FIRENZE / UFFIZI, UN’ESTATE AD ARTE : EVENTI ED ATTIVITA’ PER I BAMBINI


UffiziPalazzo Pitti visto da Boboli

Un’estate di divertimento e arte pensata per i bambini, tra i capolavori degli Uffizi e di Palazzo Pitti oppure nei prati del giardino storico di Boboli: ad offrirla a tutte le famiglie, con un ampio e vario ventaglio di iniziative, eventi e visite guidate, è il museo stesso, che, grazie al sostegno di Unicoop Firenze, ha dato vita al progetto “R-Estate con l’arte”. Tante saranno le attività di svago e apprendimento, suddivise essenzialmente in due tipologie: letture animate e racconti sul giardino di Boboli a cura dell’Associazione Allibratori (dal martedì al venerdì mattina), che si terranno alla Vasca dell’Isola; visite guidate a tema, ideate per i bambini, agli Uffizi, nei musei di Palazzo Pitti e, di nuovo, nel giardino di Boboli. Il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt: “Agli Uffizi, l’estate in città diventa una vacanza formativa, intelligente, divertente. L’arte e la natura, la nostra Storia, i personaggi veri e quelli di fantasia costruiscono un unico racconto, affidato a specialisti che offriranno ai piccoli – ma anche ai grandi che li accompagnano – un’esperienza emozionante negli spazi più belli delle Gallerie e del Giardino di Boboli. Sarà anche un meraviglioso risarcimento dopo i lunghi mesi di isolamento forzato“.

Le attività sono offerte gratuitamente grazie al generoso contributo di Unicoop Firenze.

L’Innovation and Strategic Marketing Manager di Unicoop Firenze Marco Vannini: “L’impegno della cooperativa è volto a valorizzare una idea di cultura come bene comune alla portata di tutti e come risorsa accessibile con cui nutrire bene la mente. In questa fase difficile per il Paese, dopo il lockdown, siamo felici di poter offrire ai cittadini, piccoli e grandi, occasioni per conoscere il grande patrimonio artistico e culturale delle nostre città. La promozione delle visite guidate a Boboli e agli Uffizi, pensate appositamente per le famiglie che passeranno l’estate a Firenze, vanno in questa direzione.”

Tutte le informazioni e il calendario delle iniziative disponibili sul sito delle Gallerie degli Uffizi, http://www.uffizi.it

LETTURE ANIMATE A BOBOLI

Letture animate e racconti sul Giardino a cura dell’Associazione Allibratori, in un grande prato ombroso vicino alla Vasca dell’Isola, popolata di fiori, agrumi, pesci e tartarughe, con al centro la grande statua di Oceano. Da martedì al venerdì, dalle 10 alle 11.30, a partire da martedì 7 luglio fino venerdì 7 agosto (è previsto un secondo periodo di cui verrà data comunicazione in seguito). Non è richiesta la prenotazione. Ingresso gratuito per i residenti a Firenze. Attività gratuita. Si consiglia di entrare dall’ingresso di Annalena in via Romana, più vicino al prato dove si svolgerà l’attività.

VISITE GUIDATE SU PRENOTAZIONE

Uffizi

Uffizi: Pronti, attenti, via!

Il percorso è inteso come un “primo incontro” con gli Uffizi. Verrà raccontata la storia del museo e dei personaggi della famiglia de’ Medici; i bambini partecipanti impareranno a “leggere” un’opera d’arte, e verranno introdotti i concetti di conoscenza e tutela di un Patrimonio che è di tutti.

Uffizi Celebrities

È risaputo come gli Uffizi siano un museo ricchissimo di grandi opere d’arte, una più bella dell’altra. Nell’impossibilità di ammirarle per intero, questo percorso porterà i piccoli visitatori alla scoperta dei capolavori assoluti, realizzati dai più grandi maestri: Giotto, Botticelli, Leonardo, Michelangelo e Raffaello, per un itinerario che va dal Gotico al Rinascimento.

Mostri 

Nascoste (ma non troppo) nelle opere d’arte, in Galleria ci sono moltissime creature fantastiche. La visita, guidata da una nostra educatrice museale, diventerà una sorta di caccia al tesoro nel museo, pensata per i piccoli visitatori ma stimolante per tutti, con una chiave di lettura originale, “alla ricerca del mostro”.

U come Uffizi

Il percorso è dedicato alla nascita e allo sviluppo dell’edificio costruito da Vasari nel cuore civile della città di Firenze, tra il Palazzo della Signoria e l’Arno. Protagoniste, le statue della Loggia dei Lanzi e quelle del porticato degli Uffizi.

Palazzo Pitti

La reggia delle meraviglie

Un percorso che accompagna i bambini alla scoperta della storia del Palazzo, delle collezioni e delle tre famiglie (Medici, Lorena, Savoia) che vi hanno vissuto dal Cinquecento al Novecento.

Bambini a corte

La vita dei bambini di tre dinastie regnanti (Medici, Lorena e Savoia) viene ricostruita attraverso dipinti che consentono di parlare di aspetti della loro vita quotidiana quali l’abbigliamento, lo studio, i giochi, ma anche gli obblighi di Corte. I piccoli potranno così scoprire analogie e differenze tra la loro quotidianità e modelli di vita ormai lontani, dei quali le opere dipinte mantengono una puntuale memoria. Il percorso si estenderà agli ambienti di tutto il Palazzo.

Volti e storie di donne (Galleria d’Arte Moderna)

Mentre si attraversano le sale della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze sono tanti gli occhi che guardano. C’è Napoleone, Gioacchino Rossini, ma anche tantissime dame, tutte da conoscere. Osservare questi volti femminili può dire tanto su come tra Ottocento e Novecento il ruolo della donna nella famiglia e nella società stava cambiando.

