PICO (FR) / LETTERA DELLE MAESTRE AGLI ALUNNI E ALLE ALUNNE DI QUINTA…


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La bellissima (e buonissima) torta con cui i ragazzi della Quinta primaria di Pico hanno salutato le loro maestre.

Proponiamo la bella e toccante lettera che le maestre della Primaria di Pico (FR) hanno scritto ai loro alunni al termine dei cinque anni di scuola.                                                         

Cari bambini, certi legami vanno al di là di un semplice orario scolastico. Essere insegnante per quanto ci riguarda, è uno dei mestieri più belli al mondo che richiede impegno e sacrifici, ma l’affetto che ci avete regalato in ogni anno scolastico, gli abbracci stretti che vorrebbero essere infiniti, raccontano molto di più di un semplice lavoro.
Ricordiamo benissimo il vostro primo giorno di scuola quando arrivammo in classe. Avevamo addosso i vostri occhi e sicuramente qualcuno di voi avrà pensato:”E queste chi sono?!” Mentre memorizzavamo i vostri nomi abbiamo iniziato a conoscerci, a rompere il ghiaccio e ad entrare in confidenza senza mai oltrepassare quell’invisibile muro sottile che ci divide: voi gli alunni e noi le insegnanti.
La scuola ormai è giunta al termine, abbiamo condiviso momenti importanti, alcuni seri, altri decisamente fuori dal normale. Qualcuno potrebbe dire che un insegnante dovrebbe trasmettere in classe rigore e disciplina, sapete invece cosa vi diciamo? Siamo contente di non aver trasmesso solo questo. Ci conoscete è questo il nostro modo di fare scuola e non lo cambieremo per nulla al mondo. Far stare bene gli alunni, la vostra serenità per noi viene prima di tutto e se le lezioni avvengono con un pizzico di follia … che male c’è? Purchè  non si perda mai la serietà della disciplina insegnata.
Adesso godetevi le vacanze, avete lavorato tanto e ve le meritate. Per compiti vi suggeriamo di …
– Fare almeno una capriola al giorno;
– Correre nei prati o sulla spiaggia;
– Urlare all’eco:”Chi è più bello tra me e te?”e ascoltare cosa risponde;
– Giocare con la fantasia;
– Assaggiare tutti i gusti di gelato;
– Guardare le stelle cadenti ed esprimere il desiderio più bello;
– Leggere un bel libro;
– Inventare le parolacce da dire quando si è arrabbiati, tipo: oh bulacca! Peralessa! Facciadibrodinoriscaldato!
Poi, con calma, penserete alla nuova avventura che vi aspetta, ma tranquilli perché le medie non sono cosi terribili…Fate il vostro dovere sempre, studiate non per gli altri, per i genitori o gli insegnanti ma per voi stessi. Abbiate sempre il desiderio di sapere e conoscere la realtà intorno a voi, fate di tutto per realizzare i vostri sogni. Ricordate di emergere semprei, fatelo nell’onestà e nella correttezza che vi contraddistingue: E quando la vita ve lo richiederà, solo allora, sarà necessario quel passo indietro perché l’UMILTA’ ripaga sempre.

A stare con i bambini, si dice che si diventa come loro. Ed è vero. Ed è un privilegio avere un cuore che assomigli a quello di un bambino. Volevamo regalarvi la luna, per andare a lezione di cielo senza scordare la terra. Il tempo è scaduto e la lezione di oggi mi dice che quel filo, come quello di un aquilone, ora lo dobbiamo lasciare andare, perché lo chiama un altro vento che lo spingerà più lontano. Per quanto ce l’abbiamo messa tutta, non siamo riuscite a fare tutto quello che avremmo voluto, tutto quello che era necessario ad ognuno di voi, a dare quel “tutto” che si spostava sempre avanti come l’orizzonte che non si raggiunge mai. Un’opera incompiuta la nostra,, incompleta, aperta al domani. Cosi deve essere. Le maestre che siamo si fermano qui.  Mettiamo il punto. Punto e non basta perché certe storie continuano anche quando finiscono. E le nostre sono storie a prova di gioia, di pazienza, di litigio, di perdono e di amore.

Dove noi finiamo in un altro modo inizia il vostro futuro. Incominciate a scegliere in ogni momento della vostra vita da che parte stare. Quella dell’onestà è quella che abbiamo provato ad insegnarvi.

Le vostre maestre:

Anna, Laura, Loredana, Marina, Paola, Patrizia, Santina e Valentina

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DSA (DISTURBI SPECIFICI APPRENDIMENTO): UN DECALOGO PER GENITORI E DOCENTI


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In vista del rientro a scuola, l’Istituto Serafico di Assisi invita a condividere un decalogo sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), redatto con il supporto degli specialisti del Centro di Ricerca “InVita”. L’obiettivo è quello di promuovere una maggiore conoscenza del fenomeno tra genitori ed insegnanti e fornire loro gli strumenti necessari per riconoscere i primi segnali e poter intervenire tempestivamente.

L’inizio del nuovo anno scolastico è, in genere, un momento molto importante per bambini e ragazzi perché rappresenta l’inizio di un percorso costellato da innumerevoli occasioni di socializzazione e di apprendimento, che si traducono nella massima soddisfazione dei bisogni di conoscenza. Tuttavia, se per la maggior parte di loro è un evento desiderato, per tanti altri può risultare invece più impegnativo, diventando fonte di ansia e preoccupazione.  Spesso, infatti, bambini e ragazzi incontrano ostacoli e difficoltà piuttosto importanti che rendono l’esperienza scolastica faticosa e frustrante, con notevoli ripercussioni sulla gestione familiare in termini d’impegno e molti disagi sul piano emotivo, che incidono negativamente sulla motivazione, sull’autostima, sull’immagine di sé e sul benessere generale, fino a innescare meccanismi di fuga da tutto quello che ha a che fare con la scuola. I sentimenti più comuni sono legati alla paura di non riuscire come i propri compagni e di essere quindi considerati non all’altezza delle aspettative di genitori ed insegnanti.

All’origine di questi sentimenti possono essere rintracciate delle difficoltà specifiche dell’apprendimento, definite appunto Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA), che riguardano le capacità di leggere, scrivere e calcolare. Per promuovere una maggiore e corretta conoscenza di questo fenomeno, l’Istituto Serafico di Assisi lancia un decalogo di informazioni e consigli utili, redatto con il supporto degli specialisti del Centro di Ricerca InVita, che vuole fornire gli strumenti necessari a genitori ed insegnanti per riconoscere i primi segnali e poter così intervenire in modo idoneo e tempestivo.

