GALLERIE UFFIZI: TOUR VIRTUALE TRA I CAPOLAVORI DI RAFFAELLO NEL 500° DELLA MORTE


Madonna del CardellinoMadonna della Seggiola

Alla scoperta della Madonna della Seggiola e della Madonna del Cardellino. Il direttore Schmidt: “Qui la più alta concentrazione al mondo di capolavori dell’Urbinate, è un privilegio condividerli online”

Nella ricorrenza del Cinquecentenario della morte di Raffaello Sanzio, avvenuta il 6 aprile 1520, gli Uffizi lanciano un tour virtuale in tre tappe, alla scoperta dei suoi capolavori ora accolti nelle sale del complesso museale fiorentino. Oltre ad aderire con un proprio contributo alla campagna social del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, a partire dal 6 aprile le Gallerie degli Uffizi pubblicheranno sulla loro pagina Facebook un trittico di video (uno al giorno, per tre giorni consecutivi) dedicato al pittore urbinate e alle sue opere, custodite nella Galleria delle Statue e delle Pitture e in Palazzo Pitti, nella Galleria Palatina.
Si comincia con la Galleria d’arte moderna a Palazzo Pitti, dove Cristian Spadoni, del Dipartimento di strategie digitali, partirà dal dipinto “La morte di Raffaello” realizzato da Rodolfo Morgari nel 1880, per raccontare – anche attraverso le parole di Giorgio Vasari – l’immensa influenza del pittore marchigiano nella storia dell’arte.
Il giorno successivo il visitatore virtuale sarà ancora in Palazzo Pitti, stavolta nella Galleria Palatina, dove, nella sala di Saturno, sarà lo stesso direttore delle Gallerie, Eike Schmidt, a raccontare quello che è forse il più leggendario ospite di questo spazio, la Madonna della Seggiola, da secoli considerato uno dei principali capolavori dell’intero Rinascimento.
L’8 aprile il tour si sposterà agli Uffizi, nella sala appositamente dedicata a Raffaello e a Michelangelo (dove è esposto il Tondo Doni del Buonarroti): tra le opere del Sanzio raccolte in questo spazio Anna Bisceglia, curatrice della pittura del Cinquecento, spiegherà in particolare la celeberrima Madonna del Cardellino.
Ad affiancare il tour, ci saranno anche approfondimenti quotidiani su Raffaello e i suoi dipinti, pubblicati sui profili uffizigalleries di Instagram e Twitter.

“Alle Gallerie abbiamo ben due sale dedicate ai capolavori dell’Urbinatespiega Schmidtuna è agli Uffizi, l’altra è la sala di Saturno nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, dove le sue opere si trovano, per giunta, anche in altre stanze. Praticamente, qui a Firenze abbiamo il privilegio di custodire la più alta concentrazione al mondo di dipinti di Raffaello. Per farli conoscere a tutti, nel Cinquecentenario della morte del pittore – giustamente chiamato ‘divino’ già dai contemporanei – abbiamo organizzato un viaggio virtuale nei nostri musei: il nostro augurio è che possa essere non solo un’occasione di svago, ma anche un’opportunità per riflettere sulle glorie e sulle immense risorse del nostro Paese”.

 

#STOPVIRUS / GALLERIE DEGLI UFFIZI IN RETE: ARTE E CULTURA NELLE CASE DI TUTTI


Eike Schmidt Uffizi1

Le Gallerie intensificano le attività su Twitter e Instagram e aprono la nuova pagina Facebook (www.facebook.com/uffizigalleries/) con video, foto e storie dai musei. Il direttore Schmidt (NELLA FOTO): “Evitiamo ogni contagio, tranne quello della bellezza”

 

E’ partita Uffizi Decameron, campagna social lanciata dalle Gallerie degli Uffizi. L’obiettivo è tenere compagnia, nel segno della grande arte, a tutti coloro che restano in casa per aiutare la campagna di prevenzione del contagio da Coronavirus. Ogni giorno, sui profili Instagram e Twitter degli Uffizi, verranno pubblicate foto, video e storie dedicate ai capolavori custoditi nella Galleria delle Statue e delle Pitture, in Palazzo Pitti e nel Giardino di Boboli.

Il nome della campagna, che avrà anche l’hashtag #UffiziDecameron, è ispirato appunto alla celebre opera di Giovanni Boccaccio scritta nella metà del Trecento. In essa 10 giovani sfuggono al contagio della peste nera rifugiandosi in una villa sui colli sopra Firenze: per combattere la noia del ritiro forzato ciascuno di loro racconta una novella al giorno, ispirandosi ogni volta a un tema diverso. Così gli Uffizi ai tempi del coronavirus diventano un rifugio virtuale: il loro programma su Instagram, Twitter, Youtube e sul sito web viene ampliato e da oggi potenziato con l’apertura di un altro canale social, Facebook, alla pagina Gallerie degli Uffizi  (indirizzo http://www.facebook.com/uffizigalleries/)

Anche se i musei hanno dovuto chiudere le loro porte, l’arte non si ferma – ha spiegato oggi il direttore Eike SchmidtPer questo da adesso ci rivolgeremo al nostro pubblico anche attraverso Facebook. I tesori degli Uffizi, di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli vi terranno compagnia in queste settimane di comune impegno contro il diffondersi del virus. Oggi diamo inizio ad Uffizi Decameron: come nel capolavoro di Boccaccio, ogni giorno racconteremo le storie, le opere, i personaggi dei nostri bellissimi musei, unendoci nel nome della cultura, dell’arte e – perché no – dello svago. Gli Uffizi saranno con voi, nelle vostre case, per superare tutti insieme l’attuale momento di difficoltà. Evitiamo ogni contagio, tranne quello della bellezza”.

