MARTINENGO (BG): UN MONUMENTO ALLE VITTIME INNOCENTI DI MAFIA


Martinengo Monumento

Il Presidio di Libera della Bassa Pianura Bergamasca, in comune accordo con le autorità locali, vuole proseguire un cammino di memoria dedicando un parco pubblico a Martinengo e realizzando in esso un monumento in ricordo del Prefetto e  Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente della scorta Domenico Russo, uccisi in una strage mafiosa a Palermo in via Carini il 3 settembre 1982.

Il monumento, in marmo Carrara, sarà inaugurato a Martinengo domenica 14 aprile 2019, come da programma dettagliato, in presenza dei familiari delle vittime coinvolte, di autorità civili, militari, politiche, religiose, associazioni d’arma e sociali. Allo scopo di condividere quest’importante, siamo lieti e onorati di invitarvi alla cerimonia d’inaugurazione del monumento. Con la gradita partecipazione di labari, bandiere e striscioni delle sezioni di appartenenza. A Carlo Alberto dalla Chiesa, Emanuela Setti Carraro e Domenica Russo e a tutte le altre vittime innocenti di mafia, dedichiamo la nostra memoria e il nostro impegno.

Pasquale Busetti
Referente del Presidio di Libera della Bassa Pianura Bergamasca – “Testimoni di Giustizia”

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MARTINENGO (BG): TANTA GENTE ALLA SERATA PER “NESSUNO RESTI INDIETRO”


 

Foto di Paolo Sandini

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Di Roberto Alborghetti, autore di “Nessuno resti indietro”, Editrice Velar

E’ stata davvero una bella serata quella vissuta ieri, venerdi 18 novembre, a Martinengo (Bergamo) alla quale ho avuto l’onore e la gioia di partecipare in qualità di autore di “Nessuno resti indietro”, libro dedicato ai temi sociali del pontificato di Papa Francesco.  L’incontro si è tenuto presso l’Aula Magna dell’Oratorio San Luigi Gonzaga con la partecipazione del Cav. Pasquale Busetti, Presidente dell’Avis comunale di Martinengo; di Paolo Valoti, Presidente Unione Bergamasca CAI di Bergamo; del M° Giacomo Parimbelli, coordinatore e moderatore della serata, di don Alessandro Previtali, direttore dell’Oratorio e del col. Riccardo Morlini. Erano presenti, tra gli altri, Paolo Sandini dell’Editrice Velar,  Luigi Feliciani, Presidente provinciale dell’Anmil, e Nella Mazzoleni, Presidente provinciale MCL.

Mi ha subito colpito la grande partecipazione della gente –  fatto non scontato – che già alle ore 21, orario d’inizio dell’incontro, già gremiva il salone. Un segno, questo,  dell’entusiasmo con cui il Presidente Busetti, insieme ai suoi collaboratori, ha saputo promuovere ed organizzare l’evento. Per quasi due ore, il pubblico ha seguito i vari interventi, che hanno sottolineato il significato dei gesti e della testimonianza di Papa Bergoglio sui temi più scottanti ed urgenti della società. Infatti, l’iniziativa ha inteso offrire un’opportunità per riflettere sulle tematiche della  solidarietà, dell’inclusione sociale, della pace, della dignità del lavoro, dell’economia rispettosa delle persone e dell’educazione al senso civico così come appunto suggerito dalle pagine di “Nessuno resti indietro” costruite sulla testimonianza viva di Papa Francesco e dei suoi anni trascorsi a Buenos Aires.

E’ sempre bello, umanamente e professionalmente, partecipare a questi eventi, che offrono l’opportunità di incontrare tanta gente e di poter raccontare un po’ di come nasce un’opera editoriale dedicata a Papa Francesco, illustrando anche i vari momenti che ne scandiscono la redazione, dalla raccolta dei documenti alla verifica delle notizie. Anche il pubblico di Martinengo è stato molto colpito dal racconto delle esperienze degli anni trascorsi da Bergoglio nelle villas miseria, tra le periferie della metropoli argentina, passando tra fasi storiche e sociali drammaticamente complesse: si pensi solo alla crisi economica dei primi anni del Duemila. Le pagine di “Nessuno resti indietro” ci portano dentro le vicende che il futuro papa vive  nella Buenos Aires del lavoro-schiavo, dei laboratori clandestini, della tratta delle persone, dello sfruttamento dei minori, della
disoccupazione, del lavoro nero, nel “tritacarne” dell’economia speculativa.

Tra quelle vicende ho trovato la risposta all’interrogativo perché questo Papa insiste coerentemente sulla necessità di “un nuovo ‘umanesimo del lavoro’, dove l’uomo, e non il profitto, sia al centro; dove l’economia serva l’uomoe non si serva dell’uomo”, dove i tanti giovani che non lavorano sono “i nuovi esclusi del nostro tempo”, “vengono privati della loro dignità”, mentre “la giustizia umana chiede l’accesso al lavoro per tutti”.

Dunque, un vivissimo grazie a tutto il pubblico e all’Avis di Martinengo, al suo presidente cav. Pasquale Busetti, a tutte le persone che hanno preso la parola e all’Oratorio che ha ospitato la bellissima serata.