FIRENZE: LA BEFANA DEI VIGILI DEL FUOCO “VOLA” SU PIAZZA SIGNORIA


Il 6 gennaio, alle 15,45 l’annuale appuntamento per tutti i bambini: la magica vecchietta ‘planerà’ dalla Loggia dei Lanzi

Come ogni anno, la Befana dei Vigili del Fuoco torna a volare in Piazza della Signoria a Firenze. È quanto avverrà nel pomeriggio del 6 gennaio, nell’ambito dell’ormai tradizionale evento dedicato ai bambini di Firenze e a quelli di passaggio in città. L’invito, rivolto a tutti i bimbi, è di presentarsi in piazza alle 15,45: la Befana darà prova di capacità acrobatiche non indifferenti, calandosi dalla terrazza sopra la Loggia e distribuendo caramelle e dolci ai piccoli spettatori. Nella difficile discesa aerea, l’anziana e magica signora non sarà sola: insieme a lei, per aiutarla, ci saranno cinque valorosi vigili del fuoco.
L’impresa, che ha il patrocinio del Comune di Firenze, sarà possibile grazie al supporto logistico delle Gallerie degli Uffizi e all’impegno del personale operativo ed amministrativo della Direzione regionale e del Comando dei Vigili del Fuoco di Firenze insieme all’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco Sezione Firenze.
Oltre ad allietare le famiglie, l’evento ha anche un obiettivo sociale: L’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco e l’Unità di Crisi del Mibact raccoglieranno infatti donazioni da destinarsi alla tutela e conservazione del patrimonio storico artistico recentemente danneggiato dal terremoto nel Mugello.
Quello di piazza Signoria non sarà l’unico appuntamento fiorentino della Befana, alle ore 10,30 circa, infatti, apparirà all’ospedale pediatrico Meyer: un momento attesissimo da suoi piccoli ospiti, che ogni anno, il 6 gennaio, la vedono atterrare direttamente in reparto. La leggendaria vecchietta distribuirà loro dolci e giocattoli, donati dal personale del Comando Vigili del Fuoco di Firenze, dal Reparto Volo VVF Arezzo e dalla Associazione Nazionale VVF Sez. Firenze.
“Come ogni anno, gli Uffizi non potevano certo mancare ad un appuntamento così entusiasmante ed atteso dai bambini quale è l’arrivo della Befana in piazza Signoria a Firenze – commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidtstavolta a questo grande piacere si aggiunge la finalità  di sostegno al patrimonio culturale ed artistico del Mugello danneggiato dal recente terremoto: una missione importantissima alla quale le Gallerie sono fiere di poter dare il loro contributo”.
Il Direttore Regionale Ing. Giuseppe Romano ed il Comandante  dei Vigili del Fuoco di Firenze Ing. Maurizio Lucia sottolineano come “L’iniziativa, oltre ad essere coerente con lo spirito e i valori del CNVVF, ha gli intenti primari di portare all’attenzione del pubblico la pratica della solidarietà, infatti attraverso la partecipazione ad un momento gioioso si traggono spunti di riflessione sulle difficoltà che vivono le popolazioni colpite da emergenze,  e di promuovere una solida cultura della sicurezza attraverso il progetto “Never Lost Young” ovvero come comunicare ai soccorritori le coordinate anche in assenza di rete dati”.

ACCADEMIA E UFFIZI PER I DISABILI: ANCHE PERCORSO TATTILE ISPIRATO AL DAVID


Il direttore Schmidt: “Rendiamo i nostri musei sempre più accessibili ed inclusivi”

Un percorso artistico tattile, pensato per i non vedenti ed ispirato dalle forme del David e dei Prigioni di Michelangelo, ed una borsa ‘antistress’ realizzata per alleviare i momenti di stress e disagio dei visitatori autistici durante la loro permanenza nei solitamente affollati Uffizi. Questi, in sintesi, i due nuovi progetti presentati rispettivamente dalla Galleria dell’Accademia e dalle Gallerie degli Uffizi in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con disabilità.

GALLERIA DELL’ACCADEMIA

Insieme ad Irifor (istituto per ricerca, formazione e riabilitazione ciechi e ipovedenti), Università di Firenze, la Galleria dell’Accademia (sotto la supervisione della funzionaria storica dell’arte dell’area servizi educativi Graziella Cirri) ha elaborato un percorso tattile formato da riproduzioni di opere da toccare a mani nude, appositamente concepito per ciechi e ipovedenti, che verrà allestito e messo a disposizione del pubblico della Galleria nei prossimi mesi. Pezzi principali dell’itinerario sono le due miniature della gamba del David e di un Prigione della Tribuna, la Testa della giunone di Lorenzo Bartolini (modellata dai ragazzi del liceo artistico Alberti-Dante, nell’ambito delle attività di alternanza scuola lavoro: per creare l’opera, gli studenti hanno dovuto fare prove di ‘lettura tattile’, in modo capire meglio le esigenze dei visitatori non vedenti), un particolare del Cassone Adimari (a bassorilievo), la Madonna con Bambino e Santi di Botticelli (a bassorilievo), parti dell’albero della vita di Pacino da Buonaguida (a bassorilievo), una Formella con Crocifissione di Taddeo Gaddi, ed imeccanismi di alcuni degli antichi pianoforte e clavicembalo della pregiatissima collezione di strumenti musicali storici custodita dal museo.

GALLERIE DEGLI UFFIZI

A partire dalle prossime settimane agli Uffizi verrà testata l’Activity Bag: una borsa dai contenuti speciali, ideata per rendere meno pesante la visita delle persone con problemi di autismo nel frequentatissimo museo vasariano. Progettata da Davide Vito Pepe (valutare se tenere nome) dell’Associazione Autismo Firenze con il coordinamento del Dipartimento per l’Educazione  – Area Mediazione Culturale e Accessibilità (sotto la supervisione della coordinatrice Anna Soffici), contiene materiali educativi e oggetti antistress che serviranno a ridurre le occasioni di disagio di questa tipologia di utenti della Galleria e strumenti loro utili ad esplorarne  alcuni dei principali capolavori. A partire da aprile, su prenotazione verrà messa a disposizione del pubblico.

