MEDIEVAL VERTIGO: SHOW DI VIDEOMAPPING 3D SULLA TORRE GROSSA DI SAN GIMIGNANO


Vertigo, movimento vorticoso di rotazione, vertigine. Il visitatore che sale sulla Torre Grossa, la torre più alta di San Gimignano, simbolo per eccellenza di fierezza civica, potrebbe essere colpito dalla sindrome di Stendhal: “ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti”.

Percorsi duecentodiciotto scalini si giunge alla sommità della torre ove lo sguardo si apre a 360° ed è possibile ammirare il panorama della città con i palazzi, i tetti, le piazze e i vicoli, il rosso del cotto e il grigio del travertino, ma anche la mole boscosa del “Poggio del Comune” fino alle bianche vette delle Alpi Apuane nonché i colorati vigneti del Chianti e i dolci rilievi del Casentino e del Pratomagno. Fra i molti skyline visibili dai 54 metri della cima spiccano la corona di torri di Monteriggioni, il campanile della Collegiata di Casole d’Elsa e i palazzi rinascimentali della vicina Colle di Val d’Elsa. Sul fondo valle è possibile seguire la Via Francigena, dal Castello di San Miniato ai borghi di Montaione e Gambassi Terme fino al corso del fiume Elsa che accarezza il centro di Certaldo, paese natìo di Boccaccio.

Le meraviglie naturali e architettoniche visibili dalla Torre Grossa, a partire da oggi, 10 agosto, saranno enfatizzate da uno spettacolo videomapping 3D, in italiano e in inglese, con colonne sonore originali, composte per l’occasione. Lo scopo è quello di trasportare virtualmente lo spettatore in un itinerario ascensionale nello spazio e nella storia della Torre Grossa e della città di San Gimignano. Il salire le scale che conducono alla sua sommità sarà accelerato vertiginosamente da visioni dinamiche ed emozionanti, mutando il visitatore nel navigante di una fantastica Macchina del Tempo, che mostra oltre, e tutto intorno, l’accadere turbinoso di eventi costruttivi, storici, culturali. In un primo momento circondato da un cosmo di profondo blu, attorno a lui si riveleranno ingranaggi e scorrimenti, argani, leve, carrucole, oblò, paratie e pannelli, funi e catene che si animano con l’accensione dei motori di una astratta e complessa Macchina cosmica.

Mentre si sale di quota, la Torre 3D, più alta di lui, continua a edificarsi in blocchi. Intanto prendono forma gli ambienti del Palazzo Comunale come la Sala delle armi e allora i cavalieri angioini di Azzo di Masetto entrano in scena. Dalla “giostra” alla tragedia, guelfi e ghibellini si affrontano, gli Ardinghelli si scontrano con i Salvucci, famiglie rivali a San Gimignano. Inferni danteschi, terribili cerchi in cui i dannati subiscono pene secondo la legge del contrappasso, diavoli volanti sono ispirati ai cicli del Duomo e di San Lorenzo in Ponte. Taddeo di Bartolo e Cenni di Francesco di ser Cenni diventano dunque i pittori della vita ultraterrena. È la volta della fugace visione della Maestà dipinta da Lippo Memmi nel 1317, esattamente settecento anni fa. Dalla vita religiosa si ritorna a quella secolare, dagli exempla in negativo di Memmo di Filippuccio nella Camera del Podestà si procede verso il profilo di San Gimignano conosciuto in tutto il mondo: la città innalza le sue torri, quelle ancora in piedi svettano insieme ad altre decine in frenetica gara per raggiungere il cielo a superar le rivali. D’intorno la campagna fiorisce e cambia il suo aspetto, le viti e lo zafferano sono i protagonisti delle dolci colline sangimignanesi.

Anche i santi diventano protagonisti, la beata Fina e le sue viole, San Sebastiano e il suo ampio mantello con il quale protegge i cittadini colpiti dal terribile morbo, la peste che provoca ferite come le numerose frecce che trafissero il martire. Il mantello di San Sebastiano diventa quello di san Gimignano, il santo vescovo di Modena che ha dato il nome alla città.

