando i minimi dettagli, i segni delle pennellate, le tracce del disegno, ma anche le crettature o la presenza di piccole lacune”.

Un attento programma di controllo ravvicinato di dipinti e sculture e, ove necessario, di delicata spolveratura delle opere grazie all’ausilio di un ponteggio mobile ed anche, in alcune casi specifici, all’aiuto predisposto degli addetti alla movimentazione delle opere ha costituito la fase di avvio del progetto. Nelle prossime settimane si continuerà con le riprese fotografiche seguendo un serrato piano di lavoro, sempre sotto l’attenta supervisione del personale del museo e con il continuo confronto con i tecnici incaricati soprattutto sulla logistica, spesso complessa (si pensi ad esempio ai gruppi scultorei nella Gipsoteca o agli importanti capolavori conservati entro clima frame), e sempre avendo come esigenza primaria il rispetto e la salvaguardia delle opere d’arte.

La campagna di digitalizzazione è stata affidata a Haltadefinizione, azienda specializzata nella fotografia in Gigapixel e nella riproduzione di opere d’arte che, dal 2017, è parte della casa editrice Franco Cosimo Panini. Haltadefinizione ha recentemente siglato un accordo con il Ministero dei Beni Culturali per la valorizzazione e promozione delle collezioni statali.

“Abbiamo messo a disposizione della Galleria dell’Accademia tecnologie di acquisizione che ci consentono di operare velocemente, in modo non invasivo e senza spostare i dipinti dalla loro sede originaria”, racconta Luca Ponzio, founder di Haltadefinizione. “Il passo successivo? Connettere la Galleria alla nostra piattaforma di distribuzione dei contenuti e rendere visibili le opere in gigapixel sul sito del Museo: un modo per “entrare” nei dipinti a distanza e vedere anche ciò che a volte, di fronte agli originali, l’occhio non riesce ad apprezzare, un approccio immersivo che innesca nuove stimolanti opportunità creative, sia per la valorizzazione sia per la conserva­zione e lo studio delle opere”.

A questo link è possibile vedere in anteprima la tecnologia applicata al Trittico della Pentecoste di Andrea Orcagna:

https://www.haltadefinizione.com/visualizzatore/opera/pentecoste-orcagna-andrea-di-cione

Il racconto del complesso lavoro dietro le quinte che è stato messo in campo per realizzare la campagna prosegue sui canali digitali della Galleria dell’Accademia di Firenze, tramite un video prodotto ad hoc e una serie di post dedicati sulla pagina Facebook e sull’account di Instagram. Tutti sono naturalmente invitati a seguire e condividere i contenuti!

“BENTORNATI NEL RINASCIMENTO!”: DOMANI A FIRENZE RIAPRE IL GIARDINO DI BOBOLI


Boboli AnfiteatroKaffeehausPalazzo Pitti visto da Boboli 

Dopo oltre dieci settimane di chiusura a causa dell’emergenza epidemiologica, il Giardino di Boboli riapre le sue porte domani giovedì 21 maggio alle ore 9. Il giardino è un vero e proprio museo all’aperto  unico al mondo, con uno straordinario patrimonio botanico, e un impianto paesaggistico e architettonico che ospita, tra i suoi viali, aiuole e boschetti, una collezione di oltre 300 sculture dell’età classica, del Rinascimento e del Barocco. Con il favore della bella stagione si riparte dunque da Boboli, che sarà accessibile sia attraverso l’ingresso di Palazzo Pitti, sia attraverso la porta di Annalena  tutti i giorni della settimana, ovvero dal lunedì alla domenica (ad eccezione del primo e l’ultimo lunedì del mese) dalle ore 8,45 alle 18,15 (ultimo ingresso alle ore 17,15).

All’interno del Giardino valgono tutte le norme nazionali e regionali per contrastare la diffusione del coronavirus. In particolare si rammenta che è vietato l’ingresso a persone con la temperatura corporea oltre 37,5 gradi; è obbligatorio l’utilizzo della mascherina durante tutta la permanenza all’interno del giardino; è necessario mantenere la distanza interpersonale di almeno 1,80 m; sono vietati assembramenti di ogni genere; i gruppi non possono eccedere il numero di 10 persone, e ad ogni buon conto sono tenuti a rispettare sempre la distanza interpersonale di 1,80 m; le guide turistiche devono sempre utilizzare il sistema whisper (microfono e auricolari),  indipendentemente dal numero dei componenti del loro gruppo. Nel rispetto delle norme, la Grotta Grande e il Museo delle Porcellane rimarranno chiusi. Tuttavia, la Botanica Superiore con i suoi tesori di piante acquatiche sarà aperta ogni mattina da lunedì a venerdì dalle 10,00 alle 13,00.

