SOLO PER 2 GIORNI: SCARICA GRATIS IL PORTFOLIO “LACER/AZIONI” (2009)


Dieci anni fa – era il 2009 – pubblicavo un portfolio dedicato al mio progetto “Lacer/azioni”. Volevo raccontare del mio hobby di fotografare la decomposizione dei manifesti pubblicitari strappati. E volevo pubblicare alcune delle decine di migliaia di immagini macro che avevo già scattato, in giro per il mondo.

E così venne realizzato “FERMI-IMMAGINE SULLA (PUBBLI)CITTA’ STRAPPATA / Pics of torn (publi)city”: 32 pagine, testo bilingue (italiano e inglese), con la selezione di una quarantina di immagini. A dieci anni di distanza sono lieto di ricordare questa pubblicazione e dare la possibilità agli amici di questo Blog di scaricarlo gratuitamente. Grazie per l’attenzione e buon viaggio attraverso emozioni e stati d’animo suscitati da queste immagini che stanno attorno a noi. Questi non sono dipinti, ma semplicemente fotografie astratte…

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“LACER/AZIONI”: IL SORPRENDENTE MONDO DELLA RUGGINE. GUARDA QUESTE IMMAGINI (SCATTATE A BITONTO)


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© Roberto Alborghetti

Il tempo e la ruggine hanno il fascinoso potere di modificare le cose senza l’apporto e il condizionamento della mano dell’essere umano. Sono davvero sorprendenti il lavoro e l’azione creativa che possono compiere le ruggini. Possono comporre e modellare scene infinite nelle quali i nostri occhi possono vedere e percepire orizzonti senza limiti. O cieli nei quali le nuvole lasciano incredibili scie rossastre, come le pennellate di un pittore sulla tela.

Ma queste immagini non sono dipinti, ma semplicemente fotografie dal vero (macro o ravvicinate) delle ruggini che viste su un cancello, tra le vie di Bitonto (Bari). Tutto è creato casualmente, senza un preciso intento, senza una ragione, che non sia quella del normale processo compiuto dalla decomposizione naturale degli elementi. Sorprendente, non è vero?

Queste foto astratte e macro fanno parte di “Lacer/azioni” (Lacer/actions), di Roberto Alborghetti, progetto multidisciplinare e di ricerca sull’apparente caos di manifesti pubblicitari strappati e decomposti, crepe naturali, crepe, graffi e segni e segni urbani e industriali, come appunto queste tracce di ruggine (Roberto ha raccolto finora in giro per il mondo oltre 100.000 immagini fotografiche …). Trasferite su tele, riprodotte su stampe o tessuti litografici, ricostruite su collage o scansionati in videoclip, le immagini di poster strappati e sfigurati e crepe naturali, corrosioni e graffi, giungono ad offrire e proporre nuovi significati ed espressioni al materiale in decomposizione.

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Interessati a queste immagini in copie esclusive e originali? Volete organizzare un laboratorio didattico, come già attuato in diverse scuole? Contattare: okayredazione@gmail.com.

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MA COSA SONO? SONO IMMAGINI ASSOLUTAMENTE NATURALI E CASUALI CATTURATE SU UNA…PATTUMIERA!


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Guest writer: STEFANO ALBERTI

Olio? Acrilici? Acquerelli? Graffiti? Tempere? Pastelli? No, niente di tutto questo. Queste immagini astratte – assolutamente naturali, casuali, non manipolate o sottoposte a Photoshop – sono “LACER/AZIONI”, ossia una dimostrazione giocosa e provocatoria di come la realtà spesso superi la fantasia. E di come l’occhio potrebbe captare, percepire e vedere “cose che nemmeno immaginiamo”. Le immagini del clip (intitolato Codici Verdi) sono state “catturate” su un contenitore di rifiuti. O meglio: su una pattumiera, che suona ancora meglio nell’evocare i contrasti…    

LACER/AZIONI, come noto, è un progetto di Roberto Alborghetti, giornalista professionista, autore di saggi e biografie, fotografo. Da anni ha l’hobby di “catturare”, in giro per il mondo, particolari e dettagli dell’apparente caos della carta lacerata delle affissioni, delle crepe e dei graffi naturali e casuali, dei “segni” urbani.  Ha finora raccolto oltre 50.000 immagini che giocano a contaminarsi con stili, forme ed espressioni diversi. Impressionati dall’obiettivo digitale, poi trasferite su tela o su tessuti, riprodotte su litografia o scansionate in un videoclip, i particolari delle lacerazioni pubblicitarie sembrano riprendere nuova vita e ragione di essere, in una sovrapposizione di messaggi e di colori.

