CHE MERAVIGLIA! IL DUOMO DI SIENA “RISCOPRE” IL PAVIMENTO DI MARMO (DAL 18 AGOSTO)


COME IN CIELO COSÌ IN TERRA
Dalla PORTA alla CITTÀ DEL CIELO al PAVIMENTO
Scopertura del Pavimento del Duomo di Siena
18 agosto – 27 ottobre 2019

Dal 18 agosto al 27 ottobre, la Cattedrale di Siena scopre il suo magnifico pavimento a commesso marmoreo, frutto di cinquecento anni di espressione artistica, un viaggio simbolico alla ricerca dei più alti valori dello spirito umano. come in cielo, così in terra. Dalla porta alla città del cielo al pavimento. Un percorso dalla sommità della Cattedrale e dal Facciatone del Duomo Nuovo fino alle tarsie marmoree. Dal Museo dell’Opera, con la salita alla città del cielo, dall’alto muro sarà possibile non solo leggere i monumenti senesi più significativi, ma anche “vedere un nuovo cielo e una nuova terra” (Apocalisse 21,1).

Attraverso l’ascesa alla porta del cielo i visitatori sembrano muoversi lungo la scala apparsa in sogno a Giacobbe, la cui cima raggiungeva il cielo e gli angeli di Dio salivano e scendevano (Genesi 28,10-22). Nel sogno Dio promette a Giacobbe la terra sulla quale egli stava dormendo e un’immensa discendenza. Al suo risveglio Giacobbe esclama «Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo», verso utilizzato dalla liturgia nella messa della dedicazione delle cattedrali. Ma ‘porta del cielo’, secondo le litanie lauretane, è anche la Vergine, definizione che meglio esprime la potenza e la bontà di Maria, la quale come Madre di Cristo e dell’umanità, concorre alla nostra salvezza eterna in Cielo ove lei è ‘Regina assunta’.

Il percorso “dall’alto” permette infatti di comprendere meglio la dedicazione del Duomo di Siena all’Assunzione della Madonna e il forte legame che i cittadini senesi hanno da secoli con la loro ‘patrona’: Sena vetus civitas Virginis. La Madonna si definisce anche come Sedes Sapientiae, sede di Sapienza e invita i cittadini a “visitare castamente il suo castissimo tempio”, come si legge nell’iscrizione d’ingresso al Pavimento. “Nella solarità abbagliante dei suoi marmi e cotti” (Mario Luzi), Porta e Città del Cielo si riflettono nel Pavimento del Duomo di Siena per saldarsi in unico sguardo.

Info: +39 0577 286300 – operasiena@operlaboratori.com
operaduomo.siena.it

SORPRESE NELLA CATTEDRALE DI SIENA: E L’ANTICO AFFRESCO RIVIDE LA LUCE


Affresco

Gli interventi di regolare controllo e di pronto intervento sulle strutture e sugli antichi manufatti artistici ripagano sempre, perché consentono di prevenire catastrofi, permettono di attuare restauri migliorativi e persino di fare nuove scoperte di particolare rilievo per la storia del duomo.

Ciò è accaduto anche in questi giorni nel lavoro quotidiano, silenzioso e competente delle maestranze chiamate in causa, per montare un ponteggio con professionale celerità, che ha permesso di smontare da due altari marmorei della navata destra le importanti pale d’altare con l’Estasi di San Francesco di Sales, dipinta dal senese Raffaello Vanni (Siena, 1595-1673), e con lo Sposalizio mistico di Santa Caterina da Siena, dovuta al fiorentino Pietro Dandini (Firenze, 1646-1712).

L’operazione consentirà di restaurare le monumentali strutture architettoniche, che mostrano una gran sofferenza strutturale per le infiltrazioni di acqua dalle coperture durate troppo a lungo nei secoli, ma di recente arrestate dai debiti interventi di bonifica.  Contemporaneamente al lavoro di carattere edile e di pulitura dei variegati marmi policromi degli altari, potrà essere fatto anche il necessario intervento sulle tele, che appaiono sostanzialmente bene conservate, ma coperte da molta sporcizia e velate da una vernice ormai troppo ingiallita, che può risalire all’intervento generale di restauro attuato all’aprirsi dell’Ottocento, per porre rimedio ai guasti apportati dal terremoto del 1798.