“Va’ pensiero…”: musica, colori e sguardi di chi ha fatto l’Italia (Galleria d’Arte Moderna)

Pensieri, idee, grandi personaggi, rivoluzioni, battaglie. Il tutto accompagnato dalle musiche del Risorgimento italiano. Dal compositore Rossini che ha scritto il primo inno patriottico, a Mazzini passando per Garibaldi e Giuseppe Verdi, fino ad arrivare al Caffè Giubbe Rosse, questo speciale itinerario è pensato per far scoprire con le Arti la passione civile per l’Unità d’Italia.

La meraviglia della natura (Tesoro dei granduchi)

Una perla può diventare una scimmietta. Una preziosissima pietra rossa può diventare la piuma su un’ala di un uccellino e una zanna di un elefante si trasforma in un cavallino. Da ogni materiale, grazie alla sapienza, ma anche a un po’ di magia, si possono creare oggetti straordinari. Una passeggiata tra gli oggetti del Tesoro dei Granduchi per un percorso affascinante alla scoperta dei segreti della natura.

La reggia delle curiosità e delle bizzarrie (Tesoro dei Granduchi)

Alla corte del Granduca Ferdinando II dei Medici la vita scorreva nel fasto e nella ricchezza. Gli appartamenti estivi, in particolare, erano ornati di affreschi ed arredi concepiti per stupire e meravigliare gli ospiti abituali e gli invitati occasionali. Un fuoco d’artificio di colori, di sorprese e di invenzioni. Ancora oggi, come un tempo, le figure grottesche e i buffi personaggi, gli animali reali o immaginari e le tante altre curiosità, animano quelle sale e fanno divertire i piccoli e i grandi visitatori che entrano nella splendida reggia dei Medici.

Ai piedi degli dei (mostra temporanea presso Galleria della moda e del costume)

Nell’ambito dell’esposizione temporanea alla Galleria del Costume, si porteranno i bambini a scoprire le storie che ci narrano le scarpe: calzature antiche che raccontano la grande abilità e maestria dei primi calzolai della storia, e calzature moderne utilizzate nei film ambientati nell’antichità.

Giardino di Boboli

Il giardino dei piccoli Granduchi

Dal desiderio di una mamma di dare un giardino ai suoi figli, alla realizzazione di un palazzo che fu la corte di tre dinastie regnanti: al centro dell’itinerario l’affascinante relazione fra gli interni e il verde della collina.

Giro giro tondo

Intorno alla magnifica Vasca dell’Isola, con i suoi fiori e profumi, un girotondo di storie e personaggi che popolavano la vita a corte nel Seicento.

INFORMAZIONI IN DETTAGLIO

Gli incontri sono di due tipi:

1) Nei fine settimana, a partire dal 4 luglio, esclusivamente su prenotazione, visite guidate tematiche rivolte a bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni. Nel rispetto delle norme nazionali e regionali per contrastare la diffusione del coronavirus, i gruppi non potranno eccedere il numero di 10 persone (guida compresa): a tal fine vi invitiamo a favorire la partecipazione di un maggior numero possibile di bambini limitando il numero di accompagnatori.

2) Da martedì a venerdì, dalle ore 10 alle 11.30, a partire dal 7 luglio, al Giardino di Boboli (prato vicino alla Vasca dell’Isola) attività di lettura animata rivolta a bambini di ogni età. Non è necessaria la prenotazione.

COME PRENOTARE

Sono aperte le prenotazioni per i percorsi previsti nei fine settimana.

1) Le prenotazioni dovranno pervenire a partire dalla data indicata esclusivamente via email all’indirizzo: ga-uff.scuolagiovani@beniculturali.it indicando nell’oggetto: “R-Estate con l’arte”.

2) Vi preghiamo di indicare nella mail il numero di partecipanti (adulti e bambini), data e titolo dell’incontro di vostro interesse.

COSTI

1) L’ingresso ai musei fino ai 18 anni è gratuito; dai 18 ai 25 anni è ridotto; gli adulti pagano il biglietto d’ingresso al museo dove previsto.

2) L’ingresso al Giardino di Boboli è gratuito per i residenti a Firenze.

3) La visita “U come Uffizi” presso la Loggia dei Lanzi e loggiato degli Uffizi non prevede biglietto.

4) La prenotazione è gratuita.

5) L’accompagnamento didattico e l’attività di lettura animata sono gratuite, offerte da Unicoop.

6) Per ogni visita è previsto un numero massimo di circa 9 partecipanti (chiediamo di favorire la partecipazione dei bambini limitando il numero di adulti accompagnatori).

7) Le modalità di pagamento per gli adulti e i dettagli organizzativi quali il punto di incontro e alcune buone regole di visita saranno comunicate al momento della conferma della prenotazione.

FIRENZE, UFFIZI: IN RETE LE STORIE DI S.GIOVANNI BATTISTA CON OPERE DAL TRECENTO AL NOVECENTO


Mostra virtuale sul sito delle Gallerie in occasione del 24 giugno, festa del santo patrono di Firenze. Il direttore Schmidt: “non solo un omaggio a san Giovanni, ma un modo per festeggiare con tutti i fiorentini e forestieri la vita della città e dei suoi tesori artistici dopo la riapertura dei musei”

‘Profeta’, ‘luce ardente’, ‘amico dello sposo’, ‘araldo del giudizio’, ‘Precursore’: questi i nomi con i quali il racconto evangelico presenta, di volta in volta, la figura di Giovanni detto il Battista. Il santo al quale, più di ogni altro, l’arte occidentale ha dedicato attenzione e spazio, sviluppando nel tempo la narrazione figurativa dei momenti più significativi della sua vita. La ricorrenza della sua nascita, il 24 giugno, celebrata come una grande festa a Firenze, città della quale è patrono: per l’occasione, quest’anno le Gallerie degli Uffizi propongono sul loro sito una mostra virtuale a lui dedicata. “Il Santo che battezzò Cristo. Scene dalla vita di San Giovanni Battista”, questo il titolo dell’ipervisione curata da Anna Bisceglia (www.uffizi.it/mostre-virtuali/san-giovanni-battista): una storia attraverso quindici opere della collezione del Museo, realizzate tra Trecento e Novecento, tra le quali capolavori di Leonardo, Raffaello, Bronzino, Veronese, e persino un’icona russa. Immensa, infatti, è la fortuna figurativa che San Giovanni ha raccolto dal Medio Evo fino al Novecento. Il Battista è infatti una figura chiave nella narrativa cristiana e costituisce l’anello di congiunzione tra il Vecchio e il Nuovo Testamento, fra l’antica tradizione ebraica e il messaggio rivoluzionario di Gesù, agendo in un momento storico in cui le terre medio orientali erano pervase da sommovimenti, inquietudini sociali, e dall’attesa fervente di quel rinnovamento dei costumi e delle coscienze cui alludevano gli antichi profeti.