Nell’ambito di Uffizi Decameron ci sarà anche “La mia Sala”, serie di “minitour virtuali” nei quali gli assistenti museali illustreranno in video alcuni più suggestivi angoli delle Gallerie, con i loro segreti e le loro opere.

Ad arricchire ed affiancare Uffizi Decameron sarà anche la pubblicazione sui social di immagini, video e contenuti dedicati a Raffaello e ai suoi capolavori, celebrati nella ricorrenza del cinquecentenario dalla sua morte. È un gesto virtuale dal forte contenuto simbolico, che in parte consola della temporanea sospensione della grande mostra sul pittore urbinate, organizzata a Roma dalle Scuderie del Quirinale e dagli Uffizi, alla quale le Gallerie hanno prestato una cinquantina di opere sulle circa 200 complessive in esposizione.

Dal 26 febbraio il canale Instagram degli Uffizi ha lanciato l’hashtag #Decameron e pubblicando in un post il dipinto “I Novellieri del XIV secolo” di Vincenzo Cabianca (1860) custodito alla Galleria di Arte Moderna di Palazzo Pitti ha ricordato il capolavoro letterario di Giovanni Boccaccio.

Gli Uffizi aderiscono alla campagna di prevenzione del Ministero dei Beni culturali e del Turismo #iorestoacasa.

 Al seguente link è possibile scaricare il videomessaggio del direttore

 https://we.tl/t-iLAtLwRwUg

 

GLI UFFIZI CRESCONO ANCORA: GALLERIE QUASI A QUOTA 4 MILIONI E MEZZO DI PRESENZE


Dal 2015 i visitatori sono aumentati del 33% e i ricavi sono più che raddoppiati Il 2019 è stato un nuovo anno di piena crescita per le Gallerie degli Uffizi: sono infatti aumentati i visitatori (+6,1%) e i ricavi (+3,2%). Questi alcuni dei dati principali che emergono dall’analisi dell’andamento del complesso museale fiorentino.

Impostando un raffronto complessivo sulla performance delle Gallerie dal 2014, anno precedente all’entrata in vigore della riforma Franceschini del Mibact al 2019 appena trascorso, è possibile notare come il numero dei visitatori sia passato da 3.297.897 a 4.391.895 (+33,2%). È importante notare che la crescita riguarda soprattutto la bassa stagione e Palazzo Pitti – Giardino di Boboli.

I ricavi, dal 2014 al 2019, sono più che raddoppiati (+118,6%) passando da 16 milioni a 35,1 milioni di euro (16.082.365 vs. 35.162.860 euro). Sempre dall’inizio della riforma Franceschini fino ad oggi, le Gallerie degli Uffizi hanno creato 108 nuovi posti di lavoro attraverso Ales (la società in-house del Mibact): 14 di questi nel 2019.

 VISITATORI
Con 4.391.895 presenze (a fronte delle 4.153.101 del 2018) le Gallerie degli Uffizi si confermano anche quest’anno il più frequentato museo italiano (al secondo posto, secondo i numeri della classifica del Mibact c’è la Galleria dell’Accademia di Firenze, con 1.704.776, al terzo il Museo Egizio di Torino con 853.320), e pertanto rientriamo nei top 10 mondiali.

Nel complesso vasariano degli Uffizi (Galleria delle Statue e delle Pitture) ci sono stati 2.361.753 visitatori (+5,9%), a Palazzo Pitti 777.212 (+6,9%), al Giardino di Boboli 1.252.896 (+6,2%).

Inoltre secondo la statistica del Mibact, in Italia le Gallerie degli Uffizi sono l’istituto culturale con la maggior crescita di visitatori in termini assoluti (+254.168), seguito da Pompei (+156.538), Castel Sant’Angelo (+83.705) e la Galleria Nazionale delle Marche (+71.476); da notare che sono aumentati i visitatori del Giardino di Boboli, in marcata controtendenza con quanto avvenuto sul territorio nazionale per quanto riguarda i parchi storici e monumentali. Inoltre, con la robusta crescita complessiva le Gallerie degli Uffizi si distingue dal panorama nazionale e locale, nel quale si è registrata una leggera contrazione generale.

BOOM DEGLI ABBONAMENTI

Da segnalare anche il successo dei biglietti speciali per accedere a tutti gli spazi delle Gallerie, in modo più rilassato e approfondito (secondo l’ideale dello “slow museum”): il Passepartout 3 Days, scelto da 148.384 persone, cresce del 42%, mentre è impressionante l’aumento del Passepartout annuale, +254%, con 10.351 abbonati. Buona anche la performance della nuova offerta annuale, Passepartout Family (valida per due adulti con tutti i loro bambini): questa tipologia di biglietti è stata acquistata da oltre 900 famiglie, garantendo l’ingresso regolare e prioritario ad oltre 2.000 persone.

