10 ANNI FA LA MOSTRA “4 ELEMENTI”: MA CHE SORPRESA QUELLE MACRO-FOTOGRAFIE!


Dieci anni fa, esattamente in questi giorni – 16,17 e 18 Luglio 2010 – le macro fotografie di Roberto Alborghetti andarono in mostra presso la suggestiva ed avveniristica cornice di Oriocenter, uno dei più grandi e visitati centri commerciali d’Italia. Un luogo incredibile: gli artworks (foto, non dipinti come quasi tutti pensavano) erano collocati sullo sfondo dell’aeroporto di Milano-Bergamo Orio e del profilo di una delle più belle città italiane, Bergamo Alta. Grande il successo di pubblica e di critica per le  “LaceR/Azioni”, le insolite macro-immagini catturate da Roberto Alborghetti in giro per il mondo nella sua ricerca sulla carta della pubblicità strappata e sugli elementi naturali decomposti e corrosi dal tempo e dall’ambiente. Circa trentamila i visitatori che, nell’affollatissima tre giorni del grande centro commerciale si incuriosirono ed emozionarono davanti alle opere riunite sotto il tema dei “ 4 Elementi: Acqua, Aria, Terra e Fuoco”.

La mostra-evento – realizzata grazie alla collaborazione del dr. Ruggero Pizzagalli, Direttore di Oriocenter – diede modo al pubblico di vedere da vicino il lavoro di ricerca che Roberto Alborghetti, giornalista e scrittore, svolge con i suoi obiettivi fotografici sulla carta lacerata delle affissioni pubblicitarie e sulle corrosioni urbane e industriali. Presentate con lo slogan-messaggio “Possiamo vedere cose che nemmeno immaginiamo“, le “laceR/Azioni” ricevettero consensi ed apprezzamenti nel contesto di una esposizione “dal vivo” dopo essere state proposte al pubblico del web (già 10 anni fa!) attraverso i social networks. Nel corso della mostra ad Oriocenter, Roberto Alborghetti aveva raccontato ai numerosi visitatori come è nato e si è sviluppato il suo progetto e la sua ricerca, che sono un’azione di indagine fotografica sui particolari del mondo urbano che ci circonda. Invece di strappare la carta lacerata dai muri – e sottoporla a modifiche e trattamenti coloristici, come fatto da Villeglè e Rotella – Alborghetti coglie attraverso l’obiettivo della fotocamera gli aspetti meno evidenti degli strappi e li consegna alla visione, su diversi supporti, così come essi sono, senza cambiarli o arte-farli.

“LaceR/Azioni” è un progetto multidisciplinare che interessa varie espressioni creative. Le immagini di Roberto Alborghetti sono state al centro di workshops e di test kinesiologici di sperimentazione sulla percezione sensoriale ed emozionale (sinestesi). Nella “community” web sono state “adottate” per la realizzazione di videoclip che lo stesso Alborghetti ha realizzato con brani di musicisti di varie parti del mondo. L’allestimento della mostra ad Oriocenter era stato curato dal compianto arch. Giampaolo Biffi. Avevano collaborato Aldo Mapelli (pittore) e l’impresa edile Alessandro Colombo. L’evento è stato al centro dell’interesse dei media, con articoli e servizi apparsi sulla stampa, su siti web e su canali TV. Tra i commenti espressi 10 anni fa, riportiamo le note della giornalista, scrittrice ed artista Mina Capussi, che ha saputo leggere con intelligenza e sensibilità il lavoro di ricerca di Roberto Alborghetti.

Così scriveva Mina Capussi nel Luglio 2010, : “Una visuale del riciclo che restituisce emozioni, una dinamica di linguaggio dall’eccezionale forza evocativa, una inquadratura della realtà che trascende i canoni e solletica la fantasia. E’ ciò che mi viene in mente osservando le opere di Roberto Alborghetti, collega giornalista, che ha scelto di mettere a tacere le parole e far parlare le immagini. Ma si tratta di immagini inconsuete, lontane dalla visione comune, immagini non manipolate, “naturali”, possiamo dire. Sì, perché Alborghetti “spia” i manifesti, le pubblicità, tutto ciò che è immagine cartacea  incollata, strappata, riattaccata, in una sovrapposizione di stili, colori, messaggi, espliciti o subliminali. Alborghetti procede semplicemente, genialmente, ad una rilettura di quei messaggi, alla luce delle sovrapposizioni, come una fotografia con un tempo di posa lunghissimo, all’interno del quale si consumano emozioni, sensazioni, eventi a contaminare la scena originale. Quando il tempo tende all’infinito anche lo spazio assume nuove e incredibili dimensioni. La “contaminazione” diviene arte, quando si riesce a leggerne il messaggio nascosto, quando si scoprono nuovi punti di osservazioni, sbarazzandoci di sistemi di giudizio canonici. Sono le laceR/Azioni di Alborghetti, movimento e azione che nasce dalla rottura degli schemi, opere d’arte racchiuse in frammenti di carta strappata, deposta come baccello fecondo, sui muri di tutto il mondo”.

UNA ROCCA DI COLORI: LA STORIA DELLA PRIMARIA DELL’IC “PALAZZO” DI CEGLIE MESSAPICA (BR)