L’itinerario virtuale inizia con la pala d’altare del pittore giottesco Giovanni del Biondo; lungo il percorso troviamo il San Giovannino nel Deserto che Raffaello eseguì a Roma intorno al 1518, e quello di Andrea del Sarto, di bellezza struggente; le commoventi raffigurazioni della prima infanzia del Battista dipinte da Pontormo e Bronzino, e il Battesimo di Cristo, momento culmine (da cui la qualifica, appunto, di “Battista” data al santo) rappresentato da dipinti di Verrocchio e Leonardo e di Veronese. L’istante finale e tragico del martirio – la decollazione, ovvero la decapitazione del santo – è descritto senza risparmio di crudezza da Cranach il Vecchio e Alonso Berruguete.

Significativo, come ricorda il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt, è il momento scelto per il lancio dell’esposizione, il 24 giugno: “Nel Settecento gli Uffizi erano affollati un solo giorno all’anno: quello della festa di San Giovanni, quando i fiorentini erano invitati a visitare le collezioni, aperte al pubblico nel 1769 dal granduca Pietro Leopoldo di Lorena. Per Firenze è una festa religiosa ma anche civica e politica. Per gli Uffizi è un anniversario importante, e quest’anno ancora di più perché il museo ha appena riaperto le porte, dopo l’emergenza, ai visitatori e soprattutto ai fiorentini che stanno riappropriandosi della città e dei suoi tesori artistici. La mostra virtuale sulla figura di San Giovanni non è intesa solo come un omaggio al patrono cittadino, ma come un modo per festeggiare con tutti, a Firenze e nel mondo, una giornata di così grande significato per la città e per il nostro museo”. 

www.uffizi.it/mostre-virtuali/san-giovanni-battista

AGLI UFFIZI FACEBOOK PARLA LATINO: TRE VIDEO PER CELEBRARE L’ANTICHITÀ CLASSICA


 

Iniziativa speciale del museo per le Giornate dell’Archeologia (19-21 giugno): i video saranno dedicati al busto dell’imperatore Traiano, al celebre gruppo scultoreo del Laocoonte di Baccio Bandinelli, alla Calunnia di Sandro Botticelli

Il busto dell’imperatore Traiano, che accoglie i visitatori nel primo corridoio degli Uffizi; il celebre gruppo scultoreo del Laocoonte, realizzato da Baccio Bandinelli dopo la scoperta a Roma, nel 1506, dell’originale greco oggi conservato ai Musei Vaticani; La Calunnia, capolavoro del Botticelli, nel quale l’autore della celeberrima Primavera, sul finire del ‘400, ripropose il soggetto e la composizione di un’opera del pittore greco Apelle, uno dei più famosi dell’Antichità.
Sono i tre capolavori scelti dalle Gallerie degli Uffizi per celebrare, dal 19 al 21 giugno, l’undicesima edizione delle Giornate Europee dell’Archeologia, alla quale parteciperanno oltre venti paesi e che vedrà coinvolti tutti i principali musei e siti archeologici del continente, dalle grotte di Altamira al Colosseo, da Stonehenge a Pompei. A questa importante occasione di valorizzazione del patrimonio archeologico europeo le Gallerie degli Uffizi partecipano con la realizzazione di tre video pubblicati sul profilo Facebook del museo nei quali, come omaggio all’antichità classica, le opere ricordate all’inizio saranno illustrate in latino.

Latine loquimur è, letteralmente, il titolo dell’ultima iniziativa social degli Uffizi, in tre brevi episodi: uno al giorno sul profilo delle Gallerie degli Uffizi. A raccontare il Laocoonte sarà Alessandro Muscillo, mentre la Calunnia verrà spiegata da Carolina Forasassi; Novella Lapini parlerà del busto di Traiano. I video saranno presentati da una introduzione del direttore Eike Schmidt: anch’essa, ovviamente, declamata nella lingua di Seneca e Cicerone. Ma anche chi non è ferrato in latino potrà seguire Latine loquimur, grazie ai sottotitoli in italiano.

La scelta della lingua latina per conoscere e approfondire alcune delle opere più significative degli Uffizicommenta Schmidtè un’immersione nella civiltà del nostro passato, un modo per ristabilire il contesto storico. La raccolta di statue classiche degli Uffizi è tra le più importanti al mondo, le pitture del Rinascimento ispirate alla letteratura e alla filosofia in lingua latina sono addirittura uniche: utilizziamo questi tesori anche per far rifiorire il patrimonio immateriale della lingua latina nel ricordo delle glorie e degli ideali della civiltà romana”.