Si potrà così tornare a vedere la chiara tavolozza che il Vanni predilesse per il suo dipinto. Con una vorticosa composizione il pittore immaginò una mistica apparizione della Vergine a San Francesco di Sales (Thorens in Savoia, 1522 – Lione, 1567), il famoso predicatore e vescovo di Ginevra, che era riuscito a riportare nel seno della chiesa cattolica tanti calvinisti di quella città. Fu papa Alessandro VII Chigi (Siena, 1599 – Roma, 1667) a volere questa raffigurazione, per dimostrare la venerazione verso Francesco di Sales, da lui fatto beato nel 1661 e poi canonizzato nel 1665. L’altare porta infatti lo stemma del papa e quello del cardinal nipote Flavio Chigi, che fece terminare l’impresa di questa cappella.

Nell’adiacente altare del cardinale e arcivescovo di Siena Celio Piccolomini (Siena, 1609-1681) è un’importante testimonianza della pittura fiorentina, collocata nel 1679. Pier Dandini vi dimostra tutto il suo estro barocco, nell’illustrare il matrimonio mistico di Santa Caterina da Siena. Con tale figurazione si volle cambiare la titolazione dell’altare, che in precedenza era dedicato a Sant’Antonio abate.

Rimuovendo questa grande pala d’altare è riaffiorato un grande frammento di un antico affresco. Nonostante la consunzione della malta sono ancora visibili alcuni busti di sante, tutte provviste di aureola dorata e tempestata di decori a stampo. Si tratta di un’antica figurazione dipinta sul fondale della cappella tardomedievale, a fare da ornamento a un trittico su tavola posto sull’altare.

Di questo allestimento esiste una preziosa testimonianza raffigurata da Pietro di Francesco Orioli sulla copertina della Gabella del 1483 (oggi all’archivio di Stato di Siena), sulla quale si volle far dipingere l’omaggio delle chiavi della città alla venerata immagine della Madonna delle Grazie. Se l’esistenza di questo insolito documento visivo fa tornare indietro nel tempo ad assistere a quella importante celebrazione votiva, la conservazione di tanti documenti cartacei nel grande archivio dell’Opera del Duomo consente addirittura di recuperare il nome dell’artista che affrescò il fondale della cappella al tempo dedicata a Sant’Antonio abate. Il 6 aprile 1400 Paolo di Giovanni Fei fu pagato ben 15 fiorini d’oro “per chagione di cierto lavorio che fecie a la cappella di sant’Antonio in duomo, cioè, di dipintura, per oro e azurro, e ogni altra sua spesa”. Quanto resta delle gentili facce delle sante riscoperte permette ancora di riconoscere la maniera gentile e vera di Paolo di Giovanni Fei (Siena, noto dal 1369 – morto nel 1411), uno dei maggiori pittori del tempo, che seppe recuperare la lezione dei grandi maestri del primo Trecento, traghettando la scuola senese verso la vitale stagione del tardogotico.

Si ringrazia il Prof. Alessandro Bagnoli per le notizie che hanno consentito la redazione del presente comunicato.

EVENTI / SIENA, UNA CITTA’ IDEALE: LA GRANDE MOSTRA SUI MAESTRI NORDICI


  

 

Il Santa Maria della Scala di Siena, ospita, fino al 5 maggio 2019, la mostra Una città ideale. Dürer, Aldorfer e i Maestri Nordici della Collezione Spannocchi di Siena curata da Cristina Gnoni Mavarelli, Maria Mangiavacchi e Daniele Pittèri. L’esposizione, promossa dal Comune di Siena e dal Polo Museale della Toscana, si configura come una tappa del processo di riunificazione dei dipinti della Collezione Spannocchi, donati al Comune nel 1835 e conservati in larga parte nella Pinacoteca Nazionale e nel Museo Civico di Siena, presso il Santa Maria della Scala, secondo quanto previsto nell’ambito dell’accordo di valorizzazione del “Sistema museale cittadino” stipulato fra il Comune di Siena e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali il 29 giugno 2017.

La mostra in attesa dell’auspicata ricomposizione di quella che è senz’altro la più rilevante raccolta senese, sia per l’elevata qualità delle opere che per la storia del collezionismo cittadino, intende proporre una significativa selezione delle opere fiamminghe e ‘nordiche’ della Collezione Spannocchi, esposte in un percorso tematico ed organizzate cronologicamente. L’occasione è data dalla possibilità di ottenere in prestito i due straordinari pannelli di Albrecht  Altdorfer raffiguranti Storie di san Floriano, alla Galleria degli Uffizi dal 1914, ma già facenti parte della Collezione.

