FENOMENI / I PROTAGONISTI DELLE SIGLE TV: ALBUM DI FAMIGLIA PER I CAVALIERI DEL RE


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Guest Writer: GIANNI SORU

Finalmente, dopo 30’anni è uscito ALBUM DI FAMIGLIA. Tutte canzoni nate durante i loro anni di attività e mai pubblicate perché il gruppo si sciolse. I Cavalieri del Re sono l’unico gruppo italiano (e anche nel mondo) ad aver un curriculum musicale vastissimo. Sono gli unici ad aver toccato ed esplorato così tanti generi musicali diversi. Dalle sigle televisive per i giovani (1981-1985 imbattibili in questo campo!); alle ballate popolari delle <Italian Carnaval> per i nostri nonni (1983-1986, l’album più venduto in Italia), dalle canzoni di Sanremo per i nostri genitori in <Sanremo dance> (1984) a quelle di Natale per tutti del <Christmas dance> (1984, l’album di Natale più pubblicato in Italia), e dalle canzoni dei Beatles in italiano per gli adolescenti <C’erano una volta i Beatles> (1986) a quelle di musica leggera italiana di <Album di famiglia> (1986). Vendendo in pochi anni di attività ben 10 milioni di dischi.

Sono stati i primi in Italia ad aver cominciato a fare tante collaborazioni con altri artisti: oggi divenuta una vera moda; con Jack la Cayenne <Ranger Pier> (1981), con Ambra Orfei <I miei 16 anni> (1981), con i Chikano ed i Tukano gli album <Italian Carnaval> (1983-1986), con Maria Creuza <Ave Maria no morro>, (1984), con Rockfeller l’album <Rockfeller a Pentatlon> (1985), con i Santarosa <Atlantide> e <Din Don> (1985), con Cesare Vaia gli album di <Fisa Carnaval> (1985), con Nilla Pizzi l’album <Nillamix> (1986).

Ma vediamo gli aneddoti legate alle canzoni contenenti nell’album di famiglia.

“Siamo tutti italiani” (1982): doveva essere la sigla per i mondiali di calcio ‘Calcio matto’, un vero inno, il calcio, lo sport che unisce tutto il mondo e che ci fa tornare tutti bambini.

<Siam tutti italiani davanti a un pallone che grande emozione ci da. Siam tutti italiani dal ricco al barbone davanti a un pallone che va. Non c’è religione non c’è più padrone davanti a un pallone, il calcio è un po’ matto guarisce ogni lutto fa stare benone. Siamo tutti italiani, siam tutti più buoni se un calcio al pallone si da. Torniamo bambini dai corti calzoni davanti a un pallone che va, romani, toscani, pugliesi, emiliani, sia pur siciliani, davanti a un pallone che rotola matto siam tutti italiani…>. La loro versione è stata incisa anche da altri artisti.

“Ding Dong il villaggio fantasia” (1982-1983), han fatto due versioni dello stesso brano, dovevano essere le sigle di testa e di coda del programma per ragazzi ‘Jo Jo’, è una canzone piena di fantasia dove tutto è possibile: volare come Peter Pan o essere piccoli come Pollicino, fino al coraggioso eroe Robin Hood.

<Ding Dong, Ding Dong bello volare sul Big Bang. Ding Dong, Ding Dong al fianco di Peter Pan. Ding Dong, Ding Dong avventuroso andrò lassù. Ding Dong, Ding Dong con Pollicina e Barbablù. Nel villaggio fantasia tutto si realizzerà, con un tocco di magia tutto diverrà realtà. Ding Dong, Ding Dong. Ding Dong, Ding Dong. Ding Dong, Ding Dong. Ding Dong, Ding Dong…>.

Nel 1992 questo brano viene usato come sigla per il programma radiofonico Un mondo di Amici.

“Gente del circo” (1983) è una canzone dedicata alla vita di questi splendidi artisti girovaghi: acrobati, leoni, clown, giocolieri. E’ stata scritta per Milva nel 1972 ma non l’ha più incisa, così 20 anni dopo lo hanno fatto I Cavalieri.