“La giornata internazionale della disabilità è sempre un’occasione per rendersi conto cosa è stato fatto nell’ultimo anno e cosa ci proponiamo per l’anno prossimo per rendere i nostri musei sempre più accessibili ed inclusivi- commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt – Oggi aggiungiamo alla nostra offerta l’Activity Bag per le persone con problemi di autismo e inauguriamo il percorso tattile della Galleria dell’Accademia, che completa i percorsi già esistenti agli Uffizi e a Palazzo Pitti. Inoltre ci uniamo con rappresentanti di diverse associazioni di disabilità per programmare le nostre attività dei prossimi mesi e per affermare tutti insieme la necessità improrogabile di rendere le nostre collezioni veramente accessibili a tutti.”

FIRENZE / UFFIZI: AL VIA LA NUOVA STAGIONE DEGLI INCONTRI DEL MERCOLEDÌ


Corridoio Uffizi

Una Lectura Dantis, la prima mai tenuta agli Uffizi di Firenze: l’evento, affidato all’insigne dantista Paolo Procaccioli, professore all’Università degli Studi della Tuscia, si terrà, non casualmente, il 25 marzo, data d’inizio del viaggio di Dante nella Divina Commedia e ricorrenza del Capodanno fiorentino. È anche tra le principali novità del calendario di ben 21 incontri, intitolati “Dialoghi di arte e cultura”, organizzati nel primo semestre 2020 nell’auditorium Vasari della Galleria.

La formula degli incontri, che fin dal loro avvio, nel 2017, riscontrano un notevole successo sia di pubblico che di gradimento, è semplice:  dall’inizio di ogni ciclo, tutte le settimane, il mercoledì alle 17 nell’Auditorium Vasari degli Uffizi, ci sarà uno studioso a parlare di un argomento di volta in volta diverso. Questo nuovo ciclo di appuntamenti verrà aperto l’8 gennaio alle 17 da Marco Cavalieri, professore di archeologia classica all’Università Cattolica di Lovanio, con una lezione sul ruolo e l’importanza della calzatura nell’antichità. Le conferenze offrono un ventaglio amplissimo di argomenti culturali e storico artistici: ricordiamo quella dello storico Luciano Canfora su “Guerra e Schiavitù in Euripide” (29 gennaio), e di Nicholas Penny, già direttore della National Gallery di Londra, sull’espressività del volto umano nell’arte rinascimentale e barocca, prendendo spunto dall’Alessandro morente degli Uffizi (il 29 maggio, in lingua inglese). L’11 marzo Veronica D’Ascenzo, la maestra sopravvissuta da bambina al tragico crollo della sua scuola a San Giuliano di Puglia, parlerà dell’importanza dell’arte nel superamento dei disturbi post traumatici da stress nei minori.

Anche per il 2020, “Dialoghi di arte e cultura” prevedono quattro categorie di conferenze, a seconda degli argomenti e dell’approccio interpretativo. Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt sottolinea: “È un ricco programma, con una novità: l’introduzione della lectura Dantis, un incontro che diventerà annuale e con cui gli Uffizi riprendono una tradizione del Rinascimento fiorentino. Partiti nel 2017, gli incontri del mercoledì sono ormai una realtà apprezzata a Firenze, nel pur ampio e variegato panorama di offerte culturali presenti ogni mese in città. Infatti le conferenze all’Auditorium Vasari, anche per la frequente presenza di opere d’arte esposte per l’occasione, collegano in maniera forte il museo con la cittadinanza, creano interesse e passione. Nel 2020 rimarrà immutato lo spirito che, fin dall’inizio, aveva ispirato questo progetto: restituire un ruolo centrale alla formazione e alla diffusione del sapere nella politica culturale del nostro museo”.

CALENDARIO DEGLI INCONTRI

8 gennaio, Dietro le Quinte, Marco Cavalieri

“Tra antropologia del mito e rappresentazione del potere: la calzatura attraverso il prisma dell’Antichità”

15 gennaio, Laboratorio Universale, Hamdan Al-Zeqri

“L’arte di seminare speranza: il museo come strumento per la costruzione di un dialogo interculturale per la pace”

22 gennaio, Laboratorio Universale, Anna Chiara Cimoli

“Il museo, incubatore di inclusione sociale”

29 gennaio (ore 16), Laboratorio Universale, Luciano Canfora

“Guerra e schiavitù in Euripide”

5 febbraio, Tesori dai depositi, Valeria d’Aquino

“La fornace di Tugio di Giunta a Firenze”

12 febbraio, Tesori dai depositi, Novella Lapini

“La raccolta epigrafica degli Uffizi. Un dialogo aperto tra collezione storica e nuove acquisizioni”

19 febbraio, Dietro le Quinte, Antonella Poce

“L’educazione al patrimonio. Riflessioni ed esperienze”

26 febbraio, Capolavori su Carta, Marco Tanzi – Emanuela Daffra

“Rivisitando Camillo Boccaccino agli Uffizi: un protagonista della Grande Maniera in Valpadana”

 4 marzo, Laboratorio Universale, Paolo Pastres

“Luigi Lanzi e la Galleria degli Uffizi”

11 marzo, Laboratorio Universale, Veronica D’Ascenzo

“Arte ed educazione in aiuto dei minori con disturbo post traumatico da stress. Esperienze a confronto”

18 marzo, Dietro le Quinte, Lucia Meoni

“Raffaello e gli arazzi per Leone X”

