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ECCO COME SEGUIRE “OKAY!”


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GIOVANI CRONISTI SULL’AMIATA PER PENNE E VIDEO SCONOSCIUTI 2019


Si avvicinano le giornate del gran finale della XXI edizione di “PENNE E VIDEO SCONOSCIUTI”. Piancastagnaio, sede delle manifestazioni, e il Monte Amiata attendono l’arrivo delle delegazioni scolastiche da ogni parte d’Italia. Ecco, nelle 4 pagine pubblicate sulla speciale edizione cartacea di Okay!, l’elenco delle Scuole premiate. Come noto,  PENNE e VIDEO SCONOSCIUTI, è promossa da Emeroteca di Piancastagnaio, Pro Loco di Piancastagnaio e Comune di Piancastagnaio, con protocollo d’intesa Miur –  OSA Onlus.

Gli eventi finali, con le premiazioni, si tengono a Piancastagnaio (Siena) nelle giornate del  25, 26 e 27 Ottobre 2019. Gli incontri sono in programma presso il Teatro Ricci Barbini. In basso: scarica il pdf con tutti gli eventi in programma, curati da Nicola Cirocco con Pro Loco ed Emeroteca. Gli incontri saranno condotti da Roberto Alborghetti, che presenterà il nuovo libro “Italiani o It-alieni?”, edito da Funtasy.   

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Clicca e scarica il programma degli eventi 2019

PROGRAMMA PENNE E VIDEO 2019

MINORI IN POVERTA’: IN ITALIA SONO 1 MILIONE E 200 MILA. E CRESCE L’ABBANDONO SCOLASTICO


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Negli ultimi dieci anni il numero dei minori che vivono in povertà assoluta, senza i beni indispensabili per condurre una vita accettabile, è più che triplicato, passando dal 3,7% del 2008 al 12.5% del 2018. Oggi sono oltre 1,2 milioni. Un record negativo che ha visto un netto peggioramento negli anni più duri della crisi economica, tra il 2011 e il 2014, in cui il tasso di minori in condizioni di povertà è passato dal 5 al 10%, trasformando un fenomeno circoscritto in una vera e propria emergenza. Solo nel 2018, ben 453.000 bambini di età inferiore ai 15 anni hanno dovuto beneficiare di pacchi alimentari. La povertà dei minori si riflette anche sulle difficili condizioni abitative in cui molti di loro sono costretti: in un paese in cui circa 2 milioni di appartamenti rimangono sfitti e inutilizzati, negli anni della crisi il 14% dei minori ha patito condizioni di grave disagio abitativo.

L’Italia continua a non avere un Piano strategico per l’infanzia e l’adolescenza, investe risorse insufficienti in spesa sociale, alimentando gli squilibri esistenti nell’accesso ai servizi e alle prestazioni, condannando proprio i bambini e le famiglie più in difficoltà ad affrontare da sole, o quasi, gli effetti della crisi.

La povertà economica è spesso correlata alla povertà educativa, due fenomeni che si alimentano reciprocamente e si trasmettono di generazione in generazione. Nel nostro paese 1 giovane su 7 ha abbandonato precocemente gli studi, quasi la metà dei bambini e adolescenti non ha letto un libro extrascolastico in un anno, circa 1 su 5 non fa sport.

Per contro, anche la scuola è stata in questi anni colpita pesantemente dai tagli alle risorse, spesso “lineari”, che hanno penalizzato le aree già in difficoltà. Sebbene nell’ultimo decennio si siano fatti grandi passi in avanti sul tema della dispersione scolastica, abbattendo di -5,1% la media nazionale dei cosiddetti “Early school leavers”, le differenze tra regioni sono drammatiche. Il dato complessivo del Paese nel 2018, che si attesta al 14,5%, fa registrare per il secondo anno consecutivo un pericoloso trend di ripresa del fenomeno della dispersione scolastica. In un paese fragile dal punto di vista sismico e idrogeologico, quasi il 79% delle scuole censite nelle aree a medio-alta pericolosità sismica non hanno una progettazione antisismica e il 53,9% delle scuole italiane (tra quelle che hanno compilato il dato) non ha il certificato di agibilità e quasi un terzo non ha un collaudo statico.