Secondo i dati statistici del MIUR[1] relativi all’anno scolastico 2016-2017, nel nostro Paese tre alunni su cento sono affetti da DSA. Si tratta complessivamente di 254.614 alunni delle scuole italiane di ogni ordine e grado, un numero sempre crescente tanto che nel corso di un anno la loro presenza si è incrementata passando dal 2,5 al 2,9%, con un picco del 5,4% nella scuola secondaria di primo grado, contro il 4,03% della secondaria di II grado e l’1,95% della primaria. Il disturbo mediamente più diffuso è la dislessia (42,5%), a seguire la disortografia (20,8%), la discalculia (19,3%) e la disgrafia (17,4%).

LE 10 COSE CHE GENITORI E INSEGNANTI DOVREBBERO SAPERE SUI DSA:

  1. Cosa sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento?

Sebbene siano definiti “disturbi”, di fatto non hanno le caratteristiche tipiche di una malattia. Hanno un’origine neurobiologica e dipendono dalle peculiari modalità di funzionamento delle rete neurali coinvolte nei processi delle abilità di lettura, scrittura e calcolo. Non pregiudicano quindi le capacità cognitive e non sono causati né da deficit di intelligenza o sensoriali, né da problemi ambientali o psicologici, ma possono essere considerati come caratteristiche specifiche dell’individuo, così come ad esempio l’orecchio musicale o il senso dell’orientamento.

  1. Quali sono i DSA?

Sulla base del tipo di difficoltà specifica che comportano, i DSA si dividono in: Dislessia, disturbo specifico della lettura che si caratterizza per la difficoltà nell’effettuare una lettura accurata e fluente in termini di velocità e correttezza. Tale difficoltà può avere ripercussioni sulla comprensione del testo scritto; Disortografia, disturbo specifico della scrittura che si manifesta con difficoltà nell’apprendere ed automatizzare le regole di conversione fonema-grafema e la corretta forma ortografica delle parole; Disgrafia, disturbo specifico della componente esecutivo-grafica della scrittura, di natura motoria, inerente la difficoltà ad imparare a scrivere in modo fluido, armonico e leggibile a causa di un deficit nei processi di realizzazione grafica; Discalculia, disturbo specifico delle abilità di calcolo, con difficoltà importanti nell’automatizzazione dei processi di calcolo sia mentale che scritto, nell’acquisizione e recupero dei fatti numerici (come le tabelline, gli “amici del dieci”, etc.) e, in generale, nel comprendere e operare con i numeri.

 3 – Come si riconoscono i DSA?

I DSA possono presentarsi da soli, associati tra loro, oppure con altri tipi di disturbo, come la difficoltà di coordinazione motoria e/o associati a disturbi dell’attenzione o del linguaggio. Per quanto riguarda i segnali legati alle abilità di lettura, generalmente un bambino/ragazzo con DSA manifesta delle difficoltà nella conversione grafema/fonema all’inizio della prima elementare, che si trasforma successivamente in una lettura lenta e frammentaria, con molte omissioni, inversioni, sostituzioni di fonema, invenzione di parole, scarsa comprensione del significato delle singole parole e poi dell’intero testo scritto. Per le abilità di scrittura, i primi segnali sono dati da una scarsa autonomia nella trascrizione delle parole, con la presenza di molti errori di tipo fonologico, come ad esempio lo scambio di lettere, inversioni, omissioni e, in seguito, lo scarso controllo delle regole ortografiche, la separazione adeguata delle parole, l’uso dell’apostrofo, il controllo delle omofone non omografe, oppure delle regole fonetiche (errori nell’uso delle doppie o degli accenti). Per la grafia, invece, i segnali sono dati dalle gravi difficoltà nel passare dallo stampato maiuscolo al corsivo, dall’incapacità a restare nel rigo, dall’imprecisione del tratto, dalla postura scorretta, dall’affaticamento, dalla lentezza, dalla leggibilità o meno. Per le abilità aritmetiche alcuni segnali sono dati dalle difficoltà che si manifestano inizialmente nel conteggio da 1 a 20, seguite da quelle nel conteggio all’indietro, nell’apprendimento mnemonico delle tabelline, nel calcolo a mente entro la prima e la seconda decina, nella comprensione del valore posizionale delle cifre.

  1. Quando è possibile fare una diagnosi e perché è importante richiederla?

Effettuare una valutazione specialistica permette innanzitutto di capire se effettivamente si tratti di un Disturbo Specifico dell’Apprendimento o di verificare la presenza di eventuali rischi che permettano di sviluppare un DSA. La diagnosi può essere fatta solo alla fine della seconda elementare per la letto-scrittura e alla fine della terza elementare per le abilità aritmetiche. Tuttavia, se si hanno dei sospetti, non è da escludere la possibilità di effettuare una valutazione specialistica prima dei tempi indicati, perché la presenza di una condizione di rischio più o meno grave, soprattutto se vi è un pregresso ritardo/disturbo del linguaggio o se ci sono persone con DSA nel nucleo familiare, richiede un intervento di recupero quanto più precoce possibile, al fine di ridurre le difficoltà contingenti e diminuire la possibilità stessa di sviluppare un DSA.

  1. A chi bisogna rivolgersi per una diagnosi?

In presenza di segnali è consigliato consultare una struttura sanitaria specializzata nei disturbi del neuro-sviluppo e richiedere una valutazione specialistica che verrà fatta mediante specifici test. Ci si può rivolgere ai centri per l’età evolutiva dell’ASL o a centri privati accreditati dal Sistema Sanitario Nazionale per questo tipo di attività e abilitati alla diagnosi e alla sua eventuale certificazione.

  1. Quali interventi specialistici sono utili al trattamento dei DSA?

Dopo aver effettuato una valutazione specialistica ed aver validato la diagnosi di un DSA, sarà compito dello specialista individuare il trattamento più efficace per ogni paziente, che dovrà tenere conto di tutte le caratteristiche e manifestazioni del disturbo, oltre che dei punti di forza del bambino/ragazzo. Ogni trattamento dovrà essere personalizzato e dovrà trovare supporto corale nella scuola attraverso la predisposizione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP).

 7 – Qual è il ruolo della scuola in caso di diagnosi di un DSA?

Per garantire in ambito scolastico il diritto all’istruzione a tutti gli alunni con DSA, favorirne il successo scolastico anche attraverso misure didattiche di supporto e promuovere lo sviluppo delle loro potenzialità, il fenomeno è stato regolamentato dalla legge 170 del 2010[2] che prevede la predisposizione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP). Il PDP è un progetto educativo e didattico commisurato alle potenzialità dell’alunno, che ne deve rispettare i tempi di apprendimento e ne deve valutare i progressi rispetto alle abilità di partenza.

  1. Come si riconosce in un alunno un probabile Disturbo Specifico dell’Apprendimento?

Oltre alle già menzionate attenzioni da rivolgere alle abilità di lettura, di scrittura, di grafia e di calcolo è opportuno fare riferimento e considerare come ipotetici segnali di allarme anche una generale difficoltà nelle attività che richiedono l’uso di apprendimento mnemonico e problemi nell’imparare i rudimenti delle lingue straniere. Anche in questo caso, eventuali segnali difformi potrebbero essere oggetto da parte dei medici di un’accurata valutazione volta a chiarire se siano o meno elementi riconducibili ad un fenomeno di DSA.