 25 marzo, Lectura Dantis, Paolo Procaccioli

“Per Dante e per Firenze. Programmi letterari e artistici tra Quattro e Cinquecento

 1 aprile, Dietro le Quinte, Maurizio Michelozzi

“La Scuola di Atene di Raffaello, esempio di ben finito cartone”

 8 aprile, Laboratorio Universale, Roberto Martusciello Cinquegrana

“Le giostre fiorentine del XV secolo”

15 aprile, Capolavori dai depositi, Nicoletta Pons

“Un’inedita pala di Jacopo del Sellaio dai depositi di Palazzo Pitti”

22 aprile, Dietro le Quinte, Antonella Negri

“L’informatica al servizio della catalogazione dei beni culturali”

 29 aprile, Capolavori su Carta, Laura Da Rin Bettina – Roberta Aliventi – Raimondo Sassi

“Raffaello e i bolognesi: nuove scoperte nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi”

6 maggio, Dietro le Quinte, Vanessa Gavioli – Elena Marconi – Ettore Spalletti

“La genesi di una mostra e la riscoperta di uno dei principali artisti europei del primo Ottocento: Giuseppe Bezzuoli”

13 maggio, Capolavori su Carta, Marzia Faietti

“Andrea Mantegna e la Medusa. Un autoritratto dell’artista agli Uffizi”

20 maggio, Laboratorio universale, Nicholas Penny

“The Expressive Head” (in inglese)

27 maggio, Laboratorio universale, Gianni Caverni

“Citazioni di opere d’arte e di archeologia nella musica pop e rock”

 

 

TEMPO DI NATALE AGLI UFFIZI DI FIRENZE: UN REGALO AD ARTE


L’arte sarà il regalo di Natale che le Gallerie degli Uffizi metteranno sotto l’albero per turisti e fiorentini. La Galleria dell’Accademia di Firenze, gli Uffizi, Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli  resteranno visitabili in via del tutto straordinaria anche con aperture prolungate serali.

Gli Uffizi e la Galleria dell’Accademia, infatti, saranno entrambe straordinariamente aperte lunedì 30 dicembre e lunedì 6 gennaio dalle 8,15 alle 18,50 (ultimo ingresso, non prenotabile, ore 17,45).

Gli Uffizi e Palazzo Pitti saranno aperti anche per la vigilia di Natale e per l’ultimo dell’anno con chiusura anticipata alle ore 18 (ultimo ingresso alle ore 16,45, inizio delle operazioni di chiusura alle ore 17,35).

Nelle giornate del 28 dicembre e del 2 e 4 gennaio, gli Uffizi offriranno anche un prolungamento dell’orario di apertura dalle 19 alle 21 (ultimo ingresso alle ore 19,45 e inizio delle operazioni di chiusura alle 20,35). Infine, il Giardino di Boboli sarà straordinariamente aperto per Capodanno, mercoledì 1 gennaio, dalle 10 alle 16,30 (ultimo ingresso, non prenotabile, alle ore 15,30).

Mai come quest’anno – commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidtapriamo i nostri musei nel periodo festivo tra  Natale e l’Epifania. Portate le vostre famiglie a vedere i capolavori dell’arte sacra e non solo, e in particolare venite ad ammirare La Vergine in adorazione del Bambin Gesù del Correggio, L’adorazione dei Magi di Leonardo, o il Trittico Portinari di Hugo van der Goes per rendere omaggio a questo momento speciale per tutta l’umanità”.

 

UFFIZI FIRENZE: ECCO PER LA PRIMA VOLTA GLI SPETTACOLARI “CIELI DEL RINASCIMENTO”


I disegni per soffitti di Michelangelo, i Sangallo e Vasari raccontano la genesi e l’ornamento di importanti edifici e chiese. Esposto, per la prima volta al pubblico, un rarissimo lacunare ligneo di età romana scoperto di recente ad Ercolano.

Questa stanza non ha più pareti
Ma alberi
Alberi infiniti

Quando sei qui vicino a me
Questo soffitto viola
No, non esiste più
Io vedo il cielo sopra noi
Che restiamo qui
Abbandonati
Come se non ci fosse più
Niente, più niente al mondo

(“Il cielo in una stanza”, G. Paoli, 1960)

Il soffitto metafora del cielo. Forme quadrate, rettangolari o ottagonali tutte riccamente decorate invitano i visitatori delle chiese e dei palazzi rinascimentali a sollevare gli occhi al cielo. Da elemento costruttivo nato per proteggere gli ambienti a ornamento che fonde nel suo insieme tutte le arti. Per la prima volta il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi dedica una mostra ad un singolo elemento architettonico.
Con questa mostra la Galleria degli Uffizi, che custodisce il maggior numero di disegni di soffitti rinascimentali, inizia a scriverne la storia. Del ricco patrimonio di disegni degli Uffizi è stata operata un’attenta selezione integrata da fogli dal Louvre, dal Museo Nazionale di Stoccolma, dalla Biblioteca di Storia dell’Arte e di Archeologia, dal Museo di Roma, dagli Archivi di Stato di Roma e di Firenze.

Oltre trenta opere esposte tra disegni tecnici, di ornato e di figura, dipinti e altri manufatti preziosi e poco conosciuti che raccontano lo splendore dei soffitti lignei nel Rinascimento e come, per la loro realizzazione, pittura e scultura fossero strettamente connesse all’architettura. La versatilità decorativa dei lacunari fu sfruttata fin dai tempi remoti, come testimoniano i monumenti classici, dal Partenone al Pantheon. Ad aprire la mostra, infatti, un rarissimo lacunare ligneo di età romana, per la prima volta esposto al pubblico, che conserva ancora tracce di colore, scoperto recentemente a Ercolano.

