FIRENZE:TUTTI I…MOSTRI DEI SOFFITTI DELLE GALLERIE DEGLI UFFIZI


Decine di migliaia di mostri, tra creature leggendarie, esseri mitologici, animali fantastici, maschere da incubo, abitano i soffitti degli Uffizi: sono i protagonisti delle grottesche che ornano le volte del corridoio al primo piano della celebre galleria, decine di campate per centinaia e centinaia di metri quadrati di affreschi.

Le decorazioni del museo “a grottesca”, effettuate nella seconda metà del ‘500 ( Il primo corridoio degli Uffizi, quello sul lato Est del primo piano, fu dipinto fra il 1579 e il 1581 da Antonio Tempesta, inizialmente, poi da Alessandro Allori e dalla sua bottega) recuperavano tratti e stilemi dall’antichità romana: i soggetti degli affreschi sono apparentemente sfuggenti, ma ricchi di simbologie complesse e di episodi curiosi, protagonisti dei quali sono figure appunto buffe, bizzarre, mostruose, appunto grottesche.

Il tutto, però, raffigurato con un grande rigore ed equilibrio compositivo e geometrico. Per la prima volta la storia, la genesi e la tecnica di queste suggestive e misteriose pitture, molto in voga nel Rinascimento,  viene raccontata in un libro, ‘Le Grottesche degli Uffizi’ (Giunti , 416 pagine): curato dalla studiosa Valentina Conticelli con un contributo di Francesca De Luca, il volume, ricco di dettagli e di immagini inedite a grande formato, ripercorre la storia della decorazione del complesso architettonico e rivela i segreti significati di ogni campata, conducendo il lettore in un mondo immaginario, sospeso tra realtà e mitologia. ‘Le Grottesche degli Uffizi’ verrà presentato sabato pomeriggio alle ore 16 nell’auditorium Vasari della Galleria: oltre all’autrice interverranno all’incontro il direttore del complesso Eike Schmidt, l’ex ministro dei Beni culturali ed ex direttore dei Musei Vaticani Antonio Paolucci e la storica dell’arte Sonia Maffei.

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ANTEPRIME: QUEL LUNGO “CORRIDOIO” APERTO NEL CUORE DI FIRENZE


Il Corridoio Vasariano – dice il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt – “Sarà una passeggiata panoramica ad accesso democratico affacciata sul cuore di Firenze, dal 2021 lo visiteranno 500mila persone all’anno”

Uffizi Corridoio Vasari

Il Corridoio Vasariano del complesso museale degli Uffizi, chiuso alle visite dal 2016 per ragioni di sicurezza, riaprirà al grande pubblico in via ordinaria, interamente riallestito, con un percorso ed un biglietto speciale. I visitatori di tutto il mondo potranno così godere di una passeggiata panoramica unica, affacciata sul cuore di Firenze, che, partendo da un ingresso ad hoc al piano terra dalla Galleria delle Statue e delle Pitture, passerà sopra il Ponte Vecchio, per raggiungere di là dall’Arno il giardino mediceo di Boboli e la reggia granducale di Palazzo Pitti.

Il progetto esecutivo della riapertura, realizzato da Uffizi e Soprintendenza dei beni architettonici con la direzione dei lavori a cura dell’architetto Mauro Linari (responsabile unico del procedimento è invece l’architetto Francesco Fortino), dopo 18 mesi di studi, ricerche ed indagini che hanno coinvolto decine di specialisti (oltre mille le pagine del programma, 201 i metri quadrati di elaborati realizzati, 23 le relazioni specialistiche redatte, 2435 fotografie, decine le prove e i saggi sui materiali compiuti) è finalmente pronto. Il costo complessivo dei lavori, la durata dei quali è calcolata intorno a un anno e mezzo, ammonta a circa 10 milioni di euro (già finanziati) ed a metterli a bando, nei prossimi mesi, sarà l’agenzia per lo sviluppo del Ministero dell’Economia, Invitalia. Il nuovo percorso del Corridoio Vasariano garantirà completa accessibilità per i disabili, con un sistema integrato di rampe, pedane ed ascensori che consentiranno l’agevole superamento di ogni dislivello lungo l’itinerario e sarà dotato di servizi igienici; per la prima volta, avrà un impianto di climatizzazione e riscaldamento che ne regolerà in ogni momento la temperatura degli interni (ne faranno parte, ai fini di riduzione dell’impatto ambientale, anche sonde geotermiche collocate sotto terra nel cortile delle Cacce del giardino di Boboli); avrà una illuminazione a led a basso consumo energetico e sarà interamente videosorvegliato. Tra gli interventi principali previsti dal progetto, la realizzazione di nuove uscite di sicurezza: tra queste, complessivamente cinque, una verrà ricavata all’interno di un vano di un pilone dopo Ponte Vecchio risalente al dopoguerra, in Oltrarno, in corrispondenza di via de’Bardi, ed un’altra all’altezza del Cortile delle Cacce, nel giardino di Boboli, dove per realizzare il collegamento saranno riaperte due archi tamponati del Corridoio.