Fra i dipinti più importanti, preziosa risulta la tela di Albrecht Durer con il mirabile San Girolamo, firmato e datato 1514, l’elegante Lucrezia di pittore legato alla cerchia di Lucas Cranach, La decapitazione del Battista, attribuita ad un artista tedesco collaboratore di Altdorfer e la Torre di Babele, dove l’anonimo pittore indulge nella animata descrizione di un’umanità intenta alle occupazioni più disparate in cui spicca l’imponente costruzione centrale, ricca di ardite soluzioni architettoniche.

La mostra  al Santa Maria della Scala consente di cogliere lo spirito collezionistico che interessò dapprima i Gonzaga a Mantova (da cui proviene parte della collezione) e, successivamente, le famiglie Piccolomini e Spannocchi a Siena. Come dichiara l’architetto Anna Di Bene, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo, “studi recenti hanno evidenziato l’assoluta singolarità della collezione, accresciutasi attorno un nucleo originario appartenente ai Gonzaga, e quindi formata da opere di ambito eterogeneo, nelle quali si rispecchiano le scelte cosmopolite dei proprietari.

L’Europa del Nord costituiva, nei secoli tra il XV e il XVII, un riferimento importante per le corti italiane, che ad essa erano unite non solo da relazioni di tipo commerciale, ma da una fitta rete di scambi culturali, dei quali la Collezione Spannocchi costituisce per Siena una rara fonte di informazioni e testimonianze materiali.”

“L’esposizione  che si deve alla rinnovata collaborazione tra la Pinacoteca Nazionale e il Comune di Siena – spiega il sindaco Luigi De Mossi –  si configura come un evento di particolare importanza per la città, e dal prossimo anno, costituirà una nuova sezione permanente del percorso espositivo dell’antico Spedale arricchendone l’offerta e, soprattutto, consentendo finalmente la piena valorizzazione di un grande patrimonio”.

La mostra è promossa dal Comune Siena, dal Santa Maria della Scala, dal Polo Museale della Toscana- Pinacoteca Nazionale di Siena e dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Siena, Grosseto e Arezzo, con il sostegno di Opera -Civita. Il catalogo è edito da Sillabe, Livorno.

 

 

SCHEDA TECNICA

 

Una città ideale. Dürer, Aldorfer e i Maestri Nordici della Collezione Spannocchi di Siena

Siena, Santa Maria della Scala

14 dicembre 2018  – 5 maggio 2019

 

ORARI

fino al 14 marzo (eccetto 23/12-06/01)

lunedì, mercoledì, venerdì: 10.00-17.00

giovedì: 10.00-20.00

sabato e domenica: 10.00-19.00

martedì: chiusura

dal 23 dicembre al 6 gennaio

tutti i giorni 10.00-19.00

giovedì: 10.00-20.00

Natale: chiusura

dal 15 marzo al 5 maggio

lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato, domenica: 10.00-19.00

giovedì: 10.00-22.00.  Ultimo ingresso un’ora prima dell’orario di chiusura del museo.

 

BIGLIETTI

Il costo del biglietto della mostra è compreso in quello d’ingresso al Santa Maria della Scala

Intero: € 9,00

Ridotto:  € 7,00 (ragazzi da 12 a 19, over 65, studenti universitari non iscritti ad istituzioni universitarie senesi, militari, categorie convenzionate)

Gratuito: bambini fino a 11 anni, residenti nel Comune di Siena, scuole pubbliche ed universitarie senesi, docenti accompagnatori, accompagnatori gruppi (1 ogni 10 persone), portatori di handicap e accompagnatore, giornalisti

 

INFO E PRENOTAZIONI

Call center: 0577 286300 attivo dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 17.00

infoscala@comune.siena.it; sienasms@operalaboratori.com

www.santamariadellascala.com

 

“FOTOGRAFI IN TRINCEA”: IN MOSTRA A SIENA AL MUSEO STORICO DELLA BRIGATA SASSARI (4-30 NOVEMBRE 2018)


