“LACER/AZIONI”: IL SORPRENDENTE MONDO DELLA RUGGINE. GUARDA QUESTE IMMAGINI (SCATTATE A BITONTO)


© roberto alborghetti (1)

© roberto alborghetti (5)

© Roberto Alborghetti

Il tempo e la ruggine hanno il fascinoso potere di modificare le cose senza l’apporto e il condizionamento della mano dell’essere umano. Sono davvero sorprendenti il lavoro e l’azione creativa che possono compiere le ruggini. Possono comporre e modellare scene infinite nelle quali i nostri occhi possono vedere e percepire orizzonti senza limiti. O cieli nei quali le nuvole lasciano incredibili scie rossastre, come le pennellate di un pittore sulla tela.

Ma queste immagini non sono dipinti, ma semplicemente fotografie dal vero (macro o ravvicinate) delle ruggini che viste su un cancello, tra le vie di Bitonto (Bari). Tutto è creato casualmente, senza un preciso intento, senza una ragione, che non sia quella del normale processo compiuto dalla decomposizione naturale degli elementi. Sorprendente, non è vero?

Queste foto astratte e macro fanno parte di “Lacer/azioni” (Lacer/actions), di Roberto Alborghetti, progetto multidisciplinare e di ricerca sull’apparente caos di manifesti pubblicitari strappati e decomposti, crepe naturali, crepe, graffi e segni e segni urbani e industriali, come appunto queste tracce di ruggine (Roberto ha raccolto finora in giro per il mondo oltre 100.000 immagini fotografiche …). Trasferite su tele, riprodotte su stampe o tessuti litografici, ricostruite su collage o scansionati in videoclip, le immagini di poster strappati e sfigurati e crepe naturali, corrosioni e graffi, giungono ad offrire e proporre nuovi significati ed espressioni al materiale in decomposizione.

*

Interessati a queste immagini in copie esclusive e originali? Volete organizzare un laboratorio didattico, come già attuato in diverse scuole? Contattare: okayredazione@gmail.com.

a1 - copia - copia

“VAI NELLE STRADE, PRENDI I COLORI”: ECCO CHE COSA SI PUO’ FARE A SCUOLA CON LE “LACER/AZIONI”


 

Noicattaro (Ba): Esperienza-laboratorio per il progetto LaceR/Azioni con gli studenti dell’IC Gramsci-Pende ( Dirigente Scolastica Maria Rosaria Giannini). Roberto Alborghetti ha guidato gli allievi per le strade della città …a vedere e a documentare cose che nemmeno immaginiamo. Attività svolta svolta nell’ambito del progetto “Primavera della Legalità, Maggio 2017”. Ha collaborato Paolo Sandini.

 

CREPE (CRACKS) E SINAPSI… NON SONO DIPINTI! SONO “LACER/AZIONI”…IL MACRO DAL MICRO


Un nuovo video di Roberto Alborghetti per il suo progetto “Lacer/azioni”… Le immagini che vedete non sono dipinti (eh sì!) ma foto astratte e macro che Roberto ha “scattato” attorno ad un grande contenitore di rifiuti ad Aprilia (Latina) presso il maneggio della “Casa dei Cedri”… Non ci credete? Chiedete alla docente Patrizia Sapri e vi racconterà…

DSCN5879 (2) (800x447)

 

COLORI, EMOZIONI E “LACER/AZIONI”: STA COMMUOVENDO IL MONDO IL VIDEO SUL LABORATORIO DELLA “CLASSE SPECIALE” DI ANZIO-APRILIA


*

Incredibile, ma vero! Davvero un…caso mediatico. Un piccolo video, costruito solo da immagini e da una toccante brano al pianoforte, sta commuovendo il mondo. Diffuso attraverso i social networks – WordPress, Facebook, Google+, Twitter, YouTube – la scorsa settimana ha registrato un grandissimo numero di visualizzazioni. Ma la condivisione più importante è arrivata dai numerosi  gruppi artistici che fanno parte del circuito di LinkedIn. E’ infatti risultato “the most popular discussion” (il tema di discussione più dibattuto), visto e partecipato da circa 250.000 utenti da ogni parte del mondo.