Il programma include anche un’opera di consolidamento strutturale (nell’ambito del piano di prevenzione antisismica) ed il restauro degli interni, non sottoposti a lavori di recupero da alcune decine di anni: in particolare, intonaci, incannicciati, ed il pavimento, che verrà interamente smontato e rimontato in cotto antico. Non è previsto, in quanto non necessario, alcun intervento sugli esterni del Corridoio, ma solo alcuni lavori nel cortile delle Cacce a Boboli.

Ne riparleremo.

FIRENZE: MA CHI C’E’ SUL BORDO DELLA BALAUSTRA DELLE GALLERIE DEGLI UFFIZI?


Un uomo in piedi, sul bordo della balaustra della terrazza degli Uffizi sopra la loggia dei Lanzi, affacciata a circa 30 metri sopra Piazza Signoria a Firenze: è Event Horizon, scultura in fibra di vetro di Antony Gormley, a Firenze nell’ambito della mostra ‘Essere’, con opere dell’artista inglese accolte nella Galleria delle Statue e delle Pitture dal 26 febbraio al 26 maggio.

Come Settlement, collocata per l’occasione nella sala 43 al secondo piano del museo insieme al famoso Ermafrodito dormiente, e Another time, altra figura umana in questo caso affacciata alla finestra, Event Horizon costituisce un anticipo dell’esposizione, che verrà presentata, con la partecipazione dello stesso Gormley e del direttore degli Uffizi Eike Schmidt, lunedì prossimo (sarà visitabile a partire dal giorno successivo). Event Horizon, collocata in completa sicurezza alla balaustra della terrazza con un sistema che la aggancia grazie ad una robusta intelaiatura metallica alla struttura della Loggia, è tra i lavori più celebri dello scultore londinese ed è stata, negli anni, ‘ospite’ delle cime di alcuni degli edifici più alti del mondo, come l’Empire State Building a New York, grattacieli di Londra, Rio, San Paolo, Hong Kong.

Intanto, proprio in questi giorni è terminato il restauro di circa 100 metri quadrati del pavimento della terrazza degli Uffizi: le pietre (pietra serena), la cui collocazione risale all’inizio degli anni ’70 dello scorso secolo, presentavano un aspetto deteriorato, ed in alcuni casi erano sollevate o incavate; sono state dunque sostituite con esemplari di analogo disegno, a conformazione di tegoloni di tetto. “A quasi mezzo secolo di distanza dall’ultima sistemazione – ha spiegato il curatore del patrimonio architettonico degli Uffizi e del Corridoio Vasariano Antonio Godoliè stato necessario intervenire, ripristinando l’armonia di uno dei luoghi più suggestivi dell’intero complesso museale”.

La terrazza fu realizzata sopra la Loggia dei Lanzi verso la fine del ‘500: era il luogo dove i Medici nelle sere estive prendevano il fresco e ascoltavano musica. Lo spazio era al tempo arredato con piante officinali che venivano anche usate dalla Fonderia (l’antica farmacia degli Uffizi).

FIRENZE, GALLERIE UFFIZI: ECCO LE GIORNATE 2019 CON INGRESSO GRATUITO


Dodici aperture nel segno della storia e delle tradizioni di Firenze e della Toscana, ciascuna con eventi speciali e spettacoli

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Saranno numerose quest’anno le giornate di ingressi gratuiti, legate alla storia ed alle tradizioni di Firenze, nel complesso museale degli Uffizi, istituite sulla base delle nuove norme del Mibac, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale. Le  12 date di accesso libero si dividono in tre tipologie: quelle che riguarderanno tutti gli spazi delle Gallerie – Uffizi, Pitti e il Giardino di Boboli – quelle che varranno solo per gli Uffizi e quelle che invece saranno attive solo a Palazzo Pitti e al Giardino di Boboli.

