INDAGINE SU ALESSANDRO, SOLDATO TEBANO,MARTIRE E PATRONO DI BERGAMO


 GUEST WRITER: STEFANO ALBERTI

E’ una vera e propria indagine su Sant’Alessandro la pubblicazione che Roberto Alborghetti ha curato per Velar sul patrono della città e della diocesi di Bergamo. Come in una sorta di inchiesta giornalistica, Alborghetti ha ricostruito il contesto storico in cui si colloca la vicenda di Alessandro, verificando fonti e documenti, districandosi tra ciò che è racconto leggendario e oggettiva realtà storica. Una vicenda, quella del legionario  Alessandro – la cui festa annuale ricorre tra qualche giorno, il 26 agosto – fortemente identitaria per la terra di Bergamo, duramente provata quest’anno dalla pandemia del covid-19. E nella storia di Alessandro si intravedono tracce e percorsi che contribuiranno a formare, nel corso dei secoli, lo stesso Dna del carattere della gente bergamasca (il libro si apre con un episodio al riguardo emblematico).

Evidenziando come la storia del patrono di Bergamo – un “miles thebanus”, un soldato della gloriosa legione tebana, costituita dai romani nel nord dell’Africa – continui ad affascinare e a suscitare domande, l’autore si è posto una serie di interrogativi di partenza: perché la devozione del protomartire bergamasco ha superato i secoli? Perché è passata indenne tra mutamenti e rivoluzioni che hanno interessato anche la stessa realtà ecclesiale? Perché è rimasta sempre “dentro” il cuore di una terra? Perché è perfino entrata nella considerazione di popoli e civiltà europee, dai Longobardi ai Carolingi? Perché ha motivato e coinvolto tanti autori, ricercatori ed artisti? Perché si è estesa anche fuori i confini di Bergamo, lambendo il Meridione d’Italia: a Pescolanciano (Molise) è punto di riferimento per un casato dalle ascendenze templari; a Melfi (Basilicata), suggestiva città normanna, anch’essa cinta di mura, Sant’Alessandro è venerato come patrono.

L’importanza e la particolarità della pubblicazione sono sottolineate nella prefazione del Vescovo di Bergamo, mons. Francesco Beschi che, tra l’altro, così scrive: “L’agilità “completa” di questo lavoro ha saputo raccogliere, sintetizzare, far trasparire il molto materiale che nei secoli si è raccolto e quasi stratificato intorno alla vicenda del nostro Patrono. Chi non voglia sbrigativamente sbarazzarsi con l’aggettivo “leggendario” del “personaggio Alessandro”, così fortemente attestato nei documenti notarili, negli scritti, nell’ iconografia, nella devozione della gente di Bergamo, trova nel lavoro di Roberto Alborghetti una suasiva e coinvolgente pista per ulteriori indagini.”

“La seconda qualità dell’agile lavoro di Alborghetti – così continua il Vescovo Beschi – la trovo proprio in quel suo saperci proporre il “filo d’oro” della continuità storica: quante ipotesi su Alessandro e la sua vicenda lungo la storia! Alborghetti riesce con l’onestà e la chiarezza della sua esposizione a offrircene ancora i buoni frutti, rispettando il dovere della ricerca, la varietà delle ipotesi, i sinceri tentativi di analizzare ogni tessera del mosaico. La terza qualità del lavoro agile di Roberto Alborghetti sta, a mio avviso, nel restituire al lettore che giunge rapidamente alla conclusione dello scritto la sensazione di aver incontrato il martire Alessandro. Non si giunge alla fine del racconto carichi di informazioni erudite su qualcuno che sia ormai ridotto ad un’idea, ad uno sbiadito affresco sempre più slavato dal tempo. Alessandro si imprime invece nella mente come un giovane coraggioso e maturo, intelligente e concreto, con un progetto di vita fatto di fedeltà, di fortezza, di coraggio, di dedizione alla propria terra, di amicizia verso quanti condividono il suo ideale di giovane soldato”.

La pubblicazione, curata graficamente da Punto e Linea di Gorle –  presenta un ampio apparato di immagini – oltre 120 – che illustrano il tributo che artisti di varie epoche hanno offerto alla costruzione della singolare e sorprendente iconografia del martire patrono di Bergamo.