“Questo boom dei nostri abbonamenti è un’ottima notizia – spiega il direttore delle Gallerie Eike Schmidt – perché testimonia che stiamo riuscendo a fidelizzare una parte sempre più rilevante dei nostri visitatori, soprattutto tra i fiorentini”. 

RICAVI
Gli Uffizi avanzano anche economicamente. Nel 2019 i ricavi sono stati pari a 35.162.860 euro, +3,2% rispetto al 2018. Tra questi oltre 30 milioni sono arrivati dalla bigliettazione, con un +4,1% rispetto all’anno precedente. Si registra, in particolare, il boom dei biglietti con sconti mirati per fascia oraria a Palazzo Pitti: i ticket a prezzo ridotto acquistati prima delle 8,59 per entrare nella Reggia entro le 9,25 del mattino crescono in alta stagione da 9.859 a 12.834 (+30%), in bassa stagione da 1.601 a 2.794 (+75%). Ancora più rilevante il successo del biglietto a prezzo dimezzato per i pomeriggi invernali del mercoledì: dai 1.303 venduti nel 2018, si è passati ai 3.311 del 2019 (+154%). Complessivamente, sono stati venduti 18.939 biglietti superscontati del 50%, ovvero +48,4% rispetto all’anno precedente (12.769).

GIORNO DELLA MEMORIA 2020: AGLI UFFIZI DI FIRENZE MATTINATA SULLA SHOAH


Uffizi

Oggi la giornata di studio nell’Auditorium Vasari sul tema: “Dalle persone alle cose: le collezioni ebraiche deportate e il ruolo dello stato”

Centinaia di migliaia di opere d’arte trafugate dai nazisti durante gli anni della seconda Guerra Mondiale: è questo il triste bilancio di intere collezioni ebraiche, letteralmente deportate, strappate a famiglie e sinagoghe mentre si destinavano i legittimi proprietari a morire nei campi di concentramento. Dopo l’appello dello scorso anno del direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, affinché nel mondo i governi facciano di più, istituendo “commissioni che si impegnino attivamente” nel recupero dei beni sottratti, seguendo l’esempio virtuoso dell’Italia con il Nucleo di Tutela dei Carabinieri, il museo fiorentino approfondirà il tema con la mattinata di studio che si terrà venerdì 24 gennaio nell’Auditorium Vasari degli Uffizi sul tema: “Dalle persone alle cose: le collezioni ebraiche deportate e il ruolo dello Stato”.

Sono trascorsi 75 anni dal 27 gennaio 1945, quando i cancelli del lager di Auschwitz si aprirono mostrando al mondo intero non solo i sopravvissuti e testimoni della tragedia, ma anche gli strumenti di tortura e di annientamento utilizzati dai nazisti contro i dissidenti, le minoranze etniche, i vinti, e soprattutto il popolo ebraico.

A distanza di venti anni da quando è stata istituita la Giornata della Memoria in Italia, agli Uffizi, qualche giorno in anticipo, se ne celebra il quinto anniversario e iniziative come la giornata di studio del 24 gennaio rappresentano un momento di confronto rivolto non solo alla cittadinanza, ma anche e principalmente alle scuole di Firenze.

Si tratta di un percorso coerente – spiega Claudio Di Benedetto, curatore dell’iniziativa insieme al direttore Schmidt – L’incontro di venerdì rappresenterà la quinta tessera di un mosaico che stiamo formando. L’intento è quello di comporre un quadro di vicende legate all’arte attraverso protagonisti dentro e fuori della comunità ebraica”.

Si parlerà non soltanto di opere come il dipinto di Silvestro Lega trafugato dai nazisti e mai recuperato, ma anche di storie di successi, come la raccolta artistica di Moisé Supino frammentata in differenti collezioni ma per fortuna mai dispersa del tutto.

Questi incontri – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidtsono momenti importanti di approfondimento e confronto, ma fin da quando sono stati concepiti l’intento non è stato quello di rivolgersi ad un pubblico di settore. Vogliamo parlare a tutti, soprattutto ai giovani, perché è importante che loro sappiano e possano riflettere. È importante commemorare le vittime della Shoah e soprattutto è fondamentale ricordare queste pagine nere di Storia, ancora così vicine a noi, per capirne i meccanismi e impedire che aberrazioni simili possano accadere in futuro. Quando guardo qualche opera recuperata dai carabinieri e ingiustamente razziata dai nazisti, vedo sempre gli sguardi di tantissime famiglie, di intere comunità ingiustamente derubate, che si sono posati nei secoli su queste collezioni. Recuperando le opere, la memoria delle persone sterminate esce dal buio”.

GALLERIE DEGLI UFFIZI E SIENA: UN PATTO PER L’ARTE E LA MUSICA


 

Siena e gli Uffizi di Firenze insieme per promuovere arte e musica. È ampio il ventaglio di iniziative discusse oggi durante un incontro avvenuto in Galleria tra il direttore del complesso museale fiorentino, Eike Schmidt, e il sindaco senese Luigi De Mossi.