GIORNATE GRATUITE IN TUTTO IL COMPLESSO. La prima sarà il 24 marzo, la domenica di vigilia del Capodanno fiorentino, e della nascita di Francesco I de’ Medici (nel 1541), il ‘fondatore’ degli Uffizi come spazio museale e di ricerca. La seconda sarà il 23 giugno, vigilia di San Giovanni, patrono di Firenze; ad ottobre ve ne saranno due, dedicate a due grandi donne. L’11 ottobre sarà in omaggio a Vittoria Della Rovere, ultima discendente della nobile casata dei duchi di Urbino, quinta granduchessa di Toscana e moglie di Ferdinando II dei Medici, nella ricorrenza del suo arrivo a Firenze, da Pesaro, insieme alla madre Claudia, quando aveva appena un anno. Il 31 ottobre invece ricorderà il Patto di Famiglia stretto dall’ultima discendente medicea, l’Elettrice Palatina Anna Maria Luisa con Francesco Stefano di Lorena nel 1737, grazie al quale le collezioni ed il patrimonio culturale dei Granduchi venivano permanentemente vincolati a restare a Firenze ed in Toscana.

GIORNATE GRATUITE NELLA GALLERIA DELLE STATUE E DELLE PITTURE. Si parte il 26 maggio, per la commemorazione della Strage dei Georgofili, nel segno della memoria del tragico evento avvenuto il 27 maggio del 1993 e in omaggio al valore della Legalità. Secondo appuntamento il 2 giugno, Festa della Repubblica, e terzo l’ 11 agosto, alla vigilia della ricorrenza del tragico incendio che il 12 agosto 1762 devastò parte della Galleria distruggendo anche molte delle opere custodite. Il 6 novembre, infine, accesso gratuito per festeggiare il compleanno di Leopoldo de’ Medici (nato nel 1617), cardinale, uomo di scienza e cultura e appassionato collezionista, che contribuì nel corso della sua esistenza ad ampliare grandemente il patrimonio artistico della Galleria.

GIORNATE GRATUITE A PALAZZO PITTI E NEL GIARDINO DI BOBOLI. Ingresso gratis il 17 marzo, nel 1861 data dell’ Unità d’Italia: la giornata gratuita in questo caso rende omaggio, oltre che all’unificazione, anche al ruolo di Palazzo Pitti, dal 1865 reggia sabauda, dove Vittorio Emanuele II risiedette nei sei anni in cui Firenze fu Capitale d’Italia, fino al 1871 Il 4 agosto nuova possibilità di accedere gratis a Palazzo e Giardino: la ricorrenza è la drammatica notte dei Ponti, del 4 agosto 1944, quando l’esercito nazista che occupava Firenze fece saltare con gli esplosivi svariati ponti sull’Arno, incluso  quello di Santa Trinita, ideato da Michelangelo e realizzato per ordine di Cosimo I da Bartolomeo Ammannati, ed anche molti palazzi storici affacciati su entrambe le rive dell’Arno. Sempre ad agosto, ci sarà un nuovo giorno di visite libere il 27, data, nel 1569 dell’incoronazione a granduca di Cosimo I, evento che segnò la nascita del Granducato in Toscana. Fu proprio Cosimo, peraltro, a commissionare la costruzione dell’edificio che avrebbe dovuto accogliere le Magistrature, cioè le funzioni della macchina statale fiorentina, in seguito noto come Uffizi, a portare al completamento i lavori per il giardino di Boboli e ad ampliare la Reggia stessa di Pitti.

Quindi, il 30 novembre, per la festa della Festa della Toscana, celebrata in occasione della ricorrenza dell’ abolizione della pena di morte nel granducato decisa nel 1786 nell’ambito della riforma penale da Pietro Leopoldo di Lorena.

“Le giornate scelte per questa iniziativa sono ricorrenze altamente simboliche ed evocative non solo per la storia di Firenze ma anche per quella della Toscana e dell’Italia – commenta il Direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidtil programma di ingressi gratuiti nei nostri musei potrà dunque anche avere un valore formativo, ed essere utile affinchè tutti i cittadini possano ricordare e celebrare nel segno dell’arte e della cultura alcuni dei momenti e personaggi più importanti del passato di noi tutti”.

