ROMA: FIORI ARANCIONI IN CAMPIDOGLIO PER SALUTARE IL NUOVO RE DELL’OLANDA. ED E’ STATO PURE CITATO “OKAY!”


Il 30 aprile è stato un giorno memorabile per l’Olanda. La Regina Beatrice ha abdicato in favore di suo figlio, il futuro Re Guglielmo Alessandro. La tradizionale Festa Nazionale è divenuta quindi l’occasione per una lunga serie di iniziative dentro e fuori i Paesi Bassi. Così anche a Roma, il 29 aprile scorso. Per dare risalto alla successione al Trono, e per far partecipare la cittadinanza di Roma alla festa olandese, l’Ambasciata dei Paesi Bassi, in collaborazione con il Comune di Roma, ha organizzato una Festa dei Fiori Arancioni in Campidoglio.

Il giorno prima dell’investitura del nuovo Re ad Amsterdam, l’ambasciatore olandese Michiel den Hond ha offerto all’assessore Gasparini, in rappresentanza del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, una scintillante composizione floreale, alta due metri e costituita da diversi tipi di fiori arancioni. La cerimonia si è svolta  in compagnia di due graziose modelle vestite – in abiti design composti interamente da fiori freschi – che offrivano fiori ai turisti e visitatori sulla Piazza del Campidoglio.

I rapporti tra i nostri Paesi sono ottimi, ma fa sempre piacere quando si avvicinano ancora di più. Perciò, sarò contento se tramite questo dono floreale riusciremo a portare un po’ d’Olanda nella mente e nel cuore dei romani”, ha sostenuto l’ambasciatore. Questo non è tuttavia l’unico obiettivo dell’evento, che ha voluto  anche simboleggiare due settori d’eccellenza dell’ingegno e dell’economia olandese: floricoltura e moda & design.

L’Olanda, il primo esportatore di fiori e bulbi al mondo, da anni riscuote molto successo in Italia. E anche in Vaticano, dove a Pasqua, come ogni anno, Piazza san Pietro viene addobbata con fiori e piante portati direttamente dall’Olanda. Anche il Dutch Design è diventato famoso in Italia e nel mondo, grazie alla sua forte capacità innovativa nel processo creativo e sostenibile. E pochi sanno che Amsterdam è la capitale dei jeans.

Nel corso della manifestazione ha portato il saluto anche Charles Lansdorp, dell’Ufficio Olandese dei Fiori, che da ormai 15 anni propone in Italia, con Okay!, l’ormai famosa “Festa dei Nonni”. Ecco le parole di Charles: “”Gentile assessore Gasperini, Ambasciatore , signore e signori. Come rappresentante in Italia per il settore florovivaistico olandese sono molto orgoglioso di vedere i nostri fiori in questa piazza meravigliosa. Domani la nostra Regina Beatrice abdicherà e lascerà il trono a suo figlio Guglielmo Alessandro. Dovete sapere che la nostra Regina Beatrice è un grande amante dei fiori e come ambasciatrice del nostro settore, in occasione delle visite ufficiali all’estero lei ha sempre donato un importante allestimento floreale al paese nel quale è stata ospite. L’Italia è per noi un partner importante non solo per la quantità di fiori che acquista dall’Olanda ma anche per la ricerca e la realizzazione delle novità. I fioristi Italiani con la loro professionalità e creatività sono i veri promotori dei nostri fiori. I Fiori hanno il potere di trasmettere un’ampia gamma di emozioni: possono commuovere, sorprendere, rallegrare, consolare, fare innamorare… “Un fiore per Voi” è il titolo del Concorso Nazionale per La Festa dei Nonni. Il Concorso è giunto al quattordicesimo anno raccogliendo più di 65.000 poesie scritte dai bambini italiani per i loro nonni. L’Olanda con l’Ufficio Olandese dei Fiori è il partner di questo bellissimo concorso organizzato con la rivista per le scuole “Okay” .  A nome di tutti questi giovani poeti ho l’onore di consegnare a lei sig. Gasperini e al nostro Ambasciatore Michiel den Hond una piccola raccolta di queste poesie. Grazie per la vostra attenzione”.