 

 

GLI UFFIZI PORTANO IN RETE IL “MIRACOLO” DELL’ARTE CHE CURA, GUARISCE E SALVA


Botticelli, Beato Angelico, Rembrandt in un viaggio in 15 capolavori sul sito delle Gallerie per raccontare il prodigio della guarigione. Il direttore Schmidt: “L’esperienza della malattia fa parte della condizione umana e la guarigione ci ricorda i molti motivi per cui vale la pena vivere”

Il potere curativo e salvifico della grande arte: questo il tema centrale della nuova mostra virtuale proposta dalle Gallerie degli Uffizi sul loro sito (https://www.uffizi.it/mostre-virtuali/guarigioni-miracolose), nella delicata fase della ripresa dopo il lockdown. “Guarigioni miracolose. Malattia e intervento divino. L’arte interpreta il miracolo in opere dal Tre al Novecento” è il titolo dell’ipervisione, realizzata dalle Gallerie degli Uffizi con il coordinamento di Patrizia Naldini: quindici le opere, scelte tra quelle delle collezioni del Museo e non solo, realizzate da grandi maestri come Beato Angelico, Sandro Botticelli, Rembrandt, solo per citare alcuni nomi.

Ad aprire il percorso è una scena di miracolo della Beata Umiltà nel polittico degli Uffizi dipinto da Pietro Lorenzetti intorno al 1335, dove si mostra il risanamento della gamba di un monaco che ne aveva rifiutata l’amputazione. Il gesto sembra prefigurare quello analogo dei due santi medici Cosma e Damiano nello scomparto di predella della pala di San Marco ora nell’omonimo museo fiorentino, una delle prove più alte della pittura dal Beato Angelico, anch’essa inclusa nell’ipervisione. Chini su una sorta di tavolo operatorio, Cosma e Damiano sostituiscono la gamba in cancrena del diacono Giustiniano con quella tolta ad un etiope seppellito nel cimitero di San Pietro in Vincoli.

I santi medici, scelti come simbolici protettori spirituali dei signori di Firenze, compaiono di nuovo in una delle opere più belle del giovane Botticelli, la pala di Sant’Ambrogio, esposta nella galleria delle Statue e delle Pitture nella stessa sala dove si trova la celebre Primavera. Un disegno storicamente attribuito alla scuola di Raffaello raffigura uno dei miracoli più belli di Gesù, la guarigione del cieco nato, uno dei sette segni narrati nel Vangelo di Giovanni, mentre la miracolosa potenza del gesto taumaturgico è espressa da un’incisione di Rembrandt e dal San Pietro guarisce gli infermi con la sua ombra, dipinto attribuito al francese Laurent de La Hyre: soggetto di cui Firenze vanta un illustre precedente quattrocentesco, l’affresco da Masaccio sulle pareti della Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine.

La conclusione del viaggio nel prodigio della cura è affidata a un grande autore del Novecento, Giovanni Colacicchi, che nel 1943, nel pieno infuriare della seconda guerra mondiale, rappresenta con grande originalità un San Sebastiano non trafitto dalla consueta pioggia di frecce: a caratterizzare il martire, nel lavoro del pittore di origini anagnine, è invece un corpo seducente e perfetto, quasi un inno metafisico all’intangibilità dello spirito e della bellezza da parte del male.

“Ciò che vogliamo raccontare con ‘Guarigioni miracolose’ è la vittoria della speranza sulla sofferenza, sul male, sulla malattia – spiega il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt – lanciando un messaggio forte di sostegno alle tante persone che ancora sono in pericolo e a quelle che hanno passato momenti terribili durante la pandemia. L’esperienza della malattia fa parte della condizione umana e la guarigione ci ricorda i molti motivi per cui vale la pena vivere: è il miracolo inspiegabile che ci riempie di speranza e ci ricorda che dobbiamo essere grati per tutto quello che l’esistenza ci riserva”.

https://www.uffizi.it/mostre-virtuali/guarigioni-miracolose

 

GALLERIA DEGLI UFFIZI, RIAPRE OGGI IN VERSIONE “SLOW”. ECCO COME SARANNO LE VISITE


Durante la settimana saranno visitabili solo di pomeriggio per permettere sanificazioni quotidiane, con “segnalatori di distanza” davanti ai capolavori e un tetto massimo di 450 persone presenti contemporaneamente nel museo. E da ieri è di nuovo accessibile la Loggia dei Lanzi (ingresso consentito a 10 persone per volta). Il direttore Schmidt: “La Galleria simbolo di Firenze che risorge”

Dopo 85 giorni di chiusura imposta dal lockdown, oggi 3 giugno la Galleria degli Uffizi riaprirà i battenti, tornando ad emozionare i visitatori con la sua collezione di capolavori. Per il celeberrimo edificio, che accoglie tra le altre opere la Venere e la Primavera di Botticelli, il Tondo Doni di Michelangelo e la Medusa di Caravaggio, si tratterà di una riapertura graduale, “slow”, con nuove modalità di visita volte ad assicurare il rispetto delle norme contro la diffusione del coronavirus e allo stesso tempo una permanenza in museo più tranquilla e prolungata rispetto al passato.

Innanzitutto il numero massimo di visitatori che potranno stare contemporaneamente in Galleria sarà ridotto della metà, passando da 900 a 450, in modo da garantire a ciascuno, durante il tour nel museo, in media 44 metri quadrati di spazio. Di fronte alle opere principali (come appunto Venere e Primavera del Botticelli, il doppio ritratto dei duchi di Urbino di Piero della Francesca, il Tondo Doni di Michelangelo, la Madonna del Cardellino di Raffaello e la Medusa di Caravaggio) sono stati incollati, sul pavimento, indicatori di distanza, che segnalano in quali punti e quante persone possono sostare di fronte ai dipinti in modo da non creare assembramenti. Nella stessa ottica, il percorso di visita è stato dotato di un’apposita segnaletica, i gruppi non potranno essere composti da più di 10 persone, e le guide turistiche dovranno sempre utilizzare il sistema whisper (microfono e auricolari).