L’occasione è un appello di 46 firmatari, che richiedono la cessione alla Pinacoteca di Siena di due opere di Daniele da Volterra recentemente acquistate dagli Uffizi, e appartenute alla famiglia Pannocchieschi d’Elci di Siena. Il Direttore Schmidt e il Sindaco De Mossi sono consapevoli che la normativa non permette questa operazione, tra il resto storicamente assai problematica, anche se Schmidt non esclude future mostre non solo a Volterra (come già prospettato al momento dell’acquisto), ma anche nella città del Palio, proprio per un artista così importante come Daniele Ricciarelli.

Intanto, questo vertice porta altri importanti frutti: sul fronte espositivo, è stato annunciata la mostra Masaccio: Madonna del Solletico. Il Cardinal Antonio Casini, “l’altro papa” che si terrà fra pochi mesi – dal 14 maggio al 31 ottobre 2020 – nella cripta del Duomo di Siena, a realizzare un progetto dell’Opera Metropolitana di Siena in collaborazione con gli Uffizi. La Galleria delle Statue e delle Pitture si priverà temporaneamente di questo capolavoro di Masaccio, un vero gioiello della pittura del Rinascimento, per celebrare la figura del suo committente, il cardinale senese Antonio Casini (1378-1439).

L’incontro è stato anche occasione per riparlare dei due dipinti di Albrecht Altdorfer con Storie di San Floriano, dalla collezione Spannocchi di Siena, dal 1913 in deposito agli Uffizi. Già dal 2018 essi sono esposti a Santa Maria della Scala. Nell’incontro di questa mattina, il Direttore Schmidt ha ribadito che le due opere, di proprietà della Provincia di Siena, ritorneranno a far parte della grande impresa di ricomposizione della storica collezione senese, su impulso del dottor Alessandro Bagnoli della Soprintendenza senese, e di concerto con il Soprintendente Andrea Muzzi e del direttore del Polo Museale Toscano Stefano Casciu. Con questa restituzione gli Uffizi contribuiscono a un’operazione non solo virtuosa, ma di spettacolare valore storico: la collezione Spannocchi può tornare a rivivere nella città cui appartenne fin dal 1709.

Gli Uffizi, inoltre, invieranno a Siena anche opere del Sodoma in occasione della prossima mostra che vedrà protagonista anche l’affresco della Cappella di piazza del Campo, attualmente in restauro, Madonna con Bambino e santi. Infine, è stata lanciata anche l’idea di una collaborazione musicale: Schmidt ha infatti invitato l’Accademia Chigiana a suonare nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, nell’ambito del ricco cartellone di eventi annualmente accolti nel prestigioso spazio della reggia medicea.

Il direttore degli Uffizi Eike Schmidt commenta: “Negli ultimi anni le Gallerie degli Uffizi si sono impegnate con dedizione in favore del territorio e dei musei meno celebri e frequentati. Solo nell’ultimo anno, ne sono prova le mostre organizzate a Poppi, Anghiari, Signa, Bagno a Ripoli, Urbania e Matera. La possibilità di estendere la collaborazione con Siena ci onora e sancisce una pax intraregionale. Sono lieto di contribuire, con tutta l’energia e la partecipazione possibili, ai progetti e alla visione del sindaco De Mossi di rendere Siena ancora più rilevante nel panorama della cultura internazionale”.

Il sindaco di Siena Luigi De Mossi aggiunge: “Sono molto soddisfatto dell’incontro con il direttore Schmidt del quale ho già avuto modo di apprezzare la sensibilità e l’alta professionalità in occasione della sua precedente visita a Siena per il Palio di agosto. Sono certo che la collaborazione tra gli Uffizi, il Santa Maria della Scala, l’Accademia Chigiana e il complesso del Duomo di Siena, che è di competenza arcivescovile, produrrà grandi risultati in campo culturale superando i campanilismi e i particolarismi e concorrendo a costruire un circuito tra i più prestigiosi del mondo, se non il più prestigioso. Devo sottolineare, ancora una volta, che l’operazione realizzata dagli Uffizi consente di trattenere nel patrimonio pubblico due opere che sarebbero state conosciute e godute soltanto da soggetti privati. Torno a sottolineare e a ringraziare il direttore Schmidt per lo sforzo fatto”.

FIRENZE: LA BEFANA DEI VIGILI DEL FUOCO “VOLA” SU PIAZZA SIGNORIA


Il 6 gennaio, alle 15,45 l’annuale appuntamento per tutti i bambini: la magica vecchietta ‘planerà’ dalla Loggia dei Lanzi