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PASQUA A ROMA: 40.000 FIORI DALL’OLANDA PER LA PIAZZA PIU’ FAMOSA DEL MONDO


Davvero spettacolare, anche quest’anno, l’addobbo floreale di Piazza San Pietro, a Roma, in occasione delle celebrazioni pasquali, presiedute dal nuovo Papa Francesco. Per il 28° anno consecutivo è stato l’Ufficio Olandese dei Fiori a realizzare l’imponente show floreale, visto “in diretta” da circa 250.000 persone – i presenti al rito – e, grazie alle trasmissioni tv, da centinaia di milioni in tutto il mondo. Nell’allestimento dominavano i colori papali, bianco e giallo. Le varietà maggiormente rappresentate sono state rose bianche (3.000), narcisi (10.000 di vari colori più 6.000 gialli) e lilium (600). Oltre, ovviamente, agli immancabili tulipani, ben 20.000 di varie tonalità.

Complessivamente circa 40.000 tra piante, rami fioriti e fiori recisi sono stati utilizzati per addobbare piazza San Pietro, la scalinata e la loggia centrale. Quella che ormai è una tradizione iniziò nel 1985 quando al fiorista olandese Nic van der Voort venne offerta l’opportunità di andare a Roma per curare gli addobbi in occasione della beatificazione del sacerdote olandese Titus Brandsma e poi per la Pasqua del 1986. Nel 1989 Giovanni Paolo II ringraziò in olandese per i fiori. In questi decenni la presenza dei fiori e delle piante dall’Olanda è diventata una presenza fissa ed attesa. Ed anche domenica scorsa, sapienti mani e una grande creatività hanno reso ancor più bella la piazza più famosa del mondo.  

FOTO DI CHARLES LANSDORP

UFFICIO OLANDESE DEI FIORI

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NARCISI, LILIUM, ROSE, TULIPANI, CHE SPETTACOLO

 Addobbando la Piazza San Pietro per il 28 esimo anno consecutivo, il settore dell’orticultura olandese è fiero di presentare una selezione celebrativa della sua produzione di fiori da bulbo , alberi e piante da giardino , verdi e fiorite , grazie al  processo di crescita speciale che permette ai fiori ed alle  piante di raggiungere il massimo dello  splendore floreale proprio alla festa della Santa Pasqua . Le composizioni di fiori recisi sono state realizzate da un piccolo team di specialisti ,venuto dall’Olanda per l’occasione ; alcuni di fioristi partecipano a questa missione dall’ inizio, ormai più di 25 fa . Quest’anno due di loro ,Aad van Uffelen e Paul Deckers, sono stati eletti a sostituire il capo storico dei designer Charles van der Voort , impedito quest’anno di presenziare a Roma per una temporanea indisposizione fisica.

Narcisi

Due fiori da bulbo, . di due famiglie diverse , rappresentano i colori bianco e giallo in  particolare . Sulla scalata che porta all’altare , il giallo è rappresentato dai narcisi, della varietà tete à tete  . Il nome deriva dal fatto che ogni stemma ha almeno due fiori, che assomigliano a due piccole teste che,  quando si muovono nel vento , sembrano a parlare l’una con l’altro. . Questi narcisi nani, veri ambasciatori della primavera , trovano la loro posizione ideale sui gradini larghi e circolari ; con 6000 vasetti messi in riga , conferiscono un senso di primavera alla piazza , sottolineando, allo stesso tempo, le linee armoniose della sua architettura .

Lilium 

Sui terrazzi ai lati della  scala , sono posizionati i Lilium , bianchi e gialli. Bulbose con fiori ad ombrella , con profumo delicato , gli sono stati attributi connotazioni di pace, purità, innocenza, virginità , che ha fatto del fiore il simbolo del potere (divino) nel  primo medioevo , e per quello può essere trovato nella araldica di famiglie nobili e reali di quei tempi .

Giardini  di primavera

Intorno all’altare  sono cresciuti piccoli giardini colorati di tulipani, narcisi e hiacinti in un trepudio di colori ,accanto a piante da giardino come Rhodondendro,  ,Azalea, Prunus ,Viburnum , ed alberi come la betula, l’Acer, il Morus Alba a la Robinia ,  Laburnum e Wisteria che fanno da sottofondo per le composizioni floreali dove le Rose bianche Avalanche  in abbinamento con le Delphinium rosa e lillà   prevalgono, insieme con i rami della Forsythia ed i ciliegi in fiore . Sull’ altare troviamo composizioni in varie tonalità del bianco , con rose ,lilium, e rami fioriti .

