IMMAGINI ASTRATTE PER LE PUBBLICHE VIE DI MILANO: ECCO UNA DELLE TANTE GALLERIE “OPEN AIR” DI “LACER/AZIONI”…


© Roberto Alborghetti

Milano è una città “sorprendente” – nel vero senso della parola – anche per il mio progetto “Lacer/azioni” relativo ai manifesti pubblicitari decomposti e strappati, alle “cracks” (crepe naturali) ed ai “segni” urbani … Qualche settimana fa, mentre stavo camminando nella zona Naviglio, sono stato catturato da splendide tavolozze colorate… Sì, una vera e propria collezione “open air”, con colori e trame che fluivano dai muri lungo le pubbliche vie… E così, in questa fotogalleria, propongo alcune immagini astratte, visibili nel centro di Milano, sotto gli occhi (spesso assenti e distratti) dei passanti, che continuano a guardarmi di traverso quando mi vedono impegnato a “catturare” queste sorprendenti cromìe, modellate e forgiate dal tempo e dal tempo (meteorologico).

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ATTENZIONE: QUESTI NON SONO DIPINTI, SONO… “LACER/AZIONI”

Lacer/azioni” è un progetto di Roberto Alborghetti riguardante una ricerca multidisciplinare sull’apparente caos dei manifesti decomposti, delle crepe (cracks) e dei “segni” urbani . Trasferite su tele, riprodotte su stampe litografiche o tessuti (come la seta), ri-costruite su collage o scansionate in un videoclip, i “visuals” sulla decomposizione urbana e metropolitana giungono a dare nuovi significati ed espressioni estetiche alla carta ed alla materia considerate rifiuti o elementi di disturbo. Un esempio è proposto da questa galleria che mostra nove opere provenienti dalla collezione di circa 50.000 immagini catturate finora da Roberto Alborghetti durante la sua ricerca in tutto il mondo.

Una delle più recenti mostre di Roberto Alborghetti (“Colori di un’ Apocalisse) si è volta per 100 giorni nell’incantevole Rocca Aldobrandesca (XIII secolo), in Toscana (Piancastagnaio, Siena, Italia) dal 6 Ottobre 2012, al 15 gennaio 2013. Una pubblica esposizione “a sorpresa” ha invece avuto luogo il 14 luglio 2013 (piazza del Palazzo della Contessa, Ambivere, Bergamo). Tra i progetti degli ultimi mesi: “Contemplazioni e Lacer/azioni” (album, videoclip ed installazioni, con 27 quadri a commento degli scritti di Tommaso da Olera, 1563-1631), “Atelier di colori ed emozioni” (un progetto che ha coinvolto i bambini autistici), “Lacer/azioni su Alluminio” (undici pannelli realizzati per Fai). Recentemente Roberto Alborghetti è stato l’unico italiano a partecipare all’evento internazionale promosso da Act Group a Nottingham (GB) e dedicato agli artisti ed ai progetti più innovativi in campo culturale ed artistico.

LACER/AZIONI: GALLERIA “OPEN AIR” A ROMA

“UNDERGROUND POP ART” AT TIBURTINA SUBWAY STATION .

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“CONTEMPLAZIONI E LACER/AZIONI”: TESTI DEL ‘500/’600, VISUALS, POLIFONIA, STREET ART, RECITAZIONE… SETTE MINUTI CHE ROMPONO GLI SCHEMI E LE BARRIERE…


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Ventisette immagini (Lacer/azioni) di Roberto Alborghetti accompagnano altrettanti pensieri ed invocazioni di Tommaso da Olera o Tommaso da Bergamo (1563-1631).

Sono sette minuti di suggestioni e di emozioni che attualizzano, con il linguaggio del “realismo astratto” di Roberto Alborghetti, gli scritti del cuore di un cappuccino mistico e visionario vissuto oltre 450 anni fa, nel segno della rivoluzione di Francesco d’Assisi… Un videoclip che gioca a contaminare e a contaminarsi mescolando linguaggi ed espressioni diversi: gli scritti del Cinque-Seicento, i visuals cromatici, pagine di musica polifonica dal repertorio sacro di Claudio Monteverdi, atmosfera da street art, montaggio serrato e  la inconfondibile recitazione di Marco Minelli (Station manager di Radio Kiss Kiss), che dà corpo e voce, in modo coinvolgente, ai pensieri di Tommaso da Olera. Un video di grande forza narrativa ed innovativa, che ha visto la collaborazione del Centro Studi “Tommaso Acerbis” e di  Doriano Bendotti, Marco Daminelli e Marco Marcassoli, altri nomi che esprimono l’eccellenza della creatività nel campo della produzione multimediale.

