FIRENZE: LEONARDO E I SUOI LIBRI, LA BIBLIOTECA DEL GENIO UNIVERSALE


francesco_melzi_-_portrait_of_leonardo_-_wga14795-445x640

Leonardo e i suoi libri. La biblioteca del Genio Universale, Museo Galileo, Piazza dei Giudici 1, Firenze, Fino al 22 settembre 2019

 

Come lavorava Leonardo? La risposta migliore ce la danno i suoi manoscritti. Leonardo non era un “omo sanza lettere”. Non gli bastava l’insegnamento diretto della maestra Natura: aveva anche bisogno del dialogo con gli autori, antichi e moderni. Nel tempo, era diventato un appassionato lettore, cacciatore e collezionista di libri. E i libri, per lui, non erano solo oggetti: erano affascinanti ‘macchine’ mentali, da costruire e smontare, con i loro ingranaggi (parole, pensieri, immagini). Alla fine della sua vita, arriverà a possedere quasi duecento volumi: un numero straordinario per un ingegnere-artista del ‘400.

La biblioteca di Leonardo è uno degli aspetti meno conosciuti del suo laboratorio, perché si tratta di una biblioteca ‘perduta’: un solo libro è stato finora identificato, il trattato di architettura e ingegneria di Francesco di Giorgio Martini conservato nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, con postille autografe di Leonardo.

Per la prima volta, la mostra presso il Museo Galileo di Firenze tenta  la ricostruzione di questa biblioteca, in un percorso cronologico che racconta l’incontro di Leonardo con il mondo dei libri e della parola scritta: i documenti della famiglia Da Vinci, i primi grandi libri del giovane Leonardo (Dante, Ovidio), i grandi maestri (Alberti, Toscanelli, Pacioli). Sono esposti manoscritti e incunaboli identificati con i testi utilizzati da Leonardo, affiancati da applicazioni multimediali che consentiranno di sfogliarli e confrontarli con i codici autografi. Viene inoltre ricostruito lo studio di Leonardo con gli strumenti di scrittura e da disegno da lui utilizzati. L’intera biblioteca di Leonardo, grazie al lavoro di un’équipe internazionale di specialisti, è  pubblicata online nella biblioteca digitale del Museo Galileo e costituisce  una risorsa inestimabile per lo sviluppo degli studi vinciani.

La mostra, a cura di Carlo Vecce, è realizzata dal Museo Galileo in collaborazione con Commissione per l’Edizione Nazionale dei Manoscritti e dei Disegni di Leonardo da Vinci, Accademia Nazionale dei Lincei e Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, nel quadro del progetto di ricerca FISR “Scienza, storia, società in Italia. Da Leonardo a Galileo alle ‘case’ dell’innovazione”, promosso e sostenuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Annunci

FIRENZE: UNA GRANDE MOSTRA CELEBRA IL VERROCCHIO, MAESTRO DI LEONARDO


Prima grande retrospettiva dedicata a una delle figure simbolo del Rinascimento, la mostra  riunisce capolavori di Verrocchio e dei più famosi artisti dell’epoca.

Fino al 14 luglio 2019, la mostra  Verrocchio, il maestro di Leonardo presenta per la prima volta a Palazzo Strozzi, con una sezione speciale al Museo Nazionale del Bargello, straordinari capolavori di Andrea del Verrocchio, a confronto serrato con opere capitali di precursori, artisti a lui contemporanei e discepoli, come Desiderio da Settignano, Domenico del Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Pietro Perugino, Bartolomeo della Gatta, Lorenzo di Credi e Leonardo da Vinci. Nel 2019 si celebra il cinquecentesimo anniversario della morte di quest’ultimo, il suo più grande allievo, e l’esposizione di Palazzo Strozzi e del Museo Nazionale del Bargello si offre come uno dei più importanti eventi a livello internazionale nell’ambito delle celebrazioni leonardiane.
Curata da due tra i maggiori esperti del Quattrocento, Francesco Caglioti e Andrea De Marchi, la mostra comprende oltre 120 opere tra dipinti, sculture e disegni, con prestiti provenienti da oltre settanta tra i più importanti musei e collezioni private del mondo come il Metropolitan Museum of Art di New York, la National Gallery of Art di Washington DC, il Musée du Louvre di Parigi, il Rijksmuseum di Amsterdam, il Victoria and Albert Museum di Londra, le Gallerie degli Uffizi di Firenze. La mostra costituisce la prima retrospettiva mai dedicata a Verrocchio, mostrando al contempo gli esordi di Leonardo da Vinci, con sette sue opere, alcune delle quali per la prima volta esposte in Italia. Una mostra straordinaria che offre uno sguardo sulla produzione artistica a Firenze tra il 1460 e il 1490 circa, l’epoca di Lorenzo il Magnifico.
Artista emblematico del Rinascimento e prototipo del genio universale, Verrocchio sperimentò nella sua bottega tecniche e materiali diversi, dal disegno alla scultura in marmo, dalla pittura alla fusione in bronzo. Egli formò un’intera generazione di maestri, con i quali ha sviluppato e condiviso generosamente il proprio sapere. Nella storia dell’arte solo Giotto, Donatello e Raffaello hanno dato origine a una “scuola” paragonabile a quella di Verrocchio. Tramite il suo insegnamento si formarono artisti che hanno diffuso in tutta Italia, e fuori, il gusto e il linguaggio figurativo fiorentino, come testimoniano opere quali il David in prestito dal Museo Nazionale del Bargello, uno dei simboli assoluti dell’arte del Rinascimento e della città di Firenze stessa, e il Putto col delfino, in prestito dal Museo di Palazzo Vecchio, opera capitale e modello di naturalezza. Alla scultura si affiancano dipinti supremi come la Madonna col Bambino della Gemäldegalerie di Berlino o la Madonna col Bambino e angeli e l’Arcangelo Raffaele e Tobiolo della National Gallery di Londra: capolavori presentati insieme per la prima volta, che attestano lo straordinario talento di Verrocchio nel campo della pittura, in cui diviene punto di riferimento per i suoi celebri allievi. Formidabile, inoltre, la selezione di disegni e dipinti su lino provenienti da alcuni dei più importanti musei del mondo, che permetteranno un confronto vivo e diretto tra i lavori del maestro e quelli dei suoi allievi, come nel caso della celebre Dama dal mazzolino del Bargello posta accanto allo studio di Braccia e mani femminili di Leonardo da Vinci, generosamente concesso in prestito da Sua Maestà la Regina Elisabetta II. Parte fondamentale della mostra sono infatti opere del giovane Leonardo, che negli anni Settanta lavorò nella bottega di Verrocchio, contribuendo al passaggio verso la Maniera Moderna, uno dei temi più avvincenti dell’arte di tutti i tempi.
L’esposizione si propone di illustrare l’inesauribile vena creativa del maestro in un intreccio profondo e continuo tra pittura e scultura, presentando la sua opera nel dialogo costante con allievi fuori dal comune, per i quali la sua bottega fu luogo di intensa sperimentazione e condivisione.