Ma di che cosa tratta il clip? Mostra semplicemente le immagini del laboratorio che la docente Patrizia Sapri ha curato ad Anzio ed Aprilia coinvolgendo bambini e ragazzi diversamente abili e portatori della sindrome autistica. Il laboratorio, come abbiamo a suo tempo informato, si è basato sulle immagini (Lacer/azioni) di Roberto Alborghetti. Gli “allievi speciali”, con la guida di Patrizia, lavorando sui lavori artistici di Alborghetti – immagini della pubblicità strappata e decomposta, crepe naturali(cracks),  graffi casuali, segni urbani – hanno riprodotto delle straordinarie composizioni, di cui rimane appunto documentazione nel video qui proposto. Sono immagini bellissime, che stanno emozionando il mondo. E nel vederle, se ne capisce il perchè.

Colors and Emotions Atelier - Lacer-Actions by r.a (13)

100.000 VISITE PER IL BLOG “LACER/AZIONI” SU WORDPRESS! UNO SPECIALE DOWNLOAD GRATUITO DELL’ALBUM “POSTCARDS” (CARTOLINE)…


100.000 VISITE !!!

PER IL BLOG DI ROBERTO ALBORGHETTI

SU WORD PRESS.

*

NEL RINGRAZIARE TANTI AMICI CHE CONDIVIDONO

L’AVVENTURA DI “LACER/AZIONI” IN TUTTO IL MONDO

FREE DOWNLOAD

(PER 48 ORE SOLTANTO) DI

LACER/ACTIONS POSTCARDS

CARTOLINE – L’ALBUM

LINK:

100-000-visits-for-this-blog-to-thank-you-free-download-for-48-hrs-only-of-the-unpublished-laceractions-postcards-album/

 *

ROBERTO ALBORGHETTI - LACER7ACTIONS POSTCARDS - 2013

APRILIA (LATINA): IN MOSTRA I LAVORI DEGLI ALUNNI SPECIALI… E LE “LACER/AZIONI” DIVENTANO STUPENDE “CRE/AZIONI”


ECCO COME LE IMMAGINI ORIGINALI DI ROBERTO ALBORGHETTI (LACER/AZIONI) SONO STATE INTERPRETATE E RI-CREATE NEL CORSO DELLA BELLISSIMA ESPERIENZA VISSUTA DAI RAGAZZI DEL “LABORATORIO” PRESSO LA  SCUOLA PRIMARIA STATALE “MARCONI” DI APRILIA (LATINA)

***

C’è viva attesa ad Aprilia (Latina) , presso la Scuola primaria “Marconi” dell’Istituto Comprensivo “Gramsci”, dove il prossimo 3 giugno, si apre l’iniziativa “Libriamoci sull’arcobaleno”, nel contesto della quale faranno bella mostra anche i lavori realizzati dal laboratorio promosso per gli alunni diversamente abili del territorio, alcuni dei quali portatori di sindrome dello spettro autistico.

Ne abbiamo già parlato in precedenza. Come si ricorderà, grazie all’impegno ed all’entusiasmo dell’insegnante Patrizia Sapri – coadiuvata dai familiari, colleghi e amici della Onlus “Il senso della vita” – i ragazzi avevano prodotto delle singolarissime opere ispirandosi alle “lacer/azioni” di Roberto Alborghetti, le provocatorie immagini di ciò che rimane dei manifesti pubblicitari una volta decomposti e lacerati (Alborghetti ha tenuto anche una visitatissima mostra nel castello Aldobrandesco sul Monte Amiata, in provincia di Siena). 