Come ogni anno, la Befana dei Vigili del Fuoco torna a volare in Piazza della Signoria a Firenze. È quanto avverrà nel pomeriggio del 6 gennaio, nell’ambito dell’ormai tradizionale evento dedicato ai bambini di Firenze e a quelli di passaggio in città. L’invito, rivolto a tutti i bimbi, è di presentarsi in piazza alle 15,45: la Befana darà prova di capacità acrobatiche non indifferenti, calandosi dalla terrazza sopra la Loggia e distribuendo caramelle e dolci ai piccoli spettatori. Nella difficile discesa aerea, l’anziana e magica signora non sarà sola: insieme a lei, per aiutarla, ci saranno cinque valorosi vigili del fuoco.
L’impresa, che ha il patrocinio del Comune di Firenze, sarà possibile grazie al supporto logistico delle Gallerie degli Uffizi e all’impegno del personale operativo ed amministrativo della Direzione regionale e del Comando dei Vigili del Fuoco di Firenze insieme all’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco Sezione Firenze.
Oltre ad allietare le famiglie, l’evento ha anche un obiettivo sociale: L’Associazione Nazionale dei Vigili del Fuoco e l’Unità di Crisi del Mibact raccoglieranno infatti donazioni da destinarsi alla tutela e conservazione del patrimonio storico artistico recentemente danneggiato dal terremoto nel Mugello.
Quello di piazza Signoria non sarà l’unico appuntamento fiorentino della Befana, alle ore 10,30 circa, infatti, apparirà all’ospedale pediatrico Meyer: un momento attesissimo da suoi piccoli ospiti, che ogni anno, il 6 gennaio, la vedono atterrare direttamente in reparto. La leggendaria vecchietta distribuirà loro dolci e giocattoli, donati dal personale del Comando Vigili del Fuoco di Firenze, dal Reparto Volo VVF Arezzo e dalla Associazione Nazionale VVF Sez. Firenze.
“Come ogni anno, gli Uffizi non potevano certo mancare ad un appuntamento così entusiasmante ed atteso dai bambini quale è l’arrivo della Befana in piazza Signoria a Firenze – commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidtstavolta a questo grande piacere si aggiunge la finalità  di sostegno al patrimonio culturale ed artistico del Mugello danneggiato dal recente terremoto: una missione importantissima alla quale le Gallerie sono fiere di poter dare il loro contributo”.
Il Direttore Regionale Ing. Giuseppe Romano ed il Comandante  dei Vigili del Fuoco di Firenze Ing. Maurizio Lucia sottolineano come “L’iniziativa, oltre ad essere coerente con lo spirito e i valori del CNVVF, ha gli intenti primari di portare all’attenzione del pubblico la pratica della solidarietà, infatti attraverso la partecipazione ad un momento gioioso si traggono spunti di riflessione sulle difficoltà che vivono le popolazioni colpite da emergenze,  e di promuovere una solida cultura della sicurezza attraverso il progetto “Never Lost Young” ovvero come comunicare ai soccorritori le coordinate anche in assenza di rete dati”.

FIRENZE / UFFIZI: AL VIA LA NUOVA STAGIONE DEGLI INCONTRI DEL MERCOLEDÌ


Corridoio Uffizi

Una Lectura Dantis, la prima mai tenuta agli Uffizi di Firenze: l’evento, affidato all’insigne dantista Paolo Procaccioli, professore all’Università degli Studi della Tuscia, si terrà, non casualmente, il 25 marzo, data d’inizio del viaggio di Dante nella Divina Commedia e ricorrenza del Capodanno fiorentino. È anche tra le principali novità del calendario di ben 21 incontri, intitolati “Dialoghi di arte e cultura”, organizzati nel primo semestre 2020 nell’auditorium Vasari della Galleria.

La formula degli incontri, che fin dal loro avvio, nel 2017, riscontrano un notevole successo sia di pubblico che di gradimento, è semplice:  dall’inizio di ogni ciclo, tutte le settimane, il mercoledì alle 17 nell’Auditorium Vasari degli Uffizi, ci sarà uno studioso a parlare di un argomento di volta in volta diverso. Questo nuovo ciclo di appuntamenti verrà aperto l’8 gennaio alle 17 da Marco Cavalieri, professore di archeologia classica all’Università Cattolica di Lovanio, con una lezione sul ruolo e l’importanza della calzatura nell’antichità. Le conferenze offrono un ventaglio amplissimo di argomenti culturali e storico artistici: ricordiamo quella dello storico Luciano Canfora su “Guerra e Schiavitù in Euripide” (29 gennaio), e di Nicholas Penny, già direttore della National Gallery di Londra, sull’espressività del volto umano nell’arte rinascimentale e barocca, prendendo spunto dall’Alessandro morente degli Uffizi (il 29 maggio, in lingua inglese). L’11 marzo Veronica D’Ascenzo, la maestra sopravvissuta da bambina al tragico crollo della sua scuola a San Giuliano di Puglia, parlerà dell’importanza dell’arte nel superamento dei disturbi post traumatici da stress nei minori.

Anche per il 2020, “Dialoghi di arte e cultura” prevedono quattro categorie di conferenze, a seconda degli argomenti e dell’approccio interpretativo. Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt sottolinea: “È un ricco programma, con una novità: l’introduzione della lectura Dantis, un incontro che diventerà annuale e con cui gli Uffizi riprendono una tradizione del Rinascimento fiorentino. Partiti nel 2017, gli incontri del mercoledì sono ormai una realtà apprezzata a Firenze, nel pur ampio e variegato panorama di offerte culturali presenti ogni mese in città. Infatti le conferenze all’Auditorium Vasari, anche per la frequente presenza di opere d’arte esposte per l’occasione, collegano in maniera forte il museo con la cittadinanza, creano interesse e passione. Nel 2020 rimarrà immutato lo spirito che, fin dall’inizio, aveva ispirato questo progetto: restituire un ruolo centrale alla formazione e alla diffusione del sapere nella politica culturale del nostro museo”.