Questi alcuni tra i dati messi in luce dal X Atlante dell’infanzia a rischio di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, La pubblicazione a cura di Giulio Cederna e dal titolo evocativo “Il tempo dei bambini”, fa il bilancio della condizione dei bambini e adolescenti in Italia negli ultimi dieci anni e viene presentata quest’anno contemporaneamente in dieci città italiane (Roma, Milano, Torino, Udine, Ancona, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Catania e Sassari) in occasione della nuova edizione della campagna “Illuminiamo il futuro” per il contrasto alla povertà educativa. “Nell’ultimo decennio insieme alle diseguaglianze intergenerazionali, si sono acuite le diseguaglianze geografiche, sociali, economiche, tra bambini del Sud, del Centro e del Nord, tra bambini delle aree centrali e delle periferie, tra italiani e stranieri, tra figli delle scuole bene e delle classi ghetto. Si sono divaricate le possibilità di accesso al futuro”, spiega Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children. “Un paese “vietato ai minori”, che negli ultimi dieci anni ha perso di vista il suo patrimonio più importante: i bambini. Impoveriti, fuori dall’interesse delle politiche pubbliche, costretti a studiare in scuole non sicure e lontani dalle possibilità degli altri coetanei europei. Ma che non si arrendono, che hanno trovato il coraggio di chiedere a gran voce che vengano rispettati i loro diritti, che gli adulti lascino loro un pianeta pulito e un ambiente di vita dove poter crescere ed esprimersi”.   “Chiediamo un forte segnale di inversione di rotta, per affrontare quella che è una vera e propria emergenza. Ci auguriamo – prosegue Valerio Neri – che il Presidente del Consiglio che nel suo discorso di insediamento ha voluto raccogliere l’appello lanciato da Save the Children per garantire ai bambini e alle bambine l’accesso all’asilo nido, nella prossima legge di bilancio sappia dare seguito concreto a quanto annunciato, a partire dalle aree del paese dove maggiormente si concentra la povertà minorile.”

L’organizzazione rilancia oggi la campagna “Illuminiamo il futuro” per il contrasto alla povertà educativa, ormai giunta al suo sesto anno, chiedendo – attraverso una petizione disponibile su http://www.illuminiamoilfuturo.it– il recupero di tanti spazi pubblici oggi abbandonati in stato di degrado da destinare ad attività extrascolastiche gratuite per i bambini e scuole sicure per tutti. La mobilitazione, accompagnata sui social dall’hashtag #italiavietatAiminori, è associata a 16 luoghi simbolici vietati ai minori in Italia, individuati con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui tanti spazi pubblici, da nord a sud, inaccessibili ai minori nel nostro Paese. Una campagna che riprende la richiesta già lanciata lo scorso anno e che ha portato all’inizio di un percorso di recupero di alcuni dei 10 luoghi segnalati nella precedente edizione, a cui quest’anno se ne aggiungono altri sei.

A partire dal 21 ottobre è inoltre prevista una settimana di mobilitazione, con centinaia di eventi e iniziative in tutto il Paese, da nord a sud, realizzate a cura di tante realtà locali, associazioni, scuole, enti e istituzioni culturali che anche quest’anno hanno scelto di essere al fianco di Save the Children per sensibilizzare e informare sul tema del contrasto alla povertà educativa che colpisce bambini e ragazzi e sull’importanza di attivare comunità educanti.

LE PAROLE VALGONO: PROGETTI ED ESPERIENZE AL FESTIVAL DELLA CRESCITA


Guest writer: Stefano Alberti

Un “grazie” per le foto a Cecilia Stajano, Fondazione Mondo Digitale 

Pomeriggio di grandi idee, contenuti ed esperienze quello di sabato 19 ottobre 2019, a Milano, al convegno “Le parole valgono” nel contesto del Festival della Crescita – Treccani, evento a cura delle giornaliste Isabella Ceccarini e Fabrizia Flavia Sernia. Presso il Palazzo delle Stelline, in Corso Magenta 61, si è parlato di futuro in rapporto al Pianeta e alle emergenze del cambiamento climatico, alla salute, all’educazione e alla tecnologia. Esperienze e racconti di persone che sentono ed avvertono “la cura del futuro”. E’ stato un dibattito a più voci, che le due curatrici dell’incontro hanno coordinato con professionalità e competenza, presentandolo così su La Repubblica:

“Di fronte alla povertà, ai disastri ambientali, alle isole di plastica che galleggiano nei mari, ai ghiacciai che si sciolgono, ai deserti che si allargano, come dobbiamo agire per un cambiamento socialmente realizzabile? Bisogna correggere tecniche di produzione, consumi e stili di vita. Serve creare consapevolezza, come non si stanca di fare l’associazione Marevivo, perché non possiamo risolvere i problemi di oggi creandone altri domani. Diventare plastic free è una scelta obbligata -ha detto Rosalba Giugni – ; richiederà tempo, ma irrinunciabile per salvare il mare e la nostra stessa sopravvivenza.

