FIRENZE, GALLERIE UFFIZI: ECCO LE GIORNATE 2019 CON INGRESSO GRATUITO


Dodici aperture nel segno della storia e delle tradizioni di Firenze e della Toscana, ciascuna con eventi speciali e spettacoli

WP_009023

Saranno numerose quest’anno le giornate di ingressi gratuiti, legate alla storia ed alle tradizioni di Firenze, nel complesso museale degli Uffizi, istituite sulla base delle nuove norme del Mibac, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale. Le  12 date di accesso libero si dividono in tre tipologie: quelle che riguarderanno tutti gli spazi delle Gallerie – Uffizi, Pitti e il Giardino di Boboli – quelle che varranno solo per gli Uffizi e quelle che invece saranno attive solo a Palazzo Pitti e al Giardino di Boboli.

GIORNATE GRATUITE IN TUTTO IL COMPLESSO. La prima sarà il 24 marzo, la domenica di vigilia del Capodanno fiorentino, e della nascita di Francesco I de’ Medici (nel 1541), il ‘fondatore’ degli Uffizi come spazio museale e di ricerca. La seconda sarà il 23 giugno, vigilia di San Giovanni, patrono di Firenze; ad ottobre ve ne saranno due, dedicate a due grandi donne. L’11 ottobre sarà in omaggio a Vittoria Della Rovere, ultima discendente della nobile casata dei duchi di Urbino, quinta granduchessa di Toscana e moglie di Ferdinando II dei Medici, nella ricorrenza del suo arrivo a Firenze, da Pesaro, insieme alla madre Claudia, quando aveva appena un anno. Il 31 ottobre invece ricorderà il Patto di Famiglia stretto dall’ultima discendente medicea, l’Elettrice Palatina Anna Maria Luisa con Francesco Stefano di Lorena nel 1737, grazie al quale le collezioni ed il patrimonio culturale dei Granduchi venivano permanentemente vincolati a restare a Firenze ed in Toscana.

GIORNATE GRATUITE NELLA GALLERIA DELLE STATUE E DELLE PITTURE. Si parte il 26 maggio, per la commemorazione della Strage dei Georgofili, nel segno della memoria del tragico evento avvenuto il 27 maggio del 1993 e in omaggio al valore della Legalità. Secondo appuntamento il 2 giugno, Festa della Repubblica, e terzo l’ 11 agosto, alla vigilia della ricorrenza del tragico incendio che il 12 agosto 1762 devastò parte della Galleria distruggendo anche molte delle opere custodite. Il 6 novembre, infine, accesso gratuito per festeggiare il compleanno di Leopoldo de’ Medici (nato nel 1617), cardinale, uomo di scienza e cultura e appassionato collezionista, che contribuì nel corso della sua esistenza ad ampliare grandemente il patrimonio artistico della Galleria.

GIORNATE GRATUITE A PALAZZO PITTI E NEL GIARDINO DI BOBOLI. Ingresso gratis il 17 marzo, nel 1861 data dell’ Unità d’Italia: la giornata gratuita in questo caso rende omaggio, oltre che all’unificazione, anche al ruolo di Palazzo Pitti, dal 1865 reggia sabauda, dove Vittorio Emanuele II risiedette nei sei anni in cui Firenze fu Capitale d’Italia, fino al 1871 Il 4 agosto nuova possibilità di accedere gratis a Palazzo e Giardino: la ricorrenza è la drammatica notte dei Ponti, del 4 agosto 1944, quando l’esercito nazista che occupava Firenze fece saltare con gli esplosivi svariati ponti sull’Arno, incluso  quello di Santa Trinita, ideato da Michelangelo e realizzato per ordine di Cosimo I da Bartolomeo Ammannati, ed anche molti palazzi storici affacciati su entrambe le rive dell’Arno. Sempre ad agosto, ci sarà un nuovo giorno di visite libere il 27, data, nel 1569 dell’incoronazione a granduca di Cosimo I, evento che segnò la nascita del Granducato in Toscana. Fu proprio Cosimo, peraltro, a commissionare la costruzione dell’edificio che avrebbe dovuto accogliere le Magistrature, cioè le funzioni della macchina statale fiorentina, in seguito noto come Uffizi, a portare al completamento i lavori per il giardino di Boboli e ad ampliare la Reggia stessa di Pitti.

Quindi, il 30 novembre, per la festa della Festa della Toscana, celebrata in occasione della ricorrenza dell’ abolizione della pena di morte nel granducato decisa nel 1786 nell’ambito della riforma penale da Pietro Leopoldo di Lorena.