COSI’ INIZIA IL LIBRO…

È il 1° agosto 1561. Non è una bella e tranquilla giornata per Bergamo. La città è in subbuglio e ribolle di soldati. La Repubblica di Venezia, che domina stabilmente sul territorio bergamasco, ne ha mandati a migliaia, insieme ad almeno tremila guastatori, al comando del generale Pallavicino Sforza. C’è da tenere a bada la folla inviperita che, da settimane, è sulle barricate a seguito di un ordine impartito dal governo lagunare. Riguarda la demolizione dell’antica cattedrale di Sant’Alessandro, ove da secoli riposano le spoglie del martire patrono della città e della diocesi. La Serenissima vuol raderla al suolo – insieme ad altre case e chiese ed alle coltivazioni – per erigere possenti mura difensive. Una decisione improvvida, che da giorni ha dato fuoco a proteste e ribellioni, minacciando seriamente l’ordine pubblico.

Venezia non ha neppure tentato di trovare ipotesi alternative. La cattedrale alessandrina va eliminata: la sua stessa posizione, fuori del centro abitato – così sostengono i fautori del progetto – è solo un ostacolo al nuovo sistema difensivo urbano. Ai veneziani preme dotare Bergamo di mura fortificate. Poco importa se poi si riveleranno un’opera sostanzialmente inutile, visto che già stavano cambiando le stesse modalità di “fare la guerra”. È solo l’arroganza della ragione di stato a prevalere su tutto, in sprezzo al fatto che la cattedrale rappresenti una fede, una religione, una storia, una popolazione. Rappresenti Bergamo”.

  • Roberto Alborghetti, Sant’Alessandro, Martire e Patrono della terra di Bergamo, Prefazione di Francesco Beschi vescovo di Bergamo, Editrice Velar, pagine 72, Euro 5. 

30 MACRO IMMAGINI PER LA MENTE: ECCO LE ULTIME 10. FATE IL VOSTRO GIOCO!


© Roberto Alborghetti

“Vedo con un occhio che sente, sento con una mano che vede”. J.W.Von Goethe

Qualche anno fa, le immagini fotografiche del mio progetto artistico “Lacer/azioni” vennero utilizzate per proporre a gruppi di persone una sorta di gioco psicologico, al fine di provocare pensieri, commenti, emozioni, stati d’animo. Devo dire che, da quanto mi riferirono, i risultati furono sorprendenti. No, non era un test alla Rorschach, ma semplicemente le mie macro fotografie andavano a suscitare e a sbloccare stimoli, idee, sensazioni e ricordi personali e collettivi.

La cosa, a dir la verità, non mi sorprese, e non mi sorprende tuttora. Tutto ciò, infatti, era ed è all’origine di questa mia attività di ricerca riguardante tutto ciò che fa parte del processo di decomposizione della materia e dei materiali. Queste immagini macro colpiscono, prima di tutti, soprattutto me stesso. Non sono immagini dipinte, costruite da una mano e con la creatività umana, come lo sono dipinti e affreschi. E non sono immagini manipolate al computer con la tecnologia digitale.  Queste immagini – ormai sono più di 120.000 quelle scattate finora in giro per il mondo – sono semplicemente foto macro della realtà che ci circonda e che spesso non vediamo e non percepiamo. Dunque, è comprensibile che poi arrivino anche al cuore e alla mente delle persone. Lo dimostrano anche i risultati degli stessi laboratori che, in alcune scuole, sono stati organizzati portando i ragazzi a “giocare” con le immagini da me realizzate.

E’ un gioco divertente, che spinge la creatività e la voglia di di esprimersi, raccontandosi con le parole oppure con altre immagini. Un gioco speciale, che mi piace proporre in questo inizio di stagione estiva 2020. Ecco le ultime 10 immagini (di 30) presentate sottoforma di carte o card. Le prime 5 sono dedicate al progetto The Ghost Bus (L’Autobus Fantasma), la grande avventura di arte visuale in corso nel Regno Unito, a Nottingham in collaborazione con ACT Group di Marysia Zipser e il garage Barton (Chilwell). Come nelle precedenti due puntate, io metto a disposizione un mezzo (l’immagine). Il resto – pensieri, umori, reazioni, idee, stati d’animo, bagagli emotivi  – mettetelo voi. Dunque, fate il vostro gioco. E che la creatività possa liberarsi dentro e fuori di voi!