*

SCHEDA TECNICA
Titolo Verrocchio, il maestro di Leonardo
Sede Firenze, Palazzo Strozzi

Periodo 9 marzo-14 luglio 2019
Mostra curata da Francesco Caglioti e Andrea De Marchi
Promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze
Musei del Bargello, Firenze
Con la collaborazione della National Gallery of Art, Washington DC
Con il sostegno di Comune di Firenze, Camera di Commercio di Firenze, Regione Toscana
Con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze
Main sponsor Intesa Sanpaolo
Con il supporto di Terna, Bank of America Merrill Lynch
Media coverage by Sky Arte
Con la partecipazione di Opera di Santa Maria del Fiore, Opera Medicea Laurenziana

Sponsor tecnici Ferrovie dello Stato Italiane, Ataf gestioni, Busitalia, Feltrinelli, Ufficio
Turismo Città Metropolitana di Firenze, Toscana Aeroporti, Unicoop
Firenze, Firenze Parcheggi, Rinascente, Mercato Centrale Firenze

Ufficio stampa Fondazione Palazzo Strozzi: Lavinia Rinaldi
T. +39 055 3917122 l.rinaldi@palazzostrozzi.org
Antonella Fiori: T. + 39 347 2526982 a.fiori@antonellafiori.it
Brunswick Arts: PALAZZOSTROZZI@brunswickgroup.com
Comunicazione Susanna Holm – Sigma CSC
e Promozione T. +39 055 2340742 susannaholm@cscsigma.it
Catalogo Marsilio Editori, Venezia

Prenotazioni Sigma CSC T. +39 055 2469600 F. +39 055 244145
e attività didattiche prenotazioni@palazzostrozzi.org
Informazioni T. +39 055 2645155 http://www.palazzostrozzi.org

Orari Tutti i giorni 10.00-20.00, Giovedì 10.00-23.00. Dalle ore 9.00 solo su
prenotazione. Accesso consentito fino a un’ora prima dell’orario di
chiusura
Biglietti Intero € 13,00; ridotto € 10,00; € 4,00 Scuole

Per i possessori del biglietto di ingresso al Museo Nazionale del Bargello
e UAM Pass speciale ridotto € 9,00

S.SEPOLCRO (AR): IN MOSTRA LE “VISIONS” DI LEONARDO DA VINCI, GENIO UNIVERSALE


E’ arrivata al Museo Civico di Sansepolcro, e vi rimarrà fino al 24 febbraio 2020, la mostra Leonardo da Vinci: Visions. Le sfide tecnologiche del genio universale, promossa dal Comune di Sansepolcro e allestita da Opera Laboratori Fiorentini-Civita.

Leonardo da Vinci: Visions è il risultato di un ampio percorso progettuale ideato dal Museo Galileo di Firenze diretto dal prof. Paolo Galluzzi e rappresenta la sintesi di tre mostre – Gli ingegneri del Rinascimento (1995), L’automobile di Leonardo (2004) e La mente di Leonardo (2006) – allestite in prestigiose sedi in Italia e nel mondo. Per il direttore del Museo Galileo: “questa mostra propone al visitatore un punto di vista diverso, invitando ad esplorare il modo di pensare di Leonardo e la sua concezione unitaria della conoscenza come sforzo di assimilare, con ardite sintesi teoriche e con geniali esperimenti, le leggi che governano tutte le meravigliose operazioni dell’uomo e della natura”.

La mostra, omaggio al grande genio in occasione del cinquecentesimo anniversario della sua morte, invita i visitatori a esplorare alcuni ambiziosi progetti di Leonardo, che ben illustrano la sua attitudine a cimentarsi con temi di inaudita complessità. Il volo, il conferire movimento a oggetti inanimati, il progetto della più grande statua equestre mai realizzata: sogni che fanno parte della storia dell’umanità da tempi remoti e prendono forma nei suoi disegni e nelle macchine da lui ideate. La mostra è un contributo alla conoscenza della genialità e della tenacia con cui Leonardo affrontava le più audaci sfide tecnologiche e artistiche.

Siamo orgogliosi di ospitare quella che sarà una mostra innovativa e inedita nel suo genere – dichiara il Sindaco Mauro Cornioli – questo evento rappresenta uno degli appuntamenti di un calendario ricco di iniziative di livello con il coinvolgimento di personalità e realtà associative di altissimo spessore legate alla figura Leonardo. La città di Sansepolcro sarà uno dei poli culturali di riferimento di questo Cinquecentenario, e ciò non può che renderci orgogliosi.”

Sognato dall’uomo fin dai tempi più antichi, il volo prende forma nei suoi studi e nelle macchine che ha disegnato. Leonardo si misura anche con l’idea di conferire il movimento a oggetti inanimati: il carro semovente e il leone meccanico sono eloquenti testimonianze dei risultati che egli raggiunse, dal potenziale fortemente innovativo. Infine, il progetto per la gigantesca statua equestre in bronzo in memoria di Francesco Sforza costituisce un’ulteriore prova dell’eccezionale intelligenza con cui affrontava le sfide più audaci.

Video di approfondimento e animazioni 3D realizzati dal Museo Galileo di Firenze fanno da corredo al percorso espositivo consentendo sia di approfondire i temi affrontati che di comprendere i principi che governano il funzionamento delle macchine esposte.

Un particolare ringraziamento va rivolto al Museo Leonardiano di Vinci e la sua Direttrice dott.ssa Roberta Barsanti per la collaborazione ai contenuti della sezione sull’Automobile e alla Banca Cambiano 1884 per l’importante prestito concesso. “Con questa mostra – commenta l’Assessore alla Cultura Gabriele Marconcini – il nostro museo si arricchisce di una sezione specificamente incentrata sulla sconfinata genialità del genio di Vinci. Siamo pertanto entusiasti perché grazie a questa proposta possiamo mettere in evidenza l’ostinata tendenza dell’uomo del Rinascimento a superare i limiti del suo tempo: una propensione che ha caratterizzato anche l’opera dei nostri due più illustri concittadini, Piero e Luca, che avevano precedentemente contribuito, in maniera decisiva, a ridefinire il paradigma culturale entro il quale poi Leonardo si esprimerà brillantemente.”

L’esposizione dall’alto valore scientifico ha il patrocinio del Comitato Nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci.

UFFIZI: LEONARDO AI RAGGI X. LE INCREDIBILI SCOPERTE SULL’OPERA DEL GRANDE GENIO


“[…] ed in quegli, a parte a parte, di brutti caratteri scrisse lettere, che son fatte con la mano mancina a rovescio; e chi non ha pratica non l’intende, perché non si leggono se non con lo specchio”. (Giorgio Vasari, Vita di Leonardo)

Leonardo da Vinci era ambidestro e scriveva e dipingeva con entrambe le mani: sia la sinistra, per lui la principale, sia la destra. La conferma, definitiva, di questa peculiare caratteristica arriva dalle analisi dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze sul Paesaggio noto come 8P (il suo numero d’inventario), considerato da molti il primo disegno noto dal grande artista e scienziato toscano e certamente il suo primo lavoro datato (5 agosto 1473). È da poco terminata la grande campagna diagnostica sull’opera, di proprietà delle Gallerie degli Uffizi: le indagini sono state effettuate in vista della trasferta che dal 15 aprile porterà, dopo oltre mezzo millennio, il Paesaggio nella terra natia di Leonardo, Vinci, dove sarà protagonista di “Alle origini del Genio”, mostra organizzata nell’ambito del Cinquecentenario della sua morte. Lo studio, durato numerose settimane, è stato condotto da un team di specialisti, anche attraverso l’utilizzo di tecniche e macchinari sperimentali, sotto la supervisione della storica dell’arte e funzionaria dell’Opificio, Cecilia Frosinini.