  1. Quali sono le attività più funzionali per un alunno con diagnosi DSA?

Durante le lezioni è sempre opportuno avere degli accorgimenti idonei nei confronti degli alunni con DSA. Per esempio, nel caso di uno studente al quale è stato diagnosticato un disturbo della lettura, bisognerà farlo sempre sentire a proprio agio, evitando forzature nella lettura, specialmente ad alta voce davanti ai propri compagni. Per uno studente al quale è stato diagnosticato un disturbo di disortografia, una strategia da evitare è quella di fargli ricopiare in forma corretta ciò che ha sbagliato a scrivere. Una valida alternativa è l’utilizzo del PC che, grazie al correttore ortografico, rappresenta uno strumento efficace nella selezione delle singole parole. Se l’alunno dimostra difficoltà nella memorizzazione delle tabelline, delle regole o delle formule, sarà necessario dispensarlo dallo studio memonico e permettergli di utilizzare tabelle di regole, formulari e mappe concettuali. In presenza di DSA, sarà inoltre preferibile l’utilizzo del vocabolario informatico per la ricerca di termini durante lo svolgimento dei compiti, perché la fatica generata dall’orientarsi fra le pagine del vocabolario cartaceo lascerà più energia per la curiosità di conoscenza. Infine è raccomandato l’utilizzo degli strumenti compensativi funzionali come i sintetizzatori vocali e i creatori di mappe concettuali che vengono indicati dallo specialista.

  1. Come trattare l’argomento con i propri figli o alunni?

I bambini/ragazzi ai quali viene diagnosticato un DSA avranno bisogno di un aiuto in più per sviluppare un metodo di studio efficace e avranno quindi bisogno del supporto di uno specialista. Anche gli insegnanti dovranno adottare delle strategie appropriate e per fronteggiare tutte queste novità bisognerà spiegare con semplicità ai propri figli o studenti che le difficoltà riscontrate a scuola o nel fare i compiti riguardano solo alcuni ambiti specifici. Sarà quindi importante mettere in risalto che è comunque possibile trovare un modo alternativo di apprendimento, più adatto alle loro necessità. L’approccio migliore è quello di non allarmarli e spiegare loro che è molto importante conoscere se stessi per comprendere le principali difficoltà che riscontrano nello studio al fine di aiutarli a valorizzare ed esprimere al meglio il loro potenziale.

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Il Serafico, fondato nel 1871, è un modello di eccellenza italiana ed internazionale nella riabilitazione, nella ricerca e nell’innovazione medico scientifica per i ragazzi con disabilità plurime. Convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale per trattamenti riabilitativi residenziali, semiresidenziali ed ambulatoriali, il Serafico accoglie e cura ogni giorno 150 pazienti, provenienti da tutto il territorio nazionale, per un totale di 10.895 trattamenti riabilitativi e 12.322 trattamenti educativi-occupazionali all’anno (dati 2015). Le persone al servizio degli utenti sono 267: circa 170 tra collaboratori e dipendenti e un centinaio di volontari, che mettono in campo non solo capacità e competenze, ma anche un “capitale di umanità” in grado di entrare in sintonia con i pazienti. Per maggiori informazioni www.serafico.org

[1] MIUR, “Alunni con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) nell’a.s. 2016/2017”, curata dall’Ufficio Statistica e Studi

http://www.miur.gov.it/documents/20182/991467/FOCUS_Alunni+con+DSA_a.s.+2016_2017_def.pdf/9af5872b-4404-4d56-8ac1-8ffdbee61ef4?version=1.0

[2] http://www.istruzione.it/esame_di_stato/Primo_Ciclo/normativa/allegati/legge170_10.pdf

IL GREMBIULINO E’ SEMPRE DI MODA: “SIGGI HAPPYSCHOOL” DA OLTRE 50 ANNI VESTE GLI SCOLARI D’ITALIA


 

Siggi Happyschool veste da oltre 50 anni i bambini delle scuole dell’infanzia e primarie di tutta Italia con i suoi grembiulini. L’azienda – che ha sede nel Veneto, a S.Vito di Leguzzano, a pochi chilometri da Vicenza – ha sviluppato negli anni un know how che le permette di essere riconosciuta per l’alto livello di qualità e specializzazione. I suoi prodotti sono conformi alle normative per l’abbigliamento dei bambini e i materiali sono certificati per l’assenza di sostanze nocive, tanto da essere riconosciuto come Ecogrembiulino.

Siggi propone una vastissima scelta di prodotti, tanti colori e tanti ricami, ce n’è per tutti i gusti! Scegliere il grembiulino come abbigliamento scolastico è un valore per numerosi motivi: rappresenta l’abbigliamento idoneo agli ambienti scolastici, facile e pratico nella manutenzione per i genitori (una volta lavato e steso, non serve stirarlo) e comodo per i bimbi anche nei momenti di gioco e svago.

Il bambino, indossando il grembiulino, può identificare in modo chiaro il tempo e il luogo dedicati al suo impegno a scuola da tutto ciò che è esterno e distinto dall’ambiente scolastico. E ancora: il grembiulino protegge da inevitabili confronti sull’abbigliamento, motivo di disagio per i nostri piccoli che con il grembiulino sono liberi di esprimere ed essere loro stessi e non sono giudicati per l’abito che indossano; dà chiaramente un senso di ordine; protegge i vestiti da macchie, strappi o altri danni; sviluppa nei bimbi un senso di appartenenza come la maglia di una squadra.

Per tutto questo Siggi crede fermamente nell’utilizzo del grembiulino nelle scuole e crea con passione il miglior prodotto possibile per soddisfare le esigenze di docenti, genitori e soprattutto dei bambini! http://www.siggigroup.it

#siggihappyschool   #siggibacktoschool

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CI SCRIVE MARIELLA MAIORANO, LA MAESTRA DEL NUOVO DIRETTORE DI RAIUNO ANDREA FABIANO…


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Andrea Fabiano, da ieri nuovo Direttore di RaiUno, in una foto di classe al tempo della scuola elementare a Bari Palese. Nella foto, è  il quarto ragazzo da destra, nella fila centrale. Sua insegnante è stata Mariella Maiorano.  

Quando si dice…”Le cose della vita”! Mariella Maiorano, di Bari Palese, è una tre le docenti che, con le sue classi, partecipano attivamente alle attività promosse da Okay! Da ieri, può tranquillamente figurare nell’elenco delle “maestre più famose d’Italia”, perchè un suo alunno, Andrea Fabiano, è stato nominato direttore di RaiUno, la rete tv più seguita e più importante della televisione italiana. Mariella ci ha inviato una foto degli anni in cui  Andrea era suo alunno a Bari e ci ha scritto questo bel ricordo, che pubblichiamo con molto piacere, perchè è il segno di una scuola italiana viva e vivace, che grazie alle sue maestre, prepara il futuro di tanti giovanissimi cittadini. Dunque, complimenti a Mariella e felicitazioni al dottor Andrea Fabiano.