La Fondazione Mondo Digitale allena tanti ragazzi delle periferie urbane di tutta Italia al problem solving, a progettare robot, a lavorare con le stampanti 3D. Come un incantatore, Alfonso Molina li attrae liberandone la creatività, suscitando in loro una passione per il sapere che li allontana dalla strada e li mantiene entro il perimetro della formazione.

Essere ricoverati in ospedale, ma riuscire a evadere con la mente. Il progetto MediCinema – ne ha parlato Fulvia Salvi – ha realizzato questo sogno portando il cinema in ospedale, attrezzando alcune sale per ospitare perfino chi è costretto a letto. I risultati in termine di benessere dei pazienti non si sono fatti attendere; del resto, già secondo Ippocrate il buonumore era paragonabile a un elisir di lunga vita.

Le persone hanno bisogno di essere riparate, viziate, risvegliate, volute e salvate. Per lo psichiatra Marco Trabucchi la cura intesa come accudimento e affettività può portare enormi benefici ai pazienti affetti da demenze. L’ascolto, a cui siamo disabituati, e il contatto fisico sono segni di attenzione e di rispetto: un abbraccio e una carezza possono valere più di una pillola.

La generosità è scoprire di avere due mani: una per sé e una per aiutare gli altri. Maria Elena Polidoro racconta la storia della Società Umanitaria. La cura va oltre la beneficenza: è un’assistenza operativa che, attraverso istruzione e lavoro, cerca di offrire ai diseredati un’occasione per rialzarsi.

Roberto Alborghetti, attraverso i suoi libri – come “Social o dis-social?” e l’ultimissimo “Italiani o It-alieni?” e gli incontri nelle scuole –  esorta i ragazzi a sviluppare il pensiero critico. Pensare significa anche ragionare su un futuro scandito da nuovi saperi che richiedono l’uso responsabile dei mezzi tecnologici. Se è vero che il futuro appartiene a chi crede ai propri sogni, allora insegniamo ai ragazzi a volare alto”.

Nel corso dell’incontro è stata presentata anche la bella esperienza del “Pane in piazza“, ideata a Milano dalla famiglia Marinoni: Cesare ha parlato di una iniziativa che contribuisce a sfamare tanti villaggi in Africa, in appoggio alle missioni dei Padri Cappuccini.

www.festivalcrescita.it

DESTINAZIONE BOLOGNA-MODENA: EVENTI PER TUTTO IL 2020


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Bologna e Modena, città unite dalla convenzione che le rende unica Destinazione turistica, crescono nei numeri e nell’offerta, affermandosi per il 2020 come mete ricche di eventi e iniziative che si configurano come importanti attrattive per i visitatori italiani e internazionali.

Cominciando dal capoluogo di regione, Bologna metropolitana propone un calendario che conferma la grande attenzione all’arte e alla cultura in tutte le sue forme. Si inizia da una rinnovata formula per il Capodanno, con la kermesse Dancin’Bo e il suo ricco calendario per portare l’allegria del ballo in 12 diversi luoghi della città per 5 giorni. Il 2020 si aprirà come sempre con gli appuntamenti legati all’arte contemporanea di Art Week, la settimana dell’arte per eccellenza che tra gennaio e febbraio affianca il ricco palinsesto degli eventi culturali che si svolgono in concomitanza con Arte Fiera.  Si proseguirà in primavera con le celebrazioni legate al genio di Lucio Dalla e alle ricorrenze per il suo compleanno: una manifestazione che conferma il forte legame di Bologna con la tradizione musicale, nel rispetto del titolo di Città Creativa della Musica conferito dall’UNESCO. Legame che si esprime non solo con Lucio ma anche con il Teatro Comunale, i tanti jazz club della città e l’Accademia Filarmonica, in un 2020 che marca il 250esimo anniversario della visita di Mozart a Bologna. Grande spazio anche allo sport, con tanti eventi durante tutto il corso dell’anno e due grandi eventi di rilievo. Il 1 marzo la prima Maratona di Bologna e in autunno l’apertura del nuovissimo Museo del Basket italiano, all’interno del rinnovato PalaDozza, il palazzetto del centro di Bologna.