L’orario di accesso in Galleria sarà ridotto, per consentire lo svolgimento quotidiano delle operazioni di sanificazione in tutti gli ambienti: nei giorni infrasettimanali in questa prima fase di riapertura il museo sarà infatti aperto di pomeriggio, da mercoledi a venerdi dalle 14 alle 18,30 e il sabato e la domenica tutto il giorno dalle 9 alle 18,30.  Sarà vietato l’ingresso a persone con temperatura corporea oltre 37,5 gradi (viene misurata con telecamere termoscanner all’ingresso); l’uso della mascherina sarà obbligatorio durante tutta la visita; sarà necessario mantenere una distanza interpersonale di almeno 1,80 metri. Gel disinfettante sarà a disposizione dei visitatori all’entrata, all’uscita, in tutti i bagni ed in punti strategici della Galleria.

La cerimonia ufficiale di riapertura degli Uffizi si svolge OGGI, alle 11,30 in Galleria, tra le meravigliose sculture antiche che popolano la sala della Niobe: trasmessa in diretta dal profilo facebook delle Gallerie, verrà aperta dal direttore Eike Schmidt, e vi prenderanno parte il prefetto Laura Lega,il sindaco Dario Nardella, il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, il cardinale arcivescovo Giuseppe Betori, il rabbino capo  Gad Fernando Piperno, l’imam Izzedin Elzir.

Alle 14 sarà sempre Schmidt ad aprire i portoni del museo per accogliere i primi visitatori. Il prezzo del biglietto resta immutato.

 “Una giornata storica – commenta il Direttore Schmidt – Solo quattro volte, nell’ultimo secolo, la Galleria ha dovuto chiudere i propri battenti. È successo durante la seconda guerra mondiale; quindi nel ‘66, quando ci fu l’alluvione di Firenze, poi nel 1993, dopo l’infame strage mafiosa di via dei Georgofili. Tutte le volte gli Uffizi hanno riaperto, più belli e magici di prima. Sarà così anche questa volta. Gli Uffizi sono il simbolo di Firenze che risorge più forte dal buio e dalla crisi”.

Intanto ieri, per la Festa della Repubblica, riaperta anche la Loggia dei Lanzi, che ospita statue dall’antichità in poi tra le quali il Perseo con la testa di Medusa realizzato nel Cinquecento da Benvenuto Cellini: come sempre ad ingresso gratuito, è accessibile ad un massimo di dieci persone per volta. Tra l’altro, le superfici in pietra della Loggia godono di buona salute strutturale: a dimostrarlo, sono state le ultime operazioni di controllo, pulitura e messa in sicurezza, condotte manualmente proprio in questi giorni da un team di restauratori su una gru con un braccio meccanico estendibile fino a 25 metri in altezza.

 CENNI STORICI SUGLI UFFIZI

La Galleria occupa interamente il primo e secondo piano del grande edificio costruito tra il 1560 e il 1580 su progetto di Giorgio Vasari: è uno dei musei più famosi al mondo per le sue straordinarie collezioni di sculture antiche e di pitture (dal Medioevo al Seicento). Le raccolte di dipinti contengono alcuni capolavori dell’arte di tutti i tempi: basti ricordare i nomi di Giotto, Simone Martini, Piero della Francesca, Beato Angelico, Filippo Lippi, Botticelli, Mantegna, Correggio, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio, oltre a capisaldi della pittura europea, soprattutto tedesca, olandese e fiamminga. Non meno importante la raccolta di statue e busti dell’antichità classica, collezionati dalla famiglia Medici che abbellisce i corridoi della Galleria.

 

“BENTORNATI NEL RINASCIMENTO!”: DOMANI A FIRENZE RIAPRE IL GIARDINO DI BOBOLI


Boboli AnfiteatroKaffeehausPalazzo Pitti visto da Boboli 

Dopo oltre dieci settimane di chiusura a causa dell’emergenza epidemiologica, il Giardino di Boboli riapre le sue porte domani giovedì 21 maggio alle ore 9. Il giardino è un vero e proprio museo all’aperto  unico al mondo, con uno straordinario patrimonio botanico, e un impianto paesaggistico e architettonico che ospita, tra i suoi viali, aiuole e boschetti, una collezione di oltre 300 sculture dell’età classica, del Rinascimento e del Barocco. Con il favore della bella stagione si riparte dunque da Boboli, che sarà accessibile sia attraverso l’ingresso di Palazzo Pitti, sia attraverso la porta di Annalena  tutti i giorni della settimana, ovvero dal lunedì alla domenica (ad eccezione del primo e l’ultimo lunedì del mese) dalle ore 8,45 alle 18,15 (ultimo ingresso alle ore 17,15).

All’interno del Giardino valgono tutte le norme nazionali e regionali per contrastare la diffusione del coronavirus. In particolare si rammenta che è vietato l’ingresso a persone con la temperatura corporea oltre 37,5 gradi; è obbligatorio l’utilizzo della mascherina durante tutta la permanenza all’interno del giardino; è necessario mantenere la distanza interpersonale di almeno 1,80 m; sono vietati assembramenti di ogni genere; i gruppi non possono eccedere il numero di 10 persone, e ad ogni buon conto sono tenuti a rispettare sempre la distanza interpersonale di 1,80 m; le guide turistiche devono sempre utilizzare il sistema whisper (microfono e auricolari),  indipendentemente dal numero dei componenti del loro gruppo. Nel rispetto delle norme, la Grotta Grande e il Museo delle Porcellane rimarranno chiusi. Tuttavia, la Botanica Superiore con i suoi tesori di piante acquatiche sarà aperta ogni mattina da lunedì a venerdì dalle 10,00 alle 13,00.

Con il giardino di Boboli è di nuovo accessibile non solo il cuore verde di Firenze, ma anche uno straordinario museo all’aperto – commenta il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt – Seguendo l’indicazione del Comitato tecnico-scientifico della Presidenza del Consiglio di aprire gradualmente prima i parchi monumentali e i musei con meno di 100mila visitatori annui, e solo successivamente i musei grandi, cogliamo l’occasione di ricordare che nelle sue varie parti rinascimentali e barocche Boboli è stato per secoli il modello a cui si sono ispirati tutti gli altri giardini di corte in Europa, incluso quello di Versailles. Nell’ultimo mese e mezzo le prime fioriture della primavera, le statue e le fontane sono state osservate solo da gatti, volpi, e uccelli, oltre naturalmente ai nostri botanici e giardinieri che hanno trasmesso sui canali social degli Uffizi molte meraviglie e segreti del giardino. D’ora in poi, per fortuna, tutti potranno di nuovo partecipare all’arrivo della bella stagione.