Intanto riprende il vorticoso movimento, torri cosmiche si trasformano in grafiche futuribili, fantascientifiche, e, dopo un balzo nell’iperspazio, la Torre, che progressivamente ritorna di pietra, precipita verso la sfera terrestre.

Medieval vertigo è uno spettacolo promosso dal Comune di San Gimignano e realizzato da Unità C1. La produzione e il finanziamento spettano a Civita-Opera gestore dei Musei Civici di San Gimignano che si è occupato anche della nuova illuminazione e della manutenzione straordinaria della Torre.

MERAVIGLIE D’ITALIA / APRE A SAN GIMIGNANO (SIENA) UNA MOSTRA DEDICATA AL PINTORICCHIO


 

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Il prossimo 6 settembre apre al pubblico nella Pinacoteca civica di San Gimignano una mostra dedicata al pittore umbro Bernardino di Betto, detto il Pintoricchio, promossa dal Comune, dalla Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Siena e Grosseto in collaborazione con l’Arcidiocesi di Siena, Colle di val d’Elsa e Montalcino, la Fondazione Musei senesi e Siena Capitale Europea della Cultura 2019 – città candidata.

Il comitato scientifico, che ha curato l’esposizione dal titolo Pintoricchio. La Pala dell’Assunta di San Gimignano e gli anni senesi, è costituito da Cristina Acidini, Soprintendente per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, Mario Scalini, Soprintendente i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Siena e Grosseto e Claudia La Malfa, docente dell’Università telematica internazionale Uninettuno.

SEGNALATO DA OKAY!

SEGNALATO DA OKAY!

La mostra è organizzata da Opera, società del Gruppo Civita, che dal 1° gennaio 2014 gestisce per l’Amministrazione Comunale i servizi di accoglienza e valorizzazione dei Musei civici di San Gimignano.  Con questa iniziativa prende avvio un più ampio progetto che, con cadenza annuale, intende proporre un approfondimento critico e storico intorno ai capolavori e ai maestri presenti nelle collezioni civiche. Come questa che ora si apre su Pintoricchio e quella che è in preparazione per il 2015 su Filippino Lippi e i suoi meravigliosi tondi, ogni mostra sarà costruita con prestiti importanti, anche se numericamente limitati per le esigenze dello spazio espositivo, scelti per raccontare una vicenda artistica che ha lasciato una testimonianza di grande rilievo nel patrimonio storico e artistico di San Gimignano.

La mostra su Pintoricchio inaugura quindi una serie di esposizioni, fortemente volute dal sindaco Giacomo Bassi e dall’assessore alla cultura Carolina Taddei, il cui coordinamento è affidato a Valerio Bartoloni, dirigente del settore servizi alla cultura del Comune. Tutta l’Amministrazione intende in tal modo valorizzare e promuovere i Musei civici della città che ambisce ad affermarsi sempre più come polo di riferimento culturale, non solo nel panorama locale, ma anche internazionale, in vista della candidatura di Siena a Capitale Europea della Cultura 2019.

Come rileva Cristina Acidini nel catalogo della mostra, edito da Giunti Arte Mostre e Musei, «se fra le altre insigni opere d’arte rinascimentale il Museo Civico di San Gimignano può esporre l’ultima grande pala di Bernardino Betti detto il Pintoricchio, con la Madonna in gloria tra i santi Gregorio Magno e Benedetto (1510-1512), ciò dipende strettamente dalla convergenza per certi aspetti eccezionale dei percorsi di storie diverse – nella storia civile e nello sviluppo economico, così come nella religione e nella cultura secolare –, una convergenza che fece fiorire la stagione artistica rinascimentale in Firenze e in Siena, includendo in essa San Gimignano, che dalle due città era ed è geograficamente equidistante».