CALENDARIO DEGLI INCONTRI

8 gennaio, Dietro le Quinte, Marco Cavalieri

“Tra antropologia del mito e rappresentazione del potere: la calzatura attraverso il prisma dell’Antichità”

15 gennaio, Laboratorio Universale, Hamdan Al-Zeqri

“L’arte di seminare speranza: il museo come strumento per la costruzione di un dialogo interculturale per la pace”

22 gennaio, Laboratorio Universale, Anna Chiara Cimoli

“Il museo, incubatore di inclusione sociale”

29 gennaio (ore 16), Laboratorio Universale, Luciano Canfora

“Guerra e schiavitù in Euripide”

5 febbraio, Tesori dai depositi, Valeria d’Aquino

“La fornace di Tugio di Giunta a Firenze”

12 febbraio, Tesori dai depositi, Novella Lapini

“La raccolta epigrafica degli Uffizi. Un dialogo aperto tra collezione storica e nuove acquisizioni”

19 febbraio, Dietro le Quinte, Antonella Poce

“L’educazione al patrimonio. Riflessioni ed esperienze”

26 febbraio, Capolavori su Carta, Marco Tanzi – Emanuela Daffra

“Rivisitando Camillo Boccaccino agli Uffizi: un protagonista della Grande Maniera in Valpadana”

 4 marzo, Laboratorio Universale, Paolo Pastres

“Luigi Lanzi e la Galleria degli Uffizi”

11 marzo, Laboratorio Universale, Veronica D’Ascenzo

“Arte ed educazione in aiuto dei minori con disturbo post traumatico da stress. Esperienze a confronto”

18 marzo, Dietro le Quinte, Lucia Meoni

“Raffaello e gli arazzi per Leone X”

 25 marzo, Lectura Dantis, Paolo Procaccioli

“Per Dante e per Firenze. Programmi letterari e artistici tra Quattro e Cinquecento

 1 aprile, Dietro le Quinte, Maurizio Michelozzi

“La Scuola di Atene di Raffaello, esempio di ben finito cartone”

 8 aprile, Laboratorio Universale, Roberto Martusciello Cinquegrana

“Le giostre fiorentine del XV secolo”

15 aprile, Capolavori dai depositi, Nicoletta Pons

“Un’inedita pala di Jacopo del Sellaio dai depositi di Palazzo Pitti”

22 aprile, Dietro le Quinte, Antonella Negri

“L’informatica al servizio della catalogazione dei beni culturali”

 29 aprile, Capolavori su Carta, Laura Da Rin Bettina – Roberta Aliventi – Raimondo Sassi

“Raffaello e i bolognesi: nuove scoperte nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi”

6 maggio, Dietro le Quinte, Vanessa Gavioli – Elena Marconi – Ettore Spalletti

“La genesi di una mostra e la riscoperta di uno dei principali artisti europei del primo Ottocento: Giuseppe Bezzuoli”

13 maggio, Capolavori su Carta, Marzia Faietti

“Andrea Mantegna e la Medusa. Un autoritratto dell’artista agli Uffizi”

20 maggio, Laboratorio universale, Nicholas Penny

“The Expressive Head” (in inglese)

27 maggio, Laboratorio universale, Gianni Caverni

“Citazioni di opere d’arte e di archeologia nella musica pop e rock”

 

 

TEMPO DI NATALE AGLI UFFIZI DI FIRENZE: UN REGALO AD ARTE


L’arte sarà il regalo di Natale che le Gallerie degli Uffizi metteranno sotto l’albero per turisti e fiorentini. La Galleria dell’Accademia di Firenze, gli Uffizi, Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli  resteranno visitabili in via del tutto straordinaria anche con aperture prolungate serali.

Gli Uffizi e la Galleria dell’Accademia, infatti, saranno entrambe straordinariamente aperte lunedì 30 dicembre e lunedì 6 gennaio dalle 8,15 alle 18,50 (ultimo ingresso, non prenotabile, ore 17,45).

Gli Uffizi e Palazzo Pitti saranno aperti anche per la vigilia di Natale e per l’ultimo dell’anno con chiusura anticipata alle ore 18 (ultimo ingresso alle ore 16,45, inizio delle operazioni di chiusura alle ore 17,35).

Nelle giornate del 28 dicembre e del 2 e 4 gennaio, gli Uffizi offriranno anche un prolungamento dell’orario di apertura dalle 19 alle 21 (ultimo ingresso alle ore 19,45 e inizio delle operazioni di chiusura alle 20,35). Infine, il Giardino di Boboli sarà straordinariamente aperto per Capodanno, mercoledì 1 gennaio, dalle 10 alle 16,30 (ultimo ingresso, non prenotabile, alle ore 15,30).

Mai come quest’anno – commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidtapriamo i nostri musei nel periodo festivo tra  Natale e l’Epifania. Portate le vostre famiglie a vedere i capolavori dell’arte sacra e non solo, e in particolare venite ad ammirare La Vergine in adorazione del Bambin Gesù del Correggio, L’adorazione dei Magi di Leonardo, o il Trittico Portinari di Hugo van der Goes per rendere omaggio a questo momento speciale per tutta l’umanità”.

