PRESENTATO IL NUOVO LIBRO DI R.ALBORGHETTI SU S.GRATA: UN VIAGGIO NELLA STORIA MILLENARIA NEL CUORE DI BERGAMO ALTA


 

Foto: PAOLO SANDINI

Guest writer: STEFANO ALBERTI

 

Nonostante la pioggia battente, tanta gente è convenuta, venerdi 16 settembre, nel millenario Monastero di S.Grata, per la presentazione del 500° libro della “Collana Blu” di Velar-Elledici: “Santa Grata e il suo Monastero in Bergamo Alta”, di Roberto Alborghetti… Anche la stessa presentazione è stato un viaggio affascinante lungo la storia di un luogo unico, scrigno d’arte nel cuore della Bergamo Antica. E, grazie alla collaborazione delle Monache Benedettine, una bella opportunità per ammirare un tempio d’arte che non è sempre aperto al pubblico. Ed è scoccato subito un applauso quando, prima dell’intervento dell’autore, le luci si sono accese rivelando tutto lo splendore del tempio sacro, che custodisce le reliquie di Grata e opere d’arte di grandi artisti del Cinque-Seicento.

E così, le porte della chiesa dell’antico Monastero benedettino si sono eccezionalmente aperte al pubblico nella circostanza di un evento editoriale che ha inteso sottolineare anche il singolare traguardo editoriale dei 500 titoli pubblicati da Velar ed Elledici nell’ormai popolarissima serie divulgativa incentrata sulle biografie di santi, beati e testimoni della cristianità di tutte le epoche. All’evento erano presenti Walter e Oscar Serra, titolari dell’Editrice Velar. Walter Serra ha sottolineato le peculiarità di una collana unica nel suo genere, che di anno in anno ha raccolto eccezionali livelli di diffusione.

Roberto Alborghetti ha poi condotto il pubblico attraverso un percorso affascinante, costruito sulle parole e sui numeri, coinvolgendo i presenti come raramente accade durante le (spesso) noiose presentazioni dei libri. E così, minuto dopo minuto, ecco raccontate le tappe e i momenti principali delle vicende di Santa Grata, che si legano intimamente a quelle di Alessandro, soldato e vessillifero della Legione Tebea, martirizzato a Bergamo tra il 287 e il 305. E così, storie e fatti del passato, sconosciute ai più, sono state riscoperte e narrate nel loro significato odierno. Non è mancato un momento raro, se non unico: nel corso della presentazione, Roberto Alborghetti ha invitato suor Teresa a mostrare al pubblico il gioiello d’arte del “legendario” scritto nel secolo XIII da Pinamonte da Brembate.

Introdotto dalla prefazione del vescovo di Bergamo, Francesco Beschi, il testo di Roberto Alborghetti fa luce su una figura ancora per gran parte “sconosciuta”, Grata, anche se già al centro di una interessante documentazione storica firmata da autori e cronisti medioevali come Mosè del Brolo e Pinamonte da Brembate.  Infatti, è proprio l’antico e straordinario “Legendario”  redatto a Bergamo nel Duecento da padre Pinamonte  – domenicano, biblista, giurisperito, fondatore del Consorzio della Misericordia Maggiore (l’attuale Mia) – ad  essere al centro della pubblicazione, che si prefigura come una sorta di  “inchiesta giornalistica” su colei che è ritenuta la prima santa della Chiesa di Bergamo.

Così scrive tra l’altro nella prefazione il vescovo Francesco Beschi: “Ho letto con molto interesse – oserei dire con avidità – la pubblicazione preparata da Roberto Alborghetti su Santa Grata. Che cosa si potrà dire – mi ero chiesto – sulla santa che conosciamo nelle “passiones” di Alessandro come garbata e schiva presenza accanto al martire, attenta alla sua sepoltura ma desiderosa poi di scomparire?…  Ho scorso pagina dopo pagina l’opera di Alborghetti. Ne ho certo ammirato quella che con termine forse desueto ma certo appropriato e significativo si chiama “erudizione”. Il nome di Mosè del Brolo e il titolo della sua opera “Liber pergaminus”, il nome del domenicano padre Pinamonte da Brembate con la sua “Legenda Sanctae Gratae” aiutano il lettore a conoscere e ad immettersi nello spessore ricco e sconosciuto ai più dei primi due secoli dopo il mille, anche per quanto riguarda la vita culturale e cristiana di Bergamo…”.

All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, anche don Fabio Zucchelli (parroco della Cattedrale di Bergamo) e don Gilberto Sessantini (priore della basilica di Santa Maria Maggiore).

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R.Alborghetti, Santa Grata e il suo Monastero in Bergamo Alta, Prefazione di Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, Editrice Velar – Elledici, 2016, pagine 48, Euro 4, Collana Blu, Coordinamento editoriale di Oscar Serra, www.velar.it ; www.elledici.it

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16 SETTEMBRE 2016: SERATA SPECIALE IN BERGAMO ALTA PER IL 500° LIBRO DELLA “COLLANA BLU”


 

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Lo straordinario “Legendario” di Pinamonte da Brembate (sec. XIII) al centro del nuovo libro di Roberto Alborghetti pubblicato da Velar-Elledici, 500° titolo della “Collana blu”

 

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Venerdì 16 settembre 2016, alle ore 20:30, presso la Chiesa del Monastero di Santa Grata, in via Arena, Bergamo Alta, avrà luogo la presentazione della pubblicazione “Santa Grata e il suo Monastero in Bergamo Alta”, di Roberto Alborghetti, edita da Velar-Elledici. Il testo, 500° titolo della popolare “Collana blu” dedicata ai testimoni della cristianità, illustra fatti e  vicende della “compatrona” di Bergamo, ossia di colei che – secondo la storiografia e la tradizione leggendaria – giunse sul luogo del martirio di Sant’Alessandro, vessillifero della Legione Tebea, ne raccolse le spoglie portandole alla sepoltura.