“Le giornate scelte per questa iniziativa sono ricorrenze altamente simboliche ed evocative non solo per la storia di Firenze ma anche per quella della Toscana e dell’Italia – commenta il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidtil programma di ingressi gratuiti nei nostri musei potrà dunque anche avere un valore formativo, ed essere utile affinchè tutti i cittadini possano ricordare e celebrare nel segno dell’arte e della cultura alcuni dei momenti e personaggi più importanti del passato di noi tutti”.

Annunci

“FESTA DEI DONI” AGLI UFFIZI DI FIRENZE: IL 31 GENNAIO INGRESSO A META’ PREZZO PER LE COPPIE


sala raffaello michelangelo (5)

Eike Schmidt; alle spalle: Il Tondo Doni, capolavoro di Michelangelo.

Nasce una giornata speciale dedicata all’amore nella Galleria degli Uffizi: il 31 gennaio, in occasione dell’anniversario delle fastose nozze di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi a Firenze (che commissionarono a Michelangelo Buonarroti il Tondo Doni, oggi tra i più celebri capolavori custoditi nel museo), le coppie che visiteranno gli Uffizi pagheranno un solo biglietto, avendo così a disposizione un ingresso gratuito.

Vogliamo offrire a tutti gli innamorati un piccolo ‘anticipo’ di San Valentino – spiega il direttore del complesso museale Eike Schmidt – e celebrare simbolicamente la grandezza dell’amore nella ricorrenza di un’unione, quella tra Agnolo e Maddalena, che ha segnato per sempre la storia dell’arte. A questa coppia infatti, nientemeno che Raffaello fece il ritratto, e per loro il divino Michelangelo realizzò il celebre Tondo con la Sacra Famiglia. Dunque per gli Uffizi il 31 gennaio non può che essere la Festa dei Doni, cioè la giornata in cui trionfa l’Amore”.

In occasione dell’evento, gli Uffizi lanceranno anche una campagna su Instagram: tutte le coppie che saranno in galleria il 31 gennaio sono invitate a postare selfie davanti alle loro opere preferite sul social, utilizzando i tag #Uffizi e #Festadeidoni. Il profilo Instagram delle Gallerie ne riposterà una selezione durante la giornata.

l tondo di Michelangelo, ed i due ritratti di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi sono visibili, da alcuni mesi, nella nuova sala al secondo piano della Galleria dedicata ai capolavori dei due maestri. Per la prima, nella storia degli Uffizi, le tre opere vengono esposte insieme. La famiglia Doni, ricchissimi collezionisti e mecenati fiorentini, erano tra i protagonisti indiscussi del mercato dell’arte a cavallo tra ‘400 e ‘500: solo loro, oltre al Papa, ebbero la possibilità di commissionare opere sia di Raffaello che di Michelangelo. Nell’ambito della Festa dei Doni, ci saranno nella sala, per tutta la giornata, esperti che racconteranno ai visitatori la storia del matrimonio tra Agnolo e Maddalena, oltre a quelle dei tre capolavori di Michelangelo e Raffaello. Nel pomeriggio inoltre ci sarà una lezione sul Tondo all’auditorium Vasari della Galleria.

500° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI LEONARDO: SERVIZIO SPECIALE SULLA RIVISTA AMERICANA “ACS”


acs 1

 

Sulla rivista internazionale ACS Magazine diretta e fondata a Chicago (USA) da Renee LaVerne Rose, nel nuovo numero di Gennaio-Febbraio 2019 è pubblicato un servizio speciale, in lingua inglese, firmato da Roberto Alborghetti, sul tema del 500° Anniversario della morte di Leonardo Da Vinci e sulla recente mostra agli Uffizi di Firenze dedicata al Codice Leicester, documento di straordinaria bellezza ed importanza scientifica. Per consultre la versione online della rivista, basta cliccare sul link qui sotto (acs-mag) e andare alla pagina 101:

ACS Magazine January/February 2019 issue at acs-mag.com. — con Roberto Alborghetti

acs 3

GIORNO DELLA MEMORIA / GLI UFFIZI DI FIRENZE: “LE OPERE TRAFUGATE DAI NAZISTI VANNO RESTITUITE!”


foto giorno memoria b

Durante gli anni della seconda guerra mondiale sono state “tantissime le opere d’arte trafugate dai nazisti, non solo a musei, ma anche a famiglie e sinagoghe: stiamo parlando di centinaia di migliaia di pezzi, spesso depredati mentre si destinavano i legittimi proprietari a morire nei campi di concentramento. È un tema importante e doloroso,  taciuto troppo a lungo: oggi vogliamo togliere il velo anche a questo grande dramma della Shoah“.