Dalla Scuola primaria dell’ I.C. “Preside Lucia Palazzo”, di Ceglie Messapica (BR), Dirigente scolastico dott. Gaetano Dabbicco, è giunto un altro interessante lavoro didattico per l’iniziativa “Una Rocca di Colori”, promossa da Rocca di Angera e Terre Borromeo, Lago Maggiore, Varese. Si tratta di un video che presenta una storia medievale realizzata dalle Classi Seconda A e Seconda B, con la guida ed il coordinamento delle docenti Anna Anaciello e Piera Trinchera, che così illustrano il lavoro realizzato: “Abbiamo accolto con entusiasmo l’invito a partecipare all’iniziativa proposta. Quando siamo venute a conoscenza del progetto sui castelli medievali, abbiamo subito pensato a “come” affrontare efficacemente l’argomento con i nostri alunni, in epoca di confinamento, più o meno volontario, e di DAD. Ci siamo lasciati alla fine del primo quadrimestre di una classe seconda, con l’idea, purtroppo tradita dai fatti, che ci saremmo rivisti dopo qualche giorno. Invece, il tempo si è dilatato e lo spazio si è ristretto, sempre più, alle dimensioni dello schermo di uno smartphone o di un PC. Nel dialogo, a volte ostacolato dalla cattiva connessione, a volte dalla paura, dall’angoscia e dalla stanchezza psicologica sul duplice fronte scuola/famiglia, abbiamo, però, portato a termine anche questa partita, con molti successi e qualche insuccesso (ma questo rientra nella logica delle cose). Nel limbo in cui, noi adulti, ci siamo ritrovati, i bambini hanno alimentato la speranza del ritorno alla normalità, rendendo possibile l’impossibile e facile ciò che sembrava difficile; perché, allora, non proporre una storia ambientata in un castello medievale e lasciar correre liberamente fantasia e creatività, in modo che la realtà potesse trasformarsi in fiaba e viceversa? Nel presentare il Progetto, abbiamo avvertito, prima di tutto, la necessità di collegarlo ad un racconto di facile comprensione per i nostri piccoli interlocutori e abbiamo pensato ai due giovani sposi, Aurelia e Giovanni Sanseverino, antichi abitanti del castello ducale di Ceglie Messapica. Abbiamo chiesto ai nostri alunni di leggere attentamente la storia per dare forma e vita ai personaggi, ai luoghi e alle situazioni. Successivamente, li abbiamo impegnati in un viaggio “virtuale” nel castello e in una passeggiata “reale” nei pressi di questa bellissima dimora storica, per catturare immagini da trasformare in disegni. La proposta è stata accolta con entusiasmo e ha suscitato una grande curiosità verso il castello e nei confronti dei due protagonisti, facendo scoprire, ai più piccoli, un importante patrimonio storico e culturale della nostra città. La distanza fisica è stata colmata dal continuo confronto virtuale, dallo scambio di foto e disegni, per contribuire ad uno scopo creativo comune. Dopo aver assemblato idee ed elaborati individuali, il risultato ottenuto ha dimostrato come gli alunni siano stati capaci di “ricostruire”, a distanza di secoli, il nostro bel castello, consapevoli che questo luogo del cuore e della memoria appartenga un po’ anche a ciascuno di noi e vada perciò custodito con amore”. Tanti complimenti davvero agli alunni e alle alunne di Ceglie Messapica e alle loro docenti per la produzione di un documento originale e ben curato!

Ricordiamo che la partecipazione alla gara è ancora aperta! Qui sotto riportiamo il regolamento dell’iniziativa. Vi invitiamo a navigare nel sito: https://www.isoleborromee.it/rocca-di-angera/

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UNA ROCCA DI COLORI:

TUTTI IN VIAGGIO NEL MEDIOEVO

GARA DI DISEGNO E CREATIVITA’ PROMOSSA DA ROCCA DI ANGERA E TERRE BORROMEO PER LE SCUOLE DELL’INFANZIA, PRIMARIE E SECONDARIE DI PRIMO GRADO. INVIO DEGLI ELABORATI FINO AL 20 SETTEMBRE 2020

Conoscere un’affascinante fortezza di grande valore storico, architettonico e artistico – la ROCCA DI ANGERA, sul Lago Maggiore (Varese) – e coinvolgere le scuole e gli allievi in un’attività dove tutti, nel proprio “piccolo”, possono svolgere una parte “grande”, importante e decisiva. Questo il senso di UNA ROCCA DI COLORI / TUTTI IN VIAGGIO NEL MEDIOEVO , iniziativa promossa da Rocca di Angera e Terre Borromeo con Okay! e  Funtasy Editrice.

L’iniziativa – indirizzata alle Scuole dell’Infanzia, Primarie e Secondarie di Primo Grado, statali e paritarie – si propone la finalità di diffondere una maggiore conoscenza, tra le scuole italiane, del complesso architettonico della Rocca di Angera, eccezionale testimonianza del XIII secolo. In posizione strategica per il controllo dei traffici del Lago Maggiore ed europei, la tradizione storiografica lega le vicende di Angera alla casata dei Visconti prima e dei Borromeo dopo.

La Rocca di Angera si propone oggi al mondo scolastico come una eccezionale opportunità didattica e come meta per il turismo scolastico. L’antica dimora si struttura su vari livelli e si articola nelle Sale Storiche, nel Museo della Bambola e del Giocattolo, nell’Ala Scaligera e nel Giardino Medievale. Di grande interesse naturalistico, storico e geografico anche le visite alle Isole Borromee e al Parco Pallavicino.

ECCO COME PARTECIPARE

  • Le classi e gli Istituti scolastici partecipanti sono invitati a “mettersi in gioco” sul tema UNA ROCCA DI COLORI / TUTTI IN VIAGGIO NEL MEDIOEVO cimentandosi nella realizzazione di disegni che abbiano come riferimento la realtà di un castello medioevale, visto ed interpretato nell’architettura, nella storia, nella vita e nelle sue varie realtà sociali, culturali, storiche, ambientali e così via.
  • Spunti e suggerimenti sulla realtà del castello possono essere individuati anche sul sito https://www.isoleborromee.it/ dedicato alle magnifiche ISOLE BORROMEE (Isola Bella e Isola Madre), alla ROCCA DI ANGERA e al PARCO PALLAVICINO.

PROPOSTE DI TEMI

  • Il castello: la sua storia, il suo significato.
  • Il castello: la sua struttura, come è stato costruito, da quali ambienti è costituito.
  • Il castello: i luoghi in cui è stato costruito
  • Il castello come luogo di difesa e come simbolo di un territorio.
  • Il castello: nelle storie e nelle leggende.
  • Il castello: nell’arte, nella letteratura, nel cinema e nella fiction televisiva.
  • Il castello come luogo di cultura, di incontri, di aggregazione e di economia auto sostenibile.
  • Il castello in Italia, in Europa e nel mondo.
  • La Rocca di Angera: la sua storia, le sue immagini. 

CHE LAVORI REALIZZARE?