Introdotto dalla prefazione del Vescovo di Bergamo, Francesco Beschi, il volumetto fa luce su una figura ancora per gran parte “sconosciuta”, anche se già al centro di una interessante documentazione storica firmata da autori e cronisti medioevali come Mosè del Brolo e Pinamonte da Brembate.  Infatti, è proprio l’antico e straordinario “Legendario”  redatto a Bergamo nel Duecento da padre Pinamonte  – domenicano, biblista, giurisperito, fondatore del Consorzio della Misericordia Maggiore (l’attuale Mia) – ad  essere al centro della pubblicazione, che si prefigura come una sorta di  “inchiesta giornalistica” su colei che è ritenuta la prima santa della Chiesa di Bergamo.

Così scrive tra l’altro nella prefazione il vescovo Francesco Beschi: “Ho letto con molto interesse – oserei dire con avidità – la pubblicazione preparata da Roberto Alborghetti su Santa Grata. Che cosa si potrà dire – mi ero chiesto – sulla santa che conosciamo nelle “passiones” di Alessandro come garbata e schiva presenza accanto al martire, attenta alla sua sepoltura ma desiderosa poi di scomparire?…  Ho scorso pagina dopo pagina l’opera di Alborghetti. Ne ho certo ammirato quella che con termine forse desueto ma certo appropriato e significativo si chiama “erudizione”. Il nome di Mosè del Brolo e il titolo della sua opera “Liber pergaminus”, il nome del domenicano padre Pinamonte da Brembate con la sua “Legenda Sanctae Gratae” aiutano il lettore a conoscere e ad immettersi nello spessore ricco e sconosciuto ai più dei primi due secoli dopo il mille, anche per quanto riguarda la vita culturale e cristiana di Bergamo… Dentro la bella ricerca storica di queste pagine, efficace e simpatica nell’esposizione, si comunica la vita della Chiesa, della nostra Chiesa, che è la vita di Cristo in noi”.

L’incontro, come detto avrà luogo nella chiesa dell’antico Monastero benedettino, eccezionalmente aperta al pubblico nella circostanza di un evento editoriale che intende sottolineare anche il singolare traguardo editoriale dei 500 titoli pubblicati da Velar ed Elledici nell’ormai popolarissima serie divulgativa incentrata sulle biografie di santi, beati e testimoni della cristianità di tutte le epoche.

Santa Grata, Copertina

La copertina. Il testo sarà presentato  il 16 SETTEMBRE, in Bergamo Alta, ore 20,30, presso la chiesa dell’antico Monastero benedettino di S.Grata, in Via Arena, eccezionalmente aperta al pubblico.

 

Roberto Alborghetti, Santa Grata e il suo Monastero in Bergamo Alta, Prefazione di Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, Editrice Velar – Elledici, 2016, pagine 48, Euro 4, Collana Blu, Coordinamento editoriale di Oscar Serra, www.velar.it ; www.elledici.it

GRANDE SPAZIO SU “IL CORRIERE DELLA SERA” PER IL NUOVO LIBRO DI R.ALBORGHETTI


CORRIERE D.S. 23 AGO 2016

La pagina de “Il Corriere della Sera”, articolo a firma di Donatella Tiraboschi, dedicata al nuovo libro di Roberto Alborghetti, “S.Grata e il suo Monastero in Bergamo Alta”, Editrice Velar-Elledici. Un viaggio nella storia, nell’arte e nella letteratura!

LIBRO NOVITA’ / GRATA, UN GESTO DI PIETA’ DIVENUTO “LEGENDARIO”…UNA STORIA AFFASCINANTE DI ARTE E LETTERATURA


 

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Il 500° titolo della Collana Blu di Editrice Velar e Elledici è dedicato alla “compatrona” di Bergamo. Una vita sconosciuta, di cui rimane documentazione in uno straordinario “scritto” duecentesco di Pinamonte da Brembate. Prefazione del Vescovo di Bergamo, Francesco Beschi.

 

Un antico e straordinario documento redatto a Bergamo nel Duecento da un impareggiabile “cronista” dell’epoca, è al centro di una vera e propria “inchiesta” su colei che è ritenuta la prima santa della Chiesa di Bergamo. “Santa Grata e il suo Monastero in Bergamo Alta” è il titolo n. 500 della popolarissima “collana blu”, autentico fenomeno editoriale di Velar e Elledici, incentrato su pubblicazioni che presentano biografie di santi, beati di tutte le epoche.

Scritto da Roberto Alborghetti – che aveva firmato anche la biografia  “Sant’Alessandro Martire e Patrono della terra di Bergamo”, già ristampata – il testo ricostruisce, come in una sorta di indagine giornalistica, la vicenda di Santa Grata, considerata la “compatrona” della Diocesi di Bergamo. Grata è colei che, giunta sul luogo della decapitazione del vessillifero della Legione Tebana, ne raccoglie le spoglie e le porta alla sepoltura.