Boboli aerea

GIOIELLI AGLI UFFIZI: TRA I MISTERI DELLE GEMME DIPINTE NEI CAPOLAVORI


06 filippo lippi madonna 0125 primaveraelisabetta gonzagaghirlandaio 02

Aperta una nuova mostra virtuale visitabile online sul sito delle Gallerie degli Uffizi. Il direttore Schmidt: mostre virtuali a 3,7 milioni di visite, +3.500% rispetto al periodo precedente al lockdown.

https://www.uffizi.it/mostre-virtuali/gioielli-agli-uffizi

Se si pensa agli Uffizi, viene subito in mente lo scenografico edificio vasariano contenitore di dipinti famosi e sculture antiche: non si immagina certo di trovare al suo interno anche bellissimi gioielli. Ma quelli, opera del pennello, che si possono ammirare nei dipinti della Galleria, (gli oggetti preziosi di vere gemme e metalli sono custoditi nelle sale del Tesoro dei Granduchi, in Palazzo Pitti), sono ugualmente preziosi perché raccontano di mode passate, rivelano il gusto di un’epoca, spesso costituiscono la memoria di oggetti perduti e, allo stesso tempo, aiutano a comprendere meglio il significato di un’opera o ad identificare un personaggio che vi è ritratto.

Che siano descritti con maniacale perfezionismo o resi sommariamente con sintetica eleganza, essi sono sempre ricchi di significato, diventando una chiave supplementare per decifrare l’iconografia di un quadro. Realizzati con materiali preziosi, rari e esotici, i gioielli non rispondono soltanto alla necessità di abbellire e impreziosire il corpo, ma anche all’urgenza di ‘rafforzarlo’ secondo una concezione magica che sopravvive almeno fino al XVII secolo. Grazie a testi antichi, noti come “lapidari”, è oggi possibile decifrare il linguaggio misterioso delle gemme e, interpretando le forme degli ornamenti stessi e i luoghi del corpo ove sono indossati, scoprire significati di volta in volta diversi. Così, i monili raffigurati nei dipinti non restano quasi mai meri dettagli decorativi, ma elementi parlanti di un rebus, indizi, o tracce rivelatorie della cultura dell’artista. Raccontare tutto questo per immagini è l’intento dell’ipervisione intitolata “Gioielli agli Uffizi: un itinerario tra i misteri delle gemme dipinte”.

Sul sito delle Gallerie (all’indirizzo https://www.uffizi.it/mostre-virtuali/gioielli-agli-uffizi ) è visitabile un percorso che dal XV secolo arriva agli inizi del XVI, mostrando riproduzioni ad alta definizione di capolavori che vanno dall’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano al Ritratto di Richard Southwell di Hans Holbein, attraverso 26 tappe costituite da opere famosissime, veri e propri pilastri della storia dell’arte, esposte al secondo piano delle Gallerie. L’inedito taglio proposto permette di scoprire ambizioni e valori dei grandi protagonisti dei ritratti, noti e ignoti, di intravederne paure e desideri, ma anche di comprendere meglio le raffigurazioni sacre attraverso il linguaggio delle gemme e la forma dei gioielli restituendo agli artisti inaspettate competenze nell’oreficeria e nella gemmologia.

I diamanti sono davvero i migliori amici delle ragazze? Forse non solo in senso frivolo, se si guarda al ritratto di Elisabetta Gonzaga di Raffaello e alla pietra che le brilla in fronte, segno della forza del suo intelletto: anche in questo caso l’Urbinate mostra allo stesso tempo eloquenza psicologica e profonda cultura di oreficeria. E lo stesso può essere detto per tutti gli altri artisti che compaiono in questa luccicante carrellata.

 “Sono trascorsi due mesi a partire dall’inizio della chiusura dei musei. In questo tempo le ipervisioni degli Uffizi – le mostre tematiche visitabili sul nostro sito ufficiale, http://www.uffizi.it – hanno raggiunto il record di 3,7 milioni di visualizzazioni: una crescita del 3.500% rispetto al periodo precedente – spiega il direttore delle Gallerie, Eike SchmidtE l’ interesse per le ipervisioni sta continuando a crescere: merito degli argomenti trattati, così rilevanti per l’attualità. Con la mostra virtuale sui gioielli nei dipinti, curata da una specialista di vaglia e conoscitrice dell’ambito come Silvia Malaguzzi, si può affermare che la collana della nostra offerta gratuita si arricchisce di un’altra perla preziosa”.

