2 APRILE 2016: GIORNATA MONDIALE DELL’AUTISMO. UN CLIP DA VEDERE, UN’ESPERIENZA DA CONOSCERE #micolorodiblu


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L’altra faccia dell’autismo… I ragazzi della “scuola speciale” della docente Patrizia Sapri, di Aprilia (Latina) e la loro esperienza nel laboratorio creativo nel corso del quale hanno rielaborato alcuni lavori di Roberto Alborghetti (Progetto “Lacer/azioni” riguardante segni, crepe, colori e contaminazioni dell’ambiente urbano). Iniziativa in collaborazione con Rotary Club Anzio (Roma). Un documento da vedere in questa Giornata Mondiale dedicata alla Consapevolezza dell’Autismo.

Soundtrack: “Psalm 23” di Jennifer Goodenberger.

 

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GRAFFI, LACER/AZIONI E CRACKS: SUCCESSO AD ANZIO (ROMA) PER LA MOSTRA-ESPERIENZA CHE RIVELA I “COLORI” DELL’AUTISMO


GUEST WRITER: STEFANO ALBERTI

Grandi e calorosi consensi ed adesioni ad Anzio(Roma) per la mostra “Graffi / Tra sogno e realtà: da Lacer/azioni e Cracks”, ispirata ai lavori di Roberto Alborghetti, progetto coordinato e realizzato dalla docente Patrizia Sapri. L’esposizione si è svolta presso l’Istituto Professionale “Marco Gavio Apicio” dove una serie di immagini hanno raccontato un viaggio tra “cromatismi speciali pittorici e materici” insieme alla singolare esperienza che ha coinvolto bambini e ragazzi diversamente abili del territorio, alcuni dei quali portatori di sindrome dello spettro autistico. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al sostegno del Rotary Club Roma Golfo d’Anzio, Nettuno, che ha inserito l’attività nel progetto “Anzio per l’autismo”.

Patrizia Sapri ha guidato con passione ed entusiasmo il gruppo dei “magnifici sette mini artisti” – Albanese Massimo, Balestra Alessia, Calemme Sara Maria, Frasca Giada, Gori Flavia, Ranieri Damiano, Tallarico Stefano – che hanno ri-composto e ri-costruito delle composizione di grande effetto, ispirandosi alle “Lacer/azioni” di Roberto Alborghetti, ossia le immagini dei manifesti pubblicitari decomposti e lacerati, dei “segni urbani” e delle strane forme di “cracks”, le crepe naturali su materiali di vario tipo.

Su questa esperienza riportiamo un commento che ci è pervenuto dalla curatrice e docente Patrizia Sapri, che così scrive: “Avevo già scritto sulla completezza della visione d’insieme e di come questi allievi speciali leggono le immagini nella globalità mettendo a fuoco ogni minimo particolare, proprio come una macchina fotografica. Amo la lettura e per aggiornamento ho letto da poco svariati libri che raccontano vissuti di genitori con figli con autismo,alcuni libri sono stati scritti da scrittori e studiosi sempre con figli con autismo. Alcuni sono leggeri e raccontano viaggi ed esperienze personali, altri riportano nuovi programmi didattici, tanti inducono alla riflessione. Una cosa trovo in tutti i libri: questi ragazzi sono come diamanti dalle mille sfaccettature, grandi abilità grosso e fine motorie, ampia capacità di memorizzare procedure e rituali ecc… A noi tutti la capacita di cogliere e valorizzare i colori emergenti, le mille sfumature; in loro come in tutti gli allievi. Gli studi di H.Gardner hanno rilevato l’importanza e l’esistenza di tipi di intelligenza diverse di pari valore culturale nella società. Laddove sono presenti capacità residue legate ad un deficit si vengono a sviluppare capacità che diventano canali elettivi di lettura del reale.
Il mio lavoro, come tanti laboratori. promuove iniziative a carattere educativo, riabilitativo, indirizzate al disabile per costruire la formazione e integrazione dello stesso, partendo dalla parte sana della persona e sviluppando le sue capacità residue. Considerare le sue capacità per ampliarle, ricercare un rapporto significativo attraverso il colore che permette di avvalorare la crescita emotiva e relazionale . I limiti che si trasformano in capacità espressive, comunicazione, arte.
L’ arte di
Roberto Alborghetti, le sue “LaceR/Azioni” si prestano a tutto ciò. Non mi chiedete il perché. Forse per i colori, i graffi, le crepe, perché piacciono a Patrizia e agli allievi speciali. Oppure per tutti i motivi elencati qui sopra…”.