Link relativi allo stesso argomento:  

http://www.huffingtonpost.com/srinivasan-pillay/911-art_b_953397.html

https://robertoalborghetti.wordpress.com/2013/04/20/the-healing-power-of-colors-disabled-students-work-on-roberto-alborghettis-images/

https://sentsmemory.wordpress.com/2012/12/01/lacerazioni-chanel-cristalle/

https://robertoalborghetti.wordpress.com/2014/08/25/colors-and-emotions-the-other-side-of-autism-kids-working-on-laceractions-the-clip/

https://robertoalborghetti.wordpress.com/2013/06/01/autistic-kids-re-create-roberto-alborghettis-works-following-the-message-of-american-temple-grandin-a-show-opens-in-italy-on-june-3/

Interessati a questo progetto artistico? Sono disponibili copie originali ed esclusive. Ossia, immagini uniche ed autenticate che ognuno potrà ottenere ed impiegare in modo esclusivo. Per info: okayredazione@gmail.com

30 MACRO IMMAGINI PER LA MENTE: ECCONE ALTRE 10. FATE IL VOSTRO GIOCO!


© Roberto Alborghetti

“Vedo con un occhio che sente, sento con una mano che vede”. J.W.Von Goethe

Qualche anno fa, le immagini fotografiche del mio progetto artistico “Lacer/azioni” vennero utilizzate per proporre a gruppi di persone una sorta di gioco psicologico, al fine di provocare pensieri, commenti, emozioni, stati d’animo. Devo dire che, da quanto mi riferirono, i risultati furono sorprendenti. No, non era un test alla Rorschach, ma semplicemente le mie macro fotografie andavano a suscitare e a sbloccare stimoli, idee, sensazioni e ricordi personali e collettivi.

La cosa, a dir la verità, non mi sorprese, e non mi sorprende tuttora. Tutto ciò, infatti, era ed è all’origine di questa mia attività di ricerca riguardante tutto ciò che fa parte del processo di decomposizione della materia e dei materiali. Queste immagini macro colpiscono, prima di tutti, soprattutto me stesso. Non sono immagini dipinte, costruite da una mano e con la creatività umana, come lo sono dipinti e affreschi. E non sono immagini manipolate al computer con la tecnologia digitale.  Queste immagini – ormai sono più di 120.000 quelle scattate finora in giro per il mondo – sono semplicemente foto macro della realtà che ci circonda e che spesso non vediamo e non percepiamo. Dunque, è comprensibile che poi arrivino anche al cuore e alla mente delle persone. Lo dimostrano anche i risultati degli stessi laboratori che, in alcune scuole, sono stati organizzati portando i ragazzi a “giocare” con le immagini da me realizzate.

E’ un gioco divertente, che spinge la creatività e la voglia di di esprimersi, raccontandosi con le parole oppure con altre immagini. Un gioco speciale, che mi piace proporre in questo inizio di stagione estiva 2020. Ecco altre 10 immagini (di 30) presentate sottoforma di carte o card. Io metto a disposizione un mezzo (l’immagine). Il resto – pensieri, umori, reazioni, idee, stati d’animo, bagagli emotivi  – mettetelo voi. Dunque, fate il vostro gioco. E che la creatività possa liberarsi dentro e fuori di voi!

Link relativi allo stesso argomento:  

http://www.huffingtonpost.com/srinivasan-pillay/911-art_b_953397.html

https://robertoalborghetti.wordpress.com/2013/04/20/the-healing-power-of-colors-disabled-students-work-on-roberto-alborghettis-images/

https://sentsmemory.wordpress.com/2012/12/01/lacerazioni-chanel-cristalle/

https://robertoalborghetti.wordpress.com/2014/08/25/colors-and-emotions-the-other-side-of-autism-kids-working-on-laceractions-the-clip/

https://robertoalborghetti.wordpress.com/2013/06/01/autistic-kids-re-create-roberto-alborghettis-works-following-the-message-of-american-temple-grandin-a-show-opens-in-italy-on-june-3/

Interessati a questo progetto artistico? Sono disponibili copie originali ed esclusive. Ossia, immagini uniche ed autenticate che ognuno potrà ottenere ed impiegare in modo esclusivo. Per info: okayredazione@gmail.com

“ITALIANI O IT-ALIENI?”: DISPONIBILE SU SITO A.I.E PER ADOZIONE COME TESTO SCOLASTICO


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Funtasy Editrice informa che il testo “Italiani o it-alieni?”, sui temi della cittadinanza attiva e della nuova educazione civica – che torna tra i programmi da settembre – è disponibile per le adozioni scolastiche sul sito dell’AIE, Associazione Italiana Editori.