Con questo semplice e devoto gesto, la nobildonna Grata entra a pieno titolo nella storia della cristianità bergamasca. La sua vicenda e la sua testimonianza sono giunte fino a noi trasmesse da antichi luoghi di culto (la chiesa di Santa Maria Vecchia, il monastero benedettino di Santa Grata in Columnellis, la chiesa parrocchiale di Santa Grata Inter Vites), da immagini (si pensi agli affreschi duecenteschi custoditi nello stesso cenobio benedettino), da documenti storici (le diverse versioni delle Passiones) e da due opere fondamentali della storiografia: il Liber Pergaminus di Mosè del Brolo e il  Legendario del Beato Pinamonte da Brembate.

La copertina. Il testo sarà presentato al pubblico il 27 agosto a Pescolanciano (Castello d'Alessandro, ore 16) e il 17 settembre a Bergamo (Monastero S. Grata, ore 18).

La copertina. Il testo sarà presentato al pubblico il 27 agosto a Pescolanciano (Castello d’Alessandro, ore 16) e il 17 settembre a Bergamo (Monastero S. Grata, ore 18).

 

GRATA: UNA PRESENZA DOCUMENTATA

NELLE ANTICHE “PASSIONES”

 

Alborghetti si mette sulle tracce delle primissime notizie su Grata registrate nelle antiche Passiones che illustrano il martirio di Sant’Alessandro (la decapitazione sarebbe avvenuta il 26 agosto del 298, anche se altre ipotesi suggeriscono l’anno 287 o nel biennio 303-305, nella fase conclusiva della dominazione di Diocleziano e Massimiano). La Passio Sancti Alexandri di Bonino Mombrizio documenta in poche, ma importanti righe la presenza di Grata sul luogo del martirio di Alessandro: “Il servo gli tagliò la testa. Poi, una certa matrona castissima di nome Grata, sopraggiunta alcuni giorni dopo, raccolse il suo corpo con animo lieto, e lo pose in un piccolo podere di sua proprietà, non lontano dalle mura della città di Bergamo”. Attorno alla figura di Grata, nel corso dei secoli, è fiorita materia sufficiente per imbastire biografie e aneddoti di singolare bellezza e contenuto spirituale.

 

Figlia del duca Lupo e di Adleida, Grata fin da fanciulla si distingue per nobiltà d’animo, umiltà, purezza di spirito, bellezza, onestà, grande attenzione ed amore per il prossimo. E’ attratta dagli ideali e dai principi diffusi da una nuova religione, il cristianesimo, che si richiama al Vangelo, alla vita ed al messaggio di Gesù.  Grata è la prima persona ad  accorrere sul luogo del martirio di colui che la terra di Bergamo venererà poi come patrono. Insieme alla fidata Esteria e ad altre persone amiche procede a dare degna sepoltura ai resti mortali di Alessandro, tumulato in gran segreto in un terreno fuori della cinta muraria cittadina, sui colli della città.

 

Ma le vicende legate a Grata non si esauriscono con la sepoltura del martire Alessandro e con la fondazione della basilica sul luogo del sepolcro. Nel suo Legendario, Pinamonte narra una singolare serie di fatti legati alla sfera miracolosa e prodigiosa ed afferma che Dio operò molti miracoli per i meriti di Grata, la quale visse con grande umiltà tutta questa abbondanza di grazie, in  un cammino scandito dalla carità evangelica, dall’ amore per i poveri e gli ultimi, ai quali lei dedicherà ogni attimo della propria vita e “cossì ogniuno amando era da tuti amata”. Una testimonianza che, dopo la morte della nobildonna –  seppellita tra le mura  di quell’ospedale che lei stessa aveva costruito – vedrà sbocciare una catena di prodigi.

 

Secondo la storiografia, i resti mortali di Grata – spirata nell’anno 307, stando a quanto riportato nella “Enciclopedia dei santi” – rimarranno sepolti fuori le mura della Bergamo antica, in Borgo Canale, fino al secolo XI, presso la chiesa edificata all’interno dell’ospedale fondato dalla nobile matrona. Il primo documento che attesta l’esistenza di una chiesa e di una devozione a Grata risale al secolo VIII, e fa riferimento al contenuto del testamento steso dal  nobile gasindio Taidone prima di partire per la guerra contro Carlo Magno.

In Borgo Canale, le reliquie della compatrona di Bergamo rimasero fino all’anno 1027 quando vennero solennemente traslate all’interno delle mura della città, nella chiesa di Santa Maria Vecchia (o Santa Maria Vetere, la cui fondazione è attribuita alla madre di Grata, Adleida) attorno alla quale poi si svilupperà il complesso architettonico dell’attuale monastero in Columnellis, considerato uno dei più antichi cenobi benedettini d’Italia, sicuramente della Lombardia.

 

LO STRAORDINARIO “LEGENDARIO”

DI PINAMONTE DA BREMBATE

 

 

Grande attenzione è rivolta, nel testo di Alborghetti, allo  straordinaria “Legendario” redatto da Pinamonte da Brembate (1200 ca – 1271 ca). Uno dei personaggi di maggior rilievo della Bergamo del XIII secolo, biblista, giurisperito, grande predicatore, proclamato Beato dalla Chiesa, Pinamonte da Brembate si era formato alla scuola dei domenicani (probabilmente a Bologna) entrando in relazione diretta con San Domenico di Guzman (1170-1221), fondatore dei Frati Predicatori, e con San Tommaso d’Aquino (1225-1274), illuminato esponente della Scolastica e Dottore della Chiesa.