Don Andrea Bechi, responsabile dei Beni culturali per l’Arcidiocesi di Siena, Colle di val d’Elsa e Montalcino, ci offre una lettura del significato più profondo della pala dell’Assunta: «L’immagine dipinta da Pintoricchio trasmette un convinto invito al carisma monastico, quale possibilità di anticipare la condizione celeste già durante l’esistenza terrena. In effetti la Madonna, vera e propria Regina degli angeli, irrompe nel paesaggio e si staglia maestosa all’interno di una mandorla, assisa sulle nubi del cielo e circondata da creature angeliche, due delle quali addirittura si abbassano al ruolo di sgabello per i piedi della Vergine. La città, invece, con i suoi traffici, rimane lontana, sparisce sullo sfondo, oscurata dalla grande sagoma della Vergine in mandorla, e perde di qualsiasi interesse al cospetto della sua imponente e dolce persona».

La pala che raffigura ai lati della Madonna in gloria i santi Gregorio Magno e Benedetto, fu dipinta tra l’ottobre 1510 e il febbraio 1512 per il monastero olivetano di Santa Maria Assunta a Barbiano, a pochi chilometri da San Gimignano e rappresenta l’ultima opera documentata dell’artista che morì l’11 dicembre 1513 in Siena, ove è sepolto, nella chiesa di San Vincenzo in Camollia. L’ultima stagione di attività del pittore è documentata in mostra anche da altre opere provenienti dalla Pinacoteca Nazionale di Siena quali la Madonna col Bambino e san Giovannino, la Sacra Famiglia e san Giovannino e la Natività, quest’ultima attribuita alla sua bottega. Sarà inoltre in mostra la Madonna col Bambino e san Giovannino proveniente dal Museo Diocesano di Città di Castello, a rappresentare l’ambiente umbro nel quale Pintoricchio si era formato prima di recarsi a Roma e dove aveva continuato a operare prima di essere chiamato a Siena .

 

Pintoricchio

La Pala dell’Assunta di San Gimignano e gli anni senesi

San Gimignano, Palazzo Comunale, Pinacoteca

6 settembre 2014 – 6 gennaio 2015

 

SAN GIMIGNANO (SIENA): UNA NOTTE AL MUSEO ARCHEOLOGICO TRA ESSENZE NATURALI E ANTICHITA’


 

 

In occasione delle Notti dell’Archeologia 2014, venerdì 25 Luglio il Museo Archeologico di San Gimignano sarà aperto straordinariamente dalle ore 21.00 alle ore 24.00.  Durante la serata Sofia Ragazzini terrà, a partire dalle ore 21.00, una conferenza  dal titolo “Il profumo della scienza. Olio ed essenze naturali dall’antichità ad oggi“.

SEGNALATO DA OKAY!

SEGNALATO DA OKAY!

A seguire, un laboratorio offrirà ai visitatori la possibilità di partecipare ad una vera e propria visita sensoriale e scoprire  gli aromi usati per creare le essenze e i medicamenti ed avvicinarsi al mondo della cosmesi ripetendo, mediante un’esperienza diretta, le antiche ricette dei profumieri greci o degli speziali medievali. Sarà l’occasione per ammirare  anche i preziosi  oggetti che contenevano le essenze custoditi  nel Museo e nella Spezieria di Santa Fina. L’iniziativa, promossa dalla Regione Toscana,è giunta quest’anno alla quattordicesima edizione, e propone, dal 1 al 31 luglio, aperture straordinarie serali ed eventi in musei, aree e parchi archeologici della regione.

IL “MUSEO DEL FUTURO” E’ A S.GIMIGNANO (SIENA): ARRIVA “ARTGLASS”, L’ARTE CON GLI…OCCHIALI


Il museo come un film in 3D? No, è molto di più. Si chiamano ARtGlass e sono occhiali speciali che permettono di scoprire in maniera assolutamente inedita l’opera d’arte, grazie alla fusione di reale e virtuale.Parte da San Gimignano (Siena) un progetto sperimentale, in anteprima assoluta, che consente di attivare un’esperienza di “realtà aumentata” tramite tecnologia “indossabile” all’interno del percorso “Palazzo Comunale, Pinacoteca, Torre Grossa”.