<Gente del circo non vi scorderò mai, mai, lascio il mio cuore con voi, che per il mondo girate cantando portando felicità. Gente del circo non vi scorderò mai, mai, il nostro cuore è con voi, finché nel mondo l’amore si avrà la gente del circo vivrà…”

“Luna Park” (1983), una canzone dedicata al mondo dei divertimenti dei grandi e piccoli, pieno di luci ed euforia tra la ruota gigante, il treno fantasma, la donna serpente, i cavalli di legno, il tiro a segno, la donna cannone, la maga, il fachiro, il mangiafuoco.

<Nel mondo magico del Luna Park con la gran giostra e le macchine in pista dimentichi un po’ tutti i tuoi guai e sempre più ti divertirai. Nel mondo magico del Luna Park lasciati andare un’ora a sognare ritorni così bambino anche tu per qualche ora in più…>

“Illusao no samba” (1983), bellissima canzone brasiliana scritta nel 1964 e incisa 19 anni dopo. Il disco uscirà solo all’estero.

“Bardonecchia” (1983) fu l’allegra sigla del programma radiofonico il Trovavacanze. Canzone dedicata alle montagne innevate; all’euforia, agli amori che belli o brutti possono trovare durante le vacanze.

<Dai vieni con noi (su dai vieni a Bardonecchia). C’è sole e neve (su dai vieni a Bardonecchia). E’ come una nave (su dai vieni a Bardonecchia), la crociera dell’amore si farà. Dai vieni con noi (su dai vieni a Bardonecchia). Piccole case (su dai vieni a Bardonecchia). A luci soffuse (su dai vieni a Bardonecchia), Ogni sera un’avventura ci sarà. A Bardonecchia sai l’amore non invecchia mai. Oh!..>

“La fanciulla di Le Fort” (1983) bellissimo pezzo ispirata ad una leggenda russa. Delicatezza, romanticismo in uno splendido villaggio, di una ragazza che soffre d’amore e di un pittore misterioso. E’ stata incisa dai Turisti del Po nel 1973, ma non ebbe successo, 30’anni dopo I Cavalieri l’hanno ricantata.

<Nella soffitta di una piccola casa c’è lo studio di un pittore che non dipinge più. Tutti i suoi quadri con la appesi ai muri ma per lui ormai non contano più. Qualcosa d’importante ha dipinto nel cuor la giovane fanciulla di Le Fort. Nella terza casa proprio dietro alla chiesa c’è la giovane fanciulla di Le Fort, ora che l’inverno s’avvicinerà, lei soffrirà…>

“Nella verde valle” (1983) un bel brano, doveva essere la sigla del telefilm americano Arrivano le spose, l’amore tra i boscaioli e le loro donne, la loro vita quotidiana, la vita nelle capanne, i panni stesi, i ricami con la nonna, l’acqua tirata su dai pozzi, la sera e il cielo stellato.

<Ma presto arriverà quassù la primavera ed ogni cuore scoprirà la sua natura, ogni uomo la sua donna incontrerà,  ogni donna un boscaiolo sposerà. In questa grande verde valle a primavera ogni coppia qui vivrà la sua natura, chi romantico non è diventerà, una volta in più l’amore vincerà. Grande festa ci sarà giù nella valle, quando il sole scenderà la dietro al colle, tutti noi staremo svegli, (ohie) per l’arrivo delle mogli. Urrà. Na, na, na, na, na, na, na, na, na, na, na, na. Na, na, na, na, na, na, na, na, na, na, na, na. Na, na, na, na, na, na, na. Na, na, na, na, na, na, na…”.

“Manichini metropolitani” (1983) un fantastico brano che doveva essere la sigla della telenovelas brasiliana Marron Galcè. Eleganza o assurdità, essere punk oppure pagliacci. Intrighi, tradimenti, mode, amori, un tema sempre attuale.

<L’amore non guarda nè abito nè moda. L’amore non chiede ti fa cambiare strada. L’amore non bussa ma sfonda alla tua porta. Entra prepotente con la freccia grande. L’amore si accende nel buio di una sala. L’amore si espande col morso di una mela. L’amore non chiude la porta è sempre aperta. Per noi manichini metropolitani un po’ demodé…”

Nel 1983 questa canzone fu inserita in una compilation si sigle per la TV.

“La fanciulla di Siena” (1983) doveva essere la sigla del film Corri come il vento. Il famoso palio di Siena. Le corse dei cavalli.