Il Legendario – giunto sorprendentemente intatto ai giorni nostri – rivela e racconta anche e soprattutto un’epoca storica di grandi trasformazioni a tutti i livelli. Nel contesto di un profondo rinnovamento spirituale, il cronista e biblista domenicano ricostruisce i passaggi della vita di Santa Grata, indicandola quale modello di religiosità femminile, luminosa e rigorosa testimone della fede cristiana in terra orobica, esempio per lo stesso ruolo del laicato che, in seno alla Chiesa, stava affermando una propria autonomia rispetto al clero secolare.

Il periodo della redazione è con ogni probabilità da collocare dopo il 1254. Di sicuro il lavoro di composizione e di trascrizione dei testi dal manoscritto originale alla straordinaria copia miniata – che ammiriamo oggi come un capolavoro d’arte presso lo stesso monastero – doveva essere terminato già nel 1272. Tale data è indicata nell’affresco che – un tempo custodito nell’antica chiesa di Santa Maria Vecchia (o Vetere o Vetus) monumento poi inglobato nello stesso monastero di Santa Grata – è ora ospitato nell’ambulacro superiore del chiostro del medesimo cenobio benedettino.

La scena affrescata, essa stessa un altro singolare reperto di grande valore documentaristico, raffigura la badessa Grazia nell’atto di presentare a Santa Grata e a Santa Esteria il Legendario che l’affrescatore illustra nella versione definitiva, come prodotto unitario di singoli fascicoli.  L’opera ha trapassato le epoche ed è arrivata ai nostri tempi in un discreto stato di conservazione.

 

Articolata in ventotto capitoli, introdotta da un prologo, vergata in una pulita e precisa scrittura gotica libraria italiana, strutturata in  pagine a due colonne di venticinque righe, scritta con inchiostro nero e rosso (numeri dei capitoli, titoli e rubriche)  e “commentata” da bellissime immagini, la biografia è annoverata tra le più preziose opere della miniatura duecentesca in Lombardia.

Si segnala come un reperto di grandissimo valore artistico, culturale, storico e anche letterario, consentendo di apprezzare l’abilità descrittiva di Pinamonte da Brembate, che si rivela autore di grande cultura (biblica e non solo), in grado di padroneggiare la materia, modellando un efficace “plot” narrativo, come si direbbe oggi, che avvince e affascina, anche per l’inedita modernità delle modalità del racconto.

 

DALLA PREFAZIONE DEL VESCOVO DI BERGAMO

MONS. FRANCESCO BESCHI

 

Ho letto con molto interesse – oserei dire con avidità – la pubblicazione preparata da Roberto Alborghetti su Santa Grata. Che cosa si potrà dire – mi ero chiesto – sulla santa che conosciamo nelle “passiones” di Alessandro come garbata e schiva presenza accanto al martire, attenta alla sua sepoltura ma desiderosa poi di scomparire? Non appartiene anche Grata alla schiera infinita di chi rimane nell’ombra per poter credere e sperare dal profondo del cuore, affidando semmai solo alla carità intensa il proprio operare,ma sempre con lo stile che Gesù ci ha insegnato “Non sappia la sinistra ciòche fa la tua destra”?

 

Ho scorso pagina dopo pagina l’opera di Alborghetti. Ne ho certo ammirato quella che con termine forse desueto ma certo appropriato e significativo si chiama “erudizione”. Il nome di Mosè del Brolo e il titolo della sua opera “Liber pergaminus”, il nome del domenicano padre Pinamonte da Brembate con la sua “Legenda Sanctae Gratae” aiutano il lettore a conoscere e ad immettersi nello spessore ricco e sconosciuto ai più dei primi due secoli dopo il mille, anche per quanto riguarda la vita culturale e cristiana di Bergamo. Cultura di pochi, classica e raffinata quella di Mosè del Brolo, subito attenta anche alla radice cristiana nella storia della città; cultura teologica solida e profonda, ma subito preoccupata di risvolti pastorali per edificare chi sa leggere e attraverso di loro formare chi può solo ascoltare e vedere è la preoccupazione di padre Pinamonte. Non sfugge il binomio “santità fattiva – carità operosa” che anima l’azione del grande domenicano: mentre narra la storia di Grata e la arricchisce di testimonianza di carità verso i poveri, Pinamonte traduce l’esempio di Grata all’origine della fede in Bergamo, nella fondazione della “Misericordia” che si prende cura degli ultimi nella città duecentesca…

Roberto Alborghetti propone attraverso la sua opera una possibilità di “conoscenza erudita” che subito diventa concretezza e storia. Come cristiano, come vescovo di questa Chiesa che oggi parla con riserbo e pudore di una delle prime cristiane della sua storia, hotratto quasi con commozione dalla lettura di queste pagine una convinzione precisa. Nella figura e nell’opera di Grata c’è qualcosa della Chiesa di Bergamo, della mia chiesa, della nostra Chiesa. Nella sua bellezza, nella sua dolcezza, nella custodia dei suoi sentimenti, nella fedeltà ai suoi ideali, nel suo nascondimento, c’è un po’ della Chiesa nostra di sempre…

Dentro la bella ricerca storica di queste pagine, efficace e simpatica nell’esposizione, si comunica la vita della Chiesa, della nostra Chiesa, che è la vita di Cristo in noi.