 

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Buongiorno Roberto.Le chiedo, se possibile, di affidare alla
voce di OKAY! le mie congratulazioni per il nuovo Direttore di RaiUno. Ebbene sì, perché io sono stata la maestra della scuola elementare (30 anni fa si chiamava così) del dott. ANDREA FABIANO, ieri nominato DIRETTORE di RaiUno e questa notizia mi riempie di orgoglio.

Andrea ha solo 5 anni quando inizia a frequentare la classe prima; sì, era anticipatario, ma prontissimo per il percorso di apprendimento che lo aspettava. Nella piccola scuola parrocchiale di Bari-Palese, la scuola “Mons. Sanna”, io avevo solo 18 anni e Andrea è stato uno dei miei primissimi alunni in assoluto.

Andrea, da subito, mostra una spiccata predisposizione per la matematica, ma è bravissimo in tutto. È un bambino educato, studioso e corretto. Insomma, l’alunno ideale che ogni insegnante desidera avere.

Il suo corso di studi è stato brillante anche nei successivi gradi di scuola e ora che Andrea è a dirigere una grande azienda come la Rai, mi piace pensare di aver segnato in piccolissima
parte la sua vita. Il giovanissimo dott. Andrea Fabiano dimostra,
con la sua nomina, come sia possibile rimanere nel nostro Paese e raggiungere
con talento, competenza, tenacia, professionalità e soprattutto passione,
prestigiosi traguardi.

Andrea Fabiano non è soltanto il nuovo Direttore di RaiUno, è una persona cordiale, corretta, seria e gentile in un mondo in cui queste qualità sembrano poco importanti.E’ una punta di eccellenza del nostro Sud. E allora da Bari e dal sole della
Puglia dove Andrea torna spesso, giungano al Direttore di RaiUno le
congratulazioni vivissime della sua maestra. A me si uniscono tutti i compagni e le compagne della mitica classe della scuola Mons. Sanna.

Mariella Maiorano

La maestra del nuovo Direttore di Rai Uno

NOVITA’ EDITORIALE / MISSIONE GENITORI: I 40 ANNI DELL’AGeSC RACCONTATI DALLA VOCE DEI SUOI PROTAGONISTI. UN STORIA CHE SORPRENDERA’…


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Un libro-testimonianza per raccontare e rivivere i momenti principali della storia quarantennale dell’AGeSC, l’associazione che riunisce i genitori della scuola cattolica. Questo il senso di “Missione Genitori”, libro scritto da Roberto Alborghetti, edito dalla stessa AGeSC, e consegnato in anteprima lo scorso 5 dicembre a Papa Francesco, nella circostanza dell’udienza che il Santo Padre ha avuto con i responsabili e i “quadri” provinciali. Evitando i toni celebrativi, l’autore ha ricostruito il percorso di una tra le più originali realtà associative italiane, affidandosi alla viva voce dei suoi protagonisti, ossia i presidenti nazionali che hanno guidato l’AGeSC.

Nell’arco di quarant’anni, l’Associazione si è affermata come realtà nazionale. È una dimensione che dà peso, forza e consapevolezza d’agire nell’affrontare i nodi e le sfide immediate e future. Sfide che chiamano ad attuare e sviluppare la qualità educativa della presenza dei genitori all’interno delle scuole cattoliche. Sfide che interpellano ad aiutare la scuola cattolica nella propria azione educativa, a riqualificarla sul piano del servizio e dell’offerta formativa, a dare risposte a chi le chiede di essere espressione dei valori supremi del cristianesimo. Sfide che invitano gli stessi genitori a prendere coscienza che la scelta della scuola cattolica non è per coprire un vuoto, ma è un atto di consapevolezza, di fiducia e di speranza. Su di sè, sulla propria famiglia. Sullo stesso Paese.

Come scrive Roberto Gontero, presidente nazionale dell’Associazione, nelle pagine di apertura del libro, l’AGeSC “è una presenza testimoniante di donne e uomini che hanno deciso di prendere l’iniziativa, coinvolgersi, accompagnare, fruttificare e festeggiare (par. 24, “Evangelii Gaudium”) attraverso la nostra Associazione. Il tratto missionario dell’AGeSC è quello che più ha attratto migliaia di genitori e li ha fatti ‘operai nella vigna del Signore'”. “Quanti sono questi operai e chi sono? – continua Gontero – . Uomini e donne che hanno deciso di vivere una vita che non delude. Una vita fatta di donazione, di comunione con gli altri genitori, con Suore, Preti, Insegnanti, la Comunità educante e la Chiesa. Hanno deciso insieme al proprio coniuge di costruire percorsi piuttosto che accontentarsi del mordi e fuggi quotidiano. Sono andati controcorrente con il coraggio e l’audacia di provare cammini diversi tra gioie e amarezze, vittorie e sconfitte, gratificazioni e delusioni cocenti”.

Come detto, più che ripercorrere tappe e momenti in modo cronologico ed asettico, l’autore ha dato voce e spazio a coloro che hanno guidato l’AGeSC in qualità di presidenti. E stata così risalita la linea del tempo e come in un viaggio sono stati incontrati Roberto Gontero (presidente in carica dal 2012), Maria Grazia Colombo (2006-2012), Enzo Meloni (20002006), Stefano Versari (1997-2000) e Roberto Lombardi (1990-1996), successori di altre singolari personalità che – ora non più tra noi – rispondevano ai nomi di Lorenzo Cattaneo (1984-1990), Giulio Galli (1981-1984) e Giuseppe Marzetta (1977-1981). Ne è uscita la storia di persone che rappresentano altre centinaia di migliaia di persone che, con grande passione ed impegno civico, si sono messe insieme ed in gioco, con la finalità di coinvolgere i genitori nella propria vocazione educativa. E’ un documento sull’Italia che crede e spera in un Paese e in un mondo migliori. Ed è un racconto fatto di ricordi, episodi e aneddoti che, forse, non mancheranno di sorprendere.

 

MISSIONE GENITORI, I quarant’anni dell’AGeSC, una grande Associazione di mamme e papà, di Roberto Alborghetti, Presentazione di Roberto Gontero, Edizioni AGeSC, Realizzazione e stampa di Ikonos, 2015, Pagine 76, Prezzo copertina: Euro 12. ISBN: 88-96006-25-2. Disponibile in versione cartacea nei principali bookstores online 

 

BELLISSIME BORRACCE PER LE PRIME 5 CLASSI CHE INVIANO LE “CARTOLINE SULLA SVIZZERA ITALIANA”. E’ MOLTO SEMPLICE: ECCO COME FARE…


  La giovane esploratrice

Una grande iniziativa per le Scuole infanzia, primarie e secondarie di 1°promossa dall’Ente Turistico del Mendrisiotto e Basso Ceresio in collaborazione con Okay!