“FESTA DEI DONI” AGLI UFFIZI DI FIRENZE: IL 31 GENNAIO INGRESSO A META’ PREZZO PER LE COPPIE


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Eike Schmidt; alle spalle: Il Tondo Doni, capolavoro di Michelangelo.

Nasce una giornata speciale dedicata all’amore nella Galleria degli Uffizi: il 31 gennaio, in occasione dell’anniversario delle fastose nozze di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi a Firenze (che commissionarono a Michelangelo Buonarroti il Tondo Doni, oggi tra i più celebri capolavori custoditi nel museo), le coppie che visiteranno gli Uffizi pagheranno un solo biglietto, avendo così a disposizione un ingresso gratuito.

Vogliamo offrire a tutti gli innamorati un piccolo ‘anticipo’ di San Valentino – spiega il direttore del complesso museale Eike Schmidt – e celebrare simbolicamente la grandezza dell’amore nella ricorrenza di un’unione, quella tra Agnolo e Maddalena, che ha segnato per sempre la storia dell’arte. A questa coppia infatti, nientemeno che Raffaello fece il ritratto, e per loro il divino Michelangelo realizzò il celebre Tondo con la Sacra Famiglia. Dunque per gli Uffizi il 31 gennaio non può che essere la Festa dei Doni, cioè la giornata in cui trionfa l’Amore”.

In occasione dell’evento, gli Uffizi lanceranno anche una campagna su Instagram: tutte le coppie che saranno in galleria il 31 gennaio sono invitate a postare selfie davanti alle loro opere preferite sul social, utilizzando i tag #Uffizi e #Festadeidoni. Il profilo Instagram delle Gallerie ne riposterà una selezione durante la giornata.

l tondo di Michelangelo, ed i due ritratti di Agnolo Doni e Maddalena Strozzi sono visibili, da alcuni mesi, nella nuova sala al secondo piano della Galleria dedicata ai capolavori dei due maestri. Per la prima, nella storia degli Uffizi, le tre opere vengono esposte insieme. La famiglia Doni, ricchissimi collezionisti e mecenati fiorentini, erano tra i protagonisti indiscussi del mercato dell’arte a cavallo tra ‘400 e ‘500: solo loro, oltre al Papa, ebbero la possibilità di commissionare opere sia di Raffaello che di Michelangelo. Nell’ambito della Festa dei Doni, ci saranno nella sala, per tutta la giornata, esperti che racconteranno ai visitatori la storia del matrimonio tra Agnolo e Maddalena, oltre a quelle dei tre capolavori di Michelangelo e Raffaello. Nel pomeriggio inoltre ci sarà una lezione sul Tondo all’auditorium Vasari della Galleria.

500° ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI LEONARDO: SERVIZIO SPECIALE SULLA RIVISTA AMERICANA “ACS”


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Sulla rivista internazionale ACS Magazine diretta e fondata a Chicago (USA) da Renee LaVerne Rose, nel nuovo numero di Gennaio-Febbraio 2019 è pubblicato un servizio speciale, in lingua inglese, firmato da Roberto Alborghetti, sul tema del 500° Anniversario della morte di Leonardo Da Vinci e sulla recente mostra agli Uffizi di Firenze dedicata al Codice Leicester, documento di straordinaria bellezza ed importanza scientifica. Per consultre la versione online della rivista, basta cliccare sul link qui sotto (acs-mag) e andare alla pagina 101:

ACS Magazine January/February 2019 issue at acs-mag.com. — con Roberto Alborghetti

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GIORNO DELLA MEMORIA / GLI UFFIZI DI FIRENZE: “LE OPERE TRAFUGATE DAI NAZISTI VANNO RESTITUITE!”


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Durante gli anni della seconda guerra mondiale sono state “tantissime le opere d’arte trafugate dai nazisti, non solo a musei, ma anche a famiglie e sinagoghe: stiamo parlando di centinaia di migliaia di pezzi, spesso depredati mentre si destinavano i legittimi proprietari a morire nei campi di concentramento. È un tema importante e doloroso,  taciuto troppo a lungo: oggi vogliamo togliere il velo anche a questo grande dramma della Shoah“.