 

500° TITOLO DELLA “COLLANA BLU”

 

La biografia di Santa Grata è il 500° titolo della “Collana blu”, dedicata ai “Messaggeri d’amore e Protagonisti della fede”. Vuole essere un omaggio speciale, da parte di Elledici ed Editrice Velar – che ha sede in terra bergamasca –  a colei che tradizionalmente è considerata la “compatrona”, con Sant’Alessandro martire, della Diocesi e della terra di Bergamo.

Il primo titolo venne pubblicato in lingua polacca nel 2002 ed era dedicato a Madre Teresa di Calcutta. Diffusi nei cinque continenti, a tutt’oggi sono stati tradotti in una ventina di lingue.

La pubblicazione su Santa Grata, intende sottolineare come il biennio 2016 -2017 sia di particolare importanza per l’antico monastero benedettino di via Arena. Cadono infatti gli anniversari dell’adozione della Regola benedettina (1026), della traslazione del corpo di Santa Grata da Borgo Canale (1027) e della riapertura del Monastero (1817) dopo la soppressione a seguito delle leggi della Repubblica Cisalpina. Infine, stando alla più diffusa tradizione, cadrebbe anche il 1710° anniversario della morte di Grata (307), la “matrona castissima” che, dopo il martirio del cristiano Alessandro, ne “raccolse il suo corpo con animo lieto, e lo pose in un piccolo podere di sua proprietà, non lontano dalle mura della città di Bergamo”.

 

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DATI TECNICI

Roberto Alborghetti, Santa Grata e il suo Monastero in Bergamo Alta, Prefazione di Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, Editrice Velar – Elledici, 2016, pagine 48, Euro 4, Collana Blu, Coordinamento editoriale di Oscar Serra, Grafica: Anna Mauri,  www.velar.it ; www.elledici.it

 

 

 

NOTE SULL’AUTORE ROBERTO ALBORGHETTI

Roberto Alborghetti, giornalista professionista ed autore di saggi e biografie, ha lavorato nel gruppo Sesaab-L’Eco di Bergamo, dove è stato uno degli ultimi cronisti a formarsi alla scuola di mons. Andrea Spada, ritenuto tra i grandi del giornalismo italiano e per ben 51 anni direttore del quotidiano bergamasco. A L’Eco di Bergamo ha ricoperto anche il ruolo di inviato e si è occupato di attività editoriali per la scuola ed i giovani, coordinando e ideando attività innovative come “Cartolandia” e “Festagiovani”.

 

Le sue più recenti opere editoriali riguardano Papa Bergoglio: “Francesco”, la prima biografia storica illustrata, Velar, Novembre 2013, Giugno 2015, disponibile in tre versioni (cofanetto con 3 volumi, monovolume, E-Book); “Quando il giorno era una freccia”, pubblicata da AGeSC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche), Giugno 2014 (alla terza ristampa); “Nessuno resti indietro / Papa Francesco, la dignità del lavoro e l’inclusione sociale” (Velar, 2016, già ristampata).

E’ autore di una quarantina tra saggi e  biografie. Ha curato i due volumi dell’epistolario di Paola Elisabetta Cerioli (“Lettere di una Madre”) ed ha coordinato l’opera “Lombardia / Introduzione ad una didattica dei territori”. Per la popolare “Collana blu” di Velar-Elledici ha pubblicato testi dedicati soprattutto a protagonisti del cattolicesimo sociale tra Ottocento e Novecento.

Blogger e autore di documentari, si occupa di editoria “educational” (è direttore di Atempopieno – periodico dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche – e di Okay!). Ha ricevuto diversi riconoscimenti giornalistici, tra cui l’European Award for Environmental Reporting (il cosiddetto “Pulitzer europeo” per l’informazione sull’ambiente, 1992-1993). Ha creato “LaceR/Azioni”, un innovativo progetto-ricerca basato sull’osservazione della realtà urbana percepita nei cromatismi dei “segni di  strada”, con mostre in Italia ed all’estero.

 

 

NOTE SULL’EDITRICE VELAR

Velar è una Casa Editrice Cattolica che opera nel campo dell’Editoria da oltre 40 anni e vanta un catalogo di oltre 1000 titoli, tradotti in diverse lingue. Velar offre servizi editoriali con possibilità di personalizzazioni; fa parte dell’UELCI (l’Unione Editori e Librai Cattolici Italiani) e collabora attivamente con Rebeccalibri, il primo portale online dell’editoria religiosa. Grazie alla vendita delle sue pubblicazioni, sostiene importanti progetti umanitari. www.velar.it

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ALESSANDRO, INDAGINE SU UN SOLDATO MARTIRE. ANTEPRIMA A “SEILATV” DEL NUOVO LIBRO DI ROBERTO ALBORGHETTI (ED. VELAR ELLEDICI)


Domani, lunedì 3 novembre 2014, su Seilatv, canale 216, alle ore 17,30, nel programma “Ciao Gente”, il giornalista Riccardo Catani intervisterà Roberto Alborghetti sul suo nuovo libro, già molto atteso, di imminente uscita (fine novembre) per Edizioni Velar-Elledici, in edizione speciale nella popolarissima “Collana blu”.