Fig.2. Achivio Carlo Gagliardi, ESPLOSIONEFig.3.Arch. Alberto Averani, Trasporto di un feritoFig.4. Enrico Barbera L'ANIMA DI UN CANNONE FOTOGRAFATA 1916Fig.5. Archivio Gerardo Neri, Bombardiere serie Caproni

Dal prossimo 4 novembre la mostra “Fotografi in Trincea”, progettata e prodotta nel 2016 dal Santa Maria della Scala, con il patrocinio del Comitato Provinciale per il Centenario della Grande Guerra sarà in esposizione al Museo Storico della Brigata Sassari. Un’occasione di grande rilievo per ricordare la fine della Prima Guerra Mondiale, da parte di un corpo dell’Esercito che fu fra i principali protagonisti al fronte e che pagò per questo un alto tirbuto di vittime fra i combattenti.

La mostra, curata da Gabriele Maccianti e Marina Gennari, salutata nel 2016 da un grande tributo di pubblico e critica in occasione del suo primo allestimento, è il frutto di un lungo lavoro di ricerca che ha portato alla luce un patrimonio di oltre 2500 fotografie cartoline, diari e lettere di soldati partiti dal territorio senese per recarsi al fronte.

Le immagini, proprio per la loro dimensione privata, raccontano il fronte, i suoi momenti drammatici, ma anche i suoi momenti più riposati e di attesa, da un punto di vista molto intimo e interiore. Sono scatti dal grande impatto emotivo, non inclini a retorica e potenti per la totale assenza di auto-censura attraverso cui il fotografo-soldato cattura con la sua macchina frammenti della vita al fronte. La tragicità della morte e l’abbrutimento della trincea sono alternati al desiderio di ridonare una condizione umana estrema, condita di riscatto morale e denotata da un legame concreto con una realtà cruenta e tuttavia ricca di affetti.

“Fotografi in Trincea” è la terza mostra prodotta dal Santa Maria della Scala ospitata da altri musei o spazi espositivi. Si è appena conclusa a Treviso “Ten Years and Eighty Seven Days” di Lusia Menazzi Moretti, dopo le tappe di Siena e Berlino, mentre è in corso presso The Glucksman a Cork in Irlanda “Josef and Anni Albers. Voyage in a blind experience” che ha debuttato a Siena in aprile e che da gennaio ad aprile 2019 sarà al Museo di Arte Contemporanea di Zagrabria.

 

“LA BELLEZZA FERITA”:BILANCIO DELLA MOSTRA PER LE OPERE TERREMOTATE DI NORCIA


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È passato quasi un anno da quando l’Opera del Duomo di Siena, il Santa Maria della Scala e Opera – Civita accolsero e ricoverarono le opere terremotate di Norcia e del suo territorio. Undici mesi di esposizione che hanno consentito a circa 360.000 visitatori di ammirare, non solo il valore artistico di una parte del patrimonio umbro, ma anche di tornare con il pensiero ad una zona d’Italia a tutt’oggi piegata dalla terribile forza di un terremoto che, tra il 26 ed il 30 ottobre 2016, ha cancellato interi paesi, modificato città e alterato la normale quotidianità di un popolo forte e desideroso di tornare alla normalità. Durante i giorni dell’esposizione, le opere d’arte, con ancora indosso i segni delle ferite, si sono fatte testimoni di quei giorni ed hanno concretamente creato un collegamento con i video che mostravano con quanta dedizione e amore il corpo dei Vigili del Fuoco avesse operato affinché una parte di loro potesse essere recuperata e salvata.