LA PROVA DELL’AMBIDESTRIA

Il documento contiene due scritte: una sul fronte, tracciata secondo la celebre stesura al contrario di Leonardo, da destra verso sinistra, “Dì di s[an]ta Maria della neve / addj 5 daghossto 1473” ed un’altra sul retro, vergata invece nel verso ordinario, da sinistra verso destra, “Io, Morando d’Antoni, sono chontento”, riconducibile ad un appunto, con l’abbozzo di una formula contrattuale. È dal confronto tra queste due frasi che si delinea la conferma all’ambidestria di Leonardo: innanzitutto entrambe risultano autografe, effettuate dall’artista di suo pugno (così come gli schizzi di una testa e di una figura umana tracciati sul retro), in quanto scritte con lo stesso inchiostro (utilizzato anche per realizzare la parte prevalente del Paesaggio). Una scrupolosa indagine calligrafica, svolta attraverso il paragone delle due scritte con svariati altri testi autografi di Leonardo ha fornito ulteriori prove in questo senso; complessivamente, lo studio combinato dei materiali, dei tratti tipici della sua scrittura ed il raffronto con altri documenti hanno dimostrato che l’artista vergò la scritta ‘a specchio’ sul fronte presumibilmente con la sinistra, mentre per quella sul retro, con verso ordinario, usò la destra. Entrambe le calligrafie, pur contenenti alcuni elementi grafici differenti, legati all’uso di mani diverse, sono però caratterizzate da numerosi tratti chiave in comune, inequivocabilmente riconducibili allo stile unico di Leonardo.

Leonardo nasce mancino, ma viene rieducato all’uso della mano destra fin da ragazzino”, spiega la storica dell’arte Cecilia Frosinini. “Dall’osservazione dei suoi scritti, incluso quello sul disegno, si capisce che la sua calligrafia da destro è colta, ben fatta; Leonardo sa adoperare bene questa mano. Quanto alla scrittura specchiata, con verso da destra a sinistra, è probabile che Leonardo stesso, da adulto, abbia scelto volontariamente di adottare questo stile originale”. 

UN SECONDO PAESAGGIO A NEROFUMO E DISEGNI ‘NASCOSTI’

La conferma dell’ambidestria del Genio di Vinci non è però l’unico aspetto svelato dalla complessa campagna diagnostica condotta dall’Opificio sul primo disegno di Leonardo. La possibilità di sottoporre ad analisi diretta il prezioso documento ha consentito di portare alla luce numerosi altri misteri dell’opera, impossibili da scoprire attraverso mere osservazioni fotografiche del Paesaggio. Tra questi, il pieno emergere, alla radiazione infrarossa, di due differenti stesure del paesaggio sul fronte; e di un simile processo anche sul retro, dove ci sono due paesaggi, uno sovrapposto all’altro, del tutto difformi da quello disegnato sul fronte. Raffigurano una scena fluviale, con al centro un corso d’acqua e due rive collegate da un ponte, e sulla sinistra una formazione di rocce aguzze e frastagliate. Leonardo aveva impostato questo scenario a nerofumo; successivamente ne sottolineò con l’inchiostro alcune forme, aggiungendo anche dei picchi montuosi.

L’utilizzo del nerofumo (verosimilmente in forma di pastello) per il foglio 8P testimonia che Leonardo usava questo materiale in un periodo precedente a quanto ritenuto fino ad oggi dagli studiosi. Altrettanto precoci sarebbero, se effettivamente riferibili al 1473, le numerose tracce di schizzi realizzate a sanguigna nella parte alta del foglio, sempre sul retro. I primi disegni a sanguigna di Leonardo infatti erano finora datati al 1492.

Dall’esame del retro affiorano, sotto il paesaggio fluviale in basso a sinistra e più in alto, alcuni disegni a punta di piombo, un fiore stilizzato (una rosetta) e alcuni motivi geometrici, che risultano particolarmente visibili all’infrarosso.

Il disegno ha poi rivelato alcune misteriose tracce solo incise, con uno stilo cosiddetto “cieco” o “acromo” (cioè che non lasciava tracce colorate, sia pure lievi, come quelle della punta di piombo): alcune sono identificabili, per esempio un cavallo sul retro del foglio. Altre ancora delineano una seconda catena montuosa, sul fronte; e infine ve ne sono alcune di incerto significato, sempre sul fronte, e potrebbero far pensare a impronte lasciate dalla sovrapposizione di un’altra carta e quindi, di nuovo, indirizzare verso una destinazione non nobile, ma di uso comune, del foglio.

Per svelare i segreti del Paesaggio 8P sono stati necessari molti esami (tutti ovviamente non invasivi) e l’impiego di svariate tecnologie e prototipi scientifici. Il disegno è stato sottoposto ai raggi infrarossi con un modello molto avanzato, in grado di acquisire 32 bande cromatiche diverse, ideato dal Cnr-Ino (Istituto nazionale di ottica). E’ stato usato anche un sistema innovativo di raggi X a fluorescenza, con illuminazione ad area anziché a punti localizzati come avveniva finora (in questo caso il prototipo è stato costruito dall’Istituto nazionale di fisica nucleare dell’Università di Firenze); ed un rilevatore portatile di materiali organici (messo a punto dal Cnr Ifac, Istituto di fisica applicata); oltre alle ‘classiche’ osservazioni al microscopio e all’utilizzo di fotodiagnostica ad elevatissima risoluzione, supportata dall’impiego di elaborazioni informatiche.

LA GENESI DELL’ OPERA

Questa articolata campagna di indagine ha permesso di ricostruire con precisione la genesi creativa (e di messa in opera) del leggendario Paesaggio. Per realizzarlo, Leonardo usò diversi strumenti e materiali: uno stilo di piombo che lasciava una traccia grigia sul foglio, sorta di lapis ante litteram, che è stato quello con cui Leonardo ha tracciato la ‘base’, la bozza dell’intero disegno.

Quindi, su questa bozza a punta metallica lavorò con l’inchiostro (contenente elementi di rame e nero fumo), probabilmente sovrapponendo al foglio anche uno strato di carta lucida, sulla quale aveva già composto parte del disegno, allo scopo di disegnare con precisione la ‘skyline’ del paesaggio stesso. Di questo passaggio in particolare, come metodo di lavoro, Leonardo parla anche nel suo Trattato di Pittura. Dipinse invece completamente a mano libera la vegetazione, la parte restante del terreno, delle montagne e delle acque. Dal punto di vista cronologico, il disegno sul fronte è stato fatto in due fasi: nella prima, Leonardo ha usato lo stilo, la carta lucida e un primo inchiostro. Il secondo intervento, individuabile perché realizzato con un secondo inchiostro, diverso per composizione chimica, in un momento successivo.