Loggia

La Loggia centrale  della benedizione Urbi ed Orbi è ornato con rose bianche , Lilium ed Anthurium , insieme alle orchidee Vanda bianche ,insieme alle  sfumature verdi di Aspidistra e  Tillandsia , inquadrando la Benedizione in un riposante , e pur vigoroso cornice di fiori primaverili.

UNA NOVITA’ “VERDE”: DALL’OLANDA LA PIANTA CHE DA’ LUCE NEL BUIO… INCREDIBILE, MA VERO!


Su Okay! 118 – e pochi giorni fa su questo blog –  nell’ambito delle attività promosse con l’Ufficio Olandese dei Fiori abbiamo parlato di Amigo Plant, l’azienda olandese di Heerhugowaard. Amigo Plant ha apprezzato il nostro reportage e ci ha messo al corrente di una nuova sorprendente pianta. Una pianta che dà luce al buio. In gran segreto, Amigo Plant ha sviluppato questo nuovo prodotto. Ed il risultato è veramente sorprendente.

Quando il buio arriva, la pianta grassa, a forma di stele, comincia a brillare come una stella. Da qui il nome: “GLOWING STAR IN THE DARK” ®.

Per molti anni Gerard van Langen – titolare di Amigo Plant – aveva desiderato dare corpo a questo nuovo prodotto, che sicuramente avrà successo, soprattutto per le prossime festività di  Natale. La pianta prende l’energia sotto una normale lampada oppure alla luce diurna. Poi, quando si fa buio, la pianta emette luce. Va detto che tutti gli elementi utilizzati sono sicuri per la salute delle persone e dell’ambiente.

La “GLOWING STAR IN THE DARK” ® è disponibile in una confezione lussuosa che ne aumenta l’effetto luminoso. La “GLOWING STAR IN THE DARK” ® è arrivata sul mercato a fine ottobre 2012 e può essere il regalo ideale per augurare simpaticamente la luce in questi tempi bui…

www.amigoplant.nl

GUARDA IL VIDEO:

http://www.youtube.com/watch?v=pINMG94ojxM

VIAGGIO IN OLANDA TRA I PRODUTTORI DI PIANTE DA INTERNO: NOLINA, PASSIONE PER LE ROSE


3a puntata

 

Dal verde ed operoso West Land, all’altrettanto verde e dinamico South Holland. Continua il nostro viaggio alla scoperta delle realtà imprenditoriali che in Olanda producono piante da appartamento. Nella deliziosa località di Woubrugge, che dista una decina di chilometri dalla città di Leiden, visitiamo le serre e la grandiosa produzione di rose di Nolina. Charles Lansdorp (dell’Ufficio Olandese dei Fiori, che ha patrocinato e sostenuto questo insolito “gran tour” floreale) ed io siamo accolti da Leo De Vroomen, responsabile del settore vendite dell’azienda che si trova poco fuori del centro abitato, in una zona di ampi appezzamenti di terreno, orgogliosamente coltivati. E qui, conosciamo da vicino un’altra incredibile realtà dell’Olanda del verde e dei fiori.

La storia di Nolina prende l’avvio nel 1966 quando i fratelli De Lange iniziano una produzione di fiori recisi. Poi, nel  1975, ecco la coltivazione per le prime piante in vaso. Nel 1990 la decisione di specializzarsi nelle rose in vaso, attività che continua – molto fiorente – ai giorni nostri, con una produzione annuale che si aggira attorno ai cinque milioni e mezzo di rose da giardino in vaso, suddivise per tipologia di grandezza e di colore (varietà). Oggi la superficie del terreno lavorato da Nolina è di quasi 150.000 metri quadri, dei quali 50.000 sono occupati dalle grandi serre che accolgono, appunto, ogni anno, milioni di rose.