DALLA CALIFORNIA AGLI UFFIZI UN’ANTICA STAMPA CON RARISSIMA VEDUTA DI FIRENZE


Una rarissima stampa, risalente alla metà del ‘500 e raffigurante una veduta completa della Firenze del Rinascimento, una delle più antiche giunte ad oggi attraverso i secoli: a rintracciarla ed acquistarla da un antiquario in California, riportandola “a casa”, sono state in questi ultimi mesi le Gallerie degli Uffizi. Si tratta di grandissima incisione su tre fogli di carta (per un totale di oltre 36 centimetri di altezza x 1 metro e 30 di larghezza), realizzata a bulino e acquaforte nel 1557 ad Anversa nella stamperia di Hieronymus Cock e ripubblicata a Parigi nel 1601 da Paul van der Houve. La stampa, particolareggiatissima, mostra la Firenze di metà Cinquecento: cinta ancora dalle antiche mura (fatte abbattere dall’architetto Giuseppe Poggi nel 1865, quando ridisegnò il volto della città aggiungendo i viali) e circondata dai campi. All’interno della cerchia muraria si possono distintamente riconoscere i principali monumento, tra i quali il Duomo, il campanile di Giotto, Palazzo Vecchio, Palazzo Pitti, la basilica di Santa Maria Novella, quella di Santa Croce. Non ci sono gli Uffizi, che Cosimo I non aveva ancora commissionato all’ “archistar” toscana del tempo, Giorgio Vasari (avrebbe iniziato a farli costruire di lì a poco, nel 1560): nella porzione di spazio accanto a Palazzo Vecchio è ancora visibile la struttura dell’antica chiesa di San Pier Scheraggio, poi inglobata nel grande complesso  voluto dal sovrano per gli uffici delle magistrature fiorentine. Alcuni degli edifici raffigurati, inoltre, non hanno ancora l’aspetto con cui sono conosciuti ed apprezzati oggi: il Duomo presenta ancora la sua antica facciata incompiuta, e così Santa Croce.

Palazzo Pitti, da poco acquistato dai Medici, nell’incisione ha un posto prominente e sembra dominare tutta la zona d’Oltrarno. Naturalmente non ha ancora i maestosi rondò laterali (entrambi costruiti secoli dopo), e alle spalle della reggia Boboli è raffigurato come poco più di una enorme distesa di prati, appoggiati sul fianco della collina: erano ancora di là da venire le opere che lo avrebbero trasformato in uno dei più fastosi e riusciti esempi di giardino all’italiana, modello in Europa nel ‘600 e nel ‘700.

L’opera costituisce la seconda più antica veduta di Firenze dopo quella detta “della Catena”, attribuita a Francesco Rosselli, e verrà inclusa nella raccolta del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi.

DESCRIZIONE: eseguita ad Anversa nella stamperia di Hieronymus Cock, incisore ed editore che nel XVI secolo svolse un ruolo di grande rilievo nel panorama europeo della produzione e diffusione di immagini e cartografia a stampa, l’opera è composta da tre grandi fogli assemblati. Presenta lungo il bordo superiore il titolo “FLORENTIA” tra due putti che sostengono rispettivamente lo stemma mediceo a sinistra e il giglio fiorentino a destra. Nell’angolo inferiore destro una lunga iscrizione decanta le qualità di Firenze e dei suoi cittadini illustri, a partire dalla casata dei Medici e ricordando poi Dante, Poliziano, Petrarca, Boccaccio, Michelangelo. La veduta fu incisa nel 1557 dai fratelli Lucas e Jan Van Doetecum, abituali collaboratori di Cock, sotto l’attenta supervisione di quest’ultimo. Di questa stampa ottenuta dalla matrice originale esiste solo un altro esemplare al mondo: appartenuto in passato a Leo Olschki ed esposto in una mostra alla Galleria dell’Accademia nel 1935, oggi si conserva a Stoccolma alla Kungliga Biblioteket, la biblioteca nazionale di Svezia.

Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi: “Le Gallerie sono felici di essere riuscite ad acquisire questa stampa molto rara, che accosta la competenza tecnico-cartografica a quella artistica. Un’ opera minuziosa e raffinatissima che è, allo stesso tempo, un documento di grande valore anche sentimentale: ci mostra infatti, in tutto il suo splendore, l’aspetto della Firenze medievale e rinascimentale, con le casupole e gli orti fuori le mura, le torri, qualche ponte sull’Arno, gli splendidi palazzi, i monumenti e le cupole che ci sono tanto cari. Di lì a poco, la città avrebbe visto nascere un altro fondamentale polo urbanistico, uno dei suoi complessi architettonici più celebri: gli Uffizi”.

Laura Donati, curatrice delle stampe e coordinatrice del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe: “Rispetto all’ancor più antica veduta “della Catena”, frammentaria e nota nella sua completezza solo attraverso copie successive, la versione di Cock risulta più raffinata ed elaborata nell’esecuzione. La volontà di resa quanto più possibile oggettiva della città si traduce nella realizzazione di un’immagine realistica e nello stesso tempo suggestiva dell’aggrovigliato impianto urbanistico ancora in parte medievale che caratterizza la Firenze del Rinascimento”.

Sulla pagina Facebook delle Gallerie degli Uffizi (https://www.facebook.com/uffizigalleries/) viene oggi pubblicato un video in cui Laura Donati, coordinatrice del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi, illustra nei dettagli la nuova acquisizione.

*

GLI UFFIZI CON UN CLICK: GRANDI CAPOLAVORI A PORTATA DI RETE


La Sala delle Dinastie e le sale del Cinquecento  veneziano fedelmente riprodotte grazie ad una tecnologia all’avanguardia diventano visitabili con un click. Il direttore Schmidt: “Immersione totale e realistica nell’ambiente del museo”

 In questo periodo di necessaria chiusura, una bella sorpresa per gli amanti dell’arte: gli Uffizi sbarcano nel mondo della realtà virtuale. Da oggi la Galleria si può visitare comodamente da casa con un semplice clic, gratuitamente, entrando in alcune delle sue più belle sale, digitalizzate ad alta definizione, e ammirandone i capolavori proprio come in un tour dal vivo.

Per farlo basta collegarsi al sito degli Uffizi all’indirizzo https://www.uffizi.it/mostre-virtuali/uffizi-virtual-tour : così il visitatore web, da computer, tablet o smartphone, potrà godersi in ogni dettaglio ben 10 sale, tra quelle inaugurate lo scorso anno. Il percorso suggerito inizia dalla “sala delle Dinastie”, con i ritratti dei membri più in vista delle due famiglie – i Medici di Firenze e i Della Rovere di Urbino – che nel Cinquecento hanno contribuito alla formazione delle straordinarie collezioni degli Uffizi. Si entra così in un ambiente dove si trovano tra le più famose opere del Bronzino, come la celeberrima Eleonora da Toledo, vera e propria “regina” di questi spazi, Lorenzo il Magnifico, e il Duca Alessandro de’ Medici, dipinti da Giorgio Vasari, Cosimo il Vecchio e Cosimo I de’ Medici, del Pontormo, Eleonora Gonzaga e suo marito Francesco Maria I della Rovere di Tiziano.