  • Gli elaborati possono essere realizzati nelle forme e nelle modalite più varie, secondo la libera espressione creativa dei partecipanti. Ad esempio: disegni, poster, opere grafiche, documenti video (anche girati con il cellulare), documenti audio, album, opuscoli, fascicoli, articoli su giornali scolastici, allestimento di siti web e così via.
  • Gli elaborati potranno riprodurre immagini del castello (o dei castelli) nelle tecniche e nelle espressioni suggerite dalla creatività (tempere, acquerelli, collages, modellini, tavole, posters).
  • Possono essere realizzate cartoline, T-shirt, plastici e costruzioni varie. L’importante è rispettare il tema. Tutto il materiale va sempre prodotto in formato elettronico, in modo da essere inviato via email, evitando alle scuole spese di spedizione e al fine di consentire alla stessa scuola di valorizzare a fini didattici il materiale prodotto.
  • Le scuole e le classi partecipanti possono realizzare un numero “illimitato” di elaborati, da presentare sempre in file informatico.

INVIO ELABORATI E SCADENZA

  • Il termine di scadenza è stato posticipato a seguito della sospensione delle attività didattiche per l’emergenza sanitaria covid-19. Tutti gli elaborati realizzati per l’iniziativa dovranno infatti essere spediti entro il 20 SETTEMBRE 2020 via posta elettronica al seguente indirizzo: okayredazione@gmail.com
  • Il materiale può anche essere inviato tramite la pagina Facebook del gruppo “Noi Siamo Okay!”. Per materiali e file pesanti si suggerisce di utilizzare servizi di invio come WeTransfer, JumboMail e così via.
  • I lavori dovranno riportare in modo chiaro: classe, scuola, docente coordinatore ed indirizzo completo della sede del plesso o dell’Istituto, con numeri di telefono ed e-mail.
  • Il materiale cartaceo (disegni, plastici e tabelloni) può essere scansionato o fotografato ed inviato sempre in formato elettronico e via email sempre all’indirizzo: okayredazione@gmail.com

I PREMI E L’EVENTO DELLA PREMIAZIONE

  • Una commissione giudicatrice, a suo insindacabile giudizio, selezionerà gli elaborati ed attribuirà una serie di premi di utilità didattica.
  • La premiazione avrà luogo entro la fine dell’anno scolastico, nell’ambito di una manifestazione che si terrà presso la stessa ROCCA DI ANGERA.
  • Verranno premiati i migliori 10 elaborati e le prime 5 scuole per numero di disegni inviati all’iniziativa. L’elenco dei vincitori sarà pubblicato sui siti di OKAY!, FUNTASY EDITRICE e TERRE BORROMEO e diffuso alla stampa ed ai media.
  • Rocca di Angera e Terre Borromeo si riservano il diritto di utilizzare e valorizzare il materiale grafico pervenuto nell’ambito delle più diverse attività ed iniziative, anche editoriali.

Aggiornamenti, notizie, immagini e regolamento su:

OKAY! Online 

www.isoleborromee.it

Funtasy Editrice

SPORT ESTIVI A RISCHIO DI INFORTUNI: IL VADEMECUM PER PREVENIRLI E CURARLI


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Foto di Roberto Alborghetti

Dopo la quarantena  l’estate rappresenta l’occasione per cercare di tornare alla normalità dedicandosi ai più amati sport da spiaggia e in acqua come nuoto, beach volley, surf, wakeboarding e stand up paddle. Attività sportive ricercate, ma al tempo stesso fonti di lesioni e traumi, soprattutto dopo un prolungato periodo di lockdown che ha visto il prevalere di sedentarietà e regimi alimentari scorretti. Stando a un recente ricerca dall’American Physical Therapy Association, infatti, il rischio d’infortuni agli arti inferiori e legato agli sport estivi è in aumento del 45%. Scenario allarmante per  gli oltre 5 milioni di Italiani che secondo l’ISTAT prediligono il nuoto come sport in estate. Quella degli sport estivi è una vera e propria tendenza social: basti pensare che su Instagram sono oltre 2 milioni i post con l’hashtag #watersports e oltre 44mila i post con l’hashtag #summersports.

 Ma quali sono le raccomandazioni per evitare gli infortuni più comuni e curarli al meglio? Secondo gli esperti la prevenzione inizia prima di partire, sottoponendosi a un check up fisico completo e ad una valutazione della postura, e continua a tavola con un regime alimentare equilibrato. Una volta in viaggio diventa fondamentale idratare la pelle, eseguire esercizi di riscaldamento muscolare volti a rafforzare glutei e addominali e indossare attrezzature sportive idonee. Per recuperare in tempi rapidi da traumi e lesioni, infine, un valido aiuto arriva dalla laserterapia Theal Therapy di Mectronic. “Dopo il lockdown possiamo finalmente tornare a tuffarci in acqua e praticare sport in spiaggia, seguendo le principali regole di sicurezza, ma è necessario non esagerare con le attività sportive. Dedicarsi al windsurf e allo stand up paddle senza un adeguato allenamento, per esempio, può causare numerosi danni agli arti inferiori e provocare complicazioni sulla pelle se esposti troppo tempo alla luce del sole senza le adeguate protezioni”: ha spiegato la dott.ssa Angela Amodio, fisioterapista specializzata in neuroriabilitazione.

Secondo la National Health Association il più pericoloso risulta essere il surf con il 67% di trauma cranici, 20% di lacerazione agli arti inferiori e 13% di contusioni. A seguire il beach volley che, se praticato in maniera scorretta, può dar vita a lussazioni alle spalle (50%), microtraumi ai gomiti (32%), e fratture delle dita (18%). Ma non esistono soltanto i traumi da spiaggia perché sempre più appassionati decidono di praticare attività fisica ad alta quota, praticando trekking, jogging e mountain bike. In questo caso i traumi più frequenti riguardano le distorsioni alle caviglie (43%), dovuti all’instabilità del terreno, strappi muscolari alla schiena (36%), causati da un carico di lavoro eccessivo a danno della colonna vertebrale, e fratture delle falangi dei piedi (21%), dovute a un errato utilizzo dei bastoncini da trekking.