Lo ha ricordato il direttore degli Uffizi di Firenze Eike Schmidt, aprendo l’evento ‘Giorno della memoria 2019 – I sommersi e salvati nelle collezioni delle Gallerie’,  tenuto oggi all’Auditorium Vasari. “I governi – ha lanciato un appello il direttore –  dovrebbero istituire commissioni che si impegnino attivamente, come tra l’altro in Italia avviene già, grazie al Nucleo di Tutela dei Carabinieri: è questo il modello che speriamo altri Paesi scelgano di seguire“. All’evento hanno preso parte, oltre a studenti degli istituti toscani, storici dell’arte degli Uffizi come Claudio Di Benedetto e Simonella Condemi e la ricercatrice dell’istituto toscano della Resistenza Valeria Gallimi, la presidente delle Comunità ebraiche italiane (Ucei) Noemi Di Segni e quello dell’Aned Alessio Ducci.

Di Segni ha sottolineato che l’avere depredato le famiglie ebree dei loro tesori artistici “faceva parte di un disegno di sterminio ben preciso, che si esplicitava anche sulla dimensione del possesso, per il valore che potevano avere le collezioni, ed anche in quanto parte di una sistematica distruzione di identità, nella misura in cui l’arte è componente di una ricchezza interiore delle persone che la custodivano o la realizzavano“. La presidente dell’Ucei ha poi voluto ringraziare gli Uffizi per aver dato vita alla battaglia per far tornare il ‘Vaso di Fiori’ di Jan Van Huysum, rubato dai nazisti nel 1944, a Palazzo Pitti: “è una vicenda che abbiamo seguito e continuiamo a seguire con grande attenzione“, ha detto.

Ducci, dell’Aned, ha infine portato la sua testimonianza di figlio di un deportato: “Mio padre era in uno di quei campi  – ha raccontato ai giovani presenti –  Sopravvisse: fu pesato, al momento della liberazione era appena 27 chili. Aveva 18 anni. Addosso gli erano rimasti solo ossa, pelle, nient’altro. Ma ce la fece: partendo da questo elemento di forza, l’emersione contro ogni possibilità dall’immane tragedia dell’olocausto, voglio invitare i giovani a trarre un messaggio di speranza“. Durante l’evento, nell’Auditorium sono stati esposti alcuni autoritratti – appartenenti alla collezione degli Uffizi – di artisti deportati dai nazisti durante la guerra: tra questi, quelli di Italo Josz, Max Liebermann, Mariette Lydis, Heinrich Rauchinger, LLewellyn Lloyd e Adriana Pincherle. “Questo tipo di opere avrà simbolicamente uno spazio espositivo ad hoc“, ha annunciato il direttore Schmidt, “quando verranno aperte, al primo piano della Galleria le nuove sale dedicate agli autoritratti“.

© roberto alborghetti - florence, 2015 (9)

Firenze, Gallerie degli Uffizi (Foto di R.Alborghetti)

FIRENZE: ECCO I NUOVI CAPOLAVORI DELLA GALLERIA DELL’ACCADEMIA


Cecilie Hollberg, direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze, è lieta d’inaugurare il ricco programma di eventi organizzati dal Museo nel 2019 con l’esposizione Nuove Acquisizioni 2016-2018. La mostra, visibile dal 22 gennaio al 5 maggio 2019, presenta alcuni capolavori che sono confluiti nelle collezioni permanenti del Museo grazie all’impegno di diversi Enti, sapientemente coordinati dal Direttore, che ha ideato e curato anche il progetto espositivo.

L’obiettivo della mostra è di far comprendere al grande pubblico come la Galleria dell’Accademia di Firenze, universalmente nota per la sua imponente collezione, è incessantemente impegnata, non solo nell’attività di conservazione, ma anche a incrementare il proprio patrimonio artistico. Con l’esposizione Nuove Acquisizioni, è possibile riscontrare come questo intenso lavoro si è svolto su più fronti e direzioni seguendo percorsi diversi: quattro frammenti di una pala d’altare sono stati acquistati dalla Galleria sul mercato antiquario; una scultura di Lorenzo Bartolini è giunta grazie a una generosa donazione; due tavole sono state affidate alla Galleria dopo la confisca per opera del Nucleo Patrimonio dei Carabinieri; quattro dipinti, infine, assegnati alla Galleria, provengono dai depositi della Certosa di Firenze.

Una piccola grande mostra – afferma il direttore Cecilie Hollberg – che mi riempie d’orgoglio poiché mi permette di presentare opere acquistate, restaurate, salvate da sicura dispersione e restituite al patrimonio Statale. I frammenti di alcune opere sono entrati nelle collezioni museali snaturate dal loro contesto, grazie alla loro musealizzazione, comunque, riusciamo a garantirne la conservazione, anche se, purtroppo, non sempre siamo in grado di ritrovare tutte le parti presenti in origine. L’esposizione mette in luce, soprattutto, il capillare lavoro che è stato necessario per far confluire in Galleria questi capolavori. Ho deciso inoltre di non pubblicare un Catalogo della Mostra ma di ritardare l’uscita del Terzo Volume del Catalogo Scientifico delle Collezioni del Museo (il Tardo Gotico) per includere anche le opere acquisite negli ultimi tre anni. Mi fa piacere comunicare che abbiamo seguito con successo la politica della Direzione Generale Musei del Mibac che  invoglia  ad  ampliare le collezioni.