 

UFFIZI FIRENZE: ECCO PER LA PRIMA VOLTA GLI SPETTACOLARI “CIELI DEL RINASCIMENTO”


I disegni per soffitti di Michelangelo, i Sangallo e Vasari raccontano la genesi e l’ornamento di importanti edifici e chiese. Esposto, per la prima volta al pubblico, un rarissimo lacunare ligneo di età romana scoperto di recente ad Ercolano.

Questa stanza non ha più pareti
Ma alberi
Alberi infiniti

Quando sei qui vicino a me
Questo soffitto viola
No, non esiste più
Io vedo il cielo sopra noi
Che restiamo qui
Abbandonati
Come se non ci fosse più
Niente, più niente al mondo

(“Il cielo in una stanza”, G. Paoli, 1960)

Il soffitto metafora del cielo. Forme quadrate, rettangolari o ottagonali tutte riccamente decorate invitano i visitatori delle chiese e dei palazzi rinascimentali a sollevare gli occhi al cielo. Da elemento costruttivo nato per proteggere gli ambienti a ornamento che fonde nel suo insieme tutte le arti. Per la prima volta il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi dedica una mostra ad un singolo elemento architettonico.
Con questa mostra la Galleria degli Uffizi, che custodisce il maggior numero di disegni di soffitti rinascimentali, inizia a scriverne la storia. Del ricco patrimonio di disegni degli Uffizi è stata operata un’attenta selezione integrata da fogli dal Louvre, dal Museo Nazionale di Stoccolma, dalla Biblioteca di Storia dell’Arte e di Archeologia, dal Museo di Roma, dagli Archivi di Stato di Roma e di Firenze.

Oltre trenta opere esposte tra disegni tecnici, di ornato e di figura, dipinti e altri manufatti preziosi e poco conosciuti che raccontano lo splendore dei soffitti lignei nel Rinascimento e come, per la loro realizzazione, pittura e scultura fossero strettamente connesse all’architettura. La versatilità decorativa dei lacunari fu sfruttata fin dai tempi remoti, come testimoniano i monumenti classici, dal Partenone al Pantheon. Ad aprire la mostra, infatti, un rarissimo lacunare ligneo di età romana, per la prima volta esposto al pubblico, che conserva ancora tracce di colore, scoperto recentemente a Ercolano.

Il mondo antico modello delle arti nel Rinascimento è rappresentato anche dai magistrali disegni, mai esposti tutti insieme, di artisti, prevalentemente toscani (Giovanni da Udine e Zuccari, e degli architetti Sangallo e Dosio), che ritraggono gli spartimenti a stucco e pittura degli ambienti della Domus Aurea e di altri monumenti classici a Roma, a Tivoli e a Baia. Il Rinascimento nei soffitti si annuncia in mostra con i colori e gli ornati classici di un maestoso lacunare quattrocentesco in castagno (2 metri per 2 metri), appositamente restaurato per l’esposizione, intagliato dal fiorentino Giovannino de’ Dolci per il Salone del mappamondo di palazzo Venezia, su incarico del papa veneziano Paolo II Barbo le cui insegne sono scolpite al centro del lacunare.

Magnifico il progetto di Michelangelo per la Biblioteca Laurenziana, che evidenzia come la struttura geometrica dei soffitti a lacunari chiuda e completi la scatola prospettica dello spazio, gusto rinascimentale che ribadiscono Baldassarre Peruzzi nel modello cartaceo per il rinnovamento di San Domenico a Siena e Vasari nel progetto per il Salone dei Cinquecento. Raffinati accordi geometrici trionfano anche nella stupefacente volta della Sala Regia in Vaticano di Antonio da Sangallo il Giovane. Questo magistrale disegno custodito agli Uffizi, raramente esposto (formato da due fogli congiunti che compongono la proiezione ortogonale della maestosa volta) forniva agli artigiani le modalità costruttive per la combinazione di astroidi, ovati e ottagoni.

I soffitti a lacunari si diffusero in Europa nel XVI secolo attraverso disegni e incisioni. Un ruolo chiave in tal senso lo svolsero le tavole incise su legno del Quarto Libro d’architettura di Sebastiano Serlio (1537). I “cieli” a lacunari decorati sono oggi in disuso, la loro estraneità alle volumetrie delle architetture contemporanee li colloca in una dimensione storica superata, in un passato monumentale sontuoso quanto inattuale. In mostra due rari esemplari contemporanei: Wu Yuren con il lacunare “impossibile” The Truth is Concret (2015) e Claudio Parmiggiani con l’evanescente impronta del volo di farfalle (2015) ideata per Villa Medici a Roma. i due artisti interpretano e trasfigurano nelle loro opere i soffitti a cassettoni in un modo che è al tempo stesso un tradimento e un omaggio alla tradizione nobile dei “cieli”.

L’idea di dedicare una mostra a questo tema inedito e sofisticato parte da un evento doloroso: il crollo del soffitto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami a Roma, avvenuto il 30 agosto 2018 – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt. Quel giorno è andato in rovina un pezzo del nostro patrimonio artistico, che possiamo proteggere solo attraverso la conoscenza e l’attenzione costante. In questo modo si sviluppa una sensibilità per la tutela, e la mostra degli Uffizi vuole essere un tassello in questa distribuzione del sapere che diventa, alla fine, uno strumento potente nella difesa dei nostri tesori d’arte”.