ANZIO (ROMA): GRAFFI, LACER/AZIONI E “CRACKS” PER RACCONTARE UN ALTRO VOLTO DELL’AUTISMO / UNA MOSTRA CHE FARA’ DISCUTERE…


Guest writer: Stefano Alberti

C’è grande attesa ad Anzio (Roma) dove mercoledi 9 aprile, alle ore 16,30, presso l’ Istituto Professionale “Marco Gavio Apicio” di via Nerone, si apre la mostra “Graffi / Tra sogno e realtà: da Lacer/azioni e Cracks”, ispirata ai lavori di Roberto Alborghetti, progetto coordinato e realizzato dalla docente Patrizia Sapri. Ma più che una mostra, si tratta di immagini che raccontano un viaggio tra “cromatismi speciali pittorici e materici” ed una singolare esperienza, già al suo secondo anno, che ha coinvolto bambini e ragazzi diversamente abili del territorio, portatori di sindrome dello spettro autistico. L’iniziativa è stata resa possibile grazie al sostegno del Rotary Club Roma Golfo d’Anzio, Nettuno, che ha inserito l’attività nel progetto “Anzio per l’autismo”.

Patrizia Sapri ha guidato con passione ed entusiasmo il gruppo dei “magnifici sette mini artisti” – Albanese Massimo, Balestra Alessia, Calemme Sara Maria, Frasca Giada, Gori Flavia, Ranieri Damiano, Tallarico Stefano – che hanno ri-composto e ri-costruito delle composizione di grande effetto, ispirandosi alle “Lacer/azioni” di Roberto Alborghetti, ossia le immagini dei manifesti pubblicitari decomposti e lacerati, dei “segni urbani” e delle strane forme di “cracks”, le crepe naturali su materiali di vario tipo.

Una iniziativa non nuova, perchè anche lo scorso anno, sempre grazie all’impegno di Patrizia Sapri e della Onlus “Il senso della vita”, altri scolari avevano partecipato ad un altro riuscitissimo laboratorio, da cui erano poi nate due mostre, tenutesi ad Aprilia e a Piancastagnaio. Sulla esperienza di quest’anno, cosi Patrizia Sapri scrive: “Eccoci al traguardo. Mercoledì gli allievi espongono i loro lavori presso l’Istituto Alberghiero di Anzio, che ha ospitato il nostro percorso tra i colori, grazie alla collaborazione del Rotary Club Golfo d’Anzio. Guardando le immagini mi sono resa conto che si è fatto molto, con momenti veramente irripetibili, di colore e cromatismi pittorici e materici. Ma ci sono frasi dette e momenti di tenerezza che veramente toccano il cuore di noi operatori.I genitori sono la mia forza poiché hanno capito l’importanza di quanto programmato e proposto ai loro cari ragazzi”.
“Il titolo parla di “Graffi”, effettuati con vari strumenti: ruote di automobiline, pettini, piccole tavole montessoriane, arnesi da muratore, ma soprattutto dita ed unghie… Sono graffi:quelli dell’anima che tutti noi vogliamo combattere con i nostri colori facendoci accompagnare dalla musica. Trovo sempre molto difficile mettere per iscritto quando vissuto con gli allievi. Va detto che molte sono le ore dedicate al progetto da casa, alla ricerca di contenuti mai banali, alla formazione che deve essere sempre aggiornata, ma ci sono dei momenti così veri, di vero accrescimento professionale ed umano, che ripagano di tutto. A Roberto Alborghetti il mio grazie per aver concesso che elaborassi le sue opere,ormai apprezzate nell’Agro Pontino”.

Ammiriamo dunque le immagini in fotogalleria. E benvenuti a questa mostra che dirà, sull’autismo, molto più di quello che solitamente si sente nei dibattiti o in tivù. Una mostra che, tra cracks e lacer/azioni, è destinata a graffiare e ad incantare, ognuno di noi.