Grazie a un peculiare mix di video-storytelling e animazioni tridimensionali, applicate a tre cicli di affreschi conservati nel Museo Civico di San Gimignano, sarà possibile compiere un viaggio virtuale nel Medioevo, navigando nei racconti dipinti da Lippo Memmi nella Sua Maestà, Azzo di Masetto, nel celebre ciclo cavalleresco e Memmo di Filippuccio, nelle scene dedicate agli inganni dell’amore della Camera del Podestà.

Indossando gli ARtGlass, come un normale paio di occhiali, gli affreschi acquisiranno tridimensionalità e mostreranno particolari inediti, grazie al racconto di due guide speciali.

Sono, infatti, Marco Valenti, professore associato di Archeologia Cristiana e Medievale presso l’Università degli Studi di Siena e Dario Ceppatelli, archeologo, collaboratore del Laboratorio di Informatica Applicata all’Archeologia Medievale dell’Università di Siena, a interpretare in costumi d’epoca e a far rivivere il pittore Lippo Memmi e l’armigero di palazzo. Grazie alla loro “presenza”, visibile da chi indosserà gli ARtGlass, il visitatore entrerà in una macchina del tempo in cui divertimento e rispetto per i contenuti scientifici permetteranno un’esperienza davvero inedita.

Il progetto ARtGlass a San Gimignano è stato realizzato da Comune di San Gimignano, Fondazione Musei Senesi, Opera – Gruppo Civita in collaborazione con ARtGlass, Capitale Cultura ed è a cura di Luigi Di Corato, Direttore Generale di Fondazione Musei Senesi, che dichiara: “La sperimentazione avviata oggi a San Gimignano è un vero e proprio cantiere che ci aiuta ad immaginare il museo del futuro, grazie anche un vero e proprio sistema di soluzioni digitali integrate, che valorizzano contenuti divulgativi e tecnologie complementari tra loro. Siamo particolarmente orgogliosi del metodo di lavoro che ci ha portati a questa prima installazione, che ci ha visto operare fianco a fianco, nella creazione dei contenuti, con operatori privati come Opera – Gruppo Civita, concessionario dei servizi aggiuntivi del Museo e ARt Glass, start up innovativa italiana, totalmente focalizzata sulla realtà aumentata per i Beni Culturali”.

Al Museo Civico di San Gimignano la tecnologia rende ancora più efficace il rapporto tra visitatore e l’opera d’arte – afferma Albino Ruberti, Presidente di Opera – Gruppo Civita a tal punto che lo spettatore diventa interlocutore in un dialogo visibile. Il progetto è ambizioso e siamo consapevoli di poter offrire al grande pubblico questa esperienza di valorizzazione che si è resa possibile attraverso il lavoro di chi, come noi, fa dei beni culturali un impegno non solo professionale”

Le tecnologie oggi disponibili a livello commerciale, cioè acquistabili dal pubblico, sono poche, hanno ancora enormi spazi di miglioramento e si evolvono in maniera rapidissima – aggiunge Antonio Scuderi, Amministratore Delegato di ARt Glass – Proprio per questa ragione abbiamo deciso di lanciare la prima sperimentazione italiana in un museo di altissimo livello come quello di San Gimignano e con contenuti molto sfidanti. Siamo convinti che solo il contatto diretto col pubblico possa consentire a questa tecnologia di arrivare a livelli ottimali”.

E per arricchire la visita ai Musei Civici di San Gimignano, dopo la app Museo SanGi già disponibile su App Store ora completamente aggiornata, è nata anche una audio-video guida articolata in due parti: una prima sezione dedicata al Palazzo Comunale ed una seconda dedicata agli ambienti del Museo Archeologico, della Spezieria di Santa Fina e della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Raffaele De Grada.