<Carosello nella piazza tutta in festa è la città, c’è chi cerca una ragazza c’è chi invece piange e cerca il suo papà. Venditori di torrone ballo e musica laggiù, il profumo del buon pane sale insieme a un palloncino su nel blu. Sono in guerra le Contrade già si sa chi vincerà, ma la gente per le strade non lo sa. Squilleranno poi le trombe il tamburo rullerà, una gran bandiera al vento s’alzerà. E allora girerà più forte la giostra allegramente, girerà anche se la piccola fanciulla di Siena non c’è…>

“La domenica” (1983), canzone dedicata al giorno di riposo e a quello che si fa di solito con la famiglia: uscite fuori porta o giornata tranquilla.

<Ma poi nel pomeriggio finalmente noi si andrà a fare quattro salti al Luna Park. Se il tempo poi permetterà si andrà in periferia a vedere gli animali in libertà. Ma quando s’alzerà il primo vento della sera prenderemo malinconici quel tram, che come ogni domenica vuoto sarà e lento ci porterà. A casa dal finestrino noi guarderemo la città e l’abito da sera, lentamente indosserà…>

“Tornare al vecchio West” (1983) doveva essere la sigla dello special sui film di John Wayne. Qui si respira molto il genere wester, coyote, praterie, deserti, case, il sole. Il brano si conclude fischiettando la famosa “Oh Susanna”.

<Tornare al vecchio West (viaggiando in diligenza), tra verdi praterie (mentre la notte avanza), tra fiumi azzurri e monti  mandrie di bisonti tutti in libertà. Ti sogno vecchio West (c’è un piccolo coyote), come un miraggio al sole (nascosto sulla rupe), con le pistole ai fianchi su cavalli bianchi liberi laggiù. Tornare un po’ bambini e non svegliarsi più…>

“Messaggio d’amore” (1983) splendido pezzo che dovevano presentare al Festival di Sanremo, ma decidono alla fine di ritirarsi. Descrive perfettamente l’amore, quanto sia  prezioso, delicato, fresco, potente come 2 gabbiani in volo, aquiloni al vento, passeri nel cielo, gocce di cristallo, lucciole di seta, farfalle di corallo. Ma l’amore è anche il vuoto, triste, e deludente.

<Va, pensiero mio, (vola e va). Vola in alto va, ti affido a Dio, (vola e va). Vola su nel blu, nell’immensità, (vola e va). Vola su città, pensiero va, (vola e va). Va sul mare, vola va verso il sole e non fermarti mai (e non fermarti mai). Porta questo mio messaggio d’amore va a cercare lei.

Va, pensiero mio, (vola e va). Vola in alto va, nel cuore suo, (vola e va). Vola su nel blu, nell’immensità, (vola e va). Vola su città, pensiero va, (vola e va). Va sui monti va a posarti su un fiore lei ti ascolterà, (si lei ti ascolterà), porta questo mio messaggio d’amore lei ti seguirà…”

“La gallina brasiliana” (1985), è un simpaticissimo brano che gli avevano chiesto di comporre per lo Zecchino d’oro. La buffa vita di una gallina che mangia il cacao o del formaggio groviera al posto del grano, depone le uova, gioca a pallone.

<La gallina brasiliana lo fa su richiesta tipo lusso esportazione tipo scolapasta, se fornisci il nastro rosso un foglio plasticato lei lo tira fuori pronto e già confezionato. Lo deposita a san bando con delicatezza proprio al centro del cuscino e non lo strapazza, poi lo timbra con il marchio di Copa Cabana perché quella è una fatica tutta brasiliana. Oh oh ohohoh. Co co co co co co co co. Co co co co co co co co. Co co co co co co co co. Co co co co co co co co…>.

“Ripa Ticinese” (1986) è una canzone che hanno scritto per Nilla Pizzi e I Cavalieri l’hanno ricantata. Il celebre e incantevole posto di Milano, pieno di vita, allegria, una Milano romantica e non caotica dove vivono tanti artisti.