“Italiani o it-alieni?” è il testo che può accompagnare il lavoro di approccio alla nuova legge relativa alla introduzione dell’Educazione Civica tra i programmi scolastici ed aiutare a sviluppare i concetti di cittadinanza attiva (e digitale) in modo divertente e coinvolgente, come scrive nella prefeazione al libro il dott. Antonio Decaro, Presidente ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Sindaco di Bari.

Per info sul libro “Italiani o It-alieni?”, per incontri con l’autore Roberto Alborghetti, per pubbliche letture e corsi di aggiornamento docenti sulla cittadinanza, contattare: funtasyeditrice@gmail.com

ITALIANI copertina Copia

Firmato da Roberto Alborghetti, Illustrato graficamente da Eleonora Moretti e stampato con il carattere ad alta leggibilità Easy Reading, “Italiani o It-alieni?” è di grandissima attualità, per il fatto che i temi dell’educazione civica sono stati reintrodotti obbligatoriamente, per legge, nelle materie scolastiche. Ma non solo. I contenuti di “Italiani o It-alieni?” rappresentano oggi più che mai uno stimolo ad approfondire realtà come la Costituzione, la Memoria, la testimonianza di grandi figure che hanno fatto la storia recente del nostro Paese.

Il libro, tra l’altro, presenta 12 avvincenti storie di italiani e italiane, associate ai 12 principi fondamentali della Costituzione. La pubblicazione presenta in apertura una riflessione di Antonio Decaro, Presidente dell’ANCI, Associazione Nazionale Comuni Italiani, l’ente che a suo tempo promosse una petizione, fra tutti i Comuni d’Italia, per il ritorno dell’insegnamento dell’Educazione Civica tra le materie obbligatorie.

30 MACRO IMMAGINI PER LA MENTE: ECCO LE PRIME 10. FATE IL VOSTRO GIOCO!


© Roberto Alborghetti

“Vedo con un occhio che sente, sento con una mano che vede”. J.W.Von Goethe

Qualche anno fa, le immagini fotografiche del mio progetto artistico “Lacer/azioni” vennero utilizzate per proporre a gruppi di persone una sorta di gioco psicologico, al fine di provocare pensieri, commenti, emozioni, stati d’animo. Devo dire che, da quanto mi riferirono, i risultati furono sorprendenti. No, non era un test alla Rorschach, ma semplicemente le mie macro fotografie andavano a suscitare e a sbloccare stimoli, idee, sensazioni e ricordi personali e collettivi.

La cosa, a dir la verità, non mi sorprese, e non mi sorprende tuttora. Tutto ciò, infatti, era ed è all’origine di questa mia attività di ricerca riguardante tutto ciò che fa parte del processo di decomposizione della materia e dei materiali. Queste immagini macro colpiscono, prima di tutti, soprattutto me stesso. Non sono immagini dipinte, costruite da una mano e con la creatività umana, come lo sono dipinti e affreschi. E non sono immagini manipolate al computer con la tecnologia digitale.  Queste immagini – ormai sono più di 120.000 quelle scattate finora in giro per il mondo – sono semplicemente foto macro della realtà che ci circonda e che spesso non vediamo e non percepiamo. Dunque, è comprensibile che poi arrivino anche al cuore e alla mente delle persone. Lo dimostrano anche i risultati degli stessi laboratori che, in alcune scuole, sono stati organizzati portando i ragazzi a “giocare” con le immagini da me realizzate.

E’ un gioco divertente, che spinge la creatività e la voglia di di esprimersi, raccontandosi con le parole oppure con altre immagini. Un gioco speciale, che mi piace proporre, in questo mese di giugno 2020. Ecco le prime 10 di 30 immagini presentate sottoforma di carte o card. Io metto a disposizione un mezzo (l’immagine). Il resto – pensieri, umori, reazioni, idee, stati d’animo, bagagli emotivi  – mettetelo voi. Dunque, fate il vostro gioco. E che la creatività possa liberarsi dentro e fuori di voi!

Link relativi allo stesso argomento:  

http://www.huffingtonpost.com/srinivasan-pillay/911-art_b_953397.html

https://robertoalborghetti.wordpress.com/2013/04/20/the-healing-power-of-colors-disabled-students-work-on-roberto-alborghettis-images/

https://sentsmemory.wordpress.com/2012/12/01/lacerazioni-chanel-cristalle/

https://robertoalborghetti.wordpress.com/2014/08/25/colors-and-emotions-the-other-side-of-autism-kids-working-on-laceractions-the-clip/

https://robertoalborghetti.wordpress.com/2013/06/01/autistic-kids-re-create-roberto-alborghettis-works-following-the-message-of-american-temple-grandin-a-show-opens-in-italy-on-june-3/