Il mondo antico modello delle arti nel Rinascimento è rappresentato anche dai magistrali disegni, mai esposti tutti insieme, di artisti, prevalentemente toscani (Giovanni da Udine e Zuccari, e degli architetti Sangallo e Dosio), che ritraggono gli spartimenti a stucco e pittura degli ambienti della Domus Aurea e di altri monumenti classici a Roma, a Tivoli e a Baia. Il Rinascimento nei soffitti si annuncia in mostra con i colori e gli ornati classici di un maestoso lacunare quattrocentesco in castagno (2 metri per 2 metri), appositamente restaurato per l’esposizione, intagliato dal fiorentino Giovannino de’ Dolci per il Salone del mappamondo di palazzo Venezia, su incarico del papa veneziano Paolo II Barbo le cui insegne sono scolpite al centro del lacunare.

Magnifico il progetto di Michelangelo per la Biblioteca Laurenziana, che evidenzia come la struttura geometrica dei soffitti a lacunari chiuda e completi la scatola prospettica dello spazio, gusto rinascimentale che ribadiscono Baldassarre Peruzzi nel modello cartaceo per il rinnovamento di San Domenico a Siena e Vasari nel progetto per il Salone dei Cinquecento. Raffinati accordi geometrici trionfano anche nella stupefacente volta della Sala Regia in Vaticano di Antonio da Sangallo il Giovane. Questo magistrale disegno custodito agli Uffizi, raramente esposto (formato da due fogli congiunti che compongono la proiezione ortogonale della maestosa volta) forniva agli artigiani le modalità costruttive per la combinazione di astroidi, ovati e ottagoni.

I soffitti a lacunari si diffusero in Europa nel XVI secolo attraverso disegni e incisioni. Un ruolo chiave in tal senso lo svolsero le tavole incise su legno del Quarto Libro d’architettura di Sebastiano Serlio (1537). I “cieli” a lacunari decorati sono oggi in disuso, la loro estraneità alle volumetrie delle architetture contemporanee li colloca in una dimensione storica superata, in un passato monumentale sontuoso quanto inattuale. In mostra due rari esemplari contemporanei: Wu Yuren con il lacunare “impossibile” The Truth is Concret (2015) e Claudio Parmiggiani con l’evanescente impronta del volo di farfalle (2015) ideata per Villa Medici a Roma. i due artisti interpretano e trasfigurano nelle loro opere i soffitti a cassettoni in un modo che è al tempo stesso un tradimento e un omaggio alla tradizione nobile dei “cieli”.

L’idea di dedicare una mostra a questo tema inedito e sofisticato parte da un evento doloroso: il crollo del soffitto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma, avvenuto il 30 agosto 2018 – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt. Quel giorno è andato in rovina un pezzo del nostro patrimonio artistico, che possiamo proteggere solo attraverso la conoscenza e l’attenzione costante. In questo modo si sviluppa una sensibilità per la tutela, e la mostra degli Uffizi vuole essere un tassello in questa distribuzione del sapere che diventa, alla fine, uno strumento potente nella difesa dei nostri tesori d’arte”.

La collezione del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi custodisce a Firenze copiose ed eccezionali testimonianze grafiche di questa arte, che coniuga tecnica e ornamento – precisa la curatrice Claudia Conforti, professore ordinaria all’Università di Roma “Tor Vergata”. È una delle ragioni che hanno suggerito come tema espositivo i soffitti a lacunari, un soggetto trascurato, se non ignorato, dagli studi. L’altra ragione che ci ha spinto è la voglia di stimolare i visitatori nell’alzare gli occhi al cielo quando entreranno a rivedere i monumenti fiorentini e romani”. 

Mostra a cura di Claudia Conforti, Maria Grazia D’Amelio, Francesca Funis, Lorenzo Grieco. Gallerie degli Uffizi, Sala Detti e Sala del Camino, 10 dicembre 2019 – 8 marzo 2020. Catalogo Giunti (176 pagine)

LA MODA E L’ARREDO DEL ‘600: DA VEDERE A FIRENZE A PALAZZO DAVANZATI


Al Museo di Palazzo Davanzati di Firenze è aperta da domenica 8 dicembre 2019, e fino al 13 aprile 2020,  la mostra Bellezza e nobili ornamenti nella moda e nell’arredo del Seicento. L’idea dell’esposizione è nata dall’acquisizione, promossa dai Musei del Bargello per Palazzo Davanzati, di un rarissimo e inedito corpus di disegni per ricami e merletti databili alla prima metà del XVII secolo e apparsi sul mercato antiquario nel 2018. Si tratta di una delle più estese raccolte esistenti di disegni di merletti e ricami costituita da 105 fogli, centodue carte ad inchiostro e tre a grafite e sanguigna, giunte fino a noi in ottimo stato conservativo e attribuibili per la gran parte alla firma dello stesso autore, Giovanni Alfonso Samarco da Bari, un disegnatore di ambito meridionale dall’indubbio talento grafico la cui identità rimane ancora oggi ignota.

Attorno a questi disegni per grandi colletti, bordure e fregi ricamati, si sviluppa un affascinante percorso della mostra che, allestita tra il piano di ingresso e il primo piano di Palazzo Davanzati, intende documentare lo stile prezioso ed elegante della moda e dell’arredo del Seicento, attraverso un suggestivo confronto tra la grafica e un’accurata selezione di abiti, accessori, dipinti, sculture, medaglie, libri, tessuti, merletti e ricami. All’interno di alcune “stanze delle meraviglie”, progettate in occasione della mostra, sono infatti esposti alcuni preziosi accessori: la borsa a ricamo applicato di probabile manifattura inglese; la scarpetta femminile, databile all’ultimo quarto del XVII secolo, in raso di seta rossa rivestito di merletto; la spilla d’oro, di oreficeria nordica, con perle e diamante utilizzata al tempo come guarnizione d’abito.