Le “scene” create da Roberto Alborghetti non sono dipinti, e nemmeno elaborazioni grafiche digitali realizzate al computer, ma immagini assolutamente realistiche, catturate dalla realtà, come le altre 50.000 che egli ha raccolto in tutti questi anni nel corso della sua ricerca-indagine sui manifesti pubblicitari strappati e decomposti e sui “segni” e sulle “crepe” (cracks) degli ambienti urbani… “Contemplazioni e Lacer/azioni”: Scritti di ieri, Immagini di Oggi, un’Esperienza visuale proiettata nel Futuro…

http://robertoalborghetti.wordpress.com/

Contemplazioni e Lacer/azioni, Gli scritti di Tommaso da Olera (o da Bergamo), i "visuals" di Roberto Alborghetti, 2013

Contemplazioni e Lacer/azioni, Gli scritti di Tommaso da Olera (o da Bergamo), i “visuals” di Roberto Alborghetti, 2013

“CONTEMPLAZIONI E LACER/AZIONI”: SCRITTI DI IERI E “SEGNI” DI OGGI…DA VEDERE, LEGGERE E ASCOLTARE


 

Ventisette immagini (Lacer/azioni) di Roberto Alborghetti accompagnano altrettanti pensieri, invocazioni ed aforismi scritti da Tommaso da Olera (1563-1631). “Contemplazioni e Lacer/azioni” – questo il titolo del progetto multimediale, lanciato nella circostanza della Beatificazione del “Fratello del Tirolo”, come era chiamato Tommaso Acerbis – comprende una galleria virtuale (slideshow), un album da sfogliare ed un video, condivisi sui più importanti social networks (WordPress, Facebook, YouTube, Twitter, LinkedIn, Pinterest, Google+) con migliaia di visualizzazioni: solo sulla piattaforma di WordPress gli utenti hanno superato in questi giorni quota  centomila. 

E’ la vasta platea del web, alla quale sono proposti colori e suggestioni visuali che attualizzano, con il linguaggio del “realismo astratto” di Roberto Alborghetti, gli scritti del cuore di un fratello cappuccino mistico e visionario, contemplativo sulle strade d’Europa, grande comunicatore, vissuto oltre 450 anni fa nel segno della rivoluzione di Francesco d’Assisi…

Le composizioni visuali create da Roberto Alborghetti non riproducono dipinti, e nemmeno elaborazioni grafiche realizzate al computer, ma immagini assolutamente realistiche, catturate dalla realtà, come le altre 40.000 che egli ha raccolto in tutti questi anni lungo le strade nel corso della sua ricerca-indagine sui manifesti pubblicitari strappati e decomposti e sui “segni” e sulle “crepe” (cracks) degli ambienti urbani…

Il videoclip, con la recitazione dello speaker Marco Minelli, (Station manager di Radio Kiss Kiss) dalla voce inconfondibile, dà corpo e forza ai pensieri di Tommaso da Olera, proponendosi come un singolare spazio di riflessione e di meditazione diffuso attraverso la multimedialità ed i social networks. 

Scritti di ieri, Immagini di Oggi, un’Esperienza visuale proiettata nel Futuro. Questo è “Contemplazioni e Lacer/azioni”, che porta alla luce il messaggio di solidarietà lasciato lungo le strade d’Europa da un semplice pastore di pecore diventato ambasciatore di bene e di pace. Il Centro Studi “Tommaso Acerbis”, Doriano Bendotti,Marco Daminelli e Marco Marcassoli  hanno collaborato nella realizzazione del progetto.

LA SEZIONE SPECIALE SU WORDPRESS

CONTEMPLAZIONI E LACER/AZIONI AT WORDPRESS #!