E “sarebbe possibile anche tentare una datazione realistica dei due diversi interventi, mettendo a confronto questi dati con quelli che potrebbero venire dall’analisi di inchiostri usati dall’artista per vergare documenti contenenti una data”, spiega ancora Cecilia Frosinini.

“Gli elementi emersi durante questa campagna di indagini – conclude il Direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidtaprono nuove prospettive sull’interpretazione del disegno 8P di Leonardo e su come l’artista ha ‘costruito’ il Paesaggio, sulla sua tecnica e perfino sulle sue abitudini e abilità nella scrittura, scoprendolo ambidestro: una vera e propria rivoluzione nell’ambito degli studi leonardeschi. In questi ultimi anni, la collaborazione tra le Gallerie degli Uffizi e l’Opificio delle Pietre Dure, un istituto di restauro e di indagini tecnologiche sulle opere d’arte che non ha eguali al mondo, ha permesso di condurre ricerche che hanno sempre portato nuovi risultati, a volte inaspettati specie quando si trattava di opere celeberrime e ormai apparentemente senza misteri. Ricordo il recente caso della Santa Caterina di Artemisia Gentileschi, sotto la quale si sono trovati altri due abbozzi di stesure. Ora è la volta del disegno di Leonardo, ma contiamo su molte altre importanti sorprese e scoperte nel corso dei prossimi anni.”

IL TEAM DELLA RICERCA

Le indagini svolte sul foglio sono state coordinate da Cecilia Frosinini e Letizia Montalbano (Opificio delle Pietre Dure); ed hanno visto l’impiego di fotografia nodale ad alta risoluzione in luce diffusa e in luce radente; fotografia nodale ad alta risoluzione in fluorescenza UV; fotografia nodale in luce trasmessa; riflettografia con Scanner Multispettrale VIS-NIR; rilievo 3D mediante microprofilometria laser a scansione; analisi tomografica (OCT, Optical Coherence Tomography) nel dominio spettrale (SD-OCT; spettrofotometria RAMAN; Fluorescenza X (XRF) a scansione; osservazione allo stereomicroscopio ottico.

La diverse campagne diagnostiche sono state eseguite da Roberto Bellucci (già Opificio delle Pietre Dure; associato CNR-INO, Consiglio Nazionale delle ricerche – Istituto Nazionale di Ottica); Raffaella Fontana, Marco Barucci, Alice Del Fovo, Enrico Pampaloni, Marco Raffaelli, Jana Striova; (CNR-INO, Consiglio Nazionale delle ricerche – Istituto Nazionale di Ottica); Chiara Ruberto, Pier Andrea Mandò e Francesco Taccetti Istituto Nazionale di Fisica Nucleare & Dipartimento di Fisica, Università di Firenze); Francesco Grazzi (CNR-IFAC, Consiglio Nazionale delle ricerche – Istituto di Fisica Applicata “Nello Carrara”); Isetta Tosini (Laboratorio Scientifico dell’Opificio delle Pietre Dure). L’Opificio delle Pietre Dure è diretto dal soprintendente Marco Ciatti.

“IL PAESAGGIO” DI LEONARDO DA VINCI AI RAGGI X: ECCO I PRIMI RISULTATI (CLAMOROSI)


8 Paesaggio

Il Paesaggio di Leonardo da Vinci, datato 5 agosto 1473, è stato portato oggi dagli Uffizi all’Opificio delle Pietre Dure. È un evento eccezionale: per la prima volta, infatti, il disegno viene esaminato scientificamente con le metodologie più avanzate e tutti gli strumenti di ultima generazione, che ci faranno comprendere meglio la genesi e la natura di questa celeberrima immagine.

Per la sua fragilità, il disegno non può essere esposto alla luce per lungo tempo: sarà protagonista di una mostra a Vinci dal prossimo 15 aprile per cinque settimane, poi dovrà tornare al Gabinetto dei Disegni e delle Stampe degli Uffizi. Oggi, la consegna speciale dell’8P (così il foglio è conosciuto in ambito scientifico, sigla che corrisponde al suo numero di inventario) è avvenuta sotto lo sguardo vigile dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. Maurizio Michelozzi, restauratore esperto nella conservazione di disegni e funzionario degli Uffizi, ha accompagnato l’opera presso i laboratori alla Fortezza da Basso e seguirà le ricerche scientifiche su di essa in collaborazione con il team dell’Opificio delle Pietre Dure: Letizia Montalbano, specializzata nei disegni, Roberto Bellucci, che ha già lavorato all’Adorazione dei Magi e curerà gli aspetti della diagnostica ottica, sotto la supervisione di Cecilia Frosinini e del soprintendente Marco Ciatti.

Oggi la prima battuta di indagini ha messo in luce due differenti stesure evidenziando un’area e alcuni dettagli che sono stati aggiunti in un secondo tempo alla prima versione dell’opera. Per ora sono state svolte analisi di tipo ottico sul recto del disegno; in seguito le stesse indagini saranno adottate anche per il verso del foglio, dove è schizzata una figura umana. Si cercheranno di capire le stratificazioni e il succedersi delle fasi per comprendere l’evoluzione dell’opera.

Al momento – precisa Cecilia Frosininiè stato evidenziato l’utilizzo di due materiali diversi nei tratti del disegno. Un inchiostro ferrogallico nero e un materiale carbonioso liquido, forse applicato con un pennello molto sottile, in particolare per costruire la formazione rocciosa centrale. Siamo riusciti ad evidenziare alcuni particolari e leggerli attraverso immagini ad altissima risoluzione, in luce diffusa e in infrarosso, individuando le due diverse fasi. È probabile che Leonardo sia ritornato sul disegno in un secondo momento, magari proprio dopo i suoi studi sulla geologia e sulle rocce”.

A seguire le osservazioni al microscopio ci saranno gli esami con la tecnica della fluorescenza dei raggi X (Xrf), una tecnica spettroscopica che permetterà l’analisi delle componenti chimiche dei materiali utilizzati. Agli esami di tipo conoscitivo, che proseguiranno nei prossimi giorni, anche sul retro del disegno, seguiranno delle valutazioni di tipo conservativo. “È sempre un’esperienza affascinante rapportarsi ad un Leonardo – conclude Cecilia Frosinini – ma avendo avuto l’Adorazione dei Magi per cinque anni e mezzo si può dire che è quasi come riavere in corsia uno dei nostri pazienti preferiti”.

Il direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, commenta i primi risultati, notando che “Dei differenti inchiostri già si sapeva, ma la grande novità in questo caso è l’identificazione di due fasi nettamente distinte in cui Leonardo lavora al disegno 8P. Questo offre nuove certezze agli studi storico-artistici e aiuta a farci comprendere questa opera misteriosa. Infatti molto spesso il paesaggio viene interpretato come un’immagine geografica precisa, quasi che esso sia una specie di ‘fotografia’ di questa o di quella valle, di queste o di quelle montagne. Oggi si è invece scoperto un processo di realizzazione del disegno in due momenti successivi: questo sposta la bilancia verso le interpretazioni che ne sottolineano l’aspetto immaginativo e il carattere di speculazione intellettuale da parte dell’artista”.