 Le opere in mostra.

Durante la Trentesima Biennale Nazionale di Firenze del 2017 sono stati identificati due frammenti di un laterale di una pala d’altare di Mariotto di Nardo (Firenze, 1365 circa-1424 circa) che era stata smembrata e dispersa nell’Ottocento. In modo fortuito e subito dopo l’acquisto delle due tavole sono state rintracciate, presso un antiquario fiorentino, due semilunette che sono state riconosciute come le parti cuspidali dei pannelli appena comprati.  La Galleria dell’Accademia ha deciso, quindi, di acquistare anche i due pezzi, aggiudicandosi – con un’incredibile tempestività – tutti e quattro i frammenti al costo complessivo di quattrocentosettantamila euro.

Un investimento importante che si è potuto realizzare grazie ai fondi ordinari della Galleria dell’Accademia e che ha permesso di recuperare, per il patrimonio dello Stato, parti di un’opera molto importante del Tardo Gotico italiano. Nei due sportelli sono raffigurati rispettivamente Giovanni Battista con Nicola di Bari e Antonio abate con Giuliano mentre nelle due semilunette l’Angelo annunziante e la Vergine annunziata.

Quattro opere, assegnate nel 2016 al Museo, provengono da un deposito situato presso la Certosa di Firenze. Si tratta di un’Incoronazione della Vergine e angeli di Mariotto di Nardo; di una SS. Trinità del Maestro del 1419; di una Madonna col Bambino in trono fra angeli del Maestro del 1416 e di una Madonna col Bambino e santi di Bicci di Lorenzo. A causa di una cattiva condizione di conservazione, l’Incoronazione di Mariotto di Nardo e la SS. Trinità del Maestro del 1419, sono stati anche recuperati nei loro valori pittorici dopo un accurato lavoro di restauro.

Le strepitose opere a fondo oro come I due santi di Niccolò di Pietro Gerini e la Madonna dell’Umiltà del Maestro della Cappella Bracciolini, sono state affidate alla Galleria dopo la brillante confisca da parte del Reparto Operativo del Comando Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Roma. Le due tavole risultavano ancora a Firenze nel 2003 quando furono esportate illecitamente in Svizzera. Le indagini, avviate nel 2006 dal Reparto Operativo TPC del Comando Carabinieri sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma, hanno consentito di individuare un gruppo di professionisti italiani e un antiquario londinese specializzati nell’esportazione illecita di beni culturali. Grazie alla collaborazione con l’Autorità Giudiziaria Svizzera è stato possibile sequestrare le opere e rimpatriarle in Italia nel 2009. Con la conclusione del procedimento di annessione al Patrimonio dello Stato nel 2018, le opere sono state affidate alla Galleria dell’Accademia di Firenze in virtù del fatto che la sua collezione di fondi oro è una delle più rinomate e importanti a livello internazionale in particolare per i settori del tardo Trecento e del Tardogotico.

La prima delle due opere raffigura i santi Girolamo e Giuliano ed è riconducibile a Niccolò di Pietro Gerini, pittore attivo a Firenze tra la fine del Trecento e gli inizi del Quattrocento. La seconda opera è una tavola devozionale privata e rappresenta la Madonna dell’Umiltà celeste (1400 circa). L’opera è sicuramente attribuibile al Maestro della Cappella Bracciolini, ignoto pittore attivo dal 1385-90 al 1420 circa a Pistoia e provincia noto alla critica per il ciclo di affreschi con Storie della Vergine eseguiti nell’omonima cappella della chiesa di San Francesco a Pistoia.

Conclude la preziosa esposizione il bellissimo busto del drammaturgo Giovan Battista Niccolini (1782-1861) di Lorenzo Bartolini. La scultura era esposta durante l’ultima edizione della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze ed è stata generosamente acquistata e donata al Museo dall’Associazione Amici della Galleria dell’Accademia di Firenze subito dopo la sua fondazione. La storia dell’opera è avvolta da mistero, essa, infatti, non era presente nello studio dello scultore durante la redazione dell’inventario redatto al momento della sua morte ma compare, pochi anni dopo a Firenze, in occasione dell’Esposizione Italiana agraria, industriale e artistica del 1861. Dato per perduto, il busto è riapparso sul mercato antiquario dopo oltre un secolo e mezzo e, grazie alla generosa donazione, potrà essere esposto definitivamente insieme al suo modello in gesso, già custodito nel Museo. Il modello in gesso e l’esecuzione in marmo differiscono solo per dimensione, rappresentano il Niccolini con un’espressione intensa e con i capelli finemente modellati che ricadono sulla fronte. Molto probabilmente l’opera è stata eseguita nel 1827, l’anno in cui il letterato pisano portava in scena, presso il teatro del Cocomero di Firenze (oggi Teatro Niccolini), l’opera Antonio Foscarini.