Sì, qui davvero la rosa ha trovato il suo habitat e le mani sapienti e l’intelligenza di chi ha saputo costruire una impresa tra le più estese ed importanti in Olanda, nella sua categoria produttiva. Ci dice Leo De Vroomen mentre ci accompagna tra le serre di Nolina, dove tutto è automatizzato e gestito da tecnologie sofisticate: “Qui si producono rose durante tutto l’anno. Non c’è un attimo di pausa. In tre distinte locazioni lavoriamo su tre ordini di grandezza di vasi: 10,5 cm, 13 cm e 17 cm. Sei le varietà sulle quali concentriamo la nostra attività. Riguardano i colori rosso, rosa (con due tipi di varietà), giallo, bianca, salmone e arancio. Il lavoro è a ciclo continuo. Ogni settimana trattiamo circa 120 mila esemplari di pianticelle di rose, che vengono seguite passo passo nel loro cammino produttivo, che solitamente è calcolato in tre mesi, da quando nascono, crescono e successivamente  poste in vaso, confezionate, imballate e spedite.”

In tutto questo periodo, gli addetti di Nolina seguono e controllano – all’interno delle grandi serre dove luce, acqua e umidità sono correttamente dosate grazie alla tecnologia –  il percorso di milioni di vasi via via pronti per raggiungere i mercati più diversi. La qualità del processo produttivo è un dei fiori all’occhiello di Nolina, insieme alle ottimali condizioni ottimali di lavoro che rispettano i criteri di un  ambiente di lavoro sano, moderno, a basso impatto ecologico. Le serre sono state costruite ed accessoriate in modo da richiedere un basso consumo energetico. La stessa elettricità è prodotta in proprio e la gestione del calore per il riscaldamento risponde a moderni criteri di risparmio dell’energia. Lo stesso dicasi per l’uso di acqua,   fertilizzanti e fitosanitari.

Insomma, una impresa “verde”, a tutti gli effetti, che è mossa dall’obiettivo di garantire sempre elevati standard di qualità al prodotto, che è esportato in tutta Europa – il 10 per cento della produzione è assorbito dal mercato italiano –  con una particolare crescita della domanda nei Paesi dell’ Est Europa. Dice Leo De Vroomen : “Certo, produciamo rose tutto l’anno, ma il periodo migliore, per la vendita, va dal 1° febbraio al 1° luglio. In questa fascia di mesi il mercato conosce dei veri e propri picchi, che coincidono con ricorrenze tradizionali come San Valentino, Festa della Mamma e 8 Marzo per le quali la domanda si fa molto elevata, anche tra il pubblico più giovane. Ma si sa che la rosa è la …rosa. E’ uno dei fiori più popolari, se non il più famoso. E’ il simbolo di amore, felicità, bellezza, passione e dedizione. E’ sempre bello avere vasi di piante di rose in casa. Non richiedono particolari cure: necessita di una giusta quantità d’acqua, di luce (meglio collocarlo vicino alle finestre) e di una corretta condizione di umidità.”

Nolina in questi ultimi anni ha molto investito in tecnologia, logistica e nei sistemi di coltivazione. Obiettivo immediato e futuro è quello di puntare a sempre più elevati livelli di qualità. Dice ancora Leo De Vroomen: “Il nostro sogno non è tanto quello di diventare i più grandi  produttori, ma di essere i migliori produttori in termini di qualità. Dunque, essere attenti al futuro ed alla domanda della clientela, alla quale prestiamo attenzione ascoltandone le domande ed i desideri”. Una clientela che parte dai giovanissimi, come gli allievi delle scuole che periodicamente vanno in visita alla Nolina, in quel di Woubrugge, dove le rose hanno trovato davvero una grande casa.

Roberto Alborghetti

           

UNA KALANCHOE DI NOME “FAVORITA”


Viaggio in Olanda per conoscere la realtà dei produttori di piante per gli ambienti domestici – 2a puntata

La mia Favorita”. E’ un nome italiano a campeggiare nella hall di ingresso della società Vreugdenberg, a De Lier, nello Westland olandese, dove continua il nostro viaggio tra le realtà imprenditoriali che in Olanda producono piante da appartamento. Fa riferimento alla specialità floreale che qui – in una regione dove dominano serre e capannoni dedicati al verde ed alle più diverse colture di piante e fiori – ha visto raggiungere incredibili risultati sul piano della diffusione delle kalanchoe. Ad accoglierci c’è Aad Vreugdenhil, che con la sua famiglia è riuscito a dare vita e forma ad una realtà imprenditoriale che, specializzandosi nella produzione della piccola e deliziosa pianticella, ha raggiunto una ragguardevole e prestigiosa fetta di mercato.