Si tratta di una sorta di indagine storica su S.Alessandro, soldato martire e patrono di Bergamo, con la pubblicazione di notizie inedite e delle nuove scoperte sul piano storico e archeologico. Come la storia di una terra può diventare un tema di attualità, perchè se non conosciamo il passato non sapremo nemmeno progettare il futuro… Diretta on line su http://www.seilatv.tv

Anteprima della copertina  di "S.Alessandro", autore Roberto Alborghetti, Edizioni Velar Elledici, Progetto grafico di Puntoelinea.

Anteprima della copertina di “S.Alessandro”, autore Roberto Alborghetti, Edizioni Velar Elledici, Progetto grafico di Puntoelinea.

IL SETTIMANALE “IL MIO PAPA” PARLA (GRAN BENE) DEL VOLUME “FRANCESCO” DI ROBERTO ALBORGHETTI EDITO DA VELAR-ELLEDICI. GUARDA LA PAGINA…


IL MIO PAPA 17 2-07-2014

Ecco il bellissimo servizio giornalistico che la rivista settimanale “Il mio Papa” edita da Mondadori ha dedicato al volume “Francesco” sul numero 17 del 2 luglio 2014. L’articolo è a firma di Enrico Casarini. La testata è distribuita in tutte le edicole ed è “il primo settimanale al mondo su Papa Francesco”. C’è anche un sito web: http://www.miopapa.it

 

IL VOLUME “FRANCESCO” AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA LETTERATURA RELIGIOSA (MILANO, 20-23 GIUGNO 2014).


MILANO Sublimar 22.06.2014

Il volume “Francesco”, la prima grande biografia storica illustrata su Papa Bergoglio, scritta da Roberto Alborghetti ed edita da Velar-Elledici, avrà l’onore di essere presentato a Sublimar 2014, il primo Festival Internazionale di Letteratura Religiosa che si tiene a Milano presso la Società Umanitaria (via San Barnaba 38) dal 20 al 23 giugno. L’incontro di presentazione avrà luogo domenica 22 giugno, alle ore 16, nella Sala Auditorium, alla presenza dell’editore e dell’autore, che illustrerà momenti e restroscena della preparazione e della realizzazione di quello che è diventato un vero e proprio bestseller, oltre che un’opera unica e di particolare pregio nel panorama editoriale non solo italiano.Sublimar Milano

Pubblicato in un duplice formato (monovolume e cofanetto con due volumi) dall’Editrice Velar di Bergamo – che opera nel campo dell’editoria religiosa da 40 anni e vanta un catalogo di oltre 1.000 titoli – la monumentale biografia illustrata su Papa Francesco è già stata ristampata a soli pochi mesi dalla sua prima uscita. Oltre 550.000 battute di testo, quattordici capitoli e 340 fotografie che raccontano la vita di Papa Jorge Mario Bergoglio dalla sua nascita fino ai primi mesi di Pontificato: questi i dati sintetici sull’opera editoriale, la cui prefazione è a cura del Cardinale Giovanni Battista Re.

Il volume è stato presentato al Santo Padre durante un’udienza privata a Casa Santa Marta lo scorso gennaio ed è stato ampiamente pubblicizzato e discusso su numerose testate giornalistiche e blog (già circa settanta le recensioni uscite fino ad oggi) e anche una nutrita serie di incontri di presentazione svoltisi in varie città italiane. A Sublimar, Roberto Alborghetti incontrerà il pubblico durante l’evento dal titolo “Francesco: il racconto di una vita straordinaria” illustrando aneddoti sulla vita di Bergoglio, presentando le modalità della ricerca storica tra fonti ed archivi che hanno permesso di ricostruire notizie, dati e circostanze che, spesso, sono state diffusi in modo incompleto se non in modo errato. Una bellissima occasione per farsi autografare il libro, per conoscere l’autore di persona e conoscere un po’ più in profondità Papa Francesco. Vedi il clip:

FRANCESCO A SUBLIMAR 2014

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LINK UTILI RIFERITI ALL’EVENTO:

http://www.sublimar.it/

http://www.velar.it/libro/biografia-su-papa-francesco/

https://www.facebook.com/EditriceVelar

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Società dell'Umanitaria, Milano