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GRAN PREMIO DI DISEGNO

CARTOLINE SULLA SVIZZERA ITALIANA

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A GRANDE RICHIESTA, L’ APPASSIONANTE INIZIATIVA VIENE RILANCIATA ALLE SCUOLE DI TUTTA ITALIA

Conoscete la Regione svizzera del Mendrisiotto e Basso Ceresio? E’ una bellissima Regione confinante con l’Italia, scopritela attraverso le immagini di sette luoghi affascinati: osservateli, sceglietene uno fra questi e riproducetelo con la tecnica che preferite! …. e per saperne di più scaricate gratis l’opuscolo in chiusura di questo articolo. Ecco dunque le sette immagini: osserva e riproduci sulla “cartolina” (spazio sottostante) quella che ti piace di più.

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TROVATE FOTO E DESCRIZIONE DETTAGLIATA DELLE LOCALITA’ NELL’OPUSCOLO CHE POTETE SCARICARE GRATUITAMENTE IN CHIUSURA DI QUESTO ARTICOLO.

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In questo spazio, qui sotto, disegnate uno dei sette luoghi che più vi piace… Stampate questa pagina, disegnate, compilate con i dati della scuola e…il gioco è fatto!!!

Spedite il tutto entro il 30 novembre 2014 a: OKAY! presso Casa M.E.Mazza, via Nullo 48, 24128 Bergamo  

Cartolina Svizzera Italiana modello

Attenzione!!!

Le prime 5 scuole che invieranno i propri disegni riceveranno IN OMAGGIO la speciale borraccia, “Swiss Made”, creata appositamente dalla piccola esploratrice che vi accompagna alla scoperta dei sette luoghi!

Borracce per Cartoline sulla Svizzera Italiana

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CARTOLINE SULLA SVIZZERA ITALIANA

Ecco come partecipare

Il progetto è indirizzato alle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado di tutta Italia

Periodo: fino al 30 novembre 2014

Modalità: per partecipare, la classe dovrà inviare il disegno (matite colorate, tempera, pennarello, acquerello, collage ecc. ) di una delle sette località proposte.

 Gli elaborati: dovranno pervenire in busta chiusa, accompagnati da una scheda in cui siano indicati chiaramente il nome della scuola partecipante (indirizzo, telefono, e-mail), la sezione della classe ed il nome dell’insegnante entro il 30 novembre 2014 a: Okay! c/o Casa M.E. Mazza, via Nullo 48 – 24128 Bergamo

 La Giuria: sarà composta da un referente dell’Ente Turistico del Mendrisiotto e Basso Ceresio, il direttore di Okay!, un insegnante e un rappresentante di esprithb, lo studio che ha curato il concept del progetto.

La premiazione:avverrà entro il mese di gennaio 2015

Il Premio: le tre classi più meritevoli vinceranno una visita al luogo riprodotto nel proprio disegno.

Non è incluso il trasferimento fino a Mendrisio.

Inoltre, alcuni fra i disegni selezionati diventeranno vere e proprie cartoline, che l’Ente Turistico del Mendrisiotto e Basso Ceresio potrà pubblicare a seguito dell’iniziativa.

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SCARICA IL POSTER:

CARTOLINE DALLA SVIZZERA ITALIANA Scarica il POSTER!

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SCARICA L’OPUSCOLO DI 8 PAGINE:

CARTOLINE DALLA SVIZZERA ITALIANA Scarica l’OPUSCOLO !

ARRIVA LA “BUONA SCUOLA”… MA OKAY! LA SOSTIENE GIA’ DA 15 ANNI (E SENZA 1 EURO DI AIUTO DALLO STATO…)


Certo, è finalmente un segno positivo che un governo si interessi della scuola. E non possiamo non accogliere con speranza i 12 punti della “buona scuola” del governo di Matteo Renzi. Sono indubbiamente una piattaforma per costruire e progettare, anche se lacunosi in alcuni punti; ad esempio, c’è una legge di riforma, quella di Luigi Berlinguer, che nel 2000 fissava il concetto di scuola pubblica, mettendoci al passo con il resto dell’Europa: quel testo è ancora per gran parte disatteso… Ogni cittadino dovrebbe interessarsi della “buona scuola”. Per noi di Okay! non è una scoperta. Pensiamo di partecipare, alla costruzione della “buona scuola”, già da 15 anni e senza 1 euro 1 di aiuto da parte dello Stato… E la “buona scuola” c’è già: quella sostenuta da tanti insegnanti che – lo dimostrano le iniziative di Okay! – con passione ed entusiasmo si dedicano alla crescita dei cittadini di oggi e di domani. Comunque, ecco i 12 punti della “buona scuola”.

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SCUOLE DA TUTTA LA LOMBARDIA PER “AMICA ACQUA 2013”: DOMANI LA PREMIAZIONE CON IL “TUTTO ESAURITO” / E NEL FINE SETTIMANA MOSTRA SUL SENTIERONE DI BERGAMO


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Tutto pronto per la grande manifestazione di domani, 16 maggio, per la premiazione delle scuole risultate meritevoli dei premi previsti da Amica Acqua 2012/13, promossa dal Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca in collaborazione con Okay!

L’evento si terra’ presso l’Auditorium della “Casa del Giovane”, in via Gavazzeni, Bergamo, dalle ore 10,30. La mostra dei lavori pervenuti dalle scuole avra’ luogo il 18-19 maggio presso il Quadriportico del Sentierone, nel centro di Bergamo, nell’ambito della Settimana del Consorzio di Bonifica.

Alla premiazione di domani ci sarà il “tutto esaurito”, con la presenza di delegazioni e rappresentanze di tutte le venti scuole premiate, provenienti da Bergamo e dalla Lombardia.

Nella foto: un momento delle premiazioni delle scorse edizioni.