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CONTEMPLAZIONI E LACER/AZIONI at ISSUU

LE “LACER/AZIONI” DI ROBERTO ALBORGHETTI NELLA NUOVA “PERMANENTE” DI ARTE MODERNA INAUGURATA NELLE MARCHE


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Guest writer: Stefano Alberti

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“C’è del caos, ma con punto focale” – titolo di una immagine realistica “catturata” a Milano nel 2010 da Roberto Alborghetti per il suo progetto “Lacer/azioni” – fa bella mostra di sé presso le suggestive sale della nuova Raccolta Permanente di Arte Contemporanea inaugurata nel seicentesco Palazzo Gasparini nel borgo rinascimentale di Mercatello sul Metauro, nelle Marche, in provincia di Pesaro Urbino. L’immagine (su tela, 43 x 63) – secondo Pasquale Martini, scultore e curatore della “Permanente”, che allinea 158 opere di cui 32 sculture e 126 dipinti realizzati da artisti italiani ed internazionali – ben interpreta e rappresenta il senso della ricerca di Roberto Alborghetti tra i colori e le forme della carta lacerata lasciata a decomporsi sui tabelloni della pubblicità esterna.

Ormai da anni, durante viaggi e trasferimenti in vari Paesi, Roberto Alborghetti raccoglie e documenta questi singolari reperti della comunicazione pubblicitaria, dei quali indaga, scopre ed esalta i cromatismi e le forme, raggiungendo espressioni ed elementi visivi di grande effetto, che spesso rimandano all’impressionismo astratto o alle più provocatorie correnti dell’arte contemporanea. Un linguaggio, quello di Alborghetti, di grade fascino e provocazione, che prende in contropiede gli stessi “esperti” che solitamente cadono nella trappola di considerare “dipinto” – cioè frutto di una creazione derivata dalla fantasia e dalla immaginazione – quello che invece è semplicemente una realtà individuabile nell’ambiente, soprattutto urbano, che ci circonda e nel quale viviamo ogni giorno, magari senza percepirne i linguaggi e le espressioni.

Questa la singolare sfida di Roberto Alborghetti. Una sfida avvincente e che ci coinvolge, come confermato anche dal successo delle mostre già tenute in Italia ed all’estero e da singolari esperienze ed attività mediatiche. E come dimostra anche la “provocatoria” immagine – assolutamente realistica, non manipolata o modificata con l’uso di strumenti elettronici – ora esposta permanentemente nei nuovi spazi espositivi marchigiani. Davvero una meta d’arte.      

  • Raccolta d’ Arte Contemporanea Permanente, Palazzo Gasparini, Piazza Garibaldi, Mercatello sul Metauro (Pesaro Urbino). 

“COLORI DI UN’APOCALISSE”: ALLA ROCCA ALDOBRANDESCA (PIANCASTAGNAIO, MONTE AMIATA, SIENA) LA MOSTRA DI ROBERTO ALBORGHETTI


“COLORI DI UN’APOCALISSE”: ALLA ROCCA ALDOBRANDESCA (PIANCASTAGNAIO, MONTE AMIATA, SIENA) LA MOSTRA DI ROBERTO ALBORGHETTI

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GUARDA IN ANTEPRIMA IL VIDEOCLIP SU YOUTUBE

http://youtu.be/BQRz5-rs6Wc

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Colori di un’Apocalisse / La Decomposizione dei Manifesti Pubblicitari: una Provocazione per gli Occhi e la Mente”: è questo il tema, o il filo conduttore, dell’attesa mostra di Roberto Alborghetti incentrata sulle sue incredibili “Lacer/azioni”, in programma dal 27 settembre al 4 novembre 2012 presso la suggestiva Rocca Aldobrandesca di Piancastagnaio, nell’incantevole territorio del Monte Amiata, in provincia di Siena. C’è già viva attesa per l’iniziativa, basta del resto navigare sul sito www.robertoalborghetti.wordpress.com/ dove vi è già una pagina sull’evento, cliccatissima in tutto il mondo.

E titolo non poteva  essere più azzecato per questa esposizione eccezionalmente promossa dal Comune di Piancastagnaio e da Osa Onlus. Alborghetti presenterà infatti una quarantina di opere che emblematicamente rappresentano il senso della sua ricerca artistica, basata sulla osservazione e sulla riproduzione di quella che è una delle tante “apocalissi” dei nostri tempi, ossia la decomposizione dei manifesti pubblicitari e dei “segni” sui muri e lungo le strade di paesi, città e metropoli.