MONTEPULCIANO: IN MOSTRA QUELLE FANTASTICHE “MACCHINE” DI LEONARDO DA VINCI


 

La Fortezza di Montepulciano ospita la mostra dal titolo Leonardo da Vinci. Anatomie: macchine, uomo, natura, curata da Paolo Galluzzi.  L’esposizione è promossa dal Comune di Montepulciano e dalla Fondazione Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano, su progetto del Museo Galileo di Firenze, con l’organizzazione di Opera Civita.

Oltre che come artista eccezionale, Leonardo da Vinci (1453-1519) è stato a lungo celebrato come inventore di macchine e dispositivi meccanici straordinari, che sarebbero divenuti patrimonio comune della cultura tecnica solo alcuni secoli dopo la sua morte. Pur traendo ispirazione dal profondo processo di rinnovamento dei saperi tecnici che ebbe luogo in Italia a partire dalla fine del XIV secolo, Leonardo offrì in molti ambiti contributi di assoluta originalità e di straordinaria carica anticipatrice.

La mostra mette in luce proprio uno degli aspetti più innovativi dell’opera di Leonardo, per il quale macchine, corpo umano e natura sono governati dalle medesime leggi universali: idea che trova espressione in una serie di magistrali disegni che segnano la nascita della moderna illustrazione scientifica. Dopo una sezione introduttiva, che propone una ricostruzione dello studio di Leonardo, il percorso espositivo si articola in sezioni dedicate all’anatomia delle macchine, agli studi sul corpo umano, alla geologia e all’architettura. Il percorso si chiude con i disegni che illustrano il dispositivo ideato da Leonardo per l’allestimento teatrale dell’Orfeo del Poliziano, affiancati dal modello tridimensionale della macchina scenica.

 

SCHEDA TECNICA

Leonardo da Vinci. Anatomie: macchine, uomo, natura

21 aprile –  7 ottobre 2018, Montepulciano, Fortezza, Tutti i giorni ore 10.30 – 19.30, Biglietto d’ingresso: € 5,00

Info:

Tel. +39 0577/286300

Sito web  www.leonardoanatomie.it

 

IL “CODICE LEICESTER” E IL GENIO DI LEONARDO: UNA MOSTRA AGLI UFFIZI DI FIRENZE


Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci a Firenze come anteprima di assoluta grandezza delle celebrazioni leonardiane che si svolgeranno in tutto il mondo nel 2019 in occasione dei 500 anni della morte di una delle figure-icona della storia dell’umanità. Lo offre alla città Bill Gates, il fondatore di Microsoft che ne è diventato proprietario (lo ha acquistato dal miliardario Armand Hammer nel 1994), ed è esposto agli Uffizi fino al 20 gennaio 2019. La mostra, Il Codice Leicester di Leonardo da Vinci. L’Acqua Microscopio della Natura, a cura di Paolo Galluzzi, è frutto di oltre due anni di preparazione ed è realizzata da Gallerie degli Uffizi e dal Museo Galileo col contributo di Fondazione CR Firenze.

E’ davvero un evento eccezionale perché consente di vedere una delle opere più importanti del maestro con le conoscenze e le sensibilità che oggi abbiamo maturato verso i temi dell’acqua e dell’ambiente che sono il filo rosso che lega le 72 pagine del manoscritto. Un’opera fitta di geniali annotazioni e di straordinari disegni, che Leonardo vergò tra il 1504 e il 1508, anni per lui di intensa attività artistica e scientifica. Era infatti il periodo nel quale effettuava gli studi di anatomia nell’Ospedale di Santa Maria Nuova, cercava di far volare l’uomo, era impegnato nell’impresa, poi non condotta a termine, della pittura murale raffigurante la Battaglia di Anghiari a Palazzo Vecchio e studiava soluzioni avveniristiche per rendere l’Arno navigabile.

I 72 fogli del Codice sono collocati nell’Aula Magliabechiana degli Uffizi. Grazie ad un innovativo sussidio multimediale, il Codescope, il visitatore puo sfogliare i singoli fogli sugli schermi digitali, accedere alla trascrizione dei testi, e ricevere molteplici informazioni sui temi trattati. Sono esposti anche alcuni spettacolari disegni originali di Leonardo, prestati da prestigiose istituzioni italiane e straniere, realizzati in quegli stessi anni, una stagione davvero ‘magica’ della storia di Firenze che vide la presenza contemporanea nel perimetro delle proprie mura di grandissimi personaggi delle lettere, delle arti e delle scienze. Non a caso, Benvenuto Cellini definì quell’eccezionale stagione fiorentina ‘La Scuola del Mondo’. Le applicazioni multimediali realizzate dal Museo Galileo saranno consultabili sui siti web degli Uffizi e del Museo Galieleo stesso. Il catalogo sarà pubblicato da Giunti Editore.

Per il Codice Leicester si tratta del secondo ‘viaggio’ a Firenze in quanto fu esposto nel 1982 (ma allora era ancora denominato Codice Hammer) nella Sala dei Gigli di Palazzo Vecchio, ottenendo uno straordinario successo di pubblico (oltre 400.000 visitatori in poco più di tre mesi).

“L’esposizione del Codice Leicester di Leonardo, insieme ad altri preziosissimi disegni e scritti del Genio Da Vinci – afferma Eike Schmidt, Direttore degli Uffizi – dimostra il nostro impegno per rendere accessibili tematiche molto complesse della ricerca scientifica, e di contestualizzare episodi fondamentali di storia della scienza in una prospettiva del tutto contemporanea”.  “Il Codice Leicester – dichiara il Direttore del Museo Galileo Paolo Galluzzi – frutto dell’ormai acquisita maturità come artista raffinatissimo, penetrante osservatore della natura, ingegnere capace di concepire progetti di straordinario ardimento e interprete originale dei fenomeni più significativi del macrocosmo e del microcosmo, offre una visione intrigante della vastità inaudita degli orizzonti esplorati dalla mente di Leonardo. Una mente protesa a raccogliere le sfide più complesse e a mettere in discussione le conclusioni stabilite dagli autori più accreditati della tradizione. Compilato nella fase più creativa della propria esistenza, nel cuore di una Firenze allora vera e propria ‘Scuola del mondo’, il prezioso manoscritto documenta l’ossessione conoscitiva di Leonardo per l’elemento acqua, per i suoi movimenti vorticosi, per la forza plasmatrice e la potenza distruttrice che la caratterizzano. Con continui rimandi a Firenze, al suo impianto urbano e al suo fiume, risorsa e al tempo stesso minaccia per le comunità che ne popolano le rive. La mostra invita a compiere un viaggio in un tempo di visioni ardimentose, di progetti avveniristici, di manifestazioni del pensiero di inarrivabile genialità”.