Una novità voluta dal Direttore Cecilie Hollberg dall’inizio del 2019 è, infine, l’abolizione dell’aumento del prezzo del biglietto durante le Mostre. Il visitatore potrà pertanto visitare sia la Collezione Permanente sia l’Esposizione Temporanea senza variazione del regolare costo d’ingresso al Museo.

“IL PAESAGGIO” DI LEONARDO DA VINCI AI RAGGI X: ECCO I PRIMI RISULTATI (CLAMOROSI)


8 Paesaggio

Il Paesaggio di Leonardo da Vinci, datato 5 agosto 1473, è stato portato oggi dagli Uffizi all’Opificio delle Pietre Dure. È un evento eccezionale: per la prima volta, infatti, il disegno viene esaminato scientificamente con le metodologie più avanzate e tutti gli strumenti di ultima generazione, che ci faranno comprendere meglio la genesi e la natura di questa celeberrima immagine.

Per la sua fragilità, il disegno non può essere esposto alla luce per lungo tempo: sarà protagonista di una mostra a Vinci dal prossimo 15 aprile per cinque settimane, poi dovrà tornare al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi. Oggi, la consegna speciale dell’8P (così il foglio è conosciuto in ambito scientifico, sigla che corrisponde al suo numero di inventario) è avvenuta sotto lo sguardo vigile dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. Maurizio Michelozzi, restauratore esperto nella conservazione di disegni e funzionario degli Uffizi, ha accompagnato l’opera presso i laboratori alla Fortezza da Basso e seguirà le ricerche scientifiche su di essa in collaborazione con il team dell’Opificio delle Pietre Dure: Letizia Montalbano, specializzata nei disegni, Roberto Bellucci, che ha già lavorato all’Adorazione dei Magi e curerà gli aspetti della diagnostica ottica, sotto la supervisione di Cecilia Frosinini e del soprintendente Marco Ciatti.

Oggi la prima battuta di indagini ha messo in luce due differenti stesure evidenziando un’area e alcuni dettagli che sono stati aggiunti in un secondo tempo alla prima versione dell’opera. Per ora sono state svolte analisi di tipo ottico sul recto del disegno; in seguito le stesse indagini saranno adottate anche per il verso del foglio, dove è schizzata una figura umana. Si cercheranno di capire le stratificazioni e il succedersi delle fasi per comprendere l’evoluzione dell’opera.

Al momento – precisa Cecilia Frosininiè stato evidenziato l’utilizzo di due materiali diversi nei tratti del disegno. Un inchiostro ferrogallico nero e un materiale carbonioso liquido, forse applicato con un pennello molto sottile, in particolare per costruire la formazione rocciosa centrale. Siamo riusciti ad evidenziare alcuni particolari e leggerli attraverso immagini ad altissima risoluzione, in luce diffusa e in infrarosso, individuando le due diverse fasi. È probabile che Leonardo sia ritornato sul disegno in un secondo momento, magari proprio dopo i suoi studi sulla geologia e sulle rocce”.

A seguire le osservazioni al microscopio ci saranno gli esami con la tecnica della fluorescenza dei raggi X (Xrf), una tecnica spettroscopica che permetterà l’analisi delle componenti chimiche dei materiali utilizzati. Agli esami di tipo conoscitivo, che proseguiranno nei prossimi giorni, anche sul retro del disegno, seguiranno delle valutazioni di tipo conservativo. “È sempre un’esperienza affascinante rapportarsi ad un Leonardo – conclude Cecilia Frosinini – ma avendo avuto l’Adorazione dei Magi per cinque anni e mezzo si può dire che è quasi come riavere in corsia uno dei nostri pazienti preferiti”.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, commenta i primi risultati, notando che “Dei differenti inchiostri già si sapeva, ma la grande novità in questo caso è l’identificazione di due fasi nettamente distinte in cui Leonardo lavora al disegno 8P. Questo offre nuove certezze agli studi storico-artistici e aiuta a farci comprendere questa opera misteriosa. Infatti molto spesso il paesaggio viene interpretato come un’immagine geografica precisa, quasi che esso sia una specie di ‘fotografia’ di questa o di quella valle, di queste o di quelle montagne. Oggi si è invece scoperto un processo di realizzazione del disegno in due momenti successivi: questo sposta la bilancia verso le interpretazioni che ne sottolineano l’aspetto immaginativo e il carattere di speculazione intellettuale da parte dell’artista”.