Attraverso una navigazione crossmediale, consente di ascoltare tracce audio recitate da attori professionisti, di apprezzare video ad altissima risoluzione, scorrere gallerie di immagini, e, non ultimo, leggere testi approfonditi, che guidano il visitatore all’interno del patrimonio artistico custodito a San Gimignano, rivelando anche curiosità e aneddoti della sua storia. Tutti i contenuti sono disponibili in cinque lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco) e visualizzabili sui tablet SAMSUNG Galaxy Tab 3, da 7″ distribuiti presso il bookshop del museo.

L’audio-video guida è realizzata da Comune di San Gimignano, Fondazione Musei Senesi, Opera – Gruppo Civita. Il software è sviluppato da C&T Crossmedia srl.

Informazioni:
www.sangimignanomusei.it

prenotazioni@sangimignanomusei.it

call center info e booking 0577/286300

SAN GIMIGNANO: 42 “SCATTI” PER RIPERCORRERE I VIAGGI DEL GRANDE FOTOGRAFO ELLIOTT ERWITT


FRANCE, PROVENCE, 1955

Per iniziativa dell’Assessorato alla Cultura del Comune di San Gimignano, dal 6 aprile al 31 agosto 2014, è aperta al pubblico, presso la Galleria di Arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada”, la mostra Elliott Erwitt, un progetto di Civita e SudEst57, curato da Biba Giacchetti e organizzato da Opera Laboratori Fiorentini. La mostra ripercorre la carriera e i temi principali della poetica del grande fotografo e artista americano Elliott Erwitt (1928), attraverso 42 scatti da lui stesso selezionati come i più rappresentativi della sua produzione artistica. Sarà esposta inoltre una serie di 9 autoritratti, esclusivi di questa mostra,  che costituiscono un “evento nell’evento”.

Tra gli autoritratti esposti anche quelli a colori in cui l’artista veste i panni di André S. Solidor, alter ego inventato per ironizzare sul mondo dell’arte contemporanea e sui suoi stereotipi. Andrè S. Solidor (si noti l’acronimo irriverente) ed Elliott Erwitt saranno anche protagonisti del film “I Bark At Dogs” che sarà proiettato in mostra.


Grande autore Magnum, reclutato nel 1953 all’interno della celebre agenzia direttamente da Robert Capa, Elliott Erwitt ha firmato immagini diventate icone del Novecento. Tra queste, in mostra a San Gimignano alcune delle più celebri: il bacio dei due innamorati nello specchietto retrovisore di un’automobile, una splendida Grace Kelly al ballo del suo fidanzamento, un’affranta Jacqueline Kennedy al funerale del marito, i ritratti di Che Guevara e Marilyn Monroe, alcune foto appartenenti alla serie di incontri tra i cani e i loro padroni, iniziata nel 1946.

E ancora, gli scatti che Erwitt, reporter sempre in viaggio, ha raccolto per il mondo, a contatto con i grandi del Novecento ma anche con la gente comune. E i paesaggi, le metropoli. Gli scatti di denuncia, in cui al suo sguardo di grande narratore, si mescola sempre ironia e leggerezza, e la sua capacità di trovare i lati surreali e buffi anche nelle situazioni più drammatiche.

 
La mostra è corredata da una esclusiva pubblicazione curata da Erwitt stesso in collaborazione con Sudest57 e disegnata da Anders Weinar. Una collezione di stampe rilegate ed amovibili, ciascuna con testi inediti di backstage, scritti da Biba Giacchetti che collabora con Erwitt da circa
20 anni.

Elliott Erwitt è nato in Francia da una famiglia di emigrati russi, nel 1928. Passa i suoi primi anni in Italia. A 10 anni si trasferisce con la Famiglia in Francia e da qui negli Stati Uniti nel 1939, stabilendosi dapprima a New York, poi, dopo due anni, a Los Angeles.