Società dell’Umanitaria, Milano

FIRENZE, SERATA SPECIALE / PRESENTATO IL VOLUME “FRANCESCO” NELL’ANTICA “FARMACIA” CHE PROFUMA DI ARTE E DI STORIA


Guest Writer: STEFANO ALBERTI

Foto:RENATO PIAZZINI

Davvero una serata ricca e densa di emozioni e riflessioni quella di venerdì 9 maggio, presso gli storici locali dell’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella di via della Scala 16, Firenze, dove si è svolta la presentazione del libro di Roberto Alborghetti, “Francesco”, edito da Velar-Elledici. Giornalisti, scrittori, amici e singoli cittadini hanno partecipato con interesse e singolare attenzione all’evento, nel corso del quale è stato illustrato il volume che ripercorre l’intera vita del Pontefice. Si tratta della prima biografia storica illustrata del Papa argentino, frutto di ricerche e testimonianze inedite che aiutano a conoscere un “figlio di emigrati” divenuto pastore della Chiesa universale. A fare gli onori di casa c’erano Benedetta ed Eugenio Alphandery, dell’antica Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella, che hanno allestito in modo impeccabile, con i loro collaboratori, gli spazi riservati al partecipatissimo incontro. Presente l’autore della “monumentale pubblicazione”, Roberto Alborghetti, intervenuto con Walter Serra dell’Editrice Velar, che insieme ad Elledici ha curato la realizzazione dell’opera, e con Silvia Ferrari. Riflessioni e stimoli al dibattito sono stati portati da Carmelina Rotundo giornalista ed animatrice di questo incontro, Andrea Fagioli direttore di Toscana Oggi, Riccardo Clementi giornalista e scrittore, Giuseppe Saponaro giornalista, Daniel C.Meyer, giornalista di Firenze Urban Lifestyle, Maurizio Martini direttore di Over the Sky, Giuseppe Piani ricercatore d.e.i.s.t.a.f. dell’ Università di Firenze. Inoltre il maestro Giuseppe Tocchetti ha esposto la sua opera pittorica ispirata al libro. Come hanno sottolineato i relatori, l’opera di Alborghetti accompagna il lettore alla scoperta della personalità del futuro Papa, del suo impegno e della sua missione: dalle notizie sulla famiglia di origine a quelle sull’infanzia e l’adolescenza del giovane Jorge Mario fino alla sua vocazione religiosa e formazione culturale, includendo gli anni della sua vita pastorale in Argentina.

Tante le persone che hanno collaborato, in vario modo, alla organizzazione dell’evento. In modo particolare va rivolto un sentito “grazie” alla famiglia Alphandery, ai loro collaboratori (Francesco su tutti), a Carmelina Rotundo, Elena Banchi de L’Olfattorio di via de’ Tornabuoni 6 (Firenze), il prof. Marco Salvaterra della facoltà di Agraria di Firenze (che ha curato l’allestimento floreale e creatore di una grande associazione agraria), Massimo Rinaldi per le bellissime calle, padre Giovanni Monti della basilica di Santa Maria Novella, i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri e dell’Associazione della Guardia di Finanza, il grafico Renato Piazzini (che ha curato anche il segnalibro donato ai presenti, su idea di Carmelina Rotundo), la Fondazione culturale Il Fiore (che ha stampato gli opuscoli con le note relative al libro), Maurizio Martini per le riprese video. Insomma, una grande partecipazione di gente che si è stretta attorno a questa serata che è risultata anche uno straordinario omaggio alla testimonianza di Papa Francesco.

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UNA SERATA INDIMENTICABILE

di Carmelina Rotundo

Grazie per aver condiviso la gioia di avere Papa Francesco, il Papa giusto al momento giusto, uno tra noi, uno di noi, un Papa con noi
per darci speranza e coraggio per parlare a nostri cuori  ricordandoci
che non abbiamo altre strade che quelle dell’ amore. Ognuno ha dato il meglio di se’: i propretari dell’Officina, tutto lo staff organizzatore, la delegazione dei Carabinieri, dell’Esercito, della Finanza i presentatori e gli intervenuti in una sinfonia intonata di voci e di cuori, di fiori e di profumi. La nobiltà dell’ animo umano è grande; noi permanentemente transitori eppur parte di una immensità palpitanti di amore diretti verso la luce! Abbiamo testimoniato il bello e il buono. Siamo giornalisti pericolosi, perchè  ben intenzionati a portare il bello, le buone notizie e guarda caso la presentazione dello splendido volume “FRANCESCO” scritto magistralmente da Roberto Alborghetti ha concluso a Firenze la “Giornata dell’Europa”.

Grazie alla famiglia Alphandery, che ha messo generosamente a
disposizione una location di incredibile bellezza storica, la più profumata al mondo:

l’ OFFICINA PROFUMO FARMACEUTICA di S.Maria Novella, rendendo omaggio a PAPA FRANCESCO con amore, nel dialogo, nel rispetto, moltiplicando la gioia.
Un 9 maggio indimenticabile nella location più profumata al mondo all’ interno del bel dialogo sorto spontaneo in una parità di comunicazione dove ognuno si è sentito di condividere la sua personale testimonianza, prendendo parte alla nascita di una mostra dedicata a PAPA FRANCESCO in occasione della sua visita a Firenze. Infine, un invito per il 17 maggio al Galluzzo per una indimenticabile esposizione d’arte.

Guarda il clip: FIRENZE, SERATA-EVENTO PER “FRANCESCO”

SERATA-EVENTO A FIRENZE: SETTE GIORNALISTI A CONFRONTO SUL VOLUME “FRANCESCO” (9 MAGGIO 2014, ORE 21)


Firenze: uno degli affreschi custoditi presso l'antica Officina Farmaceutica S.Maria Novella, sede dell'incontro del 9 maggio (ore 21) sul volume "Francesco" di Roberto Alborghetti, Edizioni Velar-Elledici

Firenze: uno degli affreschi custoditi presso l’antica Officina Farmaceutica S.Maria Novella, sede dell’incontro del 9 maggio (ore 21) sul volume “Francesco” di Roberto Alborghetti, Edizioni Velar-Elledici

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Guest writer: STEFANO ALBERTI

Venerdì 9 maggio alle ore 21 gli storici locali dell’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella di via della Scala 16, Firenze, ospitano la presentazione del libro di Roberto Alborghetti, “Francesco”, edito da Velar-Elledici. Il volume ripercorre l’intera vita del Pontefice. Si tratta della prima biografia storica illustrata del Papa argentino, frutto di ricerche e testimonianze inedite che aiutano a conoscere un “figlio di emigrati” divenuto pastore della Chiesa universale.