FIRENZE: FRAGILI TESORI DEI PRINCIPI IN MOSTRA AGLI UFFIZI


Manufaktur Du Paquier, Wien
Kaffeekanne
um 1725
Porcelain
PO71
Coffee Pot

 

Continua a Palazzo Pitti la mostra Fragili tesori dei Principi. Le vie della porcellana tra Vienna e Firenze, curata da Rita Balleri, Andreina d’Agliano, Claudia Lehner-Jobst e realizzata in collaborazione con la collezione del Principe di Liechtenstein (Vaduz–Vienna). Le Gallerie degli Uffizi propongono un viaggio nella storia del gusto presso le Corti viennese e fiorentina durante il Granducato lorenese. La reggia di Palazzo Pitti, che ospitò la dinastia medicea e quella lorenese, risplende del fascino esotico attribuito alla porcellana, che durante il Settecento inebriò le Corti d’Europa divenendo identificativo dello status sociale di chi la possedeva e, quindi, veicolo di diffusione del gusto e delle mode.
La mostra che, in poco meno di un mese, sta riscuotendo ottimi risultati, sia in termini di presenze che critica, apre le porte, grazie alle visite guidate tenute della curatrice Rita Balleri e dagli assistenti curatoriali museali: Marco Maria Melardi, Idalisa Paone e Rossella Fioretti. I visitatori saranno guidati tra le opere esposte: porcellane, ma anche dipinti, sculture, commessi in pietra dura, cere, avori, cristalli, arazzi, arredi e incisioni. Pezzi pregiati che offrono un fertile dialogo tra le arti, per celebrare la magnificenza della porcellana durante il Granducato di Toscana sotto la dinastia lorenese. Ai prestiti hanno contribuito istituzioni nazionali e internazionali e i più importanti musei europei e statunitensi, oltre a diverse collezioni private.
La magnificenza di questo pregiato impasto, candido e traslucido, è celebrata in mostra mediante l’esposizione di raffinati esemplari realizzati dalla manifattura viennese di Innocentius Du Paquier sorta nel 1718 e da quella fondata nel 1737 nei pressi di Firenze dal marchese Carlo Ginori. Entrambe sono presentate in costante dialogo con le arti.

Dipinti, sculture, commessi in pietra dura, cere, avori, cristalli, arazzi e incisioni, provenienti da importanti prestiti di musei e collezioni private italiane ed estere, tra cui quella dei principi del Liechtenstein, sveleranno l’attenzione per l’esotico, la passione antiquaria e l’interesse naturalistico caratteristici del gusto internazionale settecentesco, recepito dalle porcellane attraverso le forme e i decori. Previste anche visite guidate gratuite alla mostra con il pagamento del biglietto d’ingresso di Palazzo Pitti

 

 

IL REGALO DI NATALE “SOCIAL” DEGLI UFFIZI: LA MOSTRA VIRTUALE SULLA NATIVITÀ. DA VEDERE!


Natività virt

Sul sito della Galleria capolavori di Leonardo, Gentile da Fabriano, Gherardo Delle Notti, Luca Giordano ed altri maestri.

www.uffizi.it/ipervisioni

Natività virt 2

Un viaggio dentro il Natale, attraverso una raccolta di rappresentazioni pittoriche della Natività, scelte tra i capolavori custoditi dalle Gallerie degli Uffizi per essere protagoniste di una mostra virtuale donata al pubblico di tutto il mondo. È “Oggi è nato per voi un Salvatore”, iniziativa lanciata dal complesso museale fiorentino per celebrare all’insegna della grande arte la ricorrenza del 25 dicembre. Una iniziativa davvero “social”, potremmo dire citando il libro “Social o dis-social?” (Funtasy Editrice).  L’esposizione digitale, curata da Anna Bisceglia e dedicata al tema della nascita di Cristo è ora visitabile sul sito degli Uffizi (www.uffizi.it/ipervisioni): nel suo ambito vengono proposte le riproduzioni ad alta definizione di otto opere, corredate ognuna di schede esplicative (in italiano e inglese) che ne analizzano le tecniche e ne raccontano i contesti. Nel suo complesso, “Oggi è nato per voi un Salvatore” narra tre secoli di raffigurazione della Natività (uno dei soggetti più ricorrenti e apprezzati nella storia dell’arte), a partire dall’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano del 1423, passando per quella celeberrima e recentemente restaurata di Leonardo da Vinci e quelle di Hugo van Der Goes, Amico Aspertini, Albrecht Dürer, Gherardo delle Notti e Livio Mehus, fino ad arrivare alla versione tardo seicentesca di Luca Giordano (1683-85 circa). Un nucleo ristretto di opere ‘distillato’ con cura certosina da un patrimonio ben più ampio di Natività e Adorazioni di Magi: sono ben 311, infatti, le opere pittoriche raffiguranti tali soggetti, tra dipinti e disegni, presenti nelle collezioni delle Gallerie degli Uffizi.