Nei primi anni ‘50, Erwitt dopo aver soggiornato a Pittsburg, in Germania e in Francia, si stabilisce a New York, città che elegge sua base operativa. Dotato di flessibilità e spirito di adattamento, Erwitt ha viaggiato in tutto il mondo. Durante i suoi studi alla Hollywood High School, Erwitt lavora in un laboratorio di fotografia sviluppando stampe “firmate” per i fan delle star di Hollywood. Nel 1949 torna in Europa, viaggiando e immortalando realtà e volti in Italia e Francia. Questi anni segnano l’inizio della sua carriera di fotografo professionista. Chiamato dall’esercito americano nel 1951 continua a lavorare per varie pubblicazioni e, contemporaneamente, anche per l’esercito americano stesso, mentre soggiorna in New Jersey, Germania e Francia.

La grande opportunità gli viene offerta dall’incontro, durante le sue incursioni newyorchesi a caccia di lavoro, con personalità come Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker che amano le sue fotografie al punto da diventare suoi mentori. Nel 1953 congedato dall’esercito, Elliott Erwitt viene invitato da Robert Capa, socio fondatore, ad unirsi a Magnum Photos in qualità di membro fino a diventarne presidente nel 1968.

Oggi Erwitt è riconosciuto come una dei più grandi fotografi di tutti i tempi. I libri di Erwitt, i saggi giornalistici, le illustrazioni e le sue campagne pubblicitarie sono apparse su pubblicazioni di tutto il mondo per oltre quarant’’anni. Pur continuando il suo lavoro di fotografo Elliot Erwitt negli anni ‘70 comincia a girare dei film. Tra i  suoi documentari si ricordano Beauty Knows No Pain (1971) Red White and Blue Glass (1973) premiato dall’American Film Institute e The Glass Makers of Herat (1997).

Negli anni ‘80 Elliott Erwitt produce 17 commedie satiriche per la televisione per la Home Box Office. Dagli anni ‘90 fino ad oggi continua a svolgere un’intensa vita professionale che tocca gli aspetti più disparati della fotografia. Tra le sedi espositive più prestigiose dove Erwitt ha presentato i suoi lavori, si segnala The Museum of Modern Art a New York, The Chicago Art Institute, The Smithsonian Institution a Washington D.C., The Museum of Modern Art di Parigi (Palais de Tokyo), The Kunsthaus a Zurigo, il Museo Reina Sofia a Madrid, The Barbican a Londra, The Royal Photografic Society a Bath, The Museum of Art del New South Wales a Sydney. Attualmente i libri pubblicati da Erwitt sono più di 45

 
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Titolo Mostra

Elliott Erwitt/ Icons

Periodo

6 aprile – 31 agosto 2014

 
Sede espositiva

San Gimignano – Via Folgore presso

Galleria di Arte Moderna e Contemporanea “Raffaele De Grada”


Orari
Tutti i giorni

9:30 – 19:00

Ingresso

7,50 Intero;

6,50 ridotto: minori dai 6 ai 17 anni, ultrasessantacinquenni, gruppi di almeno 20 persone (fino a due accompagnatori con ingresso gratuito), gruppi di alunni di scuole pubbliche in visita didattica (fino a due accompagnatori con ingresso gratuito)

Ingresso gratuito: minori di 6 anni, residenti a San Gimignano, soggetti diversamente abili che necessitino di accompagnamento e relativi accompagnatori, guide turistiche, titolari tessere I.C.O.M.