L’immagine degli uomini al lavoro unite all’audio originale, al tempo stesso, faceva abbassare lo sguardo sui capolavori umbri che, come in un gioco di specchi, dai suoni e dai video, si concretizzavano nello spazio espositivo. La Bellezza Ferita non è stata una semplice mostra, ma un progetto nato grazie alla collaborazione tra Archidiocesi di Spoleto-Norcia, Arcidiocesi di Siena-Colle val d’Elsa e Montalcino, Comune di Siena, Santa Maria della Scala e Opera della Metropolitana che durante tutto l’anno hanno organizzato eventi correlati al fine di garantire alle pitture, alle sculture, agli arredi danneggiati di poter accedere ai massimi laboratori di restauro presenti in Italia. Oltre alle offerte lasciate dalle centinaia di migliaia di visitatori direttamente nelle sedi della mostra, il 19 luglio la Lectio Magistralis di Vittorio Sgarbi, il 23 agosto il concerto delle Voci di Siena per Norcia, formate da Unione Corale Senese, Coro di Vico Alto, Madrigalisti Senesi, Polifonici Senesi e Coro Agostino Agazzari ed il 30 agosto la grande cena di beneficenza in Piazza Jacopo della Quercia hanno consentito, insieme alla donazione degli Enti organizzatori, all’intervento di privati e sponsorizzazioni tecniche, di raggiungere la cifra di € 110.000 che è stata destinata al recupero dei capolavori umbri. Le opere hanno infatti lasciato il Santa Maria della Scala e la Cripta del Duomo lo scorso 6 novembre e da qualche giorno sono all’interno dei laboratori del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale di Torino, dell’Istituto Centrale dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e della Soprintendenza dell’Umbria. La Bellezza Ferita, primo esempio nazionale di accoglienza e cura del patrimonio artistico rovinato dal terremoto, è stata modello e riferimento per altre città italiane che, dopo l’esempio senese, hanno inaugurato esposizioni con altrettante opere d’arte del centro Italia bisognose di restauro e recupero.

 

GRANDI MOSTRE: SIENA CELEBRA AMBROGIO LORENZETTI, ARTISTA ANCORA TUTTO DA SCOPRIRE


Lorenzetti

A Siena, presso il Santa Maria della Scala, dal 22 ottobre 2017 al 21 gennaio 2018, sarà allestita la mostra dal titolo Ambrogio Lorenzetti. L’esposizione, promossa e finanziata dal Comune di Siena, gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica che sarà presente alla cerimonia d’inaugurazione il 20 ottobre, e del patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e della Regione Toscana e si preannuncia come l’evento più importante dell’anno tra le esposizioni organizzate non solo a Siena ma anche in Italia.

La mostra rappresenta in realtà il culmine di un progetto scandito “in più tappe”, avviato nel 2015 con l’iniziativa Dentro il restauro e mirato ad una profonda conoscenza dell’attività dell’artista, ad una migliore conservazione delle sue opere e a favorirne l’avvicinamento da parte del pubblico. Con Dentro il restauro, realizzato grazie al contributo del MiBACT per Siena Capitale Italiana della Cultura 2015, sono state trasferite al Santa Maria della Scala alcune importanti opere dell’artista che necessitavano di indagini conoscitive, di interventi conservativi e di veri e propri restauri: il ciclo di affreschi staccati della cappella di San Galgano a Montesiepi e il polittico della chiesa di San Pietro in Castelvecchio a Siena (nell’occasione più correttamente ricomposto e riunito con l’originaria cimasa raffigurante il Redentore benedicente) sono stati allestiti in un cantiere di restauro ‘aperto’, fruibile dalla cittadinanza e dai turisti. I restauri sono proseguiti con l’apertura di altri due cantieri, il primo nella chiesa di San Francesco, volto al recupero degli affreschi dell’antica sala capitolare dei frati francescani senesi, e l’altro nella chiesa di Sant’Agostino, nel cui capitolo Ambrogio Lorenzetti dipinse un ciclo di storie di Santa Caterina e gli articoli del Credo.

 In mostra e nel catalogo torneranno così a vivere idealmente i cicli di affreschi del capitolo e del chiostro della chiesa francescana senese, che tra l’altro contenevano la prima rappresentazione di una tempesta nella storia della pittura occidentale (nella quale spiccava la “grandine folta in su e’ palvesi”, scrisse Ghiberti); il ciclo di dipinti della chiesa agostiniana senese, modello esemplare ancora nel primo Quattrocento, quando si approntò l’armadio delle reliquie della cattedrale; quello della cappella di San Galgano a Montesiepi, a tal punto fuori dai canoni della consolidata iconografia sacra che i committenti pretesero delle sostanziali modifiche poco dopo la loro conclusione.