Con il giardino di Boboli è di nuovo accessibile non solo il cuore verde di Firenze, ma anche uno straordinario museo all’aperto – commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt – Seguendo l’indicazione del Comitato tecnico-scientifico della Presidenza del Consiglio di aprire gradualmente prima i parchi monumentali e i musei con meno di 100mila visitatori annui, e solo successivamente i musei grandi, cogliamo l’occasione di ricordare che nelle sue varie parti rinascimentali e barocche Boboli è stato per secoli il modello a cui si sono ispirati tutti gli altri giardini di corte in Europa, incluso quello di Versailles. Nell’ultimo mese e mezzo le prime fioriture della primavera, le statue e le fontane sono state osservate solo da gatti, volpi, e uccelli, oltre naturalmente ai nostri botanici e giardinieri che hanno trasmesso sui canali social degli Uffizi molte meraviglie e segreti del giardino. D’ora in poi, per fortuna, tutti potranno di nuovo partecipare all’arrivo della bella stagione.

Boboli aerea

DALLA CALIFORNIA AGLI UFFIZI UN’ANTICA STAMPA CON RARISSIMA VEDUTA DI FIRENZE


Una rarissima stampa, risalente alla metà del ‘500 e raffigurante una veduta completa della Firenze del Rinascimento, una delle più antiche giunte ad oggi attraverso i secoli: a rintracciarla ed acquistarla da un antiquario in California, riportandola “a casa”, sono state in questi ultimi mesi le Gallerie degli Uffizi. Si tratta di grandissima incisione su tre fogli di carta (per un totale di oltre 36 centimetri di altezza x 1 metro e 30 di larghezza), realizzata a bulino e acquaforte nel 1557 ad Anversa nella stamperia di Hieronymus Cock e ripubblicata a Parigi nel 1601 da Paul van der Houve. La stampa, particolareggiatissima, mostra la Firenze di metà Cinquecento: cinta ancora dalle antiche mura (fatte abbattere dall’architetto Giuseppe Poggi nel 1865, quando ridisegnò il volto della città aggiungendo i viali) e circondata dai campi. All’interno della cerchia muraria si possono distintamente riconoscere i principali monumento, tra i quali il Duomo, il campanile di Giotto, Palazzo Vecchio, Palazzo Pitti, la basilica di Santa Maria Novella, quella di Santa Croce. Non ci sono gli Uffizi, che Cosimo I non aveva ancora commissionato all’ “archistar” toscana del tempo, Giorgio Vasari (avrebbe iniziato a farli costruire di lì a poco, nel 1560): nella porzione di spazio accanto a Palazzo Vecchio è ancora visibile la struttura dell’antica chiesa di San Pier Scheraggio, poi inglobata nel grande complesso  voluto dal sovrano per gli uffici delle magistrature fiorentine. Alcuni degli edifici raffigurati, inoltre, non hanno ancora l’aspetto con cui sono conosciuti ed apprezzati oggi: il Duomo presenta ancora la sua antica facciata incompiuta, e così Santa Croce.

Palazzo Pitti, da poco acquistato dai Medici, nell’incisione ha un posto prominente e sembra dominare tutta la zona d’Oltrarno. Naturalmente non ha ancora i maestosi rondò laterali (entrambi costruiti secoli dopo), e alle spalle della reggia Boboli è raffigurato come poco più di una enorme distesa di prati, appoggiati sul fianco della collina: erano ancora di là da venire le opere che lo avrebbero trasformato in uno dei più fastosi e riusciti esempi di giardino all’italiana, modello in Europa nel ‘600 e nel ‘700.

L’opera costituisce la seconda più antica veduta di Firenze dopo quella detta “della Catena”, attribuita a Francesco Rosselli, e verrà inclusa nella raccolta del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi.

DESCRIZIONE: eseguita ad Anversa nella stamperia di Hieronymus Cock, incisore ed editore che nel XVI secolo svolse un ruolo di grande rilievo nel panorama europeo della produzione e diffusione di immagini e cartografia a stampa, l’opera è composta da tre grandi fogli assemblati. Presenta lungo il bordo superiore il titolo “FLORENTIA” tra due putti che sostengono rispettivamente lo stemma mediceo a sinistra e il giglio fiorentino a destra. Nell’angolo inferiore destro una lunga iscrizione decanta le qualità di Firenze e dei suoi cittadini illustri, a partire dalla casata dei Medici e ricordando poi Dante, Poliziano, Petrarca, Boccaccio, Michelangelo. La veduta fu incisa nel 1557 dai fratelli Lucas e Jan Van Doetecum, abituali collaboratori di Cock, sotto l’attenta supervisione di quest’ultimo. Di questa stampa ottenuta dalla matrice originale esiste solo un altro esemplare al mondo: appartenuto in passato a Leo Olschki ed esposto in una mostra alla Galleria dell’Accademia nel 1935, oggi si conserva a Stoccolma alla Kungliga Biblioteket, la biblioteca nazionale di Svezia.

Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi: “Le Gallerie sono felici di essere riuscite ad acquisire questa stampa molto rara, che accosta la competenza tecnico-cartografica a quella artistica. Un’ opera minuziosa e raffinatissima che è, allo stesso tempo, un documento di grande valore anche sentimentale: ci mostra infatti, in tutto il suo splendore, l’aspetto della Firenze medievale e rinascimentale, con le casupole e gli orti fuori le mura, le torri, qualche ponte sull’Arno, gli splendidi palazzi, i monumenti e le cupole che ci sono tanto cari. Di lì a poco, la città avrebbe visto nascere un altro fondamentale polo urbanistico, uno dei suoi complessi architettonici più celebri: gli Uffizi”.