Ecco infine il vademecum degli esperti per prevenire e curare gli infortuni legati agli sport estivi:

  • SOTTOPORSI A UN CHECK UP FISICO PRIMA DI PARTIRE

Il prolungato periodo di lockdown ha aumentato la sedentarietà: diventa per questo fondamentale controllare la propria preparazione fisica e atletica prima di andare in vacanza.

  • SEGUIRE UN REGIME ALIMENTARE EQUILIBRATO

La corretta soddisfazione del fabbisogno alimentare permette di evitare l’esposizione al rischio di infortuni e malesseri fisici, soprattutto in spiaggia e in acqua.

  • RIMANERE COSTANTEMENTE IDRATATI

Una buona idratazione è fondamentale per mantenere la corretta produzione di elettroliti, evitando i più comuni crampi e stiramenti, soprattutto quando il sole picchia forte in spiaggia.

  • ESEGUIRE ESERCIZI DI RINFORZO MUSCOLARE

Gli esercizi di core stability per glutei e addominali attivano il sistema cardio-circolatorio e incrementano l’attenzione durante l’attività sportiva.

  • BILANCIARE IL RAPPORTO TRA ATTIVITÀ FISICA E RIPOSO 

Praticare intensa attività fisica in estate, soprattutto per chi lo fa in maniera amatoriale senza adeguata preparazione, aumenta il rischio di infortuni: per questo è necessario osservare un periodo di riposo.

  • INDOSSARE LE GIUSTE ATTREZZATURE SPORTIVE

Indossare un abbigliamento tecnico adeguato e dotarsi di calzature idonee al terreno sabbioso risulta fondamentale per evitare movimenti scorretti, soprattutto in caso di corsa.

  • MANTENERE UNA POSTURA CORRETTA

Una buona postura è fondamentale per non compromettere la tecnica di esecuzione della corsa, evitando lesioni frequenti agli arti inferiori.

  • RICONOSCERE I PROPRI LIMITI

Ascoltare se stessi e i segnali del proprio corpo diventa fondamentale per comprendere quando fermarsi e ripartire con l’attività fisica.

  • IDRATARE LA PELLE CON CREME AD HOC

Durante la corsa in spiaggia è fondamentale proteggersi da filtri solari per evitare scottature e il rischio di insolazioni.

  • IN CASO DI INFORTUNIO UTILIZZARE LA LASERTERAPIA

L’ausilio del laser Theal Therapy si è rivelato estremamente utile nella cura e nel recupero in tempi più rapidi di patologie acuto-croniche.

RARE-FARE / VINILI, 50 ANNI FA IL PRIMO TRIPLO ALBUM: WOODSTOCK (1970)


 

Nuovo appuntamento con Rare-Fare  dedicata ai vinili, ai dischi, album a 33 giri o ai cosiddetti “singoli”, i dischi a 45 giri: veri e propri oggetti di culto, oltre che di design, da stringere tra le mani e da accarezzare, come oggi purtroppo non si può fare con la musica scaricata digitalmente. Il disco era importante in sè e per sè, proprio a partire dal fatto che era un prodotto, un oggetto. Una cosa da prendere in mano, osservare, leggere, vedere, fare propria.

Ci occupiamo, in due distinte puntate, dei primi tripli album a 33 giri della storia discografica e musicale. Sono due, entrambi usciti ben 50 anni fa, nel 1970. Si tratta di Woodstock: Music from the Original Soundtrack and More (Maggio 1970) e di All Things Must Pass (Dicembre 1970) di George Harrison, componente dei leggendari Beatles, che si erano sciolti l’anno precedente, nel 1969, anche se alcuni fonti dicono nei primi mesi del 1970. Questi due tripli album sono fondamentali per l’epoca in cui videro la luce. La raccolta sullo storico evento di Woodstock ( tenutosi nell’estate del 1969) raccoglie brani da tre giorni di concerti. Il disco di Harrison contiene canzoni scritte durante l’ultimo periodo di attività dei celeberrimi Fab Four.

Il triplo album a 33 giri dell’epica colonna sonora di Woodstock 1969, è pubblicato l’11 maggio 1970 dalla Cotillion/Atlantic Records; ne è produttore Eric Blackstead. Contiene alcune delle registrazione effettuate tra il 15 e il 18 agosto 1969 al Festival di Woodstock (Bethel, New York, USA). Sono 21 tracce della durata di 90:24 minuti, che spaziano dal Rock all’Hard rock dal blues alla psichedelica. La maggior parte dei brani contiene anche dialoghi, annunci dal palco, presentazioni, rumori della pioggia battente, che ne allungano la durata complessiva, ma documentano l’atmosfera di un evento che farà epoca.

I 6 lati del triplo album propongono un vero e proprio viaggio nella storia della musica rock e pop. Ecco alcuni dei brani e degli interpreti: Going Up the Country, Canned Heat; Freedom, Richie Havens; At the Hop,  Sha-Na-Na; Drug Store Truck Drivin’ Man, Joan Baez & Jeffrey Shurtleff; Joe Hill, Joan Baez; Judy Blue Eyes, Crosby, Stills & Nash; Wooden Ships, Crosby, Stills, Nash & Young; We’re Not Gonna Take It, The Who; With a Little Help from My Friends, Joe Cocker; Soul Sacrifice, Santana; I’m Going Home, Ten Years After; Volunteers, Jefferson Airplane;   Medley, Sly & the Family Stone;  Love March, Butterfield Blues Band; Medley, Jimi Hendrix.

  • Woodstock, Music from the Original Soundtrack and More, Atlantic record, Made in Italy by Wea Italiana, 1970.

 

Per info: okayredazione@gmail.com

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FENOMENI / IL LIBRO “CUORE”: UN GRANDE SUCCESSO ANCHE NEI “CARTONI” TV


CUORE DI MARCO

GUEST WRITER: GIANNI SORU

Il libro Cuore di Edmondo De Amicis scritto nel 1882, rimane ancora oggi il libro italiano più bello ed amato nel mondo. Un classico intramontabile. I racconti contenuti nel libro poi sono veramente toccanti. “Lo scrivano Fiorentino”, “La piccola vedetta lombarda” e “Dagli Appennini alle Ande” sono tra i più celebri, e di questo ultimo è stato scelto per dedicargli una serie a puntate tutta sua.