Dalle notizie sulla famiglia di origine, ripercorrendo l’infanzia e l’adolescenza del giovane Jorge Mario fino alla sua vocazione religiosa e formazione culturale, includendo gli anni della sua vita pastorale in Argentina, l’opera di Alborghetti accompagna il lettore alla scoperta della personalità del futuro Papa, del suo impegno e della sua missione. Intervengono alla serata, oltre all’autore: Carmelina Rotundo giornalista, Andrea Fagioli direttore di Toscana Oggi, Riccardo Clementi giornalista e scrittore, Giuseppe Saponaro giornalista, Maurizio Martini direttore di Over the Sky, Giuseppe Piani ricercatore d.e.i.s.t.a.f. dell’ Università di Firenze. Inoltre il maestro Giuseppe Tocchetti espone la sua opera ispirata al libro.

Guarda il clip: FIRENZE, SERATA-EVENTO PER “FRANCESCO”

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LE EMOZIONI DELL’ARTISTA TOCCHETTI

NEL LEGGERE IL LIBRO “FRANCESCO”

Argomentare sull’opera dell’Alborghetti è compito riservato a pochi eletti e quindi oserò esprimere ciò che e come la lettura abbia dato origine ad una serie di mie emozioni. Nasco da una cultura radicata nella parola del Vangelo ho trascorso la mia prima infanzia nelle difficoltà della guerra sempre accompagnato dal mio Angelo Custode,oggi scomparso, primi passi nell’AGESCI per poi terminare come magister nel MASCI. Ebbene l’Alborghetti nel descrivere la vita del Santo Padre ha riportato alla mia mente molti accadimenti vissuti o sentiti che hanno suscitato un grande senso di nostalgia.

In quei duri tempi due erano i punti di riferimento di noi ragazzi la Parrocchia e la Famiglia. Ricordo ,per merito dell’autore,l’affettuoso ma burbero don Cirillo che ha segnato la strada di molti di noi, ho risentito l’odore della mia vecchia parrocchia le penitenze per i cattivi pensieri (!) ed il premio per aver fatto la buona azione con una fetta di pane con un velo di nutella. Quanta strada ha fatto padre Bergoglio ma quanto deve alla sua famiglia quanto al suo incontro con il parroco della sua chiesa?

Oggi molte cose sono mutate ,non esprimo alcun giudizio sulla loro validità ,ma sono molto addolorato nel vedere molti ragazzi privi di punti di riferimento certi e che si sentono soli e prede. L’autore con maestria mostra la necessità da parte di un fanciullo di crescere e svilupparsi in un ambito armonico che solo l’affetto familiare può offrire come condizione necessaria ma non sufficiente se non affiancata dalla presenza di ideali che il Vangelo ci propone.

Ringrazio con vero e sincero affetto l’Alborghetti per quanto ha realizzato e auspico che quanto egli ha fatto intendere, con l’opera in oggetto, Papa FRANCESCO riesca a porre rimedio ai mali esistenti corrosivi della vita coniugale, dei rapporti tra figli e genitori e tra le genti.

GIUSEPPE TOCCHETTI

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UN’OPERA PITTORICA DI TOCCHETTI

ISPIRATA DALLE PAGINE DEL VOLUME

L'opera pittorica che il maestro Tocchetti ha dedicato al volume "Francesco", biografia storica illustrata su Papa Bergoglio.

L’opera pittorica che il maestro Tocchetti ha dedicato al volume “Francesco”, biografia storica illustrata su Papa Bergoglio.

Il maestro Giuseppe Tocchetti ha creato, per la serata-evento del 9 maggio, un’opera ispirata al volume “Francesco” di Roberto Alborghetti (Edizioni Velar-Elledici). Ecco come lo stesso artista illustra il suo lavoro: “Le due mani rappresentano le due personalità del Santo Padre, l’esuberante speranza della Rinascita e la Misericordia francescana. Su queste giunge la luce divina e da queste riparte per fornire alle genti la speranza di una vita futura degna della Grazia che ci fu offerta in sintonia con il libero arbitrio. Il motto in alto a destra è tratto dal testo ed ha ispirato la composizione. Il motto a sinistra è quello del Papa, sul suo stemma pontificio. Il motto sul lato destro è quanto di più simbolico possa essere immaginato su uno scudo trasparente: una croce piena di auspici da cui possa sorgere una nuova comunità. Un vecchio Isacco indica agli esseri umani di buona volontà il cammino della salvezza. Il simbolo del Tau caro a S. Francesco offre un momento di riflessione all’osservatore sul proprio modus vivendi. L’opera è su supporto ligneo di diametro 60cm. e realizzata con tecniche molteplici”.

FIRENZE: UN LUOGO “MAGICO” PER UN EVENTO SPECIALE / 9 MAGGIO ’14, ORE 21 – GUARDA IL CLIP


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Venerdì 9 maggio 2014, ore 21,Officina Profumo-Farmaceutica Santa Maria Novella, Via della Scala, 16 — Firenze, Incontro di presentazione di “Francesco”, la prima grande biografia storica illustrata su Papa Bergoglio, autore Roberto Alborghetti, Edizioni Velar- Elledici.

Partecipano all’incontro-dibattito: Roberto Alborghetti, Carmelina Rotundo, Andrea Fagioli, Riccardo Clementi, Giuseppe Saponaro, Giuseppe Piani, Maurizio Martini, Giuseppe Tocchetti.

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A 165 9 MAGGIO 2014 FIRENZE