Come ogni anno il calendario di proposte dell’estate sarà particolarmente ricco, con indiscusso protagonista il Cinema in Piazza Maggiore. Bologna è infatti sempre più città del cinema grazie anche alla sua Cineteca, eccellenza mondiale nell’ambito del restauro e la conservazione: il Comune di Bologna ha appena varato un importante investimento per la riapertura del novecentesco cinema Modernissimo e del sottopasso di via Rizzoli come nuovo e innovativo spazio culturale al centro del Quadrilatero della Cultura. Grande successo anche per i cammini in Appennino, che tra la ormai celebre Via degli Dei e la nuova Via della Lana e della Seta attirano ogni estate migliaia di camminatori da tutto il mondo.

Completa l’offerta un ricco calendario di mostre, che si articolerà tra le tante sedi dell’Istituzione Bologna Musei e che andrà ad affiancare la già ricchissima offerta delle collezioni permanenti dei musei del capoluogo e del suo territorio. Il 2020 porterà a Bologna diverse esposizioni che spazieranno dall’arte allo sport. Due grandi artisti internazionali saranno protagonisti delle mostre “Botero”, fino a fine gennaio a Palazzo Pallavicini e “Chagall. Sogno e magia” a Palazzo Albergati fino a marzo. Le grandi icone degli anni ’50 e ’60 raccontate dalle immagini degli archivi fotografici sono invece al centro di “Noi. Non erano solo canzonette”, a Palazzo Belloni fino ad aprile 2020. Per finire la storia del Bologna calcio è celebrata in occasione dei suoi 110 anni nella mostra “Atleti, cavalieri e goleador 3000 e…110 anni di sport da Felsina al Bologna Football Club”.

A Modena rombano i motori e l’intero territorio si conferma meta di eccellenza per gli appassionati, con eventi che celebrano il mito della velocità e della competizione: da marzo a settembre si svolgeranno tra le altre manifestazioni il 21° Concours d’Elegance – Trofeo Salvarola Terme, sfilata di auto d’epoca di alta gamma con la partecipazione di oltre 50 equipaggi,  a maggio sarà il turno del Motor Valley Fest 2020, la grande festa delle due e quattro ruote che dopo il successo della prima edizione rappresenta un appuntamento da non perdere, a giugno invece i motori saranno protagonisti della Notte Rossa di Maranello, con l’esposizione di decine di Ferrari da strada e F1, animazione urbana e stand gastronomici. Sono inoltre da visitare il Museo Enzo Ferrari di Modena ed il Museo Ferrari di Maranello, gli stabilimenti di Pagani e Maserati, che insieme alle collezioni private presenti e unite dal Motor Valley Passport, un diario di viaggio che presenta l’offerta motoristica dell’intera regione, offrono un’esperienza unica e ricca di forti emozioni.

Importanti manifestazioni culturali arricchiscono l’offerta: oltre al Festival della Filosofia di Modena in settembre, Carpi e Sassuolo ed al Festival della Poesia che si sviluppa lungo la vasta area denominata Terre di Castelli e le Città di Modena e Castelfranco Emilia dal 21 al 27 settembre 2020. Numerosi sono gli eventi dedicati all’arte figurativa, alla letteratura, alla musica ed alle rievocazioni storiche, come ad esempio la Festa della Dama Vivente a Castelvetro (12-13 settembre), la manifestazione Montmartre  a Castelfranco Emilia e la Notte dei Musei “Nessun Dorma” di Modena, in tarda primavera. La musica in particolare, attraverso concerti ed eventi di vario genere descrive un panorama nel quale sono legati Vasco Rossi e gli altri artisti modenesi con le manifestazione dedicate al maestro Luciano Pavarotti e con il cartellone di proposte del teatro a lui dedicato.

Nel ricco calendario di eventi del territorio imolese un posto di rilievo avrà come sempre l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari, nel quale i motori (con il mondiale Superbike, il mondiale di motocross e il Minardi Day per ricordare i principali) la faranno da padrone. Non mancheranno altri appuntamenti di rilievo, come il concerto di chiusura del tour di Cesare Cremonini il 18 luglio.

 

CARCERE MINORILE DI BOLOGNA: ECCO L’OSTERIA “BRIGATA DEL PRATELLO”, ESPERIENZA UNICA IN ITALIA


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Nasce a Bologna, all’Istituto Penale Minorenni “Siciliani” (IPM), l’Osteria “Brigata del Pratello”, un’esperienza formativa unica in Italia, promossa da FOMAL, Ente accreditato dalla Regione Emilia-Romagna per la formazione professionale nell’ambito della ristorazione, e dall’IPM, con il sostegno della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e della Regione Emilia Romagna, che permetterà ai giovani detenuti di mettere in pratica le conoscenze acquisite nel corso della formazione e sviluppare nuove competenze in rapporto con il mondo del lavoro e la società civile.