A documentare il gusto per la moda in auge al tempo, troviamo poi un raro giubbone maschile, databile tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, con inserti di merletto a fuselli, e alcuni dipinti che ritraggono gli sfarzosi colletti in pizzo indossati da Valdemaro di Danimarca, opera di Justus Suttermans e da Vittoria Bulgarini ritratta da Nicolas RégnierLa mostra rappresenta inoltre occasione per ammirare, nei rinnovati ambienti espositivi di Palazzo Davanzati, un’attenta selezione di merletti dalla ricca e pregevole collezione del Museo, messa a confronto con i disegni acquisiti così da dar vita a un dialogo tra il prodotto finito e il processo creativo legato a quest’arte.

Bellezza e Ornamenti nella moda e negli arredi del Seicento è una mostra unica per presentare al pubblico un raro gruppo di centocinque disegni di merletti e ricami acquistati dai Musei del Bargello con i fondi derivanti dall’autonomia dei musei, a seguito della Riforma del 2014. Il corposo nucleo grafico è stato destinato a Palazzo Davanzati che, già dagli anni ottanta del Novecento, ospita una pregevole collezione di merletti e ricami, dal XV al XX secolo. Per la durata della mostra, il Davanzati, noto ai più come antica dimora fiorentina, si vestirà di raffinate forme barocche, con “stanze delle meraviglie” che sveleranno, attraverso un affascinante percorso espositivo, il singolare ruolo che i merletti ebbero nella storia sociale ed economica in Europa, oltreché nella storia dell’arte, del design e della moda” (Paola D’Agostino, Direttore dei Musei del Bargello).

Tra gli enti prestatori figurano le Gallerie degli Uffizi, il Museo Stibbert, il Museo Civico d’Arte di Modena, l’Università di Firenze, l’Archivio di Stato di Firenze, L’USL Toscana Centro, il Museo del ricamo di Pistoia, oltre a generosi prestiti da parte di collezionisti privati. La mostra e il catalogo edito da Edifir sono a cura di Benedetta Matucci e di Daniele Rapino.Il biglietto di accesso alla mostra ha il costo di € 6,00 per l’intero, e € 2,00 il ridotto (per i giovani della U.E fra i 18 e 25 anni).

UFFIZI, PROSSIME MOSTRE: DA PIETRO L’ARETINO AI “CIELI IN UNA STANZA”


Segnaliamo le prossime mostre in programma a Firenze, alle Gallerie degli Uffizi e Palazzo Pitti, a partire da quella dedicata a Pietro Aretino.

Pietro Aretino e l’arte nel Rinascimento, a cura di Anna Bisceglia, Matteo Ceriana e Paolo Procaccioli, Gli Uffizi, Aula Magliabechiana, 27 novembre 2019 – 1 marzo 2020

Un centinaio tra dipinti, sculture, oggetti di arte applicata, arazzi, miniature e libri a stampa, ricostruiscono il mondo di un grande intellettuale del Cinquecento, Pietro Aretino (1492-1556). Il suo ritratto alla Galleria Palatina è uno dei capolavori di Tiziano, noto per le effigi di Papi e Imperatori, nientemeno. Pietro Aretino visse, e alimentò con i suoi scritti, un momento fondamentale per la storia e per l’arte italiana: quello che vide l’affermazione di Michelangelo e Raffaello a Roma e la diffusione in tutta Europa della cultura maturata nei primi tre decenni del Cinquecento nello sfarzo della corte di Giulio II, Leone X e Clemente VII. Aretino visse, in una parola, nel pieno della “Maniera Moderna”, secondo la definizione di Giorgio Vasari nelle sue Vite degli artisti, pubblicate nel 1550 e nel 1568. La mostra è scandita in cinque sezioni che illustrano i principali momenti della vicenda di Pietro, e l’avvicendarsi di scenari che vanno dagli esordi tra Arezzo e Perugia, all’approdo alla corte pontificia Roma, fino al trasferimento nel nord Italia, a Mantova prima e infine a Venezia.

I Cieli in una stanza. Soffitti lignei a Firenze e a Roma nel Rinascimento, a cura di Claudia Conforti, Maria Grazia D’Amelio, Francesca Funis, Lorenzo Grieco, Gli Uffizi, Sala Detti e Sala del Camino, 10 dicembre 2019 – 8 marzo 2020

La mostra illustra i soffitti lignei a cassettoni, chiamati “cieli” nel Rinascimento. Elementi costruttivi e ornamentali dello spazio interno, i soffitti sono un compendio di tecnica, di arte e di rappresentazione simbolica, che attualizza la cultura antica, nella rifondazione che tra Quattro e Cinquecento interessa chiese e palazzi a Firenze e a Roma. Saranno esposti disegni in gran parte provenienti dalla raccolta degli Uffizi, che illustrano prototipi antichi, dalla Domus Aurea al tempio di Bacco a Roma; progetti dei Sangallo, di Vasari e bottega, di Michelangelo, di Zucchi, di Maderno e altri; le monumentali capriate portanti. Arricchiranno la mostra dipinti, incisioni, modelli e autentici lacunari rinascimentali. Dispositivi interattivi mostreranno soffitti lignei di Roma e Firenze, scelti tra i più belli e importanti.