Obiettivo della mostra virtuale natalizia degli Uffizi è dunque dare a tutti “una mappa di approfondimenti da sperimentare sul tema, per una visita più speciale del solito – spiega il direttore degli Uffizi Eike Schmidted anche offrire lo spunto per soffermarci tutti insieme su una immagine conosciutissima in tutto il mondo, una icona che ci stimola a riflettere in ultima analisi sul senso più profondo dell’uomo, al di là della sua condizione sociale, della provenienza o del colore della sua pelle”.

Natività ed Adorazione dei Magi, aggiunge la curatrice Bisceglia, “sono due fondamentali episodi evangelici scolpiti, incisi, miniati in mille diverse varianti, che assecondano il gusto del tempo in cui furono eseguite. Alcuni committenti vollero che questo tema ornasse pubblicamente le loro cappelle di famiglia nelle più importanti chiese delle città, o anche semplicemente le cappelle private nei loro palazzi o ville. Altri ancora preferivano dipinti o piccole sculture per le loro case“.

 

 

 

 

IL CODICE LEICESTER DI LEONARDO TORNA A FIRENZE AGLI “UFFIZI”(PRESTATO DA BILL GATES)


Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci a Firenze come anteprima di assoluta grandezza delle celebrazioni leonardiane che si svolgeranno in tutto il mondo nel 2019 in occasione dei 500 anni dalla morte di una delle figure-icona della storia dell’umanità. Fino al 20 gennaio 2019 si terrà infatti la mostra, L’acqua microscopio della natura. Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci, a cura di Paolo Galluzzi, è frutto di oltre due anni di preparazione, e presenta eccezionali apparati tecnologici per poter consultare il codice così come numerosi altri preziosi fogli vinciani, e non solo. E’ un progetto delle Gallerie degli Uffizi e del Museo Galileo realizzato col determinante contributo di Fondazione CR Firenze. La mostra si avvale inoltre del patrocinio e del contributo del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.

Il tema centrale dell’esposizione è l’acqua, elemento che affascina Leonardo. L’artista svolge indagini straordinariamente penetranti per comprenderne la natura, sfruttarne l’energia e controllarne i potenziali effetti rovinosi. Il Codice Leicester – temporaneamente prestato alla città di Firenze dal suo proprietario, Bill Gates – contiene riflessioni innovative anche su altri temi: soprattutto sulla costituzione materiale della Luna e sulla natura della sua luminosità, e sulla storia del pianeta Terra, nelle sue continue e radicali trasformazioni.

Il Codice Leicester è un’opera fitta di annotazioni geniali e di disegni che Leonardo vergò in gran parte tra il 1504 e il 1508: una stagione davvero magica della storia di Firenze, con la presenza contemporanea in città di grandissimi personaggi delle lettere, delle arti e delle scienze, che Benvenuto Cellini la battezzò, genialmente, “La Scuola del Mondo”. Per Leonardo, furono anni di intensa attività artistica e scientifica. In quel periodo effettuava infatti studi di anatomia nell’Ospedale di Santa Maria Nuova, cercava di mettere l’uomo in condizione di volare, era impegnato nell’impresa, poi non condotta a termine, della pittura murale raffigurante la Battaglia di Anghiari a Palazzo Vecchio, e studiava soluzioni avveniristiche per rendere l’Arno navigabile da Firenze al mare.

Per il Codice Leicester si tratta del secondo ‘viaggio’ a Firenze, in quanto fu esposto nel 1982 (quando era ancora denominato Codice Hammer) nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio, ottenendo uno straordinario successo di pubblico (oltre 400.000 visitatori in poco più di tre mesi). I 72 fogli del Codice saranno esposti nell’Aula Magliabechiana degli Uffizi. Grazie a un innovativo sussidio multimediale, il Codescope, il visitatore potrà sfogliare i singoli fogli su schermi digitali, accedere alla trascrizione dei testi e a molteplici informazioni sui temi trattati. Avrà inoltre a disposizione un vasto corredo di filmati digitali realizzati dal Museo Galileo, i quali, oltre che in mostra, saranno consultabili sui siti web degli Uffizi e del Museo Galileo.