Vengono i brividi – e da riflettere sulla perfetta ed esemplare organizzazione della produzione olandese di piante e fiori – quando veniamo a sapere che ogni anno, da De Lier, vengono smerciati all’estero qualcosa come 6 milioni e mezzo di vasi e vasetti di kalanchoe. Ci racconta Aad che tutto ebbe inizio, nella famiglia Vreugdenhil, con papà Huib, a metà degli anni Cinquanta, quando in questi verdissimi territori venne avviata la coltivazione di vegetali. Ma tutto poi è cambiato nel decennio successivo. Dalla verdura anche i Vreugdenhil passarono ai fiori da esterno, crisantemi ed orchidee soprattutto. Ed è stata la svolta, che ha significato anche un salto di qualità dell’imprenditoria olandese dello Westland. La continua ricerca nel settore, unita anche ad uno spiccato intuito, ha portato l’azienda Vreugdenberg ha ridefinire le proprie posizioni e le strategie di commercializzazione. A metà degli anni Ottanta, Aad ha puntato tutte le sue carte sulla produzione di kalanchoe. A De Lier, hanno così cominciato a vedere colonne di tir che, nell’arco di una settimana, caricavano migliaia e migliaia di pianticelle in vaso, di varie dimensioni e colori, pronto a raggiungere tutti i Paesi d’Europa, Italia compresa.

Interessante è la tabella di marcia della produzione delle kalanchoe de “La mia Favorita”. Racconta Aad Vreugdenhil: “Qui a De Lier le piante vengono cresciute, confezionate ed avviate alla vendita. Le piccole pianticelle da invasare ci vengono invece recapitate da Java, Indonesia, mentre fino a qualche anno fa provenivano dalla Tanzania, Africa. Queste pianticelle di kalanchoe vengono raccolte nei campi indonesiani nelle giornate di mercoledì e giovedì. Vengono poi caricate e stivate sugli arei cargo e da Java vengono imbarcate per l’aeroporto olandese di Schiphol, dove arrivano di sabato. Lunedi mattino le kalanchoe sono già a De Lier, pronte per essere allevate e cresciute, nelle grandi serre della società Vreugdenberg. Ogni settimana riceviamo in media circa 140 piccole kalanchoe, che nelle giornate e settimane successive diventeranno adulte e belle, mantenute ad un clima ideale e seguite con molta cura.”

La kalanchoe è una pianta che non ha particolari esigenze  di mantenimento. Necessita di acqua e luce nella norma, dice Aad. Ma subito aggiunge che il “segreto” sta nella pianta-base, che se è eccellente non creerà mai problemi. A De Lier vengono prodotte kalanchoe in una gamma di sei colori: rosso, bianco, giallo, arancio, rosa e porpora. Dice Aad – che a “La mia Favorita” ha dedicato pure un bellissimo libro illustrato, che viene dato in dono ai suoi clienti – che il termine da associare a queste teneri  pianticelle è “armonia”. Ed in effetti, il fiore e la struttura dei gambi e dei rametti richiamano un insieme armonioso, che è poi l’elemento che ha decretato il successo del marchio “La mia Favorita”.

Aad è giustamente orgoglioso di quanto ha creato in queste terre d’Olanda dove la specializzazione e la passione per la continua ricerca hanno visto il mercato florovivaistico fare passi da gigante. Aad ci rivela di non smettere mai di studiare e di investire. E sorridendo mi confida che forse un giorno potrebbe creare una kalanchoe dal colore blu, come la rosa, anche se la cosa si prospetta un po’ difficile. Intanto è impegnato in alcuni progetti riguardanti nuove varietà. E nel garantire un sempre più elevato standard tecnologico agli impianti delle sue grandi serre, dove è davvero uno spettacolo assistere alle varie operazioni di invasamento e confezionamento delle kalanchoe. Bancali e piattaforme si muovono con ordine sotto l’input dell’elettronica e dei computers. 