Ai piedi degli dei. Le calzature antiche e la loro fortuna nella cultura del Novecento, a cura di Lorenza Camin, Caterina Chiarelli, Fabrizio Paolucci, Palazzo Pitti, Museo della Moda e del Costume, 17 dicembre 2019 – 19 aprile 2020

La storia, il ruolo sociale e la valenza simbolica della calzatura a partire dal mondo classico sino al contemporaneo sono l’argomento della mostra. Nel mondo greco, per esempio, lo status e il ceto di appartenenza di una persona si distingueva anche in base all’altezza delle suole, ai colori e alle decorazioni delle calzature che indossava. In mostra sono esposti i principali tipi di scarpe utilizzate nel periodo compreso fra il V secolo a.C. e il IV a.C, rinvenute in contesti archeologici dell’Europa del nord. Raffigurazioni su rilievi, vasi figurati e statue integreranno il nucleo archeologico, cui si affiancherà una sezione dedicata alla fortuna della calzatura antica nella cultura del Novecento, attraverso due punti di vista fra loro complementari: la moda e il cinema. Scarpe dei maggiori stilisti italiani del secolo scorso saranno esposte insieme ai modelli della più celebre manifattura italiana di calzature per il cinema, la Pompei Shoes, per alcuni dei film peplum divenuti veri e propri cult, da Cleopatra a Quo Vadis, Da Ben Hur al Gladiatore.

RECORD PER “GRAND TOURISMO”: AGLI “UFFIZI” OLTRE 2 MILIONI E MEZZO DI VISITATORI


L’esposizione da record chiusa il 15 settembre è la più visitata della storia degli Uffizi. Il direttore Schmidt: «Risposta importante del pubblico…I  beni culturali come leva per una riflessione approfondita sul turismo nell’era digitale».

Oltre due milioni e mezzo di visitatori (2.624.343) hanno osservato la mostra Grand Tourismo agli Uffizi. Il progetto di Giacomo Zaganelli, ideato in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, ha accolto turisti e fiorentini per oltre un anno nella sala 56 collegamento e passaggio obbligato tra il secondo e il primo piano della Galleria.

Un progetto che è stato premiato dai visitatori rendendo la mostra, numeri alla mano, tra le più visitate al mondo negli ultimi anni. La mostra Grand Tourismo ha ottenuto circa 200mila visitatori in meno della cascata miraggio del danese Olafur Eliasson a Versailles la mostra più visitata del mondo nel 2016 (2.857.601 visitatori).

Grand Tourismo, però, supera nettamente Christo (The floating Piers) con le sue passerelle che in tre mesi sul Lago d’Iseo, sempre nel 2016, sono state calcate da 1.200.000 di persone. La mostra degli Uffizi ha anche superato le esposizioni Heavenly Bodies (1.659.647 visitatori per la più visitata del Met) al Metropolitan Museum di New York e Do Ho Suh: Almost Home (1.123.000) dello Smithsonian di Washington, tra le più visitate al mondo lo scorso anno. Superato anche il traguardo dell’esposizione dedicata a Tutankhamon (Toutânkhamon, le Trésor du Pharaon) allestita presso la Grande Halle de La Villette che ha registrato 1,3 milioni d’ingressi, battendo il record del 1967, quando protagonista della fortunata rassegna era ancora Tutankhamon. Quest’ultima, presso il Petit Palais, aveva raggiunto infatti 1,24 milioni di visitatori.

Ben oltre 7mila visitatori al giorno (7.413), dal 31 luglio dello scorso anno al 15 settembre, che le permettono di gareggiare per il primato delle mostre più visitate al mondo anche sulla base dei visitatori giornalieri.

Grand Tourismo ha offerto una sosta al visitatore permettendogli d meditare sull’esperienza vissuta all’interno della Galleria. Attraverso tre video Illusion, Everywhere but nowhere e Uffizi Oggi, Zaganelli, fiorentino con all’attivo esperienze di carattere internazionale, ha sollecitato una riflessione sull’identità del turismo attuale e in particolare sulla consuetudine a filtrare l’osservazione dell’opera d’arte (e non solo) attraverso l’obiettivo di smartphone, telecamere, macchine fotografiche. Se in Illusion le strade del centro di Firenze assumono il ruolo di testimoni di un’acquisizione di immagini divenuta meccanica e ridondante e se in Everywhere but nowhere Palazzo Strozzi si fa testimone di un utilizzo parossistico dei devices elettronici, è tuttavia soprattutto il video Uffizi Oggi, realizzato in esclusiva per le Gallerie degli Uffizi, a definire l’identità del progetto Grand Tourismo.

«Indubbiamente – commenta il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, che insieme a Chiara Toti ha curato la mostra – la tecnologia ha modificato e sta ancora cambiando la fruizione dei nostri Musei. La mole di riproduzioni delle opere che conserviamo cresce in maniera esponenziale modificandone la percezione, e anche il comportamento stesso del viaggiatore. Abbiamo voluto portare sulle pareti degli Uffizi una riflessione interna al Museo offrendo ai visitatori la possibilità di riconoscersi nei video come davanti ad uno specchio che racconta come le esperienze sensoriali dirette e reali siano sempre più filtrate da altri strumenti che ci connettono con il virtuale. L’interpretazione di Giacomo Zaganelli incentrata sulla sala dei capolavori di Botticelli implica un ripensamento delle funzioni del museo stesso. Siamo felici che i visitatori abbiano apprezzato questo progetto che prende la massificazione dei beni culturali come leva per una riflessione approfondita sul turismo nell’era digitale».

Si è detto estremamente soddisfatto l’artista sia per come è nato il progetto che per i primati raggiunti. «L’aspetto più sorprendente – precisa Giacomo Zaganelliè stato quello di aver avuto la possibilità di far riflettere il pubblico del museo più visitato d’Italia, in merito alla propria esperienza di turista e di osservatore. Durante questi tredici mesi e mezzo ho avuto l’occasione di far visitare la mostra a numerosi conoscenti e colleghi e devo riconoscere che la cosa che mi ha colpito, maggiormente e fin da subito, è stata la sua efficacia nei confronti di un pubblico senza confini e senza età. Il messaggio era chiaro e il fatto che fosse trasmesso proprio in quel luogo ne rafforzava esponenzialmente il suo contenuto».