La “Brigata del Pratello” si inaugura giovedì 10 ottobre in via del Pratello 34 con la prima delle cene-evento aperte al pubblico, in cui saranno coinvolti, come cuochi e camerieri, i ragazzi detenuti che da mesi partecipano al percorso formativo. Il servizio ristorativo vedrà impegnati per ogni cena circa 6/8 giovani dell’IPM, affiancati da chef e maître professionisti e coordinati da educatori.

Per la città di Bologna la “Brigata del Pratello” rappresenterà un luogo accogliente, da frequentare per sostenere la sfida educativa, nella convinzione che ogni persona debba avere sempre la possibilità di realizzare il proprio personale percorso di crescita e di autonomia.

Il progetto della Brigata del Pratello mira a sperimentare un’attività innovativa per la formazione e l’inserimento lavorativo dei giovani detenuti; migliorare le competenze relazionali, tecniche e professionali dei partecipanti ai corsi; sostenere l’autonomia dei ragazzi attraverso l’orientamento e l’accompagnamento al lavoro e l’affiancamento nell’assunzione di responsabilità; favorire esperienze di convivialità con chiunque voglia condividere incontri e sapori inediti in un contesto unico, contribuendo a dar voce a una storia nascosta della città.

Alla serata inaugurale la squadra della Brigata del Pratello accoglierà ospiti importanti tra cui: il Questore di Bologna Gianfranco Bernabei; il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini; Giuseppe Colonna, Presidente Corte d’Appello di Bologna; Giusella Finocchiaro, Presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna; il Prefetto di Bologna Patrizia Impresa; Luigi Martello, Magistrato di Sorveglianza; il Sindaco di Bologna Virginio Merola; Antonio Pappalardo, dirigente del Centro Giustizia Minorile di Bologna; Giuseppe Spadaro, Presidente del Tribunale per i Minorenni; Francesco Ubertini, Rettore dell’Alma Mater Studiorum e l’Arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, per citarne solo alcuni.

 Le cene-evento con circa 40/50 “coperti” si svolgeranno una volta al mese – con la possibilità di aumentare se tutto funzionerà secondo i piani – e saranno occasione per degustare piatti sopraffini e per conoscere più da vicino le istituzioni e le associazioni di volontariato che collaborano con l’Istituto “Siciliani” offrendo numerose attività, un prezioso contributo al percorso di rigenerazione personale dei ragazzi detenuti.

Il progetto dell’Osteria formativa affonda le sue radici nel lontano 2008, quando dalla collaborazione tra FOMAL e IPM e grazie al contributo della Fondazione del Monte e della Regione Emilia-Romagna nasce il primo laboratorio di ristorazione. I corsi organizzati hanno rappresentato in questi anni la risposta al bisogno dei giovani di reinserirsi positivamente nel contesto sociale attraverso il lavoro come strumento di riscatto, e l’inaugurazione dell’Osteria testimonia oggi l’impegno incessante nel garantire la rieducazione del condannato, come espresso nell’articolo 27 della Costituzione Italiana.

«Tutti speriamo che all’Osteria ci si trovi bene e si mangi bene, ma soprattutto desideriamo che abbia successo e riscontro positivo la motivazione per cui si é avviata questa esperienza. Qualunque sia il reato per cui i giovani stanno dentro è impensabile che sulla loro vita si scriva la parola fallimento, stare ‘dentro’ deve corrispondere anche alla possibilità concreta di reagire, rinascere, riprendere il cammino buono di persone e di cittadini» dichiara Beatrice Draghetti, Presidente di FOMAL.

«L’osteria nel carcere minorile è un esempio che ben rappresenta la natura dei nostri progetti e delle attività che sosteniamo, che hanno come priorità l’impegno sul fronte dell’integrazione sociale, dell’educazione, dell’istruzione e della cultura – afferma Giusella Finocchiaro, Presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna – da qui si parte se si vuole dare una speranza al futuro. Siamo certi che l’esperienza costituirà un modello da seguire anche per altre realtà nazionali».

Per informazioni: www.brigatadelpratello.it | www.fomal.it

COSTRUITE E DISEGNATE PICCOLI PRESEPI: SARANNO ESPOSTI NEL CUORE DI ROMA (2.a EDIZIONE)


Torna una grande iniziativa per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado. Costruite O DISEGNATE piccole scene della Natività. I migliori lavori avranno l’onore di essere in mostra nella Basilica di Sant’Andrea della Valle a Roma.