“Sosteniamo con entusiasmo – osserva il Presidente della Fondazione CR Firenze Umberto Tombari – questa grande mostra che, di fatto, apre con ampio anticipo le celebrazioni dedicate a Leonardo. Fin dalla nostra nascita, 25 anni fa, abbiamo sempre destinato all’arte e alla cultura una parte significativa delle nostre erogazioni ed è importante collaborare con due istituzioni prestigiosissime in una esposizione di questo livello che unisce al rigore scientifico un ricco apparato multimediale. Questo aspetto è oggi, ancora più che in passato, determinante per favorire la comprensione dell’arte anche ai non addetti ai lavori ed in particolare di un’opera come questa che non è immediatamente comprensibile in tutti i suoi molteplici livelli di lettura. La nostra Fondazione si sta impegnando molto nel campo della formazione e dell’educazione dei giovani e la presentazione del Codice Leicester si colloca perfettamente in questo percorso. L’esposizione segna anche una nuova tappa della nostra lunga e fruttuosa collaborazione con il più importante museo italiano e col Museo Galileo la cui équipe, coordinata dal Prof. Galluzzi, ha realizzato una innovativa edizione digitale della grande mappa del cartografo tedesco Martin Waldseemüller, il più antico documento (1507) nel quale compare il nome America in omaggio ad Amerigo Vespucci. Un grande progetto che abbiamo presentato lo scorso anno, con grande successo, alla Library of Congress di Washington D.C.”.

CESENATICO/UN FIORE PER VOI NONNI: UNA MAGICA SERATA CON MUSICA, POESIE… E LA “PIANTA” CHE FA LUCE…


Premiati i mini-poeti di “Un Fiore per Voi”. Cesenatico anche quest’anno ha accolto i trionfatori dell’iniziativa che ha coinvolto le scuole primarie e secondarie di tutta Italia in occasione della Festa nazionale dei Nonni del 2 ottobre. Presso il bellissimo Teatro Comunale, sono saliti sul podio gli allievi premiati nella XIV edizione di dell’iniziativa promossa da Okay!, Ufficio Olandese dei Fiori, con il sostegno ed il  patrocinio del Comune di Cesenatico. Le poesie premiate erano state scelte da una giuria tra le oltre 4.000 composizioni poetiche pervenute ad “Okay!” Davvero una magica serata. Sul palco del Teatro Comunale, sono sfilati i mini poeti, le cui composizioni sono state declamate da Elisa Mazzoli, neo mamma, animatrice, scrittrice per l’infanzia, impegnata in animazioni didattiche nelle scuole ed in centri culturali (suo più recente libro è “ Noi”). Sul palco, ad animare la serata, la Scuola di Musica “Italo Caimmi” di Cesenatico, diretta da Marzio Zoffoli, e guidata dalla bravissima Joy Salinas (una voce bellissima, salita alla ribalta della notorietà negli ’90 con  una serie di pezzi dance) che ha portato sul palco tre suoi allievi: Benedetta Casolari, Elia Toni e Cristian Albani, che hanno proposto brani italiani ed internazionali, tutti molto applauditi.

La cerimonia, condotta da Roberto Alborghetti, direttore di “Okay!”, ha visto la partecipazione del sindaco di Cesenatico, dott. Roberto Buda –  che ha sottolineato il significato dell’evento ed ha premiato i vincitori –  e di Charles Lansdorp dell’Ufficio Olandese dei Fiori, che ha donato ai premiati la famosa “Glowing Star in the Dark”, la pianta grassa che si illumina al buio, prodotta dall’azienda olandese Amigo Plant, vera novità della serata (faceva bella mostra di sé, quando le luci si abbassavano, e l’effetto era davvero…magico). Anche quest’anno una giuria formata da una rappresentanza di allievi del Circolo Didattico di Cesenatico hanno partecipato al gioco di votare le poesie ad essi più gradite, eleggendo come preferita la composizione di Stefania Di Giuli, dell’ICS “Sanzio” di Mercatino Conca. Premi comunque per tutti i mini poeti. Al termine, sentiti ringraziamenti, per la collaborazione, al Comune di Cesenatico, all’Ufficio Turismo, ai suoi operatori, a Gesturist, al Museo della Marineria (visitato nella mattinata del 29 settembre dai mini poeti), all’Hotel Villa Maria, al ristorante “Nero di Seppia”. Il sindaco dott. Roberto Buda ha formalizzato l’idea, per il prossimo anno, di assegnare un premio speciale ad una poesia dedicata a Cesenatico, città di mare, fiori e appunto poesia (vi è nato il grande Marino Moretti). Dunque, accanto ad “Un Fiore per Voi”, ci sarà anche “Poesie per Cesenatico”. Cari mini poeti, che la creatività sia con voi! Aspettiamo le vostre composizioni dedicate alla città del Porto Canale disegnato dal grande Leonardo Da Vinci!

Altre foto-gallerie nei prossimi giorni!!!   

“UN FIORE PER VOI NONNI 2013″ / IL SINDACO DI CESENATICO ROBERTO BUDA: “CARI RAGAZZI, LA CITTA’ VI ASPETTA”


 

 OLYMPUS DIGITAL CAMERA OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Cesenatico è sempre bella, in tutte le stagioni. E lo specchio della sua bellezza è l’antico Porto Canale, disegnato da Leonardo da Vinci nel 1502: vi si respira il profumo della storia e gli occhi si riempiono di colori e di suggestioni. Il Porto Canale è il passaggio obbligato per giungere al palazzo del Comune, che si trova a pochi metri dalla casa natale del grande poeta Marino Moretti. Nel municipio ci attende il sindaco dottor Roberto Buda. Anche quest’anno Cesenatico è a fianco di Okay! nell’ormai tradizionale iniziativa di “Un Fiore per Voi” (XIV edizione) promossa per l’annuale “Festa dei Nonni”, che vedrà giungere nella bella città della Riviera i mini poeti che hanno scritto le più belle poesie per i nonni.

Il sindaco ci dice subito che la collaborazione data all’evento non è casuale, ma rientra in una scelta precisa, legata allo spirito di cooperazione e dialogo che la stessa Amministrazione Comunale ha voluto instaurare e diffondere tra i cittadini.

Dice il dottor Roberto Buda: “Siamo in un momento particolare. Sentiamo spesso dire che si è delegato troppo alla politica la funzione di risolvere i  problemi e le questioni che ci toccano tutti da vicino. Pensiamo sia giunto il momento di metterci tutti in gioco, di ripartire dal basso, guardando alla società civile, all’uomo costruttore che ogni giorno si dà da fare per sé e per gli altri. Guardando alla realtà di Cesenatico, stiamo davvero cercando di dare spazio al protagonismo delle realtà vive della città, valorizzando la vitalità e la originalità delle singoli iniziative avviate da gruppi ed associazioni. Noi, come amministrazione, in un clima di reciproca collaborazione e sussidiarietà, vogliamo affiancare e sostenere l’impegno e l’entusiasmo che arriva dagli stessi cittadini, che si sentono investiti dell’impegno di fare la propria per il bene di tutta la comunità”.