“COLORI DI UN’APOCALISSE”: ALLA ROCCA ALDOBRANDESCA (PIANCASTAGNAIO, MONTE AMIATA, SIENA) LA MOSTRA DI ROBERTO ALBORGHETTI
– IL POSTER UFFICIALE DELL’EVENTO

COLORI, TRA CONTRASTI E SUGGESTIONI

Roberto Alborghetti entra con il suo sguardo in questa grande babele di colori e parole decomposti, lacerati e  degradati (dal tempo, dall’ambiente e dall’uomo) per coglierne l’energia cromatica, ridando vita e ragione a ciò che è considerato, a tutti gli effetti, un rifiuto od un elemento disturbante (per l’occhio e per il panorama urbano). La storica Rocca di Piancastagnaio, con il suo impagabile scenario che evoca i passaggi del tempo, si offre come spazio ideale per esaltare il contrastante linguaggio dei colori e delle forme delle composizioni di Roberto Alborghetti.

La grande mostra delle “Lacer/azioni” alla Rocca di Piancastagnaio sarà accompagnata da forum e workshops rivolti soprattutto al pubblico degli studenti, ai quali saranno proposti anche i videoshows costruiti attorno ai videoclips che Roberto Alborghetti ha realizzato con le sue composizioni. In mostra anche tre singolari sciarpe di seta – crepe de Chine – che Alborghetti ha prodotto in edizione limitata in collaborazione con il noto textile designer Bruno Boggia, che ha lavorato con i più celebri stilisti di moda internazionali.              

LA ROCCA ALDOBRANDESCA

La storia di Piancastagnaio è la storia della sua Rocca: alla sua ombra il Paese nacque e dentro le sue mura, si raccolsero le popolazioni che dalla valle del Paglia erano salite verso il monte per trovare più sicurezza dalle continue incursioni dei predoni. La Rocca ha avuto una funzione di difesa e guardia della valle del Paglia e che sia sorta a questo scopo appare chiaro a chiunque salga dalla Cassia e percorra la strada sinuosa che sale fino alle falde del Monte Amiata. Il piccolo villaggio, costruito sopra un’altura di scogli che costituivano già una difesa naturale, fu trasformato in grossofortilizio di forma quadrangolare con una torre più elevata che serviva da vedetta e da punta estrema di difesa. Il castello fu concesso in feudo agli aldobrandeschi nel 1208 e da allora vide l’avvicendarsi di vari padroni.

Nel 1333 passò sotto il dominio di Orvieto che vi pose del materiale di difesa controllato da soldati e da un castellano, ma nel 1345 le truppe senesi abbatterono le fortificazioni e occuparono il Castello. L’occupazione si protrasse per oltre cinquanta anni fino a quando, nel 1416, un podestà inviato dalla Repubblica Senese in collaborazione con i più prudenti uomini di Piancastagnaio redasse i primi statuti. Nello stesso anno quattro tecnici militari senesi iniziarono un’opera di consolidamento della Rocca, seguito da qualche decennio dopo da un ulteriore restauro.Tuttavia, la ricostruzione più importante, quella che dette alla Rocca le sembianze attuali, avvenne tra il 1471 e il 1478.

La struttura fu potenziata con una sorta di copertura che risentiva la zona inferiore dell’originario edificio medioevale. I vecchi muri furono rinforzati da un contrafforte; sulla prima costruzione fu sovrapposto il maschio cinto alla sommità da una corona di mensole e di archetti pensili dove Siena fece apporre il leone rampante simbolo della Repubblica e la balzana bianca e nera della città. Per tutto il periodo del dominio senese la Rocca fu sede di una guarnigione militare.

Quando, nel 1959, Siena passò sotto la Signoria dei Medici, Piancastagnaio ne seguì le sorti e i nuovi signori apposero sopra la porta della Rocca il stemma con le palle. Nel 1601, infine, il territorio di Piancastagnaio fu dato in feudo al Marchese Bourbon del Monte, che trasformò la Rocca in prigione. Nel settecento, sotto il Granduca Leopoldo di Lorena, la Rocca perse la sua funzione rivestendo ruoli sempre più marginali. La storia recente della Rocca è caratterizzata da due grandi restauri: il primo ad opera del Commendator Gino Pietro Bigazzi, presidente della Sezione Ligure dell’Istituto Italiani dei Castelli nel periodo che va dal 1962 e al 1970;Il secondo ad opera dell’Amministrazione Comunale di Piancastagnaio, proprietaria della Rocca dal 1990. Un sapiente e certosino restauro e l’individuazione di spazi espositivi hanno fatto sì che la Rocca Aldobrandesca di Piancastagnaio sia oggi meta obbligata per il turista e sempre più richiesta da artisti ed artigiani di valore internazionale per l’esposizione delle proprie opere.