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LE SCUOLE PREMIATE

SCUOLA PRIMARIA “CITTADINI”, PONTE S. PIETRO (BG)

SCUOLA DELL’INFANZIA “SAN GALLO”, SAN GIOVANNI BIANCO (BG)

SCUOLA DELL’INFANZIA “TERESA PESENTI”, VILLA D’OGNA (BG)

CLASSI 4E, SCUOLA PRIMARIA, CAPRINO BERGAMASCO (BG)

SCUOLA MATERNA “PAPA GIOVANNI XXIII”, AZZANO SAN PAOLO (BG)

SCUOLA DELL’INFANZIA PARITARIA “CAVAGNIS”, ZOGNO (BG)

SCUOLA DELL’INFANZIA STATALE “SAN CARLO”, SPINONE AL LAGO (BG)

CLASSE 2A-2B, SCUOLA PRIMARIA, VILLA DI SERIO (BG)

SCUOLA MEDIA “LUINI-FALCONE”, ROZZANO (MI)

SCUOLA PRIMARIA “RODARI”, SERIATE (BG)

CLASSE 3° E 5°, SCUOLA PRIMARIA, PEZZAZE (BS)

CLASSE 4°, SCUOLA PRIMARIA “MAGREGLIO”, MILANO

CLASSE 4F-3C, SCUOLA PRIMARIA “PIACENTINI”, AZZANO SAN PAOLO (BG)

SCUOLA DELL’INFANZIA STATALE, ZOGNO (BG)

CLASSE 1B, I. C. SCUOLA SUPERIORE “DANTE ALIGHIERI”, LEGNANO (MI)

CLASSE 4°, ISTITUTO COMPRENSIVO “A. MANZONI”, DERVIO (LC)

ASILO INFANTILE “A. FACCARONI”, SARNICO (BG)

CLASSE 3A, I.C. MONS. PIROVANO, SCUOLA SECONDARIA “ALDO MORO”, MERONE (CO)

CLASSI 3A-3B, ISTITUTO “FIGLIE DEL SACRO CUORE DI GESÙ”, BERGAMO (BG)

CLASSI 3A-3B, SCUOLA PRIMARIA PARITARIA “ANCELLE DELLA CARITÀ”, PALAZZOLO SULL’OGLIO (BS)

“E’ UMILE, SEMPLICE, FANTASTICO E RIVOLUZIONARIO!”: PENSIERI IN LIBERTA’ DEI RAGAZZI SU PAPA FRANCESCO


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E’ “Un Papa speciale”, “aperto a tutti”, “generoso e socievole”, “una persona molto umile”, “un Papa rivoluzionario” ed “un Papa fantastico”. Sono, queste, alcune delle numerose espressioni spontanee che – a due mesi dalla sua elezione – sono state raccolte su Papa Francesco tra gli studenti delle classi delle sezioni C della Scuola Media “Maria Regina” di via Broseta a Bergamo. Papa Bergoglio in questi pochi mesi ha già ampiamente dimostrato di saper conquistare il cuore della gente, dei fedeli ed anche dei non credenti.  Le risposte degli studenti sono state tutte molto dirette ed immediate, raccolte su fogli di protocollo passati di banco in banco. Sentiamo cosa dicono gli studenti.

Papa Francesco

Papa Francesco (Photo credit: daviderudy93)

FEDERICO: “Sembra simpatico e sta davvero dando l’esempio di essere generoso”.

GIULIA: “E’ molto simpatico, dolce e generoso, ma la cosa che mi piace di più è l’umiltà”.

LORENZO : “E’ un Papa buono, dolce e simpatico che aiuta i poveri e dà l’esempio a tutti”.

CRISTINA: “E’ aperto a tutti, generoso e socievole che non ha paura di dimostrare la sua solidarietà”.

CHIARA : “E’ semplice e spontaneo verso tutti. È un grande esempio perchè si basa sulla povertà”.

EDOARDO : “E’ un Papa rivoluzionario che ci fa capire come deve essere la chiesa, umile e povera”.

OMAR: “E’ semplice, generoso, umile ed un esempio da seguire”.

CARLOTTA: “E’ molto dolce ed è soprattutto umile”.

PAOLO : “Mi ha colpito quando ha chiesto a tutti i fedeli di pregare per lui”.

GIORGIA: “Francesco è un Papa particolarmente speciale. Non è come gli altri: si accontenta di poco, è umile, generoso e considera tutti: grandi, piccoli, ricchi e poveri”.

 NADIA : “Questo Papa ha dimostrato di essere un Papa caritatevole e sempre pronto ad aiutare gli altri”.

PAOLO : “Papa Francesco è, e spero sarà, un grande Papa: umile, caritatevole, buono e molto vicino ai cristiani”.

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GIORGIA : “E’ un Papa veramente buono e affettuoso”.

MARGHERITA : “E’ umile come il Santo da cui si è ispirato”.

FEDERICA : “E’ molto umile e buono con tutte le persone”.

CHIARA: “Ha dimostrato la sua umiltà e la sua saggezza”.

FRANCESCA: “Papa Francesco si è dimostrato sin dal primo momento una persona molto rispettosa e gentile”.

ALESSIA: “Sin dall’inizio Papa Francesco mi è sembrato una persona umile e determinata”.

ELENA: “Credo che Papa Francesco possa cambiare in meglio la Chiesa”.

STEFANO: “Penso che in questa epoca di importanti cambiamenti siano necessari per il mondo cristiano, una guida e un esempio concreto di vita cristiana. Dall’inizio del suo mandato Papa Francesco ha sempre richiesto una grande preghiera per il cristianesimo. Si vuole fare testimone del cambiamento della chiesa, al ritorno ad un modo di vivere umile e semplice”.

FEDERICA: “Penso che porterà nuovo vigore alla Chiesa”. SARA: “Penso che Papa Francesco sia in grado di rappresentare al meglio la Chiesa”.

ALBERTO: “Credo che possa portare la chiesa a un livello superiore e che convertira molti religiosamente incerti”.  DAVIDE: “Papa Francesco sarà in grado di rivoluzionare la chiesa che negli ultimi decenni si è allontanata dal modo di vivere annunciato nel Vangelo”.

ILARIA: “Papa Francesco è diverso da tutti gli altri, vuole portare cambiamento e rinnovare la chiesa dando per primo l’esempio, rifiutando il superfluo. È una persona concreta, che guarda in faccia alla realtà, non prova a nasconderla ma la affronta. Ama stare a contatto con i fedeli.”

ALESSANDRA: “Al Papa piace stare vicino alla gente”.  ANNA: “Papa Francesco ama stare con il popolo ed ama trasmettere la sua fede a noi”.

MARTA : “Sicuramente lo preferisco al Papa precedente! Papa Francesco è sicuro di sé, ma allo stesso tempo molto comprensivo”.

STEFANO: “Papa Francesco è il Papa migliore che abbia mai conosciuto”.

FRANCESCO : “Papa Francesco ci aiuterà ad uscire dalla crisi attraverso la preghiera e la fede in Dio”.

MATTEO: “Papa Francesco non pensa ai beni materiali ma alla fede in Dio e alla preghiera”.

GABRIELE : “Riuscirà a fare della chiesa non un centro di ricchezze ma un centro di fede.

ALBERTO : “Papa Francesco sta a contatto con la gente, è un Papa del popolo. Inoltre venendo dall’ Argentina è molto legato alla povertà”.

LORENZO: “Credo e spero che il nuovo Papa rischiari con la luce divina di Dio l’oscurità provocata dalla corruzione…”

DAVIDE: “Grazie a lui la Chiesa si rinnoverà con il suo esempio, diventando più semplice e fedele al Vangelo”.

ANDREACHIARA: “E’ un Papa fantastico, sicuro dei suoi ideali e pronto a superare ogni ostacolo che gli si presenterà davanti”.