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In occasione delle festività natalizie del 2019, OKAY!  e la Basilica di Sant’Andrea della Valle in Roma ripropongono una iniziativa denominata “Piccoli Presepi nel Cuore di Roma”. Scuole dell’Infanzia, Scuole Primarie e Scuole Secondarie di primo grado (medie), con la propria classe o singolarmente, sono invitate a realizzare piccoli presepi, O DISEGNI, che avranno poi l’onore di essere esposti pubblicamente a Roma, nella stessa Basilica di Sant’Andrea, nel cuore della Capitale, officiata dai Padri Teatini, fondati da S. Gaetano Thiene, ritenuto l’inventore e promotore del presepe moderno.

ECCO COME PARTECIPARE

  • I piccoli presepi – che devono trovare posto nelle dimensione di una normale scatola di scarpe – possono essere realizzati negli stili e nelle forme più diverse, secondo la creatività di ognuno.
  • Suggeriamo di rispettare, per i piccoli presepi, queste misure di massima, in modo che possano essere contenuti in una scatola per le scarpe: altezza 13/14 cm, lati larghezza/lunghezza cm 20/21 e cm 34/35.

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  • Ogni piccolo presepe, nella sua realizzazione, deve rispettare i criteri e le caratteristiche fondamentali della scena della Natività, con i suoi personaggi.
  • Possono essere realizzati anche disegni che riproducono le scene della Natività. Possono essere creati su normali fogli da disegni formato A4.
  • Classi e singoli possono partecipare con uno o più lavori. Di ogni piccolo presepe e disegno va chiaramente indicato il nome o i nomi degli autori. Si può partecipare personalmente, anche senza la propria classe scolastica.
  • Ad ogni singolo piccolo presepe e disegno va allegata una scheda (foglio) su cui andranno chiaramente indicati: denominazione Classe/Istituto scolastico o nome e cognome del singolo autore, indirizzo completo, con CAP e provincia, numeri telefonici, indirizzo e-mail della scuola, dell’insegnante referente o dei genitori dei singoli partecipanti.

QUANDO E DOVE INVIARE I LAVORI

I piccoli presepi dovranno essere inviati, o portati direttamente, entro il 15 dicembre 2019 al seguente indirizzo: Padri Teatini, Piazza Vidoni 6, 00186 Roma

PICCOLI PRESEPI IN MOSTRA

  • Una commissione selezionerà le opere pervenute. Quelle ritenute meritevoli avranno l’onore di essere esposte alla visione del pubblico all’interno della Basilica di Sant’Andrea della Valle a partire dal 20 dicembre 2019 e fino al 21 gennaio 2020.
  • Fotografie dei piccoli presepi e dei disegni saranno pubblicate sul sito-blog di Okay! I dati richiesti ai partecipanti sono finalizzati esclusivamente alla gestione dell’ iniziativa.
  • L’organizzazione si riserva di promuovere momenti ed incontri di festa dedicati agli autori dei piccoli presepi esposti in basilica.
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Il piccolo presepe realizzato nella prima edizione dalla Scuola Arcobaleno di Aprilia (LT); docente referente: Patrizia Sapri

FIRENZE, MUSEO DI S.MARCO: RESTAURATO IL CAPOLAVORO DEL BEATO ANGELICO


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La Pala di San Marco restaurata ritorna al suo Museo. Era stata eseguita tra il 1438 e il 1443 per l’altare maggiore della chiesa di San Marco, a Firenze. Nel 1438 Cosimo e Lorenzo de’ Medici ottengono il patronato della cappella maggiore della chiesa, che decidono di rinnovare affidandosi all’opera di Michelozzo. Commissionano poi a Fra’ Angelico da Fiesole, per il nuovo altar maggiore – dedicato al santo titolare e ai santi Cosma e Damiano – una nuova e grandiosa tavola d’altare.

La maestosa tavola doveva costituire il momento culminante della committenza medicea, a mostrare con magnificenza l’impegno profuso dai Medici per la chiesa e il convento di San Marco. In questa circostanza fu deciso di rimuovere il trittico di Lorenzo di Niccolò, firmato e datato 1402, che venne destinato al convento di San Domenico di Cortona, dove ancora oggi si trova. Commissionata dai due fratelli Cosimo e Lorenzo dei Medici, la vide ultimata il solo Cosimo: il fratello Lorenzo morì appena quarantacinquenne il 23 settembre 1440, e di ciò resta probabilmente traccia proprio nell’attitudine dei due santi protettori dei Medici: mentre Cosma guarda lo spettatore invitandolo con il gesto della mano ad ammirare con devozione la scena, Damiano è di spalle, prostrato per invocare la misericordia divina e l’intercessione di Maria.