Lo ha ricordato il direttore degli Uffizi di Firenze Eike Schmidt, aprendo l’evento ‘Giorno della memoria 2019 – I sommersi e salvati nelle collezioni delle Gallerie’,  tenuto oggi all’Auditorium Vasari. “I governi – ha lanciato un appello il direttore –  dovrebbero istituire commissioni che si impegnino attivamente, come tra l’altro in Italia avviene già, grazie al Nucleo di Tutela dei Carabinieri: è questo il modello che speriamo altri Paesi scelgano di seguire“. All’evento hanno preso parte, oltre a studenti degli istituti toscani, storici dell’arte degli Uffizi come Claudio Di Benedetto e Simonella Condemi e la ricercatrice dell’istituto toscano della Resistenza Valeria Gallimi, la presidente delle Comunità ebraiche italiane (Ucei) Noemi Di Segni e quello dell’Aned Alessio Ducci.

Di Segni ha sottolineato che l’avere depredato le famiglie ebree dei loro tesori artistici “faceva parte di un disegno di sterminio ben preciso, che si esplicitava anche sulla dimensione del possesso, per il valore che potevano avere le collezioni, ed anche in quanto parte di una sistematica distruzione di identità, nella misura in cui l’arte è componente di una ricchezza interiore delle persone che la custodivano o la realizzavano“. La presidente dell’Ucei ha poi voluto ringraziare gli Uffizi per aver dato vita alla battaglia per far tornare il ‘Vaso di Fiori’ di Jan Van Huysum, rubato dai nazisti nel 1944, a Palazzo Pitti: “è una vicenda che abbiamo seguito e continuiamo a seguire con grande attenzione“, ha detto.

Ducci, dell’Aned, ha infine portato la sua testimonianza di figlio di un deportato: “Mio padre era in uno di quei campi  – ha raccontato ai giovani presenti –  Sopravvisse: fu pesato, al momento della liberazione era appena 27 chili. Aveva 18 anni. Addosso gli erano rimasti solo ossa, pelle, nient’altro. Ma ce la fece: partendo da questo elemento di forza, l’emersione contro ogni possibilità dall’immane tragedia dell’olocausto, voglio invitare i giovani a trarre un messaggio di speranza“. Durante l’evento, nell’Auditorium sono stati esposti alcuni autoritratti – appartenenti alla collezione degli Uffizi – di artisti deportati dai nazisti durante la guerra: tra questi, quelli di Italo Josz, Max Liebermann, Mariette Lydis, Heinrich Rauchinger, LLewellyn Lloyd e Adriana Pincherle. “Questo tipo di opere avrà simbolicamente uno spazio espositivo ad hoc“, ha annunciato il direttore Schmidt, “quando verranno aperte, al primo piano della Galleria le nuove sale dedicate agli autoritratti“.

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Firenze, Gallerie degli Uffizi (Foto di R.Alborghetti)

“IL PAESAGGIO” DI LEONARDO DA VINCI AI RAGGI X: ECCO I PRIMI RISULTATI (CLAMOROSI)


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Il Paesaggio di Leonardo da Vinci, datato 5 agosto 1473, è stato portato oggi dagli Uffizi all’Opificio delle Pietre Dure. È un evento eccezionale: per la prima volta, infatti, il disegno viene esaminato scientificamente con le metodologie più avanzate e tutti gli strumenti di ultima generazione, che ci faranno comprendere meglio la genesi e la natura di questa celeberrima immagine.

Per la sua fragilità, il disegno non può essere esposto alla luce per lungo tempo: sarà protagonista di una mostra a Vinci dal prossimo 15 aprile per cinque settimane, poi dovrà tornare al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi. Oggi, la consegna speciale dell’8P (così il foglio è conosciuto in ambito scientifico, sigla che corrisponde al suo numero di inventario) è avvenuta sotto lo sguardo vigile dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. Maurizio Michelozzi, restauratore esperto nella conservazione di disegni e funzionario degli Uffizi, ha accompagnato l’opera presso i laboratori alla Fortezza da Basso e seguirà le ricerche scientifiche su di essa in collaborazione con il team dell’Opificio delle Pietre Dure: Letizia Montalbano, specializzata nei disegni, Roberto Bellucci, che ha già lavorato all’Adorazione dei Magi e curerà gli aspetti della diagnostica ottica, sotto la supervisione di Cecilia Frosinini e del soprintendente Marco Ciatti.