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LE DIRETTE DI eDUKI: STASERA INCONTRO CON ROBERTO ALBORGHETTI (ORE 21)


Roberto Alborghetti vi aspetta su eDuki (canali Facebook e YouTube) questa sera (13 maggio) per un incontro in diretta, dalle ore 21. Sarà intervistato da  Emma Columbro sulle attività editoriali e sui libri usciti di recente per Funtasy, come “Social o dis-social?”, “Italiani o it-alieni?” e lo stesso Cattivirus, che sta mobilitando la scuola italiana in questi mesi di emergenza sanitaria. Ecco qui sopra il banner che annuncia l’incontro.

eDuki

VORTICISMO:LOCKDOWN, DAL 13 MAGGIO ON LINE I “COLORI PER GIORNI CHE NON DIMENTICHEREMO”


vorticism lockdown

VORTICISMO (*): LOCKDOWN, MOSTRA ON LINE, DAL 13 MAGGIO. “COLORI PER  GIORNI CHE NON DIMENTICHEREMO” DI ROBERTO ALBORGHETTI, PROGETTO “LACER/AZIONI” 

https://robertoalborghetti.wordpress.com/

 

(*) “Vorticismo” è un movimento d’avanguardia che è stato influenzato dalle tensioni dei primi del Novecento, con desideri e aspettative di rinnovamento. Il vorticismo, nel rappresentare forme di vortice, vuole esprimere il concetto di energia e forza inserendo movimento e dinamismo nell’arte.

Un gruppo di “vorticisti” fu fondato dall’artista, scrittore e polemista, Wyndham Lewis nel 1914. La loro unica mostra collettiva si tenne a Londra l’anno successivo. Il vorticismo è stato lanciato con la rivista Blast che conteneva tra l’altro due manifesti di Lewis che “faceva saltare” quella che considerava la validità dell’arte e della cultura britanniche, proclamando l’estetica vorticista: “Il nuovo vortice si tuffa al cuore del presente: produciamo una nuova astrazione vivente”.

La pittura dei vorticisti combinava la frammentazione cubista della realtà con immagini dai bordi netti derivati ​​dalla macchina e dall’ambiente urbano. Era, in effetti, un equivalente britannico al futurismo, sebbene con differenze dottrinali, e Lewis era profondamente ostile ai futuristi. Altri artisti coinvolti nel gruppo furono Lawrence Atkinson, Jessica Dismorr, Cuthbert Hamilton, William Roberts, Helen Saunders, Edward Wadsworth e gli scultori Sir Jacob Epstein e Henri Gaudier-Brzeska. David Bomberg non era formalmente un membro del gruppo, ma ha prodotto importanti lavori in uno stile simile.

La mostra a sorpresa “Vorticismo: Lockdown” vuole essere un omaggio alle intuizioni e al senso di un movimento d’avanguardia che, proprio nella fase del “blocco totale” per l’emergenza del coronavirus, indica desiderio di ri-nascita, di ri-lancio e, perchè no?, di ri-volta culturale, comportamentale e valoriale, con il recupero della dimensione umana e nel rispetto degli equilibri naturali del Pianeta.

IL “FENOMENO-CATTIVIRUS” RACCONTATO IN UNA INTERVISTA


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PRIMABERGAMO in edicola questa settimana pubblica una bella e lunga intervista che Fabio Gualandris ha avuto con Roberto Alborghetti, giornalista, scrittore, formatore e fotografo di “Lacer/azioni”. L’argomento riguarda il momento che stiamo vivendo tutti e come i più piccoli stanno reagendo alle difficoltà per il terribile Cattivirus, al centro di una singolare attività che sta coinvolgendo scuole di tutta Italia (Il giorno in cui Cattivirus finì ko, Funtasy Editrice, collana AlbumOne). Sono oltre 10.000 i lavori già pervenuti: un risultato straordinario, partecipato ogni giorno sui social e sui blog. Le edicole sono aperte e dunque PRIMABERGAMO vi aspetta con la sua ricca ed interessante offerta di notizie. Nelle foto: particolari dell’articolo, per la cui lettura integrale si rimanda appunto alla copia del settimanale disponibile questa settimana nelle edicole.

IC DI PAGLIETA (CH) / 160 ALLIEVI IN DIRETTA WEB: IL VIRUS CI RENDE PIU’ “SOCIAL”?