Laura Donati, curatrice delle stampe e coordinatrice del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe: “Rispetto all’ancor più antica veduta “della Catena”, frammentaria e nota nella sua completezza solo attraverso copie successive, la versione di Cock risulta più raffinata ed elaborata nell’esecuzione. La volontà di resa quanto più possibile oggettiva della città si traduce nella realizzazione di un’immagine realistica e nello stesso tempo suggestiva dell’aggrovigliato impianto urbanistico ancora in parte medievale che caratterizza la Firenze del Rinascimento”.

Sulla pagina Facebook delle Gallerie degli Uffizi (https://www.facebook.com/uffizigalleries/) viene oggi pubblicato un video in cui Laura Donati, coordinatrice del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, illustra nei dettagli la nuova acquisizione.

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GLI UFFIZI CON UN CLICK: GRANDI CAPOLAVORI A PORTATA DI RETE


La Sala delle Dinastie e le sale del Cinquecento  veneziano fedelmente riprodotte grazie ad una tecnologia all’avanguardia diventano visitabili con un click. Il direttore Schmidt: “Immersione totale e realistica nell’ambiente del museo”

 In questo periodo di necessaria chiusura, una bella sorpresa per gli amanti dell’arte: gli Uffizi sbarcano nel mondo della realtà virtuale. Da oggi la Galleria si può visitare comodamente da casa con un semplice clic, gratuitamente, entrando in alcune delle sue più belle sale, digitalizzate ad alta definizione, e ammirandone i capolavori proprio come in un tour dal vivo.

Per farlo basta collegarsi al sito degli Uffizi all’indirizzo https://www.uffizi.it/mostre-virtuali/uffizi-virtual-tour : così il visitatore web, da computer, tablet o smartphone, potrà godersi in ogni dettaglio ben 10 sale, tra quelle inaugurate lo scorso anno. Il percorso suggerito inizia dalla “sala delle Dinastie”, con i ritratti dei membri più in vista delle due famiglie – i Medici di Firenze e i Della Rovere di Urbino – che nel Cinquecento hanno contribuito alla formazione delle straordinarie collezioni degli Uffizi. Si entra così in un ambiente dove si trovano tra le più famose opere del Bronzino, come la celeberrima Eleonora da Toledo, vera e propria “regina” di questi spazi, Lorenzo il Magnifico, e il Duca Alessandro de’ Medici, dipinti da Giorgio Vasari, Cosimo il Vecchio e Cosimo I de’ Medici, del Pontormo, Eleonora Gonzaga e suo marito Francesco Maria I della Rovere di Tiziano.

Il tour continua nelle sale verdi della pittura veneta del Cinquecento, che accolgono capolavori quali la leggendaria Venere di Urbino e la Flora, entrambe di Tiziano, la Leda e il Cigno del Tintoretto, la “Fornarina” di Sebastiano del Piombo, il ritratto di Giuseppe da Porto con il figlio Adriano, e Venere e Mercurio del Veronese.

Grazie ad una tecnologia all’avanguardia nella realizzazione di tour virtuali le sale del museo, minuziosamente riprodotte in ogni singolo dettaglio con tutte le loro opere (sono in tutto 55) possono essere viste dall’alto, nella forma di visualizzazione detta a “casa delle bambole” (“dollhouse”), oppure immergendosi in esse e camminando virtualmente al loro interno, fermandosi davanti ai quadri, proprio come si farebbe nel museo. Ogni dipinto può essere studiato da vicino e, cliccando sulla corrispondente didascalia, appaiono tutte le informazioni essenziali sull’opera, in italiano o in inglese; per i principali capolavori è incluso anche un link alla scheda dettagliata dell’opera sul sito degli Uffizi.

Infine, una curiosità: nella sala che ospita La Nuda, di Licinio, è anche possibile affacciarsi alla finestra e ammirare una suggestiva veduta del cuore di Firenze e dell’Arno in una splendida giornata di sole, il tutto minuziosamente digitalizzato.

 “L’offerta di contenuti virtuali delle Gallerie degli Uffizi oggi si amplia con un nuovo gioiello tecnologico – spiega il direttore degli Uffizi Eike Schmidt – l’innovativo sistema con cui è stato realizzato questo nostro tour virtuale, pensato per valorizzare i tesori delle nuove sale inaugurate appena lo scorso anno, consente infatti un’immersione totale e realistica nell’ambiente del museo. In questo caso, l’esperienza non è soltanto una forma di evasione o di curiosità, ma si forniscono anche strumenti, informazioni e dati per un percorso di approfondimento e per una conoscenza più vasta. Inoltre, un vantaggio enorme è dato dalla contestualizzazione delle opere nel loro spazio, uno strumento che può servire anche ai fini della ricerca storica e museologica”.
Il tour virtuale è stato realizzato e prodotto da Gallerie degli Uffizi con la collaborazione di Opera Laboratori Fiorentini, di AudioGuide® – Gestione Multiservizi e di Review.