Oggi la prima battuta di indagini ha messo in luce due differenti stesure evidenziando un’area e alcuni dettagli che sono stati aggiunti in un secondo tempo alla prima versione dell’opera. Per ora sono state svolte analisi di tipo ottico sul recto del disegno; in seguito le stesse indagini saranno adottate anche per il verso del foglio, dove è schizzata una figura umana. Si cercheranno di capire le stratificazioni e il succedersi delle fasi per comprendere l’evoluzione dell’opera.

Al momento – precisa Cecilia Frosininiè stato evidenziato l’utilizzo di due materiali diversi nei tratti del disegno. Un inchiostro ferrogallico nero e un materiale carbonioso liquido, forse applicato con un pennello molto sottile, in particolare per costruire la formazione rocciosa centrale. Siamo riusciti ad evidenziare alcuni particolari e leggerli attraverso immagini ad altissima risoluzione, in luce diffusa e in infrarosso, individuando le due diverse fasi. È probabile che Leonardo sia ritornato sul disegno in un secondo momento, magari proprio dopo i suoi studi sulla geologia e sulle rocce”.

A seguire le osservazioni al microscopio ci saranno gli esami con la tecnica della fluorescenza dei raggi X (Xrf), una tecnica spettroscopica che permetterà l’analisi delle componenti chimiche dei materiali utilizzati. Agli esami di tipo conoscitivo, che proseguiranno nei prossimi giorni, anche sul retro del disegno, seguiranno delle valutazioni di tipo conservativo. “È sempre un’esperienza affascinante rapportarsi ad un Leonardo – conclude Cecilia Frosinini – ma avendo avuto l’Adorazione dei Magi per cinque anni e mezzo si può dire che è quasi come riavere in corsia uno dei nostri pazienti preferiti”.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, commenta i primi risultati, notando che “Dei differenti inchiostri già si sapeva, ma la grande novità in questo caso è l’identificazione di due fasi nettamente distinte in cui Leonardo lavora al disegno 8P. Questo offre nuove certezze agli studi storico-artistici e aiuta a farci comprendere questa opera misteriosa. Infatti molto spesso il paesaggio viene interpretato come un’immagine geografica precisa, quasi che esso sia una specie di ‘fotografia’ di questa o di quella valle, di queste o di quelle montagne. Oggi si è invece scoperto un processo di realizzazione del disegno in due momenti successivi: questo sposta la bilancia verso le interpretazioni che ne sottolineano l’aspetto immaginativo e il carattere di speculazione intellettuale da parte dell’artista”.

FIRENZE: FRAGILI TESORI DEI PRINCIPI IN MOSTRA AGLI UFFIZI


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Continua a Palazzo Pitti la mostra Fragili tesori dei Principi. Le vie della porcellana tra Vienna e Firenze, curata da Rita Balleri, Andreina d’Agliano, Claudia Lehner-Jobst e realizzata in collaborazione con la collezione del Principe di Liechtenstein (Vaduz–Vienna). Le Gallerie degli Uffizi propongono un viaggio nella storia del gusto presso le Corti viennese e fiorentina durante il Granducato lorenese. La reggia di Palazzo Pitti, che ospitò la dinastia medicea e quella lorenese, risplende del fascino esotico attribuito alla porcellana, che durante il Settecento inebriò le Corti d’Europa divenendo identificativo dello status sociale di chi la possedeva e, quindi, veicolo di diffusione del gusto e delle mode.
La mostra che, in poco meno di un mese, sta riscuotendo ottimi risultati, sia in termini di presenze che critica, apre le porte, grazie alle visite guidate tenute della curatrice Rita Balleri e dagli assistenti curatoriali museali: Marco Maria Melardi, Idalisa Paone e Rossella Fioretti. I visitatori saranno guidati tra le opere esposte: porcellane, ma anche dipinti, sculture, commessi in pietra dura, cere, avori, cristalli, arazzi, arredi e incisioni. Pezzi pregiati che offrono un fertile dialogo tra le arti, per celebrare la magnificenza della porcellana durante il Granducato di Toscana sotto la dinastia lorenese. Ai prestiti hanno contribuito istituzioni nazionali e internazionali e i più importanti musei europei e statunitensi, oltre a diverse collezioni private.
La magnificenza di questo pregiato impasto, candido e traslucido, è celebrata in mostra mediante l’esposizione di raffinati esemplari realizzati dalla manifattura viennese di Innocentius Du Paquier sorta nel 1718 e da quella fondata nel 1737 nei pressi di Firenze dal marchese Carlo Ginori. Entrambe sono presentate in costante dialogo con le arti.