 

Così afferma Roberto : “Ci riesce difficile pensare che dietro messaggi sbiaditi e stracciati ci possa essere ancora “qualcosa” da vedere o scoprire. Eppure, queste immagini continuano ad essere uno specchio della città che comunica, della città che parla. Sono le tracce ed i reperti post-comunicanti di un prodotto, di un evento, di uno spettacolo, di una idea… in cui è riconoscibile la città strappata, la città “scartata”, che si auto-distrugge nei messaggi, che si auto-rigenera e si auto-riproduce in elementi visivi nuovi, spesso contrastanti, dissonanti, disarmonici, ma sempre sorprendentemente vitali.”

Diverse le attività che hanno visto Roberto Alborghetti coinvolto in questo singolare ed incredibile progetto, che è stato reso pubblico, vincendo la ritrosìa del suo autore. Nel 2009 ha è stato pubblicato un album-portfolio che raccoglie una ristretta selezione delle migliaia di immagini impressionate in giro per il mondo nel corso della sua ricerca dedicata ai particolari della (pubbli)città strappata e decomposta. L’attività collegata a questo progetto, ha visto Roberto Alborghetti tenere workshops nelle scuole. Le immagini hanno inoltre suggerito la sperimentazione di test kinesiologici sugli effetti sensoriali e sinestetici.

Nel luglio 2010 Roberto Alborghetti ha tenuto una mostra presso Oriocenter (Aeroporto di Bergamo Orio al Serio) visitata da oltre trentamila persone. Il tema dell’esposizione: “Acqua,Terra, Fuoco, Aria”. Nel settembre 2011, il noto columnist dell’Huffington Post, Srini Pillay, autore di libri sul “Brain Imaging”, psichiatra all’Università di Harvard, ha dedicato alle “LACER/AZIONI” di Roberto Alborghetti un approfondito articolo sullo stesso HuffPo. Nell’ottobre 2011, Alborghetti ha partecipato alla Parallax Art Fair di Londra, presso la Royal Opera Arcade. Il nascente Museo di Arte Contemporanea di Mercatello sul Metauro (Pesaro Urbino) creato da Pasquale Martini, scultore di fama internazionale, ha espressamente voluto che una “LACER/AZIONE” di Alborghetti figurasse accanto alle opere pittoriche di artisti italiani e mondiali.

Nel 2011, Roberto Alborghetti con il textile designer Bruno Boggia – che ha lavorato con i più celebri stilisti internazionali – hanno dato vita ad una singolare sperimentazione che ha portato alla creazione di 3 sciarpe di seta, in edizione limitata, basata sulle immagini dei poster decomposti di LACER/AZIONI. Una delle più attive e note blogger americane, Marina Chetner, dal suo blog newyorchese di WordPress ha definito le sete di Alborghetti “il prossimo  grande trend della moda”. Il mondo della moda d’Oltreoceano ne è stato subito incuriosito ed affascinato, come gli stilisti Rolando Santana ed Alvin Thompson (NewCouture). Da ricordare anche il successo della sua mostra personale alla Rocca Aldobrandesca sul Monte Amiata (Piancastagnaio, Siena): ben cento giorni di esposizione, a cavallo tra il 2012 ed il 2013, con un grande afflusso di pubblico e una ampia copertura mediatica.       

 

LACER/AZIONI è condiviso sul web attraverso Artslant, Facebook, LinkedIn, Pinterest e WordPress dove le “gallerie virtuali” hanno già attirato oltre 160.000 visitatori di tutto il mondo. Su YouTube, oltre 20.000 i downloads dei videoclips che Alborghetti ha creato in collaborazione con artisti musicali di varie Nazioni: qui il linguaggio delle immagini si fonde con quello della musica, originando a sua volta nuovi flussi e frammenti sonori e visivi. Il progetto di Roberto Alborghetti è aperto anche a sperimentazioni e contaminazioni, come quelle avvenute con esperti e compositori di musicoterapia e con autori americani di “Haiga” (immagini associate alle composizioni-Haiku). Ora una sua opera – il collage “Stella cadente” – è presente a “Una mostra, Un restauro” in corso a Norcia con l’obiettivo di recuperare il patrimonio artistico locale.

 

IL BLOG (IN INGLESE) DI ROBERTO ALBORGHETTI

http://robertoalborghetti.wordpress.com/

© Roberto Alborghetti – LaceR-Actions, 2014 (6)