Ma il trionfo della sperimentazione e dell’innovazione è visibile, alla Vreugdenberg, in un settore dove le pianticelle di kalanchoe sono illuminate dalla luce fucsia di luci led. Qui infatti è in atto una singolare operazione in collaborazione con il colosso olandese della Philips che a De Lier ha realizzato un impianto tecnologico per la coltivazione delle kalanchoe. Dai primi risultati, l’installazione led favorisce la crescita delle pianticelle, ottimizzando le condizioni ambientali, come lo spazio destinato alla produzione – le piattaforme con i vasetti vengono sovrapposte –, il consumo di energia, la qualità stessa del prodotto e la possibilità di estendere la produzione a tutto l’anno, senza interruzione. Insomma, una iniziativa coraggiosa e vincente, che è seguita con molto interesse anche da altre aziende, e pure dalle scuole che, spesso, fanno visita alla società Vreugdenberg per svolgervi attività didattiche dedicate al verde. Insomma, da “La mia Favorita” arriva un’altra grande lezione di ingegno e passione lavorativa. La stessa che, in quattro-cinque decenni, ha visto trasformarsi il Westland da zona per la coltivazione di ortaggi ad area-leader per la produzione di piante per le nostre case.

Roberto Alborghetti

Nelle foto: Aad Vreugdenhil nella sua azienda di De Lier – nella regione olandese dello Westland – dove sono coltivate le kalanchoe “La mia Favorita”. Nelle foto anche Charles Lansdorp dell’Ufficio Olandese dei Fiori.

UNA PIANTA IN CLASSE AIUTA L’APPRENDIMENTO: I RISULTATI DI UNA RICERCA TRA LE SCUOLE IN OLANDA


Air so Pure” ha effettuato una singolare ricerca tra le scuole olandesi a cura del dott. John Klein Hesselink della TNO e del prof. Bert van Duijn della Fytagoras Plant Science. I risultati hanno dimostrato che la presenza di piante nelle classi ha un’azione benefica e che  determinate piante svolgono una forte azione depuratrice dell’aria, con la conseguenza che la produttività e la concentrazione sul posto di lavoro aumentano e l’ambiente di lavoro diventa anche più piacevole.

La ricerca ha interessato quattro scuole dove sono stati studiati gli effetti delle piante depuratrici di “Air So Pure”.  Inizialmente in tutte le 12 aule delle quattro scuole di Leida, Gouda e L’Aja è stato studiato il clima degli ambienti interni, il livello di concentrazione e il rendimento scolastico dei bambini. L’ esperimento è durato 10 settimane. I livelli di CO2, di umidità dell’aria, la temperatura e l’inquinamento dell’aria sono stati costantemente registrati. Sui bambini sono stati condotti dei test che hanno permesso di approfondire l’analisi della concentrazione e del rendimento scolastico. Il test comprendeva anche domande sulla salute. Nella seconda fase dello studio, in 8 delle 12 aule sono state sistemate delle piante depuranti. Per 16 settimane sono state effettuate di nuovo le stesse misurazioni. Al termine è stato condotto un test sulla concentrazione e il rendimento scolastico degli alunni. Il test ha valutato nuovamente anche il loro stato di salute.

Ed ecco i risultati. Nelle aule in cui ci sono piante, dov’è regolarmente presente un’illuminazione PAR sufficiente (>15), sono dimostrabili i seguenti effetti benefici:

  1. riduzione dei CO2 del 10-20%

  2. azione depuratrice delle piante, disgregazione di “odori stantii” nel giro di 45 minuti fino alla loro eliminazione completa

  3. diminuzione dei problemi di salute del 7%

  4. aumento della creatività e punteggi più alti del 20% nell’esecuzione di compiti e test (nel test di crittografia è stato ottenuto un punteggio più alto del 35%)

Al termine della ricerca, i bambini delle scuole aderenti al progetto hanno visitato il Westland e le serre dove si producono le piante di Air So Pure. Nelle scuole è stato distribuito anche del materiale didattico che spiega i benefici e l’importanza di tenere le piante in casa, in ufficio e a scuola.

NEL REGNO DEGLI SPATHIPHYLLUM


Viaggio in Olanda per conoscere la realtà dei produttori di piante per gli ambienti domestici – 1a puntata

Air so Pure” (L’aria così pura) è un marchio noto in tutto il mondo. Rappresenta e interpreta il lavoro di ricerca e la passione “verde” di una Associazione di produttori e di una grande azienda olandese – la BestPlant – dalla quale inizia, da questo numero di Okay!, una sorta di viaggio tra le realtà imprenditoriali che in Olanda producono piante da appartamento. La prima tappa è nella regione del Westland, dove è davvero uno spettacolo vedere serre e ancora serre, ed infrastrutture e logistica legate alla produzione ed al commercio delle piante in vaso.