Il sindaco cita ad esempio la mobilitazione avvenuta proprio attorno alle realtà scolastiche, con iniziative a supporto dell’acquisto di lavagne interattive da installare in aula. Grande interesse ha suscitato anche “Adotta il verde”, con l’invito alla gente di occuparsi attivamente dei propri spazi fioriti e piantumati, sistemando anche il proprio “fazzoletto di terra”, facendo oltretutto in modo di compartecipare a quell’opera di cura e pulizia dell’arredo urbano che comporta anche spese per le casse comunali.

Ampio è anche l’apporto dato all’associazionismo, che si occupa di realtà culturali, sociali e ricreative.

Continua il sindaco Roberto Buda: “Stiamo cercando di far cogliere un messaggio importante: che la città di Cesenatico è “nostra”, appartiene ad ogni cittadino, e dunque ogni cittadino è tenuto a prendersi cura della  comunità. E tutti hanno l’opportunità di rendere sempre più bella e coinvolgente Cesenatico, portandola sempre più a misura di persone.  In questo senso ci piace anche l’iniziativa dedicata ai nonni, perchè sensibilizza le nuove generazioni a stabilire legami con gli affetti familiari e con la storia di chi li ha precedute. Uno dei problemi dei nostri tempi è la crisi di identità, che rischia di provocare isolamento e straniamento della realtà. Dialogare con le generazioni precedenti, con i nonni, è  fondamentale: è una presa di coscienza personale ed un modo per non disperdere il patrimonio di valori che ogni comunità esprime. Dunque, siamo felice di aderire all’iniziativa della Festa dei Nonni e ringraziamo dell’attenzione che ci è stata data in tutti questi anni. Cari piccoli poeti, la città vi aspetta!”.

Appuntamento dunque a Cesenatico per sabato 28 settembre. Alle ore 21 si accenderanno le luci del bellissimo e storico Teatro Comunale, dove mini poeti che arriveranno da varie parti d’Italia saranno protagonisti di una serata ricca di emozioni e di colori.

www.cesenatico.it

*

https://okayscuola.wordpress.com/un-fiore-per-voi-nonni-2012/

*

https://okayscuola.wordpress.com/2013/09/07/un-fiore-per-voi-poesie-per-la-festa-dei-nonni-2013-ecco-i-premiati-e-i-menzionati-serata-evento-a-cesenatico-il-28-settembre/

FOTO DI ROBERTO ALBORGHETTI

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

RILANCIARE CESENATICO ATTRAVERSO LA SUA STORIA LEGATA AL MARE / INTERVISTA AL SINDACO ROBERTO BUDA


 

Intervista a cura di Roberto Alborghetti

Conto alla rovescia per il gran finale dell’edizione 2011-2012 di “Un Fiore per Voi /Poesie per i Nonni”, promossa da Okay! ed Ufficio Olandese dei Fiori con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Cesenatico e dell’Ufficio Turismo. Inserita idealmente quest’anno anche nelle iniziative di “Active Ageing” – la campagna europea per la promozione del dialogo tra le generazioni – l’iniziativa vedrà sul palco del suggestivo Teatro Comunale di Cesenatico (29 settembre, ore 21) i 10 mini poeti che, secondo le valutazioni della giuria, sono risultati meritevoli di figurare nell’Albo d’Oro della XIII edizione. Per tutti i premiati sarà anche un bellissimo modo per scoprire e conoscere Cesenatico, città che dalla primavera 2011 è guidata dal dottor Roberto Buda, sindaco che viene dal mondo della scuola, avendo insegnato matematica e fisica al Liceo scientifico “Da Vinci” di Cesenatico.

Abbiamo dunque intervistato il sindaco di Cesenatico, che ci parla della sua nuova esperienza di primo cittadino e dei  progetti legati allo sviluppo ed alla promozione della bella ed accogliente città romagnola.  

 

Signor Sindaco, è alla guida di Cesenatico da poco più di un anno. Come ha vissuto questa fase iniziale  del suo impegno amministrativo?

Il primo anno è stato entusiasmante. Nelle prime fasi ho avuto bisogno di orientarmi e di capire come mettere in piedi una squadra di collaboratori competente ed adeguata. Dopo aver costituto la Giunta ed individuato i dirigenti dei vari settori mi sono sentito più “tutelato” ed ho iniziato a lavorare con grande passione.

L’aspetto che mi ha più colpito di questa esperienza è stato il rapporto che sono andato costruendo con i miei concittadini, con la gente. Qui non siamo a Roma o in Regione, dove il rapporto con gli amministratori è vissuto come lontano e distante. Quando esci per la strada, la gente è pronta a fermarti, a confidarti i propri problemi e le proprie necessità. Dunque, in questo mio primo anno di sindaco, ho cercato questo contatto con i cittadini, avvicinandone le aspettative e le necessità. E’, quello del sindaco, un ruolo che richiede tutto se stesso, oltre che una  presenza continua e totale. Devo dire che anche la mia famiglia è entrata nell’ottica di essere “la famiglia del sindaco”: mia moglie Maeba e i miei due figli, Davide e Francesco, mi hanno sostenuto in questa fatica, condividendo come me questo percorso. 

Certo, l’impatto c’è stato, tenendo anche conto del fatto che la nostra non era una prosecuzione dell’amministrazione precedente, ma un cambio radicale di compagine, un avvicendamento storico che ci vedeva chiamati ad affrontare un’esperienza ed una fase davvero senza precedenti. Si, sono stati mesi faticosi. Ora la macchina amministrativa è ben rodata e sta già lavorando a pieno regime.

Gioca sicuramente a suo favore anche il fatto di conoscere molto bene Cesenatico. In quale zona è nato e vissuto?

Sono nato il 6 maggio 1973 nel quartiere di Ponente, una delle aree storiche della città. Ponente è il quartiere più legato alla tradizione della pesca, quello considerato storicamente più ai margini. Ma in tutti noi vi è sempre stato un grande orgoglio, oltre che un senso di appartenenza che si riversava anche in quelle fenomenali partite a calcio in cui noi ragazzi dei diversi quartieri trasferivamo anche una sorta di rivalità territoriale… Mi piace sottolineare questa mia origine. E Ponente è sicuramente una zona che merita di essere sviluppata e rilanciata.

Ponente di Cesenatico vuol dire anche la grande realtà delle colonie estive marine – ora in parte dismesse – dove migliaia di ragazzi italiani hanno vissuto e continuano a vivere le proprie vacanze, oltre che il primo incontro con la realtà del mare…

Sì, e proprio il tema della riqualificazione della grande area delle ex colonie marine mi ha già preso tempo ed energie. C’è infatti in cantiere un progetto legato allo sviluppo ed alla valorizzazione di questa parte della città, dove erano stati costruiti grandi complessi architettonici, tra i più numerosi ed estesi di tutta la costa romagnola. Ora, queste vecchie e fatiscenti strutture possono rappresentare una grande opportunità per investire sul territorio. Una tendenza peraltro già in atto grazie anche all’attenzione da parte di  alcuni imprenditori, anche del Nord Italia, che hanno deciso di investire e riqualificare l’area. Ora si tratta davvero di inserire queste azioni in un progetto più ampio e articolato destinato a dare grande vitalità e sviluppo a Ponente, dove peraltro esistono già realtà interessanti come Atlantica, come Eurocamp e dove è in funzione anche un palazzetto dello sport.