La collezione del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi custodisce a Firenze copiose ed eccezionali testimonianze grafiche di questa arte, che coniuga tecnica e ornamento – precisa la curatrice Claudia Conforti, professore ordinaria all’Università di Roma “Tor Vergata”. È una delle ragioni che hanno suggerito come tema espositivo i soffitti a lacunari, un soggetto trascurato, se non ignorato, dagli studi. L’altra ragione che ci ha spinto è la voglia di stimolare i visitatori nell’alzare gli occhi al cielo quando entreranno a rivedere i monumenti fiorentini e romani”. 

Mostra a cura di Claudia Conforti, Maria Grazia D’Amelio, Francesca Funis, Lorenzo Grieco. Gallerie degli Uffizi, Sala Detti e Sala del Camino, 10 dicembre 2019 – 8 marzo 2020. Catalogo Giunti (176 pagine)

UFFIZI, PROSSIME MOSTRE: DA PIETRO L’ARETINO AI “CIELI IN UNA STANZA”


Segnaliamo le prossime mostre in programma a Firenze, alle Gallerie degli Uffizi e Palazzo Pitti, a partire da quella dedicata a Pietro Aretino.

Pietro Aretino e l’arte nel Rinascimento, a cura di Anna Bisceglia, Matteo Ceriana e Paolo Procaccioli, Gli Uffizi, Aula Magliabechiana, 27 novembre 2019 – 1 marzo 2020

Un centinaio tra dipinti, sculture, oggetti di arte applicata, arazzi, miniature e libri a stampa, ricostruiscono il mondo di un grande intellettuale del Cinquecento, Pietro Aretino (1492-1556). Il suo ritratto alla Galleria Palatina è uno dei capolavori di Tiziano, noto per le effigi di Papi e Imperatori, nientemeno. Pietro Aretino visse, e alimentò con i suoi scritti, un momento fondamentale per la storia e per l’arte italiana: quello che vide l’affermazione di Michelangelo e Raffaello a Roma e la diffusione in tutta Europa della cultura maturata nei primi tre decenni del Cinquecento nello sfarzo della corte di Giulio II, Leone X e Clemente VII. Aretino visse, in una parola, nel pieno della “Maniera Moderna”, secondo la definizione di Giorgio Vasari nelle sue Vite degli artisti, pubblicate nel 1550 e nel 1568. La mostra è scandita in cinque sezioni che illustrano i principali momenti della vicenda di Pietro, e l’avvicendarsi di scenari che vanno dagli esordi tra Arezzo e Perugia, all’approdo alla corte pontificia Roma, fino al trasferimento nel nord Italia, a Mantova prima e infine a Venezia.

I Cieli in una stanza. Soffitti lignei a Firenze e a Roma nel Rinascimento, a cura di Claudia Conforti, Maria Grazia D’Amelio, Francesca Funis, Lorenzo Grieco, Gli Uffizi, Sala Detti e Sala del Camino, 10 dicembre 2019 – 8 marzo 2020

La mostra illustra i soffitti lignei a cassettoni, chiamati “cieli” nel Rinascimento. Elementi costruttivi e ornamentali dello spazio interno, i soffitti sono un compendio di tecnica, di arte e di rappresentazione simbolica, che attualizza la cultura antica, nella rifondazione che tra Quattro e Cinquecento interessa chiese e palazzi a Firenze e a Roma. Saranno esposti disegni in gran parte provenienti dalla raccolta degli Uffizi, che illustrano prototipi antichi, dalla Domus Aurea al tempio di Bacco a Roma; progetti dei Sangallo, di Vasari e bottega, di Michelangelo, di Zucchi, di Maderno e altri; le monumentali capriate portanti. Arricchiranno la mostra dipinti, incisioni, modelli e autentici lacunari rinascimentali. Dispositivi interattivi mostreranno soffitti lignei di Roma e Firenze, scelti tra i più belli e importanti.

Ai piedi degli dei. Le calzature antiche e la loro fortuna nella cultura del Novecento, a cura di Lorenza Camin, Caterina Chiarelli, Fabrizio Paolucci, Palazzo Pitti, Museo della Moda e del Costume, 17 dicembre 2019 – 19 aprile 2020

La storia, il ruolo sociale e la valenza simbolica della calzatura a partire dal mondo classico sino al contemporaneo sono l’argomento della mostra. Nel mondo greco, per esempio, lo status e il ceto di appartenenza di una persona si distingueva anche in base all’altezza delle suole, ai colori e alle decorazioni delle calzature che indossava. In mostra sono esposti i principali tipi di scarpe utilizzate nel periodo compreso fra il V secolo a.C. e il IV a.C, rinvenute in contesti archeologici dell’Europa del nord. Raffigurazioni su rilievi, vasi figurati e statue integreranno il nucleo archeologico, cui si affiancherà una sezione dedicata alla fortuna della calzatura antica nella cultura del Novecento, attraverso due punti di vista fra loro complementari: la moda e il cinema. Scarpe dei maggiori stilisti italiani del secolo scorso saranno esposte insieme ai modelli della più celebre manifattura italiana di calzature per il cinema, la Pompei Shoes, per alcuni dei film peplum divenuti veri e propri cult, da Cleopatra a Quo Vadis, Da Ben Hur al Gladiatore.