La pala venne completata prima dell’Epifania del 1443, quando la chiesa e l’altare maggiore furono consacrati alla presenza del papa Eugenio IV e di tutto il collegio cardinalizio. La Pala di San Marco era una complessa macchina lignea che si elevava sull’altare a circa tre  metri e mezzo di altezza ed era formata da almeno ventisei dipinti, tra santi dei pilastrini, scomparti della predella e la pala centrale vera e propria. Se ne sono conservati diciotto, collocati in nove musei diversi.

 Il Museo di San Marco conserva solo due scomparti degli otto che componevano la predella. Le possibili ricostruzioni dell’aspetto finale della complessa macchina sono numerose e spesso attendibili, ma a oggi è estremamente difficile immaginare con certezza l’aspetto complessivo della pala, dopo il suo smembramento e la perdita della carpenteria che la articolava e la racchiudeva. L’attuale struttura di allestimento museale non intende proporre alcuna ipotesi ricostruttiva.

“Col ritorno della Pala di San Marco nella Sala dell’Ospizio” dichiara il Direttore del Polo Museale della Toscana Stefano Casciu, si ricostituisce al completo nel Museo di San Marco quell’insieme unico al mondo di opere su tavola del Beato Angelico che, insieme coi suoi affreschi realizzati per il convento domenicano, ed in particolare quelli celeberrimi delle celle, rende questo museo tra i più affascinanti ed amati di Firenze. La Pala di San Marco è un testo fondante della pittura del Rinascimento fiorentino. Lo splendido restauro realizzato dall’Opificio delle Pietre Dure ha riportato i suoi valori spaziali e lo splendore delle superfici pittoriche e delle mirabolanti dorature ai massimi livelli possibili, considerati i gravi danni subiti nel passato. Un ritorno che contribuisce in modo speciale alle celebrazioni dei 150 anni della fondazione del Museo.” ” Il restauro della Pala di San Marco – afferma il Soprintendente dell’OPD Marco Ciatti – ha costituito una sfida complessa per la gravità dei problemi conservativi presenti sia nel supporto ligneo, sia sulla superficie pittorica”.

Al termine della presentazione una nuova ottima notizia per il Museo di San Marco: Stefano Casciu e Simonetta Brandolini D’Adda hanno annunciato che i Friends of Florence finanzieranno il restauro di un’altra opera del Museo e i lavori per il nuovo completo allestimento della Sala dell’Ospizio, attesi da tempo. La Sala, con il ritorno del Giudizio Universale e della Pala di San Marco, presenta oggi tutte le sue preziose e celebri opere nuovamente riunite, eccezionalmente affiancate dall’ “illustre ospite” del Museo del Prado, l’Annunciazione di Robert Campin in dialogo con l’Annun​ciazione del tabernacolo del Beato Angelico. Le iniziative per i 150 anni del Museo proseguiranno a fine ottobre con un’inedita installazione di arte contemporanea in alcune delle celle più celebri e significative del museo.

“UNA RETE PER INCLUDERE”: A NOVEMBRE CORSO-ESPERIENZA ALL’I.C. “CAPPONI” DI MILANO


 “Una Rete per includere”: è questo il tema di una innovativa esperienza formativa in programma a Milano nel prossimo mese di novembre presso l’Istituto Comprensivo “Gino Capponi” diretto dalla dott.ssa Gabriella Conte. Il corso-esperienza – realizzato con il sostegno e la collaborazione del Municipio 5 di Milano – è indirizzato agli alunni delle Classi Quinte della Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo “Capponi” di Milano. Sono previste 18 ore complessive, di cui 6 di laboratorio. 

Ma non solo: l’iniziativa è rivolta anche a tutti i genitori degli alunni dell’Istituto e alla cittadinanza: previsti due distinti incontri. A guidare l’esperienza, fortemente voluta dalla sua Dirigente e dal gruppo docenti, sarà, in qualità di formatore-relatore, Roberto Alborghetti, giornalista e autore del libro  “Social o dis-social?” (Funtasy Editrice), i cui temi di fondo saranno al centro delle varie attività.