 

Questa regione – mi dice Charles Lansdorp, dell’Ufficio Olandese dei Fiori, che ha sostenuto e promosso questo giro di conoscenza tra i produttori olandesi – fino al secondo dopoguerra era dedita alla coltivazione di frutta e verdura. C’era perfino chi coltivava uva e pomodori, con discreti risultati. Poi, il boom delle serre, ognuna delle quali specializzate su singole piante da appartamento, come nel caso di BestPlant, azienda che sorge a Poeldijk. L’attività è stata avviata due generazioni fa, dal signor Bert Zuidgeest, che aveva appunto iniziato a coltivare frutta e verdura.

Di quel periodo storico esistono ancora oggi delle tracce in una sorta di museo che è stato creato in una bellissima orangerie per ricordare gli inizi di una azienda che oggi, con la produzione di Spathifillum, è tra le più importanti d’Olanda. Poi, l’impresa è passata nelle mani del figlio Hans, che ha cominciato a sperimentare la coltura di piante in vaso, comprese le “Stelle di Natale” (Poinsettia). Un impegno portato avanti con grande passione e dedizione, fino a raggiungere straordinari risultati di cui le stesse grandi serre sono l’emblema e l’espressione concreta di un grande lavoro.  

Oggi l’attività è articolata su tre grandi serre (greenhouses) altamente tecnologizzate, che misurano dai 2 ai 2,8 ettari di estensione. Ogni ambiente – come ci dicono Hans Zuidgeest, titolare di BestPlant, e suo figlio Patrick – riproduce perfettamente il clima e le condizioni originarie della pianta, che proviene dalle zone del Sudamerica. Qui a  Poeldijk siamo davvero nel regno dello Spathiphyillum, una pianta che – come stabilito da ricerche scientifiche effettuate anche dalla Nasa, l’Ente spaziale americano – ha incredibilità qualità anti-smog. Come ci dicono Hans e Patrick, lo Spathiphyllum assorbe i veleni del Co2, depura l’aria dai gas nocivi, aumenta l’umidità dell’aria. E’ facile da tenere in casa, non richiedendo particolari operazioni di mantenimento.

Questa pianta cattura-veleni e pulisci-ambiente ha fatto davvero la fortuna di BestPlant, che anche con il marchio associativo “Air so Pure”, da oltre una decina di anni, ha organizzato una rete commerciale che oggi consente la vendita di una media annuale di più di un milione di Spathifillum in vaso, oltre ad altre piante anti-smog di cui BestPlant è produttrice. Nella grandissima serra di Poeldijk – dove l’occhio davvero si perde in un grande mare di Spathifillum – ho visto esemplari di pianta che partono da pochi centimetri di lunghezza a quelli che arrivano fino ad oltre un mese e mezzo. Tre le misure-standard delle piante in vaso, che raggiungono ogni giorno i mercati di tutta Europa, Italia compresa, e di vari Paesi del mondo. BestPlant tratta principalmente sei varietà di Spathifillum, anche se la gamma arriva fino a quindici tipi.

Nelle grandi serre l’attività quotidiana è senza sosta per poter garantire la produzione e la commercializzazione di Spathifillum nei vari centri di distribuzione. Pur in questi momenti di crisi, la richiesta del mercato è sempre alta, nonostante la forte concorrenza di altri produttori. Ma Hans Zuidgeest, il figlio Patrick e l’intero suo staff hanno saputo rispondere alle incertezze con abilità ed intelligenza, puntando sulla qualità, sulla forza del prodotto, su una organizzazione aziendale ben strutturata, sull’impiego delle nuove tecnologie, su interessanti attività di comunicazione e ricerca (come riferito a parte, in queste pagine). Essi sono giustamente orgogliosi di un marchio che, come “Air so Pure”, riunisce una offerta di piante che aiutano a vivere meglio e a ricreare un clima di benessere nei nostri ambienti, dalle case agli uffici alle comunità.Un marchio che è diventato un vero e proprio messaggio, qui, in questa terra d’Olanda dove l’occhio si perde e si sperde tra i colori di piante e fiori, essi stessi il simbolo di un Paese e di un modo di essere.

Roberto Alborghetti