Oltre al Codice Leicester, l’esposizione offrirà alcuni spettacolari disegni originali di Leonardo e fogli da codici di straordinaria importanza, realizzati in quegli stessi anni: il Del moto et misura dell’acqua dalla Biblioteca Apostolica Vaticana, (la silloge seicentesca di disegni sulla natura e sui moti dell’acqua tratti dai manoscritti vinciani) che integra le note e gli schizzi vergati sugli stessi temi nel Codice Leicester; il celeberrimo “Codice sul volo degli uccelli”, eccezionalmente concesso in prestito dalla Biblioteca Reale di Torino, compilato negli stessi mesi nei quali Leonardo realizzava il Codice Leicester; quattro spettacolari fogli del Codice Atlantico, prestati dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano, che illustrano gli studi vinciani sulla Luna, molto attinenti ai temi trattati nel Codice Leicester, e dove è illustrata l’invenzione della gru con cui Leonardo intendeva velocizzare le operazioni di scavo del canale navigabile che doveva collegare Firenze al mare. Infine, due preziosi bifogli del Codice Arundel della British Library, con rilievi del corso dell’Arno nel tratto fiorentino, dove sono indicate puntualmente posizione e misure dei ponti allora esistenti e sottolineate le analogie tra moti dell’acqua e moti dei venti, sulle quali Leonardo insiste nel Codice Leicester.

A questa eccezionale esposizione di fogli originali di Leonardo, si aggiunge la presenza in mostra di numerosi manoscritti di grande bellezza e importanza e di rarissimi incunaboli che contengono testi utilizzati da Leonardo per la compilazione del Codice Leicester. Tra questi merita sottolineare almeno lo splendido codice della Biblioteca Medicea Laurenziana contenente il Trattato di architettura di Francesco di Giorgio Martini, sulle cui carte Leonardo vergò dodici annotazioni che vedono al centro, ancora una volta, i moti dell’elemento acqua.

 

FIRENZE: PRONTO IL SISTEMA PER ELIMINARE LE CODE AGLI UFFIZI


 

Pronto agli Uffizi di Firenze un nuovo sistema di gestione degli ingressi che consente di azzerare le code, storico e cronico problema del celebre museo.

Il metodo, allo studio da due anni ed elaborato dalle Gallerie degli Uffizi insieme al Dipartimento di Ingegneria e Scienze dell’Informazione e Matematica dell’Università degli studi dell’Aquila è stato sperimentato nel suo funzionamento completo per la prima volta ieri, in occasione dell’ultima domenica di accesso gratuito al museo in alta stagione, tradizionalmente una giornata di afflusso critico di persone in galleria: nonostante ben 7.561 visitatori si siano presentati alla porta della galleria (+10.35% rispetto ai 6.852 della prima domenica di settembre), tutti sono entrati senza rimanere in coda. Il sistema è basato su un tagliando, emesso da chioschi interattivi posizionati sotto il loggiato degli Uffizi, che, al momento dell’arrivo del visitatore, gli assegna l’orario ‘giusto’ di visita durante la giornata, quello cioè in cui, ripresentandosi all’ingresso, non dovrà aspettare nemmeno un minuto per riuscire ad entrare.

Tale orario viene calcolato in base ad un modello statistico dei dati realizzato e raffinato in un biennio di raccolta dati, modellazioni e sperimentazioni: considerando il tempo di visita medio dei turisti, le variabili della giornata in base a svariate tipologie di informazioni tra le quali anche quelle meteorologiche, il numero di accessi, ed altri parametri monitorati e comparati con i dati storici in real time, si è sviluppato l’algoritmo che permette di massimizzare la capienza del museo nel rispetto dei suoi vincoli strutturali, e individuare con esattezza il momento in cui ‘dare appuntamento’ ai visitatori.

Così è possibile dare inizio al tour negli Uffizi all’orario programmato senza problemi, spendendo agevolmente il tempo d’attesa in altri musei o passeggiando per la città: proprio a questo meccanismo, tra l’altro, è legato anche l’aumento del 62% delle visite registrato ieri a Palazzo Pitti, con un record storico di 10.805 ingressi nella giornata di ieri, rispetto ai 6.683 visitatori la prima domenica di settembre. L’aumento dei visitatori è notevole anche rispetto alla stessa prima domenica di ottobre dell’anno precedente:

OTTOBRE 2017 – OTTOBRE 2018
MUSEI 2017 2018 DIFF. ASS. DIFF. %
UFFIZI 6.715 7.561 +846 +12,60%
PALAZZO PITTI 8.851 10.805 +1.954 +22,08%
GIARDINO BOBOLI 10.077 12.456 +2.379 +23,61%

A vigilare sul buon esito della sperimentazione del nuovo sistema, agli Uffizi ieri c’era anche il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt che commentare: “Sono contento che i turisti e gli amanti dell’arte per la prima volta dopo tanto tempo siano potuti entrare in Galleria senza essere esausti, dopo ore di coda. Finalmente niente ‘serpentoni’ di turisti frustrati, niente spintoni, niente traffico di biglietti abusivi e bagarinaggio, nessun borseggiatore. Ma c’è un altro aspetto da non sottovalutare, che è quello della sicurezza. Le code sono un bersaglio facile, e in questo periodo di allerta antiterrorismo eliminarle è un vantaggio per tutti”.