ILENIA : “Papa Francesco è umile e buono, l’unica cosa che mi dispiace è che non sia stato eletto prima”.

 

DALLA SCUOLA DI VALLELATA (LT) IN VISITA ALLA MOSTRA DI “PRIMI IN SICUREZZA”…ED IL 30 MARZO SCADE IL TERMINE PER I LAVORI DELLA XI EDIZIONE


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NELLA FOTO: LA DOCENTE DEBORA SPAGNUOLO, DELLA SCUOLA PRIMARIA DI VALLELATA, ICS DI APRILIA (LT) HA FATTO VISITA INSIEME ALLA MAMMA ALLA MOSTRA DI “PRIMI IN SICUREZZA” PRESSO LA SEDE DI ROSSINI TRADINGS SPA (SERIATE, BG). LA MOSTRA SARA’ APERTA FINO A MAGGIO 2013.

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PRIMI IN SICUREZZA

PREMIO EMILIO ROSSINI

XI EDIZIONE

Promosso da

ROSSINI TRADING Spa

ANMIL, OKAY!

L’ITALIA E’ UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA

FONDATA SUL LAVORO (SICURO)”

La prevenzione si impara a scuola

sulla base di una sana e robusta Costituzione

Portare gli studenti italiani ad essere “Primi in Sicurezza”, avvicinandoli – con la collaborazione dei docenti e dei genitori – alla realtà della prevenzione come strumento per risolvere il fenomeno degli incidenti e degli infortuni. E’ questa la finalità di “PRIMI IN SICUREZZA / PREMIO EMILIO ROSSINI”, XI edizione, gara-ricerca che si rivolge alle scuole materne, elementari e medie inferiori e superiori italiane. Classi scolastiche e singoli ragazzi, vi potranno prendere parte producendo e realizzando, entro la data del 20 marzo 2013, lavori, ricerche ed  elaborati sul tema della sicurezza e della prevenzione degli incidenti e degli infortuni sul lavoro.  Nelle pagine successive: regolamento, piste didattiche, premi.

UN LAVORO SICURO: ECCO LE PISTE DI RICERCA

Il primo articolo della Costituzione Italiana dice che l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. Noi pensiamo che oggi sia necessario aggiungere, a tale dichiarazione, un aggettivo importante: “sicuro”. Sulla base di questa considerazione – semplice, ma di assoluta importanza – ruota la XI edizione di PRIMI IN SICUREZZA, che stimola le scuole a vivere, osservare, leggere, interpretare, esprimere le condizioni di sicurezza attraverso lo straordinario mondo della creatività. Dunque, negli elaborati, dovrà essere dato ampio risalto a tutto ciò che parla di prevenzione negli ambienti di lavoro. Il tema potrà  essere svolto e rivissuto attraverso modalità e “piste di ricerca” che qui si indicano in modo sintetico, suddivise per i vari ordini scolastici.

SCUOLE DELL’INFANZIA

Tracce e spunti: il lavoro di mamma e papà; storie e racconti su come mamma e papà vivono la sicurezza quando essi lavorano; la segnaletica che tutela la sicurezza e la salute negli ambienti di lavoro; messaggi inviati a mamma e papà affinchè lavorino con le protezioni adeguate…

Modalità creativa:  potranno essere realizzati: disegni, posters, album fotografici, cartoline, giochi di società, cartelloni, video, plastici, composizioni e tutto quanto la fantasia può suggerire.

SCUOLE PRIMARIE

Tracce e spunti: che cosa vuol dire “lavoro sicuro”? Interviste a mamme, papà, parenti e conoscenti che hanno vissuto l’esperienza di un incidente sul lavoro; che cosa accade durante un incidente;  che tipo di conseguenze può comportare sul fisico e nella vita quotidiana; la segnaletica che tutela la sicurezza e la salute negli ambienti di lavoro; lettere a mamma, papà, amici, imprenditori ed autorità per esortarli alla prevenzione sui luoghi di lavoro; visita guidata ad un cantiere o ad un ambiente di lavoro per capire e conoscere strumenti e modalità di protezioni adeguate…

Modalità creativa:  potranno essere realizzati: disegni, posters, album fotografici, cartoline, giochi di società, cartelloni, videoclip, plastici, spot promozionali da pubblicità-progresso, cd, composizioni e tutto quanto la fantasia può suggerire. Potranno essere presentati articoli pubblicati sui propri giornalini scolastici.

SCUOLE SECONDARIE

DI PRIMO GRADO (MEDIE)

Tracce e spunti: riflettere sulla definizione di “lavoro sicuro”? Perché succedono gli incidenti sul lavoro? Quali sono le cause? Quali sono i settori più colpiti? Che cosa dicono le statistiche? Si parla in famiglia dei rischi negli ambienti di lavoro? I genitori confidano ai propri figli di lavorare in condizioni di disagio e di pericolo? Qualche genitore o qualche parente o amico è stato vittima di incidenti sul lavoro?

Sapete che c’è anche un segnaletica di sicurezza per i luoghi di lavoro? Avete notato che tipo di segnaletica c’è in un centro commerciale, in un cantiere edile, in un luogo pubblico? Sapete riconoscere la segnaletica che tutela la sicurezza e la salute negli ambienti di lavoro?

Sondaggi ed interviste a mamme, papà, parenti e conoscenti sul tema della prevenzione, ossia se rispettano le norme di sicurezza e di protezione e sui rischi del proprio luogo di lavoro; un incidente sul lavoro: che tipo di conseguenze può comportare sul fisico e nella vita quotidiana; la segnaletica che tutela la sicurezza e la salute negli ambienti di lavoro; lettere ad imprenditori, autorità ed istituzioni per esortarli alla prevenzione sui luoghi di lavoro; visita guidata ad un cantiere o ad un ambiente di lavoro per capire e conoscere strumenti e modalità di protezioni adeguate; ricerca e verifica di articoli sui giornali relativi agli incidenti accaduti in un preciso periodo (un mese, un anno, una settimana…)

Modalità creativa:  potranno essere realizzati: disegni, posters, album fotografici, cartoline, giochi di società, cartelloni, videoclip, plastici, spot promozionali da pubblicità-progresso, cd, composizioni e tutto quanto la fantasia può suggerire. Potranno essere presentati articoli pubblicati sui propri giornalini scolastici e link relativi a siti o pagine Internet realizzate sull’argomento.

SCUOLE SECONDARIE

DI SECONDO GRADO (MEDIE SUPERIORI)

Tracce e spunti: potrebbe essere un’idea suggerire alle Istituzioni di inserire, almeno tra parentesi, l’aggettivo “sicuro” vicino al termine “lavoro” come scritto nel primo articolo della Costituzione Italiana? Perché succedono gli incidenti sul lavoro? Quali sono le cause? Quali sono i settori più colpiti? Che cosa dicono le statistiche? Come scuotere e sensibilizzare l’opinione pubblica sul drammatico fenomeno degli incidenti sul lavoro? Come richiamare l’attenzione sulla necessità di creare migliori condizioni di sicurezza sul lavoro?