“CUORE”

Andato in onda nel 1982 su Retequattro ha riscosso un grandissimo successo. Torino del 1800, Enrico è un ragazzo di 14 anni studente, di famiglia benestante, ha una sorella più grande, Silvia, ed un fratellino minore Nino. Maestro di scuola di Enrico è il Signor Perboni; compagni di scuola di Enrico sono: Garrone, De Rossi, Franti, Carachi, Carlo Nobis, Coretti, Stardi, Garoffi, Rabucco Grossi, Votini, Precossi. Il maestro Perboni ogni mese leggerà ai suoi studenti un racconto: “Il piccolo patriota padovano”, “La piccola vedetta lombarda”, “Il piccolo scrivano fiorentino”, “Il tamburino sardo”, “L’ infermiere di Tata”, “Sangue romagnolo”, “Valor civile”, “Dagli Appennini alle Ande”, “Naufragio”; ed i ragazzi ne dovranno capire il significato.

Diversa è la lineacollezione dedicata a Cuore come: adesivi, cartolina, disco, disegni da colorare, libri, maschera di Carnevale, patatine, poster, puzzle, quaderno, segnalibro…. La splendida ed amatissima sila è stata definita la più bella di tutti i cartoni animati. a cantarla sono I Cavalieri del Re, che l’hanno portata in classifica con 100.000 copie vendute.

“Ricordo ancora il primo giorno a scuola le mie matite e i pennarelli blu. Che lontano quel tempo come vola verdi giorni che non tornan più. Quanti giorni su quei neri banchi. Quanti sogni non ricordo più. Ma un pensiero assopito si fa avanti è quel libro che leggi ora tu. Il mio tamburino sardo corre senza aver paura, alto tiene il suo stendardo messaggero di ventura. Va parte il bastimento Genova è ormai lontana, Marco va nel nuovo mondo terra Sud Americana. Oh caro vecchio libro Cuore con la tua semplicità, continui a far sognare i ragazzi d’ogni età. Mio vecchio libro Cuore mai nel tempo scorderò le pagine d’amore forse fuori moda un po’. Ma ieri ho visto il mio ragazzo che toglieva un po’ di polvere da te…”.

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“MARCO”

Andato in onda nel 1982 su Rai 1, ha riscosso un grandissimo successo.  E’ tratto dal racconto ‘Dagli Appennini alle Ande’ del libro Cuore. Marco vive a Genova con il padre Pietro ed il fratello Tonio. Marco vuole andare in Argentina a riprendere la mamma, che era partita per lavoro e sarebbe dovuta tornare dopo due anni. La famiglia di Marco non si può permettere di comprare il biglietto per la nave. Alcuni amici di Marco faranno una colletta per avere soldi a sufficienza per poter comprare il biglietto a Marco. Marco si mette in viaggio con la scimmietta Peppino, e durante il suo viaggio incontrerà una famiglia di burattinai girovaghi, Pepe è il capofamiglia, poi ci sono le sue tre figlie, Concetta, Giulietta e Violetta.

La lineacollezione dedicata a Marco è stata: adesivo, album di figurine, bambola, cartolina, disco, disegni da colorare, dvd, fumetti, gioco da tavolo, libro, maschera di Carnevale, patatine, puzzle, quaderno, segnalibro, vhs… La famosissima sigla è cantata dagli Amici di marco (Paola Orlandi e coro), ed è entrata in classifica con 200.000 copie.

“Oh oh oh oh oh. Oh oh oh oh oh oh. Oh oh oh oh oh oh. Oh oh oh oh. Oh oh oh oh. A Marco non andava proprio giù che la sua mamma non ci fosse più, che oltre il mare fosse andata via soffriva sai di malinconia. E allora Marco un giorno s’imbarcò l’Oceano il piroscafo passò  e gli Appennini dietro si lasciò da solo poi la mamma cercò. Le Ande son grandi ma l’amore è più grande sai la fida scimmiettta e poi la notte lo scalderà. E Marco, Marco va, va, va e non si vuole arrendere.  E Marco, Marco, va, va, va paura certo non ha…”

GIANNI SORU

VAL SIMETO: UN ANGOLO DI SICILIA DIFESO DA UN OSSERVATORIO CIVICO


Siamo nella Valle del Simeto, in Sicilia,  un territorio situato tra il versante sud-ovest dell’Etna e i monti Erei; proprio qui, a partire dai primi anni del 2000, succede qualcosa di inaspettato: la società civile comincia ad attivarsi per difendere il territorio da varie minacce per la salute e l’ambiente. In particolare, in quegli anni giunge la notizia della costruzione di un mega-inceneritore, previsto dal Piano Rifiuti di Salvatore Cuffaro del 2002, da collocare nel Sito di Interesse Comunitario (SIC) localizzato tra Paternò e Centuripe, in Contrada Cannizzola. A questa minaccia se ne affiancano altre, come per esempio la presenza di un impianto industriale ad Adrano, sempre nei pressi di un SIC, in Contrada Contrasto, che immetteva nel ciclo produttivo rifiuti speciali e pericolosi: la cosiddetta fabbrica dei veleni.

Migliaia di abitanti della Valle decidono, allora, di condurre insieme azioni non solo di protesta, mirate a scongiurare tali minacce, ma soprattutto a costruire forme di sviluppo fondate su principi di giustizia ambientale e solidarietà sociale. L’idea che innesca un cambio di passo in questo senso arriva nel 2008: i cittadini attivi nella protesta avviano una collaborazione con il Laboratorio per la Progettazione Ecologica e Ambientale del Territorio (LabPEAT) dell’Università di Catania. Tale collaborazione prende le mosse con una prima campagna di ascolto, costruzione di rete e progettualità condivisa, attraverso l’elaborazione di mappe collettive che prende il nome di Mappatura di Comunità.