Ambrogio Lorenzetti, nonostante sia considerato uno degli artisti più importanti dell’Europa trecentesca, è ancora poco noto al pubblico per quel che concerne la sua grande produzione artistica. Gli studi – spesso di livello altissimo – si sono concentrati, infatti, quasi esclusivamente sui suoi affreschi del Palazzo Pubblico di Siena, le Allegorie e gli Effetti del Buono e del Cattivo Governo in città e nel suo contado, manifesti cruciali dell’etica politica delle città-stato italiane nella tarda età comunale e in specie del governo senese dei Nove. Ma la densità concettuale di questo insieme di affreschi ha messo in ombra il resto delle sue opere pittoriche. Si pensi che su Ambrogio Lorenzetti non esiste nemmeno una moderna e affidabile monografia scientifica. La mostra, preceduta da un’intensa attività di ricerca e dalle importanti campagne di restauro, rappresenta dunque l’occasione per provare a ricostruire la sua straordinaria attività. Una tale iniziativa è possibile soltanto nella città di Siena, che conserva all’incirca il settanta per cento delle opere oggi conosciute del pittore. Ma la mostra – grazie a una serie di richieste di prestito molto mirate (saranno esposte tra le altre opere provenienti dal Louvre, dal National Gallery, dalle Gallerie degli Uffizi, dai Musei Vaticani, dallo Städel Museum di Francoforte, dal Yale University Art Gallery) – ambisce a reintegrare pressoché interamente la vicenda artistica di Ambrogio Lorenzetti, facendo nuovamente convergere a Siena dei dipinti che in larghissima parte furono prodotti proprio per cittadini senesi e per chiese della città.

Il percorso espositivo della mostra sarà arricchito inoltre dalla presenza di un’audioguida in più lingue e da alcuni interventi videofilmati, sia di taglio informativo che di taglio suggestivo/narrativo. La mostra è curata da Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini e Max Seidel, curatori anche del corposo volume che accompagna l’esposizione, mentre l’allestitimento sarà progettato dallo Studio Guicciardini&Magni.

EVENTO SPECIALE: LA “PRIMA LUX” DELL’ALBA DAL “FACCIATONE” DEL DUOMO DI SIENA


Siena Lux 

Per la prima volta sarà possibile ammirare l’alba sulla città dal “Facciatone” del Duomo di Siena. Il 9, 16, 23, 30 Aprile 2016, ore 6,00, Museo dell’Opera e Facciatone

L’Opera della Metropolitana di Siena, tutti i sabati, alle ore 06,00, dal 9 al 30 aprile 2016, intende offrire ai visitatori quattro insoliti appuntamenti al Museo dell’Opera.  La straordinaria emozione della vista dell’alba dall’alto del “Facciatone”, la più sorprendente fra le vestigia del Duomo nuovo rimasto incompiuto, sarà un’esperienza unica che proseguirà con una meditazione sul tema degli angeli ammirando la Maestà di Duccio di Buoninsegna capolavoro assoluto dell’arte senese di inizio Trecento, somma sintesi  lirica tra Oriente e Occidente.

Gli angeli sono gli alati messaggeri  incaricati direttamente da Dio a portare annunci e di fare da tramite con il genere umano. Portatori di luce, sono infatti collocati all’Altar Maggiore della Cattedrale in funzione di reggicandelabro, gli angeli sono coloro che annunciano l’avvento della vera luce, quella suprema di Cristo. L’ora dell’alba, il sorgere del disco solare, prefigura il trionfo di Cristo sulle tenebre: il cielo che in quel momento si fa tutto d’oro sembra prospettare, tramite quegli invisibili messaggeri,  le gioie del Paradiso.

Francesca Fumi Cambi Gado, storica dell’arte e scrittrice, prendendo spunto dalla lettura di alcuni brani tratti dal suo racconto di fantasia  “La Foglia d’oro. Il segreto della Maestà di Duccio”, illustrerà gli angeli della Maestà conducendo i visitatori in una atmosfera evocativa tra arte, devozione ed  immaginazione.

Sullo sfondo dello sfolgorante cielo d’oro della tavola dipinta, gli angeli, come premurosi assistenti, attorniano il trono sul quale è assisa Maria col Bambino. Si osserveranno i dettagli del loro raffinato abbigliamento e le loro espressioni dolcissime scoprendo che l’artista li ha effigiati come giovani principi bizantini, gli abiti ricamati con preziose gemme , i capelli ornati da diademi, in mano esili scettri ciascuno cimato dal giglio, simbolo di Maria. La loro ineffabile armonia di gesti e di sguardi  farà quasi percepire realmente le musiche celestiali del Paradiso.

A conclusione della visita sarà offerta una colazione.