<Tra noi musicisti, pittori ed artisti di Ripa Ticinese, passare tu puoi una bella serata con noi serenità, con quattro soldi e un’allegra chitarra e con un buon bicchier di vino i grandi problemi tu puoi annegare se resterai con noi…”

GIANNI SORU

 

 

 

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FENOMENI / NATALE IN MUSICA: ECCO I BRANI INDIMENTICABILI (…E QUELLI CHE HAN FATTO FLOP)


I DISCHI DI NATALE

 DI GIANNI SORU

Il Natale è la festa più bella e amata dell’anno. Tra alberi addobbati a festa, presepi e tanti regali da fare o da scartare, non possono mancare ad accompagnare questa splendida festa le loro canzoni. Classiche, intramontabili, famosissime. Ogni paese del mondo ha realizzato la sua melodia: inglesi, americani, tedeschi, italiani… da questi paesi sono nati pezzi indimenticabili come <Jingle Bells> (è in assoluto la canzone più celebre e cantata nel mondo); <Tu scendi dalle stelle>; <Stille Nacht Heilige Nacht>; <O Tannenbaum o Tannenbaum>; <Adeste Fideles>; <Piva Piva>; <Wish you a Merry Christmas> (divenuta famosa negli anni ’90); <Little Drummer boy>; <O Little Town of Bethlehem>; <Gloria>; anche la celeberrima <Ninna Nanna> di Brahms è entrata nel collettivo dei canti Natalizi.

Il Natale è un tema particolare, non è quindi facile poter creare una canzone di Natale e farla durare nel tempo, tante persone ci hanno provato scrivendo pezzi inediti, ma solo 3 ci sono riuscite e sono <White Christmas> (realizzata da Bing Crosby, è stata la canzone più venduta nel mondo con oltre 10 milioni di copie); John Lennon dei Beatles ha scritto un pezzo indelebile <Happy Christmas>; e George Michael degli Wham ha fatto centro con un bellissimo pezzo <Last Christmas>. Anche Riccardo Zara con I suoi Cavalieri del Re ha scritto 2 pezzi ottimi <La Notte di Natale> e <Girotondo intorno all’albero>.

In Italia sono stati pubblicati tantissimi album con le canzoni di Natale anche stranieri: ‘Christmas dance party’, ‘Christmas Melodies’, ‘Christmas on the Rocks’, ‘Christmas Favourites’, ‘Big band Christmas’, ‘Christmas Holiday Compilation’, ‘Gospel Collection’, ‘100% Christmas’… In Italia invece c’è chi poi ha voluto cantare queste canzoni in lingua originale e chi invece solo in italiano. Ma chissà per quale motivo le canzoni di Natale qui in Italia non sono mai state un prodotto commerciale, non hanno mai avuto grosse vendite.

Il vero botto lo han fatto Luciano Pavarotti (con 8 milioni di copie vendute nel mondo) ed I Cavalieri del Re (con oltre 200 mila copie vendute); il loro album ‘Christmas dance’ è ancora oggi il disco di Natale più venduto in Italia, ed è stato l’unico a piazzarsi in classifica, è stato pubblicato per ben 7 anni ed I Cavalieri per diverse volte le hanno presentate in tv. Questo perché il loro album si presentava in una veste completamente tutta nuova rispetto a tutti quelli proposti, le interpretazioni erano più veloci, in testi un po’ rielaborati, la durata inferiore all’originale e poi… i loro cori, unici, inimitabili, ha reso questo disco in assoluto il più bello tra tutti quelli in commercio!

Negli anni ’80 verranno pubblicati tantissimi album con le canzoni di Natale, tra quelli da ricordare ci sono “Mi piacerebbe che… Gesù Bambino’ (anni ’70), uno dei primi pubblicati in Italia, cantato dai Piccoli Cantori di Milano con tante canzoncine inedite; poi il Piccolo Coro dell’Antoniano è quello che ha inciso più dischi per Natale ‘Buon Natale’ (anni ’80), ‘Canti di Natale’ (anni ’90), ‘Le canzoni di Natale’ (anni 2000), ‘Le 14 più belle canzoni dedicate al Natale’ (anni 2000)… che hanno ottenuto un discreto successo. Discreto successo anche per l’album di Natale di Geronimo Stilton ‘Canzoni di Natale’ (anni 2000), Al Bano ‘Le più belle canzoni di Natale con Al Bano Carrisi’ (anni 2000); Claudio Baglioni ‘Un piccolo Natale in più’ (anni 2000), Antonella Ruggero ‘I regali di Natale’ (anni ’90).