 GLI OBIETTIVI DEL CORSO-ESPERIENZA

  • Acquisire conoscenze sui fenomeni innescati dalla tecnologia digitale in ambito sociale, culturale e scolastico.
  • Acquisire elementi di conoscenza sulla situazione attuale del consumo tecnologico e degli effetti in ordine al benessere fisico e psicologico dei soggetti in età evolutiva.
  • Sviluppare competenze per interventi didattici al fine di gestire al meglio, all’interno del gruppo-classe, il rapporto individuale con il mezzo tecnologico, anche ai fini della prevenzione di fenomeni come cyberbullismo, isolamento digitale, deficit di attenzione e di attività motoria, disturbi comportamentali.
  • Suggerire e proporre modalità di lavoro che affiancano ed accompagnano il gruppo-classe in un percorso di ricerca e di autovalutazione, al fine di prendere coscienza che la tecnologia va usata al meglio, nel rispetto della propria vita e di quella degli altri.
  • Elaborazione di attività e di iniziative per attuare, all’interno dell’istituto scolastico, esperienze di contrasto e di prevenzione dei fenomeni del cyber bullismo e del bullismo.

PROGRAMMA DEGLI INCONTRI   

Presso la Scuola Primaria “Moro”, in via Pescarenico 6, Milano

Martedi 5 e Mercoledi 6 Novembre 2019

Sezioni coinvolte: Quinta A, Quinta B,  Quinta C

Orario : Mattino

 *

LABORATORIO CON LE CLASSI QUINTE 

Presso la Scuola Primaria “Moro”, in via Pescarenico 6, Milano

Lunedi 11 Novembre 2019

Sezioni coinvolte: Quinte A, Quinta B, Quinta C

Orario : Mattino

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INCONTRI PER I GENITORI

Martedi 5 Novembre e Lunedi 11 Novembre 2019, Ore 18:00

Sede: Scuola Secondaria Primo Grado “Gramsci”

Via F. Tosi 21, Milano

  

Per info:

https://funtasyedizionideldivertimente.wordpress.com/

 

Una “rivoluzione” che chiede di essere gestita

Social cartolina SmombinaSiamo tutti sempre più “connessi”. E sempre più portatori di tecnologie digitali. Un fenomeno, questo, che sta cambiando profondamente il modo di essere dei giovanissimi, i cosiddetti nativi digitali o millennials. E’ un panorama che, per certi aspetti, si è sviluppato fuori da ogni controllo, al di là di ogni legge, originando stili di vita, comportamenti e fenomeni con i quali il mondo dell’educazione ed il sistema scolastico si trovano a confrontarsi quotidianamente.

L’evoluzione digitale ha bruciato le stesse tappe dell’età evolutiva, di bambini e ragazzi, rivoluzionando i “passaggi” e le fasi del tempo anagrafico, resi più vicini dai mezzi tecnologici, il cui apprendimento all’uso appare quasi istintivo ed immediato nei Social cartolina Smombinaprimi anni di vita.

Si stanno imponendo realtà che non richiedono “guerre” contro la tecnologia, ma azioni (e processi) di conoscenza e di approfondimento per mettere la scuola nella condizione di gestire le problematiche relative all’uso corretto e responsabile dei dispositivi digitali. Perché oggi, più che mai, la scuola è chiamata a “far vivere” la tecnologia come un’opportunità di crescita e non come un’esperienza che può ostacolare il ben-essere personale e di gruppo.

UFFIZI FIRENZE: L’UFFICIALE E GENTILUOMO RICHARD GERE ‘IN MISSIONE’ TRA I CAPOLAVORI


Tour di un’ora nel museo per il divo del cinema americano e selfie con i dipendenti della galleria. A fare da guida il direttore Schmidt.

L’ ‘Ufficiale e gentiluomo’ Richard Gere ‘in missione’ agli Uffizi. Il celebre attore statunitense, oggi a Firenze per ricevere dal sindaco Dario Nardella le Chiavi della Città nell’ambito di una cerimonia in Palazzo Vecchio, è stato nel primo pomeriggio in visita alla Galleria delle Statue e delle Pitture. Circa un’ora la durata del tour tra i capolavori del museo, condotto dal direttore Eike Schmidt. Gere, che ha firmato autografi e voluto anche una foto di gruppo con i dipendenti degli Uffizi accorsi ad accoglierlo insieme al direttore, ha ammirato in particolare la pala di Ognissanti di Giotto, il doppio ritratto dei Duchi di Urbino, la Primavera del Botticelli, l’Annunciazione di Leonardo ed il Tondo Doni di Michelangelo.

“Gere è un visitatore davvero attento e curioso – ha detto Schmidt al termine del tour – si è soffermato su ogni opera, studiando con pazienza i dettagli e facendo molte domande. Ha apprezzato moltissimo la Tebaide del Beato Angelico, sottolineando la somiglianza tra le figure dei santi padri in ritiro ascetico nel deserto ed i monaci buddisti tibetani”.