È la svolta! Le competenze che docenti e ricercatori dell’Università iniziano a trasmettere alla collettività dotano questa di un metodo di lavoro che la spinge ad organizzarsi sempre meglio e ad elaborare una proposta di grande impatto: un piano di sviluppo locale sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale, economico da scrivere insieme alle Amministrazioni dei Comuni che insistono sulla Valle del Simeto, Ha inizio così il percorso di costruzione di un Patto tra cittadini e Istituzioni per far rivivere la Valle del Simeto (riprendendo le parole di un documento del 2010, il primo dei tanti documenti collettivi costruiti negli anni). Questo percorso, nel 2015, porta alla nascita del Presidio Partecipativo – organizzazione che coordina più di 50 associazioni locali e cittadini – e alla sottoscrizione del Patto di Fiume Simeto vero e proprio: strumento di programmazione strategica e negoziata elaborato dal basso che persegue la tutela e la corretta gestione delle risorse idriche e la valorizzazione del territorio unitamente alla salvaguardia dal rischio

Nasce l’Osservatorio civico SNAI Val Simeto: continua l’azione di riscatto di un territorio ad opera della gente che lo abita idraulico, contribuendo allo sviluppo locale, cui partecipano il Presidio Partecipativo, l’Università di Catania e 10 comuni vallivi. Nel frattempo, nel 2012, l’esperienza in corso nella Valle del Simeto intercetta la Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) italiane, che stava prendendo corpo nel Paese su iniziativa dell’allora Ministro Fabrizio Barca. La SNAI si propone come strumento per dare risposta ai preoccupanti e crescenti fenomeni di spopolamento e depauperamento che si manifestano su circa il 60% del territorio italiano, mirando a potenziare i servizi atti a garantire i diritti di cittadinanza (istruzione, salute, mobilità) e a catalizzare lo sviluppo locale.

La SNAI s’ispira, infatti, a un approccio di tipo place-based ossia, per citare le parole di Barca, “attento alle persone nei luoghi”; la Valle, da anni, è luogo di una sperimentazione civica permanente che prova ad esercitare tale attenzione. Nel 2013 matura l’idea di poter proporre una auto-candidatura della Valle del Simeto alla SNAI. A differenza di altre aree italiane (proposte direttamente dalle Regioni), nel caso della Valle del Simeto si tratta di uno slancio intraprendente di una delegazione di abitanti, amministratori e ricercatori, in forte sinergia tra loro. Questo convince il Comitato Nazionale per le Aree Interne a selezionare la Valle come area sperimentale di rilevanza nazionale per la vivacità della cittadinanza attiva locale e la qualità del percorso partecipativo messo in atto sino a quel momento. Avviene così un miracolo: il Patto di Fiume Simeto è Area Strategica per la SNAI nella Valle del Simeto, mentre l’area progetto – porzione di territorio su cui si concentrano gli investimenti SNAI – è costituita dai Comuni di Adrano, Biancavilla e Centuripe.

Il percorso di co-progettazione della Strategia per la Valle prende inizio nel 2015 e vede coinvolti, oltre al Comitato Nazionale, soggetti istituzionali su diversi livelli di governo (i Ministeri, tra cui MIUR, Min. Salute, Min. Trasporti, la Regione Siciliana, gli Enti Intermedi, etc.). A livello locale, hanno lavorato in sinergia Sindaci e Amministrazioni Comunali, il Presidio Partecipativo e l’Università nella cornice del Patto di Fiume Simeto, coinvolgendo scuole, pediatri e medici di base, studenti, pendolari, ecc., aprendo il percorso all’ascolto dei bisogni e alle idee della comunità. Tale sinergia è stata dirimente nella costruzione di una Strategia quanto più “attenta alle persone nei luoghi” e ha prodotto l’approvazione del documento finale, nel 2018, per un importo complessivo pari a circa 31 milioni di euro da spendere in sette macro-azioni: sperimentazioni formative permanenti nelle scuole in rete per contrastare il fenomeno del fallimento formativo precoce e la dispersione scolastica; il rafforzamento dei servizi sociosanitari territoriali per garantire il diritto alla salute a tutti; incentivare la cultura del saper fare attraverso percorsi formativi integrati per produrre occupazione nel settore agroalimentare, ricettivo e culturale; realizzare una gestione responsabile delle acque anche attraverso l’inserimento di opportuna vegetazione; promuovere l’energia pulita proveniente da fonti rinnovabili; favorire lo sviluppo del sistema rurale della Valle, è possibile leggere la Strategia approvate attraverso il link:

http://old2018.agenziacoesione.gov.it/it/arint/Strategie_di_area/Strategie_di_area.html).

La Strategia d’Area per la Valle del Simeto prevede un ruolo attivo della comunità anche in fase di attuazione. È in tale fase, infatti, che il contributo generativo degli attori locali è centrale per la buona riuscita dei progetti, specialmente quelli che necessitano di un forte protagonismo degli abitanti stessi (si pensi, per esempio, ai progetti ispirati ai modelli organizzativi dei FabLabs e dei LivingLabs che, nella Valle del Simeto, abbiamo chiamato Rural Art Labs). In fase di co-progettazione, è stata dichiaratamente espressa, appunto, la volontà di attivare un percorso di monitoraggio civico applicando principi di massima trasparenza, divulgazione e partecipazione in merito alle procedure di evidenza pubblica previste (manifestazione di interessi, bandi, ecc.). Proprio per rendere concreta la volontà di attivare un’azione di monitoraggio civico, la società civile simetina, si sta già organizzando in un osservatorio civico SNAI Simeto che prende le mosse da una recente lettera agli amministratori, sottoscritta da oltre 350 persone tra cittadini, ricercatori, liberi professionisti, docenti, dirigenti scolastici e oltre 50 enti tra scuole, associazioni e aziende agricole locali dopo un’attenta riflessione, avviata in tempi di pandemia, proprio sulla centralità degli interventi SNAI in questo delicato momento storico, in cui tutti sono chiamati a fare la propria parte.

L’osservatorio civico SNAI Simeto si dà il compito di monitorare, arricchire e alimentare il percorso di attuazione della Strategia con approccio comunitario. La SNAI, nella Valle del Simeto, è stata costruita dalla una pluralità di attori che non vuol fermarsi alla co-progettazione degli interventi, ma vuol contribuire affinché la loro realizzazione continui a essere ispirata da quei principi che ne hanno consentito l’esistenza. Questo potrebbe consentire alle Amministrazioni di sperimentare nuovi strumenti che rafforzino un’alleanza costruttiva tra abitanti e Istituzioni, in linea con quanto già dichiarato nella Convenzione Quadro del Patto di Fiume Simeto e in attuazione del Principio di Sussidiarietà di cui all’art. 118 della Costituzione Italiana.