FIRENZE: TRE CAPOLAVORI DELLA PITTURA MEDIEVALE DAGLI “UFFIZI” ALLA GALLERIA DELL’ACCADEMIA


Scambio di opere, a Firenze, tra la Galleria degli Uffizi e quella dell’Accademia. Gli Uffizi rinunciano a tre capolavori trecenteschi, due trittici di Pacino di Bonaguida (circa 1280 – circa 1339) ed uno di Jacopo del Casentino (circa 1297 – circa 1349), fino a ieri esposti nella prestigiosa Sala delle Maestà al secondo piano del complesso vasariano insieme ai massimi capolavori di Giotto, Cimabue e Duccio di Buoninsegna: da oggi queste opere arricchiscono l’importante collezione di pittura medievale dell’Accademia, mentre dal museo di via Ricasoli arriva alla Galleria delle Statue e delle Pitture il Cristo Crocifisso del Maestro del Crocifisso Corsi, originariamente dipinto per l’antica chiesa di San Pier Scheraggio divenuta, nel Cinquecento, parte integrante degli Uffizi.

Il trasferimento ‘incrociato’ di opere è stato effettuato questa mattina. I trittici sacri arrivati dagli Uffizi sono dunque da questo pomeriggio esposti, in perfetta continuità filologica, nella Sala del Duecento e del primo Trecento nella Galleria dell’Accademia, proprio accanto ad altri capolavori di Pacino di Bonaguida, tra i quali anche il celebre Albero della Vita. Allo stesso tempo, la Croce dipinta del Maestro del Crocefisso Corsi è ora allestita nella sala 2 al secondo piano degli Uffizi insieme alle tre Maestà di Giotto, Cimabue e Duccio di Buoninsegna.

“Troppo spesso la Galleria dell’Accademia viene percepita solo come il museo dove c’è il David di Michelangelo – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidtma è anche un repertorio ricchissimo e un autentico manuale della pittura fiorentina del Medio Evo. Grazie al trasferimento dei tre trittici portatili dagli Uffizi all’Accademia questa collezione viene valorizzata ancora di più, perché la narrazione storico-artistica sui cosiddetti ‘Masters of the Miniaturist Tendency’ (come li chiamò per primo Richard Offner) si amplia e approfondisce in modo notevole. Portiamo quindi avanti la stessa strategia di decentramento intelligente che abbiamo adoperato con successo per Palazzo Pitti, e che intendiamo estendere anche al museo di San Marco, uno dei più importanti luoghi di cultura al mondo”.

Aggiunge Angelo Tartuferi, coordinatore della Galleria dell’Accademia e curatore della pittura del Due e Trecento delle Gallerie degli Uffizi: “La presenza della Croce dipinta del Maestro del Crocifisso Corsi è l’unica del Trecento agli Uffizi e idealmente continua i due spettacolari esemplari del ‘Maestro della Croce n. 432’ e del ‘Maestro del Crocifisso n. 434’ nella sala 1: colma infatti una lacuna che agli Uffizi persiste dal 1959, quando la grande croce di Cimabue che era il fulcro dell’allestimento postbellico della sala delle Maestà di Michelucci, Scarpa e Gardella, tornò nel museo della Basilica di Santa Croce. In base allo stesso principio di tutela adesso anche l’opera del Maestro del Crocefisso Corsi fa ritorno all’edificio per cui fu creato; il ‘Cristo crocifisso’ infatti fu dipinto per la chiesa di San Pier Scheraggio, poi inglobata negli Uffizi dal Vasari. Dal 1825 al 1919 la croce dipinta era esposta nel primo corridoio degli Uffizi: è quindi totalmente estranea al corpus collezionistico della Galleria dell’Accademia, ma fa parte del folto gruppo di opere con numeri d’inventario degli Uffizi che dall’unità italiana fino a pochi anni fa furono liberamente scambiati tra Uffizi, Palazzo Pitti e Accademia, come già nel 1958 Luisa Marcucci ricordò nella premessa al suo ancora prezioso catalogo ‘I dipinti toscani del secolo XIII’. Auguriamoci che alla fine dei lavori dei Nuovi Uffizi, quando saranno create le condizione climatiche e la piena accessibilità dell’ex chiesa di San Pier Scheraggio al pubblico, l’opera possa tornare nello stesso spazio sacro al piano terra degli Uffizi, per il quale settecento anni fa fu originariamente dipinto”.

LE OPERE

Fig. 1: Pacino di Buonaguida e bottegaCrocifissione con Santa Maria Maddalena (scomparto centrale); San Francesco (scomparto sinistro); San Ludovico di Tolosa (scomparto destro), 1320-1330

Fig. 2: Pacino di Buonaguida e bottegaMadonna in trono con Bambino, due Sante martiri, San Pietro e San Paolo; un Santo diacono, San Giovanni Battista e San Cristoforo (laterale sinistro); Crocifissione con la Madonna e San Giovanni evangelista (laterale destro), 1320-1330

Fig. 3: Jacopo del CasentinoMadonna con Bambino in trono fra San Bernardo e San Giovanni Battista; Stimmate di San Francesco e Santa Margherita e Santa Lucia; Crocifissione,  1320-25

Fig. 4: Maestro del Crocifisso CorsiCrocifisso dipinto e dolenti, 1315 circa

FIRENZE, GALLERIE DEGLI UFFIZI: LE MOSTRE DEI PROSSIMI 12 MESI


Dodici mesi ad arte con la grande scultura classica, la prima mostra monografica dedicata al pittore ottocentesco Giuseppe Bezzuoli, la contemporaneità romantica di Neo Rauch, una esposizione con antichi manoscritti rubati poi recuperati dai Carabinieri ed anche una speciale rassegna sulla storia e l’evoluzione della calzatura nel corso dei secoli. Il calendario espositivo delle Gallerie degli Uffizi per il prossimo periodo che va dall’autunno 2019 all’estate 2020 sarà come sempre attento ai gusti e alle curiosità dei visitatori più diversi. Vediamo gli appuntamenti principali. L’archeologia la fa da padrona con ben tre appuntamenti, di tenore diversissimo: Si inizia subito prima di Natale con Ai piedi degli dei. Le calzature dal mondo classico al contemporaneo (Palazzo Pitti, Museo della Moda e del Costume 16 dicembre 2019 – 19 aprile 2020). Per una volta, l’antichità non si presenta troppo paludata ma presta il fianco a un tema di storia della moda, spazzando tuttavia il campo da ogni frivolezza: diventa indagine sociale, di stile, e giunge fino ai nostri giorni con il design e con la filologia dei costumi nei film “peplum”.