Ora c’è molta curiosità per la mostra, per la quale sono stati preparati altri lavori, durante le attività di laboratorio realizzate in collaborazione con la docente Barbara Pedrazzi. E su quest’esperienza, Patrizia Sapri scrive:  “Quando siamo in laboratorio a volte solchiamo l’ interno dell’ immagine ed ecco allora che la comunicazione anche non verbale è dentro ed intorno a chi dipinge, a noi. Ne rimane un foglio che non ha solo colori esterni e croste, ma racchiude un mondo interiore da esplorare e conoscere…”

Continua Patrizia: “I miei piccoli allievi sono: Erik, Massimo, Flavia, Gaia e Nicole. Il nostro percorso nei colori continua. Oggi il nostro Erik – che chiama Roberto (Alborghetti) Berttto…  – ha elaborato una “lacer/azione” al cavalletto. E dice: Bertto molto bello! fatto io… fatto il pittore… porto a mamma! un successo, pitturo da su a giù.”

Massimo con i suoi cromatismi crea da “lacer/azioni” solo con supervisione verbale. Comunica con il suo corpo e la sua arte tutte le sue emozioni… La nostra assistente specialistica Katia è molto presa nel portare avanti gli obiettivi del laboratorio. Siamo in direzione d’ arrivo ed è alle prese con il libro d’ arte da ultimare. Con le immagini di Roberto Alborghetti riprodotte dai piccoli non ce la fa più… Si chiede in continuazione: “sarà apprezzato?” La nostra Marisa assistente specialistica collabora attivamente e con le sue arie da incantatrice cerca sempre di coinvolgere le alunne più piccole con giochi e canzoncine varie che si integrano con la pittura. Marisa dice:”Il percorso mi è molto piaciuto. Ho imparato tanto ed ho collaborato all’ espressività. Da parte mia il piacere di aver creato e condotto un progetto che non è mai uguale. Cambiano i bambini, le collaboratrici, le emozioni comuni ed allora anche i risultati visivi artistici  sono diversi, unici. Baci da Patrizia, Katia e Marisa e tutti gli alunni… Un saluto a Bertto da Erik!”

E allora, Aprilia vi aspetta, per ammirare questa singolare, unica mostra! 

***

LA BELLISSIMA ESPERIENZA DI APRILIA:

“VEDERE CIO’ CHE LA GENTE NON VEDE”

Di Patrizia Sapri

Molte delle “cre/azioni” sono eseguite da un alunno autistico. Ho studiato in passato, e riscoperto proprio in questi giorni, che l’americana Temple Grandin, autistica, attraverso uno studio sugli animali e su se stessa, afferma che gli autistici sono in grado di vedere ciò che gli essere umani non vedono: tutto ciò che c’è in questo mondo meraviglioso, ma che la gente coglie a malapena. Essi vedono e percepiscono una serie di stimoli visivi che le persone normali non possono scorgere e comunque non scorgono.

Essi pensano per immagini.

Quando dò la consegna a Massimo, egli attraverso una tabella sceglie i colori che sono presenti nell’ opera proposta.

In autonomia (con super visione) egli porta tutto sul tavolinetto. Metto alla sua destra la foto dell’ opera da realizzare. Verbalmente gli spiego come realizzarla, se attraverso pennellate libere oppure con la tecnica del tamponamento.

In base al suo stato d’ animo egli pittura con rabbia oppure con dolcezza coprendo tutti gli spazi. Nel suo ordine mentale tutto deve essere perfetto. I cromatismi ottenuti sono volontari in quando solo lui batte i colori a tempera nella tazza che tiene sulla mano, Il lavoro artistico è già nel suo pensiero e nella sua testa.

Il risultato è quello che si vede. Quando Massimo finisce con il linguaggio degli occhi e para-verbale, cerca la mia approvazione. Spesso si siede davanti all’ opera e la osserva. A volte firma con un punto per dire:“Ho finito”. Se nel disegno ci sono delle sovrapposizioni si ottengono con delle vecchie tavole Montessoriane a volte con strategie semplici pettine e non solo.

Il mio è un lavoro speciale. Bisogna trovare il senso a quel qualche cosa che appartiene a noi, al gruppo, ed usarlo per la crescita professionale. Dopo 25 anni di lavoro ancora mi aggiorno, frequento corsi e mi pongo sempre degli interrogativi trovando un punto d’ incontro con l’ altro.