Salvatore La Spina 345 7107371 | Carmelo Caruso 351 8379084

UNA ROCCA DI COLORI: ECCO IL PLASTICO DELL’IC “PAGANO” DI NICOTERA (VIBO V.)


Ecco il bellissimo castello realizzato per l’iniziativa “Una Rocca di Colori”, promossa da Rocca di Angera e Terre Borromeo, Lago Maggiore, Varese. Il plastico è ispirato proprio alle caratteristiche architettoniche della Rocca di Angera, che si affaccia sulle acque del Lago Maggiore, in una posizione strategica. Il lavoro è stato realizzato dall’alunno D’Ambrosio Salvatore con la guida ed il coordinamento della professoressa Delia Vincenza, della Classe III B Scuola Secondaria di I grado dell’ Istituto Comprensivo “A. Pagano” di Nicotera (Vibo Valentia). Ci complimentiamo con Salvatore  e con la professoressa Delia per la ottima realizzazione della Rocca, protagonista di vicende storiche e ora meta di tanti visitatori.

La Rocca di Angera si propone oggi al mondo scolastico come una eccezionale opportunità didattica e come meta per il turismo scolastico. L’antica dimora si struttura su vari livelli e si articola nelle Sale Storiche, nel Museo della Bambola e del Giocattolo, nell’Ala Scaligera e nel Giardino Medievale. Di grande interesse naturalistico, storico e geografico anche le visite alle Isole Borromee e al Parco Pallavicino. Vi invitiamo a navigare nel sito: https://www.isoleborromee.it/rocca-di-angera/

Ricordiamo che la partecipazione alla gara è ancora aperta! Qui sotto riportiamo il regolamento dell’iniziativa. 

 

UNA ROCCA DI COLORI :

TUTTI IN VIAGGIO NEL MEDIOEVO

GARA DI DISEGNO E CREATIVITA’ PROMOSSA DA ROCCA DI ANGERA E TERRE BORROMEO PER LE SCUOLE DELL’INFANZIA, PRIMARIE E SECONDARIE DI PRIMO GRADO. INVIO DEGLI ELABORATI FINO AL 20 SETTEMBRE 2020

Conoscere un’affascinante fortezza di grande valore storico, architettonico e artistico – la ROCCA DI ANGERA, sul Lago Maggiore (Varese) – e coinvolgere le scuole e gli allievi in un’attività dove tutti, nel proprio “piccolo”, possono svolgere una parte “grande”, importante e decisiva. Questo il senso di UNA ROCCA DI COLORI / TUTTI IN VIAGGIO NEL MEDIOEVO , iniziativa promossa da Rocca di Angera e Terre Borromeo con Okay! e  Funtasy Editrice.

L’iniziativa – indirizzata alle Scuole dell’Infanzia, Primarie e Secondarie di Primo Grado, statali e paritarie – si propone la finalità di diffondere una maggiore conoscenza, tra le scuole italiane, del complesso architettonico della Rocca di Angera, eccezionale testimonianza del XIII secolo. In posizione strategica per il controllo dei traffici del Lago Maggiore ed europei, la tradizione storiografica lega le vicende di Angera alla casata dei Visconti prima e dei Borromeo dopo.

La Rocca di Angera si propone oggi al mondo scolastico come una eccezionale opportunità didattica e come meta per il turismo scolastico. L’antica dimora si struttura su vari livelli e si articola nelle Sale Storiche, nel Museo della Bambola e del Giocattolo, nell’Ala Scaligera e nel Giardino Medievale. Di grande interesse naturalistico, storico e geografico anche le visite alle Isole Borromee e al Parco Pallavicino.

ECCO COME PARTECIPARE

  • Le classi e gli Istituti scolastici partecipanti sono invitati a “mettersi in gioco” sul tema UNA ROCCA DI COLORI / TUTTI IN VIAGGIO NEL MEDIOEVO cimentandosi nella realizzazione di disegni che abbiano come riferimento la realtà di un castello medioevale, visto ed interpretato nell’architettura, nella storia, nella vita e nelle sue varie realtà sociali, culturali, storiche, ambientali e così via.
  • Spunti e suggerimenti sulla realtà del castello possono essere individuati anche sul sito https://www.isoleborromee.it/ dedicato alle magnifiche ISOLE BORROMEE (Isola Bella e Isola Madre), alla ROCCA DI ANGERA e al PARCO PALLAVICINO.

PROPOSTE DI TEMI

  • Il castello: la sua storia, il suo significato.
  • Il castello: la sua struttura, come è stato costruito, da quali ambienti è costituito.
  • Il castello: i luoghi in cui è stato costruito
  • Il castello come luogo di difesa e come simbolo di un territorio.
  • Il castello: nelle storie e nelle leggende.
  • Il castello: nell’arte, nella letteratura, nel cinema e nella fiction televisiva.
  • Il castello come luogo di cultura, di incontri, di aggregazione e di economia auto sostenibile.
  • Il castello in Italia, in Europa e nel mondo.
  • La Rocca di Angera: la sua storia, le sue immagini. 

CHE LAVORI REALIZZARE?

  • Gli elaborati possono essere realizzati nelle forme e nelle modalite più varie, secondo la libera espressione creativa dei partecipanti. Ad esempio: disegni, poster, opere grafiche, documenti video (anche girati con il cellulare), documenti audio, album, opuscoli, fascicoli, articoli su giornali scolastici, allestimento di siti web e così via.
  • Gli elaborati potranno riprodurre immagini del castello (o dei castelli) nelle tecniche e nelle espressioni suggerite dalla creatività (tempere, acquerelli, collages, modellini, tavole, posters).
  • Possono essere realizzate cartoline, T-shirt, plastici e costruzioni varie. L’importante è rispettare il tema. Tutto il materiale va sempre prodotto in formato elettronico, in modo da essere inviato via email, evitando alle scuole spese di spedizione e al fine di consentire alla stessa scuola di valorizzare a fini didattici il materiale prodotto.
  • Le scuole e le classi partecipanti possono realizzare un numero “illimitato” di elaborati, da presentare sempre in file informatico.