Tanti sono gli album di Natale che hanno fatto flop degli anni ‘70 Lelio Luttazzi ‘Ascoltando Natale’ e poi ‘Evvia il Natale’; degli anni ’80 il Coro degli Orsacchiotti con ‘1000 auguri di buon Natale tutti in coro’ (anni ’80), ’16 canti di Natale’, ‘Stelle di Natale’, ‘Le più belle canzoni di Natale’, degli anni ’90 invece I Piccoli cantori della città di Trieste ‘Concerto di Natale’, Le Piccole Voci ‘Voglia di Natale’, poi ‘E’ Natale!’, ‘Buon Natale e felice anno nuovo’, ‘CantaNatale’, ‘Le canzoncine di Natale’, ‘Dolce Natale’, ‘Buon Natale’, ‘Bianco Natale’, quasi tutti album cantati da voci di bambini; degli anni 2000 gli invenduti sono stati invece quelli di Irene Grandi ‘Canzoni per Natale’, Enzo Iacchetti ‘Acqua di Natale’, Elisabetta Viviani ‘Magico Natale’ (doppio cd), tra i vari flop degli anni 2000 c’è stato anche quello di Cristina D’Avena dal titolo ‘Magia di Natale’.

Gianni Soru

FENOMENI: QUELLE INDIMENTICABILI SIGLE TV DEI “CAVALIERI DEL RE”…


 

 Di Gianni Soru

 

Sono passati 30 anni da quando il gruppo vocale dei CAVALIERI DEL RE si è formato. I suoi componenti sono Riccardo Zara (cantautore, sa suonare tutti i tipi di strumenti), Clara Serian (sua ex moglie brasiliana, è psicologa), Guiomar Serina (cognata di Riccardo e Sorella di Clara, proprietaria di negozi e di un hotel, è stata il primo tecnico del suono femminile italiano) e Jonathan Zara (nipote di Guio, quindi figlio di Riccardo e Clara, è diventato papà da un mese). Operativi negli anni ’80, tornano negli anni 2000 con 3 nuovi cd e 2 dvd, ed ora esce Opera Omnia, che raccoglie tutti i loro lavori e un cd inedito: Album di famiglia.

Ecco l’intervista realizzata con i Cavalieri del Re.

 

Rispetto agli altri interpreti di sigle, voi siete stati gli unici in grado di poter cantare sigle per generi diversi: storici (‘King Arthur’, ‘Lady Oscar’), fantasy (‘Moby Dick 5’), animali (‘Kimba’, ‘Gamba’), violenti (‘Devil man’, ‘L’Uomo Tigre’), storie (‘Cuore’, ‘Flo Robinson’, ‘Fiorellino’, ‘Coccinella’), robotici (‘Godam’, ‘Calendar men’), magici (Chappy’, ‘Lo specchio magico’), sportivi (‘Superauto mach 5’, ‘Ugo’), comici (‘Yattaman’, ‘Ransie’, ‘Gigi la trottola’)… A cosa era dovuta questa vostra ‘fortuna’?

Forse perché avendo 4 voci a disposizione potevamo adattarle a tutto.

 

Le sigle di oggi non vendono niente, perché?

Perché nessuno sa più scrivere. Poi con la diffusione dei cellulari, I-Pod, mp3, computer… si ascolta musica tutte le ore. Si scarica quella serve, e l’ascoltano come sottofondo giornaliero, per non pensare.

 

Italian Carnaval (1983) risulta essere tra i 5 album italiani più venduti. Secondo voi a cosa è dovuto tutto il successo che ha ottenuto?

E’ un lavoro che ci ha commissionato la Duck Record, il successo è stato dovuto al fatto che alla gente sarebbe piaciuto avere in casa un disco da usare per le feste come il carnevale o i compleanni. Poi c’è stata la pubblicità in TV del disco, uno delle prime apparse in TV. La nostra identità doveva essere coperta dal duo dei Chikano, perché noi avevamo un contratto con la R.C.A.. La Duck Record voleva che cantassimo le canzoni tutte intere, ma veniva fuori una cosa noiosa, io così abbiamo pensato di prendere solo i ritornelli e di mixarli tutti tra di loro. Questa è stata un’idea che nessuno ha mai avuto. Ed ha avuto un successo enorme. Il disco è stato venduto anche all’estero.