Il tour continua nelle sale verdi della pittura veneta del Cinquecento, che accolgono capolavori quali la leggendaria Venere di Urbino e la Flora, entrambe di Tiziano, la Leda e il Cigno del Tintoretto, la “Fornarina” di Sebastiano del Piombo, il ritratto di Giuseppe da Porto con il figlio Adriano, e Venere e Mercurio del Veronese.

Grazie ad una tecnologia all’avanguardia nella realizzazione di tour virtuali le sale del museo, minuziosamente riprodotte in ogni singolo dettaglio con tutte le loro opere (sono in tutto 55) possono essere viste dall’alto, nella forma di visualizzazione detta a “casa delle bambole” (“dollhouse”), oppure immergendosi in esse e camminando virtualmente al loro interno, fermandosi davanti ai quadri, proprio come si farebbe nel museo. Ogni dipinto può essere studiato da vicino e, cliccando sulla corrispondente didascalia, appaiono tutte le informazioni essenziali sull’opera, in italiano o in inglese; per i principali capolavori è incluso anche un link alla scheda dettagliata dell’opera sul sito degli Uffizi.

Infine, una curiosità: nella sala che ospita La Nuda, di Licinio, è anche possibile affacciarsi alla finestra e ammirare una suggestiva veduta del cuore di Firenze e dell’Arno in una splendida giornata di sole, il tutto minuziosamente digitalizzato.

 “L’offerta di contenuti virtuali delle Gallerie degli Uffizi oggi si amplia con un nuovo gioiello tecnologico – spiega il direttore degli Uffizi Eike Schmidt – l’innovativo sistema con cui è stato realizzato questo nostro tour virtuale, pensato per valorizzare i tesori delle nuove sale inaugurate appena lo scorso anno, consente infatti un’immersione totale e realistica nell’ambiente del museo. In questo caso, l’esperienza non è soltanto una forma di evasione o di curiosità, ma si forniscono anche strumenti, informazioni e dati per un percorso di approfondimento e per una conoscenza più vasta. Inoltre, un vantaggio enorme è dato dalla contestualizzazione delle opere nel loro spazio, uno strumento che può servire anche ai fini della ricerca storica e museologica”.
Il tour virtuale è stato realizzato e prodotto da Gallerie degli Uffizi con la collaborazione di Opera Laboratori Fiorentini, di AudioGuide® – Gestione Multiservizi e di Review.

GALLERIE UFFIZI: TOUR VIRTUALE TRA I CAPOLAVORI DI RAFFAELLO NEL 500° DELLA MORTE


Madonna del CardellinoMadonna della Seggiola

Alla scoperta della Madonna della Seggiola e della Madonna del Cardellino. Il direttore Schmidt: “Qui la più alta concentrazione al mondo di capolavori dell’Urbinate, è un privilegio condividerli online”

Nella ricorrenza del Cinquecentenario della morte di Raffaello Sanzio, avvenuta il 6 aprile 1520, gli Uffizi lanciano un tour virtuale in tre tappe, alla scoperta dei suoi capolavori ora accolti nelle sale del complesso museale fiorentino. Oltre ad aderire con un proprio contributo alla campagna social del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, a partire dal 6 aprile le Gallerie degli Uffizi pubblicheranno sulla loro pagina Facebook un trittico di video (uno al giorno, per tre giorni consecutivi) dedicato al pittore urbinate e alle sue opere, custodite nella Galleria delle Statue e delle Pitture e in Palazzo Pitti, nella Galleria Palatina.
Si comincia con la Galleria d’arte moderna a Palazzo Pitti, dove Cristian Spadoni, del Dipartimento di strategie digitali, partirà dal dipinto “La morte di Raffaello” realizzato da Rodolfo Morgari nel 1880, per raccontare – anche attraverso le parole di Giorgio Vasari – l’immensa influenza del pittore marchigiano nella storia dell’arte.
Il giorno successivo il visitatore virtuale sarà ancora in Palazzo Pitti, stavolta nella Galleria Palatina, dove, nella sala di Saturno, sarà lo stesso direttore delle Gallerie, Eike Schmidt, a raccontare quello che è forse il più leggendario ospite di questo spazio, la Madonna della Seggiola, da secoli considerato uno dei principali capolavori dell’intero Rinascimento.
L’8 aprile il tour si sposterà agli Uffizi, nella sala appositamente dedicata a Raffaello e a Michelangelo (dove è esposto il Tondo Doni del Buonarroti): tra le opere del Sanzio raccolte in questo spazio Anna Bisceglia, curatrice della pittura del Cinquecento, spiegherà in particolare la celeberrima Madonna del Cardellino.
Ad affiancare il tour, ci saranno anche approfondimenti quotidiani su Raffaello e i suoi dipinti, pubblicati sui profili uffizigalleries di Instagram e Twitter.

“Alle Gallerie abbiamo ben due sale dedicate ai capolavori dell’Urbinatespiega Schmidtuna è agli Uffizi, l’altra è la sala di Saturno nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti, dove le sue opere si trovano, per giunta, anche in altre stanze. Praticamente, qui a Firenze abbiamo il privilegio di custodire la più alta concentrazione al mondo di dipinti di Raffaello. Per farli conoscere a tutti, nel Cinquecentenario della morte del pittore – giustamente chiamato ‘divino’ già dai contemporanei – abbiamo organizzato un viaggio virtuale nei nostri musei: il nostro augurio è che possa essere non solo un’occasione di svago, ma anche un’opportunità per riflettere sulle glorie e sulle immense risorse del nostro Paese”.