Gli eventi sono promossi dall’Opera della Metropolitana con l’organizzazione di Opera – Civita Group. Per informazioni e prenotazioni 0577/286300 oppure opasiena@operalaboratori.com dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 17.00.

SIENA: UN “CANTIERE DI RICERCA” PER CONOSCERE COME “RINASCE” UN ANTICO AFFRESCO


8. Montesiepi Prospetto CEN

 

L’allestimento al Santa Maria della Scala (Siena) del cantiere di restauro di alcune opere di Ambrogio Lorenzetti rappresenta un’occasione unica di conoscenza della pittura dell’artista da parte del pubblico, ma è anche un ideale “cantiere di ricerca” per gli studiosi del settore. Accanto ai restauratori, è stato infatti istituito un gruppo di lavoro formato da giovani studiosi di storia dell’arte medievale dell’Università di Siena, coordinati dai curatori scientifici del progetto su Ambrogio Lorenzetti.

Il gruppo di lavoro ha il compito di studiare le opere di Ambrogio Lorenzetti da molteplici punti di vista (linguaggio figurativo, iconografia, committenza, ricostruzione di contesti perduti, conservazione delle opere, loro fortuna storiografica, periodizzazione dell’attività dell’artista, ecc.) e, al termine del lavoro di ricerca, redigerà i testi del catalogo scientifico che accompagnerà la mostra programmata per il 2017.

Tutti i sabati, alle ore 10.30, dal 12 marzo al 25 giugno 2016 il Santa Maria della Scala intende offrire ai visitatori l’opportunità di incontrare i restauratori degli affreschi di Ambrogio Lorenzetti che illustreranno al pubblico i risultati del lavoro in corso e lo accompagneranno nella visita al cantiere alla scoperta delle opere.

“L’incontro tenutosi il 5 marzo ha dato esiti tali da incoraggiare a rendere fisso l’appuntamento con il Piacere della scoperta. Le reazioni del pubblico – commenta il direttore del Santa Maria della Scala Daniele Pitteri – confermano che progetti come quello legato ad Ambrogio Lorenzetti sono in totale sintonia con la nostra ferma volontà di lavorare per il rilancio del Santa Maria della Scala”. Gli eventi sono promossi dal Santa Maria della Scala con l’organizzazione di Opera – Civita Group.

Per informazioni e prenotazioni 0577/286300 oppure ambrogiolorenzettisms@operalaboratori.com dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 17.00.

 

SCHEDA TECNICA

Il Piacere della scoperta. Dentro il cantiere con gli studiosi e i restauratori di Lorenzetti

Tutti i sabati dal 5 marzo al 25 giugno 2016; lunedì 28 marzo e lunedì 25 aprile

Ore 10,30                                                                                                                                                               Santa Maria della Scala  – Siena

Ingresso                                             € 10,00

Residenti a Siena e

bambini fino a 11 anni di età      €    5,00

 

SIENA PROPONE “RISVEGLI D’ARTE”: ALLA SCOPERTA DEL COMPLESSO MONUMENTALE DEL DUOMO


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“Il Duomo dei Senesi”, con questo cartellone di eventi, fortemente voluti dal Rettore Gian Franco Indrizzi,  l’Opera della Metropolitana intende offrire ai cittadini momenti di approfondimento culturale fatti di incontri, visite guidate, conferenze su temi che gravitano attorno al magnifico complesso monumentale della Cattedrale. Per le domeniche 14 e 28 febbraio l’Opera del Duomo ripropone, dopo il successo delle passate edizioni, “Il Saloncino – Un tè all’Opera”. In queste occasioni sarà possibile con un ticket di € 5 a persona, assistere a conferenze inerenti specifici argomenti relativi alla storia del Complesso Monumentale e degustare pregiati tè provenienti da tutto il mondo in un’atmosfera che richiamerà i circoli culturali inaugurati da Vittorio Alfieri proprio all’interno del Museo dell’Opera. Il Saloncino si svolgerà nella Cripta sotto il Duomo a partire dalle ore 16:00 e affronterà i seguenti temi:

14 febbraio Raffaele Argenziano : «Le raffigurazioni dei Santi patroni senesi nella liturgia tra il XIII e il XIV secolo»

28 febbraio  Louis Pierelli e Gabriella Tonini: «Visita al cantiere di restauro del Pulpito di Nicola Pisano»