Che cosa prevedono, in materia di sicurezza, le Leggi nazionali ed europee? Perché le normative sono importanti per le aziende e per i lavoratori? Che cosa comportano, le principali normative, per il datore di lavoro e per il lavoratore ? Visita guidata ad un cantiere o ad un ambiente di lavoro per capire e conoscere strumenti e modalità di protezioni adeguate; ricerca e verifica di articoli sui giornali relativi agli incidenti sul lavoro.

Modalità creativa:  potranno essere realizzati: disegni, posters, album fotografici, cartoline, giochi di società, cartelloni, videoclip, plastici, spot promozionali da pubblicità-progresso, cd, composizioni e tutto quanto la fantasia può suggerire. Potranno essere presentati articoli pubblicati sui propri giornalini scolastici e link relativi a siti o pagine Internet realizzate sull’argomento. Potranno essere realizzati test e sondaggi (ad esempio: chiedere ad un campione di cittadini se sono soddisfatti del livello di sicurezza del proprio ambiente di lavoro).

PRIMI IN SICUREZZA

LA SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

Rossini Trading Spa, Anmil, Okay!

Per facilitare la partecipazione delle scuole, ecco la scheda di partecipazione da allegare ai lavori di PRIMI IN SICUREZZA. Invitiamo a fotocopiarla e a compilarla in modo corretto, soprattutto i numeri telefonici e le e-mail.  

SCHEDA DI PARTECIPAZIONE

  1. DENOMINAZIONE COMPLETA DELLA SCUOLA………………………………………………………

  2. TIPOLOGIA DELLA SCUOLA (BARRARE):  INFANZIA   PRIMARIA        SECONDARIA DI I° SECONDARIA DI II°

  3. CLASSE E SEZIONE……………………………………………………………………………………………….

  4. INDIRIZZO COMPLETO DELLA SCUOLA (VIA, N.CIVICO, EV. LOCALITÀ)……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………….

  5. CAP…………………………………………………………………………..

  6. COMUNE………………………………………………………………….

  7. PROVINCIA………………………………………………………………

  8. TELEFONO DELLA SCUOLA……………………………………..

  9. FAX DELLA SCUOLA…………………………………………………

  10. MAIL DELLA SCUOLA……………………………………………….

  11. NOMINATIVO DEL DOCENTE CHE HA COORDINATO I LAVORI………………………………………………………………………………………………………………….

  12. CELLULARE DEL DOCENTE…………………………………………………………………………………..

  13. MAIL DEL DOCENTE……………………………………………………………………………………………..

  14. TITOLO DELL’ELABORATO……………………………………………………………………………………

SE LA PARTECIPAZIONE AVVIENE VIA INTERNET, INDICARE QUI SOTTO IL SITO SUL QUALE

VERRANNO “CARICATI” L’ELABORATO O GLI ELABORATI

INDIRIZZO PRECISO DEL SITO:…………………………………………………………………………………………

Il dirigente scolastico …………………….………………..

Data………………………………………………………………………

Informazioni e consenso relativi alla privacy e liberatoria per l’uso delle immagini e degli  elaborati – I dati richiesti ai partecipanti sono finalizzati esclusivamente alla gestione dell’iniziativa e per ricevere informazioni e dagli enti organizzatori. I dati relativi agli elaborati selezionati saranno oggetto di trattamento in forma elettronica e cartacea nel rispetto della normativa vigente in materia di riservatezza; verranno conservati presso Rossini Trading Spa e saranno utilizzati esclusivamente per le attività previste dall’iniziativa e per attività di comunicazione istituzionale.

Eventuali fotografie e filmati, anche riguardanti la premiazione,  potranno essere utilizzati per pubblicazioni,   in occasione di seminari e convegni, per pubblicizzare o documentare l’attività di Rossini Trading Spa. Titolare del trattamento è Rossini Trading Spa. In ogni momento sarà possibile esercitare i diritti di cui all’articolo 7 e seguenti del D.Lgs. 196/2003. Il sottoscritto dichiara di aver ricevuto l’informativa di cui all’articolo 13 del D.Lgs. 196/2003 e in qualità di Dirigente scolastico

consente non consente

l’utilizzo dei dati, eventuali fotografie o filmati della classe premiata, nel rispetto delle norme vigenti e per gli scopi sopra descritti.

Il dirigente scolastico …………………….…………….

***

PER CONTATTI ED INFORMAZIONI

Per informazioni sull’iniziativa, è possibile consultare i siti Internet:

www.priminsicurezza.it

www.rossinitrading.it

www.anmil.it

www.okayscuola.wordpress.com/

  • Redazione OKAY! tel. 035/314720

        1. UN MONTEPREMI DAVVERO DA RECORD!

        2. Una commissione valuterà i lavori pervenuti ed assegnerà premi e riconoscimenti suddivisi per i seguenti ordini scolastici: Scuole dell’infanzia (materne); Scuole Primarie; Scuole secondarie di 1°; Scuole secondarie di 2°.  

Per ogni sezione scolastica è prevista l’assegnazione dei seguenti premi :

1° Premio – Videocamera

2° Premio – Lettore DVD/BlueRay

3° Premio – Impianto Hi-Fi

4° Premio – Macchina fotografica

5° Premio – Stampante

  1. E’ prevista l’assegnazione di “Premi Speciali” messi a disposizione da istituzioni ed enti che collaborano nell’iniziativa.

  2. Un premio speciale sarà assegnato alla scuola che avrà realizzato il migliore lavoro sul tema della “Sicurezza a Scuola”.  

  3. Le scelte della commissione giudicatrice sono insindacabili. I lavori non si restituiscono; si invitano le classi a conservarne una copia (o fotocopia).

OCCHIO ALLE SCADENZE! 

I lavori di PRIMI IN SICUREZZA potranno essere eseguiti in piena libertà espressiva e creatività. Accanto alle piste suggerite, potranno esserne sviluppate altre, secondo gli interessi e le attenzioni di ogni singola classe i temi. Piena libertà anche per le modalità di esecuzione e realizzazione del lavoro didattico.

Tutti i lavori di “PRIMI IN SICUREZZA” dovranno pervenire entro il 30 MARZO 2013 alla redazione di OKAY! al seguente indirizzo: OKAY!, presso Casa M.E.Mazza, Via Nullo 48, 24128 Bergamo. I lavori vanno accompagnati da informazioni – denominazione classe e scuola, indirizzo completo, numero di telefono, e-mail, nominativo docente referente del progetto – come specificato nella scheda di partecipazione che si suggerisce di compilare. La cerimonia di premiazione si svolgerà a Bergamo entro la fine del mese di maggio 2013.