INVIO ELABORATI E SCADENZA

  • Il termine di scadenza è stato posticipato a seguito della sospensione delle attività didattiche per l’emergenza sanitaria covid-19. Tutti gli elaborati realizzati per l’iniziativa dovranno infatti essere spediti entro il 20 SETTEMBRE 2020 via posta elettronica al seguente indirizzo: okayredazione@gmail.com
  • Il materiale può anche essere inviato tramite la pagina Facebook del gruppo “Noi Siamo Okay!”. Per materiali e file pesanti si suggerisce di utilizzare servizi di invio come WeTransfer, JumboMail e così via.
  • I lavori dovranno riportare in modo chiaro: classe, scuola, docente coordinatore ed indirizzo completo della sede del plesso o dell’Istituto, con numeri di telefono ed e-mail.
  • Il materiale cartaceo (disegni, plastici e tabelloni) può essere scansionato o fotografato ed inviato sempre in formato elettronico e via email sempre all’indirizzo: okayredazione@gmail.com

I PREMI E L’EVENTO DELLA PREMIAZIONE

  • Una commissione giudicatrice, a suo insindacabile giudizio, selezionerà gli elaborati ed attribuirà una serie di premi di utilità didattica.
  • La premiazione avrà luogo entro la fine dell’anno scolastico, nell’ambito di una manifestazione che si terrà presso la stessa ROCCA DI ANGERA.
  • Verranno premiati i migliori 10 elaborati e le prime 5 scuole per numero di disegni inviati all’iniziativa. L’elenco dei vincitori sarà pubblicato sui siti di OKAY!, FUNTASY EDITRICE e TERRE BORROMEO e diffuso alla stampa ed ai media.
  • Rocca di Angera e Terre Borromeo si riservano il diritto di utilizzare e valorizzare il materiale grafico pervenuto nell’ambito delle più diverse attività ed iniziative, anche editoriali.

Aggiornamenti, notizie, immagini e regolamento su:

OKAY! Online 

www.isoleborromee.it

Funtasy Editrice

ANTEPRIMA NOVITA’ / E A CASA CARRARA ARRIVÒ MANZÙ CON I SUOI “CARDINALI”


Un libro che è un piccolo grande viaggio nella memoria. Un libro che rivive e fa rivivere momenti e frammenti di tempo in una vita straordinariamente ordinaria. Flaminia Carrara Missale il 5 luglio 2020 è giunta al bellissimo traguardo dei novant’anni. Un fatto che non è passato inosservato a quanti la conoscono, le sono amici e ne hanno condiviso tratti ed esperienze di vita. E così i suoi cari – le figlie Paola e Laura, il figlio Fabio, insieme a tutti i familiari – hanno fatto a Flaminia una straordinaria sorpresa: la primissima copia di un  e-book che sarà prossimamente a disposizione online. ” E a Casa Carrara arrivò Manzù con i suoi “cardinali”: è questo il titolo del libro, una biografia “in prima persona” curata e scritta da Roberto Alborghetti, che aveva raccolto una lunga testimonianza da Flaminia Carrara Missale.

Sì, una vita da raccontare quella di Flaminia. Ma il libro non è soltanto la presentazione dell’esercizio del ricordo, peraltro quanto mai necessario se consideriamo le tantissime vite spezzate di anziani travolti dal covid-19. Il testo è una narrazione viva di fatti, notizie, esperienze vissute nell’arco di un’epoca segnata da grandi trasformazioni, ad ogni livello. Nelle pagine  non sono pochi gli spunti di interesse e di curiosità. Flaminia rivive, in un racconto in prima persona, gli anni dell’infanzia e della gioventù a Clusone, in Alta Valle Seriana, nella grande casa di via Chiodere, aperta al mondo e a tante persone. Resta segno indelebile, di quegli anni, il bellissimo ritratto che l’artista bresciano Tita Mozzoni farà alla piccola Flaminia.

Le mura di quella dimora – costruita mattone su mattone a fronte di tanti sacrifici – diventano crocevia di ospiti anche illustri: si pensi alla famiglia di Giacomo Manzù, accolta perché sfollata in tempo di guerra. Nasce un legame, con il grande scultore, con la moglie Tina, con il figlio Pio (grande mente creativa, prematuramente scomparso). Sicchè, a distanza di quasi ottant’anni, ecco la presentazione di episodi ed aneddoti, anche inediti, sul grande artista che stava già conquistando la ribalta della scena internazionale. Il gran viavai di artisti e letterati (uno su tutti: Salvatore Quasimodo) nella casa di Clusone. E non manca un “mistero”, quello di un anello scolpito dal grande Manzù…

C’è nel libro il racconto, a volte disincantato, a volte ironico, ma sempre empatico, delle proprie fasi della vita, soprattutto quelle della giovinezza: la scuola, gli anni trascorsi a Clusone, la formazione culturale, il periodo  all’Università di Pavia, la docenza, un mondo di relazione con persone e personaggi, l’incontro con Tullio, con il quale si unirà in matrimonio, l’arrivo dei figli e i passaggi del tempo sullo sfondo di un’Italia che cambia e della magìa di Bergamo Alta, nella casa di famiglia.

Flaminia narra di incontri e di relazioni, di sogni e di speranze. Spalanca una finestra sul mondo, che lei coglie e legge con una sensibilità di donna del nostro tempo. Un tempo che non passa invano, ma resta per sempre, con i propri gesti e le proprie scelte. E diremmo anche con il “segno” di una memoria, quella raccolta tra le pagine del libro.  Perché mettere nero su bianco è importante. Come appunto diceva Jorge Luis Borges, “il libro è l’estensione della memoria e dell’immaginazione”.

Come detto, la primissima copia stampata della pubblicazione è stata consegnata a Flaminia nel giorno del suo 90° compleanno, in una bellissima festa a sorpresa sull’aia di Cascina Crippa, nel panorama brianzolo di Sirtori (Lecco). Grandi emozioni e tanta commozione.