 

Dunque “Ponente” come immagine, non solo simbolica, per dare nuovo impulso all’intera città di Cesenatico ed alla sua vocazione turistica?

Sicuramente. L’area di Ponente si presta in modo eccellente per creare una sorta di “città nuova” nella quale vivere un’esperienza di turismo vicino alle caratteristiche della famiglia, legato all’ambiente, alla cura ed al  benessere. Un’area aperta tutto l’anno, nella quale c’è turismo anche nei periodi autunnali ed invernali. Ho già  conosciuto ed approfondito, a questo proposito, progetti ed esperienze a livello internazionale le quali, pur essendo dislocate in luoghi non soleggiati o di mare, ospitano visitatori tutto l’anno, offrendo servizi e strutture dodici mesi su dodici. Ecco, mi piacerebbe portare queste realtà a Cesenatico. Per la nostra riviera sarebbe una novità. Con un valore aggiunto: il mare d’inverno è una delle più belle attrattive naturali. E se corredato ed integrato da un’offerta turistica orientata al relax, al benessere e ad opportunità culturali e del tempo libero, può davvero fare la differenza. Insomma, una bomba che farebbe fragore…

Accanto a questo “sogno”, ve ne sono altri nei suoi pensieri di sindaco?

Sì, e sono legati ad un doppio desiderio di Tonino Guerra, recentemente scomparso. Il primo – la “Cattedrale delle foglie”, recentemente inaugurata ai Giardini del Mare – è stato già tradotto nella realtà. Si tratta di un originale ed artistico tributo alla natura espresso con 7 grandi foglie che si articolano a forma di cattedrale: una scultura suggerita a Tonino Guerra dalla moglie, originaria dell’Armenia, dove nei muri delle chiese venivano incise delle croci, veri e propri ex-voto con i quali la povera gente esprimeva la propria gratitudine per le  “grazie” ricevute. L’altro sogno, sempre suggerito da Tonino Guerra, è collegato alla realizzazione della “Torre di Leonardo Da Vinci”, in omaggio al grande Genio italiano che giunse a Cesenatico il 6 settembre 1502, chiamato da Cesare Borgia per progettare -dopo un periodo buio di guerra- quello che è l’attuale Porto Canale, il “cuore” della nostra città.

Ebbene, Leonardo salì sulla torre che si elevava alle porte di Cesenatico e stese quel famoso progetto – che fa parte del celebre Codice L, conservato al Louvre di Parigi – che diede nuova vita al Porto Canale, grande opera di ingegneria. Come consigliato da Tonino Guerra, la ricostruzione di una moderna torre dedicata a Leonardo – da erigere nel parco archeologico vicino ai resti dell’antico monumento, distrutto durante la guerra – sarebbe un modo per valorizzare Leonardo e la sua storica presenza a Cesenatico. Vedrei bene un concorso di idee sull’argomento per poi scegliere il progetto migliore, quello che riassume anche la nostra idea di ampliare la stessa sezione a terra del Museo della Marineria, dilatandola fino alla zona del parco archeologico, includendo cosi anche la nuova e moderna torre dedicata a Leonardo. Sarebbe un modo significativo per sottolineare anche la nostra cultura marinara e per rilanciare sempre più lo stesso Museo della Marineria, ormai diventato, un punto di riferimento nazionale per quanto concerne lo studio e la storia delle attività e realtà collegate al mare.

E qui penso si innesti anche il discorso sulla promozione del turismo scolastico, che vede anche il mensile Okay! stabilmente proporre alla scuola italiana iniziative ed attività…

Vengo dal mondo della scuola – ho insegnato fino allo scorso anno presso il Liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” di Cesenatico – e conosco quanto siano fondamentali oggi i temi dell’educazione e della formazione delle nuove generazioni. Ringrazio innanzitutto per l’attenzione che il vostro mensile dà a tutte queste iniziative per la promozione del turismo scolastico. Effettivamente qui a Cesenatico si possono trascorrere interessanti giornate a contatto con realtà che parlano di mare, storia, scienza, ambiente, letteratura. Ad esempio, a Cesenatico c’è il Museo della Marineria – nelle sue sezioni a terra e a mare – con la storia della marineria dell’Adriatico vissuta attraverso un percorso suggestivo. C’è la casa-museo del poeta Marino Moretti, c’è il centro storico, con la piazzetta delle Conserve, che offre spunti per capire la vita del borgo marinaro, anche attraverso gli aspetti dell’alimentazione e della conservazione dei cibi. A Cesenatico c’è il Centro di Biologia Marina, una realtà regionale che si occupa della vita del mare, monitorando l’andamento biologico dell’Adriatico. Si possono vivere bellissime esperienze di  pesca turismo – insieme ai nostri pescatori – e conoscere la  pesca e la filiera della pesca, ossia come il pesce determini una economia che va dalla raccolta alla sua trasformazione e distribuzione. C’è poi il percorso storico, religioso ed artistico, con la visita alla chiesa parrocchiale di San Giacomo, sul Porto Canale, che custodisce dipinti del  Cagnacci, discepolo del Caravaggio. E senza dimenticare che Cesenatico è inserito in un contesto di eccezionale valore storico e turistico: basti pensare alla vicina Ravenna, all’entroterra, alle rete dei castelli e musei ed ai numerosi parchi tematici che i ragazzi ben conoscono. Insomma, qui davvero si può fare turismo scolastico e scoprire quanto il mare abbia da raccontare.

Signor Sindaco, il prossimo 29 settembre si rinnoverà l’evento di “Un Fiore per Voi, Poesie per i Nonni”, che da anni trasforma Cesenatico in una sorta di “capitale” della poesia giovanile. A lei la parola per un saluto ai mini poeti che saranno sul palco del Teatro Comunale… 

Cesenatico non è solo una città di mare e turismo, ma è anche una città che vive un  forte legame con la poesia. Qui è nato un grande poeta, Marino Moretti, la cui dimora sul Porto Canale è ora un museo vivente della storia della poesia italiana. Uno dei nostri obiettivi è di rendere Casa Moretti un luogo sempre vivo, collegandola a tutta quella voglia di raccontare espressa dalle iniziative del nostro territorio. La poesia è uno di quegli strumenti letterari che permette nel modo più intimo di esprimere se stessi, le proprie emozioni, le proprie esperienze e passioni. L’iniziativa “Un Fiore per Voi”, diventata per Cesenatico un appuntamento tradizionale, va nella direzione della valorizzazione della poesia e del tessuto culturale di Cesenatico. Rivolgo dunque il mio caloroso saluto a tutte le scuole che anche quest’anno hanno partecipato all’iniziativa. Un “benvenuto” particolare va poi ai ragazzi premiati, che saranno ospiti di Cesenatico. Ad essi va il mio auspicio di conservare sempre questo interesse per la poesia, in modo da saper raccontare la propria vita, in tutti i suoi aspetti, nella maniera più bella e genuina possibile.