Tre ore di diretta web suddivisa in due fasi. Oltre 160 allievi collegati dalle proprie case sulla piattaforma di Google Meet. Davvero ben riuscita l’esperienza di quella che abbiamo definito “Scuola vicina, in Rete”, ossia gli incontri con Roberto Alborghetti, autore del libro “Social o dis-social?” realizzati grazie alla tecnologia digitale. L’iniziativa è stata vissuta dalle classi della scuola primaria e secondaria dell’ Istituto Comprensivo “Croce” di Paglieta (Chieti, Abruzzo) sui temi del libro “Social o dis-social?”.

L’attività, suggerita e coordinata dalla Dirigente scolastica dott.ssa Lara Di Luigi, insieme al gruppo docenti, è stata subito appoggiata e colta al volo da Funtasy Editrice, con il suo responsabile Paolo Sandini, e da Edit Inform. Grande l’interesse e il coinvolgimento degli allievi e delle loro famiglie. Una iniziativa che ha ricevuto l’apprezzamento delle istituzioni locali: sono intervenuti nella “diretta” anche il sindaco di Paglieta, Ernesto Graziani, e il sindaco di Torino di Sangro, Nino Di Fonso, comune che fa parte dell’IC Croce. Ha portato il saluto anche Paolo Sandini, responsabile di Funtasy. 

Tra l’altro, è stato significativo il fatto che il dialogo sui temi di “Social o dis-social?” sia ripartito dall’IC di Paglieta, che era stata in ordine di tempo l’ultima tappa, a fine febbraio, degli incontri di Roberto Alborghetti nelle scuole di tutta Italia. Poi, con l’emergenza per il covid 19, queste attività sono state sospese, in linea con i provvedimenti che hanno riguardato le attività didattiche a scuola. Sono passati solo due mesi, ma sembrano molti di più, così ha fatto notare Roberto, che non ha mancato di accennare al lockdown e agli effetti prodotti su comportamenti individuali e sociali, espressi proprio attraverso gli stessi strumenti digitali. Appunto, il virus ci ha reso più “Social o dis-social?”. Ecco la domanda di partenza rivolta nella Diretta Web agli allievi dell’IC Croce. 

Il programma, con la regia della Dirigente Lara Di Luigi,  ha visto alle ore 9 l’incontro-dialogo con gli allievi delle Classi Quarte e Quinte dei Plessi di Paglieta Capoluogo e di Collemici. Alle ore 11 è stata poi la volta degli allievi delle Classi Quarte e Quinte della Primaria e delle Classi Prima, Seconda e Terza della Secondaria di 1° del Plesso di Torino di Sangro. Gli incontri sono stati caratterizzati dalle domande di ragazze e ragazzi, che hanno raccontato esperienze e pensieri in relazione a queste settimane di isolamento sanitario. Anche alcuni genitori si sono inseriti nel dibattito, segnalando le difficoltà di gestire al meglio anche il rapporto dei figli con i dispositivi digitali.

Gli stessi temi dei due incontri hanno riguardato la necessità di un uso responsabile e consapevole – e non banale – dei dispositivi digitali, della Rete, dei social e delle chat. Roberto Alborghetti, come del resto scrive nel libro, ha suggerito non solo riflessioni, ma proposte concrete, che i ragazzi e le ragazze dell’IC Croce hanno dimostrato di condividere. La Rete è una grande risorsa e va usata bene. Anche nei tempi dell’emergenza del covid-19.

1-social-o-dis-social-copertinaPer informazioni sulle attività di Funtasy Editrice e sulle opportunità formative con incontri relativi ai libri Social o dis-social?Italiani o It-alieni? (cittadinanza attiva ed educazione civica), AlbumOne:  funtasyeditrice@gmail.com

La Scuola vicina, in Rete! Per info: funtasyeditrice@gmail.com

BIANCO,ROSSO,VERDE: PER L’ITALIA (25 APRILE 2020)


Sessanta secondi per ricordare la Giornata della Liberazione italiana dal nazifascismo e come tributo di speranza all’Italia nei giorni difficili del covid-19. Le mie opere astratte e visive – sono macro foto di manifesti pubblicitari strappati e decomposti su cartelloni pubblicitari all’aperto – per un’esperienza cromo-musicale che ricorda il 25 aprile 1945 … Ho destrutturato e ri-strutturato i colori della bandiera italiana (bianco, rosso e verde) come omaggio al sogno di libertà di una Nazione e di un popolo.

https://robertoalborghetti.wordpress.com/

Istantanea 1 (15-04-2020 17.52)

© Roberto Alborghetti