Agevolazione Gruppi: Sconto del 50% sul check in autobus per i gruppi che avranno prenotato il biglietto d’ingresso alla mostra ed ai Musei Civici di San Gimignano


Informazioni
www.sangimignanomusei.it

prenotazioni@sangimignanomusei.it

call center info e booking 0577/286300

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UNA GIORNATA A SAN GIMIGNANO…

di Carmelina Rotundo


E’ bella la porta San Giovanni sormontata da un baldacchino in muratura
che ha a lato il campanile, la loggia, per proseguire con  il profilo
di  case; all’ etremo  confine di questa parte delle mura di SAN GIMIGNANO il pino, alberi alcuni spogli; ciuffi  di verde che spuntano
tra mura riscopre lo sguardo che circolarmente ritorna all’ estremità
opposta  dove c’è il torrione sormontato  da verde incolto e piccoli
fiori gialli; la penetrazione per San Gimignao è in mezzo a case, a
farsi insieme costola a costola,   negozi  di ogni sorta e maniera, scorci dove torri s’ innalzano …. mi soprende la piazza, l’alta scalinata il duomo.
Alla GALLERIA D’ ARTE MODERNA e CONTEMPORANEA RAFFAELE DE GRADA da cui  si puo’ godere di torri,  ci aspettano gli scatti di Elliott
Il respiro  del movimento delle figure e delle cose, i toni del bianco
e del nero che diventano emozioni nei volti di  Grace Kelly,
Jacqueline Kennedy, Marilyn Monroe, alcuni degli scatti dei cani e dei
loro padroni,  all’ “altezza” degli amici a quattro zampe, onde per cui
al padrone è concessa  l’ ” espressione dei piedi”.. scatti di
metropoli, di paesaggi, di persone comuni.
Alla mostra si affianca la  collezione di stampe rilegate e amovibili ciascuna con nel retro testi inediti scritti da Biba Giacchetti. Ritorno con lo sguardo alle mura
dove, dentro finestrelle sostano  piccioni e cornacchie : la parte
bassa delle mura grigia in alto scopro i mattonicini rossi, il mio
repiro sii fa alito del ricordo: mio padre mia madre mentre in alto stanno volando piccioni e cornacchie
La mostra fa parte di un progetto di che vede nella cultura  l’
opportunità di una rinascita civile sociale economica della città  dei
cittadini in dialogo con il mondo.


SAN GIMIGNANO : RIAPRE (RINNOVATO) IL MUSEO DEL DUOMO, SCRIGNO D’ ARTE E DI TESORI CHE FANNO GRANDE L’ITALIA


 San Gimignano Museo Arte sacra

Con il 2014, il Complesso monumentale del Duomo di San Gimignano presenta il nuovo Museo d’Arte Sacra. Il prezioso Museo si mostra ora con un diverso allestimento delle sale e svela tesori che, per motivi di restauro, sono stati a lungo nascosti.

La raccolta museale ospita opere d’arte e oggetti liturgici provenienti dalla Collegiata e dalle chiese del comprensorio, ed è stato riallestito, in particolare, per conferire un giusto rilievo alla grande pala di Fra Paolino da Pistoia che ha fatto il suo ritorno in museo dopo un’assenza di oltre un decennio. Il restauro ha conferito splendore non soltanto all’opera, ma anche alla cornice. La pala di Fra Paolino, eseguita nel 1525, raffigura la Madonna col Bambino e i santi Gimignano, Domenico, Antonino, Girolamo, Caterina d’Alessandria e Lucia. Nella predella si vedono a sinistra Santa Caterina da Siena, al centro la Visitazione e, a destra, Tobiolo e l’Angelo. Fra’ Paolino il cui vero nome era Paolo di Bernardino del Signoraccio si formò nella bottega del padre e, nel 1503, entrò nel convento dei Domenicani di Pistoia, l’ordine dei padri che aderivano alle idee del Savonarola. La pala si trova nella medesima sala ove si ammira la celebre “Madonna della rosa” di Bartolo di Fredi, simbolo del Museo.