Una delle sale più amate degli Uffizi, quella della Niobe, trova nuova vita e diventa argomento di confronti stilistici tra sculture nella mostra Il mito ritrovato. I Niobidi dagli Horti Lamiani e dalla villa di Valerio Messalla Corvino a confronto, con i recenti ritrovamenti di altre statue dello stesso soggetto, vicino a Ciampino (Uffizi, Sala della Niobe, 18 dicembre 2019 – 15 marzo 2020). In estate, l’appuntamento ormai fisso nella Limonaia del Giardino di Boboli è con la ricostruzione, virtuale e reale, di una città gioiello dell’Asia Minore: Hierapolis, Signora delle Ninfe. Miti e realtà di una città d’Asia (dal 26 maggio al 18 ottobre 2020) sarà come un viaggio nella Turchia dai tempi dell’Impero Romano a quello Bizantino.

La grande mostra Plasmato dal fuoco. La scultura in bronzo nella Firenze degli ultimi Medici (Palazzo Pitti, Tesoro dei Granduchi, 18 settembre 2019 – 12 gennaio 2020) si apre in concomitanza della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Palazzo Corsini. L’argomento viene affrontato in modo nuovo, con molte scoperte frutto di ricerche nelle collezioni internazionali e negli archivi, e di acquisti sensazionali sul mercato dell’arte da parte delle Gallerie degli Uffizi. Una delle sezioni è dedicata alle relazioni tra i disegni preparatori e la loro traduzione in bronzo: a questo stesso filone – traduzione del bi- in tri-dimensionale – è in gran parte votata l’importantissima mostra I Cieli in una stanza. Soffitti lignei a Firenze e a Roma nel Rinascimento (Uffizi, Sala Detti e Sala del Camino, 10 dicembre 2019 – 8 marzo 2020), che nasce come reazione alla sventura del crollo del soffitto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma. Sarà una mostra che servirà a sensibilizzarci ad avere più cura del nostro patrimonio, ma anche un’occasione di godimento estetico, con disegni, modelli e pezzi di soffitti belli e cesellati come oreficerie. E per giunta una scoperta: chi ha mai l’idea, entrando in un salone o in una chiesa, di guardare travicelli e lacunari?

Sempre sul tema della tutela, vista come recupero, come risarcimento di attività criminali, ma anche come celebrazione di una gloria tutta italiana (i Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale), è la mostra Storie di pagine dipinte. Manoscritti e miniature recuperati dal Nucleo Tutela del Patrimonio di Firenze (Palazzo Pitti, Sala delle Nicchie, 21 marzo – 23 giugno 2020). Crimini recenti e storia antica si intrecciano: al paziente – e spesso rischioso – lavoro degli investigatori si somma quello degli specialisti che riconducono frammenti e pagine strappate ai volumi originali di appartenenza, che ritrovano l’esatta collocazione di un codice rubato, che ne ricostruiscono il contesto d’esecuzione e lo scriptorium.

 Il secondo, atteso appuntamento dell’autunno è con un personaggio grandioso e controverso: Pietro Aretino e l’arte del Rinascimento (Uffizi, Aula Magliabechiana, 26 novembre 2019- 3 marzo 2020). Ovvero, come un intellettuale e letterato può influire sul gusto di un’epoca e come può rifletterlo. Saranno esposte opere celeberrime, da Sebastiano del Piombo a Tiziano, oltre a manoscritti e oggetti prestati da musei di tutto il mondo, che segnano l’affermazione della cosiddetta “Maniera moderna” nell’arte.

Ad aprire le celebrazioni per la giornata della donna sarà ‘La grandezza del universo’ nell’arte di Giovanna Garzoni (Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini, 6 marzo – 7 giugno 2020). Si passa all’Ottocento con Giuseppe Bezzuoli (1789-1855). Un grande protagonista della pittura romantica (Uffizi, Aula Magliabechiana e Sala Detti, 2 aprile – 31 luglio 2020). Per la prima volta si rende giustizia a questo importantissimo artista con una mostra monografica. Anche gli spazi ottocenteschi dell’Andito degli Angiolin diventano uno scenario e un’opera d’arte a sé, intesa ad integrare la mostra dell’artista tedesco contemporaneo Neo Rauch, che si aprirà in autunno (Neo Rauch. Opere dal 2006 al 2019. Palazzo Pitti, Andito degli Angiolini, 16 ottobre 2019 – 12 gennaio 2020).

 Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, commenta: “Con questa scelta di mostre abbiamo tenuto in considerazione tutte le categorie di visitatori. Abbiamo pensato di incuriosirli, di coinvolgerli nella discussione su problemi scottanti come il furto di opere d’arte (i codici miniati) e la tutela (i soffitti del Rinascimento); abbiamo voluto trasportarli dall’Asia Minore dell’antichità al mondo degli intellettuali del Rinascimento; farli spaziare dal mito dei Niobidi all’angoscioso campionario umano di Neo Rauch, uno dei protagonisti dell’arte contemporanea in Europa”.