Per i quattro sabato del mese di febbraio, l’Opera della Metropolitana propone invece «Risvegli d’arte». Con un ticket di € 5 a persona, nei giorni  6, 13, 20 e 27 febbraio, a partire dalle ore 10:30, verrà offerta nella cosiddetta «Cripta» sotto il Duomo una colazione di benvenuto che precederà una lezione di fronte a varie opere d’arte della cattedrale secondo il seguente programma:

6 febbraio Alessandro Leoncini «Le antenne di Montaperti nel Duomo di Siena»

13 febbraio Marco Ciampolini «Le pale d’altare del Duomo di Siena»

20 febbraio Marilena Caciorgna «Donatello, Mater Gratiae Mater Misericordiae»

27 febbraio Claudia Sensini «Le tarsie di Fra Giovanni da Verona nel coro del Duomo di Siena»

“Il Duomo dei Senesi” è un programma di eventi culturali che vuole avvicinare il pubblico senese alla propria Cattedrale in un periodo dell’anno in cui la minor affluenza turistica ne garantisce una più tranquilla ed emotivamente coinvolgente partecipazione.

Gli eventi sono promossi dall’Opera della Metropolitana di Siena con l’organizzazione di Opera – Civita Group. Per Informazioni e prenotazioni 0577/286300 oppure opasiena@operalaboratori.com

 

 

AL TERRITORIO DEL MONTE AMIATA GRANDE SPAZIO NEL NUOVO NUMERO DELLA RIVISTA INTERNAZIONALE “ARTS & CULTURAL STRATEGIES”…CLICCA E LEGGI


 

 

acs cop gen 2016Al  territorio senese del Monte Amiata è dedicato ampio spazio nel nuovo numero della prestigiosa rivista americana “ARTS & CULTURAL STRATEGIES” edita a Chicago (USA) e diretta da Renèe LaVerne Rose. Due gli articoli-reportages dedicati all’Amiata e precisamente ad Abbadia San Salvatore (ben 12 pagine, con un’ ampia documentazione fotografica) e a Piancastagnaio (location del progetto “La Principessa, il Fuoco e il Castello”, consistente in un e-book e in cortometraggio). Il servizio su Abbadia, centrato sulla Cripta longobarda e sul borgo medievale, è stato curato dal giornalista Roberto Alborghetti, corrispondente per l’Italia del magazine internazionale. Altre 10 pagine sono dedicate a Piancastagnaio, con la pubblicazione di una speciale “anteprima” dell’e-book della “Principessa” , interamente realizzato presso la Rocca Aldebrandesca da Mitrani Yarden e Roberto Alborghetti.

Ma non solo. “ACS” ha inoltre dedicato altre 2 pagine alla notizia della realizzazione dell’artistica etichetta che Mitrani Yarden e lo stesso Roberto Alborghetti hanno creato per le bottiglie del vino Doc “Vulcano Amiata” prodotto dall’ Azienda Agricola  Pinzi Pinzuti di Abbadia S.S. Dunque, per il territorio dell’Amiata e per Siena, una grande opportunità per diffondere la propria immagine e le proprie risorse artistiche, culturali e storiche su un periodico di grande importanza, letto e diffuso gratuitamente on line a livello internazionale.

“ARTS & CULTURAL STRATEGIES” è pubblicato e diretto da  Renee LaVerne Rose 

 

ABBADIA S.SALVATORE

 Clicca e Leggi LE 12 PAGINE (DA PAGINA 26) CON IL REPORTAGE DI ROBERTO ALBORGHETTI DEDICATO ALLA CRIPTA MEDIOEVALE DI ABBADIA S. SALVATORE, SIENA, TOSCANA:

http://emagazine.acs-mag.com/acs-magazine-jan-feb-issue-2016/page/26-27

 

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PIANCASTAGNAIO

Clicca e Leggi: LE 10 PAGINE (DA PAGINA 104 ALLA 113) CON LA SPECIALE ANTEPRIMA DELL’E-BOOK “LA PRINCIPESSA, IL FUOCO E IL CASTELLO” (DI ROBERTO ALBORGHETTI E MITRANI YARDEN) AMBIENTATO NELLA ROCCA ALDOBRANDESCA DI PIANCASTAGNAIO, SIENA. Roberto Alborghetti Yarden Mitrani

http://emagazine.acs-mag.com/acs-magazine-jan-feb-issue-2016/page/104-105