Dipinti, sculture, commessi in pietra dura, cere, avori, cristalli, arazzi e incisioni, provenienti da importanti prestiti di musei e collezioni private italiane ed estere, tra cui quella dei principi del Liechtenstein, sveleranno l’attenzione per l’esotico, la passione antiquaria e l’interesse naturalistico caratteristici del gusto internazionale settecentesco, recepito dalle porcellane attraverso le forme e i decori. Previste anche visite guidate gratuite alla mostra con il pagamento del biglietto d’ingresso di Palazzo Pitti

 

 

LEONARDO E L’ACQUA: PERCORSI GUIDATI GRATUITI A FIRENZE E DINTORNI


 

In concomitanza della mostra L’acqua microscopio della natura. Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci, organizzata dalle Gallerie degli Uffizi e del Museo Galileo nell’Aula Magliabechiana degli Uffizi, il Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno propone una serie di iniziative che permetteranno di approfondire gli studi leonardiani sulle acque, direttamente nei luoghi delle sue osservazioni.

Il Consorzio, che opera istituzionalmente per la manutenzione degli alvei dei fiumi e torrenti di sua competenza, vuole collegarsi idealmente all’opera di Leonardo da Vinci e al trattato in mostra per poter fare conoscere ad un ampio pubblico il territorio su cui Leonardo operò e l’evoluzione che lo stesso ha subito nel corso dei secoli.

Nei suoi manoscritti Leonardo, infatti, cita spesso, il territorio fiorentino, anche se negli ultimi cinque secoli il paesaggio è stato ampiamente modificato e trasformato, ancora oggi è possibile seguire qualche segno che lega certi toponimi al grande scienziato.

Partendo proprio da queste esili, ma significative, tracce il Consorzio si vorrebbe collegare idealmente alla Mostra proponendo una serie di percorsi sul territorio che traggono ispirazione proprio dai manoscritti leonardiani e che potranno essere riproposti più compiutamente nel corso dell’anno leonardiano 2019.

I percorsi proposti saranno svolti, a Firenze, nell’area del Parco delle Cascine, sulle colline di Bagno a Ripoli e nella valle dell’Agliena presso Barberino val d’Elsa. Ma si tratta solo dell’inizio perché, con la stagione favorevole saranno identificati e costruiti altri percorsi alla scoperta di un territorio meraviglioso. La prima iniziativa si è svolta svolta a Firenze il 15 dicembre scorso, con partenza da Piazza G. Puccini (davanti a Cinema Puccini) e arrivo nel Piazzale delle Cascine. La visita sarà ripetuta sabato 19 gennaio e sabato 16 febbraio. Si tratterà di un percorso fra Arno, Macinante e Mugnone alla scoperta della loro evoluzione dai tempi di Leonardo a oggi.

Il torrente del Mugnone è spesso ricordato da Leonardo da Vinci nei suoi appunti ma, nel corso del tempo, ha avuto molte variazioni di percorso per vari motivi. Quello che oggi è chiamato fosso Macinante, invece, era già presente ai tempi di Leonardo. Il percorso urbano, di circa 6 km e della durata di tre ore, permette di scoprire l’importanza dell’attività di bonifica nella piana fiorentina per la manutenzione di queste importanti vie d’acqua, capirne il ruolo per la città di Firenze e seguire le evoluzioni dei corsi d’acqua della piana fiorentina negli ultimi secoli.

Il percorso è piano e aperto a tutti, purché adeguatamente equipaggiati visto che si svolgerà anche su terreno o piste che potrebbero essere non asfaltate. L’iniziativa è prenotabile e per un massimo di 20 persone e verrà rimandata in caso di maltempo.

Da Piazza Puccini si segue il Mugnone fino al Barco dove sarà possibile vedere la singolare opera idraulica del sotto attraversamento del Macinante. Da lì, sempre lungo il Mugnone si arriva alla fine del Parco delle Cascine e poi, dopo una breve sosta alla palazzina dell’Indiano, si ritornerà, lungo i viali del Parco delle Cascine al Piazzale dove si concluderà la visita. Altri percorsi verranno definiti nelle prossime settimane e partiranno in primavera con un programma che verrà definito nelle prossime settimane.

 

Per info e prenotazioni è possibile telefonare:

Firenze Musei 055294883