 

Ci sta pure “Sanremo dance” o “Sanremo Carnaval” (1984), dove ricantate i più grandi successi del Festival di Sanremo da ‘Nel blu dipinto di blu’, a ‘Quando, quando, quando’ da ‘Non ho l’età’, a ‘Una lacrima sul viso’ da ‘Cuore matto’, a ‘Nessuno mi può giudicare’ da ‘Zingara’ a ‘La prima cosa bella’, da ‘Felicità’ a ‘L’italiano’…

Sempre la Duck Record ci disse di scegliere le canzoni più famose del Festival di Sanremo, qui abbiamo cantato la prima parte della canzone con ritornello. E l’idea di poter riascoltare tutti i successi del Festival in una sola volta è piaciuto a tutti! Questa volta la nostra identità fu coperta dai Tukano.

 

Il vostro album con le canzoni di Natale il “Christmas dance” (1984) è ancora oggi il più venduto. A cosa è dovuto?

Volevamo fare qualcosa di nuovo, e ci venne in mente il Natale, alle canzoni che tutti conoscono ‘Jingle Bells’, ‘Tu scendi dalle stelle’, ‘Buon Natale’, ‘O tacita notte’, ‘Bianco Natale’… e che non tramonteranno mai, ovviamente presentarle in una veste nuova: abbiamo accorciato un po’ i testi delle canzoni, poi gli abbiamo dato un’interpretazione più veloce di quella originale, ed infine le abbiamo legate tra di loro con un motivo cantato che introduce la canzone che segue. E questo ha portato il disco ad un grandissimo successo, il disco la Ricordi lo ha pubblicato per diversi anni.

 

Com’è nata la collaborazione con il corvo Rockfeller? (1985)

La Cinevox voleva farci cantare ‘Corvo il pennuto furbo’ come sigla del programma di Pentathlon assieme al corvo Rockfeller, e alla fine ci hanno fatti incidere assieme a lui un intero album con canzoni nuove come ‘Svegliati Muchaco’, ‘Cara carogna cara’…

 

Parliamo di “Nillamix” (1986), l’album dove cantate assieme a Nilla Pizzi…

Nilla Pizzi lavorava per la Bebas Record, la casa discografica voleva fare un collage delle canzoni di Nilla Pizzi assieme a noi. Così abbiamo fatto i cori ai suoi più grandi successi come ‘Grazie dei fiori’, ‘Vola colomba’, ‘Papaveri e papere’ etc…e nel lato B del disco la Bebas voleva che ci fosse un album normale con canzoni inedite, ‘Ripa Ticinese’, ‘Vacanze all’italana’…

 

C’erano una volta i Beatles” (1986), com’è nato questo album?

Doveva essere l’ultimo lavoro dei cavalieri del Re prima che il gruppo si sciogliesse. Volevamo trovare qualcosa di nuovo che durasse nel tempo, ed abbiamo pensato di scegliere le loro più belle canzoni e di dargli una versione italiana per farli conoscere anche alle nuove generazioni.

 

I ragazzi cresciuti con le vostre canzoni hanno intrapreso tutti delle grandi carriere… dici che la vostra musica può avere in qualche modo influenzato…?

Non sappiamo che cosa dire. Ci ha fatto veramente tanto piacere vedere che anche a distanza di anni tantissima gente si ricorda ancora di noi. Abbiamo fatto il pienone qualche anno fa nei concerti di Lucca e a Venezia. Questo vuol dire che ci vogliono bene, che abbiamo lasciato dei bei ricordi.

 

Su You Tube tanti fan vi dedicano video e pubblicano tutto ciò che fate appena vi muovete… malati o esagerati?

Guarda, siamo sorpresi più di te, oltre che essere sbalorditi.

 

Album di Famiglia” è il vostro cd di inediti contenuto nella vostra Opera Omnia…

Qui cantiamo solo musica leggera italiana, tutti pezzi che abbiamo inciso negli anni ’80. Si possono ascoltare ‘Gente del circo’, ‘Luna Park’, ‘Messaggio d’amore’, ‘Illusao no samba’ (in brasiliano), ‘La fanciulla di Le Fort’, ‘La gallina brasiliana’ etc…

Comunque a questo nostro lavoro è allegato anche un libro per saperne di più.