Dopo il restauro ritorna anche la cornice cinquecentesca originale del dipinto che rappresenta la Sacra Famiglia con San Giovannino, copia da Andrea del Sarto. Adesso quadro e cornice sono riuniti dopo molti anni. La cornice giaceva infatti nei depositi in attesa del ripristino, lungo e complesso. Come osserva la direttrice del Museo d’Arte sacra, Susan Scott, che ha seguito i lavori, “la prima sala del museo è stata completamente riallestita e si presenta adesso di grande impatto. Entrando, il visitatore vede subito la bella tavola della Sacra Famiglia con San Giovannino nella parete di fondo. Nella stessa sala, inoltre, sono tornati ad essere visibili due curiosi quadri di Matteo Rosselli dopo essere stati nascosti alla vista dei visitatori del Museo per una quindicina di anni. Sono opere del quinto decennio del XVII secolo che creano suggestivi giochi ottici. A seconda di come si pone lo spettatore, raffigurano un doppio ritratto del Redentore o della Santa Maria Maddalena, San Francesco o Santa Chiara. Siamo infine molto contenti di un importante lascito dello studioso Gabriele Borghini, di recente scomparso, relativo a due grandi tele ottocentesche raffiguranti Santa Fina, che sono importanti per la storia dell’iconografia della santa. Le tele adesso sono esposte nella grande sala degli arredi sacri, una volta la loggia sopra il battistero di fianco al Duomo.”

Anche monsignor Mauro Fusi, proposto della Collegiata, si ritiene soddisfatto del nuovo allestimento ed è grato ad una famiglia senese che ha concesso in deposito permanente al Museo un altarolo di scuola fiorentina eseguito tra la fine del Trecento e gli inizi del Quattrocento. “Il dipinto che raffigura la Madonna col Bambino – osserva ancora monsignor Fusi – è preziosa testimonianza della grande devozione privata nei confronti della Vergine Maria”.

I visitatori potranno ammirare il nuovo Museo con l’ausilio dell’audioguida gratuita. La nuova audioguida vi accompagnerà attraverso i capolavori della Collegiata, le Storie del Vecchio e Nuovo Testamento, la cappella di Santa Fina, gioiello del Rinascimento, dunque nel Museo d’Arte sacra, che risulta di estremo interesse per conoscere il patrimonio storico, artistico, culturale della città di San Gimignano e oltre.

Il nuovo allestimento del Museo è stato fortemente voluto dal Duomo di San Gimignano.

Con il biglietto di ingresso viene consegnata gratuitamente un’audioguida realizzata da Opera Laboratori Fiorentini Civita Group.

SCHEDA TECNICA

DUOMO E MUSEO D’ARTE SACRA

ORARI DI APERTURA DAL 01/04 – AL 31/10

Dal Lunedì al venerdì 10/19:30

Sabato 10/17:30

Domenica 12:30/19:30

ORARIO DI APERTURA DAL 01/11 – AL 31/03

Dal Lunedì al Sabato 10/17

Domenica 12:30/17

Chiuso dal 15 al 31 Gennaio, 12 Marzo, dal 15 al 30 Novembre, 25 Dicembre, 1 Gennaio

PREZZI

DUOMO

Intero € 4,00 – utilizzo audioguida gratuito

Ridotto €2,00 – utilizzo audioguida gratuito

Gruppi €3,50 – utilizzo audioguida gratuito

MUSEO ARTE SACRA

Intero €3,50 – utilizzo audioguida gratuito

Ridotto €2,00 – utilizzo audioguida gratuito

Gruppi €3,00 – utilizzo audioguida gratuito

CUMULATIVO (Duomo + Museo Arte Sacra)

Intero € 6,00 – utilizzo audioguida gratuito

Ridotto € 3,00 – utilizzo audioguida gratuito

Gruppi € 5,00 – utilizzo audioguida gratuito

Gruppi: minimo 20 persone

Ridotto: 6 – 18 anni, studenti, invalidi

Gratuito: clero, portatori di handicap con accompagnatore

CALL CENTER

INFORMAZIONI, PRENOTAZIONI, VISITE GUIDATE

+39 0577 286300

prenotazioni@duomosangimignano.it

1,00 diritti di prenotazione